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Professor Moriarty

Mr Jingles

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Sei impegnata a fare i bagagli, il tuo fratellino sta piagnucolando perché ha già lo zaino pieno. Papà ti ha detto di fare in fretta.

“Miles, presto.”

Riconosci la tua voce, è acuta e un po’ stridula. Lui è esile, un piccolo corpicino su cui sembrano essere stati infilati a forza grandi mani e un viso sgraziato, volge lo sguardo verso di te e i suoi occhi sono umidi: “Mr Jingles non entra in valigia.” Mr Jingles è un orsetto ed è il vostro migliore amico, oltre a papà e mamma state solo con lui e gli altri pupazzi: Il Signor Ranocchio, Teddy e Micì ma Mr Jingles è il più importante. Vorresti tanto portarlo ma sai che non puoi perdere tempo: papà ti ha spiegato che la mamma sta nuovamente male e che dovete essere pronti per andare a casa di Zio Miller.

“Lo prendo io.” Dici, sai che lo Zio non si arrabbierà se porterete un ospite in più.

Miles sembra sollevato e ti bacia sulla guancia “Ti voglio bene.” Anche tu gliene vuoi.

Afferri il tuo zaino e infili Mr Jingles sottobraccio, allunghi una mano verso Miles, la sua è così grande e calda, eppure è solo un bambino e tu lo devi proteggere, papà lo ha affidato a te.

“Bambini.”

E’ un urlo che ti fa tremare, acuto e terribile, in grado di perforarti i timpani.

“ Bambini è ora che sappiate una cosa.” E’ la mamma e la sua mano vuole aprire la porta ma papà ti ha istruito bene su cosa fare in questi casi, ti volti versi Miles e lui si lancia contro la maniglia tenendola chiusa mentre tu giri la chiave nella toppa una volta, due volte, tre. Siete al sicuro ora.

“Bambini vostro padre è un uomo cattivo, dovete lasciarmi entrare, devo guardarvi negli occhi mentre vi dico la verità.”

“Non vogliamo sentirla.” E’ la tua voce, Miles si tappa le orecchie. Non vuoi sentirla, non vuoi sentirla davvero e desideri solo che tua madre smetta di armeggiare con la porta.

“Papà è uno sporco sodomita bambini. Dovete aprire la porta e venire via con me. Lui è un mostro e vi travierà.” Il tono si fa mellifluo e carezzante, odi quando fa così, sai che sta per arrivare una tempesta e vuoi rispondere qualcosa ma è Miles che ti precede.

“Vai VIA ! Non dire bugie su papà.” Le sue dita sono troppo grandi in confronto al viso, coprono completamente quasi metà del volto.

“Papà è un rotto in culo Miles. Zio Miller glielo infila dietro tutti i giorni e papà gode come una femminuccia, come una mamma. Ma papà non è la mamma Miles. Vieni con me, non vorrai diventare un frocio anche tu vero ? ” Ecco la bomba, la verità della mamma. Sai che il papà ne ha un’altra, sai che Zio Miller non è un vero zio e che è il migliore amico di papà, ma come spiegarlo a Miles ? Inizia a piangere, lui è solo un bambino e non riesce ancora a capire che la mamma sta solo male, che dice le bugie perché è triste. Stai piangendo anche tu, le lacrime bagnano calde il tuo viso e sono salate sulle tue labbra, abbracci forte Miles e Mr Jingles che ti sorride di rimando. Lui sorride sempre, ecco perché gli vuoi così tanto bene.

“Vai via mamma.. lasciaci stare ti prego..” gridi per coprire la sua voce, non senti ciò che grida non ti interessa la verità della mamma. “ A volte la mamma è cattiva Miles ma poi dopo sta sempre bene, dalle tempo” Le tue lacrime e quelle di tuo fratello bagnano Mr Jingles e in lontananza senti il rumore della carrozza che si avvicina “Sta arrivando papà. Sta arrivando papà.” Lo dite ad una sola voce tu e Miles, Mr Jingles con condiscendenza vi guarda, lui sa sempre tutto.

Uno scatto improvviso, poi uno scoppio. Guardi Miles ma non vedi il suo viso, il suo grosso faccione non c’è più e il suo corpo cade inerme trascinando con sé Mr Jingles. Sei piena di sangue e urli.

