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Tina

Silenziose distanze

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Maledetta sveglia. Suona sempre nel momento più interessante dei miei sogni. La solita canzone dei Coldplays mi costringe ad abbandonare ogni ipotesi di recuperare le mie improbabili immagini oniriche, dettate da un caotico subconscio; senza aprire gli occhi cerco a tastoni il cellulare. Sotto il cuscino no, a destra nemmeno, no a sinistra.. e poi eccolo lì come sempre in bilico a bordo del materasso. I miei polpastrelli urtano la custodia del Blackberry e finalmente apro gli occhi: tiro fuori il cellulare e zittisco con un semplice tasto il cantante. Affondo nuovamente la testa nel cuscino, sbuffando rumorosamente: anche questa mattinata sta iniziando con la mia scarsa voglia di fare qualsiasi cosa. Peccato che di cose, al giorno, ne faccia fin troppe. Finalmente mi convinco a togliermi di dosso il piumone,e il freddo delle sei e mezzo del mattino mi arriva fin dentro le ossa: scendo dal letto a castello facendo attenzione a non svegliare la mia piccola peste preferita e mi dirigo verso le scale per fiondarmi al piano di sotto, dove si trova la cucina.

<<Vale sei già sveglia?>> la voce piena di sonno di mia madre mi raggiunge dalla sua camera da letto.

<< Sì mamma, stamattina comincio presto lo sai..>> mi appunto un giorno di scriverle una volta per tutte i miei orari universitari.

<<Oh, allora adesso scendo a prepararti la colazione! >> Sorrido, mi fa sempre una gran tenerezza di prima mattina. Almeno fin quando non comincia a farmi domande a raffica.

<< Ci penso io, non ti preoccupare >>

Metto su il caffè, sistemo meglio la tavola: una piccola tovaglia rossa e bianca, due tazze, il vasetto di Nutella, quello di marmellata, cereali integrali, due scatole di biscotti diversi e una piena di brioches multicolore. Dio, quanto mi piacciono queste abitudini! In cinque sotto un tetto, un tipo di colazione drasticamente diverso per ognuno. Mi appoggio al tavolo, spostandomi il solito ciuffo di capelli che mi è finito davanti agli occhi, cercando con quel gesto di eliminare anche i rimasugli di sonno rimasti. Niente da fare; ma forse, se mi impedisce ai miei mille pensieri in agguato di aggredire la mia mente, è meglio così. Mentre verso caffè e latte nelle tazze compare mia madre sulla porta, con quel suo pigiama così vecchio da essersi fatto tutto a pallini. Mentre ci sediamo a fare colazione insieme, cerco di rispondere alla tua solita raffica di domande e penso a quanto siamo diverse. Diverse come la notte e il giorno, diverse come i miei occhi verdi e grigi e i suoi inequivocabilmente castani. Diverse come la nostra colazione, come il mio tanto caffè e meno latte e il suo poco caffè con molto latte. Io cereali, lei brioches. Diverse come i miei fianchi più grossi e le sue gambe snelle come grissini. Sai mamma quante cose ti vorrei dire. Ma così tante che neanche immagini.. sarei un fiume in piena che non riusciresti mai ad arginare. E ti farei male, mamma, molto male. Scopriresti che tua figlia è una delle cose che ti fanno più paura. Io vorrei davvero, potermi liberare da questo peso enorme e ascoltare il tuo silenzio, subire il tuo sguardo perplesso e incredulo; potrei sopportarlo, se sapessi poi di avere la tua comprensione..

Ma è tardi mamma, devo andare. Ripongo le nostre tazze nel lavandino, ti do un bacio sulla fronte e corro a prepararmi, silenziosa, veloce. Anche questa volta abbiamo parlato di tutto, che poi è come dire che non abbiamo parlato di niente.

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Coldplays

Coldplay, se intendi quelli di 'Viva la vida', se no non li conosco.

rimasugli di sonno rimasti

rimasugli/rimasti: ridondante

Io vorrei davvero, potermi liberare da questo peso enorme e ascoltare il tuo silenzio, subire il tuo sguardo perplesso e incredulo; potrei sopportarlo, se sapessi poi di avere la tua comprensione..

