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Angel Rei

Bruciarsi alla prima pubblicazione

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Ospite Priscageddon

Come riesci a farmi restare di merda tu, Pri, nessuno mai :flower:

Scusa :buhu:

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io non avrei questa paura. Un esordio ufficiale è una sorta di ingresso nel mondo editoriale e quello che succederà dopo questo passo nessuno lo può sapere. Il rischio di bruciarsi credo ci sia più nelle big, che magari investono tanto sull'autore di turno e se non rientrano dal budget stanziato finiscono nella peggiore delle ipotesi con ripudiare lo scrittore. Ma in fondo credo siano casi isolati.

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Ospite Ice*

Ecco, per restare in topic. Parliamone.

Questo è probabilmente il punto nodale di tutta la questione del "Bruciarsi"

Ecco, per esempio, Tanja sa benissimo che io - personalmente - avrò molti scrupoli in futuro a leggere qualcosa di suo. :sss:

Parentesi personale:

delle volte non capisco se il tuo continuo seguirmi piacizzarmi i post e informarti sulle mie nuove uscite non sia una qualche forma di tortura subliminale per punirmi di quanto schifo ti ha fatto il mio libro XD

Tornando in topic.

Prisca ha letto il mio libro (almeno una parte) e non le è piaciuto, diciamo proprio che le ha fatto uno schifo massimo.

Cose che capitano, non sono qui per dare torto a nessuno o contestare nulla.

Per mia fortuna ci sono anche alcune persone a cui è piaciuto, se no mi sarei già data all'ippica, poi vabbe' il libro era il mio primo romanzo e frutto di inesperienza e ingenuità, non è tanto diverso da ciò che è accaduto a molti dei baby fantasy degli ultimi tempi.

Ora che succede? Succede che ovviamente il lettore che è insoddisfatto si allontanerà.

Ma avendo io pubblicato con una piccola CE non posso dire di essere "Bruciata" perché pochissimi mi hanno letto e solo una parte di questi è rimasto insoddisfatto, quindi io non ho il problema che avrebbe chi ad esempio ha esordito con una grossa CE perché questa CE in caso di flop ti dà un calcio e tanti saluti.

Quindi paradossalmente io sarei ancora un'esordiente e non è detto che un domani non possa scrivere un libro migliore che possa interessare a qualcun altro.

(Questo è più o meno il succo del discorso che ho fatto sopra).

Poi sulla questione dell'abbandonare un autore perché abbiamo letto qualcosa di suo che non ci è piaciuto, è sempre una scelta a discrezione del lettore.

Potrebbe essere solo una questione di un libro non indovinato, oppure proprio una totale mancanza di affinità con l'autore in questione.

Io preferisco non precludermi nulla, ma comunque cerco sempre di leggere libri che bene o male possono interessarmi o essermi utili, poi ovvio che di libri al mondo ce ne sono talmente tanti che non si possono leggere tutti.

Così come di autori e di lettori ce ne sono di tanto diversi che non si può piacere a tutti, ma cerchiamo di sopravvivere ugualmente :flower:

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Ospite Bradipi

Poi sulla questione dell'abbandonare un autore perché abbiamo letto qualcosa di suo che non ci è piaciuto, è sempre una scelta a discrezione del lettore.

Non ho capito, compro un libro che poi non mi piace, non riesco neppure a finirlo. Ne esce un altro dello stesso autore e dovrei ricomprarlo?

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la penso un po' come Bradipi, anche se ovviamente non si tratta di una regola fissa. Ma con tutti i libri in circolazione, se davvero un autore non mi ha soddisfatto perchè rischiare ancora con lui e privarmi di un altro libro magari più affine ai miei gusti.

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Ospite Priscageddon
Parentesi personale:
delle volte non capisco se il tuo continuo seguirmi piacizzarmi i post e informarti sulle mie nuove uscite non sia una qualche forma di tortura subliminale per punirmi di quanto schifo ti ha fatto il mio libro XD

Rispondo per chiudere la parentesi - anche perché sono cose che ho già detto e Blake mi è stata testimone ai tempi dei fatti.

Non sono il tipo di lettrice che scambia i "difetti" di un testo narrativo con la personalità dell'autore. Il fatto che non mi siano piaciuti i tuoi scritti non mi impedisce di ritenerti una persona degna di rispetto e di ammirazione. Seguo il tuo blog perché mi piace ascoltare le tue opinioni (a volte le condivido appieno, altre no; è normale). Mi piaci come persona, punto.

Poi, si sa, io ficco il naso negli affari di tutti, questioni scrittevoli e non.

Chiusa parentesi personale.

Poi sulla questione dell'abbandonare un autore perché abbiamo letto qualcosa di suo che non ci è piaciuto, è sempre una scelta a discrezione del lettore.

