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Angel Rei

Bruciarsi alla prima pubblicazione

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Io penso che eviterò di farmi venire anche questa fisima, tra le tante, almeno finché non ne avrò pubblicato uno, di romanzo. :Bossah:

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Elsa, una very big che ha poca distribuzione in libreria però mi sembra un po' stranuccia... non so se in questo topic si possa dire il nome della casa con cui hai pubblicato, però io per very big intendo una casa che ti mette i libri anche all'Esselunga (una Newton Compton, una Nord, una Sperling...) E' una di queste per caso, o assimilabili? Te lo chiedo tanto per farmi un'idea delle loro politiche. 

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Elsa, ovviamente mi dispiace che la tua prima pubblicazione non sia andata come sperava il tuo editore, ma credo sia presto per dire che ti sei bruciata. Magari non potrai pubblicare con lo stesso editore, ma pensa che quando scriverai un altro libro e andrai a bussare al prossimo editore non sarai una degli Nmila che ci provano ma una che ha pubblicato con una Big, ergo una che sa scrivere.

 

Anzi, prendo spunto per porre una domanda: ma secondo voi quanto ci si brucia davvero?
Mi spiego meglio: tutti abbiamo il terrore (giustamente) di avere l’occasione (e il culo, diciamocelo) di pubblicare con una Big e di non vendere, ma se anche ci capita, davvero sarebbe stato meglio non aver pubblicato?

Se a me Editore (ma anche Agente Letterario), che ricevo tonnellate di spazzatura al giorno, arriva il romanzo di una che l'anno scorso ha pubblicato con Mondadori, come minimo lo leggo. Poi magari lo cestino lo stesso, ma prima lo leggo (cosa che non sempre succede nella grande editoria).

Secondo voi ha senso come discorso?

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Elsa, ovviamente mi dispiace che la tua prima pubblicazione non sia andata come sperava il tuo editore, ma credo sia presto per dire che ti sei bruciata. Magari non potrai pubblicare con lo stesso editore, ma pensa che quando scriverai un altro libro e andrai a bussare al prossimo editore non sarai una degli Nmila che ci provano ma una che ha pubblicato con una Big, ergo una che sa scrivere.

 

Anzi, prendo spunto per porre una domanda: ma secondo voi quanto ci si brucia davvero?

Mi spiego meglio: tutti abbiamo il terrore (giustamente) di avere l’occasione (e il culo, diciamocelo) di pubblicare con una Big e di non vendere, ma se anche ci capita, davvero sarebbe stato meglio non aver pubblicato?

Se a me Editore (ma anche Agente Letterario), che ricevo tonnellate di spazzatura al giorno, arriva il romanzo di una che l'anno scorso ha pubblicato con Mondadori, come minimo lo leggo. Poi magari lo cestino lo stesso, ma prima lo leggo (cosa che non sempre succede nella grande editoria).

Secondo voi ha senso come discorso?

 

 

Ecco, pensavo la stessa cosa. Quindi mi viene il dubbio: una casa editrice ha modo di conoscere quante copie ha effettivamente venduto un libro di un'altra casa editrice? Perché se si, mettiamo caso arrivi a una CE un libro di qualcuno che, come Elsa, ha pubblicato con una CE BIG. A differenza dei veri e propri esordienti, come dici tu, ha pubblicato qualcosa con una BIG quindi appunto dovranno esserci dei motivi. Un'occhiata gliela daranno, oppure prima controlleranno i dati di vendita e capiranno se conviene puntare o no su data persona. E' possibile? Perché altrimenti non vedrei motivo di tanto terrore neanche io.

Se non è possibile, il fatto di aver già pubblicato con un BIG è una spinta enorme e pone su una lista privilegiata, credo.

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Con una pubblicazione presso una vera big, e comunque 3500 copie vendute, fossi in Elsa prima di sentirmi bruciata andrei a cercarmi subito un Agente serio (con quelle referenze quanto meno stai sicura che un appuntamento te lo danno) e con lui cominciare a pensare per il futuro.

