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Ospite Ice*

Insulti, offese e persecuzioni virtuali

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"La scena della tentata violenza è da manuale: Bella se ne va a zonzo, dopo il tramonto, per il quartiere più malfamato della città. Viene importunata da quattro mascalzoni ma lo gnokko accorre a salvarla! M’immagino la Meyer mentre cancella la riga dove è scritto che Bella indossa una minigonna e poi gongola: «Sì, ottimo! Adesso non è più una scena banale!»"

(frammento tratto dalla recensione di Twilight di Gamberetta)

Questo secondo me è un esempio di critica ironica ben fatta. Mi si dice cosa non va bene (la banalità della scena) e lo si fa con un tono leggero. Si prende sì in giro l'autrice, ma sempre in funzione di quello che ha scritto, come autrice e non come persona.

Ora, seriamente, se criticassero allo stesso modo un tuo scritto, ti riterresti offesa?

Io sì.

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Ecco il mio peggiore writer's nightmare, quello che mi toglie il sonno e mi tormenta ogni volta che devo sottoporre qualcosa all'occhio impietoso dei lettori, che qualcuno (un lettore, un critico, un blogger, un tizio qualsiasi che passa per strada) mi dica qualcosa del tipo:

- fa schifo

- fa pena

- hai fatto un casino hai sbagliato questo questo questo

- sei un'incapace

- non sai scrivere

- sei una vergogna per gli scrittori di tutto il mondo

- datti all'ippica / vai a zappare la terra

- dovrebbero mozzarti le mani e inibirti all'uso della tastiera

A me è successo molte volte, anche da parte di gente che avrebbe dovuto sostenermi :nein:

L'ultima è proprio successa la settimana scorsa: onsicapiscenientequandoscrividedicatiadaltropercarità. :bla:

Ma il bello che mi ha giudicato uno che di scrittura non sa un emerito cavolo, quindi dopo un po' l'arrabbiatura è scemata. Mi ha fatto un sacco di osservazioni squisitamente cattive, su quanto fossi incapace a creare personaggi (parla quello che crea personaggi stereotipati giapponesi per un manga sui robottoni), e su quanto fossi incapace a scrivere. Ma il brutto è che non ha detto " è una mia opinione", ma ha detto "è oggettivamente così." :bestem:

Ho avuto i complimenti di gente molto severa nel giudizio e di un bel po' di beta reader, ma anche critiche (fatte con criterio) e infatti ho perfezionato molto personaggi e stile, quindi ho deciso che non accetterò mai più critiche distruttive di questo genere, che ti fanno solo star male e sono del tutto inutili :la:

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@Babelfish

posso farti una domanda? Ma qundo hai ricevuto questa critica a mio parere presuntuosa e molto offensiva", tu gli hai risposto o hai lasciato perdere?

Perchè girando qua e la per il web mi è capitago di leggere recensioni molto offensice ad autori emergenti, loro giustamente hanno risposto male a questi maleducati e il bello è che oltre ad essere stati diffamati a causa di una recensione pococarina vengono anche classifocati come presuntuosi perche non hanno accettato la critica, cosa secondo me assurda, perche se uno viene offesso gravemente ha il diritto di rispondere u.u

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Secondo me invece è meglio non rispondere, semplicemente per due motivi:

1) loro non ti vogliono ascoltare davvero, quindi qualunque cosa dirai la useranno contro di te, e anzi così è peggio perché si offre loro nuovo materiale;

2) si incentivano le visite e si aumenta la popolarità della persona che ti ha criticato. Io conosco un sacco di gente sul web solo per essere "quelli che hanno stroncato Tizio e Caio", quindi direi che come metodo per farsi vedere funziona.

Tra l'altro, dato che il flame è proprio quello che cercano, penso che una non-risposta faccia a quella gente molto ma molto più male di un intervento. :D

Modificato da Feleset

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@Babelfish

posso farti una domanda? Ma qundo hai ricevuto questa critica a mio parere presuntuosa e molto offensiva", tu gli hai risposto o hai lasciato perdere?

