Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

AnnaB

Creare personaggi odiosi (involontariamente)

Post raccomandati

Diciamocelo, chi non si è innamorato, almeno una volta, di un suo personaggio?

Io perdo la testa facilmente per i miei protagonisti, anzi, se non riescono a conquistarmi non riesco a scriverne e li abbandono come la più insensibile delle amanti (per non dire altro).

Ma che fare se proprio quel protagonista per cui tu stravedi, riesce odioso ai lettori?

Che dire se proprio quella protagonista che tu hai faticato tanto per rendere accattivante e bellissima risulta soltanto arrogante e fastidiosa?

Insomma, un conto è voler creare un personaggio negativo, ma quante volte ci è capitato di leggere di personaggi che avrebbero dovuto essere eroi coraggiosi, ma risultano soltanto insopportabili?

E se succedesse proprio ai miei personaggi?

Incubo!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono innamorata del mio Daniel :asd:

Secondo me dipende tutto dalla propria capacità di darsi una regolata... cioè quando creo un personaggio cerco sempre di avvicinarmi il più possibile alla realtà, magari pensando ai lati positivi e negativi di una persona, guardandomi intorno, rubando qua e là i difetti e i pregi ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono innamorata dei miei personaggi alla follia. Di alcuni sono l'amante, di altri l'amica. Di altri ancora la sorella o la compagna di bevute. E con loro mi incavolo, ci litigo e loro mi voltano le spalle. Ma poi ci faccio pace. Non li ho mai abbandonati. È strano dirlo, ma non riesco a non sentirli come se davvero fossero dietro le mie spalle a indagare su ciò che faccio fare loro. E a volte sono proprio le loro fisime (che arrivano inaspettatamente) a dare quella svolta in più. I loro caratteri sono ben delineati. Fastidiosi? Sì e no. Ma come gli amici veri, non li cambi. Sono così e basta.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Diciamocelo, chi non si è innamorato, almeno una volta, di un suo personaggio?

Io perdo la testa facilmente per i miei protagonisti, anzi, se non riescono a conquistarmi non riesco a scriverne e li abbandono come la più insensibile delle amanti (per non dire altro).

Ma che fare se proprio quel protagonista per cui tu stravedi, riesce odioso ai lettori?

Che dire se proprio quella protagonista che tu hai faticato tanto per rendere accattivante e bellissima risulta soltanto arrogante e fastidiosa?

Insomma, un conto è voler creare un personaggio negativo, ma quante volte ci è capitato di leggere di personaggi che avrebbero dovuto essere eroi coraggiosi, ma risultano soltanto insopportabili?

E se succedesse proprio ai miei personaggi?

Incubo!

Sinceramente più che simpatici o antipatici io mi preoccuperei che fossero credibili... I personaggi dovrebbero rispecchiare la realtà e avere, come ognuno di noi, pregi e difetti. Così come le persone non sono mai tutte bianche o tutte nere, ma spesso grigie, così anche i nostri personaggi qualche difettuccio bisognerà che l'abbiano, se no davvero risulterebbero antipatici...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono partito di testa per ognuno dei miei personaggi. L'ultimo di essi si è fatto largo tra le pagine del mio romanzo ed è entrato nel mondo reale. Ora è la mia compagna di vita, una donna fantastica. :sss:

Detto questo e scherzi a parte, credo mi sia capitato più volte di aver creato personaggi odiosi, ma non lei, no: lei piace a tutti! :la::asdf:

Modificato da Rory

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono partito di testa per ognuno dei miei personaggi. L'ultimo di essi si è fatto largo tra le pagine del mio romanzo ed è entrato nel mondo reale. Ora è la mia compagna di vita, una donna fantastica. :sss:

Detto questo, credo mi sia capitato di aver creato personaggi odiosi, ma non lei, no: lei piace a tutti! :la::asdf:

*non vorrebbe rivelargli che in realtà se la fa con il protagonista maschile dei suoi romanzi, no, è un amico, come fa a dirglielo?* Modificato da Marcello
  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me è successo il contrario; ho descritto un personaggio con lo scopo di farlo risultare particolarmente antipatico, soprattutto alle ragazze, e invece niente.

