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Hidden Heroes: Un nuovo Inizio. Capitolo 1-Maekos Parte 2\2

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Alzai lo sguardo: eravamo al centro della sala. Sul tetto, anch’esso piuttosto alto, si trovavano simmetricamente finestre trapezoidali di vetro colorato, simili a quelle utilizzate nelle chiese gotiche terrestri. Queste, limitavano il passaggio di luce all’interno, facendo apparire la sala come una grande navata di una cattedrale. Paradossalmente, era una delle prime volte che il Gran Saggio ci permetteva di entrare nella sala centrale, probabilmente perché il sistema di sicurezza di questa sala, permetteva la segretezza delle informazioni che ci avrebbe riferito. Abbassai gli occhi. In fondo alla sala vidi una figura venir fuori da una piccola porta che si trovava esattamente dal lato opposto rispetto al luogo da cui eravamo entrati noi. Era lei, Malachia. Si avvicinò a noi con passo deciso, scansò il trono per andare verso il centro della sala. La sua figura esile ma imponente, simile a una ninfa la faceva apparire eterea agli occhi di chiunque la guardasse. La sua sola presenza provocava rispetto e adorazione, il suo viso dai dolci lineamenti, ma autorevole, lasciava intuire l’importanza del suo ruolo. Le guardie ci dissero bisbigliando di inginocchiarci, ma Malachia fece un gesto con la mano destra e immediatamente le due sentinelle si incamminarono verso la porta. Io e Placido la guardammo, conoscevamo perfettamente il potere e l’ influenza che il Gran Saggio avesse su Maekos: la sua forte personalità e le grandi imprese che compì per la salvaguardia del suo mondo, la resero amata e rispettata da tutti. Non passò molto tempo da questo, alla nomina di Gran Saggio, a scapito di colui che avrebbe dovuto succedergli. Non ero sicuro riguardo alla durata della sua carica, perché, per qualche strana ragione, lei non amava parlare di quei tempi. Questo era tutto ciò che sapevamo della sua storia. Fu allora che mosse la stessa mano agile ed esile con cui aveva ordinato alle guardie di lasciare la stanza, verso la porta dietro di noi. Una potente folata di vento si alzò immediatamente, sollevando le pieghe del lungo e maestoso abito indossato dal Gran Saggio. Questo, blu e grigio perla, era impreziosito da gemme e ampio fino a lambire il pavimento della sala. Il corpetto con una leggera scollatura, lasciava scorgere le forme della donna. La parte superiore terminava con delle lunghe maniche che si concludevano formando una cuspide, coprendo anche parte della mano. Sembrò che la raffica stesse per colpirci, ma ci scansò leggiadramente come se, per rispetto, avesse deciso di non passare per la nostra stessa strada. Arrivò poi un tonfo, era il rumore della porta che si chiuse con forza dietro di noi. <<Scusate l’invadenza>> esordì Malachia, con aria estremamente calma, nonostante l’evidente tensione del momento, <<Spero che la mia piccola raffica non vi abbia spaventato>>. Fece poi cenno di avvicinarsi, Placido aveva l’aria piuttosto tesa, molto più che in precedenza. Emise un suono, come per iniziare una conversazione, probabilmente bramoso di conoscere immediatamente ciò per cui eravamo lì, ma fu immediatamente interrotto dall’accogliente voce della donna: <<Ogni cosa a suo tempo>> disse con aria decisa e risoluta, <<Questo luogo è troppo formale, vi prego di seguirmi>>, continuò, e noi facemmo ciò che ci ordinò. La seguimmo fino alla piccola porta da cui uscì poco prima, da lì partiva la grande serie di stanze che insieme andavano a formare gli appartamenti privati del Gran Saggio, camere abitate unicamente da Malachia e dai suoi più fidati consiglieri. Dopo aver superato il lungo corridoio di ingresso, di cui vedevo a stento l’oscura fine, girammo a sinistra per poi varcare la porta del magnifico studio del Gran Saggio. Non