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Ospite Ice*

Insulti, offese e persecuzioni virtuali

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Ospite Ice*

Ecco il mio peggiore writer's nightmare, quello che mi toglie il sonno e mi tormenta ogni volta che devo sottoporre qualcosa all'occhio impietoso dei lettori, che qualcuno (un lettore, un critico, un blogger, un tizio qualsiasi che passa per strada) mi dica qualcosa del tipo:

- fa schifo

- fa pena

- hai fatto un casino hai sbagliato questo questo questo

- sei un'incapace

- non sai scrivere

- sei una vergogna per gli scrittori di tutto il mondo

- datti all'ippica / vai a zappare la terra

- dovrebbero mozzarti le mani e inibirti all'uso della tastiera

E poi che vada a sbraitare in giro per siti web scrivendomi pessime recensioni e mi sottoponga alla stessa gogna che si sono dovuti subire certi scrittori fantasy degli ultimi anni con tanto di trollaggi, prese in giro, minacce di morte o istigazioni al suicidio ecc. ecc. fino a farmi diventare un esempio negativo da non seguire se si vuole scrivere un buon libro.

Poi alla fine probabilmente lo manderei a quel paese, ma prima ci starei tanto tanto tanto male :emo:

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Poi alla fine probabilmente lo manderei a quel paese, ma prima ci starei tanto tanto tanto male :emo:

Stessa cosa. Devo dire che condivido anch'io questa paura ansia.

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Pensa a una cosa: quegli autori perseguitati di cui parli hanno venduto un sacco di copie a causa della pubblicità che quei critici hanno fatto. Per cui semplicemente fregatene: sarebbero tutti soldi in più nelle tue tasche. :la:

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Pensa a una cosa: quegli autori perseguitati di cui parli hanno venduto un sacco di copie a causa della pubblicità che quei critici hanno fatto. Per cui semplicemente fregatene: sarebbero tutti soldi in più nelle tue tasche. :la:

Straquoto :la:

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Io non mi preoccupo più di tanto di questa evenienza.

Una critica argomentata e espressa con un tono educato l'accetto senza problemi, non dico che mi fa piacere (perché le critiche non piacciono a nessuno) ma so che è utile e ne faccio tesoro.

Chi è maleducato non è meritevole nemmeno del mio disprezzo, sono persone che mi fanno pena, nulla di più.

Se ritengono che basti leggere un manuale di scrittura (senza tra l'altro capire realmente i consigli dati da questi manuali) per eleggersi a "critico eccelso" che si illudano pure.

Un lettore attento li riconosce a prima vista.

Se non hanno l'intelligenza minima per capire che quelli dei manuali sono consigli e non dogmi perché dovrei star male per quello che dicono?

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Ospite Priscageddon

Infatti, la mia preoccupazione riguarda più al fatto di far schifo ma non avere qualcuno che me lo faccia sapere...

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Concordo con Memory. Dovresti solo guardare coloro che ti criticano in modo educato e ti dicono su cosa puoi aver sbagliato e tutto il resto. Coloro che invece insultano sono solo persone maleducate e ciò che dicono non può neanche essere definito critica.

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Ospite Ice*

Io non mi preoccupo più di tanto di questa evenienza.

Una critica argomentata e espressa con un tono educato l'accetto senza problemi, non dico che mi fa piacere (perché le critiche non piacciono a nessuno) ma so che è utile e ne faccio tesoro.

Chi è maleducato non è meritevole nemmeno del mio disprezzo, sono persone che mi fanno pena, nulla di più.

Se ritengono che basti leggere un manuale di scrittura (senza tra l'altro capire realmente i consigli dati da questi manuali) per eleggersi a "critico eccelso" che si illudano pure.

Un lettore attento li riconosce a prima vista.

Se non hanno l'intelligenza minima per capire che quelli dei manuali sono consigli e non dogmi perché dovrei star male per quello che dicono?

Infatti penso che il punto stia tutto lì, nel distinguere la critica costruttiva da quella distruttiva.

Io sono sempre ben disposta ad ascoltare i feedback sia positivi che negativi, per capire cosa e come viene recepito di quanto scrivo e dove e come posso migliorare.