Potrebbe essere solo una questione di un libro non indovinato, oppure proprio una totale mancanza di affinità con l'autore in questione.

Il punto credo che sia questo: con il fatto che vengono pubblicati circa 400 libri al giorno (se ricordo bene le statistiche pubblicate da Arja) è difficile trovare lo spazio per le "seconde possibilità".

Va be', ormai allo spazio asperger ho preso l'abitudine di aggiungere: "Non so se riesco a spiegarmi".

Mi dispiace, io faccio il possibile, ma ho bisogno di un continuo feedback.

Abbiate pazienza. :asd:

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Ospite Ice*

Poi sulla questione dell'abbandonare un autore perché abbiamo letto qualcosa di suo che non ci è piaciuto, è sempre una scelta a discrezione del lettore.

Non ho capito, compro un libro che poi non mi piace, non riesco neppure a finirlo. Ne esce un altro dello stesso autore e dovrei ricomprarlo?

Parlando per me, dipende se il libro mi interessa. o,o

Ci sono libri che non mi sono piaciuti ma ho ugualmente letto altri libri dello stesso autore e quelli mi sono piaciuti.

Poi come ho già detto ci sono talmente tanti libri che ognuno può scegliere liberamente cosa leggere e cosa no a seconda delle sue personali idee e preferenze o,o

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Secondo me ci sono molte variabili di cui tener conto: per esempio se l'autore X scrive un romanzo del genere 1 e non mi piace, se la prossima volta voglio leggermi qualcos'altro del genere 1 di certo non mi vado a leggere il nuovo romanzo che quello stesso autore ha sfornato magari l'anno seguente. Ma se l'autore X scrive un romanzo del genere 1 a 25 anni, uno del genere 2 a 30 e uno del genere 3 a 40, magari una possibilità a questi ultimi due gliela do. Ovviamente contano anche tanti altri fattori, ma escludere un autore a priori solo per un libro che ha scritto per me non sempre è la scelta giusta (anche se capisco la necessità di variare data l'enorme mole di libri a disposizione nei cataloghi).

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Poi sulla questione dell'abbandonare un autore perché abbiamo letto qualcosa di suo che non ci è piaciuto, è sempre una scelta a discrezione del lettore.

Non ho capito, compro un libro che poi non mi piace, non riesco neppure a finirlo. Ne esce un altro dello stesso autore e dovrei ricomprarlo?

Parlando per me, dipende se il libro mi interessa. o,o

Ci sono libri che non mi sono piaciuti ma ho ugualmente letto altri libri dello stesso autore e quelli mi sono piaciuti.

Poi come ho già detto ci sono talmente tanti libri che ognuno può scegliere liberamente cosa leggere e cosa no a seconda delle sue personali idee e preferenze o,o

ma certamente Ice, anch'io raramente giudico da un solo libro. Mi piace anche farmi sorprendere da chi magari non mi ha colpito alla prima occasione

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Ospite

Ecco, per esempio, Tanja sa benissimo che io - personalmente - avrò molti scrupoli in futuro a leggere qualcosa di suo. :sss:

Non temere, ci sono lettori che per uno scrittore è tutt'altro che un incubo perdere.

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Ospite Priscageddon
Non temere, ci sono lettori che per uno scrittore è tutt'altro che un incubo perdere.

:asdf: Ce l'hai con me perché ti ho anticipato sulla battuta di Eco, per caso?

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Ospite
Non temere, ci sono lettori che per uno scrittore è tutt'altro che un incubo perdere.

:asdf: Ce l'hai con me perché ti ho anticipato sulla battuta di Eco, per caso?

No. Ma qui l'unico incubo posso essere io.

Certi incubi vanno bene come utenza per un certo tipo di blog, che da queste parti non sono per niente ben visti.

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Ospite Priscageddon
No. Ma qui l'unico incubo posso essere io.

Certi incubi vanno bene come utenza per un certo tipo di blog, che da queste parti non sono per niente ben visti.

Okay, ammetto di non aver capito :sss:

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Ospite

Vuol dire che se hai delle critiche costruttive da fare a un autore, gliele puoi fare nei contesti e nelle sedi appropriate, senza necessità di mortificare pubblicamente persone che dici, oltretutto, di stimare.

Non penso che ad Ice* verrà mai il dubbio che tu la consideri un'autrice valida, neanche se smettessi da questo preciso istante di lanciare frecciate random.

Qui l'unico incubo di uno scrittore sono io, i lettori da incubo si trovano in altri blog.

E' più chiaro adesso?

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Pensavo anche io a Elisa Rosso e alla Palumbo. hanno pubblicato libri troppo acerbi (magari coronando un sogno adolescenziale) ma si sono davvero bruciare con le big.

