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Marcello

[MI 28] La vita e la morte scorrono a Slussen

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Una piccola nota finale al testo che non ho fatto in tempo ad aggiungere, dal momento che sono arrivato in piena zona Cesarini!

Il premio letterario e la famosa giallista sono ovviamente un parto della mia fantasia, il ristorante citato invece esiste realmente ed è uno dei più importanti e lussuosi della capitale, se non il primo in assoluto. La grafia non è corretta, perché sulla seconda "a" va la dieresi, che nella mia tastiera non esiste purtroppo. Se volete farvi un'idea del luogo, potete dare un'occhiata qui:

http://www.operakall...asp?pageID=1095

è molto bello: io l'ho visto parecchie volte.

Da fuori, ovviamente.

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E' roba che scotta, un thriller -mini psicologico che scorre velocemente nonostante sia uno dei racconti più lunghi di questo forum che ho letto finora.

Intanto complimenti, la trama va avanti che è un piacere. Il personaggio principale è abbastanza disturbato e nostalgico, mi piace molto l'excursus su lui e la sua amata prima di passare al problema principale: il figlio.

La frase finale poi è un tocco di stile: destino manifesto, profondo e ineluttabile.

Ho solo da fare qualche piccolissima nota grammaticale che se vorrai potrai ascoltare:

E acqua intorno, acqua ovunque, sotto i piloni del ponte, di fronte a me, alle mie spalle.

Ecco, questa frase mi sembra infelice. Io avrei messo un "L'acqua scorreva sotto il ponte, tutta attorno a me."

“Tu credi sia tutta uguale, vero?”, mi disse Sabine,

Dato che parla del passato, io avrei optato per un Trapassato Prossimo "..mi aveva detto Sabine"

Per il resto..basta così. Complimenti :)

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Ti ringrazio della lettura e del commento!

E' un miracolo se hai trovato solo quelle poche cose da segnalarmi: alle dieci di sera avevo esaurito i caratteri e l'uomo doveva ancora fare la sua proposta a Ludin... ero disperato! Lima, lima sono riuscito a postare a mezzanotte e nove minuti solo grazie al ritardo con cui era partito il MI!

Grazie ancora!

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Inizio con qualche appunto, segnalandoti ciò che secondo me è superfluo, visto che hai avuto problemi di taglio per rientrare nel limite di 7000 battute.

Ma stanotte no, non c'è nulla che abbia il potere di affascinarmi, stanotte.

Toglierei stanotte alla fine.

E acqua intorno, acqua ovunque, sotto i piloni del ponte, di fronte a me, alle mie spalle.

Scriverei: E acqua intorno, ovunque.

continuò con quel sorriso che le accendeva il volto intero

toglierei intero alla fine.

Ho cercato di stargli vicino, te lo giuro, ma il lavoro maledetto che mi tiene lontano da casa ogni sera... insomma, ci ho provato ma è stato solo l'ennesimo fallimento. Lunedì ci sarà la sentenza: si professa innocente e io vorrei credergli, amore, te lo giuro.

Ripetizione troppo vicina secondo me: uno dei due lo toglierei.

E' mostruoso quello che mi chiedi: non posso fare una scelta del genere!”

È= Alt+0200

Non mi sembra corretta la scelta di parlare all’inizio di Sabine in terza persona per poi passare a un certo punto drasticamente a rivolgerti a lei con il tu:

“Tu credi sia tutta uguale, vero?”, mi disse Sabine, quel giorno d'estate di tanti anni fa. Non l'avevo nemmeno sentita arrivare e un attimo dopo era al mio fianco: capelli di un biondo che i riflessi del sole facevano apparire albini e occhi celesti, lo stesso celeste dell'acqua che ci circondava. “Se ritorni a dicembre comprenderai la differenza – continuò con quel sorriso che le accendeva il volto intero – quello è il lago Malaren e questo invece il Mar Baltico. D'inverno alla tua sinistra ci sarà solo una distesa di ghiaccio”.

Avevi sedici anni, come me. Per timore di non riuscire a cogliere quella differenza non me ne andai affatto e la vigilia di Natale eravamo qui, abbracciati sul ponte, ricordi Sabine?