Perchè girando qua e la per il web mi è capitago di leggere recensioni molto offensice ad autori emergenti, loro giustamente hanno risposto male a questi maleducati e il bello è che oltre ad essere stati diffamati a causa di una recensione pococarina vengono anche classifocati come presuntuosi perche non hanno accettato la critica, cosa secondo me assurda, perche se uno viene offesso gravemente ha il diritto di rispondere u.u

Anche a me questo tipo ha detto che non so accettare le critiche, perché gli ho detto chiaro e tondo che io, il mio stile di scrittura, non l'avrei cambiato per una critica così poco costruttiva. E lui mi ha detto che sono un po' "dura di comprendonio" perché appunto mi rifiuto di seguire le sue indicazioni.

Il problema è che le critiche non sono qualcosa da prendere per oro colato. Devono essere lette, capite, interiorizzate, e dopo decidi cosa farne. Ma hai tu il potere decisionale su quello che scrivi. Io gli ho risposto alle critiche illustrando tutte le motivazioni per cui il mio stile era quello che era: gli ho mostrato a chi mi ispiravo, il perché scrivevo in quel modo, e il fatto appunto che soggettivamente poteva non piacere, questa è una cosa che tutti gli scrittori dovrebbero accettare. Ma lui poneva le cose sul piano oggettivo, dicendo che in senso assoluto io non ero capace a scrivere, quindi dopo un po' ho lasciato perdere per non far la figura di chi non accetta critiche, benché io le critiche formulate con criterio e utili le abbia sempre accettate.

Ma questo tipo lo conosco da anni, per quello gli ho risposto.

Mi è già capitato che qualcuno abbia definito un mio racconto "banale, sbrigativo, scritto male", senza portare concreti esempi di quanto affermasse. Se non errori di battitura (ma quelli capitano a tutti, no?). Quindi non gli ho risposto, una critica è inutile se non si spiega che cosa si critica, e se si usano toni offensivi. :nein:

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@Feleset

sono daccordo con te sul fatto che userebbero la risposta per farsi una sorta di "pubblicita". Ma, mi chiedo, siccome ci sono molti pazzi in giro, una non risposta non ootrebbe portare al punto che quel tipo possa dire o essere considerato "colui che ha azzittito Tizio Caio"?

@Babelfish

Sinceramente io piu che non rispondergli, se è un commento online, lo avrei segnalato, perche insulti del genere non li concepisco. Chi è lui per dire che "oggettivamente" il tuo racconto fa schifo"?!? Dal fatto che hai detto che scrive manga secondo me non è tutto sto essere esperto.

È un mio parere. Forse ho un po' esagerato ma quando sento queste cose sbotto xD

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@Babelfish

Sinceramente io piu che non rispondergli, se è un commento online, lo avrei segnalato, perche insulti del genere non li concepisco. Chi è lui per dire che "oggettivamente" il tuo racconto fa schifo"?!? Dal fatto che hai detto che scrive manga secondo me non è tutto sto essere esperto.

È un mio parere. Forse ho un po' esagerato ma quando sento queste cose sbotto xD

Non è affatto esperto, secondo me. Anzi, è esperto nel suo settore: i manga. Pensa che voleva facessimo una rivista di fumetto. Io ho accettato e infatti avevo creato la mia storia (che ora sta diventando libro): due fratelli musicisti che ricominciavano a vivere attraverso la musica, dopo un passato molto difficile dettato da droga e depressione. Lui legge la trama, mi guarda e mi fa: "Non è affatto mainstream. I personaggi sono troppo vecchi (25 ANNI!), vivono in America (e non in Giappone) e non c'è niente di interessante. Mettici una chitarra magica!"

La mia faccia: :wah:

Si parla di dipendenza da droga e suicidio e tu mi dici di metterci una chitarra magica?!

Quindi ripensando a queste cose, la sua critica ha perso ogni suo valore.

