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Gongola

Rimanere quella che non ha concluso niente...

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Ospite Aspirante Scrittore

"Rimanere quello che non conclude nulla", quante volte me lo sono detto, forse troppe. Ho una serie di trame incomplete sparse tra mille block-notes, sperando che un giorno riesca a riprenderle per tirarne fuori romanzi completi. Fortunatamente, nell'ultimo anno, ho capito che ho il bisogno di ripartire dalle cose semplici, da quello che conosco meglio. Propongo all'autrice del post questo rimedio :)

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La paura del giudizio degli altri mi ha sempre tormentata, ma per fortuna mai paralizzata. Tranne che nella letteratura! Nel 2001, dopo aver portato a termine il dottorato, ho finito un romanzo cui tenevo molto, con grande impegno e fatica. Ma poi mi è mancato il coraggio di fare quello che sto facendo adesso per la mia seconda opera (antologia di racconti): spedirlo di persona a case editrici che potessero essere interessate, possibilmente tante. L'ho affidato a una sedicente "agenzia" che poi si è trasformata in EAP, che all'inizio ha dato giudizi entusiastici e immeritati (ora lo so) sul mio lavoro e poi non ha più risposto alle mie lettere se non tirata per i piedi. A tutt'oggi, non so chi abbia veramente ricevuto, letto e rifiutato quel romanzo. Ma non era forse quello che volevo? Mettere una specie di filtro compiacente tra me e il rifiuto. Invece il rifiuto serve, come nelle relazioni umane. Adesso ogni volta che spedisco il malloppo (specie cartaceo) mi viene un magone insostenibile, come se avessi abbandonato un neonato nella ruota del convento. Ma non c'è altro sistema per capire se quello che hai scritto vale qualcosa (non in assoluto, nel contesto dell'editoria attuale, per un possibile pubblico ecc.).

(poi volendo sul tema dell'inconcludenza si potrebbe aggiungere un capitolo sui 2 saggi che ho pubblicato e che non ho avuto il coraggio di spedire per recensione....) *saluta con un imbuto in testa*

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Pensiero magari banale (e non mio), ma che credo abbia più senso di quello che sembra a prima vista... è rendersi conto che anche solo avere 1 (una) cosa di cui potere andare fieri è un dito in più che ci tiene saldi all'orlo del baratro. Mai lasciarsi cadere - tutto il resto è, come si dice dalle mie parti, 'grasso che cola'.

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Ho duemila progetti per la mia vita e spesso mi ritrovo a pensare "cavolo ma li inzierò mai?"

Io credo che siamo tutti un po' così alla fine. Anch'io inizio a progettare mille cose, ma alla fine non riesco mai a terminare nulla

per un motivo o per un altro.

Inizialmente, cerco di sottrarmi da tutte le colpe, ripetendomi che non è che io non volevo portare a termine quel determinato proposito, ma in verità so che non mi sono impegnata abbastanza.

Credo che alla fine mi sopravaluto quando inizio a progettare, credendo fermamente di riuscire a fare tutto, anche se mi ritrovo con le mani vuote. Tuttavia, penso che se cercassi di controllare questa propensione, sognerei di meno e, sebbene completerei praticamente una determinata cosa, però probabilmente perderei l'ispirazione. Nel senso che non riuscire più a portare nulla

al termine perché non mi verrebbe più in mente una situazione di collegamento, dal momento che non riescirei più a svagarmi, scrittevolmente parlando.

Mentre è tutta un'altra questione nella vita reale, sebbene mi comporti nello stesso modo con le resposabilità che mi assumo. :follia:

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Io frequento l'Università (che in teoria dovrei finire il prossimo anno) e sto studiando lingue e letterature, un connubio perfetto tra la mia passione (scrivere) e le lingue, ma ciò non toglie che io preferisca di gran lunga scrivere che studiare.

 

Lettere è bella, mi ha aiutato ad espandere i miei orizzonti conoscitivi della letteratura italiana e straniera, e lo apprezzo molto; in qualche modo la mia facoltà mi spinge a scrivere sempre di più, mi stimola tantissimo. Ecco perché durante il periodo esami - quando vorrei scrivere e non posso- mi sento uno schifo, stressata e mi limito a trascrivere le mie idee sui dei quadernetti - attualmente sono arrivata al 4°- ma tipo adesso, scrivere mi aiuta a mantenermi tranquilla e penso sia una gran bella cosa.

