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Rory

Kundera, Milan

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A meno che non ho fatto un casino con la ricerca, una discussione su di lui non c'è. La inizio io. Lo trovo eccezionale, uno dei miei autori preferiti. L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere, L'Immortalità, Il Valzer degli Addii, Lo Scherzo: ogni sua lettura mi ha entusiasmato. Sono in attesa di leggere L'Arte del Romanzo, una serie di saggi sul fare il romanzo.

Credo che molti di voi l'abbiano letto. Se volete, lasciate un parere.

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Ho letto L'immortalità e L'insostenibile leggerezza dell'essere.

Devo essere sincero, come autore non mi ha entusiasmato.

Ma l'ho letto mentre stavo per finire il liceo. Potrebbe anche essere che semplicemente "non ero pronto per la sua scrittura". :)

C'è da dire di buono che, nonostante sia passato molto tempo e nonostante non siano state opere che mi abbiano esaltato, ce le ho ancora ben vivide, soprattutto L'insostenibile leggerezza dell'essere.

Forse sta qui la potenza della sua scrittura.

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So che forse sarà semplice dire così, ma la sua scrittura mi risulta semplice. Scusate il gioco di parole. Non dico semplice per dire qualcosa che è elementare: intendo dire che riesce a trattenere il lettore con la bontà della sua scrittura. Scrive cose fuori del comune (in questo caso voglio dire che non ho mai letto nulla di simile). Principalmente è per questo che mi piace: per la sua capacità di farsi comprendere.

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Ho letto qualcosa ma non tutto di lui e francamente non mi ha acceso di entusiasmo, anche se ne riconosco il grande valore.

L'insostenibile l'ho trovata un po' pesante, se devo essere sincero, nonostante i temi trattati siano affascinanti, ma vale il discorso di Mid: l'ho letta troppi anni fa e forse ero troppo giovane (ma perché non si riesce mai a sintonizzare l'età con le cose che ci piacciono? Non ho più l'età per fare cose che mi sarebbero piaciute, quando ero giovane non pensavo alle cose che mi mancano adesso ... ma qui bisognerebbe aprire un altro topic dal titolo La vita...).

Il valzer degli addii è quello che mi è piaciuto di più dei libri che ho letto.

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l'ho letta troppi anni fa e forse ero troppo giovane

Funziona così anche per me: ho riletto dopo anni alcuni romanzi che reputavo stupendi e sono rimasto deluso, altri invece che reputavo scarsi li ho visti sotto nuova luce. Noi cambiamo, non c'è nulla da fare.

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Ecco, ho letto L'insostenibile leggerezza qualche anno fa e non me ne è rimasto nulla: lo stile mi riusciva pesante e i contenuti mi hanno a tratti depressa... suppongo che non sia il mio genere.

Ho letto autori considerati "difficili" ma li ho pur faticosamente letti e molto apprezzati: Musil, ad esempio o Hesse nel Gioco delle perle di vetro. Perfino Proust, con i suoi lunghissimi incisi, non mi ha scoraggiata: ma Kundera, ecco, sì.

Imperdonabile, eh?

:blush:

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Ecco, ho letto L'insostenibile leggerezza qualche anno fa e non me ne è rimasto nulla: lo stile mi riusciva pesante e i contenuti mi hanno a tratti depressa... suppongo che non sia il mio genere.

Ho letto autori considerati "difficili" ma li ho pur faticosamente letti e molto apprezzati: Musil, ad esempio o Hesse nel Gioco delle perle di vetro. Perfino Proust, con i suoi lunghissimi incisi, non mi ha scoraggiata: ma Kundera, ecco, sì.

Imperdonabile, eh?

:blush:

Ma no, tranquilla. :)

Poi chiaro che ognuno ha il proprio parere su un autore. Io sono curioso di sapere che cosa pensa chi lo ha letto. :)

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Ecco, ho letto L'insostenibile leggerezza qualche anno fa e non me ne è rimasto nulla: lo stile mi riusciva pesante e i contenuti mi hanno a tratti depressa... suppongo che non sia il mio genere.

Imperdonabile, eh?

:blush:

Ma no, tranquilla. :)

Be', un po' imperdonabile (fino ad auspicabile ravvedimento) credo proprio che lo sia. In fondo, siamo in una sezione in cui argomentiamo dei punti di vista opinabili, e non ci lanciamo in dimostrazioni di algebra astratta... così come ritengo imperdonabile che uno scrittore dello spessore di Milan Kundera non abbia ricevuto un Nobel. Ma forse è meglio così: l'equazione Nobel/marchetta potrebbe essere un concetto sostenibile... anche algebricamente parlando.

L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere, L'Immortalità, Il Valzer degli Addii, Lo Scherzo: aggiungo "La vita è altrove", "Il libro del riso e dell'oblio" e "Amori ridicoli" sono dei capolavori: esprimono concetti complessi in una forma semplice, scorrevole e astenendosi, sempre e scrupolosamente, dai luoghi comuni. L'unicità di Kundera consiste nel ricamare storie, anche apparentemente ordinarie, rivoltandole come un calzino da punti di vista differenti, contrari e condivisibili e, soprattutto, con la penetrazione introspettiva di un immortale della letteratura.