Anzi, la cosa stava per sfociare in una mia pessima figura. Ho fatto leggere il capitolo dove compare il personaggio in questione a una ragazza che conosco appena, e il dialogo che è nato è stato il seguente:

- Ehi, ho letto il capitolo che mi hai mandato!

- Bene... piaciuto?

- Sì sì. Mi piace come hai presentato i personaggi.

- A proposito, che ne dici di Tania? Volevo che fosse...(stavo per dire "antipatica fin da subito al lettore")

- Sì, Tania è il mio personaggio preferito. Quello in cui mi sono immedesimata di più... Anche perché praticamente sono io!

- Ah... beeene :mellow:

Meno male che mi sono fermato in tempo :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Gid, pensa che a me è successo con uno dei miei stessi personaggi. Costruito per essere un personaggio negativo, in un periodo grigio, in cui stavo facendo un sacco di sbagli uno dietro l'altro, a un certo punto mi sono detta: ecco, sei come il personaggio X, è lui che ti rispecchia davvero. E a volte faccio davvero fatica a togliermi la sensazione. :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io penso che i personaggi una volta definiti debbano vivere di vita propria, che lo scrittore dovrebbe in qualche modo riuscire a distaccarsene (difficilissimo, io sono innamorata della mia Callistos che ultimamente sto utilizzando tanto nei racconti). A parte il fatto che per me i personaggi più sono odiosi più si fanno voler bene :D però non capisco, un personaggio non è lo scrittore e devono esistere caratteri più odiosi e caratteri meno odiosi all'interno dello stesso romanzo/racconto, se anche risultasse odioso un personaggio che hai creato qual'è il problema? La storia è fatta di fantasia, non è la tua storia, quindi? :) non so se riesco a farmi capire :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Innamorarmi dei miei personaggi? A volte, qualche anno fa, lo facevo. Li sognavo anche. :blush:

Adesso cerco di smettere e di creare una distanza tra loro e me, ma non troppa.

Visto che sono egocentrica, :asd: creo i miei personaggi a partire da un aspetto di me (ciò che sono, ciò che ho paura di diventare, ciò che ero).

Ma perché non siano tutti delle Mary Sue, a quell'aspetto di me aggiungo qualcosa di una o più persone che mi circondano, cercando di dar vita a un personaggio che mi sia familiare e al tempo stesso lontano.

Non mi piace l'idea dei personaggi che "vivono di vita propria", perché credo che uno scrittore debba essere un giocatore di scacchi dei maghi (sì, quelli di Harry Potter :XD: ): i personaggi hanno una certa autonomia e una loro personalità, ma lo scrittore deve saperli muovere come vuole, deve essere lui a condurre il gioco.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non mi piace l'idea dei personaggi che "vivono di vita propria", perché credo che uno scrittore debba essere un giocatore di scacchi dei maghi (sì, quelli di Harry Potter :XD: ): i personaggi hanno una certa autonomia e una loro personalità, ma lo scrittore deve saperli muovere come vuole, deve essere lui a condurre il gioco.

In parte mi trovi d'accordo in parte no.

Sono sempre stado dell'idea che sia la storia a plasmarsi sui personaggi e non il contrario. Più caratterizzato è il personaggio meno sono le possibili strade che potrà prendere la storia.

Il poter muovere i personaggi come si vuole vuol dire che:

1 il personaggio è poco caratterizzato

2 stiamo facendo agire il personaggio in contrasto con quello che è il suo carattere.

Se nel 100 pagine precedenti del libro abbiamo caratterizzato Tizio come un codardo non possiamo far affrontare il temibile mostro. Dovremo farlo scappare.