Modificato da Tagliacarte
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Ebbene, l'incubo si è avverato.

Sono qui, di notte, e dormo poco, pensando a quello che avrei potuto fare, forse, se solo...

Ho pubblicato con una big (very big) ma ho fatto flop, circa 3.500 copie su seimila stampate. Non sono per niente contenti.

Ora sono bruciata e devo ricominciare da capo.

Sono di nuovo un'esordiente!!!

Sono molto triste.

Ecco qui riassunti i motivi per cui spesso, nelle mie elucubrazioni, mi convinco che è meglio lasciare tutto nel cassetto.

 

Elsa mi spiace tanto però è anche vero che 3.500 copie non sono poche per un autore esordiente, comunque la soddisfazione di sapere il tuo libro in 3.500 case non ha prezzo! :love:

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Ospite Priscageddon

Intanto: hai una pubblicazione alle spalle e con una (a quanto dici) Big, quindi il tuo curriculum vitae farà sempre meno pietà, per esempio, del mio. Ti consiglio anche io di affidarti a un Agente, se puoi.

 

Inoltre, dici che i tuoi editori hanno puntato tutto sul "Passaparola". Quindi sono di quelli che pensano che il Signor Passaparola si metta in azione con intensità proporzionale alla forza di volontà o di pensiero dell'autore, quindi se non ha funzionato la colpa è dell'autore?

 

Spero di aver frainteso, e in quel caso mi scuso di cuore, ma... Bella filosofia, davvero! O_O

 

Non buttarti giù: non ne vale la pena. Ti mando un abbraccio.

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Credo che tutto questo discorso debba essere contestualizzato in base alle aspettative che un autore ha. Ma anche in base alle aspettative che ha la CE.

 

Mi spiego meglio. Se uno pensa di diventare un superbig da un milione di copie a libro, probabilmente esordire con 3.500 non aiuta. Ma riuscire a vendere un milione di copie è un risultato così fantascientifico (in Italia poi) che non è certo l'aver fatto 3.500 copie con l'esordio la difficoltà maggiore.

 

Io non mi farei grandi paranoie. Per fare certi numeri servono certi investimenti e anche le grandi CE gli investimenti di un certo tipo li fanno solo per pochi autori. E anche questi grandi autori, già arrivati, non sono esenti da flop.

 

3.500 copie su 6.000 non è un brutto risultato e non si può sempre far cadere la colpa sull'autore. Tieni duro.

Modificato da Lorenzo Sartori
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Grazie!

Sapete, questo è un mondo che solo se ci sei dall'altra parte, lo puoi capire davvero. Se sei tu quello che ogni giorno si mette davanti al computer a cercare di andare avanti, a volte a velocità stratosferica, a volte solo perchè sai che solo con una sana disciplina riuscirai mai a combinare qualcosa. Forse.

Gli altri. I lettori, i critici, i giornalisti.... Prendono per buono che solo chi ha successo vale davvero, sono bravissimi a criticare senza rendersi conto di quanta fatica (in senso buono, proprio di lavoro duro) ci sia alla base di un prodotto letterario di qualsiasi genere. E vanno dietro alla moda, certo, portando in palmo di mano chi vende.

È un ossimoro ontologico che ha qualità di un prodotto creativo sia il successo di vendita!!!! Ed è una cosa davvero buffa a pensarci...

Per questo una community come questa ha ragione d'essere, per dare consigli pratici, ma anche per farci sentire meno soli e meno sfigati. Una volta ci si trovava in un caffè francese, oppure in un salotto della buona borghesia illuminata, oppure per le strade di New York. Adesso, siamo qui.

Con la voglia di ricominciare.

Un abbraccio forte

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Elsa, una very big che ha poca distribuzione in libreria però mi sembra un po' stranuccia... non so se in questo topic si possa dire il nome della casa con cui hai pubblicato, però io per very big intendo una casa che ti mette i libri anche all'Esselunga (una Newton Compton, una Nord, una Sperling...) E' una di queste per caso, o assimilabili? Te lo chiedo tanto per farmi un'idea delle loro politiche.

