Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

swetty

Avere la testa de' coccio e insistere con cose a cui non si è portati

Post raccomandati

Perdere tempo, lo si potrebbe chiamare. Insistere a scrivere in un genere, o anche a scrivere in generale, pur non essendo la cosa adatta. E soprattutto, ignorare tutti quelli che, velatamente o meno, suggeriscano che tu debba smettere, che forse tornare a coltivare patate (o a parlare di coltivare patate) sarebbe più opportuno.

In realtà è un incubo che sto vivendo da un periodo piuttosto lungo, da quando più di qualcuno mi ha fatto notare che non sono adatta a scrivere di fantascienza, che le mie ambientazioni fanno piangere i coniglietti, che non sono credibile e così via. Eppure è uno dei generi che preferisco, quello di cui più mi piace leggere e scrivere, e forse per questo insisto a scriverne, insisto a creare ambientazioni di questo genere.

Insomma, è ora che smetta, che mi arrenda all'evidenza, eppure non ci riesco. Sono testa dura nell'intimo.

:)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite -_-

Se disponi di campo di patate, informami :).

Vedila da un altro lato, swetty. Non ho letto niente di tuo ma se non sei adatta alla fantascienza tradizionale, potresti inventarne una nuova!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mio marito mi dice "Antò, e basta con 'sti morti e 'sto mmmmare" Ma siccome a me piacciono tanto i morti al mare, mi sono ammosciata e non scrivo più niente :perchè:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io in realtà non sono mai sicura di niente, figuriamoci sapere se un genere non sia il mio.

Figuriamoci sapere quale genere sia il mio.

Ho scritto una cosa che qualcuno ha definito horror, aggiungendo l'aggettivo "anomalo". Più di uno, in realtà. Questo mi porta a domandarmi se forse l'horror sia il mio genere, anche se lo scrivo anomalo. Ma io non ho scritto un horror, ho solo scritto una storia.

Da ragazzina ero appassionata di Asimov e Star Trek, quindi scrivevo di space opera e mondi robotizzati, ma producevo solo ciofeche (perché non sapevo proprio scrivere) oggi che nella scrittura me la cavo, potrei produrre qualcosa di buono, o sarebbero comunque ciofeche? Non lo so perché non ci provo nemmeno.

Uhm, anche questo mio post è inutile, mi pare.

La verità è che nemmeno io so cosa voglio, a questo punto...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Ice*

Ma se ti piace perché non dovresti scriverlo?

Quali sono i tuoi obiettivi?

Essere amata e apprezzata da tutti i lettori?

Non succederà mai, neppure ai grandi succede, l'unica è cercare di accontentare quelli che sono sulla tua stessa lunghezza d'onda.

Vuoi pubblicare con una casa editrice e vendere?

Ti adatti al mercato e cerchi di scrivere quello che secondo te e secondo loro può piacere al pubblico.

Ma non vuol dire che devi smettere di scrivere quello che ti piace, e non è detto che il tuo modo di scrivere fantascienza non possa comunque avere una sua fetta di mercato (Swe ho letto alcune cose tue, non mi sembri proprio una sprovveduta e né mi pare che le tue ambientazioni non siano credibili).

Scrivi solo per divertimento?

E allora il problema non si pone, scrivi quello che ti fa stare bene.

Per fare un esempio iperabusato, se Stephen King si fosse arreso alle prime lettere di rifiuto (e ne ha collezionate taaaaaaaaaante) ora non sarebbe Stephen King.

Molte volte la differenza tra chi ce la fa e non ce la fa sta tutta nella perseveranza.

Poi dicono che sono incazzosa perché me la prendo a cuore.

Il fatto è che quando vedo ste cose mi scatta l'istinto di protezione verso gli autori, e allora me la prendo con chi dice alla gente di appendere la penna al chiodo o di cambiare genere, perché libertà di opinione non vuol dire limitare la libertà altrui di scrivere e seguire il suo sogno e le sue inclinazioni.

La scrittura è un percorso lungo e difficile, e pieno di ostacoli, blocchi, insidie e sofferenze (sì sì sono troppo drammatica, ci sono problemi ben peggiori nella vita, tipo la crisi e la politica e moriremo tutti...) ma trovo francamente ingiusto che qualcuno si permetta di segare le gambe a una persona che ha appena iniziato a correre senza sapere se arriverà mai in fondo.

Certo se la azzoppate subito col cavolo che finisce la gara, ma provate a lasciarla correre e vedere dove arriva.

O è troppo accettare che qualcuno ce la possa fare dove magari altri hanno fallito?

E fallire non è provarci e sbagliare.

Fallire è non provarci nemmeno per troppa paura.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Essere amata e apprezzata da tutti i lettori?

Per ora mi accontenterei di non ammorbarli. :asd:

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Signor Ford

Casco un po' dalle nuvole, non ho ricordi negativi della tua fantascienza.

Magari non ho un buonissimo ricordo dell'erotico :asd: , ma Midori era uno dei miei testi preferiti e lo ricordo ancora adesso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mah, non sono fautrice dello scrivere per dilettare se stessi. Se proprio, c'è la diaristica, gli amici da affliggere (ora gli spazi sono ridotti a misura di socialnet...), i siti letterari (appunto).

