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Ospite -_-

Divergenza di "opinione"

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Ospite -_-

Scopro spesso che le cose che mi esaltano nelle opere narrative lasciano totalmente indifferenti gli altri. La "paura" è che io scriva soprattutto queste cose. E infatti ne ho frequentemente conferma.

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Tranquillo: non tutti s'innamorano delle stesse cose, è naturale.

Non fartene condizionare.

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Beowulf, credo che uno scrittore debba scrivere per se stesso, scrivendo di ciò che lo appassiona, seguendo i metodi che ritiene adatti al proprio stile e adottando le tecniche narrative che gli vengono spontanee, che lui per primo considera interessanti.

Solo in questo modo potrà ottenere un lavoro originale e personale.

Certo, forse non sarà possibile pubblicare un best seller, ma ci sono molte case editrici che si occupano della cosiddetta letteratura "di nicchia".

Andando sul personale, io scrivo ciò che piace a me e lo propongo a un editore perché ciò che scrivo sia pubblicato e possa piacere ad altri, ma ho la consapevolezza che i miei romanzi non potranno mai piacere a tutti. Cosa dovrei fare? Studiare le mode del momento e mettermi a scrivere di argomenti che catturano le masse? No, per carità!, credo che mi priverebbe della spontaneità della mia scrittura, e dunque del piacere di scrivere.

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Marco non sei il solo ad avere questa paura: a me capita spessissimo di trovarmi in situazioni del genere ma come dice giustamente Marcello, è normale non avere gli stessi gusti. Proprio per questo, cerco di non lasciarmi condizionare e scrivo quello che ho in mente: magari non piacerà a tutti, ma la sensazioni che provo quando do forma ha una storia che mi piace, non ha prezzo.

Andando sul personale, io scrivo ciò che piace a me e lo propongo a un editore perché ciò che scrivo sia pubblicato e possa piacere ad altri, ma ho la consapevolezza che i miei romanzi non potranno mai piacere a tutti. Cosa dovrei fare? Studiare le mode del momento e mettermi a scrivere di argomenti che catturano le masse? No, per carità!, credo che mi priverebbe della spontaneità della mia scrittura, e dunque del piacere di scrivere.

Sono perfettamente d'accordo con te, Agave!

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Ospite -_-

Grazie per gli interventi.

Io credo nel compromesso. "Scrivo" per vendere e, allo stesso tempo, ho massimo rispetto per il lavoro di scrittura in sé. Voglio dire che è essenziale che l'autore abbia amore per il suo lavoro, scrivendo quello che ama e che gli interessa ma, allo stesso tempo, deve mirare alla diffusione dello stesso.

Se gli estremi sono Autore "schiacciato" dai gusti delle masse e Autore autoreferenziale io cerco la via di mezzo. Cado spesso in una delle due categorie, però, rischiando di non interessare né all'editore per le masse né a quello di nicchia.

Credo che la causa maggiore sia proprio quella di essere attratto da cose che interessano a pochi.

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Scrivendo narrativa sono sicuro che, se l'opera vale ovviamente, si ha sempre un pubblico di riferimento e un bacino d'utenza garantito.

Ovvio che se uno ha la fortuna di scrivere thriller esoterici quando impazza Dan Brown o horror vampireschi durante il fenomeno Twilight e affini è favorito, ma l'importante per me è non voler scrivere per forza thriller esoterici quando impazza Dan Brown se il tuo stile narrativo ricorda Nicholas Sparks...

Poi le mode tornano ciclicamente...

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Io più che altro temo che le mie cose lascino indifferenti persone a cui tengo, amici, parenti...

Nemo propheta in patria... se vendi 100.000 copie e non piace a qualcuno del tuo entourage ci si può passare sopra :asd:

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Ospite -_-

Io più che altro temo che le mie cose lascino indifferenti persone a cui tengo, amici, parenti...