 

In ogni caso, tu devi seguire sempre le tue passioni; anche se questo significa dover litigare a destra e a manca con persone che non capiscono niente né di te né di ciò che fai. Guarda me, ho litigato con i miei genitori un sacco di volte e adesso hanno finalmente accettato la mia passione, ho litigato perfino con i miei compagni di classe e adesso sono in buoni rapporti con loro. Devi lottare per ciò che desideri e ignorare ciò che dice la gente. Se una cosa è importante per te, non significa che lo debba essere anche per gli altri. Se ti fa stare bene falla.

 

Anch'io sono in attesa di ricevere una risposta da una delle 7 case editrici a cui ho spedito il mio romanzo. 

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Sembra che tu sia Gemelli, insomma :D

Da parte mia, posso soltanto consigliarti di tenere il tuo romanzo totalmente segreto, almeno finchè non sei avviata verso una trionfale conclusione. In tal modo non avrai nessuna pressione dall'esterno :)

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Sono passati ormai parecchi mesi, chissà se ti sei ripresa... spero di sì tumblr_m2ju5xwXRW1qdlkyg.gif

Io sono iscritta da poco alla community e quindi questo post l'ho letto soltanto oggi, ma mi ci ritrovo parecchio purtroppo. Ho iniziato il mio primo romanzo un anno fa, e sebbene sappia che queste cose di solito non si concludono così velocemente, alle volte vado in crisi pensando che ci sto mettendo troppo tempo. Ma lo finirò mai? A questo si aggiunge anche il fatto che sono disoccupata, quindi capita spesso che mi senta davvero una fallita. Se alla fine non riuscirò a combinare nulla, a cosa sarà servito tutto il tempo passato? 

Come aveva scritto A.Ryan le mie intenzioni effettivamente non le ho rivelate a nessuno, solo il mio ragazzo sa a cosa mi sto dedicando. La mia scelta di tenere questo piccolo segreto penso che sia dettata in gran parte dalla paura di essere svalutata e sminuita... e basto già io di mio a darmi la zappa sui piedi.

Io ho deciso di continuare il mio progetto, oltre perchè è quello che voglio fare, proprio per dare un valore a ciò che ho creato sinora.

Se non siamo i primi a credere in noi stessi, nessun'altro lo farà.

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ogni tanto vale proprio la pena di ricordarcelo... seguiamo tutti la nostra strada allora, anche se è in salita e molto affollata! Ma mi sembra che siamo una buona compagnia!

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Ukikiii,

capisco a pieno la tua situazione, io mi ritrovo e mi sono ritrovata a fare lo stesso, anche se ho finito il mio romanzo epistolare la scorsa estate.

Sono disoccupata e dedico complete energie alla mia opera, chiedendomi spesso se questa possa essere una perdita di tempo ma sapendo dentro di me che non potrà mai esserlo.

La verità è che non ho dovuto pormi la stessa domanda durante la stesura del romanzo, ho passato tanto tempo cercando ispirazione per una storia inesistente che in realtà avevo già creato durante tutto il corso della mia vita, ce l'avevo già sotto mano la mia opera, quando me ne sono resa conto è bastato poco per capire che il mio romanzo l'avevo già finito molto tempo prima.

Non so quale sia il tuo caso, ma ricordati: ci sono scrittori e scrittori.

A mio parere ci sono autori, come ad esempio Chuck Palahniuk, che danno forza ai loro scritti grazie alla loro fervida e geniale fantasia, mentre ci sono altri scrittori, come era il grande Charles Bukowski, che trovano lo spunto proprio nella semplicità, loro non lavorano di fantasia, lavorano di esperienze.

Devi solo capire da che parte stai (Naturalmente ho portato esempi di scrittori, secondo me, geniali) e secondo me ti sarà molto più semplice finire e trovare gli spunti per la tua opera.

Auguri da parte mia, comunque.

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Comprendo la delusione, ma ti invito a non mollare.

Nel '97 arrivo con un racconto tra i finalisti di un premio molto importante e m'illudo che questo possa spalancarmi alcune porte. Le porte restano chiuse e io decido di smettere di scrivere. Ma, nel 2007, il web inizia a essere un'opportunità e per pubblicizzare una mia vecchia raccolta di racconti apro un blog e subito mi rendo conto che così non può interessare nessuno, allora per scherzo lo trasformo in un blog giornalistico che, per motivi che sarebbe lungo spiegare, arriva a diecimila lettori di media al giorno, con punte di ventimila e nel 2008 vince il premio come migliore in Italia. Il libro arriva a 3000 download gratuiti, arrivano anche i soldi di google, parecchi e tutti girati in beneficenza. Dopo tre anni mollo perchè l'impegno si è fatto troppo gravoso. Decido ti tenere la scrittura come hobby per la pensione, ma poi frequentando un sito di autori ricomincio a scrivere raccontini per qualche concorsino tra amici dove vengo notato da un editore che mi propone di scrivere un libro. Accetto e per due mesi non scrivo nulla, poi quando mi viene chiesto se ho rinuciato all'idea, mi convinco che è davvero interessato e lo scrivo in meno di due mesi rispettando la scadenza.

