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Shiki

Questione di determinazione e fiducia in se stessi.

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Allora, la determinazione la diamo per assodata per il fatto di scrivere: fatico molto a immaginare un'attività che ne richieda di più. L'autostima in campo letterario necessita di un buon numero di riscontri oggettivi, che non sono necessariamente la pubblicazione, per non trasformarsi in sciocca presunzione. Il senso critico è apprezzabile, ma non deve essere portato al parossismo di correggere all'infinito il proprio testo che, come opera umana, è destinato a rimanere imperfetto.

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Allora, la determinazione la diamo per assodata per il fatto di scrivere: fatico molto a immaginare un'attività che ne richieda di più.

Non credo che la scrittura sia l'attività che richiedere più determinazione.

La "quantità" di determinazione da usare in una attività è soggettiva perché dipende da molte variabili, quella principale è il carattere di una persona.

La scrittura ci mette a nudo e mai un testo sarà perfetto, ma questo succede in molte altre cose.

Io, per esempio, quando vado a una gara di Karate o affronto un esame di passaggio di cintura provo un enorme disagio e mi ci è voluta (e mi ci vuole tutt'ora) molta determinazione. Lì sei a nudo, da solo, davanti a una giuria e mille occhi che ti guardano (e credo che sia stato proprio il Karate, o almeno in parte, a cambiarmi). E questo succede in moltissime altre cose.

La determinazione è la forza motrice per tutto, non esiste un'attività che ne richieda di più o di meno.

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Karate l'ho fatto anch'io, quante ore ti richiede un passaggio di cintura? ...infinitamente meno di quelle che ti richiede portare a termine un buon romanzo, senza voler parlare del trovare un editore e del fare la promozione al libro sul territorio: senza una determinazione incrollabile ci vuole un attimo a perdersi per strada.

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Non significa niente le ore che richiede se la persona che deve affrontare un esame di cintura soffre di ansia da prestazione.

Ripeto che non siamo tutti uguali e ognuno vive le proprie battaglie a modo suo.

EDIT: Ci vuole un attimo a perdersi per strada hai scritto, no?

E questo non succede anche nel percorso universitario, nel percorso di raggiungere la cintura nera in un arte marziale, nel percorso di diventare un bravo atleta, nel percorso che fa un artista nel creare le sue opere?

Modificato da Shiki

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Ospite Njagan

Beh se allora è una questione di ore, si presume che chi non ha lavoro e non studia, non ha famiglia e nient'altro da fare, possa essere il candidato ideale per scrivere un ottimo romanzo.

Sebbene io sia, in questo momento, in crisi quoto Shiki quando afferma che "la determinazione è la forza motrice per tutto, non esiste un'attività che ne richieda di più o di meno."

E nello scrivere il tempo impiegato all'attività manuale vera e propria è pari alla pausa di un caffè per chi ha già tutto scritto nella mente. Mai attività come la scrittura fa comprendere come esista la dilatazione temporale. Ciò che avviene in dieci minuti può avere lo stesso sapore e la stessa quantità di adrenalina rilasciata in una gara di karatè.

Quando si scrive così, si vince.

Mi pare, e non vorrei sbagliare, che fosse Hemingway a scrivere così, solo dopo aver montato e smontato a dovere la sua storia nel cervello.

Questa è determinazione: portare a termine un attività e farlo al meglio delle proprie competenze, o atterrare il proprio avversario e ottenere una cintura di diverso colore.

Il resto, dalla ricerca dell'editore alla pubblicazione, fa parte di scelte personali e di un po' di fortuna. Ma non si va da nessuna parte se arrivi ultimo in una gara. Il talento è anche determinazione.

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" L’ansia da prestazione è molto diffusa e si ripercuote in varie sfere della vita da quella riguardante la scuola, gli esami, i rapporti sessuali, le prestazioni sportive.Ne sono vittime quelle persone che hanno delle aspettative molto alte, a volte troppo severe nei propri confronti e non si accontentano di risultati buoni perché aspirano alla perfezione (che naturalmente non esiste), a volte in modo ossessivo. Sono individui che vivono sempre sotto pressione e inevitabilmente vengono fagocitati dall’ansia.

Paradossalmente, la strategia migliore per guarire da questo disturbo sarebbe quella di abbassare la soglia delle aspettative in modo tale da far vivere con più “leggerezza” e tranquillità le proprie esperienze.