La data e l'ora, stampigliate in basso a destra, le ho impresse a fuoco nella mente: sono quelle dell'omicidio dell'attrice.

Non credo che la data e l’ora stampate sulla foto possono avere valore di certificazione assoluta e incontrovertibile. L’impostazione dell’orologio e del calendario possono essere fasulle, nessuno te lo vieta. A questo punto la foto ritrae una persona che cerca di entrare nell’appartamento, che potrebbe essere chiunque. Forse sarebbe stato meglio renderla riconoscibile.

Resisto alla tentazione di voltarmi e continuo a fissare l'acqua, ma non riesco più a scorgere il viso di Sabine.

Questo passo mi è piaciuto molto. La perdita dell’immagine riflessa di Sabine diventa un sesto senso, l’intuizione di un pericolo incombente.

Alla mia risposta affermativa lo vedo rilassarsi ed espirare lentamente, soddisfatto. Quando torna a rivolgermi la parola, sulle sue labbra c'è l'ombra di un sorriso.

Bella descrizione. Con pochi tratti hai saputo rendere un sottile cambiamento nello stato d’animo dell’antagonista, rivelando appena la sua apprensione che si scioglie subito dopo aver appurato di aver fermato la persona giusta.

Un buon racconto; mi ha colpito soprattutto l’ambientazione e il modo in cui hai saputo mostrare le sensazioni dei due soggetti coinvolti. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più su Sabine, il motivo di questo ricordo doloroso e amaro, ma hai dovuto lottare fino alla fine con il limite di battute. Il finale è aperto ma l’amore di questo padre per il figlio, l’unica cosa che gli rimane, lascia intendere una sola via d’uscita.

Complimenti.

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Grazie mille per il commento e le tue segnalazioni.

Tutto ok per le note: i tagli nella fretta sono venuti un po' in qua e in la' come capitava... forse c'erano più cose meritevoli di rimanere e magari potevo tagliare quelle che mi suggerisci tu...

Un'unica spiegazione, perché questa invece è voluta: il cambio di persona, che ho cercato di giustificare anche andando a capo, è motivato dal fatto che Ludin dapprima ricorda la figura della ragazza e il loro primo incontro, quindi inizia a vederne il riflesso del volto fra le onde e in quel momento il ricordo diventa un dialogo, fino alla decisione di buttarsi che l'arrivo dell'altro impedirà.

Ho una domanda anch'io, però:

È= Alt+0200 cosa significa?

di nuovo grazie di tutto!

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Ah, ok. Magari avresti potuto inserirci un'interlinea, ma è questione di puira formalità

Ho una domanda anch'io, però:

È= Alt+0200 cosa significa?

La è maiuscola non va scritta E' ma È. Questa si ottiene tenendo premuto il tasto alt e digitando contemporaneamente 0200.

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Oddio...

non ho mai saputo una cosa del genere, interessante apprenderlo a metà del mio terzo romanzo...

Forse non con tutti i programmi, però: ho provato (io uso OpenOffice) ma non succede nulla...

...dov'è la vecchia Olivetti?

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Mi è piaciuta molto l'ambientazione a Stoccolma e la descrizione dello sfondo.

Purtroppo, ho dei limiti con i gialli: forse l'ho già scritto da qualche parte, ma ti devo confessare che non sono nemmeno riuscito a finire "Dieci piccoli indiani" con tanto di biasimo generale.

Quindi, ho sperato che la deliziosa descrizione di Stoccolma proseguisse fino alla fine del racconto... finché è cominciata la trama. Ancora tutto perfetto fino all'incontro sul ponte che mi ha ricordato un passo di "Tonio Kröger", poi, con l'avvio del dialogo ho perso un po' dell'entusiasmo iniziale. Il piano del paparazzo mi è sembrato un po' semplicistico, pur nella sua contorsione, e pertanto non sono riuscito a trovarlo perfettamente credibile (ribadisco che sono incompetente in giallistica e affini, comunque).

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Carissimo,

ho richiesto per te dalla Marsilio un'opera omnia comprendente tutte le loro pubblicazioni di gialli nordici (posso garantirti che sono un'infinità e che sono quasi tutte nella mia libreria).