Ergo, meglio prima che poi - anche allo scopo di vocarsi alla zappa o al piccolo punto - vale la pena di farsi giudicare da un competente. Estraneo, esperto del genere eccetera. Toccasse anche pagarlo.

Il rifiuto degli editori e delle agenzie è già espressivo; risente tuttavia di varie contingenze.

Occorre un "valutatore puro", che si offre solo a questo scopo.

Modificato da sefora

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Difatti sefora sono d'accordo con te, e siccome i pareri terzi sono tutt'altro che favorevoli sarei dell'idea di lasciar perdere.

Il casino è che poi quello che si muove a pietà, che "dai non è poi così male", uno lo trova sempre. Se poi uno ci aggiunge che si diverte anche in quello che fa non è facile. Perché uno può anche dire che scrive solo per sé, ma poi è dura non farsi prendere dalla tentazione di far leggere qualcosa a qualcuno.

L'idea di ammorbare o di essere quella che tutte le volte ci prova ma sarebbe meglio che si dedicasse ad altro è :sss:. Anche perché non sono robe di cui uno si rende conto, uno pensa sempre di aver scritto il capolavoro del secolo. :asd: O quantomeno qualcosa di leggibile. :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'idea di ammorbare o di essere quella che tutte le volte ci prova ma sarebbe meglio che si dedicasse ad altro è :sss:. Anche perché non sono robe di cui uno si rende conto, uno pensa sempre di aver scritto il capolavoro del secolo. :asd: O quantomeno qualcosa di leggibile. :sss:

Ci vorrebbe un raffronto serio…tipo un centinaio di persone che, dopo aver letto i tuoi scritti, ti suggeriscano ippica o similari.

Fino a quel momento si tratta di paranoie, a mio modesto parere.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Perché uno può anche dire che scrive solo per sé, ma poi è dura non farsi prendere dalla tentazione di far leggere qualcosa a qualcuno.
:umhsi:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Essere amata e apprezzata da tutti i lettori?

Per ora mi accontenterei di non ammorbarli. :asd:

.

:falce: Basta mettersi in quarantena

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ricordo di aver letto qualcosa di tuo, Swetty, e non mi era assolutamente dispiaciuto. Le critiche, anche se pesanti (del tipo "molla tutto, lascia perdere") possono servire a migliorare ulteriormente. Personalmente non le condivido, ma spero davvero non t'impediscano di andare avanti a scrivere... :flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

Insomma, è ora che smetta, che mi arrenda all'evidenza, eppure non ci riesco. Sono testa dura nell'intimo.

:)

[cantato]

Ma che ce frega, ma che ce 'mporta

si l'oste ar vino cià messo l'acqua:

e noi je dimo, e noi je famo:

"ciài messo l'acqua

e nun te pagamo!"

ma però noi semo quelli

che j'arisponneno 'n coro:

"Evviva er vino de li Castelli

e de' sta zozza società!"

[/cantato]

Spero si capisca come la penso, mogliaH :asd:

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quando scriviamo quello che ci piace, diventiamo più coinvolgenti. Più commoventi, più credibili, più appassionanti, più veri. Se si scrive con il freno a mano tirato, si perde per strada tutta la poesia.

Swetty, se senti l'istinto di scrivere un certo genere di storia, se la fantascienza ti bisbiglia nelle orecchie trame e personaggi, ti fa lampeggiare nella mente scenari e paesaggi inconsueti, ti fa ticchettare le dita sulla tastiera con entusiasmo e dona luce alla tua giornata, allora devi scrivere fantascienza. Se dopo un'ora di scrittura furiosa rileggi il testo che hai buttato giù e ti dici: "sì, ora sì che mi sento appagata, anche se secondo chiunque altro dovrei lasciar perdere," non abbatterti.

Continua a scrivere fantascienza :)

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

oddio anche per me è cosi! quando avevo 14 anni partecipai con due racconti ad un concorso letterario, uno lo feci con passione, e lo adoravo. l'altro invece fu un esperimento: all'epoca era appassionato di filosofia e in particolarmente di filosofia greca, per cui giocando un po' a fare il sofista XD sfidai me stesso a creare un racconto " che piacesse".

beh il mio preferito non passò nemmeno il turno, mentre quello creato ad arte arrivò 3° (ed era un concorso di adulti non per ragazzi)

dopo di allora smisi per molto tempo di scrivere, perché troppo deluso. Ho ricominciato ma lo faccio davvero solo per me stesso. Mi piace (e mi terrorizza) l'idea che altri leggano il mio libro, soprattutto per avere consigli e giudizi che aiutino a migliorarmi, ma non cerco approvazione. Parto proprio dal presupposto che non l'avrò, non così almeno. Preferisco per ora usarlo come una psicanalisi gratuita piuttosto che altro.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A completamento del mio post precedente aggiungo il consiglio di analizzare bene la competente valutazione negativa ( che torno a caldeggiare) prima di investire in una serra ove coltivare pomodori.