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Bravo chinotto che hai ricordato Amori ridicoli: non l'avevo in mente e in realtà è forse il suo libro che preferisco (contrariamente a quello che avevo detto prima).

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aggiungo "La vita è altrove", "Il libro del riso e dell'oblio" e "Amori ridicoli" sono dei capolavori

Li leggerò a breve, mi mancano! :la:

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Ho letto L'immortalità parecchi anni fa, e lo considero uno dei miei dieci libri preferiti di sempre. In questo romanzo Kundera ha una raffinatezza ineguagliabile, ricordo che quando lo lessi lo stile mi sembrava così scorrevole che l'intero libro mi scivolò letteralmente sotto gli occhi in pochi giorni, senza che riuscissi a fermarmi o dedicarmi ad altro. Ere geologiche fa ho letto anche L'insostenibile leggerezza, Il valzer degli addii, Lo scherzo e Il libro del riso e dell'oblio, ma non mi pare che fossero allo stesso livello.

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Ho letto solo "L'insostenibile leggerezza dell'essere" e mi è piaciuto molto. Ho avuto la stessa impressione (positiva) di un lettore di Anobii riguardo a Kundera: che fosse quel professore che ti prende per mano e ti spiega ogni cosa, una per una, con infinita pazienza e senza pedanteria. Mi ero convinto a comprare il libro dopo aver letto il primo capitolo, nel quale esordisce con una lettura dell'eterno ritorno nietzschiano piuttosto accattivante e che suggeriva riflessioni attente.

La trama mi è sembrata un po' deboluccia, ma comprendo che in quel romanzo non doveva essere il centro dell'opera, la cui storia è solo una cornice alle analisi di Kundera. Avrei difficoltà a raccontarlo a qualcuno, ma proprio perché l'ho letto come un romanzo focalizzato sull'analisi psicologica dei personaggi questo non mi dà fastidio alcuno. E poi ho una pessima memoria per i nomi e le trame... Me li ricordo solo nel caso dei libri della Nothomb.

Vorrei leggere altro dell'autore di questo anomalissimo bestseller, ma non so davvero su cosa buttarmi.

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Ho letto L'immortalità parecchi anni fa, e lo considero uno dei miei dieci libri preferiti di sempre. In questo romanzo Kundera ha una raffinatezza ineguagliabile, ricordo che quando lo lessi lo stile mi sembrava così scorrevole che l'intero libro mi scivolò letteralmente sotto gli occhi in pochi giorni, senza che riuscissi a fermarmi o dedicarmi ad altro. Ere geologiche fa ho letto anche L'insostenibile leggerezza, Il valzer degli addii, Lo scherzo e Il libro del riso e dell'oblio, ma non mi pare che fossero allo stesso livello.

Confermo. L'Immortalità è il migliore che abbia finora letto. Bellissimo, davvero. :)

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E poi se non ricordo male è proprio nell'Immortalità che lui parla dei gesti. "Molta la gente, pochi i gesti". Quella parte in particolare mi è piaciuta moltissimo. Ho letto anche L'Identità. Che ne pensi, l'hai letto?

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L'identità mi manca, provvederò a leggerlo :)

Sì, è proprio ne L'immortalità che parla dei gesti, anzi, dal gesto aggraziato di saluto di una donna costruisce un romanzo intero. Sublime.

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Uno dei miei romanzieri preferiti, capace di unire le inestinguibili domande che circondano l'esistenza con la leggerenza della forma.

Notevoli sono anche i suoi saggi, che non si limitano alla sfera della scrittura, ma passano per il cinema e arrivano fino alla musica classica.

Ho letto quasi tutte le sue opere e trovo che dallo scrittore boemo ci sia solo da imparare.

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Uno dei miei romanzieri preferiti, capace di unire le inestinguibili domande che circondano l'esistenza con la leggerenza della forma.

Notevoli sono anche i suoi saggi, che non si limitano alla sfera della scrittura, ma passano per il cinema e arrivano fino alla musica classica.

Ho letto quasi tutte le sue opere e trovo che dallo scrittore boemo ci sia solo da imparare.

D'accordo in linea di principio quasi su tutto, ma oddio... proprio "leggerezza della forma" non direi...

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Kundera scrive romanzi-saggi, le sue opere sono piene di riflessioni su varie tematiche, e se devo paragonarlo ad altri scrittori che utilizzavano tale forma tipo Robert Musil, Hermann Broch o Elsa Morante, credo si possa definire facilmente leggero nella forma (ma non nei contenuti).

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Kundera scrive romanzi-saggi, le sue opere sono piene di riflessioni su varie tematiche, e se devo paragonarlo ad altri scrittori che utilizzavano tale forma tipo Robert Musil, Hermann Broch o Elsa Morante, credo si possa definire facilmente leggero nella forma (ma non nei contenuti).

Ah, sì, comprendo: se il confornto è con Musil o Broch ti capisco perfettamente. Hai un target di riferimento letterario molto alto: io riesco a leggere Kundera, e generalmente lo apprezzo, ma dopo ho bisogno di rituffarmi in qualcosa di più leggero; per te invece è già leggero Kundera.