Amo veramente tanto Stoccolma: una delle più belle città in assoluto che abbia mai visto e la prossima volta cercherò una traccia senza trama in modo da poterti raccontare tutto quello che ricordo!

Scherzi a parte, grazie mille per la lettura e il commento!

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Ho visitato Stoccolma, mi è piaciuta e amerei tornarvi per meglio conoscerla. Apprezzo quindi, a prescindere, l'ambientazione. Bene la scena iniziale: coinvolgente la descrizione, evocativo il fraseggio.

La padronanza degli strumenti linguistici caratterizza in generale il racconto, a parte le non gravi difettosità già rimarcate. Concordo con Belfagor sui tagli. C'è da togliere ancora, volendo: spazio da utilizzare con vantaggio altrove.

Vengo al giallo. La trama riprende una situazione classica, ma sempre efficace e coinvolgente. Quanto ai personaggi, un po' stereotipato il cattivo, sullo sfondo (di necessità, in quanto raccontati) gli assenti, convincente il protagonista.

Trovo talvolta un eccesso di pathos nelle scelte espressive , per es. il monologo con la moglie e il finale, ma in effetti si tratta di un anziano e sventurato padre.

Il punto debole, è stato già detto, è proprio la fotografia oggetto della proposta delittuosa. Occorreva un "espediente" più robusto.

A parte ciò, l'impianto è coerente, la narrazione scorrevole, la "cifra" indovinata. Una buona prova!

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Io ti faccio i complimenti fin dall'inizio. Mi piace la tua scrittura e le tue ambientazioni, anche in altri scritti che hai postato ho notato questo.

Amo moltissimo le ambientazioni nordiche, pur non avendo mai visitato quei paesi purtroppo; ma ne sento il fascino, si può avere nostalgia anche per qualcosa che non appartiene al nostro retaggio. Mi è piaciuta molto la prima parte, l'incontro dei due adolescenti è molto bello, sembra di vederli questi ragazzi biondi e felici, appartenenti a un altro mondo (lo definisco così con ammirazione il nord. E' una lunga storia).

Le descrizioni che fai, sia della ragazza, dei suoi occhi, dell'acqua, sembra di esserci vicino, di poter rimirare il tutto, immersi in quella luce tipica del nord che solo Rembrandt, a mio parere, fu in grado di rendere nelle sue tele, dosando i colori come tu dosi le parole.

Molto melanconica la figura dell'uomo che poi, rimasto solo, ammette la sua sconfitta nella vita e io lo vedo camminare curvo nelle vie della sua Stoccolma, me lo fai vedere proprio bene.

Un po meno piacevole è la figura che interviene, il fotografo. Poteva essere un'apparizione misteriosa sbucata dalle nebbie, onnisciente, un angelo o un demone vendicatore o persuasivo in cambio dell'anima e invece è il solito marito che vuole sbarazzarsi della moglie, in cambio di una foto essenziale che ha scattato quasi per caso.

La cosa può essere umanamente plausibile, ma non credo ci sia da fidarsi troppo di una data su una fotografia, che può essere alterata, forse ci voleva una prova più eclatante, ad esempio la foto con davanti la pagina di un giornale, ma qui si va troppo sul materiale, mentre io preferisco la parte poetica che hai trasfuso nella prima parte.

In definitiva devo dire che mi è piaciuto moltissimo e ti rinnovo i complimenti.

p.s.

scusa se approfitto OT. Tu sei un appassionato libraio, da quello che ho capito.

Io è una vita, fin da quando ero adolescente che cerco disperatamente un libro, credo fosse un giallo o un noir, che lessi solo una volta, un libro trovato buttato in una spiaggia e che non ho mai dimenticato per la sua cupa bellezza.

Ricordo vagamente l'incipit e la trama a tratti. Eventualmente, se non ti disturbo, potrei mandarti un MP più esplicativo? Forse potresti darmi una mano a rintracciare titolo e autore.

Chiedo scusa per l'OT.

