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Angel Rei

Bruciarsi alla prima pubblicazione

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Mi rifaccio sentire dopo alcuni mesi presi a metabolizzare la mia vicenda. Sì, Lem, è come dici tu: è una specie di metodo di pesca, si pasturano i lettori con quello che potenzialmente è considerato valido, sperando che qualcosa inneschi il successo.

Oggi ho visto in un documento della CE che gira on line in cui presentavano anche il mio libro in inglese che le copie vendute sarebbero 7000. Non ho idea se questo sia solo una strategia promozionale o se effettivamente il signor Passaparola sta facendo il suo mestiere :-) Aspetto qualche giorno prima di telefonare alla mia editor, così da illudermi che sia vero.... !

 

La cosa più importante è che ho ricominciato a scrivere, un romanzo diverso, impegnativo, lungo. Che mi pone davanti a tante sfide. Sono appena alla mia prima stesura perché il tempo non mi basta mai. Mi sveglio di notte a completare qualche paragrafo e poi di giorno non riesco a trovare neanche un minuto (al lavoro hanno eliminato persone e chi resta deve lavorare per dodici ore di fila...) Ma sono felice.

 

Il romanzo di cui sopra (quello della big) era stato pubblicato con uno pseudonimo, ecco perché non posso né postare il link né parlarne su WD. Era una delle condizioni che avevo posto per tutelare la mia vita di adesso. A distanza, posso dire che è stato molto istruttivo tutto il lavoro di editing e che forse avrei dovuto impostare la storia in maniera un po' diversa. Ma alla fine era stato fatto tutto di corsa, per espressa decisione della CE. Come dice Lars Gustafsson, quando si gioca a tennis non bisogna pensare alla palla che è già passata, perché non tornerà più. 

 

Un abbraccio e grazie ancora della vostra vicinanza

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Credo personalmente che il discorso di bruciarsi sia molto relativo.

 

Mi spiego meglio: è una paura che non esiste. Quelli che fanno PNL direbbero che è un "non problema".

Se pubblicate e andate così così, cosa vi impedisce di fare il botto in un momento successivo con qualcosa di diverso?

Sarete sempre qualcuno che è stato pubblicato, avrete sempre più visibilità di un esordiente, avrete sempre qualche altra cosa da far leggere, una biglietto da visita.

Che poi la qualità e il successo, come sapete, spesso non coincidono del tutto.

 

Non si può fare tutti come JKRowling, molti arrivano al successo solo dopo. Mi vengono in mente tanti nomi stranoti.

E Stephen King? Scrisse il primo volume della Torre Nera da giovane e per tanto tanto tempo non fu capito (il romanzo, non l'autore).

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Se pubblicate e andate così così, cosa vi impedisce di fare il botto in un momento successivo con qualcosa di diverso?

 

Il problema è: se uno fa flop con il primo romanzo, chi glielo pubblica quello diverso?

 

Tra le big si ragiona così, se uno non vende con il primo romanzo è quasi sicuramente fuori, a meno che non abbia un agente. Ma l'agente andrebbe trovato prima di firmare il primo contratto, in modo da dargli la possibilità di trattare le condizioni e far togliere le clausole più brutte. Senza un agente putroppo si rischia molto.

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Se pubblicate e andate così così, cosa vi impedisce di fare il botto in un momento successivo con qualcosa di diverso?

 

Il problema è: se uno fa flop con il primo romanzo, chi glielo pubblica quello diverso?

 

Tra le big si ragiona così, se uno non vende con il primo romanzo è quasi sicuramente fuori, a meno che non abbia un agente. Ma l'agente andrebbe trovato prima di firmare il primo contratto, in modo da dargli la possibilità di trattare le condizioni e far togliere le clausole più brutte. Senza un agente putroppo si rischia molto.

 

 

Ciao Feleset,

 

io non la vedo proprio così. Mi spiego: il fatto che un romanzo non abbia successo non è indice della scarsa qualità dello stesso. Un libro successivo potrebbe essere magari altrettanto bello ma più commerciale.

Inoltre, in tutte le cose, si migliora con il tempo. E' ovvio che un romanzo di fine carriera di uno scrittore sarà "migliore" di uno degli inizii (anche qui, magari quello degli inizii ha venduto 10 volte).

Insomma, il "flop" iniziale non per forza pregiudica l'autore o il nome dello stesso, secondo me.

 

Se io fossi un editore preferirei un "mezzo flop" a cui qualcuno ha già dato fiducia che un manoscritto di uno sconosciuto.

 

Sempre che il testo sia valido da un punto di vista letterario e, secondo i canoni dell'editore, commerciabile.

 

Tutto ciò premesso, ovviamente sarebbe meglio non farlo, il flop!

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Perdona la domanda, ma le cose che dici sono tue supposizioni o ti sono state dette da persone del settore?

Chiedo perché io ho riportato cose che provengono da testimonianze che ritengo attendibili, ma se qualcuno ha sentito racconti diversi mi fa piacere avere un confronto. :) A me risulta che le big solitamente dopo un primo flop non diano più possibilità a un autore. Se l'autore ha un agente, però, può avere qualche possibilità di essere pubblicato da un'altra CE.

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Perdona la domanda, ma le cose che dici sono tue supposizioni o ti sono state dette da persone del settore?

Chiedo perché io ho riportato cose che provengono da testimonianze che ritengo attendibili, ma se qualcuno ha sentito racconti diversi mi fa piacere avere un confronto. :) A me risulta che le big solitamente dopo un primo flop non diano più possibilità a un autore. Se l'autore ha un agente, però, può avere qualche possibilità di essere pubblicato da un'altra CE.

No Feleset, sono solo mie supposizioni.

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