Però il fatto che venga dalle persone che conosci bene e che invece dovrebbero farti critiche costruttive mi ha un po' destabilizzata. :nein:

Ma io continuerò a scrivere il mio "low fantasy" alla faccia sua. Tiè. :asd:

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@Babelfish

Sinceramente io piu che non rispondergli, se è un commento online, lo avrei segnalato, perche insulti del genere non li concepisco. Chi è lui per dire che "oggettivamente" il tuo racconto fa schifo"?!? Dal fatto che hai detto che scrive manga secondo me non è tutto sto essere esperto.

È un mio parere. Forse ho un po' esagerato ma quando sento queste cose sbotto xD

Non è affatto esperto, secondo me. Anzi, è esperto nel suo settore: i manga. Pensa che voleva facessimo una rivista di fumetto. Io ho accettato e infatti avevo creato la mia storia (che ora sta diventando libro): due fratelli musicisti che ricominciavano a vivere attraverso la musica, dopo un passato molto difficile dettato da droga e depressione. Lui legge la trama, mi guarda e mi fa: "Non è affatto mainstream. I personaggi sono troppo vecchi (25 ANNI!), vivono in America (e non in Giappone) e non c'è niente di interessante. Mettici una chitarra magica!"

La mia faccia: :wah:

Si parla di dipendenza da droga e suicidio e tu mi dici di metterci una chitarra magica?!

Quindi ripensando a queste cose, la sua critica ha perso ogni suo valore.

Però il fatto che venga dalle persone che conosci bene e che invece dovrebbero farti critiche costruttive mi ha un po' destabilizzata. :nein:

Ma io continuerò a scrivere il mio "low fantasy" alla faccia sua. Tiè. :asd:

La mia faccia appena ho letto la tua trama ----> ;) (mmm...interessante)

Le mie facce appena ho letto della chitarra magica -----> O.O :o -.-""

cioè ma mettere la chitarra magica in un racconto cosi che parla di una problematica attuale come la droga, se è un manga cosa sarebbe, Magica Doremii?

Scusate ma rimango basita -.- immagino vivamente che tu abbia rifiutato! Io sarei scappata e mi sarei nascosta in papuasia -.-

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@Babelfish

Sinceramente io piu che non rispondergli, se è un commento online, lo avrei segnalato, perche insulti del genere non li concepisco. Chi è lui per dire che "oggettivamente" il tuo racconto fa schifo"?!? Dal fatto che hai detto che scrive manga secondo me non è tutto sto essere esperto.

È un mio parere. Forse ho un po' esagerato ma quando sento queste cose sbotto xD

Non è affatto esperto, secondo me. Anzi, è esperto nel suo settore: i manga. Pensa che voleva facessimo una rivista di fumetto. Io ho accettato e infatti avevo creato la mia storia (che ora sta diventando libro): due fratelli musicisti che ricominciavano a vivere attraverso la musica, dopo un passato molto difficile dettato da droga e depressione. Lui legge la trama, mi guarda e mi fa: "Non è affatto mainstream. I personaggi sono troppo vecchi (25 ANNI!), vivono in America (e non in Giappone) e non c'è niente di interessante. Mettici una chitarra magica!"

La mia faccia: :wah:

Si parla di dipendenza da droga e suicidio e tu mi dici di metterci una chitarra magica?!

Quindi ripensando a queste cose, la sua critica ha perso ogni suo valore.

Però il fatto che venga dalle persone che conosci bene e che invece dovrebbero farti critiche costruttive mi ha un po' destabilizzata. :nein:

Ma io continuerò a scrivere il mio "low fantasy" alla faccia sua. Tiè. :asd:

La mia faccia appena ho letto la tua trama ----> ;) (mmm...interessante)

Le mie facce appena ho letto della chitarra magica -----> O.O :o -.-""

cioè ma mettere la chitarra magica in un racconto cosi che parla di una problematica attuale come la droga, se è un manga cosa sarebbe, Magica Doremii?

