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Sphera

Domande alle presentazioni del tuo libro

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Una mia grande pippa mentale, per cui ogni volta che ci penso mi logoro il cervello, sono le domande che il pubblico in una presentazione del tuo libro può porti.

Se non so il significato di una parola? Se la domanda ha uno stile peggio di un'equazione di matematica? Se non so dare la giusta risposta, che sia anche soddisfacente?

"Ehm ... Allora ... Forse ... No beh, ecco ... Uhm (ecc.)" :noo: Che cazzarola cavolo dico?

Si lo so, dovrei essere forse un "ignorante" per non conoscere una particolare parola d'italiano, ma soprattutto, perché io penso di essere in grado di scrivere un libro, pubblicarlo e fare delle presentazioni? Ok, no. Ma nel caso già il pensiero mi mette in ansia.

E voi? ;)

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oddio! a meno che non si parli di alta economia (non so di che tratti il tuo libro) oppure il tuo interlocutore sia un monaco benedettino del IVX secolo teletrasportato nel 2013 dubito che potrà mai capitarti una domanda con parole che tu non conosci XD

per quanto riguarda le risposte soddisfacenti beh, io ho assistito spesso a presentazioni di libri e mi piace fare domande, però ti garantisco che nella maggior parte dei casi le risposte sono molto generiche e poco soddisfacenti. Il perché me lo sono chiesto e credo sia un mix di motivi, tra i quali il tempo a disposizione e l'ansia dell'autore la fanno sicuramente da padrone ^^ per cui tranquilla (o?)

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No, per me è piacevole rispondere alle domande.. poi, è vero, sinora i miei relatori/intervistatori sono stati molto clementi, avevano apprezzato tanto il romanzo e sono andato in scioltezza. Davvero, mi sono sempre divertito, anche se l'ansia c'è sempre

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Magari fossero solo le domande il problema... Il mio incubo sulle presentazioni è il seguente:

Il mio primo romanzo. La mia prima presentazione. E ci sono quattro persone in tutto. E due le ho portate io. : Sad :

Potrei sentirmi male dall'imbarazzo.

A proposito delle domande, le più temute sarebbero quelle a sfondo sociale.

"Ah, ma Piero, che nel quarto capitolo fracassa un distributore di sigarette, è una metafora della lotta dei giovani contro le lobby e le industrie che minacciano la nostra salute e il tessuto stesso della nostra società, vero?"

"Ehm... no, è che... cioè, era ubriaco, aveva litigato con Chiara e ha sfasciato un distributore. Cioè..."

Imbarazzo a gogò. :blush:

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Sara sai cosa?

Mi piacerebbe molto avere l'opportunità di poterla fare, una presentazione! aaaahahah :D

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Gid hahaha XD questa cosa "spaventa" anche me! lo metto tra virgolette perché non credo avrò mai una presentazione del mio libro, ma in un ipotetico mondo parallelo dove succedesse ne sarei terrorizzato!

Mi vengono in mente tutte le varie idee politiche/sociali che hanno attribuito ai vari autori ... hehe. Non oso immaginare cosa potrebbero tirare fuori dal mio libro :°D

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Brutta situazione in cui si capita spesso. Anzitutto, tieni al tuo fianco un relatore che crede nel libro (e che sarà pronto a smontare qualsiasi domanda volta a farti innervosire :mazza: ).

Per il resto c'è una regola non scritta delle presentazioni: si deve parlare SOLO del tuo libro. Se fanno una domanda troppo fuori tema, hai il diritto sovrano di farglielo notare :omicida: .

Infine, accetta ogni critica con umiltà: se la domanda è volta a darti fastidio e alla provocazione si risponde con una risposta educata, sarà chi ti vuole mettere in difficoltà ad auto-censurarsi.

In ogni caso, nelle presentazioni questo avviene molto raramente: d'altra parte è la tua festa e quella del tuo libro!

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posso dire una cosa? almeno in ambito più o meno locale occorre muoversi un minimo in prima persona per divulgare l'evento, contattare persone che si conosce... questo per evitare almeno l' "incubo" di trovarsi davanti solo 4 persone. Finora a me è andata bene, senza strafare, con alcuni volantini e un minimo di pubblicità, in rete, sul blog, o con qualche annuncio su giornali locali.

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Ci sono anche presentazioni in cui ogni domanda è una scusa per un comizio filosofico dell'autore.