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Ti ringrazio moltissimo per l'attenta lettura e per il prezioso commento. Quanto ai tagli, ho già espresso il mio disappunto per non aver saputo utilizzare al meglio il tempo a disposizione: il MI è davvero una palestra utilissima e, al contempo, un sofisticato sistema di tortura. Rileggendolo non posso altro che essere d'accordo con voi: avevo pensato di addentrarmi un minimo nella personalità del cattivo e raccontare anche di un sentimento d'inferiorità nei confronti della moglie ricca e affermata. Se avessi "tagliato" meglio ci sarei potuto agevolmente riuscire... Quanto alla foto invece dipende proprio dalla mia ignoranza in materia: non sapevo fosse possibile manipolarla per fare apparire una data diversa.

Di nuovo grazie mille per tutto.

Modificato da Marcello

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Grazie del commento così dettagliato e dell'apprezzamento, Unius.

Amo tutto il Nord Europa che ho visitato svariate volte, in particolare l'Olanda, dove ambiento i miei romanzi. Rembrandt è forse il mio pittore preferito in assoluto, quindi puoi immaginare il piacere che mi ha fatto il tuo commento! Quanto alla foto, mentre tu scrivevi io rispondevo a Sefora e quindi puoi leggere qualche riga più sopra la conferma della mia ignoranza in materia.

Grazie veramente di cuore.

Per il resto certo che puoi mandarmi un messaggio: cavolo, potevi farlo anche senza chiedermi il permesso, ci mancherebbe!

Ma ti premetto che sono stato un appassionato libraio: purtroppo sono stato esodato quattordici mesi fa e la libreria mi manca davvero tantissimo. Ciò premesso, speriamo che quello che rimane della mia memoria possa fare il miracolo, anche se ne dubito. Metti dentro tutti i particolari anche quelli più insignificanti (sembra la frase di un giallo anche questa!) e speriamo che si accenda una qualche lampadina.

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Ciao Marcello,

premetto che commento prima di leggere le opinioni degli altri, così da non essere influenzata.

Che dire, complimenti. Scritto davvero bene nello stile e senza refusi o errori grammaticali, almeno, non mi sembra di averne riscontrati.

L'intreccio della storia è ben sviluppato, dal ricordo di Sabine nella prima parte fino al gioco sporco per salvare il proprio figlio.

Il personaggio di Ludin è ben caratterizzato, le sue descrizioni e i suoi pensieri fanno comprendere bene i suoi stati d'animo, creando empatia con il lettore. Meno quello di Sabine, come per esempio la sua scomparsa, ma ciò non dispiace, dandole quel giusto "velo" di misteriosità.

L'ambientazione di Stoccolma con le immagini dei quartieri e del ponte mi hanno trasmesso voglia di andare a visitarla.

Ma stanotte no, non c'è nulla che abbia il potere di affascinarmi, stanotte.

Non ho gradito tanto la ripetizione di "stanotte", almeno non così. Piuttosto metterei il punto dopo il "no", per lasciare anche il secondo nell'altra frase.

A rileggerti :)

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Oddio...

non ho mai saputo una cosa del genere, interessante apprenderlo a metà del mio terzo romanzo...

Forse non con tutti i programmi, però: ho provato (io uso OpenOffice) ma non succede nulla...

...dov'è la vecchia Olivetti?

Marcello passa a Linux! Una semplice combinazione di tasti et voilà... ä È Ì Ò

comunque forse devi provare con AltGr e non Alt (o devi usare il tastierino numerico).

Questa ti può essere utile

http://www.fabule.it/caratteri.htm

ps. Come sempre... splendido racconto!

Modificato da kapello

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Kapello! Era una vita che non ti si vedeva! Che piacere!

Oddio, con questa pagina mi hai aperto un mondo sconosciuto! Farò esperimenti...

Grazie per i complimenti. sei gentile come sempre!

Ma che bello averti ritrovato!

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Un racconto fatto veramente bene che è riuscito ad appassionarmi.

Ottimo il tuo stile di scrittura, scorrevole e godibile.

Mi è piaciuto come hai spiegato pian piano cos'è successo al figlio del protagonista e come hai trattato bene il suo personaggio.

La seconda parte, soprattutto verso la fine, l'ho trovata davvero emozionante.

Sei stato anche bravo a descrivere le ambientazioni di Stoccolma.

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Carissimo,

ho richiesto per te dalla Marsilio un'opera omnia comprendente tutte le loro pubblicazioni di gialli nordici (posso garantirti che sono un'infinità e che sono quasi tutte nella mia libreria).