“MELISSA NO!” Sono le urla di papà dal cortile.

“Miles ?” Dici, poi senti un secondo scatto seguito da una piccola esplosione.

Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.

Fa molto male e urli.

Fuori c’è un altro scatto, chiudi gli occhi ma lo scoppio non era per te, qualcun altro cade a terra.

Gridi ancora, hai del sangue in bocca.

Davanti a te Mr Jingles sta ancora sorridendo.

____

Precedente commento: ( )

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Scorrevole.

Grammatica e verbi al posto giusto, ortografia appropriata.

La storia prende, ti trovi ad aver paura per questa bimba e suo fratellino, quella madre così strana ti fa davvero terrore, vorresti portarli via da lì ma..ma..io te l'ho già detto qual è il problema del testo.

A me questa seconda persona non piace per niente. Più che altro così si fa fatica a capire chi sta parlando, almeno, questa è la mia impressione, poi chiunque puà dirti altro.

Però secondo me questo testo rende molto meglio in prima persona.

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Errori grammaticali non ci sono o almeno non ne ho visti.

Il testo è molto fluido e scorrevole, piace leggerlo e si capisce subito, ma per capirlo si deve essere abituati a questo genere di scrittura, sempre secondo me è chiaro. Io ti consiglio, come ha detto the last duchess di riscriverlo in prima persona, diventerebbe più intuitivo. Perchè scritto cosi sembra che dai ordini al lettore; questo sempre secondo me.

Per quanto riguarda diciamo la trama, mi è piaciuto. La fine è proprio disastrosa, anche se l'orsachiotto continua a ridere.

Fammi sapere :)

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ti volti versi Miles
Verso.

E' un racconto veramente toccante.

mi piace il modo di raccontarlo dalla prospettiva della bambina ma in seconda persona, particolare anche se non intuitivo.

questo per me però è un pregio se la riuscita è buona. Sono uno strafan di "Pigmeo" di Palahniuk per dire.

mi sembra resa alla grandissima la psicologia della piccina e la sua angoscia.

e poi il finale. tragico, non banale, dannatamente reale.

tutti i miei complimenti.

Ammetto che dal titolo mi aspettavo un racconto su un topolino. :)

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Ortografia: aggiungerei qualche virgola per i vocativi. Es. "Papà è uno sporco sodomita -virgola- bambini" ecc. E anche qui ci vuole una virgola: "non senti ciò che grida -virgola- non ti interessa la verità della mamma".

Trama: toccante, interessante, bel finale. 10 e lode.

Piccola perplessità sullo zio Miller: Miller è un cognome più che un nome proprio, ma per il resto va bene.

Stile: non sono un grande fan della seconda persona, ma qui l'hai usata molto bene, ti faccio i miei complimenti. Raggiunge esattamente lo scopo: crea angoscia nel lettore, fa andare "al ralenti" alcuni momenti ricchi di tensione.

Nel complesso, direi più che riuscito.

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Scorrevole.

Grammatica e verbi al posto giusto, ortografia appropriata.

La storia prende, ti trovi ad aver paura per questa bimba e suo fratellino, quella madre così strana ti fa davvero terrore, vorresti portarli via da lì ma..ma..io te l'ho già detto qual è il problema del testo.

A me questa seconda persona non piace per niente. Più che altro così si fa fatica a capire chi sta parlando, almeno, questa è la mia impressione, poi chiunque puà dirti altro.

Però secondo me questo testo rende molto meglio in prima persona.

Errori grammaticali non ci sono o almeno non ne ho visti.

Il testo è molto fluido e scorrevole, piace leggerlo e si capisce subito, ma per capirlo si deve essere abituati a questo genere di scrittura, sempre secondo me è chiaro. Io ti consiglio, come ha detto the last duchess di riscriverlo in prima persona, diventerebbe più intuitivo. Perchè scritto cosi sembra che dai ordini al lettore; questo sempre secondo me.

Per quanto riguarda diciamo la trama, mi è piaciuto. La fine è proprio disastrosa, anche se l'orsachiotto continua a ridere.