Ma le offese e le persecuzioni pubbliche, quelle no, quelle servono solo a ferire le persone.

Uno che viene e ti dice "fai schifo" non è che ti aiuta a crescere come scrittore, semplicemente vuole umiliarti.

Uno che vuole dare un feedback che sia utile, innanzitutto usa toni civili e soprattutto cerca di argomentare e spiegare perché qualcosa secondo lui non funziona o non è scritta come si deve ecc.

Io che faccio schifo me lo dico già da sola, è come sparare sulla croce rossa XD

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Ospite Bradipi

Ice, come giustamente afferma il mio sosia Homer: "Hai provato al meglio delle tue possibilità e hai fallito. La morale è non tentare mai".

Del resto ti meriti ogni denigrazione: non sei neppure in grado di scrivere correttamente "insulti", sappiamo dove abiti, ti verremo a tirare un vocabolario addosso, magari migliori!

Oppure, forse meglio segui quello che dice Paul: “La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. “

Dimmi, senza googulare, il casato di Paul e quando la saprai sarai degna di superare questa inutile preoccupazione.

Ah, dimenticavo, ti dedico una canzone:

  • Mi piace 1

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Ospite Ice*

Sono ignorante e pure analfabeta :follia:

Dov'è che devo andare per l'amputazione delle dita? :follia:

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Ospite Bradipi

Dov'è che devo andare per l'amputazione delle dita? :follia:

Troppo comodo, così poi qualcuno deve imboccarti.

Smetti di fare come i vermi ma inizia a cavalcarli.

(dove?)

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Ospite Ice*

Massì alla fine faccio tante scene ma poi ci tengo alle mie dita ù_ù (e al mio scrivere XD)

*cavalca lombrichi*

*lombrichi si spiaccicano*

ehm... io solo quelli ho trovato e_e in pianura c'è umido XD

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Ospite Ice*

Lo so lo so, anche se ho dovuto googlare perché non me lo ricordavo più XD sono passati un bel po' di anni da quando ho visto Dune XDDD

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LOL, io non mi ero accorta minimamente del titolo sbagliato. :rotol:

Va beh, detto da una che scrisse "ho visto appena visto Lo Hobbit" in effetti ha senso. :asd:

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dipende Ice... dai, diciamo la verità, persino gli autori più acclamati, più famosi e conosciuti, quelli che "vivono di scrittura" ricevono, specie ora nell'era dei social network, vagonate di critiche, quando non proprio veri insulti. Ma chi se ne frega del signor nessuno che ti maltratta. Certo, se ottenessi una recensione sul Corriere della Sera e il giornalista mi desse un giudizio prossimo allo zero, allora sì che ci rimarrei male, ma andrei avanti per la mia strada alla facciazza sua, in fondo sono i lettori che spingono le carriere degli scrittori, no?

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Ospite Bradipi

Certo, se ottenessi una recensione sul Corriere della Sera e il giornalista mi desse un giudizio prossimo allo zero, allora sì che ci rimarrei male,

Per una volta dissento totalmente, una bella stroncatura, ma su mezzo a grande diffusione corrisponde a tanta pubblicità gratuita.

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Certo, se ottenessi una recensione sul Corriere della Sera e il giornalista mi desse un giudizio prossimo allo zero, allora sì che ci rimarrei male,

Per una volta dissento totalmente, una bella stroncatura, ma su mezzo a grande diffusione corrisponde a tanta pubblicità gratuita.

ah, su quello non discuto.. "bene o male, basta che se ne parli" ma a livello umano ci rimarrei male

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- fa schifo

- fa pena

- hai fatto un casino hai sbagliato questo questo questo

- sei un'incapace

- non sai scrivere

- sei una vergogna per gli scrittori di tutto il mondo

- datti all'ippica / vai a zappare la terra

- dovrebbero mozzarti le mani e inibirti all'uso della tastiera

Ecco una delle mie tantissime paure: anche solo leggere una di queste singole frasette.

Per come sono fatta io, credo che inizialmente la prenderei malissimo e mi farei tantissime di quelle paranoie da riempire un'enciclopedia intera.