È una di quelle che hai nominato.

L'hanno distribuito in tutta Italia, e infatti appena uscito c'era in una o due copie più o meno dappertutto (i librai per primi sono molto cauti) ma è finito tra le tantissime nuove uscite, buttato in mezzo, spesso coperto da libri più sponsorizzati.

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Elsa, ovviamente mi dispiace che la tua prima pubblicazione non sia andata come sperava il tuo editore, ma credo sia presto per dire che ti sei bruciata. Magari non potrai pubblicare con lo stesso editore, ma pensa che quando scriverai un altro libro e andrai a bussare al prossimo editore non sarai una degli Nmila che ci provano ma una che ha pubblicato con una Big, ergo una che sa scrivere.

 

Anzi, prendo spunto per porre una domanda: ma secondo voi quanto ci si brucia davvero?

Mi spiego meglio: tutti abbiamo il terrore (giustamente) di avere l’occasione (e il culo, diciamocelo) di pubblicare con una Big e di non vendere, ma se anche ci capita, davvero sarebbe stato meglio non aver pubblicato?

Se a me Editore (ma anche Agente Letterario), che ricevo tonnellate di spazzatura al giorno, arriva il romanzo di una che l'anno scorso ha pubblicato con Mondadori, come minimo lo leggo. Poi magari lo cestino lo stesso, ma prima lo leggo (cosa che non sempre succede nella grande editoria).

Secondo voi ha senso come discorso?

 

 

Ecco, pensavo la stessa cosa. Quindi mi viene il dubbio: una casa editrice ha modo di conoscere quante copie ha effettivamente venduto un libro di un'altra casa editrice? Perché se si, mettiamo caso arrivi a una CE un libro di qualcuno che, come Elsa, ha pubblicato con una CE BIG. A differenza dei veri e propri esordienti, come dici tu, ha pubblicato qualcosa con una BIG quindi appunto dovranno esserci dei motivi. Un'occhiata gliela daranno, oppure prima controlleranno i dati di vendita e capiranno se conviene puntare o no su data persona. E' possibile? Perché altrimenti non vedrei motivo di tanto terrore neanche io.

Se non è possibile, il fatto di aver già pubblicato con un BIG è una spinta enorme e pone su una lista privilegiata, credo.

In realtà c'è il problema molto serio del contratto di esclusiva. Io ho firmato un'esclusiva di vent'anni, ovvero qualsiasi cosa voglia pubblicare, con altre case editrici, deve prima avere l'ok della mia ce.

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Con una pubblicazione presso una vera big, e comunque 3500 copie vendute, fossi in Elsa prima di sentirmi bruciata andrei a cercarmi subito un Agente serio (con quelle referenze quanto meno stai sicura che un appuntamento te lo danno) e con lui cominciare a pensare per il futuro.

Mi sembra un'ottima idea. Grazie....!

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versione corretta.... sorry, ero ancora addormentata!

 

Grazie!
Sapete, questo è un mondo che solo se ci sei dall'altra parte, lo puoi capire davvero. Se sei tu quello che ogni giorno si mette davanti al computer a cercare di andare avanti, a volte a velocità stratosferica, a volte solo perché sai che solo con una sana disciplina riuscirai mai a combinare qualcosa. Forse. Se sei tu che vivi ogni momento della tua vita con la precisa percezione che è parte del tuo cammino creativo. E questo ti fa stare in pace con te stesso.

Gli altri. I lettori, i critici, i giornalisti.... Prendono per buono che solo chi ha successo valga davvero, sono bravissimi a criticare senza rendersi conto di quanta fatica (in senso buono, proprio di lavoro duro) ci sia alla base di un prodotto letterario di qualsiasi genere. E vanno dietro alla moda, certo, portando in palmo di mano chi vende.