L'esatto contrario di me. Gli amici mi conoscono e sono in una certa misura "influenzati" da me. Sanno bene cos'abbia in mente e se, per esempio, volessi parlare delle idee di Pasolini con una storia di boxe, si troverebbero già "accolti", già dentro il mio cosmo. Il più delle volte approvano i miei progetti. Sanno bene cosa e perché mi piaccia. Ma quando si esce dalla cerchia cambia tutto.

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Bro', mi sono spesso trovato nella tua stessa situazione. Scrivevo e molti non capivano cosa scrivevo, al punto da arrivare ad aver paura di non essere comprensibile. Ma poi mi sono accorto che di cento persone dieci capivano bene e non erano indifferenti, e mi sono sentito rinfrancato. Posto questo, che non è possibile che tutti riescano ad accedere alle tue cose, ti consiglio d'infischiartene e di scrivere come meglio puoi e credi, e soltanto ciò che ti viene da dentro, senza stare a badare a scrivere questo perché tira o quello perché va di moda. Mi sono spiegato? Sicuramente, e se non lo sai ti reputo parte di quelle mie dieci persone che riescono a capirmi. :)

Modificato da Rory

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Sono abituata da sempre ad avere gusti particolari, leggere libri che non interessano alla maggior parte delle persone che mi circondano, impazzire per film che lasciano indifferente la quasi totalità delle mie conoscenze.

Eppure, continuo a sperare che esista al mondo qualcuno che potrebbe trovare affascinante quello che scrivo.

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Ospite Ice*

Dico solo una cosa: The Unbreakable mi è piaciuto da impazzire.

Chi era con me al cinema quel giorno è rimasto totalmente schifato XD

E ho scritto cose che lascerebbero con un WTF un po' chiunque XD

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Non mi preoccupo della cosa. Su ibs ad esempio ci sono, con mia sorpresa, diverse opinioni sul mio primo romanzo, e non ci sono mezze misure: o voti bassi o voti alti (per fortuna in maggioranza). Per un po' mi sono chiesto il perchè, ma poi mi sono pure lusingato, non c'è nessun prodotto che sia uno a mettere d'accordo DAVVERO tutti. Quindi, ok, non si può piacere a chiunque, dove sta il problema?

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Non mi preoccupo della cosa. Su ibs ad esempio ci sono, con mia sorpresa, diverse opinioni sul mio primo romanzo, e non ci sono mezze misure: o voti bassi o voti alti (per fortuna in maggioranza). Per un po' mi sono chiesto il perchè, ma poi mi sono pure lusingato, non c'è nessun prodotto che sia uno a mettere d'accordo DAVVERO tutti. Quindi, ok, non si può piacere a chiunque, dove sta il problema?

Quoto in tutto e per tutto.

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Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda. I libri, la tv cominciano a parlare di Dan Brown (esempio a caso, perché già citato), molti decidono di leggerlo e si convincono che sia un capolavoro: del resto, lo dicono tutti!

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Ospite -_-

Leggi di più, scrivi di più
Non penso sia fisicamente possibile! Per carità, non dico che io sappia scrivere ma farlo proprio materialmente più di quanto non faccia... Credimi è impossibile!
Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda.
Credo che sia l'esatto opposto. Se concordano tutti o quasi parliamo di Shakespeare o Tolstoj. Dan Brown e co. li difendono in pochi, anche se in moltissimi li leggono.

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Mah, a quanto vedo, i "casi letterari" sono capolavori per tutti quelli che ne parlano. Quello che dici tu è quello che sarebbe auspicabile, se è così allora ho solo avuto esperienze sfortunate :)

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Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda. I libri, la tv cominciano a parlare di Dan Brown (esempio a caso, perché già citato), molti decidono di leggerlo e si convincono che sia un capolavoro: del resto, lo dicono tutti!

no, non credo sia così: decidono di leggerlo perché diventa uno status symbol. Pensa alle sfumature: non hai sentito dire da nessuno che è un capolavoro, però l'hanno comprato tutti.