Amo veramente tanto Stoccolma: una delle più belle città in assoluto che abbia mai visto e la prossima volta cercherò una traccia senza trama in modo da poterti raccontare tutto quello che ricordo!

Mamma mia, tutta una collezione di gialli! Ci mettero cinque lustri a leggerne solo un ventesimo.

Anch'io adoro Stoccolma, ci sono stato due volte a distanza di vent'anni, ma ci tornerei più che volentieri. A pensarci adesso, avrei dovuto suggerire questo prompt: "Ambientate la vostra storia a Stoccolma e fate sentire il respiro della città. Boa obbligatoria: scrivete quello che vi pare... ma non un giallo, please."

Modificato da chinotto

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Carissimo,

ho richiesto per te dalla Marsilio un'opera omnia comprendente tutte le loro pubblicazioni di gialli nordici (posso garantirti che sono un'infinità e che sono quasi tutte nella mia libreria).

Amo veramente tanto Stoccolma: una delle più belle città in assoluto che abbia mai visto e la prossima volta cercherò una traccia senza trama in modo da poterti raccontare tutto quello che ricordo!

Mamma mia, tutta una collezione di gialli! Ci mettero cinque lustri a leggerne solo un ventesimo.

Anch'io adoro Stoccolma, ci sono stato due volte a distanza di vent'anni, ma ci tornerei più che volentieri. A pensarci adesso, avrei dovuto suggerire questo prompt: "Ambientate la vostra storia a Stoccolma e fate sentire il respiro della città. Boa obbligatoria: scrivete quello che vi pare... ma non un giallo, please."

:asd:

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Anche io uso Open Office e ho problemi con alt+ anche perché uso un netbook per scrivere e ovviamente non ha il tastierino numerico; però puoi usare i caratteri speciali su menu:inserisci, dovrebbe essere la quarta voce dall'alto... Lì trovi tutto, compresi capoversi...

Mi accodo con il giudizio degli altri, bellissima descrizione di Stoccolma, dove sono stato solo una volta ma che mi è rimasta nel cuore... Ah, il Malarem... C'ho fatto pure il bagno... :)

Come dicevo la prima parte del tuo racconto è praticamente perfetta, dialoghi compresi... Delle piccole imperfezioni già ti hanno scritto... Rispetto alla seconda parte, vado controcorrente...so che sei dovuto stare obligatoriamente all'interno dei (settemila?) caratteri, ma io lo amplierei... Se hai intenzione di rimetterci mano, io darei più respiro alla vicenda prettamente, come dire, giallistica (che, come Chinotto, non amo molto) descriverei anche meglio il marito, il suo odio, la sua forte motivazione.

Per concludere: bravo.

Modificato da Sh@de

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Ovviamente anch'io non ho il tastierino; ho dato un'occhiata dove dici tu, ma ho paura a muovermi lì dentro... temo di sconclusionare qualcosa e di perdere la formattazione delle cose che scrivo. In realtà lo uso solo per le note a piè di pagina e ci ho messo una vita a impararla... ma non è un problema grave, credo... A parte che mi piace di più il carattere "E'" dell'altro, immagino che un ipotetico editore possa tranquillamente provvedere a cambiare il carattere: non credo che cestinerà il romanzo per quello...

Ti ringrazio dell'idea per la trama: perché no? Si potrebbe estendere il racconto oltre i settemila caratteri e dare spazio anche agli altri argomenti che avrei voluto trattare, compreso un migliore espediente per il ricatto del cattivo... Non è escluso che in futuro lo faccia!

E grazie per il tuo giudizio che apprezzo molto; sai che io aspetto sempre di leggerti da quella volta...

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Ottima l'ambientazione e sicuro lo stile, peccato che tu non sia riuscito ad approfondire le motivazioni che spingono il "cattivo" ad agire, ma questo è il limite dei racconti con obbligo di concisione.

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Grazie anche a te, Rossella, per il commento e l'apprezzamento. :thumbup:

Come ho già detto a Shade non è improbabile che in un prossimo futuro lo sviluppi in un racconto di più ampio respiro per farvi stare dentro tutte le cose che ho dovuto tegliare o anche solo accennare.

Grazie mille di nuovo!

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