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**Frances**

Frammento.

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Chiamo questa discussione Frammento perchè è una piccola idea che mi è venuta più o meno l'altro ieri. Vorrei esporvi questo piccolo frammento per vedere cosa c'è da migliorare. Premetto che è volutamente semplicistico, poichè si tratta di un personaggio giovane e un pò confuso, soprattutto per quanto riguarda mettere a fuoco le proprie riflessioni. Spero possiate darmi una mano, grazie =)

13/04/2007

Ciao, Diario. Per comodità ti chiamerò Mark, ma solo perché è il primo nome che mi è venuto in mente. Ho bisogno di raccontare a qualcuno ciò che penso, perché rifletto troppo su qualunque cosa e nessuna persona vera mi capirebbe. Quindi Mark, tu diventerai il mio confidente più stretto, spero ti senta lusingato.

Innanzitutto voglio dirti qualcosa di me, di ciò che sono. Tanto per farti capire che sono completamente pazzo, e che quindi qualunque cosa io dirò sarà direttamente proporzionale alla mia follia.

No, ma pazzo non è la parola giusta: in realtà, da fuori, sembro una persona davvero tranquilla. Non sto scherzando. E’ la mia mente ad essere così assurdamente complicata che spesso diventa difficile da gestire. Il mio corpo sorride, la mia mente urla. Cose così insomma. Siccome non ti so spiegare nemmeno io chi sono, mi conviene cominciare dall’inizio.

Vabbè, il fatto che io mi chiami Stan e che viva a Curtain Falls ti interesserà ben poco, ma io te lo dico lo stesso. Fra poco avrò vent’anni e mi sembra di aver sprecato la vita, i miei anni migliori. In questa cittadina senza futuro né amore. Dico che è senza amore perché secondo me la società stessa annulla la personalità del singolo individuo, la incatena e la costringe a sorridere. Ognuno di noi, poveri prigionieri dell’aria, sa di essere destinato al nulla supremo, ma in pochi se ne rendono davvero conto. Io sono fra quei pochi.

Ho sempre odiato qualsiasi forma di costrizione, soprattutto mi sembra incredibilmente assurdo frequentare la scuola, prendere dei voti per lo studio. E’ veramente una perdita di tempo e avvia i ragazzi a diventare dei bei cloni fatti su misura per le banche o che ne so io.

Io VOGLIO di più. Non voglio credere che sia tutto qui, mi fa schifo il solo pensiero che la nostra vita sia solo questione di portare a termine certi compiti assurdi. È questo ciò che mi rende pazzo, strano, o come vuoi definirmi. Non sono spensierato e superficiale come i miei coetanei, me ne frego di raggiungere il minimo sindacale per essere accettato da questa massa di ombre senz’anima. Ed è per questo che parlo con te, Mark, perché so che non puoi giudicarmi. Le persone che ho vicino credono che io sia esattamente come tutti gli altri, forse un po’ intelligente e basta. Senza paranoie. Invece sono decisamente molto di più, ma non mi interessa dimostrarlo a loro perché non capirebbero.

Ad ogni modo, per sopperire alla mancanza totale di una cultura artistico-letteraria leggo moltissimo, suono la batteria e amo la musica più della mia stessa vita. La musica è qualcosa che ti colpisce dentro, è inspiegabile. E chi se ne intende capisce dalla prima nota se una canzone sarà un capolavoro oppure un altro prodottucolo senz’anima. Lo capisci subito se chi sta dietro quel basso, o quella chitarra, lo fa perché ama farlo oppure perché è l’unico modo per essere conosciuto.

A me non interessa essere conosciuto. Proprio no.

Ok, sono logorroico. Anzi, in realtà non parlo molto, ma scrivo come un dannato. Ti lascerò tranquillo per oggi, imparerai a conoscermi giorno dopo giorno. Ti voglio lasciare però con la convinzione che in futuro la mia vita cambierà, e sarò io a stravolgerla con le mie stesse mani. Ne valesse la vita.

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Bello, il tuo modo di scrivere è fluido, mi è piaciuto. :D

Anche se ammetto che la confusione del personaggio viene interamente trasmessa al lettore.

Questo ragazzo è molto particolare, si comporta in modo uniforme agli altri, ma in realtà è uno che ha idee tutte sue e si ritiene in un qualche modo migliore degli altri. Sbaglio?

Non sono riuscita a cogliere bene cosa volessi trasmettere, se la confusione di un ragazzo verso la vita moderna perchè ci spinge, come hai scritto "a diventare dei bei cloni fatti su misura per le banche o che ne so io.", o semplicemente il fatto che non gli piacciono gli obblighi della società.

Per la grammatica non ho notato errori, e quindi mi chiedevo che consigli volessi ricevere.

In un testo scritto a diario non ci si può certo dilungare in una trama complessa, o in molti contenuti. :?

