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Angel Rei

Bruciarsi alla prima pubblicazione

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Ecco una delle mie grosse paure.

E se riuscissi a pubblicare un romanzo e dopo quello null'altro?

Ho letto di numerosi esordienti (anche di grosse c.e.) che si sono bruciati e dopo la prima pubblicazione i romanzi successivi sono stati totalmente ignorati.

Cosa ne pensate?

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Finché non avrò in mano il nuovo romanzo sarà in effetti una delle mie paure ricorrenti... :asd: :asd:

Ti capisco bene... :la:

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Ospite

E se riuscissi a pubblicare un romanzo e dopo quello null'altro?

Ho letto di numerosi esordienti (anche di grosse c.e.) che si sono bruciati e dopo la prima pubblicazione i romanzi successivi sono stati totalmente ignorati.

Cosa ne pensate?

Cosa ti fa pensare che tu riuscirai ad arrivare alla tua prima pubblicazione?

Tranquilla, verrai ignorata prima.

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Ospite Linda Rando

Angel, hai subito il battesimo del fuoco :asd:

Perché hai paura di bruciarti alla prima pubblicazione? Ci sono molti casi di esordienti ignorati dopo l'esordio, è vero, ma sono molti di più quelli che dopo continuano a pubblicare.

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E se riuscissi a pubblicare un romanzo e dopo quello null'altro?

Ho letto di numerosi esordienti (anche di grosse c.e.) che si sono bruciati e dopo la prima pubblicazione i romanzi successivi sono stati totalmente ignorati.

Cosa ne pensate?

Cosa ti fa pensare che tu riuscirai ad arrivare alla tua prima pubblicazione?

Tranquilla, verrai ignorata prima.

Bè quella non è più una paura ma una certezza! e qui si parla di paure! :asd:

Angel, hai subito il battesimo del fuoco :asd:

Perché hai paura di bruciarti alla prima pubblicazione? Ci sono molti casi di esordienti ignorati dopo l'esordio, è vero, ma sono molti di più quelli che dopo continuano a pubblicare.

Eggià! XD

Ho paura perché noto che romanzo dopo romanzo che scrivo, l'ultimo diventa sempre quello a cui tengo di più e che riesce meglio. Se pubblicassi il primo romanzo che ho scritto, poi l'ultimo (in cui ho messo più aspettativa, più sudore per documentazione e ricerca di uno stile migliore) venisse ignorato mi inca****** come una biscia.

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Questa paura vale solo per chi pubblica con le big: lì si che se non vendi con il primo romanzo verrai quasi sicuramente ignorato forevaH.

Ma con le piccole CE è normale non vendere molto, quindi non cambia nulla. :sss:

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Ah beh, questo mi rassicura!

Scherzo. Credo che il fatto di a. Scrivere, b. Essere pubblicati, c. Vendere dipenda in gran parte da tutta una serie di casi fortuiti, conditi da serietà, passione e perseveranza. E poi a me capita che mentre sto scrivendo una cosa, già mi appassiona qualcosa d'altro.... L'importante è non mollare, magari cambiare strada, rallentare, ma non smettere di camminare.

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Questa paura vale solo per chi pubblica con le big: lì si che se non vendi con il primo romanzo verrai quasi sicuramente ignorato forevaH.

Credo che, purtroppo, questo sia vero. :fuma:

Una big che decide di investire su un romanzo può permettersi di metterne in commercio migliaia di copie, ma se molte di queste non vengono vendute...

Ho due domande (rivolte non solo a Feleset, ma a chiunque voglia intervenire).

1) che cosa significa "fare un flop"?

In altre parole, numeri alla mano, cosa significa bruciarsi alla prima pubblicazione? Quando viene dichiarato il flop? Forse quando non vengono vendute tutte le copie della prima edizione?

2) quali sono, secondo voi, i fattori che determinano il successo o il fallimento di un'opera?

Mi rendo conto che la domanda sia ampia e a me, per cominciare, vengono in mente questi:

a - la pubblicità. Pubblicando con una big, è probabile che l'uscita del libro sia preceduta da una buona campagna pubblicitaria. Il lettore medio tende a comprare ciò di cui ha sentito parlare (non importa se bene o male), dunque una pubblicità mirata può ridurre il rischio di flop.

b - la moda corrente. Un libro ha più probabilità di vendere se si inserisce in un filone già consolidato ma ancora vivo.

c - come si presenta l'autore. Può l'aspetto di un autore influenzarne le vendite? Secondo me sì. Una ragazza di diciotto anni e di bell'aspetto ha - tristemente, forse - più probabilità di essere invitata a programmi televisivi per un'intervista, e dunque di ottenere più visibilità.