Se poi aggiungiamo che la caratterizzazione dei personaggi dipende anche dall'ambientazione (che influisce anche sulla storia) si capisce come storia, personaggi e ambientazione siano da tenere sempre tutti e trre in considerazione durante la stesura del romanzo.

Personalmente mi è capitato che due personaggi che avevo preventivato si odiassero cordialmente sono stato "costretto" a farli amare perché era lì che portavano le caratterizzazioni e altri elementi inseriti fino a quel momento.

Ma sono OT

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Memory, mi piacciono sempre i tuoi post e trovo molto interessante anche questo.

Anche se, in parte, sono d'accordo con te, rimango della mia idea perché ho un modo diverso, rispetto a te, di creare una storia.

Mentre per te è la storia che plasma i personaggi, per quanto mi riguarda sono i personaggi che creano la storia. E' la loro dimensione psicologica che fa compiere loro determinate scelte e dunque crea l'azione (se si può parlare di azione).

Scrivo principalmente racconti metaforici/allegorici basati, appunto, sulla psicologia dei personaggi. La trama, per me, è secondaria rispetto a ciò che avviene nella testa dei personaggi. Si può dire, addirittura, che la trama sia un modo per dare una dimensione reale ai sentimenti e alle emozioni dei personaggi.

Dato che i miei personaggi sono delle metafore, ognuno di loro ha un senso preciso all'interno della sua storia. Per tale motivo, un personaggio che sfugga al mio controllo sarebbe un personaggio che si priva di senso, allontanandosi dal messaggio che io-autrice voglio dare.

Questo, naturalmente, è un discorso che si riferisce al modo che ho io di scrivere, un modo astratto, basato più sulla psicologia che non sulla trama o sull'ambientazione.

Forse, prima o poi, potrei decidere di scrivere di persone reali, e non di metafore, e dunque adotterò senz'altro il tuo metodo.

Sono, infatti, d'accordo con te quando dici che è importante la coerenza di un personaggio, e il suo essere armonioso con ciò che lo circonda e con ciò che lui stesso vive e sperimenta.

Modificato da Agave

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Perfettamente d'accordo con memory!

A me capita spesso il contrario: creo dei personaggi super odiosi o cattivi e alla fine risultano i migliori -.-"

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Marcello! :follia:

:patpat2:

Le due faccine sbaciucchianti sono la mia compagna e il tuo personaggio? :aka:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Bradipi

A me è successo il contrario; ho descritto un personaggio con lo scopo di farlo risultare particolarmente antipatico, soprattutto alle ragazze, e invece niente.

Anzi, la cosa stava per sfociare in una mia pessima figura. Ho fatto leggere il capitolo dove compare il personaggio in questione a una ragazza che conosco appena, e il dialogo che è nato è stato il seguente:

- Ehi, ho letto il capitolo che mi hai mandato!

- Bene... piaciuto?

- Sì sì. Mi piace come hai presentato i personaggi.

- A proposito, che ne dici di Tania? Volevo che fosse...(stavo per dire "antipatica fin da subito al lettore")

- Sì, Tania è il mio personaggio preferito. Quello in cui mi sono immedesimata di più... Anche perché praticamente sono io!

- Ah... beeene :mellow:

Mi ha ricordato:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mentre per te è la storia che plasma i personaggi, per quanto mi riguarda sono i personaggi che creano la storia. E' la loro dimensione psicologica che fa compiere loro determinate scelte e dunque crea l'azione (se si può parlare di azione).

A dir la verità io ho detto:

Sono sempre stado dell'idea che sia la storia a plasmarsi sui personaggi e non il contrario. Più caratterizzato è il personaggio meno sono le possibili strade che potrà prendere la storia.

Io in principio posso decidere che il personaggio X farà l'azione Y, ma se la caratterizzazione (che come ho detto dipende anche dall'ambientazione) non me lo consente copirà l'azione Z. Quindi la storia si deve piegare alla caratterizzazione.