Comunque mi è piaciuta, per una volta non ho letto del tipico ragazzo invisibile, ma di uno un po' particolare.

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In realtà vorrei tentare di scrivere una specie di racconto visto dal punto di vista del protagonista, questo è un piccolo incipit per presentare il personaggio. Si comunque è verissimo, mi è uscito un personaggio un pò presuntuoso, forte ma anche fragile nell'esprimersi. Se devo dirti la verità, non ho mai scritto racconti simili, di solito uso la terza persona e sono un pò più distaccata, per questo avevo bisogno di qualche incoraggiamento, forse. Grazie, allora continuerò a scriverlo =)

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Bello. Perchè non racconti qualcosa di più personale e di meno poetico? La poesia verrebbe fuori da sola. Mi sembra che dentro il racconto ci sia più rabbia di quella che scrivi. Alla fin fine in un racconto non ci sono limiti, non come nella realtà.

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Ok, sono logorroico. Anzi, in realtà non parlo molto, ma scrivo come un dannato. Ti lascerò tranquillo per oggi, imparerai a conoscermi giorno dopo giorno. Ti voglio lasciare però con la convinzione che in futuro la mia vita cambierà, e sarò io a stravolgerla con le mie stesse mani. Ne valesse la vita.

La parte migliore secondo me!

Nel segmento centrale ci sono un pò di banalità, di riflessioni già sentite, le quali non potendo giustamente valersi di un linguaggio accattivante, restano leggermente mediocri.

Personalmente inoltre non amo la decisione di ambientare i personaggi all'estero: bisogna avere una profonda conoscenza della situazione economico-sociale e culturale non solo dello stato scelto, ma anche della provincia e nello specifico del paese (anche se inventato, deve far riferimento a situazioni reali). Preferisco leggere di Parigi attraverso gli occhi di un francese e Bologna attraverso quelli di un italiano.

Ma i gusti non si discutono ed io li rispetto tutti!

Anche l'inizio mi aveva catturato.

Direi che l'introduzione e la conclusione sono validi e costituiscono ottime basi per un progetto più ampio che potresti scrivere. Cercando magari di personalizzare (anche nella semplicità) maggiormente alcuni concetti.

In sintesi un bel frammento nella sua semplicità!

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Ok, sono logorroico. Anzi, in realtà non parlo molto, ma scrivo come un dannato. Ti lascerò tranquillo per oggi, imparerai a conoscermi giorno dopo giorno. Ti voglio lasciare però con la convinzione che in futuro la mia vita cambierà, e sarò io a stravolgerla con le mie stesse mani. Ne valesse la vita.

La parte migliore secondo me!

Nel segmento centrale ci sono un pò di banalità, di riflessioni già sentite, le quali non potendo giustamente valersi di un linguaggio accattivante, restano leggermente mediocri.

Personalmente inoltre non amo la decisione di ambientare i personaggi all'estero: bisogna avere una profonda conoscenza della situazione economico-sociale e culturale non solo dello stato scelto, ma anche della provincia e nello specifico del paese (anche se inventato, deve far riferimento a situazioni reali). Preferisco leggere di Parigi attraverso gli occhi di un francese e Bologna attraverso quelli di un italiano.

Ma i gusti non si discutono ed io li rispetto tutti!

Anche l'inizio mi aveva catturato.

Direi che l'introduzione e la conclusione sono validi e costituiscono ottime basi per un progetto più ampio che potresti scrivere. Cercando magari di personalizzare (anche nella semplicità) maggiormente alcuni concetti.

In sintesi un bel frammento nella sua semplicità!

Ti ringrazio e ti do completamente ragione =) Più che altro la mia idea era proprio questa: tentare di esprimere dei concetti in modo molto elementare perchè visti dagli occhi di un personaggio che non ha tempo nè voglia di perfezionarsi. Comunque ho scritto qualcosina in più, dopo la posto.

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Seguito scritto abbastanza velocemente =)

20/04/2007

Ciao Mark. Oggi mi sento dubbioso.

Sai, stamattina, a scuola, mentre facevo la fila per prendere il caffè mi sono intrufolato in un discorso fra ragazzine del primo anno, massimo del secondo. Una consigliava all’altra di mettere il bigliettino di geografia sulla sedia oppure sotto il banco, che il prof mai avrebbe scoperto l’imbroglio. Ricordo quando anche io pensavo a queste piccole diavolerie, studiavo modi ingegnosi per strappare un voto decente per poter sopravvivere un altro anno a questa dannata tortura. Sai, allora pensavo: siamo davvero così uguali? Mi spiego meglio. È possibile che generazioni su generazioni si susseguano nel corso degli anni ma che tutte abbiano sempre qualcosa in comune? È possibile làddove c’è una società che inculca a forza che cosa bisogna e che cosa non bisogna pensare, fare, amare.