È un ossimoro ontologico che a determinare la qualità di un prodotto creativo sia il successo di vendita!!!! Ed è una cosa davvero buffa a pensarci...

Per questo una community come questa ha ragione d'essere, per dare consigli pratici, ma anche per farci sentire meno soli e meno sfigati. Una volta ci si trovava in un caffè francese, oppure in un salotto della buona borghesia illuminata, oppure per le strade di New York. Adesso, siamo qui.

Con la voglia di ricominciare.

Un abbraccio forte

 

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Ebbene, l'incubo si è avverato.

Sono qui, di notte, e dormo poco, pensando a quello che avrei potuto fare, forse, se solo (...)

Ho pubblicato con una big (very big) ma ho fatto flop, circa 3.500 copie su seimila

Hanno detto che il mio libro avrebbe dovuto farsi strada con il passaparola.

Sono molto triste.

Mi dispiace, comprendo la delusione. Conosco altri casi: per un piccolo editore sarebbe stato un gran successo, per la big no. Fa anche meraviglia che a quei livelli si consigli il passaparola.

A proposito, non citi il tuo libro nel profilo; ora cerco in Promozione, se il genere mi attira lo leggerò.

L'unico modo per tirarti su secondo me è rimetterti a scrivere; credo/spero tu lo stia già facendo

Se una big ti ha pubblicata da esordiente, hai quanto meno la "patente" di autore valido. Ripartirai più corazzata!

Modificato da sefora

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Elsa, ovviamente mi dispiace che la tua prima pubblicazione non sia andata come sperava il tuo editore, ma credo sia presto per dire che ti sei bruciata. Magari non potrai pubblicare con lo stesso editore, ma pensa che quando scriverai un altro libro e andrai a bussare al prossimo editore non sarai una degli Nmila che ci provano ma una che ha pubblicato con una Big, ergo una che sa scrivere.

 

Anzi, prendo spunto per porre una domanda: ma secondo voi quanto ci si brucia davvero?

Mi spiego meglio: tutti abbiamo il terrore (giustamente) di avere l’occasione (e il culo, diciamocelo) di pubblicare con una Big e di non vendere, ma se anche ci capita, davvero sarebbe stato meglio non aver pubblicato?

Se a me Editore (ma anche Agente Letterario), che ricevo tonnellate di spazzatura al giorno, arriva il romanzo di una che l'anno scorso ha pubblicato con Mondadori, come minimo lo leggo. Poi magari lo cestino lo stesso, ma prima lo leggo (cosa che non sempre succede nella grande editoria).

Secondo voi ha senso come discorso?

 

 

Ecco, pensavo la stessa cosa. Quindi mi viene il dubbio: una casa editrice ha modo di conoscere quante copie ha effettivamente venduto un libro di un'altra casa editrice? Perché se si, mettiamo caso arrivi a una CE un libro di qualcuno che, come Elsa, ha pubblicato con una CE BIG. A differenza dei veri e propri esordienti, come dici tu, ha pubblicato qualcosa con una BIG quindi appunto dovranno esserci dei motivi. Un'occhiata gliela daranno, oppure prima controlleranno i dati di vendita e capiranno se conviene puntare o no su data persona. E' possibile? Perché altrimenti non vedrei motivo di tanto terrore neanche io.

Se non è possibile, il fatto di aver già pubblicato con un BIG è una spinta enorme e pone su una lista privilegiata, credo.

In realtà c'è il problema molto serio del contratto di esclusiva. Io ho firmato un'esclusiva di vent'anni, ovvero qualsiasi cosa voglia pubblicare, con altre case editrici, deve prima avere l'ok della mia ce.

 

 

Per qualunque cosa? Cavolo, hai tutta la mia solidarietà  :pat:

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Scusa Black, compete allo staff, ma visto che rispondo mi permetto: non copiare tutto/i messaggi per dare la tua rispostina. Occorre il quoting, cioè lasci il pezzetto che interessa e cancelli il resto.Tanto è lì nel topic, chi vuole rilegge. Ok?