Ma non è solo la bella presenza che aiuta a vendere: credo che possa giocare un ruolo importante anche la creazione del personaggio-scrittore. Un esempio? L'imitazione di Camilleri da parte di Fiorello ha contribuito a renderlo più popolare.

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Agave, ti rispondo quello che mi è stato detto da una persona che ha avuto successo: il marketing è fondamentale. Se una big porta il libro in libreria senza lanciarlo davvero (cosa che purtroppo succede) l'autore si brucia. Non basta che il volume sia effettivamente reperibile nelle librerie, ci dev'essere un buon investimento pubblicitario intorno, in modo che la gente lo noti. Una big che vuole davvero puntare su un romanzo compra intere vetrine, mette delle locandine all'ingresso, distribuisce degli estratti gratuiti del libro, compra degli spazi pubblicitari sui giornali (compresi gli articoli, non crediate che i giornalisti recensiscano quello che vogliono), e se può usa pure la televisione.

Perché credete che la Troisi venda tanto? Perché ogni volta che esce uno dei suoi romanzi vi trovate un cartellone gigante dell'eroina di turno davanti a tutte le Mondadori.

La moda poi ovviamente fa il resto, ma non solo. Non saprei dire perché alcuni romanzi vendono e altri no, io per esempio non avrei mai detto che certi romanzi sarebbero diventati best seller, eppure è successo.

Da quel che so, comunque, vendere 2000 copie viene considerato un flop. Andare in ristampa più volte viene considerato un successo. Se continui a vendere anche dopo il primo anno le big ti vengono a cercare offrendoti degli anticipi, e sei tu che a quel punto puoi decidere di rifiutare le offerte che non ti aggradano (in realtà uno è sempre libero di rifiutare, però è ovvio che finché non hai sfondato è più probabile essere propensi ai compromessi).

Edit: l'aspetto invece secondo me non conta molto. Un po' forse sì, ma l'immagine nella letteratura non è ai livelli di altri campi, per fortuna.

Modificato da Feleset

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Ospite Priscageddon

Si deve considerare un altro fatto: la reputazione.

Non so se avete notato, ma Elisa Rosso è sparita. Puff!

Ecco, lei si è bruciata con l'esordio... in un altro senso.

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Grazie per la risposta. :)

Sull'importanza della pubblicità siamo del tutto d'accordo. Come ho detto sopra, anche io penso che un libro pubblicizzato sia un libro venduto, indipendemente dalla qualità del prodotto.

Da quel che so, comunque, vendere 2000 copie viene considerato un flop. Andare in ristampa più volte viene considerato un successo.

A me 2.000 copie non sembra poco. :blush: Possibile che sia considerato un flop a prescindere dal numero di copie della prima edizione?

Non so, vendere 2.000 copie su 10.000, ok, è un flop. Ma venderne 2.000 su 2.500?

Edit: l'aspetto invece secondo me non conta molto. Un po' forse sì, ma l'immagine nella letteratura non è ai livelli di altri campi, per fortuna.

Riguardo a questo ho qualche dubbio. Certo, quel che conta è soprattutto la pubblicità fatta al romanzo, ma credo che anche la pubblicità fatta all'autore conti qualcosa. O, appunto, quanto l'autore compaia nei programmi televisivi. E forse, se è di bella presenza, se sa essere interessante, la sua figura può contribuire ad accrescere reputazione e popolarità. Oppure a far parlare di sé.

Mi viene in mente l'esempio (ahi ahi) di Melissa P., che qualche anno fa veniva si vedeva ovunque in tv e questo aumenta la notorietà di un autore.

Certo, fortuna che, come hai detto, in letteratura questo è un aspetto marginale, e in primo piano c'è il libro, non il viso dello scrittore.

Comunque mi consola pensare che tra il flop e il successo esista una fascia media, dove si vende abbastanza per restare a galla senza fare il botto. Le mie, però, sono supposizioni in astratto. Non ho dati alla mano e leggo principalmente classici (seguo poco la letteratura contemporanea...): non saprei dire, in percentuale, quanti scrittori al giorno d'oggi facciano il botto, quanti siano un flop e quanti vendano discretamente, o comunque abbastanza per non essere snobbati in futuro.

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Ospite Priscageddon
Un libro può bastare, pensa a un certo Eco...

Non per fare il "padrone di casa" della sezione, ma... bisognerebbe essere Eco. :asd:

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Si deve considerare un altro fatto: la reputazione.