Poi credo che ripenserei al perché ho preso una penna in mano e allora, penso che mi riprenderei, arrivando a ignorandole semplicemente.

Una critica argomentata e espressa con un tono educato l'accetto senza problemi, non dico che mi fa piacere (perché le critiche non piacciono a nessuno) ma so che è utile e ne faccio tesoro.

Chi è maleducato non è meritevole nemmeno del mio disprezzo, sono persone che mi fanno pena, nulla di più.

Se ritengono che basti leggere un manuale di scrittura (senza tra l'altro capire realmente i consigli dati da questi manuali) per eleggersi a "critico eccelso" che si illudano pure.

Un lettore attento li riconosce a prima vista.

Se non hanno l'intelligenza minima per capire che quelli dei manuali sono consigli e non dogmi perché dovrei star male per quello che dicono?

Mi trovi d'accordo con te, Memory, in tutto.

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Subire critiche è una cosa che uno scrittore deve mettere in conto, ma è il modo in cui si viene criticati che in effetti fa la differenza.

Personalmente ho apprezzato molto di più le critiche ai miei scritti dalle quali ho potuto capire cosa non era stato gradito, piuttosto che i commenti positivi laconici del tipo "molto bello" "brava" "scritto benissimo".

Per questo i loro gemelli negativi quali quelli citati da Ice sono una delle offese più grandi che si possano fare ad uno scrittore. In questo modo non solo l'autore viene insultato, ma non può nemmeno usare la critica come costruttiva.

L'unica consolazione che se ne può trarre è immaginare che una stroncatura vaga sia sinonimo di una lettura superficiale o addirittura parziale. Ma anche in questo caso, non so quanto questo possa essere di consolazione...

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Spero un giorno di pentirmi di quello che sto per dire, ma una stroncatura di un mio romanzo in chiave ironica e spietata (stile Gamberi Fantasy, per intenderci) mi farebbe troppo ridere.

Ok, mi incavolerei come una bestia, ci resterei malissimo e via discorrendo... ma prima di tutto riderei come un pazzo! :D

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A me le cose che danno più fastidio sono le critiche allo scrittore come persona. Perché uno può anche dire che un romanzo è orribile, che sembra scritto con i piedi, che i personaggi sono stereotipati e via dicendo, ma non si deve permettere di insultare l'autore come essere umano, a maggior ragione se non lo conosce.

Per farvi un esempio, un conto è dire a un'autrice che scrive scene erotiche orripilanti inserite a sproposito, un conto è darle della puttana.

Un conto è dire che un testo è infantile, un conto è dire all'autore che è un ritardato mentale.

Un conto è criticare la mentalità di uno dei personaggi, un conto è criticare l'autore associandogli quella stessa mentalità.

Il testo rispecchia la persona che l'ha scritto, ma non NON È la persona che l'ha scritto.

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Ospite Bradipi

Certo Stellina, se leggiamo un tuo romanzo lo critichiamo senza pietà!

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Ospite

Bisognerebbe capire se la critica punta a un confronto e quindi consigliare l'autore sui punti che andrebbero rivisti, questo è un discorso accettabile. Da queste premesse si possono trarre spunti costruttivi per entrambi gli interlocutori (sembra incredibile ma chi ti critica potrebbe imparare dall'autore stesso cose che non conosce soltanto scendendo al suo stesso livello) anche se le argomentazioni portate sono di segno completamente opposto. Cosa diversa sono le critiche sul niente, da identificare come "aria fritta". Molto pericolose sono le persone presuntose, le quali cercano di avvalorare tesi che non si reggono in piedi, distillando dubbi in un autore non esperto, come possiamo essere noi scrittori in erba. Quindi più delle offese e degli insulti che servono a qualificare solo la persona, oltre a mettersi in ridicolo andrebbe smascherata e in alcuni casi denunciata, temo molto di più le critiche forbite che puntano solo a disiorentare e che non vogliono "consigliare-insegnare" niente perchè parlano senza costrutto. Personalmente gradirei sempre degli esempi o la reale dichiarazione d'intenti, purtroppo noto che alcuni "criticoni" non hanno alcun "dubbio" e non accettano il confronto e trovo inutile l'accanimento su degli errori già ammessi dall'autore e usati a ripetizione per pungolare una possibile reazione. Diffiderei questi personaggi che trovano terreno fertile sulle insicurezze, la verità è che vengono forniti per la maggior parte solo giudizi personali e occorre un buon filtraggio per scindere le cose buone da quelle negative.