Scusate ma rimango basita -.- immagino vivamente che tu abbia rifiutato! Io sarei scappata e mi sarei nascosta in papuasia -.-

Ovvio che abbia rifiutato xD infatti adesso è la trama di un libro che sto scrivendo! Dato che non era ben vista come trama di un fumetto l'ho riutilizzata come so fare meglio. Però la chitarra magica rimarrà per me sempre l'emblema dell'inutilità di certi commenti/critiche :la: ovviamente è un estremo, come sono estremi i commenti superbuonisti, ma mi aiuta a non perdere le staffe con le critiche. E soprattutto a ricordare che le critiche vanno valutate prima di essere seguite :la:

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"La chitarra magica" in un racconto di droga... non ci posso pensare, è da tre ore che rido xD

se dovesse succedere una cosa del genere a me, di critiche distruttive, penserò alla tua storia e ci passerò sopra ;)

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"La chitarra magica" in un racconto di droga... non ci posso pensare, è da tre ore che rido xD

se dovesse succedere una cosa del genere a me, di critiche distruttive, penserò alla tua storia e ci passerò sopra ;)

Sono contenta ti faccia ridere :asd:

E infatti le critiche distruttive vanno ignorate :la:

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scusa se rido ma è perche non concepisco che a una trama importante come la tua, che parla di una problematica seria, di due ragazzi che devono ricominciare a vivere la loro vita da zero a causa della droga (correggimi se sbaglio), problematica attuale e molto frequente tra i giovani, venga affiancata la "chitarra magica" stile la favoletta il pifferaio magico. Poi ci lamentiamo che il mondo fa schifo e non cambia, ma se si usa questo tipo di mentalità anche in cose come scrivere i libri mi sembra ovvio che non cambiera mai. A maggior ragione i manga, che sono attirano di piu alcuni miei coetanei (ho 16 anni) dovrebbero rendere di piu. la tua storia sui due ragazzi che hai elencato mi sembra molto istruttiva...

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Ma in realtà esistono manga molto istruttivi. Ad esempio "Eternal Sabbath" di Fuyumi Soryo, che parla dell'eugenetica e degli esperimenti in laboratorio su cavie "umane" per trovare il segreto dell'immortalità. Come ci stanno storie leggere e simpatiche, ci stanno storie serie e impegnate. E magari si possono anche fondere, perché no? Il problema è che si devono fondere con criterio e non sparando cavolate a caso (Chitarramagica chitarramagica :asd: ). Il problema del tipo che mi ha criticato è che vive troppo immerso nelle storie "mainstream" giapponesi, con protagonisti undicenni che hanno l'aspetto di uno di venti, che hanno superpoteri o che hanno pupazzi/oggetti/animali parlanti, e che la cosa migliore che riescono a insegnare è "i protagonisti dei manga mainstream, solo e soltanto loro, riescono dove in centinaia d'anni nessun altro è riuscito ad arrivare".

Ma questo è un OFF TOPIC quindi non andrò oltre. :asd:

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Ospite Linda Rando

Io credo che l'idea "è giusto che ognuno si esprima come meglio crede, l'importante è il contenuto" sia solo un modo di legittimare la maleducazione.

Perché si tratta solo, unicamente ed esclusivamente di maleducazione e mancanza di rispetto.

Vuoi fare una recensione ironica e sarcastica? Benissimo, ma prendi esempio di Fastidious Notes, non da Fantasy Gamberi (ed emuli vari). Fastidious - per chi non lo conosce - è un blog assai longevo di persone che recensiscono in maniera MOLTO sarcastica fanfiction oggettivamente scritte coi piedi.

E hanno come regola base e fondamentale il non offendere o criticare mai l'autore. Si cita e si critica il testo, non chi lo ha scritto. Chi si azzarda a fare commenti sull'autore viene crocifisso - ed è cosa buona e giusta. Tra l'altro, chi conosce il blog sa che le recensioni fanno ridere sul serio.

Anche perché, diciamocelo: per fare ironia bisogna essere capaci. Esattamente come per scrivere.

Quindi a tanti recensori improvvisati che vogliono giocare con il sarcasmo come spada e l'ironia come scudo consiglio di riguardare un attimo il parco di battute che propongono, perché alcune sono di una tristezza imbarazzante.