La differenza tra i nostri metodi più che dall'approccio alla storia differiscono per l'approccio al personaggio. (ma non solo)

Tu parti da un messaggio che vuoi trasmettere quindi crei un personaggio che lo possa trasmettere esattamente come vuoi tu. Nel caso a fine racconto ti rendessi conto che il personaggio ha trasmesso altro (e può capitare perché quando ideiamo il personaggio ne abbiamo un conoscenza solo approssimativa che potrà essere aumentata solo facendolo agire) lo cambieresti.

Io invece non ho nessun messaggio da trasmettere (quanto meno non volontariamente), voglio solo raccontare una storia. Quindi parto dal creare i personaggi e con la conoscenza parziale che ho di loro creo le scalette del romanzo. In fase di stesura però do più importanza alla psicologia del personaggio, alla sua caratterizzazione fino a quel momento che non alla scaletta. Quindi a fine racconto nel caso trovassi una differenza da come l'avevo immaginato inizialmente a come è caratterizzato effettivmamente non sarebbe un problema, anzi. L'importante sarebbe solo la coerenza delle sue azioni con la sua caratterizzazione, anche se questo vorrebbe dire cambiare la storia da come l'avevo immaginata.

Tuttavia si tratta di due approcci per forza di cose diversi. Nel momento in cui decidi di trasmettere un messaggio preciso devi rinunciare alla possibilità che il personaggio si sviluppi naturalmente

p.s. sbaglio o sto andando ancora ot?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Marcello! :follia:

:patpat2:

Le due faccine sbaciucchianti sono la mia compagna e il tuo personaggio? :aka:

ovvio no?

*in realtà ha scoperto solo dopo aver postato che i due si sbaciucchiavano anche oltre a pattare, ma meglio lasciar credere sia così: l'alternativa sarebbe ancor meno gradita...*

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

*in realtà ha scoperto solo dopo aver postato che i due si sbaciucchiavano anche oltre a pattare, ma meglio lasciar credere sia così: l'alternativa sarebbe ancor meno gradita...*

:trollface::rotol:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Insomma, un conto è voler creare un personaggio negativo, ma quante volte ci è capitato di leggere di personaggi che avrebbero dovuto essere eroi coraggiosi, ma risultano soltanto insopportabili?

Ops.

Stavo pensando ad uno dei protagonisti di una storia a cui sto lavorando, che doveva essere il tipico eroe coraggioso, senza macchia e senza paura. Invece era noioso, così gli ho messo un po' di arroganza e superbia, ed è aumentato molto di spessore.

Il problema è che alcune persone a cui ho fatto leggere la storia si sono lamentate del fatto che fosse insopportabile.

"Ma perché l'hai fatto insopportabile, è l'eroe, dovrebbe essere fonte di immedesimazione!" :bla: , mi sono sentita rimproverare.

Beh, col cavolo. Un personaggio insopportabile ci sta. Devono essere tutti perfetti? E il più delle volte il lettore lo trova insopportabile perché ci si riconosce troppo, almeno, questo è stato il mio caso ( :asd: tutti quelli che hanno criticato questo mio protagonista erano più arroganti e superbi di lui :asd: )

Diciamocelo, chi non si è innamorato, almeno una volta, di un suo personaggio?

Tuutte le volte praticamente. :eheh:

Quando ci metti molta passione nel plasmarli, innamorarsene è inevitabile. :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quando ho iniziato a scrivere il mio racconto ero impazzita per il protagonista Randall. Ora sono verso la fine e sto impazzendo per Marcus, ovvero il gemello dal carattere opposto di Randall, che non è l'antagonista, ma un personaggio un po' strano e interessante. Inutile ripetere che mi ci sono letteralmente fissata xD

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il mio principale incubo ha a che fare sia con il legame che si instaura inevitabilmente con i miei personaggi, sia con la loro coerenza.

Cerco di spiegarmi meglio.

Per quanto positivo o negativo possa essere, ogni personaggio ha con il suo autore un vincolo particolare. Ci si affeziona, a volte tanto, a volte meno.