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Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda. I libri, la tv cominciano a parlare di Dan Brown (esempio a caso, perché già citato), molti decidono di leggerlo e si convincono che sia un capolavoro: del resto, lo dicono tutti!

no, non credo sia così: decidono di leggerlo perché diventa uno status symbol. Pensa alle sfumature: non hai sentito dire da nessuno che è un capolavoro, però l'hanno comprato tutti.

Ecco…ad esempio a me è capitato di leggere "Il codice da Vinci" perché ne ho sentito parlare. E mi è piaciuto!

Non lo giudico sia un capolavoro, ma lo trovo un bel romanzo: non credo abbia venduto solo per la fama.

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Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda. I libri, la tv cominciano a parlare di Dan Brown (esempio a caso, perché già citato), molti decidono di leggerlo e si convincono che sia un capolavoro: del resto, lo dicono tutti!

no, non credo sia così: decidono di leggerlo perché diventa uno status symbol. Pensa alle sfumature: non hai sentito dire da nessuno che è un capolavoro, però l'hanno comprato tutti.

Intanto ci fanno il film... E poi ti faccio un altro nome: Moccia. Lì la gente che lo apprezza (purtroppo) la trovi (almeno, io l'ho trovata)...

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Quando tutti sono d'accordo sulla validità di qualcosa, nel 90% dei casi è per conformismo, per moda. I libri, la tv cominciano a parlare di Dan Brown (esempio a caso, perché già citato), molti decidono di leggerlo e si convincono che sia un capolavoro: del resto, lo dicono tutti!

no, non credo sia così: decidono di leggerlo perché diventa uno status symbol. Pensa alle sfumature: non hai sentito dire da nessuno che è un capolavoro, però l'hanno comprato tutti.

Intanto ci fanno il film... E poi ti faccio un altro nome: Moccia. Lì la gente che lo apprezza (purtroppo) la trovi (almeno, io l'ho trovata)...

Va bè, ma tu hai parlato di capolavoro! Moccia ha stravenduto, ma sempre e unicamente allo stesso target di pubblico: non credo di aver quasi mai venduto una copia di Moccia a un uomo. Il pubblico maschile lo ha sempre detestato...

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Siamo d'accordo, era solo un esempio :) E mi permetto di aggiungere, per non diffamare le donne (e non offendere la loro intelligenza), che il suo target è solo "una parte" del pubblico femminile.

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Ah, cavolo: certo! E ci mancherebbe! Hai fatto benissimo a sottolinearlo: non volevo certo dire che tutte le donne corressero in libreria a comprare Moccia! Era sottinteso, ma hai fatto benissimo a specificarlo!

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e poi, diciamo la verità, questa paura te la puoi levare rimanendo te stesso, con il tuo stile e il tuo modo di scrivere. Saranno gli altri a decidere, non puoi sapere in partenza di "non" piacere. Ed è inutile rincorrere i gusti della gente, soggetti spesso a mode o tendenze

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Mica se piacciono a te devi pensare che per forza non piacciano a nessuno. Poi dipende da come le scrivi, le cose che ti piacciono: magari te ne innamori perchè è proprio un tuo gusto ma in se gli scrittori non hanno posto accenti su queste cose , quindi altri lettori un po' più "superficiali" o che si concentrano su altro, non ci fanno caso rimanendo indifferenti.

Magari se scrivi di queste cose che ti piacciono , mettendole in primo piano, ti accorgerai che possono appassionare anche altri :)

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Ospite -_-
Magari se scrivi di queste cose che ti piacciono , mettendole in primo piano, ti accorgerai che possono appassionare anche altri.

Per adesso no. Soprattutto gli editori :asd:

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Magari se scrivi di queste cose che ti piacciono , mettendole in primo piano, ti accorgerai che possono appassionare anche altri.

Per adesso no. Soprattutto gli editori :asd:

Credi sia semplice farsi pubblicare? E che gli editori non ti pubblicano per le tue idee?

Sì, può starci, ma non so quali siano le tue idee, dunque non posso entrare nel merito.

Principalmente gli editori hanno però remore a pubblicare chi non ha pubblicazioni: un circolo vizioso, no?

Dovresti rivolgerti a editori giovani invece.

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