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Sphera

Domande alle presentazioni del tuo libro

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On ‎24‎/‎02‎/‎2013 at 20:38, GiD ha detto:

Magari fossero solo le domande il problema... Il mio incubo sulle presentazioni è il seguente:

Il mio primo romanzo. La mia prima presentazione. E ci sono quattro persone in tutto. E due le ho portate io. : Sad :

Potrei sentirmi male dall'imbarazzo.

A proposito delle domande, le più temute sarebbero quelle a sfondo sociale.

"Ah, ma Piero, che nel quarto capitolo fracassa un distributore di sigarette, è una metafora della lotta dei giovani contro le lobby e le industrie che minacciano la nostra salute e il tessuto stesso della nostra società, vero?"

"Ehm... no, è che... cioè, era ubriaco, aveva litigato con Chiara e ha sfasciato un distributore. Cioè..."

Imbarazzo a gogò. :blush:

 

On ‎11‎/‎04‎/‎2017 at 09:46, Lemmy Caution ha detto:

La mia memoria è davvero  un problema, quindi difficilmente mi ricorderò quello che ho scritto e la faccenda si chiude lì.

Una volta a uno  spettacolo teatrale del quale avevo scritto la sceneggiatura, il regista, poco prima dello spettacolo, viene da me e mi  chiede dei chiarimenti sul profilo psicologico di una delle protagoniste. Io lo guardo dubbioso e gli dico: "Elisabetta chi?

 

@GiD e @Lemmy Caution mi avete strappato una risata di quelle che non riesci a trattenere.:grazie:

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la domanda che spesso mi fanno e che davvero non sopporto, perché nella risposta devo cercare di non essere offensiva, è:

"ma perché hai ambientato la storia in Irlanda? cos'ha la valtellina che non va? abbiamo anche noi il verde, le montagne e la gente"

Per chi non conscesse la valtellina vi lascio il link di wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina

in parole povere abito in un punto sperduto tra le alpi, dove adorano la caccia, secondo voi potevo ambientare un libro che parla di lupi sovrannaturali in un posto dove sparano persino ai cani scambiandoli per lupi? 

Cercare di far capire alla gente che l'irlanda è un paese ricco di tradizione, e folclore sovrannaturale non è facile ve lo garantisco.

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22 ore fa, sara pusterla ha detto:

ma perché hai ambientato la storia in Irlanda? cos'ha la valtellina che non va?

Hanno perfettamente ragione, esterofila che non sei altro! :asd:

Ma qui si aprirebbe un acceso dibattito, già trattato in altre discussioni, sull'importanza o meno di ambientare le proprie storie in luoghi che conosciamo alla perfezione, e finiremmo perciò fuori argomento.
Torniamo perciò alle nostre presentazioni.
Non vi piacciono o semplicemente non vi  sentite di farle? Non fatele. Nessuno vi obbliga. Non avete alcuna pistola puntata alla tempia, almeno spero. Anche perché, diciamolo, un brutta presentazione con un autore timido e tentennante, o anche troppo arrogante e spocchioso, rischia di nuocere al vostro romanzo. Conosco amici appassionati lettori che, dopo aver assistito a presentazioni di autori anche famosi, se ne sono, per così dire, "disinammorati" e hanno smesso di comprare i loro libri, perché gli son di colpo diventati antipatici, gli "sono andati giù di verso", come diciamo dalle mie parti.
A me accadde la stessa cosa parecchi anni fa, in ambito musicale e non letterario, dopo aver intervistato alcuni mostri sacri, che dopo l'intervista rimasero solo mostri, senza più alcuna sacralità. Se li rivedo in tv, cambio canale.
Qualcuno ha detto che tutti gli esami sono un'idiozia, perché c'è sempre una domanda che il più stupido degli uomini può porre al più intelligente degli uomini, a cui il secondo non sa rispondere. La stessa cosa vale per le presentazioni, quindi non vale la pena di farne un dramma. Se dovete farne una, siate positivi, ma soprattutto siate spiritosi e auto ironici: nessuno si aspetta, nemmeno voi per primi (spero), che abbiate partorito un capolavoro.
E si vi mancano dialettica e retorica, come hanno consigliato in un altro post, supplite con le famose due P: prosecco e pizzette. 

Modificato da Alexmusic

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