Questo è il passaggio più importante del brano, ciò che ti fa andare avanti e girare pagina: lo curerei di più, accennerei appena appena a qualcosa di più, in modo che ognuno possa farsi una vaga idea di questo segreto, di quanto sia importante, di quanto scioccherebbe la madre... appena appena, ma abbastanza perché catturi ancor di più l'attenzione

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Ospite Kun0

Mi è piaciuto come frammento, ma per me ci sono delle imperfezioni (i miei consigli prendili con le pinze eh)

se mi impedisce ai miei mille pensieri in agguato di aggredire la mia mente, è meglio così.

Se impedisce, togli il "mi" che così la frase è errata, sarebbe come dire: impedisce a me ai miei mille pensieri...

cerco di rispondere alla tua solita raffica di domande e penso a quanto siamo diverse.

Da qui hai iniziato a parlare di tua madre in seconda persona, mentre fino alla riga prima ne parlavi in terza persona...prova a sistemare.

diverse come i miei occhi verdi e grigi e i suoi inequivocabilmente castani.

Qui usi di nuovi la terza persona per tua madre.

Diverse come i miei fianchi più grossi e le sue gambe snelle come grissini.

Diverse come i miei fianchi grossi (o molto grossi), il comparativo non ci va per me perché stai già facendo un paragone.

Sai mamma quante cose ti vorrei dire. Ma così tante che neanche immagini..

A collegare le due frasi ci metterei una virgola.

Inoltre metti sempre due puntini anziché tre...

Per il resto, come detto, mi è piaciuto come frammento.

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Grazie per i vostri commenti, sempre utilissimi. Ogni volta ricontrollo più volte ciò che scrivo ma qualcosa ahimè, mi sfugge sempre!

Grazie ancora, spero di migliorare passo dopo passo.

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Scena di vita comune, che assume nuova vitalità grazie al flusso di coscienza: forse avresti dovuto dare maggiore importanza al rapporto madre-figlia, non semplicemente lasciando parlare a ruota libera una delle due, ma facendo vedere anche le risposte della mamma, che qui si mostra solo nelle lamentele della figlia. Anche mostrare con una breve descrizione una madre assente avrebbe reso meglio l'idea. Se posso darti un piccolo consiglio, scava nell'anima dei tuoi personaggi, gioca con i punti di vista. Renderà tutto molto meno banale. Spero di leggere tue novità. :la:

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Ciao :) Ho letto il tuo frammento e mi è piaciuto, scorrevole a tratti ben fatto. Concordo però con i commenti qui sopra, c'è qualche imperfezione per quanto riguarda la forma. Mi è piaciuto come hai parlato della famiglia come a volerne dare un senso di unità che a volte non sempre traspare. Anche per quanto riguarda la figura materna, ho sentito una sensazione di calore e tenerezza leggendo queste righe. Hai parlato della diversità che c'è tra la mamma e la protagonista e mi è piaciuto questo confronto che hai messo, soprattutto gli ultimissimi periodi li ho trovati molto carichi d'emozione e ben scritti.

Non mi è piaciuta la parte iniziale però, quando descrivi la scena del telefonino, l'ho trovato un po' sterile e fine a se stessa. Tutto sommato è un testo che ho letto con piacere.

A presto :)

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Grazie mille per i commenti, mi sono utilissimi per crescere.

E sopratutto dimostrano che avete letto con attenzione il mio testo, e questo è davvero un piacere.

Grazie a tutti :)

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Non leggendo i commenti altrui per una possibile influenza, ti riporto qui le mie sensazioni ..

Non conoscendoti ancora bene, mi è sembrato come questo racconto rispecchiasse molto te, l'ho percepito molto autobiografico. Questo penso perché tu abbia descritto bene le sensazioni di una mattina "qualunque", in un giorno "qualunque" e con la "stessa" famiglia. Non so se è perché mi ci ritrovo anch'io in alcuni tuoi pensieri nei confronti della madre, ma la seconda parte, se pur semplice, è riuscita a scaturire in me delle emozioni caratterizzate da un velo di tristezza, che forse, è quello che prova la protagonista di questa storia. Mi piace anche molto il passaggio che fai dalla terza persona alla seconda (riferendoti a tua madre), se è stato fatto apposta, e forse è proprio questo passaggio che marca ancora di più la "passione" con cui esprimi i tuoi pensieri.

A me è piaciuto molto, dall'inizio alla fine.

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Ospite
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