Fammi sapere :)

Grazie per i complimenti. Ho provato a scriverlo in prima persona ma mi dava un retrogusto da hard-boiled noir che non gradivo moltissimo. Ho tentato anche con la terza, ma con pessimi risultati, completamente insapore. La seconda persona, pur non essendo il mio tipico - così come credo quello di, quasi, nessuno - metodo di scrittura riusciva bene a spiazzare, dando l'idea di un incubo onirico eppure tremendamente reale.

ti volti versi Miles
Verso.

E' un racconto veramente toccante.

mi piace il modo di raccontarlo dalla prospettiva della bambina ma in seconda persona, particolare anche se non intuitivo.

questo per me però è un pregio se la riuscita è buona. Sono uno strafan di "Pigmeo" di Palahniuk per dire.

mi sembra resa alla grandissima la psicologia della piccina e la sua angoscia.

e poi il finale. tragico, non banale, dannatamente reale.

tutti i miei complimenti.

Ammetto che dal titolo mi aspettavo un racconto su un topolino. :)

Grazie anche a te per i complimenti. In origine questo racconto doveva essere l'incipit di un libro che dovevamo scrivere con "The Last Duchess" la cui trama è poi stata interamente cestinata. Il pezzo completo doveva essere una seduta ipnotica in cui veniva ricordato ad un'adulta che soffriva di amnesia il suo passato. Ho tolto i rimandi alla seduta e lasciato il succo anche perché lo stacco tra lo psicologo e la sua paziente, raccontato in terza persona, e il mondo della bambina era troppo netto e non rendeva l'idea. Pessimo incipit per un libro, ma buon racconto credo.

Ortografia: aggiungerei qualche virgola per i vocativi. Es. "Papà è uno sporco sodomita -virgola- bambini" ecc. E anche qui ci vuole una virgola: "non senti ciò che grida -virgola- non ti interessa la verità della mamma".

Trama: toccante, interessante, bel finale. 10 e lode.

Piccola perplessità sullo zio Miller: Miller è un cognome più che un nome proprio, ma per il resto va bene.

Stile: non sono un grande fan della seconda persona, ma qui l'hai usata molto bene, ti faccio i miei complimenti. Raggiunge esattamente lo scopo: crea angoscia nel lettore, fa andare "al ralenti" alcuni momenti ricchi di tensione.

Nel complesso, direi più che riuscito.

Grazie anche a te !

"Zio Miller" è un piccolo omaggio a Henry Valentine Miller, i bambini lo chiamavano per cognome e non per nome.

Grazie per i consigli sui vocativi, penso che li aggiungerò immediatamente. :)

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Ah, perfetto! Sai, conosco Miller di fama, ma non l'ho mai letto, mi hai fatto venire la curiosità, penso che andrò a prendere "Tropico del Cancro" dalla libreria :D

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E' un libro da leggere, ma non adatto a tutti i periodi della vita. Miller, come Sartre, l'ho letto alcuni anni fa e mi è piaciuto molto. Ormai non mi sento più sulla loro lunghezza d'onda diciamo. Ma bisogna almeno fare una prova !

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Un racconto ben scritto, corretto, ma anche per me manca qualche virgola in qua e in là, ti segnalo quelle che aggiungerei:

Papà è un rotto in culo, Miles

Ma papà non è la mamma, Miles

non vorrai diventare un frocio anche tu, vero?

e Mr Jingles, che ti sorride di rimando

A volte la mamma è cattiva, Miles, ma poi

Non amo molto in generale i racconti in seconda persona,

ma questo è ben reso, sono d'accordo con te: lo lascerei così come sta.

Il ritmo è buono, la trama intrigante e l'atmosfera inquietante.

Il finale è davvero catastrofico, ma coerente allo svolgimento del racconto.

Quell'orsacchiotto che sorride lascia l'amaro in bocca: sì , un buon finale.

A rileggerti.

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E' un tasto che hanno solo i sostenitori (uno dei pochi vantaggi, se non l'unico!) e comunque serve solo per correggere i refusi nei post, perché dopo una mezz'oretta non è più attivo. Quindi anche se tu fossi già sostenitore non avresti potuto editare il post. Puoi al limite correggerlo nel tuo testo e postare una nuova versione aggiornata, ma visto che parliamo di virgole, non so fino a che punto ne valga la pena!

