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swetty

Avere la testa de' coccio e insistere con cose a cui non si è portati

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Se hai la testa "de' coccio" faresti meglio a tenerla sempre così, a fare il mulo. Reagisci solo se c'è una reale evidenza che dimostri la tua scarsa attitudine (per la fantascienza, in questo caso). Poche opinioni non saranno mai abbastanza, a mio parere. Se ti senti pronta al confronto, cerca di far leggere i tuoi scritti al maggior numero possibile di persone, preferibilmente che abbiano già una certa dimestichezza con la fantascienza. Se tutte le persone ti faranno le stesse critiche e daranno un giudizio completamente negativo, allora sì che avrai una vera e propria evidenza. Ma anche in quel caso non dovresti disperare, ti riprendi dalla botta e ricominci da capo. Così si potrebbe andare all'infinito. Di sicuro migliorerai, magari potresti anche dilettarti in qualcosa di completamente nuovo (la creazione di nuovi generi/sottogeneri non è casuale, quando i limiti stringono troppo allora è meglio rischiare con l'originalità)

Sarai solo tu, mai nessun altro, a decidere se e quando dovrai andare a coltivare patate.

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Ricordo tutto quello che hai scritto e ho anche memoria dei commenti che hai ricevuto. Com'è possibile che non sovvenga nessun giudizio negativo nei confronti dei tuoi testi di sf? Non è che invece sia tu a leggere in maniera inesatta i commenti?

Se dicessi ombrello? :asd:

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Anche io a volte ho questo problema... Mi domando "ma non è che non riesco a finiremo niente perché questo non è il mio genere"? Una volta da qualche parte ho letto che bisogna scrivere di quello che si conosce... Mah LOL

A me tuttavia non sono mai state mosse critiche (anche perché le mie cose le han lette poche persone) però almeno fino ad oggi sto perseverando a scrivere di quello che mi pare anche quando mi vengono dubbi... Quindi se ti piace persevera pure tu! Alla fine penso che scrivere debba essere una cosa che prima di tutto ti rende felice... Quindi perché cambiare?

Piuttosto puoi cercare di sfruttare le critiche a tuo favore... Se ti dicono che il tuo scenario non è credibile... Chiedi perché e se ti dicono "secondo me questa cosa non funziona" vedi o meno se è il caso di cambiarla (:

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Alla fine penso che scrivere debba essere una cosa che prima di tutto ti rende felice... Quindi perché cambiare?

Più che giusto... :flower:

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Da grande appassionato di fantascienza dico: al diavolo il sense of wonder! Apprezzo Asimov, Van Voght, Clarke e compagnia, ma quelli che mi hanno conquistato sono Ballard, Dick, gente che se ne infischiava del sense of wonder, o magari lo proponeva come caricatura della "vecchia" sf. E scrivere fantascienza oggi è diverso da scriverla negli anni '50. Anch'io ci provo, mi cimento nel mio genere prediletto sicuramente con sbavature che fanno impallidire i puristi :nein: Ma su! Siamo nell'era delle contaminazioni. Facciamo macello in barba allle convenzioni :esaltemo:

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Ospite Bradipi

Se dicessi ombrello? :asd:

Voi celti siete terribili, inutile che fate cose turche non apprezzate l'amore per la discussione, persistete a ignorate che il verbo è presso Dio...

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Non ero presente quando si è svolta questa discussione, a cui avrei senz'altro partecipato. Posso però ritirarla su.

Swetty, sto ancora aspettando almeno una prima versione completa del "Falco". Quando arriva? Ho una certa età, lo sai, no?

Ps:

Almeno Midori!

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Insomma, è ora che smetta, che mi arrenda all'evidenza, eppure non ci riesco. Sono testa dura nell'intimo.

 

 

Io ho sempre voluto giocare a scacchi al livello professionistico, per essere sincero scrivere da bambino mi faceva anche abbastanza schifo: sì, è vero, ho sempre letto molto, ma leggere è un'altra cosa, non si fatica a leggere, devi semplicemente stare là e goderti una cosa già preconfezionata. Ora, si da il caso che io sia una sega clamorosa negli scacchi, e nonostante il mio impegno, ore ed ore al giorno di allenamenti, approfondimento delle tattiche e delle partite altrui, non sono mai riuscito a spaccare, te ne rendi conto quando ti confronti con degli illuminati dalla genialità che sembra indotta alla nascita, tu sei lì, che modesto metti su le tue strategie apprese dallo studio di decine di manuali e loro ti sbaragliano con un gioco che tu non sai da dove venga, e ti accorgi presto che il non sapere da dove venga dipende né più né meno dal fatto che quello è il loro gioco, tu non ne avrai mai uno tuo perché sembra proprio che la lucida creatività che li contraddistingue fin da quando a tre anni muovevano i loro primi cavalli è una cosa che tu non riuscirai mai a concepire, ed è frustrante capirlo, e ancora più frustrante è sapere che gli altri non hanno avuto bisogno di leggere manco una pagina di tutta la robaccia sulla quale tu hai sputato il sangue. Diciamo che mi sono buttato su qualcos'altro, perché nella vita di certe persone, come tutti quelli che sono qui, nel forum, la carenza di una certa dose di produzione artistica giornaliera sembra possa essere più grave della carenza di ossigeno ai polmoni; quando ho cominciato a scrivere sono subito stato apprezzato, roba da poco certo, ho vinto qualche concorso, cose di poco conto, ma la felicità che è germogliata in me nel vedere che c'era qualcosa che sapessi fare senza necessariamente buttarmi sulla manualistica sfrenata, senza necessariamente dover sudare per raggiungere quello a cui gli altri arrivavano con una camminata è stata la cosa forse più bella della mia vita. Così bella che scrivere è diventata gradualmente una delle mie più grandi passioni, e gli scacchi me li sono praticamente lasciati dietro, come un ricordo tenero ( perché incredibilmente umano ) del mio passato.