Arrivo al dunque: sono dubbioso perché ho paura di non riuscire a sopportare questa mediocre massa di generazioni che si somigliano in modo quasi malato. Il mio dubbio è: Quanto resisterò ancora?

Adesso ti saluto, ho un sonno incredibile e ho bisogno di sognare, forse.

24/04/2007

Sai, Mark, oggi mi sento alquanto sereno. Sarà per il tempo mite della primavera, non lo so. Vedere tutti questi fiorellini che spuntano attorniati da tonnellate di orribile cemento mi rende così euforico, mi fa pensare che vi è vita anche se tutti cercano di soffocarla, di bruciarla, di mangiarla.

Un bel modo di cominciare la giornata.

L’altro giorno ho letto su internet la storia di un tizio americano che s’è fatto il giro del mondo in autostop. Roba da pazzi, probabilmente roba per me. Chissà come dev’essersi sentito, senza l’obbligo di rispettare alcuna odiosa legge dettata da chissà quale signorotto che nulla sa della vita a parte che i soldi contano, eccome. Ebbene, probabilmente dovrei seguire l’esempio di questo ragazzo che ha mollato tutto per dimostrare che si vive benissimo anche senza niente da perdere, tranne che la vita.

Alla fine, se ci pensi, non è solo un pensiero mio. Mi fermo sempre a riflettere quando vedo qualche quasi-uomo di poco più vecchio di me con vestito e valigetta che corre per prendere il treno, corre per arrivare al lavoro, corre per guadagnare cose. Cose. È di questo che si tratta. Siamo davvero troppo ossessionati da questa mania di possedere qualcosa che ci dimentichiamo che la prima che ci appartiene è la nostra personalità, la nostra passione.

E non conta nient’altro.

Girovagavo per Curtain Falls e mi è venuta una gran voglia di scappare via. Non perché oggi mi senta triste, anzi, proprio per il contrario. Oggi sono propositivo nei confronti di me stesso. Mi sono detto: Parti! Ma purtroppo so che, per ora, questo è impossibile. Ho troppe cose da sbrigare.

Mia madre ne soffrirebbe troppo, e sfortunatamente per il momento non ho una forza tale da potermene fregare. Ma arriverà quel momento, me lo sento.

Dicevo, passeggiavo per la città e mi sono messo a pensare, mentre un mio amico parlava di non so che cosa, al nome che questa città si porta dietro. Curtain Falls, ovvero “Cala il Sipario”. Sarà questo nome che mi fa venire in mente qualcosa di agghiacciante? Cosa c’è, o eventualmente c’era dietro questo dannato sipario? Forse è solo un modo più poetico per descrivere questa cittadina che sorride al mondo intero decorando in modo fin troppo luccicante le proprie strade, quasi come se fosse una coreografia della tipica cittadina americana con tanto amore e pochi crimini. Più di una volta mi sono appoggiato alle mura di qualche palazzina, spingendo, per vedere se fosse solo una montatura, tanto era ben preconfezionata, colorata e senza macchia. Che tristezza sapere perfettamente che esiste cotanta armonia che circonda le abitazioni ma che le persone che ci vivono si odiano cordialmente. Ti lascerò pensare a questo, intanto vado ma farmi una doccia.

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Ospite queenseptienna

Ciao! Dunque, come prima cosa non puoi inserire due frammenti nello stesso topic come se fossero capitoli, quindi se ne hai altri ti pregherei di postarli in maniera separata :)

Ora passiamo al testo: mi hanno colpita favorevolmente entrambi, hai uno stile fluido che ti fa arrivare alla fine come bene un bicchier d'acqua, sei riuscita a trasmettere bene le emozioni contrastanti e un po' confuse di questo ragazzo che vuole essere diverso, ma nonostante tutto non ha la forza di fuggire per davvero dal luogo dove vive.

Complimenti, mi piaci :D

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Ciao! Dunque, come prima cosa non puoi inserire due frammenti nello stesso topic come se fossero capitoli, quindi se ne hai altri ti pregherei di postarli in maniera separata :D

Ora passiamo al testo: mi hanno colpita favorevolmente entrambi, hai uno stile fluido che ti fa arrivare alla fine come bene un bicchier d'acqua, sei riuscita a trasmettere bene le emozioni contrastanti e un po' confuse di questo ragazzo che vuole essere diverso, ma nonostante tutto non ha la forza di fuggire per davvero dal luogo dove vive.

Complimenti, mi piaci :P

Ti ringrazio dei complimenti =) Il problema è questo: L'ho inizialmente postato come un frammento perchè non ero per nulla sicura di continuarlo, poi sono andata avanti e non volevo fare un'altra discussione, mi sembrava di creare troppi post inutili =) Se e quando diventerà un racconto a capitoli, sarà possibile spostarlo nella sezione giusta?

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Ospite queenseptienna
Se e quando diventerà un racconto a capitoli, sarà possibile spostarlo nella sezione giusta?

Ma certo! :D

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Ospite
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