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Insultare non è un problema. Il problema è la qualità dell'insulto e la sua ratio fondante.

I surrealisti lanciavano bombe a mano nei cinema "rei" di ospitare film a loro sgraditi, e sottoponevano a processo e a minaccia chiunque divergesse dall'ortodossia surrealista, si lanciavano tra loro strali al cui confronto il trollaggio da internet è roba da educande.

Brèton scrisse a Bataille che era un rozzo e un ignorante.

Artaud dovette andare alla prima del suo film La Conquille con i sassi nelle tasche perchè i surrealisti, che lo avevano appena espulso, minacciavano di dare fuoco alla sala.

Jean Lorrain si vide sfidare a duello da Marcel Proust che da Lorrain era stato recensito in termini assai insultanti. Malaparte fu annientato, anche in maniera volgare, da Cardarelli e da Moravia. L'insulto mascherato da critica letteraria è sempre esistito, però in determinati casi aveva un suo senso e una sua eminente dignità, a cui si replicava con altrettanto arguta virulenza.

Al giorno d'oggi il problema è che l'insulto è del tutto gratuito e decontestualizzato, atto solo a mascherare frustrazione, invidia, piccolezza d'animo - ma questo a ben vedere si può dire della critica letteraria contemporanea nella sua quasi totalità, che salvo rarissime eccezioni è del tutto inutile

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Ospite Linda Rando
Insultare non è un problema. Il problema è la qualità dell'insulto e la sua ratio fondante.

Prova a farlo qui dentro, poi vediamo se il problema è l'insulto o la sua qualità.

In ogni caso, il fatto che personaggi famosi, culturalmente (in teoria) elevati e simili si insultassero e si prendessero a calci sui denti in passato non è un argomento che legittima gli insulti.

Sono gli stessi argomenti che usano gli autori che pagano per pubblicare quando dicono che Jane Austen ha pubblicato pagando.

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Stessi argomenti ? Ma non direi proprio.

Se poi uno vuole ritenere che l'arte debba essere facile, consolatoria, alla portata di tutti, allora ok. Io sto dicendo, molto semplicemente, che anche gli insulti possono avere la loro valenza culturale, non perchè arrivano da qualcuno intellettualmente valido ma perchè possono essere formulati in una determinata maniera.

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Ospite

Insultare non è un problema. Il problema è la qualità dell'insulto e la sua ratio fondante.

I surrealisti lanciavano bombe a mano nei cinema "rei" di ospitare film a loro sgraditi, e sottoponevano a processo e a minaccia chiunque divergesse dall'ortodossia surrealista, si lanciavano tra loro strali al cui confronto il trollaggio da internet è roba da educande.

Brèton scrisse a Bataille che era un rozzo e un ignorante.

Artaud dovette andare alla prima del suo film La Conquille con i sassi nelle tasche perchè i surrealisti, che lo avevano appena espulso, minacciavano di dare fuoco alla sala.

Jean Lorrain si vide sfidare a duello da Marcel Proust che da Lorrain era stato recensito in termini assai insultanti. Malaparte fu annientato, anche in maniera volgare, da Cardarelli e da Moravia. L'insulto mascherato da critica letteraria è sempre esistito, però in determinati casi aveva un suo senso e una sua eminente dignità, a cui si replicava con altrettanto arguta virulenza.

Al giorno d'oggi il problema è che l'insulto è del tutto gratuito e decontestualizzato, atto solo a mascherare frustrazione, invidia, piccolezza d'animo - ma questo a ben vedere si può dire della critica letteraria contemporanea nella sua quasi totalità, che salvo rarissime eccezioni è del tutto inutile

E quindi?

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Ospite Lem Mac Lem

Il modo migliore per distinguere chi sa fare critica e chi si nasconde dietro il paravento della critica per offendere è guardare come sono le sue recensioni positive. Chi sa fare critica sa scrivere recensioni interessanti anche quando tesse le lodi di qualcosa che gli è piaciuto.