Prendiamo ad esempio uno sportivo che deve affrontare una gara. L’ansia da prestazione sportiva se non controllata può causare problemi nel rendimento dell’atleta. Durante gli allenamenti gli sportivi sono sicuri di se stessi, ma quando si trovano in gara, sentono il peso della competizione, del risultato da raggiungere, degli occhi del pubblico puntati addosso e del fatto che in una prestazione devono dare il meglio di se e rappresentare tutti i frutti del proprio lavoro."

Quindi, l'ansia da prestazione intacca la fiducia in se stessi, non la determinazione.

Concludendo, e determinato a non far polemica, sottoscrivo il fatto che non siamo tutti uguali. ;)

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Ma ci vuole determinazione per superare la sfiducia in se stessi...

E poi non c'era mica bisogno di spiegare cosa fosse visto che lo so benissimo.

E' vero che esigo molto da me stessa ma questo è legato a cose molto più profonde che non ho voglia di spiegare e parlarne qui.

La questione è proprio questa: ci vuole determinazione e fiducia in se stessi, ma le due cose sono legate tra loro.

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evidentemente non hai letto con attenzione:

Paradossalmente, la strategia migliore per guarire da questo disturbo sarebbe quella di abbassare la soglia delle aspettative in modo tale da far vivere con più “leggerezza” e tranquillità le proprie esperienze. Quasi l'opposto di quello che sostieni...

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Io ci vedo solo due concetti differenti.

Ti sto dicendo che ci vuole determinazione per superare la sfiducia in se stessi e andare avanti comunque.

Il fatto di porsi dei traguardi più accessibili è un altro discorso che non centra con la discussione.

E poi ti ho detto che è vero che io tendo a essere severa con me stessa ma ti ho anche detto che non centra nulla con la discussione e se soffro d'ansia sono questioni mie personali, l'ho introdotta solo per fare l'esempio che non è così semplice per tutti come dici tu sostenere un esame per chi soffre d'ansia e ci vuole determinazione per non rintanarsi dentro casa e lasciare perdere tutto, proprio come nella scrittura.

Modificato da Shiki

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Se avessi letto con attenzione il primo post, avresti capito che per superare la carenza di fiducia in se stessi servono riscontri e non determinazione. Senza riscontri oggettivi, la fiducia in se stessi è mera presunzione o una scommessa aleatoria.

Evidentemente non ci capiamo, ma per nostra fortuna il mondo è vasto e c'è posto per entrambi :)

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Non so per quale motivo sia scomparso l'ultimo messaggio che ho scritto... o.o

 

Comunque avevo scritto qualcosa del genere:

Questi riscontri di cui tanto parli come fai a ottenerli se non ti metti in gioco? E come trovi la forza di metterti in gioco senza la determinazione?

E poi smettila di dire che non leggo bene quello che scrivi perché ho capito benissimo quello che stai affermando ma per me è completamente sbagliato, punto.

Se abbiamo delle idee diverse non significa semplicemente che uno non capisce l'altro, vediamo solo il mondo in modo diverso.

Determinazione e fiducia in se stessi sono due facce diverse della stessa medaglia; basare la fiducia in se stessi semplicemente su riscontri oggettivi è stupido e controproducente e dire che qui la determinazione non centra nulla e contro senso.

Ma come dici tu il mondo è vasto e quindi c'è posto per entrambi, con le proprie idee e convinzioni.

 

Buona giornata. :)

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La mia determinazione è a tal punto forte da riuscire a far sparire i messaggi che la possono intaccare. ;)

Buona giornata anche a te. :)

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Non so per quale motivo sia scomparso l'ultimo messaggio che ho scritto

 

C'è stato un black-out o qualcosa del genere in tutto il forum.  I post pubblicati dopo le 23/23,30 fino a un'ora più tardi circa sono stati tutti cancellati

Noi eravamo impegnati con il MI e metà dei racconti già pubblicati, e dei relativi commenti, sono stati totalmente eliminati dal forum.