Tutto questo per dire due cose: le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti e, a volte, proprio perchè noi hai più le aspettative iniziali e il sacro furore che le contraddistingue. La seconda: il modo per arrivare alla pubblicazione non è quello che vedo applicare da tutti e che anch'io ho utilizzato. Ma sarebbe un discorso lungo che per ora non ho intenzione di fare...

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Visto che spesso sono stato frainteso, aggiungo due note:

se ho raccontato la mia storia è solo per invitare tutti a continuare a provare e a scrivere, io ho bruciato più di dieci anni facendo il superiore, e non me li ridarà nessuno

e a proposito di superiore, per il fatto di essere riuscito a pubblicare, peraltro dopo vent'anni, se qualcuno ha fatto i conti, non mi ritengo migliore dei tanti che ci stanno ancora provando, semmai più fortunato

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Comprendo la delusione, ma ti invito a non mollare.

Nel '97 arrivo con un racconto tra i finalisti di un premio molto importante e m'illudo che questo possa spalancarmi alcune porte. Le porte restano chiuse e io decido di smettere di scrivere. Ma, nel 2007, il web inizia a essere un'opportunità e per pubblicizzare una mia vecchia raccolta di racconti apro un blog e subito mi rendo conto che così non può interessare nessuno, allora per scherzo lo trasformo in un blog giornalistico che, per motivi che sarebbe lungo spiegare, arriva a diecimila lettori di media al giorno, con punte di ventimila e nel 2008 vince il premio come migliore in Italia. Il libro arriva a 3000 download gratuiti, arrivano anche i soldi di google, parecchi e tutti girati in beneficenza. Dopo tre anni mollo perchè l'impegno si è fatto troppo gravoso. Decido ti tenere la scrittura come hobby per la pensione, ma poi frequentando un sito di autori ricomincio a scrivere raccontini per qualche concorsino tra amici dove vengo notato da un editore che mi propone di scrivere un libro. Accetto e per due mesi non scrivo nulla, poi quando mi viene chiesto se ho rinuciato all'idea, mi convinco che è davvero interessato e lo scrivo in meno di due mesi rispettando la scadenza.

Tutto questo per dire due cose: le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti e, a volte, proprio perchè noi hai più le aspettative iniziali e il sacro furore che le contraddistingue. La seconda: il modo per arrivare alla pubblicazione non è quello che vedo applicare da tutti e che anch'io ho utilizzato. Ma sarebbe un discorso lungo che per ora non ho intenzione di fare...

Una bella storia!

I casi di successo, in tutti gli ambiti, di solito derivano da una circostanza favorevole casuale a cui seguono impegno e determinazione.

Non sono certo filoamericano ma mi piace molto la logica del "fail often, fail fast" che invece tende a mancare alla nostra cultura; gli errori servono tantissimo, se siamo in grado di trarne lezione.

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Comprendo la delusione, ma ti invito a non mollare.

Nel '97 arrivo con un racconto tra i finalisti di un premio molto importante e m'illudo che questo possa spalancarmi alcune porte. Le porte restano chiuse e io decido di smettere di scrivere. Ma, nel 2007, il web inizia a essere un'opportunità e per pubblicizzare una mia vecchia raccolta di racconti apro un blog e subito mi rendo conto che così non può interessare nessuno, allora per scherzo lo trasformo in un blog giornalistico che, per motivi che sarebbe lungo spiegare, arriva a diecimila lettori di media al giorno, con punte di ventimila e nel 2008 vince il premio come migliore in Italia. Il libro arriva a 3000 download gratuiti, arrivano anche i soldi di google, parecchi e tutti girati in beneficenza. Dopo tre anni mollo perchè l'impegno si è fatto troppo gravoso. Decido ti tenere la scrittura come hobby per la pensione, ma poi frequentando un sito di autori ricomincio a scrivere raccontini per qualche concorsino tra amici dove vengo notato da un editore che mi propone di scrivere un libro. Accetto e per due mesi non scrivo nulla, poi quando mi viene chiesto se ho rinuciato all'idea, mi convinco che è davvero interessato e lo scrivo in meno di due mesi rispettando la scadenza.

Tutto questo per dire due cose: le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti e, a volte, proprio perchè noi hai più le aspettative iniziali e il sacro furore che le contraddistingue. La seconda: il modo per arrivare alla pubblicazione non è quello che vedo applicare da tutti e che anch'io ho utilizzato. Ma sarebbe un discorso lungo che per ora non ho intenzione di fare...