Chi è capace sono di distruggere, quando cerca di incensare qualcosa, ti fa addormentare alla seconda riga.

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Ospite Linda Rando

Stessi argomenti ? Ma non direi proprio.

Se poi uno vuole ritenere che l'arte debba essere facile, consolatoria, alla portata di tutti, allora ok. Io sto dicendo, molto semplicemente, che anche gli insulti possono avere la loro valenza culturale, non perchè arrivano da qualcuno intellettualmente valido ma perchè possono essere formulati in una determinata maniera.

No, guarda, non ci siamo proprio. Questo si chiama LEGITTIMARE LA MALEDUCAZIONE E LA MANCANZA DI RISPETTO.

Ritengo così tanto che l'arte (arte? Parliamone, la produzione letteraria media è così bassa che provoca il suicidio dei neuroni, ma normalmente il livello di chi critica in maniera aggressiva è ancora peggiore) debba essere facile e consolatoria che giusto tre giorni fa ho pubblicato un avviso in cui invito gli utenti a fare critiche negative anziché nascondersi dietro al buonismo.

Se tu ritieni che l'artista debba essere un cafone maleducato complimenti, hai capito tutto dell'arte e della cultura.

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Ospite Signor Ford

Io sto dicendo, molto semplicemente, che anche gli insulti possono avere la loro valenza culturale, non perchè arrivano da qualcuno intellettualmente valido ma perchè possono essere formulati in una determinata maniera.

Beh, no. L'insulto reca in sé l'offesa e il degrado. E mi spiace, denigrare qualcuno, non ha proprio nessuna valenza, dato che l'intento è proprio quello di degradare qualcuno con il proprio rilievo. Forse dovresti rivedere la concezione di insulto, perché la cultura arricchisce una persona, l'insulto in quanto tale non si pone mai in termini di arricchimento.

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Bulgakov scriveva ne Il Maestro e Margherita che l'insulto è la ricompensa abituale di un lavoro ben fatto. E' evidente che non sto parlando di insulti da stadio, da bar, da tastiera.

E se cito determinati autori, che si sono scannati, esatto scannati, non è per amore dell'insulto ma per dimostrare che l'impatto viscerale dell'arte (nel caso di specie, la scrittura) spesso si porta dietro reazioni altrettanto viscerali.

Il discrimine di fondo sta nelle modalità e nelle motivazioni sottese alla critica virulenta, spesso lambente l'insulto.

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Ospite Linda Rando

Ma non me ne frega niente se autori famosissimi e importantissimi sostengono la validità degli insulti. Quale sarebbe l'esempio di un insulto culturalmente elevato? Ma di cosa stiamo parlando?

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Ospite Lem Mac Lem

Bulgakov scriveva ne Il Maestro e Margherita che l'insulto è la ricompensa abituale di un lavoro ben fatto.

Sì, ma non ha mai sostenuto che l'insulto è un modo di elevare culturalmente chi lo perpetra, nè che abbia una qualche utilità per chi lo riceve.

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Scusate, io sono un informatico e per questo ragiono a schemi, parlo ad IPOTETICO tu ma non ce l'ho con nessuno, il mio è un ragionamento astratto :)

Se per fare una semplice critica (che può anche essere costruttiva) hai bisogno di insultare significa che:

1. il tuo vocabolario è molto ma molto limitato

1.a. se il tuo vocabolario è talmente limitato da non avere termini da utilizzare che non scadano nell'insulto non sei non solo uno scrittore ma non sei nemmeno un lettore, quindi non capisco su che base parli

2. sei un maleducato

2.a. se sei un maleducato e necessiti di insulti nemmeno ti ascolto anzi rischi che se mi fai inca...re ti prendo per il culo io, ma rimanendo al contrario tuo sempre educata

3. ho notato che le persone che insultano senza un valido motivo per farlo (e un libro scritto male non è un valido motivo) in genere hanno una qualche frustrazione repressa (anche solo un'arrabbiatura di giornata)... e che se tu sei frustrato te la devi prendere con me?