Non so se avete notato, ma Elisa Rosso è sparita. Puff!

Ecco, lei si è bruciata con l'esordio... in un altro senso.

Ma secondo me Elisa Rosso è sparita perché non ha venduto abbastanza, non per la reputazione.

La reputazione conta in un altro senso: se parli male delle big, loro non ti vogliono. Ma non mi pare sia il suo caso, da quel che ho letto sul web lei era solo molto impreparata ad affrontare le critiche.

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Ospite Bradipi

Autori di un solo libro di una qualche fama:

- Alessandro Manzoni (voi avete letto "Fermo e Lucia"?)

- Tomasi di Lampedusa

- Sam Savage

- Ariosto

- John Kennedy Toole.

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Ospite Priscageddon
Ma secondo me Elisa Rosso è sparita perché non ha venduto abbastanza, non per la reputazione.

La reputazione conta in un altro senso: se parli male delle big, loro non ti vogliono. Ma non mi pare sia il suo caso, da quel che ho letto sul web lei era solo molto impreparata ad affrontare le critiche.

Quello che intendevo è che nessuno leggerebbe più un suo romanzo dopo aver conosciuto Il libro del Destino.

Era molto impreparata anche nello scrivere, se è per questo. *osservazione dovuta a critiche costruttive*

Modificato da Priscageddon

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A me 2.000 copie non sembra poco. :blush: Possibile che sia considerato un flop a prescindere dal numero di copie della prima edizione?

Non so, vendere 2.000 copie su 10.000, ok, è un flop. Ma venderne 2.000 su 2.500?

Allora va detto 2000 copie per un editore medio-piccolo sono un ottimo numero, mentre per un editore di grandi dimensioni sono numeri da fame.

Ora facciamo un paio di calcoli.

Stando alle pagine gialle alla voce libri ci sono 7538 attività, non sono tutte (perché come sapete sulle pagine gialle non ci sono tutte le attività italiane), ma fingiamo di si.

Di queste fingiamo che solo la metà siano utilizzate dalle big per la distribuzione del loro libro.

3500 librerie vogliono dire che 2/3 copie in ogni libreria siamo già a una tiratura di 7000/10500 copie.

Sono numeri piuttosto realistici. In genere come viene decisa la tiratura? Ce lo dice Sandrone Dazieri:

Perché delle volte la tiratura di un libro è cento altre volte dieci? Sono i librai a decidere. La rete di vendita presenta il titolo nuovo e chiede a librai e catene quante copie ne vogliono. Poi si fa la somma e si stampa. Siccome i librai pagano i libri, siccome i librai hanno poco spazio, ordinano in base allo storico. E siccome c’è la crisi, ordinano un po’ meno dello storico, perché sanno che venderanno meno. Quindi, se il tuo libro precedente ha venduto dieci, ne ordinano otto.

Magari le grandi librerie ordineranno anche una decina di libri del nuovo autore, ma in genere quelle più piccole ne ordinano uno o due volumi giusto per vedere come va.

Quindi 2000 copie per una big vuol dire come minimo che più di 2/3 della tiratura andranno nel magazzino dei resi.

Una libreria che ha ordinato due copie e non ne ha venduta nemmeno una (o solo una) credete che chiederà copie del prossimo libro di quell'autore?

Tra l'altro ipotizzo che per una big se risultasse come tiratura iniziale (quella data dal numero di copie chieste dalle varie librerie) quella di 2000 copie non rientrerebbero nemmeno nelle spese.

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Ospite Ice*

Ecco, questo forse è uno dei pochi Writer's Nightmare che non ho perché ormai ho già pubblicato diverse cose con realtà piccole quindi in un certo senso mi sono già bruciata XDDD

Di solito quando si parla di bruciarsi ci si riferisce appunto a quelle "meteore" pubblicate dalle big che poi hanno fatto flop, solo che per arrivare a trovarsi in una situazione del genere bisogna avere innanzittutto il coff fortuna di essere selezionati e pubblicati da una big e poi la sfiga di non riuscire a vendere secondo le aspettative.

Dal punto di vista di un esordiente, sappiamo bene quanto sia difficile anche solo farsi minimamente considerare da una big, quindi la possibilità è abbastanza remota.