Mi spiace, perché la colpa non è loro (rispettivamente 15 e 16 anni quando hanno scritto e pubblicato).

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Mi spiace, perché la colpa non è loro (rispettivamente 15 e 16 anni quando hanno scritto e pubblicato).

Secondo me invece lo è. Non intera, ma buona parte è anche loro. Solo perché avevano un'età attorno ai 15-16 non può giustificare il fatto che hanno scritto qualcosa e hanno subito provato a pubblicare. Solo perché si completa un romanzo non vuol dire che non sia letame. La loro colpa è stata il non aver analizzato a fondo la propria opera, l'essersi lanciate tanto per coronare un sogno (che magari, se solo avessero aspettato uno o due annetti, non sarebbe andato in fumo).

L'incolpare solo la CE perché non accetta più certi autori in seguito ai loro flop letterari per me è sbagliato.

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Invece secondo me non è così!

A 16 anni gli unici feedback che hai sono il voto in italiano (magari prendevano 9 in tutti i temi) e i commenti di famigliari e amici (scommetto tutti positivi).

La casa editrice e gli editor hanno la responsabilità di cestinare e non pubblicare romanzi non all'altezza.

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Infatti non dico che non ci sia colpa da parte della CE. Gli editori che hanno ritenuto pubblicabile certo materiale sono dei cani, né più né meno. Ma non si può scaricare tutto su di loro: ci vuole autocritica; bisogna pensare che non tutti i fogli (virtuali) che si riempiono sono okay da inviare a una qualche redazione.

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Ospite Priscageddon
E' più chiaro adesso?

Adesso sì, grazie.

Se posso chiarire, il mio intervento era puramente radicato nell'esperienza personale e non pretendeva di essere generalizzato all'immagine pubblica di Tanja come scrittrice.

Inoltre, ho già avuto - mesi fa - un confronto sincero con lei in privato, per questo ho chiuso subito la parentesi e per questo ho chiesto scusa per non averla contattata prima di intervenire. Me ne scuso di nuovo, nel caso fosse stato chiaro in un primo momento.

Nel caso fosse dubbio anche il mio commento: "Che poi le sia andata bene o male è un altro discorso", non intendevo certo alla qualità dell'esordio ma alla sua esperienza con la casa editrice, a causa della quale si è sentita costretta a pubblicare una nuova edizione.

Spero di essere stata altrettanto chiara, augurandomi di aver concluso i fraintendimenti.

Per il resto sono dalla parte di Angi.

Modificato da Priscageddon

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Veramente leggendo in giro le parole di Elisa Rosso, lei ha iniziato a scrivere a 12 anni, mentre sua madre prendeva i contatti con la CE. Sua madre ha preso tutti gli accordi, poi quando lei a 13 anni ha completato il manoscritto gliel'ha fatto pubblicare.

Volendo vederla dal punto di vista legale, la capacità di intendere e di volere si acquisisce a 14 anni, quindi la colpa non è sua.

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Beh, dai, a 15 o 16 anni sfido chiunque a dire "no, va bene non pubblicherò il mio romanzo". Mi pare abbastanza comprensibile. Quello che non capisco, anzi, le capisco fin troppo bene (cavalca il ronzino finché non ti schiatta sotto) sono le politiche editoriali, che hanno fatto la corsa al baby autore da gettare nella mischia nella speranza di ricavarci qualcosa.

Io sono sempre molto scettica quando vedo la giovane età di un esordiente.

Sbaglio, non sbaglio? Non lo so. So che di Radiguet ce ne sono pochi, so che ai tempi di Radiguet un ragazzo diventava uomo prima, e so che un diciassettenne non potrà mai raccontarmi qualcosa che possa interessarmi (con tutto il rispetto per il diciassettenne). Semplicemente perché potrà avere anche tutta la tecnica e la bellezza di scrittura del mondo. Resta comunque una persona che ha vissuto poco, che ha delle ingenuità, e che non può dirmi nulla che non abbia passato già anche io a diciassette anni.

E scusate l'OT. *si richiama da sola*

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Veramente leggendo in giro le parole di Elisa Rosso, lei ha iniziato a scrivere a 12 anni, mentre sua madre prendeva i contatti con la CE. Sua madre ha preso tutti gli accordi, poi quando lei a 13 anni ha completato il manoscritto gliel'ha fatto pubblicare.

Volendo vederla dal punto di vista legale, la capacità di intendere e di volere si acquisisce a 14 anni, quindi la colpa non è sua.

Molto indicativo.

Non vedo una gran differenza con le madri che portano le figlie piccole ai concorsi di bellezza

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Ospite Priscageddon
Molto indicativo.