Modificato da Manuela82
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Ospite Nom De Plume

Quindi a tanti recensori improvvisati che vogliono giocare con il sarcasmo come spada e l'ironia come scudo consiglio di riguardare un attimo il parco di battute che propongono, perché alcune sono di una tristezza imbarazzante.

Condivido totalmente.

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2. sei un maleducato

2.a. se sei un maleducato e necessiti di insulti nemmeno ti ascolto anzi rischi che se mi fai inca...re ti prendo per il culo io, ma rimanendo al contrario tuo sempre educata

Secondo me il punto è questo.

Chi sostiene la legittimità della maleducazione (e lo dico perché ne ho sentito parlare dai "critici" stessi), porta a proprio sostegno il fatto che la gente criticata finisca spesso per non ascoltare le osservazioni, troppo presa a offendersi per il tono utilizzato. Pensano, insomma, che sentirsi arrivare dagli autori un "sei maleducato, non ti rispondo neanche" sia solo una scusa per evitare di mettersi in discussione.

Io la vedo all'opposto: se tu (critico) hai come scopo quello di far capire allo scrittore cosa ha sbagliato, e per tua stessa ammissione sai benissimo che un linguaggio maleducato non permette allo scrittore di ascoltarti, perché devi essere maleducato? Non è che forse il tuo scopo, in realtà, non è affatto quello di far notare all'autore gli errori, ma magari creare una voluta polemica per avere più visite?

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Ospite Ice*

Comunque ribadisco, visto che il post l'ho aperto io, che lo scopo era di parlare delle mie (ma penso anche di qualcun altro) paure come autrice.

E in questo caso ho detto: tempo le persecuzioni mediatiche e le offese gratuite, penso che a nessuno piaccia essere presi in giro e derisi.

Quindi visto che la sezione si chiama writer's nightmare, ecco il mio incubo. Purtroppo sono una persona particolarmente suscettibile e dall'autostima così bassa che ci vuole poco per farmi cadere nella depressione e nello sconforto, anche se faccio di tutto per non darlo a vedere.

Poi la discussione mi pare sia sfuggita un po' di mano °_° andando a discutere se sia legittimo o meno insultare una persona. E qui allora ribadisco ancora una volta che l'educazione viene prima di tutto e che, come dice Feleset qui sopra, se qualcuno vuole davvero aiutare e aprire un dialogo con l'autore dovrebbe usare un tono che lo metta a suo agio e non che lo porti a chiudersi a riccio o a mettersi sulla difensiva.

La verità è che il mito del "maestro severo" che ti tratta male perché vuole insegnarti e aiutarti a crescere è sempre più spesso un mito. Nel mondo reale a chi ti insulta e ti dice che il tuo libro fa schifo non frega nulla che tu migliori come autore, anzi molte volte volte ci prova gusto ad umiliarti, forse perché così si sente più figo e intelligente, forse perché vuole eliminare la concorrenza.

Lo so che molti non saranno d'accordo e diranno che è solo per il bene dell'arte e della cultura, ma sto abbastanza tempo nel giro degli esordienti da aver capito cosa spinge la gente a essere incazzosa e acida. E "frustrazione" è la prima cosa che salta alla mente.

Poi per il resto non ho mai detto di non voler essere criticata e di non accettare l'opinione altrui, infatti quando ricevo un commento me ne guardo bene dal ribattere (a meno che non si stia facendo un dialogo costruttivo o non debba spiegare alcune mie scelte narrative) e se anche un parere è negativo, prendo nota per il futuro, mando giù il boccone e me ne torno a badare ai fatti miei (o a fissare in stato catatonico lo schermo finché non ritrovo la voglia di vivere :emo: )

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anche gli insulti possono avere la loro valenza culturale, non perchè arrivano da qualcuno intellettualmente valido ma perchè possono essere formulati in una determinata maniera.

Nel mezzo della tazza che a defecar è adibita

gettar vorrei il tuo obbrobrio oscuro

ché la testa il dì che nacque dovevi aver smarrita

Così?

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