Se infatti la scrittura è difettosa non per carenze di "ispirazione", qualità della storia, fisionomia dei personaggi, ma a causa di imperizie tecniche varie, porvi rimedio è possibile. Occorre tempo, fatica, esercizio. Anche una scuola di scrittura (ad alcuni) serve.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sefora, è che a me mi manca il sense of wonder. Ma non è che non riesco a metterlo in quello che scrivo, è che non ce l'ho proprio. Mia madre quella volta se l'è dimenticato o forse non aveva la ricetta giusta, che ne so, o non lo vendevano dal droghiere sotto casa (non c'erano i supermercati iperforniti all'epoca), fatto sta che ne sono completamente priva.

E 'ndo vado, senza? :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dal mio punto di vista, questo è un problema molto "relativo", essendo anche relativo il fatto di essere portati per qualcosa, nel mondo della scrittura. Posso capire per un lavoro qualsiasi che richiede un certo tipo ben fisso di prodotto finale, e non si è portati se non si riesce ad essere efficienti nel farlo, ma per scrittura e più in generale arte è un po' diverso, secondo me: infatti, essendo una questione di gusti, non esiste nessuno che sia portato in assoluto né nessuno che sia scarso in assoluto, ci sarà sempre qualcuno a cui potrà piacere, secondo me. Certo, poi per il riconoscimento si deve piacere a molti, ma secondo me comunque riconoscimento e bravura sono due cose diverse, tant'è che c'è gente bravissima che non riceve quel che merita e gente scarsa e banale che comunque ha un grandissimo successo. Quindi, in conclusione, alla fine io sono per il fare ciò per cui ci si sente più portati: il risultato potrà non piacere, ma è più personale e quindi più genuinamente espressione di chi scrive. Questo il mio pensiero.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

swetty, io non ho letto nulla di tuo (anche se a questo punto mi hai incuriosito tanto) però non credo sia giusto che ti butti così giù. Il sense of wonder o meraviglioso che dir si voglia non è tutto!. Ok, nella fantascienza o nel fantasy è molto, ammettiamolo pure, ma non è per forza necessario secondo me. Ci sono ambientazioni splendide rovinate da storie banali o mal costruite, così come ambientazioni a prima vista piatte che risultano vive e emozionanti grazie a personaggi ben studiati. Non sono un grandissimo lettore di fantascienza (lacuna che devo colmare prima o poi) però mi viene in mente un film, tra i miei preferiti : gattaca. l'ambientazione è banalotta, non c'è nulla di meraviglioso, eppure le atmosfere, la psicologia dei personaggi, la storia, mi sono rimaste tatuate nel cervello e lo considero un vero capolavoro!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono dell'opinione che si può sempre migliorare. Cerca commenti più esaustivi e individua i difetti del tuo lavoro. Poi scrivi tenendolo a mente fino a che non otterrai qualcosa di soddisfacente. Se è propio quello che vuoi scrivere e vuoi piacere ai lettori, devi assecondare un po' i loro gusti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ahem, grazie a tutti per le belle parole, ma l'argomento del topic non è "voglio piantarla con la fantascienza" (dovrebbe esserci un topic del genere da qualche parte :asd:), "avere la testa de coccio". Quella della fantascienza è solo un esempio, la paura vera è quella di non rendersi conto di non essere sulla strada giusta, o di rendersi conto e insistere lo stesso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io potrei parlarti di Moka. Se Moka ha deciso di mettersi a dormire lì tra la tua pancia e il netbook in precario equilibrio sulle ginocchia, non ci stanno santi, deve mettersi lì. Puoi spostarlo tutte le volte che vuoi, lui lì torna. Ogni volta, fino a che lo lasci lì, o ti alzi e vai a fare altro per casa. E se ti alzi e vai a fare altro per casa ti mette il muso. Sono arrivata al punto che non posso sedermi sul divano perché c'è lui che ha l'udito finissimo, se ne accorge anche dall'altra parte della casa, arriva in pochi secondi e si piazza.

Questa è testa de coccio?

(Scusate l'ot, davvero)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sefora, è che a me mi manca il sense of wonder.

Ho letto parecchio Asimov e non molto d'altro. Ciò di cui qui http://it.wikipedia....Sense_of_wonder si parla l'ho, credo, provato soprattutto nei confronti del ciclo Fondazione, nel quale la costruzione di un intero modello cosmologico suscita in effetti meraviglia.

Ma il mio preferito rimane La luna è una severa maestra dove secondo me di wonder non c'è poi molto: prevale la dimensione sociologica e fantapolitica, molto efficace, e la volgarizzazione scientifica, più realistica (per l'epoca) , funziona meglio.

Insomma la fantascienza (come del resto il giallo, che pratico) può essere declinata in vari modi :asd: . A questo punto mi hai incuriosita: dove trovo qualcosa di tuo?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Bradipi

Ricordo tutto quello che hai scritto e ho anche memoria dei commenti che hai ricevuto. Com'è possibile che non sovvenga nessun giudizio negativo nei confronti dei tuoi testi di sf? Non è che invece sia tu a leggere in maniera inesatta i commenti?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×