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La mia determinazione è a tal punto forte da riuscire a far sparire i messaggi che la possono intaccare. ;)

Buona giornata anche a te. :)

Ah, dunque la colpa del black out è tua! :omicida:

 

Scherzo, ovviamente :asd:

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La mia determinazione è a tal punto forte da riuscire a far sparire i messaggi che la possono intaccare. ;)

Buona giornata anche a te. :)

Ah, dunque la colpa del black out è tua! :omicida:

 

Scherzo, ovviamente :asd:

Mi appello a clemenza della Corte e chiedo un programma protezione pentiti e una pubblicazione a editori unificati. :)

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Cara Shiki, non sto ad analizzare se il tuo stato d'animo è una condizione momentanea, magari influenzata da eventi che ti hanno portata a sentirti così, intendo, adesso.

Non sto nemmeno a dirti se fai bene, male, o se la suddetta condizione migliorerà o peggiorerà, a seconda dei punti di vista.

So solo che essendo le 3 del mattino, orario in cui di solito la mia mente vaga sui miei scritti, su parole e su concetti che reputo miei e solo miei, mi viene voglia di dirti: è stupendo.

Ciò che sei, ciò che hai scritto, è stupendo. Se fossimo tutti "imparati", sai che noia a questo mondo? L'insicurezza, l'inadeguatezza, sono sovrane. Devono esserlo, nella mente e nel cuore di uno scrittore. E se ti senti così, mettilo su carta, su word, sul cellulare, sui muri, dove ti pare, ma mettilo. Tra qualche tempo, in culo a chi leggerà, giudicherà o analizzerà quello che hai fatto, tu sentirai di aver prodotto, anche in minima parte, qualcosa.

Bello, brutto, inutile, illeggibile o magari, il best seller dell'anno: fregatene. Non credere di non valere niente, e non credere agli altri, credi in te stessa. Lo so, è un consiglio delle patate, ma è l'unico che mi sento di darti.

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La scrittura spesso per me si presenta come un susseguirsi di incognite e sfide. Spesso e volentieri, dopo aver impostato un capitolo, mi trovo sempre davanti a qualche bivio o dubbio: mi sforzo di non dilungarmi troppo su descrizioni di luoghi e ambienti per non annoiare chi legge, ma poi ho paura di essere caduto nell'effetto stanza bianca; durante un dialogo mi sforzo di non soffermarmi troppo sui gesti o sulle sensazioni di chi parla per non rallentare il ritmo, ma poi ho paura che i personaggi appaiano solo come manichini che muovono appena la bocca. E tante altre cose.

Determinato mi sento determinato e di autostima ne ho sempre avuta anche troppa, ma quando si tratta di scrivere vengo attanagliato da dubbi e domande, perché dentro di me covo la paura di non riuscire a trasmettere ciò che vorrei nel modo in cui vorrei. Capita troppo spesso che una volta finito un capitolo rimanga bloccato per diversi minuti come una statua a pensare su ciò che ho scritto. A volte diventa quasi un'ossessione, un vero e proprio incubo dominato da paranoie e pensieri negativi. E lì mi blocco, butto via quello che ho scritto. Comincio da capo, due, tre, quattro volte finché non butto giù qualcosa che mi suoni appena appena accettabile. A quel punto vado avanti, ma sempre col timore che il capitolo precedente non sia perfetto. Così scrivo male anche quello successivo e il giochino del butta e riscrivi va avanti, lasciandomi sempre l'amaro in bocca o nel cervello.

Un giorno sono anche arrivato a pensare di lasciar perdere, perché non sentivo di avere il coraggio di far leggere il romanzo a qualche editore una volta terminato. Avevo paura (e ogni tanto ce l'ho ancora) che la mia creatura, soddisfacente ai miei occhi, sarebbe apparsa come un lavoretto da dilettante pieno di lacune agli occhi di chi valuta libri per mestiere.

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Ospite

Ciao Alex, a me la tua situazione non sembra affatto tragica. Anzi, io vedo non una né due, ma ben tre vie d'uscita. E sai qual è la cosa bella? Non si escludono a vicenda :flower:

  1. Avere coscienza del fatto che ci sia qualcosa che non va è un'ottima cosa. Il 90% degli aspiranti scrittori si crede Dio in Terra e per questo motivo non riuscirà mai a varcare la soglia, salvo sperperare soldi con l'EAP, su cui stendo un velo pietoso. Accettare che il proprio stile è imperfetto è la chiave per migliorarlo, ma (e questo è un MA grosso come una casa) purché le imperfezioni non diventino un'ossessione. Qualunque cosa tu scriva, chiunque tu sia, ci sarà sempre qualche lettore che non apprezzerà il tuo stile (per usare le parole della mia prof di filosofia di quinta: "nemmeno Gesù è riuscito a convincere tutti"; per fare un esempio concreto: quando la Rowling volle pubblicare Il nido del cuculo sotto pseudonimo si beccò dei rifiuti), pertanto il tuo scopo consiste semplicemente nello scrivere qualcosa che attragga a te il maggior numero di lettori. Non tutti, perché il mondo è semplicemente troppo vasto. Datti un target e va' sempre avanti: l'abilità cresce con la pratica. Solo quando avrai terminato il romanzo/racconto potrai voltarti indietro e rivederlo con occhi più maturi. Se ti focalizzerai per giorni e giorni su un singolo periodo (o anche solo su una singola pagina) sperpererai il tuo tempo.
  2. Per saper valutare le proprie abilità, oltre ad avere qualcuno che ti dia un parere sincero, serve avere cultura. è la cultura che ci fornisce dei validi esempi a cui paragonare (e grazie ai quali migliorare) la nostra abilità. Non sei soddisfatto di quello che scrivi? Oltre a non impuntarti sulle imperfezioni, leggi di più, trova autori degni di stima e studia il loro stile. Per farti un esempio, ti piace l'abilità con cui Stephen King dà vita ai suoi personaggi? Leggi più libri di King e impadronisciti delle sue capacità. Hai il lavoro di un maestro sotto gli occhi: sfruttalo! Vuoi imparare a intrecciare storie complesse in un mondo fantasy? Leggi La Ruota del Tempo e/o le Cronache del ghiaccio e del fuoco. Mentre leggi osserva come Jordan e Martin incastrano le trame l'una nell'altra per creare dei capolavori e prendi spunto da loro. Non hai ancora trovato uno o più autori che desideri eleggere al ruolo di maestri? Per tua fortuna il mondo letterario è vastissimo. Continua a scavare e vedrai che prima o poi t'imbatterai nel forziere con dentro il tesoro.
  3. Infine ti consiglio di valutare l'idea di frequentare un corso di scrittura. Costa, è vero, ma se hai disponibilità economica e di spostamento sarà come mettere il turbo alle tue capacità. Intanto, se ti occupi di fantasy/fantascienza, ti segnalo questo link, in cui potrai trovare utili lezioni di scrittura creativa tenute da Brandon Sanderson (che reputo un ottimo scrittore e un ottimo insegnante), e quest'altro, a cui potrai trovare i suoi video.

Concludo con un'osservazione di natura strettamente personale: se il cammino dello scrittore non fosse costellato di sfide e difficoltà, che gusto ci sarebbe a percorrerlo?
Buona fortuna, Alex  ;)

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Ciao Alex, a me la tua situazione non sembra affatto tragica. Anzi, io vedo non una né due, ma ben tre vie d'uscita. E sai qual è la cosa bella? Non si escludono a vicenda :flower:

  • Avere coscienza del fatto che ci sia qualcosa che non va è un'ottima cosa. Il 90% degli aspiranti scrittori si crede Dio in Terra e per questo motivo non riuscirà mai a varcare la soglia, salvo sperperare soldi con l'EAP, su cui stendo un velo pietoso. Accettare che il proprio stile è imperfetto è la chiave per migliorarlo, ma (e questo è un MA grosso come una casa) purché le imperfezioni non diventino un'ossessione. Qualunque cosa tu scriva, chiunque tu sia, ci sarà sempre qualche lettore che non apprezzerà il tuo stile (per usare le parole della mia prof di filosofia di quinta: "nemmeno Gesù è riuscito a convincere tutti"; per fare un esempio concreto: quando la Rowling volle pubblicare Il nido del cuculo sotto pseudonimo si beccò dei rifiuti), pertanto il tuo scopo consiste semplicemente nello scrivere qualcosa che attragga a te il maggior numero di lettori. Non tutti, perché il mondo è semplicemente troppo vasto. Datti un target e va' sempre avanti: l'abilità cresce con la pratica. Solo quando avrai terminato il romanzo/racconto potrai voltarti indietro e rivederlo con occhi più maturi. Se ti focalizzerai per giorni e giorni su un singolo periodo (o anche solo su una singola pagina) sperpererai il tuo tempo.
  • Per saper valutare le proprie abilità, oltre ad avere qualcuno che ti dia un parere sincero, serve avere cultura. è la cultura che ci fornisce dei validi esempi a cui paragonare (e grazie ai quali migliorare) la nostra abilità. Non sei soddisfatto di quello che scrivi? Oltre a non impuntarti sulle imperfezioni, leggi di più, trova autori degni di stima e studia il loro stile. Per farti un esempio, ti piace l'abilità con cui Stephen King dà vita ai suoi personaggi? Leggi più libri di King e impadronisciti delle sue capacità. Hai il lavoro di un maestro sotto gli occhi: sfruttalo! Vuoi imparare a intrecciare storie complesse in un mondo fantasy? Leggi La Ruota del Tempo e/o le Cronache del ghiaccio e del fuoco. Mentre leggi osserva come Jordan e Martin incastrano le trame l'una nell'altra per creare dei capolavori e prendi spunto da loro. Non hai ancora trovato uno o più autori che desideri eleggere al ruolo di maestri? Per tua fortuna il mondo letterario è vastissimo. Continua a scavare e vedrai che prima o poi t'imbatterai nel forziere con dentro il tesoro.
  • Infine ti consiglio di valutare l'idea di frequentare un corso di scrittura. Costa, è vero, ma se hai disponibilità economica e di spostamento sarà come mettere il turbo alle tue capacità. Intanto, se ti occupi di fantasy/fantascienza, ti segnalo questo link, in cui potrai trovare utili lezioni di scrittura creativa tenute da Brandon Sanderson (che reputo un ottimo scrittore e un ottimo insegnante), e quest'altro, a cui potrai trovare i suoi video.
Concludo con un'osservazione di natura strettamente personale: se il cammino dello scrittore non fosse costellato di sfide e difficoltà, che gusto ci sarebbe a percorrerlo?

Buona fortuna, Alex  ;)

Ti ringrazio delle parole e dei consigli.

Riguardo il punto 1) credo di non poterci fare niente. Sono un perfezionista, quando scrivo o faccio qualsiasi altra cosa non mi accontento mai che sia accettabile o anche bella. La voglio perfetta, non dico inattaccabile da critiche ma quasi. Per uscirne credo che l'unica soluzione sia uno psicologo :D però come dici tu spesso spreco tempo e me ne rendo conto. Purtroppo però non riesco a scrivere il capitolo seguente se prima non mi tolgo il tarlo di sistemare il capitolo appena finito. È come se facessi la seconda e terza stesura non alla fine del manoscritto ma alla fine di ogni singolo capitolo. Mi rendo conto che non va bene perché mi trovo sempre costretto a bloccare il flusso dei pensieri col risultato che poi rimango bloccato davanti alla pagina bianca...

2) purtroppo non ho nessuno che possa darmi un parere sincero. Faccio sempre leggere i nuovi capitoli alla fidanzata e a un paio di amici, che ovviamente, oltre a farmi notare qualche refuso qua e là, apprezzano sempre molto quellomche gli mando. Inizialmente credevo di essere il nuovo genio della letteratura, poi mi sono giustamente reso conto che il loro parere non può per forza di cose essere imparziale. Mi sono iscritto qui anche per questo motivo. Sto scrivendo - o meglio sto provando a scrivere - un romanzo storico. Ho un modello di riferimento, un maestro. Ma lo "venero" a tal punto da vederlo più come un modello irraggiungibile che come una strada da seguire. Mi sforzo, ma non ce la faccio proprio a mischiare descrizione e azione come fa lui, cioè senza creare stacchi e risultare lento e noioso. Per la cronaca mi riferisco a Bernard Cornwell ;)

3) un corso, vuoi per il tempo, vuoi per i costi...non posso permettermelo al momento. Non voglio passare per un arrogante che pensa di essere già arrivato e di sapere tutto, anzi, ma se devo essere onesto poi, sono abbastanza contro chi ti "impone" delle regole precise per scrivere (i periodi troppo lunghi non vanno bene, il narratore onniscente è superato, i paragrafi non devono essere troppo gonfi e via dicendo), perché sono fortemente convinto che la scrittura sia arte e l'arte è un impulso violento istintivo di idee e sensazioni. Dare troppe regole prestabilite lega le mani allo scrittore, creando una massa omologata di scribacchini. È un po' come imporre a un pittore dei rigidi schemi matematici e fisici, a quel punto non avremmo più artisti ma progettisti tecnici...non so se mi sono spiegato ;) questo in ogni caso è un altro discorso che meriterebbe pagine e pagine di post per essere discusso e analizzato :)

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Ospite

Riguardo al punto 1: io ero come te, poi ho scelto di cambiare. E se ora potessi tornare indietro lo farei molto prima.