Una bella storia!

I casi di successo, in tutti gli ambiti, di solito derivano da una circostanza favorevole casuale a cui seguono impegno e determinazione.

Non sono certo filoamericano ma mi piace molto la logica del "fail often, fail fast" che invece tende a mancare alla nostra cultura; gli errori servono tantissimo, se siamo in grado di trarne lezione.

Ti ringrazio e, assicurandoti che anch'io sono filoamericano come quello che fuma il sigaro, credo che la vera utilità di tutti i nostri errori sia quella di risparmiarne qualcuno agli altri... ai nostri siamo così affezionati che temo li replicheremo. :)

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Ah ah, sì Aletheia, sembriamo davvero una buona compagnia tumblr_inline_mve45b0RlN1ryhjgc.png e i miei complimenti a Gongola allora!

 

AliceBi hai ragione: il tempo che stiamo impiegando nei nostri progetti non è, non sarà e non è stato speso male. Anche io lo so, ma alle volte boh... me lo dimentico? Devo cercare di imprimerlo bene nella mia mente. E poi se si vuole sul serio fare qualcosa bisogna farla e basta, giusto? tumblr_inline_mve45vFysO1ryhjgc.png

 

A mio parere ci sono autori, come ad esempio Chuck Palahniuk, che danno forza ai loro scritti grazie alla loro fervida e geniale fantasia, mentre ci sono altri scrittori, come era il grande Charles Bukowski, che trovano lo spunto proprio nella semplicità, loro non lavorano di fantasia, lavorano di esperienze.

Devi solo capire da che parte stai (Naturalmente ho portato esempi di scrittori, secondo me, geniali) e secondo me ti sarà molto più semplice finire e trovare gli spunti per la tua opera.

Mmmh... credo di essere una di quelli che si fanno guidare dalle esperienze, più che dalla fantasia. E forse è proprio per questo che a volte ho dei momenti di stallo, sarà che non faccio niente di speciale e manca l'ispirazione. Che la soluzione sia uscire di più a divertirmi e fare esperienze gratificanti e costruttive? [Ah ah, ogni scusa è buona... però queste cose fanno sempre bene, no? tumblr_inline_mve45lLiAo1ryhjgc.png ]

 

Grazie anche a te Gogol che ci hai raccontato la tua esperienza.

 

 

 le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti 
 gli errori servono tantissimo, se siamo in grado di trarne lezione.

Pienamente d'accordo con voi!

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Ah ah, sì Aletheia, sembriamo davvero una buona compagnia tumblr_inline_mve45b0RlN1ryhjgc.png e i miei complimenti a Gongola allora!

 

AliceBi hai ragione: il tempo che stiamo impiegando nei nostri progetti non è, non sarà e non è stato speso male. Anche io lo so, ma alle volte boh... me lo dimentico? Devo cercare di imprimerlo bene nella mia mente. E poi se si vuole sul serio fare qualcosa bisogna farla e basta, giusto? tumblr_inline_mve45vFysO1ryhjgc.png

 

A mio parere ci sono autori, come ad esempio Chuck Palahniuk, che danno forza ai loro scritti grazie alla loro fervida e geniale fantasia, mentre ci sono altri scrittori, come era il grande Charles Bukowski, che trovano lo spunto proprio nella semplicità, loro non lavorano di fantasia, lavorano di esperienze.

Devi solo capire da che parte stai (Naturalmente ho portato esempi di scrittori, secondo me, geniali) e secondo me ti sarà molto più semplice finire e trovare gli spunti per la tua opera.

Mmmh... credo di essere una di quelli che si fanno guidare dalle esperienze, più che dalla fantasia. E forse è proprio per questo che a volte ho dei momenti di stallo, sarà che non faccio niente di speciale e manca l'ispirazione. Che la soluzione sia uscire di più a divertirmi e fare esperienze gratificanti e costruttive? [Ah ah, ogni scusa è buona... però queste cose fanno sempre bene, no? tumblr_inline_mve45lLiAo1ryhjgc.png ]

 

Grazie anche a te Gogol che ci hai raccontato la tua esperienza.

 

 

 le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti 
 gli errori servono tantissimo, se siamo in grado di trarne lezione.

Pienamente d'accordo con voi!

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credo che il modo migliore sia vivere le proprie emozioni e trarne vantaggio, vedrai che tutto verrà da sé! 

Hai ragione, non basta che accada qualcosa, bisogna anche fare in modo che quel qualcosa si trasformi in un vantaggio... mi piace! tumblr_inline_mg16egIXKr1qdlkyg.gif

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