Sì, l'esclusiva prevede la prelazione della casa editrice. Ovvero l'autore deve sottoporle tutto quello che scrive. Però c'è sempre un limite di tempo (due, tre mesi) entro cui l'editore ha l'obbligo di dichiararsi interessato e proporre il contratto per il nuovo libro.

Se non lo fa, l'esclusiva decade: per quel testo, con il successivo la storia si ripete.

Morale: pensarci bene prima di firmare il primo contratto :asd: !

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Scusa Black, compete allo staff, ma visto che rispondo mi permetto: non copiare tutto/i messaggi per dare la tua rispostina. Occorre il quoting, cioè lasci il pezzetto che interessa e cancelli il resto.Tanto è lì nel topic, chi vuole rilegge. Ok?

Sì, l'esclusiva prevede la prelazione della casa editrice. Ovvero l'autore deve sottoporle tutto quello che scrive. Però c'è sempre un limite di tempo (due, tre mesi) entro cui l'editore ha l'obbligo di dichiararsi interessato e proporre il contratto per il nuovo libro.

Se non lo fa, l'esclusiva decade: per quel testo, con il successivo la storia si ripete.

Morale: pensarci bene prima di firmare il primo contratto :asd: !

 

Scusami tu, non lo sapevo e ho semplicemente premuto rispondi  :buhu:

 

Riguardo al discorso dell'esclusiva: quindi, se la CE non è interessata a pubblicare uno specifico romanzo, l'autore, in questo caso Elsa, può proporlo a un'altra CE, no?

Questo tipo di esclusività la conoscevo anche io e mi pare meno problematica rispetto a quanto avessi capito...

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Elsa, mi dispiace per quel che è successo, ma c'è una cosa che non ho capito: hai pubblicato a luglio, giusto? Mi sembra strano che nel giro di tre/quattro mesi abbiano già deciso che il libro è un flop.

 

Per quel che ne so io (e ho pubblicato anche io con una big), occorrono almeno sei mesi per sapere se il libro va o no (tranne nei rari casi in cui l'opera sia stata pubblicizzata moltissimo prima della pubblicazione). E considera, inoltre, che deve ancora arrivare il periodo natalizio (il momento dell'anno in cui si comprano più libri in assoluto).

Insomma, forse sarò un'ingenua o forse ho informazioni diverse da quelle che hai tu, ma credo che ci sia ancora tempo per tentare di cambiare le cose. Puoi provare, ad esempio, a postare la tua opera nella sezione "Promozione" qui nel forum. E puoi contattare alcuni blogger (trovi l'elenco nella sezione "Blogtour") per ottenere un po' di visibilità e recensioni. E infine puoi iscriverti ad alcuni gruppi su facebook per farti conoscere (senza esagerare con lo spam).

 

In definitiva, secondo me puoi ancora provare a innescare il "passaparola" che la tua c.e. si aspetta.

Spero di esserti utile!

Modificato da Agave
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Ospite Lem Mac Lem

@Elsa:

se ho capito con quale editore hai pubblicato, è una cosa che fanno abitualmente: hanno una politica che consiste nel mandare in stampa e in libreria, ovunque, libri a raffica, poi chi ha successo bene, gli altri dopo pochi mesi vengono ritirati e spariscono. Conosco almeno due autori che hanno rifiutato contratti con quell'editore, proprio per questo motivo.

Le copie che hai venduto sono una cifra di tutto rispetto, non ti sei bruciata affatto. Vai avanti, che vai bene!

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A questo punto sarebbe forse utile sapere chi è, questo editore. Si sa mai, ti capita un contratto da parte sua almeno sai cosa ti aspetta.