 

Riguardo al punto 2: hai la sezione narrativa del forum e nessun maestro sarà mai perfetto o irraggiungibile. Siamo tutti umani e il livello di qualcuno prima o poi sarà superato da qualcuno altro.

 

Riguardo al punto 3: ti ho linkato le informazioni gratuite apposta, ma sei liberissimo di fare ciò che vuoi. Se però credi che basti l'ispirazione per scrivere un buon romanzo, mi dispiace ma ti sbagli: è una tesi smentita da scrittori affermati, di cui si è già parlato ampiamente nel forum. Inoltre le scuole di scrittura non sono catene di montaggio.

 

Tua la vita e tue le scelte. I miei consigli ce li hai. In bocca al lupo!

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Riguardo al punto 1: io ero come te, poi ho scelto di cambiare. E se ora potessi tornare indietro lo farei molto prima.

 

Riguardo al punto 2: hai la sezione narrativa del forum e nessun maestro sarà mai perfetto o irraggiungibile. Siamo tutti umani e il livello di qualcuno prima o poi sarà superato da qualcuno altro.

 

Riguardo al punto 3: ti ho linkato le informazioni gratuite apposta, ma sei liberissimo di fare ciò che vuoi. Se però credi che basti l'ispirazione per scrivere un buon romanzo, mi dispiace ma ti sbagli: è una tesi smentita da scrittori affermati, di cui si è già parlato ampiamente nel forum. Inoltre le scuole di scrittura non sono catene di montaggio.

 

Tua la vita e tue le scelte. I miei consigli ce li hai. In bocca al lupo!

Mi rendo conto che forse mi sono espresso male riguardo al punto 3) non ritengo che per scrivere un romanzo basti l'ispirazione, ci mancherebbe. Solo che se a me (faccio un esempio) viene naturale e mi piace molto scrivere periodi di una certa lunghezza, non vedo perché devi obbligarmi a dividerli solo perché ora "va di moda" così. Asserendo inoltre che nessuno scrive più periodi di lunghezza superiore alle 2-3 righe, cosa che non è assolutamente vera. Non vedo perché devi dirmi che il narratore onnisciente è una boiata e che nessuno lo usa più quando dalla mia libreria potrei tirar fuori almeno una ventina di titoli scritti negli ultimi dieci anni in cui è presente un POV di questo tipo. Insegnare a scrivere è una cosa, mettere dei paletti fissi è un'altra. Dipende dalla bravura e dall'elasticità mentale di chi tiene il corso in questione ovviamente, come in una scuola ci sono insegnanti bravi e altri meno bravi. Ma come fai a saperlo quando intraprendi un percorso di quel genere?

Sul punto 1) mi sto sforzando, piano piano miglioro. Quando riuscirò a distaccarmi completamente da questa ricerca della perfezione sicuramente vivrò la scrittura con più serenità con la conseguenza di scrivere meglio davvero :)

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Ospite

Ascolta le lezioni di Sanderson che ti ho passato, Alex. Ti assicuro (io ho visto molti dei suoi video) che non si concentra su boiate del tipo "scrivete mainstream, perché il fantasy non vende" o "è meglio usare POV multipli perché il narratore onnisciente è demodé". Lui non ti spiega cosa fare, ti spiega come farlo.

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Ascolta le lezioni di Sanderson che ti ho passato, Alex. Ti assicuro (io ho visto molti dei suoi video) che non si concentra su boiate del tipo "scrivete mainstream, perché il fantasy non vende" o "è meglio usare POV multipli perché il narratore onnisciente è demodé". Lui non ti spiega cosa fare, ti spiega come farlo.

Ho salvato il link e darò un'occhiata appena tornerò a casa, pur non scrivendo fantasy :)

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