Non vedo una gran differenza con le madri che portano le figlie piccole ai concorsi di bellezza

Direi che fare pubblicare il romanzetto della figlia sia meno dispendioso e faticoso che farla partecipare ai concorsi di bellezza. :asd:

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Ma come si fa a pubblicare un romanzo di un quindicenne? E sopratutto come si fa ad acquistarlo e aspettarsi qualcosa di diverso di un'opera acerba, elementare seppur magari discretamente confezionata, ma adatta perlopiù a coetanei con un forte desiderio d'immedesimazione? Essiamoseridai.

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A parte i casi veramente borderline alla Rosso (ne ignoravo, felicemente, l'esistenza) et similia, c'è da dire che spesso una "Big" quando pubblica un esordiente muove da considerazioni pubblicitarie più legate all'autore e al suo dato biografico che non al valore (culturale o anche semplicemente commerciale) del testo.

C'è sempre una insidiosa tendenza alla sindrome da "caso umano", il che rende inevitabile ed implicita la mancanza di interesse ad una prosecuzione di collaborazione tra l'ex esordiente e la Big in questione, a meno che l'esordiente caso umano non spulci tra i suoi dati esistenziali tirando fuori qualche bel coniglio. Quindi non è un bruciarsi vero e proprio, ma un essere bruciato a prescindere

A me per esempio di sapere che Bonvissuto è un oste laureato in filosofia importa pochissimo, e il suo vissuto pur apprezzabile non mi impedisce di dire che il suo libro, tanto strombazzato dalla Einaudi (proprio puntando sul fattore "caso umano"), è men che mediocre. Eppure a leggere su carta stampata e internet non si può che rimanere estasiati da questo esordiente che appunto fa l'oste...

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E' un incubo molto serio.... Avere la possibilità di pubblicare con una big come esordiente e poi bruciarsi è come comperare il biglietto della lotteria con il numero quasi uguale a quello vincente.

E purtroppo in parte dipende dall'autore (se non c'è sostanza non c'è niente da fare) ma anche dalla CE che ha delle idee chiare su cosa vuole e cerca un prodotto specifico.

E l'autore poi si adatta: alzi la mano chi dirrebbe "grazie di avermi proposto la pubblicazione per questo libro ma, sa, io so che sarei molto più bravo a fare quest'altro genere di romanzo"

Se poi ci sono di mezzo degli esordienti giovanissimi, è quasi impossibile che abbiano un discernimento tale da riuscire a decidere cosa è meglio per loro.

Scusate, sarò tonta, ma non ho capito questa storia di tania...

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Ebbene, l'incubo si è avverato.

Sono qui, di notte, e dormo poco, pensando a quello che avrei potuto fare, forse, se solo...

Ho pubblicato con una big (very big) ma ho fatto flop, circa 3.500 copie su seimila stampate. Non sono per niente contenti.

È strano perchè il mio libro, almeno quando vanno a cercarlo i mie amici in libreria, non c'è....bisogna ordinarlo. In effetti i librai ne hanno solo una o due copie. Solo a Milano alla Feltrinelli ce n'erano una decina, quando è uscito a luglio.

Pubblicità ne hanno fatta pochissima, e per le vetrine, mi ha detto l'editor, beh, quelle bisogna "comprarle", e si fa solo con i nomi di punta. Nessuna pubblicità neanche sul blog, nè sul sito della ce, nè concordato interviste. È uscito qualcosa sui giornali, accomunato aglia altri di genere.

Hanno detto che il mio libro avrebbe dovuto farsi strada con il passaparola. Mi hanno cambiato il titolo (il mio era più bello, credo), ma almeno la copertina era molto d'effetto.

Ora sono bruciata e devo ricominciare da capo.

E lo farò, non c'è dubbio.

La felicità che ho provato quando la ce mi ha detto sì è stata pari al primo sì di un innamorato.

Sono di nuovo un'esordiente!!!

Sono molto triste.

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Ciao Elsa, mi dispiace tantissimo per quanto ti è successo però devo fare un appunto:

si sa che alla prima pubblicazione non possiamo pretendere di vendere millemila copie. Cosa si aspettava la CE? Di vendere quanto venderebbe la Rowling? Non capisco.

Da quando ho iniziato a scrivere tantissime persone mi hanno ripetuto di non illudermi, che le prime pubblicazioni non sarebbero state con il botto, che sarebbe stato normale vendere poco e doversi accontentare facendosi strada piano piano... quindi da quel che ho visto in giro la tua storia è normalissima, io non sarei così abbattuta al tuo posto.

 

Con una pubblicazione almeno per la concezione comune (giusta o sbagliata che sia) non si diventa scrittori affermati, dopo la prima pubblicazione si rimane comunque un esordiente, sei all'esordio cioè alla tua uscita, la prima uscita.

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