D: Ci parli del protagonista

R: James Smith è un'acuta metafora del postesistenzialismo macabro, un distillato di questa società che non riconosce bla bla bla

Assolutamente allucinanti!

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Ospite

Nessuno si è posto il problema che, prima di una presentazione, il libro andrebbe anche pubblicato?

:falce:

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Nessuno si è posto il problema che, prima di una presentazione, il libro andrebbe anche pubblicato?

Sapevo che saresti intervenuto (a!). Ti stavo proprio aspettando :P

Infatti ho scritto, di proposito, in fondo che la mia è pura ipotesi a ciò che non accadrà mai ... Sai, mi piace fantasticare :)

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Come Vil, anche per me le presentazioni sono piuttosto divertenti (anche se all'inizio è normale avere un poco di ansia). Domande particolarmente difficili non ce ne sono state finora, la maggior parte di esse verte solitamente su aspetti "marginali" della pubblicazione. Dunque non troppo specifiche di solito...:)

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Infine, accetta ogni critica con umiltà: se la domanda è volta a darti fastidio e alla provocazione si risponde con una risposta educata, sarà chi ti vuole mettere in difficoltà ad auto-censurarsi.

A me non ha funzionato. Va be', non stavo presentando un libro, però non ero assolutamente preparata a persone aggressive contro quello che avrei detto. Sapevo pure che rispondere, gli ho risposto, ma quello ha insistito. Ed io ero tipo a pagina due della presentazione. :sss:

Per fortuna è intervenuto un altro dei relatori ed è riuscito a zittirlo, ma davvero è stata l'unica volta che ho temuto di non farcela in pubblico. :sss:

A volte non è per niente facile.

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Ospite Signor Ford

Non lo so, parto forse dalla mia esperienza in merito. Non esistono domande giuste o sbagliate, c'è solo il tuo libro. E se conosci quello e conosci te e ciò che intendi/vuoi/puoi mostrare... i momenti di imbarazzo sono rari. Magari non risponderai benissimo o da manuale, ma nessuno credo che esca fuori tema, sul proprio libro :)

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Non lo so, parto forse dalla mia esperienza in merito. Non esistono domande giuste o sbagliate, c'è solo il tuo libro. E se conosci quello e conosci te e ciò che intendi/vuoi/puoi mostrare... i momenti di imbarazzo sono rari. Magari non risponderai benissimo o da manuale, ma nessuno credo che esca fuori tema, sul proprio libro :)

quoto alla grande Francesco, la penso esattamente allo stesso modo

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Non esistono domande giuste o sbagliate, c'è solo il tuo libro. E se conosci quello e conosci te e ciò che intendi/vuoi/puoi mostrare...

D'accordissimo pure io... :la:

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Mi fa piacere leggere le vostre risposte, soprattutto da persone che l'hanno vissuta direttamente. E' rassicurante anche come a volte possa essere divertente.

Non so, il mio timore forse nasce anche dal dubitare che certe persone vogliano magari metterti in difficoltà appositamente, e a proposito mi preoccupa l'episodio capitato a Sweety.

Ma come dice Frà, il libro é la tua piccola realtà, quindi chi meglio di te potrebbe raccontarla? :)

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Non devi mai avere paura! D'altra parte, è il tuo libro! Una volta mi è capitato ad una presentazione che mi dicessero: "Senti, ho letto: le cose che hai scritto prima valgono, quelle di adesso non tanto. Ti va di fermarti?". Non ho dovuto nemmeno rispondere: le hanno risposto direttamente dal pubblico...

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Sara sai cosa?

Mi piacerebbe molto avere l'opportunità di poterla fare, una presentazione! aaaahahah :D

Non posso che concordare con Tina (tesoro, sei sempre fantastica :love:).

Detto questo e tornando seri, mi è capitato di assistere a presentazioni in cui alcuni tipi facevano domande che voi umani... (conoscete quella frase celebre, no? :asd:) Se dovesse capitare a me semplicemente farei un sorrisetto e cercherei di rispondere con tutta la calma di cui sono dotato (che forse non è molta). E quindi poi salterei addosso al tipo e lo ridurrei al silenzio.

D'accordo, mi rendo conto di non essere stato serio neanche così. In realtà mi vedo a rispondere felicemente a qualsiasi domanda nell'intento di chiarire o dissipare dubbi.