Se invece parliamo di piccola editoria in realtà tutto questo rischio di bruciarsi non c'è, se un libro va proprio male è perché non vende nulla e se nessuno l'ha letto nessuno può sapere se facesse o meno schifo XD

E c'è sempre la possibilità di migliorare e scrivere qualcosa di più interessante che possa attirare l'attenzione di qualche editore un po' più grandicello, e a loro se hai già pubblicato con una CE minuscola frega poco, basta vedere certi "esordi" di autori che sono usciti con una big e che vengono venduti come esordienti, appunto, ma in realtà avevano già pubblicato altre cose con micro-CE che essendo semi-sconosciute non se le fila nessuno. LOL. XD

Poi io non credo che questo bruciarsi sia proprio una condanna definitiva, dipende tanto da quanto uno ha la volontà di andare avanti, di scrivere qualcosa di nuovo e di migliore, e non è detto che in futuro non trovi una sua strada.

Cioè per dire uno che ha pubblicato con una big, anche se ha fatto flop, può sempre riproporsi con una media-piccola che sicuramente lo accetterà volentieri per poter dire in giro che ha un autore che ha pubblicato con il nome grosso.

<mia personale interpretazione del marketing>

XD

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Ospite Priscageddon

Ecco, per esempio, Tanja sa benissimo che io - personalmente - avrò molti scrupoli in futuro a leggere qualcosa di suo. :sss:

Modificato da Priscageddon
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Prisca, quello che dici però è vero solo se uno ha già letto altro dell'autore. Ma l'acquirente medio di libri è uno che legge mezzo romanzo all'anno, quindi è probabile che certi autori non li conosca neanche.

Io continuo a pensare che Elisa Rosso abbia prima di tutto venduto poco, e che a ciò eventualmente si sia unito il fatto che chi ha letto ciò che ha scritto ci ha messo una croce sopra (qui ovviamente non mi baso sulla mia opinione perché io i suoi libri non li ho letti e sinceramente non mi interessano :sss:).

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Ospite Priscageddon
Prisca, quello che dici però è vero solo se uno ha già letto altro dell'autore. Ma l'acquirente medio di libri è uno che legge mezzo romanzo all'anno, quindi è probabile che certi autori non li conosca neanche.

Appunto, Tanja è - a tutti gli effetti - stata un'esordiente in quanto ha già pubblicato con una CE. Che poi le sia andata bene o male è un altro discorso; ma si stava parlando delle reazioni all'esordio in sé.

In realtà, il lettore medio legge dai quattro ai dieci libri l'anno, se non sbaglio. Quelli forti dai dodici in su.

Scusa, Tanja se ti ho messo in mezzo senza chiedertelo prima in privato. Ho pensato solo ora che non lo avresti gradito.

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Poi io non credo che questo bruciarsi sia proprio una condanna definitiva, dipende tanto da quanto uno ha la volontà di andare avanti, di scrivere qualcosa di nuovo e di migliore, e non è detto che in futuro non trovi una sua strada.

Cioè per dire uno che ha pubblicato con una big, anche se ha fatto flop, può sempre riproporsi con una media-piccola che sicuramente lo accetterà volentieri per poter dire in giro che ha un autore che ha pubblicato con il nome grosso.

<mia personale interpretazione del marketing>

XD

Quoto.

Bruciarsi con una big vuol dire sostanzialmente non poter più aspirare a pubblicare con le big, ma si risulterebbe ancora appetibili per realtà più piccole.

Esempio: Quante possibilità ci sono che una big pubblichi un altro testo di G.L.D'andrea dopo i risultati disastrosi di Wunderkind?

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Ehm, io stavo parlando di Elisa Rosso, si parlava di big e per quanto possa apprezzare Tanja lei non ha pubblicato con una big (tra l'altro sì, io avrei evitato di tirarla in ballo, ma è solo il mio parere personale).

Io parlavo di acquirente medio, non di lettore medio. Che io sappia la maggior parte delle copie delle big vengono vendute a gente che non legge quasi niente, che ha visto quel libro magari al supermercato e ha pensato di regalarlo a qualcuno. Poi da lì, e su questo hai ragione, scatta l'effetto passaparola: se un libro piace uno ne parla agli amici e si vendono più copie (compresi i sequel), mentre se a uno non piace il libro resterà lì a prender polvere e nessun altro lo comprerà.

E sì, il 90% dei baby-autori ha fatto flop perché non ha venduto, anche per mancanza di passaparola. Io conosco dal vivo persone che hanno letto la Troisi, ma non conosco persone che hanno letto Elisa Rosso. Anzi, se devo essere sincera dubito che tra le mie conoscenze "non virtuali" qualcuno sappia chi è, anche tra chi legge fantasy.

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Ospite Priscageddon

Scusa per il fraintendimento, Fel. :la:

*Lllllecca Feleset per farsi perdonare*

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