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E' un tasto che hanno solo i sostenitori (uno dei pochi vantaggi, se non l'unico!) e comunque serve solo per correggere i refusi nei post, perché dopo una mezz'oretta non è più attivo. Quindi anche se tu fossi già sostenitore non avresti potuto editare il post. Puoi al limite correggerlo nel tuo testo e postare una nuova versione aggiornata, ma visto che parliamo di virgole, non so fino a che punto ne valga la pena!

A questo punto annota tutto su un foglio di Word e basta, Moriarty.

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Figurati! Quando si riesce a essere utili in qualcosa è solo un piacere!

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Ospite Bradipi
Riconosci la tua voce, è acuta

E’ un urlo che ti fa tremare, acuto

Gli aggettivi, utili, ma anche confondenti: qui è acuta sia la voce della bambina che della madre.

in lontananza senti il rumore della carrozza che si avvicina

Questa frase è per me fondamentale: in che epoca siamo? Tra l’altro una carrozza necessità di un cocchiere, al contrario di un calesse, e lascia supporre che vi sia abbondante servitù, ma stride con un orsetto che fu commercializzato solo all’inizio del 1900.

Però che mira la mamma! Attraverso una porta chiusa riesce a centrare con un solo tentativo sia il bambino che la bambina, usando un’arma a colpo singolo (Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.) io avrei usato un’arma a pallettoni.

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io avrei usato un’arma a pallettoni.

lo dico sempre io, che bisogna guardarsi dai supercritici... :asd:

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Grazie per il commento supercritico ! Alcuni piccoli appunti :

Gli aggettivi, utili, ma anche confondenti: qui è acuta sia la voce della bambina che della madre.

Effettivamente, volevo proprio rendere l'idea di due persone che gridano con voce acuta, creando una cacofonia.

Questa frase è per me fondamentale: in che epoca siamo? Tra l’altro una carrozza necessità di un cocchiere, al contrario di un calesse, e lascia supporre che vi sia abbondante servitù, ma stride con un orsetto che fu commercializzato solo all’inizio del 1900.

L'ambientazione originale del racconto, che come credo di aver detto prima era l'introduzione poi scartata di un romanzo, è una distopia steampunk. Per la precisione siamo nel 2153, in un mondo in cui la tecnologia e la storia hanno iniziato a virare dal 1908 in poi.

Teoricamente "Zio Miller" è uno degli uomini più ricchi di Londra, fortunatamente per lui può permettersi una carrozza. In questo mondo non è mai stata perfezionata l'automobile che è rimasta a stadio di prototipo per colpa della mancanza di carburanti necessari.

Però che mira la mamma! Attraverso una porta chiusa riesce a centrare con un solo tentativo sia il bambino che la bambina, usando un’arma a colpo singolo (Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.) io avrei usato un’arma a pallettoni.

L'arma è simile a una doppietta. Cioé un'arma a colpo singolo con due grilletti che si possono premere sia separatamente che insieme, la signora spara con i pallettoni ( cioé con il proiettile singolo e non con la rosata )

Il primo bambino, Miles, viene colpito fortuitamente. La protagonista invece è visibile attraverso la porta e viene letteralmente fucilata.

Inizialmente nel racconto era presente una frase in cui la madre ricaricava la doppietta per poi sparare ancora, come fa alla fine del racconto, ma l'ho ritenuta solo un modo per rallentare la narrazione.

Un'ultima cosa: Oltre queste note non mi hai detto cosa ne pensi del racconto, per il resto. :)

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io avrei usato un’arma a pallettoni.

lo dico sempre io, che bisogna guardarsi dai supercritici... :asd:

E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Come pulire le fogne di Calcutta credo. Ti rende duro fuori ma dentro sei sicuramente un tenerone !

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Ospite Bradipi

Non ho capito come sia vibile la bambina attraverso porta, le porte di appartamento in genere sono di legno. Potrebbe essere una porta con un inserto in vetro, ma in questo caso al primo colpo il vetro esplode e non "Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.".

Marcello da noi sino agli anni '70 del secolo scorso andava molto di moda la lupara, poi sostituita dal kalashnikov.

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Non ho capito come sia vibile la bambina attraverso porta, le porte di appartamento in genere sono di legno. Potrebbe essere una porta con un inserto in vetro, ma in questo caso al primo colpo il vetro esplode e non "Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.".