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concordo anch'io nel dire che è sin troppo presto per parlare di flop, a così pochi mesi dall'uscita ufficiale del libro in questione. Certo, se Lem ha individuato l'editore (e non ho motivi per dubitarne) e dice che è una loro politica, la cosa mi sembra francamente poco logica. 35000 copie in ogni caso costituiscono un discreto biglietto da visita dal quale ripartire. Sono certo che non lasceresti indifferente altri editori, credo che un occhio di riguardo nei tuoi confronti ce l'avrebbero. Certo, racconterei la mia esperienza, fossi in te, ma senza toni autocommiserativi. Fai comunque credere, come è giusto che sia, che tu sei comunque fiera di ciò che avevi scritto, che credi ancora in quella storia, non parlare di flop con un ipotetico nuovo agente o editore

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Ospite Lem Mac Lem

Premesso che non so se si tratta dell'editore di Elsa, ma la politica di 'buttare fuori' tanti titoli, farli trovare ovunque, e ritirarli dopo pochissimo, è tipica di Newton & Compton. I loro libri sono davvero dappertutto, ma se non si fa il botto fin dall'inizio, si sparisce in un amen.

È una politica che ha le sue ragioni (se butti fuori tanti titoli e li fai trovare ovunque, per la legge dei grandi numeri, il best seller lo troverai, nel mucchio), ma purtroppo la contropartita è che un esordiente ha mooolte difficoltà a emergere, perché a parte l'essere disponibili in libreria (e ai supermercati, negli autogrill, ovunque), non c'è altro.

Poi non so se altri grossi editori fanno lo stesso, ma non mi pare...

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Newton poi ha la spiacevole caratteristica (scelta loro con loro logiche, ovviamente) di creare copertine a stampino... uno scaffale con 15 titoli loro, 15 autori diversi e, cromaticamente, sembrano 15 sfumature della stessa copertina. Boh! Personalizzazione del marchio Newton, magari, ma spersonalizzazione dei singoli autori...

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Si è parlato molto di bruciarsi pubblicando con una grande CE, ma poco di bruciarsi pubblicando con una piccola/medio CE. In questo caso come ci si brucia? Se si vende poco e niente? In questo caso però ci sarebbe sempre la possibilità di tentare con una nuova CE, no?

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Si è parlato molto di bruciarsi pubblicando con una grande CE, ma poco di bruciarsi pubblicando con una piccola/medio CE. In questo caso come ci si brucia? Se si vende poco e niente? In questo caso però ci sarebbe sempre la possibilità di tentare con una nuova CE, no?

Non posso parlare per gli altri editori, ma se un tale mi presenta un testo dicendo di aver già pubblicato un altro libro con l'editore XY, dopo aver verificato che non sia a pagamento, lo considero come un fattore positivo e non sto neanche a guardare se ha avuto successo o no (scusate il cinismo, ma con un piccolo editore non aver successo è la prassi):

Un discorso magari diverso è per un'opera già pubblicata anche dopo la scadenza dei diritti del contratto originale, in quel caso un editore sa che difficilmente potrà contare sul giro di amici/conoscenti dell'autore che spingono il libro all'inizio e magari avrà qualche riserva in più, ma non si può mai dire. 

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Si è parlato molto di bruciarsi pubblicando con una grande CE, ma poco di bruciarsi pubblicando con una piccola/medio CE. In questo caso come ci si brucia? Se si vende poco e niente? In questo caso però ci sarebbe sempre la possibilità di tentare con una nuova CE, no?

Non posso parlare per gli altri editori, ma se un tale mi presenta un testo dicendo di aver già pubblicato un altro libro con l'editore XY, dopo aver verificato che non sia a pagamento, lo considero come un fattore positivo e non sto neanche a guardare se ha avuto successo o no (scusate il cinismo, ma con un piccolo editore non aver successo è la prassi)

 

Sembra quasi si possa andare solo a migliorare, è fantastico.  :asdf:

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io credo che per il 99% degli autori la prospettiva sia quella della crescita.

Fa eccezione magari il "caso editoriale", ma soprattutto quello costruito a tavolino.

Non è un caso che ad esempio a Masterpiece (il talent show) la "verginità" fosse un requisito fondamentale. Ecco in quelle situazioni puoi solo bruciarti, o comunque avrai una carriera a discendere.

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