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L'identità mi manca, provvederò a leggerlo :)

Sì, è proprio ne L'immortalità che parla dei gesti, anzi, dal gesto aggraziato di saluto di una donna costruisce un romanzo intero. Sublime.

Sì! :ohh:

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Kundera scrive romanzi-saggi, le sue opere sono piene di riflessioni su varie tematiche, e se devo paragonarlo ad altri scrittori che utilizzavano tale forma tipo Robert Musil, Hermann Broch o Elsa Morante, credo si possa definire facilmente leggero nella forma (ma non nei contenuti).

Ah, sì, comprendo: se il confornto è con Musil o Broch ti capisco perfettamente. Hai un target di riferimento letterario molto alto: io riesco a leggere Kundera, e generalmente lo apprezzo, ma dopo ho bisogno di rituffarmi in qualcosa di più leggero; per te invece è già leggero Kundera.

Io per leggero intendo quando un autore sa farsi capire. Kundera è uno di questi. :)

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Ah, su questo concordo!

Io intendevo la parola in senso letterale e, in quell'accezione, non mi sento di definirlo leggero, per i miei parametri.

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Ah, su questo concordo!

Io intendevo la parola in senso letterale e, in quell'accezione, non mi sento di definirlo leggero, per i miei parametri.

No, è che ho sempre pensato una cosa: studiando quel po' di filosofia che ho studiato mi sono trovato sempre davanti letture molto difficili. Ok, Kundera non scrive manuali, ma è un filosofo, e ha una qualità che molti non hanno o hanno meno: quella di farsi capire. Poi è chiaro che rispetto a tante altre letture le sue sono più impegnative, non c'è dubbio. :)

Ah, sono pure avverso ai manuali di letteratura nei quali vengono usati paroloni e periodi contorti per spiegare un concetto o poetiche di un autore: studiarli è una fatica, giuro. :sss:

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Ah, su questo concordo!

Io intendevo la parola in senso letterale e, in quell'accezione, non mi sento di definirlo leggero, per i miei parametri.

No, è che ho sempre pensato una cosa: studiando quel po' di filosofia che ho studiato mi sono trovato sempre davanti letture molto difficili. Ok, Kundera non scrive manuali, ma è un filosofo, e ha una qualità che molti non hanno o hanno meno: quella di farsi capire. Poi è chiaro che rispetto a tante altre letture le sue sono più impegnative, non c'è dubbio. :)

Ah, sono pure avverso ai manuali di letteratura nei quali vengono usati paroloni e periodi contorti per spiegare un concetto o poetiche di un autore: studiarli è una fatica, giuro. :sss:

I manuali di letteratura: mamma mia, chi li ricorda più? Ho finito il liceo nel '75...

però, aspetta, mi ricordo che in quinta ci consigliarono il Guglielmino (come faccio a ricordarmi il nome?): un manuale che aveva un formato strano, particolare, e una copertina grigia! Era uno dei pochi testi in commercio che parlava dei movimenti letterari che si sviluppavano in Europa e le contaminazioni con i movimenti artistici (futurismo, simbolismo, decadentismo). L'insegnante, quella sì la ricordo e con infinito piacere: una maestra di vita e una delle pià grandi latiniste del tempo...

fine OT!

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Ho appena letto il messaggio privato. Devo dire però che alcuni manuali sono un piacere. Ed è un piacere parlare con te. :la:

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Ho appena letto il messaggio privato. Devo dire però che alcuni manuali sono un piacere. Ed è un piacere parlare con te. :la:

Grazie di cuore, è una delle cose che adoro del WD, quella di poter scambiare opinioni e pareri con tutti, per quanto lontani dal punto di vista geografico e anagrafico.

adesso davvero fine OT!

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Ho appena letto il messaggio privato. Devo dire però che alcuni manuali sono un piacere. Ed è un piacere parlare con te. :la:

Grazie di cuore, è una delle cose che adoro del WD, quella di poter scambiare opinioni e pareri con tutti, per quanto lontani dal punto di vista geografico e anagrafico.

adesso davvero fine OT!

:super: (fine OT anche per me!)

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Ah Kundera è il mio scrittore preferito, lo adoro. Ha un modo per me sensuale di scrivere. Amo i suoi prologhi cosi' filosofici, dove capisci in che direzione il libro andrà e quali cassetti dell'animo umano aprirà. Se solo sapessi scrivere come lui! Lo vedo un po' come un punto d'arrivo, come l'Olimpo!

 

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Di Kundera (per ora) ho letto Amori ridicoli e come raccolta di racconti mi è piaciuto molto. In lista d'attesa - dopo gli altri mille libri da leggere - ci sono Il Valzer degli addii, L'immortalità e L'arte del romanzo.

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6 minuti fa, Valeria Gargiullo ha detto:

Di Kundera (per ora) ho letto Amori ridicoli e come raccolta di racconti mi è piaciuto molto

Anche a me, più dell'Insostenibile leggerezza dell'essere che confesso di essere riuscito a concludere con fatica.

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