Marcello da noi sino agli anni '70 del secolo scorso andava molto di moda la lupara, poi sostituita dal kalashnikov.

Ammetto che le tue argomentazioni mi hanno portato a fare alcune piccole ricerche e a telefonare all'amico cacciatore di turno che mi ha confermato come un fucile a canne mozze ( la doppietta con le canne segate ) è in grado di svellere, usando i pallettoni e non la rosata, praticamente qualsiasi porta in legno che non sia davvero massiccia provocando grossi fori ( anche 10/15 cm di diametro ). Pensavo che la madre avesse potuto osservare la figlia da uno dei buchi, cosa credo non impossibile.

In generale, se posso permettermi, trovo arguti i tuoi commenti riguardanti il realismo ma non credi di essere un pelino, ecco, supercritico ? :)

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Non ho capito come sia vibile la bambina attraverso porta, le porte di appartamento in genere sono di legno. Potrebbe essere una porta con un inserto in vetro, ma in questo caso al primo colpo il vetro esplode e non "Ci sono due buchi nella porta e uno nel tuo petto.".

Marcello da noi sino agli anni '70 del secolo scorso andava molto di moda la lupara, poi sostituita dal kalashnikov.

Ammetto che le tue argomentazioni mi hanno portato a fare alcune piccole ricerche e a telefonare all'amico cacciatore di turno che mi ha confermato come un fucile a canne mozze ( la doppietta con le canne segate ) è in grado di svellere, usando i pallettoni e non la rosata, praticamente qualsiasi porta in legno che non sia davvero massiccia provocando grossi fori ( anche 10/15 cm di diametro ). Pensavo che la madre avesse potuto osservare la figlia da uno dei buchi, cosa credo non impossibile.

In generale, se posso permettermi, trovo arguti i tuoi commenti riguardanti il realismo ma non credi di essere un pelino, ecco, supercritico ? :)

Deve far rispettare il suo titolo, no? :D

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Ospite Gigio_02

A essere sincero l'avevo notato anch'io. Fossi in te le farei sparare una bella bordata di pallettoni! Sarebbe molto più drammatico e aggiunge un tocco di splatter che non guasta mai. Per il resto mi é piaciuto molto.

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A essere sincero l'avevo notato anch'io. Fossi in te le farei sparare una bella bordata di pallettoni! Sarebbe molto più drammatico e aggiunge un tocco di splatter che non guasta mai. Per il resto mi é piaciuto molto.

Ci avevo pensato, ma più che altro avevo paura che la rosata, da così vicino, tornasse sulla signora e la ferisse gravemente. Un colpo da mezzo metro contro una superficie dura dovrebbe essere in grado di sfondare la porta ma temo che molti "pallini" rimbalzerebbero indietro.

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Distopia steampunk? *occhi a cuore*

Sorvolando su questo...

Le sue dita sono troppo grandi in confronto al viso, coprono completamente quasi metà del volto.

Secondo me sarebbe stato meglio "Le sue dita sono troppo grandi in confronto al viso, ne ricoprono quasi la metà" toglierei il completamente, ma è solo pignoleria la mia, non farci troppo caso :asd:

A parte un po' di punteggiatura scorretta o mancante qua e là non vedo errori. Più che altro ho notato che non metti quasi mai la virgola prima del ma e secondo me, a parte rare eccezioni, ci vorrebbe.

Comunque il racconto mi è piaciuto moltissimo! Non scherzo :la: La figura dell'orsacchiotto poi è geniale!

Mi ha tenuta col fiato sospeso e ho apprezzato l'uso della seconda persona! Devo ammettere che fino alla fine non avevo capito che fosse una bambina, ma pensavo fosse un maschio :blush:

Ci sono rimasta male alla fine :aka: poveri bambini... e poi... chi cavolo gli ha sparato?! :follia:

Dopo aver letto un po' di racconti della tua collega e dopo aver letto il tuo... non immagino quanta gente muoia nel vostro romanzo :nondico:

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Grazie per il commento daydream !

Hai perfettamente ragione, devo togliere quella ripetizione riguardante il viso.

I bambini sono stati giustiziati dalla madre impazzita e il terzo colpo, tecnicamente, doveva essere quello del suo suicidio. :)

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Ospite
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