Per questo non vedere apprezzato un personaggio che mi sta particolarmente a cuore sarebbe come vedere disprezzata la persona che amo (nella vita reale).

E poi c'è la questione della coerenza. Se stabilisco quale carattere deve avere un personaggio devo essere anche in grado di renderlo come tale. E' vero che ognuno ha i propri gusti, ma se un personaggio che io dipingo, nella mia mente e sulle pagine, affascinante poi risulta odioso, vuol dire che in qualche modo non sono stata in grado di esprimere quel che avevo in mente.

Per questo, oltre ad aver creato un personaggio negativo senza volerlo, ho anche fallito nel mio intento di scrittore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

che bello non sentirsi un alieno :perchè: condividete molte delle mie sensazioni! io sono innamorato perdutamente di tutti i miei personaggi ... anche di quelli minori! Mi piace immedesimarmi in loro mentre scrivo e la mia paura più grande è non rendergli giustizia (e succede spesso purtroppo) perché nella mia testa "essi vivono" ed io sono l'unico tramite che può raccontare le loro storie e renderli reali.

lo so sono troppo fuori di testa anche per voi.

in ogni caso mi è capitato proprio recentemente... un personaggio che io trovo molto affascinante è risultato agli occhi del mio lettore fastidioso e antipatico! beh... sarà che io lo guardo con gli occhi dell'ammmore :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E' molto facile immedesimarsi nei personaggi che si inventano e sviluppare una certa adorazione. Sono spesso estensioni del nostro carattere o proiezioni dei nostri sogni.

Certo è questione di gusti e caratteri, ma a volte ripensando a certe situazioni, rileggendo certi passi, mi viene da pensare "come si fa a non amarlo?!"

E allora alla paura di vederli non apprezzati si aggiunge quella di non riuscire ad essere più obiettivi, di non voler vedere i difetti dei nostri personaggi e, per questo, non volerli evidenziare, col risultato di ottenere a volte l'effetto opposto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma solo a me viene voglia di ucciderli tutti? Non che mi stiano antipatici, anzi ad alcunti tengo anche parecchio, ma non riesco proprio a resistere alla tentazione di farli finire male

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma solo a me viene voglia di ucciderli tutti? Non che mi stiano antipatici, anzi ad alcunti tengo anche parecchio, ma non riesco proprio a resistere alla tentazione di farli finire male

Ovvio che ogni tanto bisogna ammazzarne qualcuno, se no che gusto c'è? Siamo mica qui a pettinare le bambole, come diceva quello... :omicida:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Può succedere infatti questa evenienza, e a meno che non sia voluta o studiata a tavolino, è una cosa che preoccupa anche me. Nel mio primo romanzo ho intrecciato la storia di tanti attori, alcuni avevano delle marcate peculiarità. Beh, è successo che una opinione letta in rete vertesse proprio sull'antipatia di uno dei miei personaggi. Devo dire onestamente che quella recensione mi ha "ferito" (anche se il termine è un po' improprio, in fondo si tratta pur sempre di un'opinione di un lettore) più di altre, proprio perchè non era mia intenzione rendere Johnny, il personaggio in questione, antipatico per i lettori. Ma tant'è, si vede che è risultato così, e amen!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma secondo voi a un personaggio odioso e antipatico è possibile dare dei pregi? A me non riesce quasi mai: se uno è pessimo lo è fino in fondo, però così rischio di renderlo poco credibile. Nel senso, bene e male, buono e cattivo,esistono in ognuno di noi, eppure io non riesco a vedere aspetti positivi nel cattivo della situazione, e va sempre a finire che nella mia bella scheda il personaggio antipatico ha solo aspetti negativi e nemmeno una qualità. Voi come fate a creare il giusto mix di male/bene?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma secondo voi a un personaggio odioso e antipatico è possibile dare dei pregi?

Sicuramente. A mio avviso una persona, per quanto possa essere negativa, possiede certamente dei pregi più o meno grandi (un po' come si vede nella vita reale).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×