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Io scrivo di pancia e poi correggo. Ma la maggior parte delle volte, la versione scritta di pancia è quella che mi soddisfa di più. Poi ci sono le correzioni, le regole e tutto il cucuzzaro. Se lo fai leggere a qualcuno che se ne innamora quanto te, ti si apre un mondo. Se lo fai leggere a qualcuno che fa la lista dei difetti, ti vien da urargli: "e allora fallo tu, stronzo, se sei capace". Ma non glielo dici, te lo tieni e fai il sorriso tirato annuendo alle critiche. Poi resti sola e quelle critiche ti girano nel cervello e ti senti un buco nel cuore perché ai tuoi personaggi hai dato vita e quelle critiche, quegli appunti sembrano sberle date a loro e a te. La domanda è: com'è possibile che ad alcuni piace da impazzire ciò che hai scritto e ad altri invece fa schifo? Gusti? Intelligenza? Apertura mentale? Genere che si odia a priori? Bah. Tutto quello che mi vien da dire è non mollare. Io non mollo e spero che neanche tu lo faccia.

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Ospite Bradipi

Bisognerebbe capire se la critica punta a un confronto e quindi consigliare l'autore sui punti che andrebbero rivisti, questo è un discorso accettabile.

Ti ringrazio per aver suscitato la mia ilarità, ma io ho comprato il prodotto, qualunque esso sia (film, pasta, libro...) e posso dirne ciò che voglio.

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Ospite Priscageddon
Ti ringrazio per aver suscitato la mia ilarità, ma io ho comprato il prodotto, qualunque esso sia (film, pasta, libro...) e posso dirne ciò che voglio.

Stra-iper-mega-super-quoto! :la:

Condivido anche gli ultimi commenti di GiD e Feleset. :asd:

Modificato da Priscageddon

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Ospite

Bisognerebbe capire se la critica punta a un confronto e quindi consigliare l'autore sui punti che andrebbero rivisti, questo è un discorso accettabile.

Ti ringrazio per aver suscitato la mia ilarità, ma io ho comprato il prodotto, qualunque esso sia (film, pasta, libro...) e posso dirne ciò che voglio.

Certo esiste il detto che il "cliente-lettore" ha sempre ragione. Partendo dal fatto che la mia argomentazione precedente era rivolta al critico di mestiere o a quello che si improvvisa tale, il lettore va ascoltato ma i suoi appunti sono "attendibili" fino a un certo punto per un autore, tanto è vero che non si può piacere a tutti e nemmeno si puo' "prostituirsi" per andare dietro al volere della gente. Quindi più che il lettore sono importanti in termine puramente "economico" i lettori ma attenzione questi non giudicano la qualità di un prodotto, soltanto il "gusto" riferito alle loro scelte. L'autore senza snaturarsi può prestare orecchio a queste richieste ma avendo le redini in mano del proprio lavoro può decidere quali persone portarsi a spasso e quali lasciare appiedate. Molte volte si vive di soddisfazioni personali, piccoli riconoscimenti, che ci fanno capire la bontà del nostro lavoro.

Modificato da Nuwanda

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Sulla libertà di espressione non si discute, però a tutto c'è un limite. Non vedo che diritto uno abbia di insultare personalmente un autore.

Posso dire che non mi piace un lavoro, che è scritto coi piedi, che non lo capisco, che fa venir voglia di smettere di scrivere (soprattutto quando vedi certi successi letterari), però non capisco come ci si possa sentire liberi di dare del cretino o della puttana a qualcuno che (tra l'altro) nemmeno si conosce.

E comunque sentirsi dire soltanto "fa schifo" o "brutto" è come ricevere uno schiaffo. Non me ne faccio nulla e non capisco perché mi arriva la botta. Fa solo male

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