Modificato da Rory

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Ospite Kun0

Io tremo. Mi tremano le mani, mi tremano le gambe e soprattutto la voce. Il problema è che ovviamente non ho mai presentato un libro e il mio ultimo incontro con il pubblico risale a tre anni fa...parlo dell'esame di terza media :asd:

La mia professoressa di lettere vorrebbe che io pubblicassi qualcosa di mio un giorno, ma sono la persona più ansiosa di questo mondo e alla presentazione di un mio libro semplicemente non riuscirei a respirare. Per non parlare del fatto che so scrivere decentemente ma non mi so esprimere oralmente. Non metto proprio insieme due parole! Una presentazione esclusivamente cartacea farebbe al caso mio :asd:

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Le paure si affrontano... E se si riesce a pubblicare, si affrontano più volentieri :asd: .

Quoto in pieno! :la:

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Ma come lo avete trovato il relatore? Alla mia prima presentazione ho avuto una giornalista amica di famiglia e ok, pra ne devo fare una nel posto in cui vivo e non ho nessuno.... Ho un'amica che ha adorato il libro, se ne è proprio innamorata, potrei chiedere a lei, ma non so se se la sente...

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La mia memoria è davvero  un problema, quindi difficilmente mi ricorderò quello che ho scritto e la faccenda si chiude lì.

Una volta a uno  spettacolo teatrale del quale avevo scritto la sceneggiatura, il regista, poco prima dello spettacolo, viene da me e mi  chiede dei chiarimenti sul profilo psicologico di una delle protagoniste. Io lo guardo dubbioso e gli dico: "Elisabetta chi?

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4 ore fa, vally13 ha detto:

Ho un'amica che ha adorato il libro, se ne è proprio innamorata, potrei chiedere a lei, ma non so se se la sente...

 

Se si tratta semplicemente un'amica "lettrice", per quanto entusiasta non so quanto possa essere utile rivolgersi a lei. Di solito, prima di avviare una discussione con l'autore sotto forma di intervista, il relatore introduce il libro e ne fa una disamina con analisi critica. Quindi ti converrebbe rivolgerti sempre a qualcuno di abbastanza competente, tipo un giornalista (come nel primo caso) o un altro scrittore, o comunque qualcun altro avvezzo a presentare libri. La tua amica potrebbe al limite essere una co-relatrice e parlarne da lettrice, oppure intervenire dal pubblico.

 

4 ore fa, vally13 ha detto:

Ma come lo avete trovato il relatore?

 

Di solito ho chiesto la cortesia ad altri colleghi o amici giornalisti, per l'appunto. Altrimenti, sono spesso gli stessi organizzatori dell'incontro a scegliere un relatore da affiancare all'autore ospite.

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7 ore fa, Lemmy Caution ha detto:

La mia memoria è davvero  un problema, quindi difficilmente mi ricorderò quello che ho scritto e la faccenda si chiude lì.

Una volta a uno  spettacolo teatrale del quale avevo scritto la sceneggiatura, il regista, poco prima dello spettacolo, viene da me e mi  chiede dei chiarimenti sul profilo psicologico di una delle protagoniste. Io lo guardo dubbioso e gli dico: "Elisabetta chi?

@Lemmy Caution, meraviglioso XD.

 

On 26/2/2013 at 16:02, Il Piacere di Scrivere ha detto:

Le paure si affrontano... E se si riesce a pubblicare, si affrontano più volentieri :asd: .

Le presentazioni sono un turbine emotivo che vorrei ripetere presto, paure da affrontare, come dice giustamente @Il Piacere di Scrivere.

Tu diffondi la notizia più che puoi, se hai dei timori rileggiti il libro, alla brutta fai un aperitivo leggero, e poi rispondi a tutto con un sorriso. Nessuno può contestare quello che sai sulle cose che hai scritto ;)

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Sembra una cosa di poco conto ma invece per alcuni non lo è.

Scrivere è un piacere. Che il tuo libro venga letto, è un piacere. Essere sotto i riflettori, può essere un tormento che fa decadere i piaceri precedenti.

Capisco in pieno  Elena Ferrante o chi fa una scelta simile e non ne vedo nessuna accezione snobistica, a volte è proprio una necessità.

Io la vivrei malissimo e non sono nessuno, figurarsi chi è già introdotto...

 

 

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