Questo per dirti solamente che ci sono tanti generi di narrativa, ed ora io non so se veramente la fantascienza faccia o non faccia per te, la cosa che so per certo è che all'inizio può essere duro, ma gettarsi su un qualche altro genere e venire improvvisamente apprezzati, da un momento all'altro, da niente a tutto ( almeno nella percezione soggettiva ) spesso porta ad appassionarsi talmente tanto a quello che si fa che magari le tue attuali passioni, le ambizioni potrebbero improvvisamente diventare un ricordo lontano. Questo, tanto è il carico emotivo che porta con sé l'eventuale liberazione da una certa qual frustrazione emotiva, perché sono convinto che fare arte compete all'uomo, ogni uomo, semplicemente ognuno ha da trovare la propria strada. 

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Io non mi fisserei troppo sul genere, prova a scrivere senza ragionarci troppo sopra. Anche se tu ami la fantascienza non è detto che sia questo il momento per te di praticarla. Abbandonati, fatti sedurre dai tuoi personaggi, magari verrai a scoprire che pretendono da te un'altra storia, e"meraviglioso"sarà comunque.

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Il post di Nyamekye è molto bello ma si presta a esser letto ugualmente bene da due prospettive diametralmente opposte:

Swetty: insisti trovando il tuo sottogenere alternativo / Swetty: datti agli scacchi (o a qualsiasi altra disciplina distante dalla scrittura almeno quanto gli scacchi).

E' chiaro (e io sono d'accordo) che lo spirito del suo post è quello di invitarti a trovare un' ispirazione alternativa alla fantascienza.

Ma prendilo anche nella sua interpretazione opposta: ti sei resa conto che avere la testa de coccio non è requisito sufficiente a diventare scrittori di successo, i pareri "autorevoli" li hai riesaminati oggettivamente, ci stai ormai provando da ... (non lo so) anni.

Allora chiudi e basta!

 

Ma... vuoi davvero farlo?

Ecco, seriamente, la mia è una provocazione: entra per un attimo nell'ordine di idee di smettere di scrivere. Entraci realmente, torna per un istante a essere solo lettrice. Immaginati così: una persona che non sente il bisogno di scrivere. Non provare nemmeno un po' di piacere mentre constati, qui, che qualcuno (magari con bellissime parole) ti invita a insistere.

Lo so, non è facile. Ma, se non l'hai mai fatto, prova.

Ti ci vedi?

La risposta è tutta qui.

Che è poi la domanda opposta a: "scrivere ti rende felice?" sulla quale ti fa riflettere Daydream con il suo post .

Sono due domande che non ammettono la stessa risposta. E nemmeno condizioni: "Sì, ma..." o "No, però..." non esistono.

 

Io penso che sentirsi realizzati scrivendo per se stessi sia l'alibi di chi non sa scrivere cose che gli altri abbiano voglia di leggere ed esponga al rischio di entrare a vivere in un nostro mondo, scollegato dalla realtà e dai rapporti con gli altri.

Ma oggi non sono capace di immaginarmi... in equilibrio, senza la scrittura.

Poi, se devo essere sincero, è veramente da poco che ho iniziato a sentire il bisogno di cimentarmi nella scrittura creativa e una crisi come la tua non l'ho ancora vissuta.

Ma ho valutato prima, l'eventualità di scoprirmi non adatto, ho già messo in conto la possibilità di non essere pubblicato. E, iniziando a scrivere, non mi sono posto il gradimento "del pubblico" come unico obiettivo (sebbene riconosca che questo è un punto cruciale nella stessa considerazione che ho, di quanto scrivo).

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Che cattiverie! 

A me non hanno detto nulla del genere fino ad ora, ma se lo avessero fatto...  :bestem:  :omicida: 
Nessuno deve permettersi di dire cose del genere! 
I sogni son sogni e nessuno deve frantumarli! 

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