ebbi neanche il tempo di capire cosa stesse accadendo, ma non appena entrato, distinsi un’ombra che uscì rapidamente da una porta alla mia sinistra. Anche Malachia si voltò verso la medesima porta, ma non sembrò affatto preoccupata dell’oscura figura, poi fece cenno a noi di sedere. <<Probabilmente immaginate già quale sia il contenuto di ciò che sto per raccontarvi>>, disse Malachia con aria decisa, <<Perché, credevi forse che non l'avremmo capito? Non ricordo di un altro invito nel tuo palazzo, né prima, né dopo la guerra>>, disse Placido con aria saccente. Sapevo che Placido e Malachia avevano un rapporto decisamente più saldo di quello che avevo io con la donna, ma nonostante ciò notai una certa sfacciataggine nel tono di Placido, comportamento che non era tipico del suo carattere. <<Non parlare a sproposito, Placido, non ti permetto di rivolgerti a me così>>, rispose Malachia, leggermente offesa dal comportamento del ragazzo, <<Mi dispiace molto, Signora, non intendevo mancarle di rispetto…>> rispose Placido con area tentennante. Pensai subito che quel comportamento era stato spinto dalla rabbia e dalla paura che Placido provava in quel momento. <<So cosa temete>>, riprese Malachia, come se non le interessassero le scuse di Placido, <<Tuttavia l’angosciante notizia che tanto bramate conoscere, potrebbe essere migliore di quel che vi aspettiate>>. Sembrava sapere ciò di cui stava parlando, ma nonostante la curiosità, lasciai che fosse Placido ad intervenire: <<Vuoi dire che non dovremmo più combattere? Non è una nuova guerra quella che ci attende?>>, disse il ragazzo con aria prematuramente troppo rilassata. Io non ebbi la stessa impressione, notai nel volto di Malachia un’espressione più che preoccupata, per una semplice nuova guerra, notai un’aria interrogativa pervadere il suo volto, come se non sapesse neanche lei esattamente le parole che voleva proferirci. <<Non fraintendetemi, la probabilità di un nuovo conflitto è alta, tuttavia non è così semplice da determinare, non è affatto chiaro il messaggio del Medaglione>>, disse infine il Gran Saggio, <<Il Medaglione?>>, domandò con sguardo stupefatto Placido, <<Pensavo che vi fossero notizie da una fonte certa, valida, qualcosa di minimamente credibile, il Medaglione non dà alcuna certezza!>>. Risposi istintivamente: <<Il Medaglione dà molto più di una semplice certezza! E’ l’unico strumento che conosca che possa rilevare ogni minima variazione di energia nel nostro universo!>>. Malachia si voltò verso di me, come se non si fosse accorta che anche io mi trovavo lì con loro. <<In effetti>>, rispose la donna, <<Il Medaglione è stato l' unico strumento nell’intera città a rilevare questo lampo di energia anomala>>. <<Anomala?>>, esclamò Placido, <<Quindi questa energia non è né chiaramente nemica, né malvagia!>>, <<Esattamente!>>, rispose con tono soddisfatto la donna, <<Per questo insistevo affinché non vi allarmaste troppo!>>. <<Cosa sarebbe questa energia anomala?>>, chiesi io spinto da una forte curiosità, ed ecco che il volto di Malachia tornò ad essere pervaso da quell’aria interrogativa che avevo osservato poco prima. <<Ahimè, non lo sappiamo>>, mi rispose Malachia, quasi imbarazzata da quella risposta, <<i maggiori esperti del Primo Ellisse si sono prodigati per comprendere cosa fosse questo strano tipo di energia mai osservato prima, quale potesse essere la fonte di questa energia e perché fosse comparsa così, all’improvviso... Nonostante abbiano individuato il luogo da cui si è originato l’impulso non hanno scoperto nient’altro>>. Placido intervenne: <<Un impulso! Perché non avete fatto delle osservazioni sul campo?>>, sembrava quasi infastidito dall’apparente negligenza del Gran Saggio, <<Naturalmente le abbiamo fatte!>> rispose Malachia sconvolta dalle insinuazioni di Placido, <<Io stessa ho mandato vari esperti e la mia stessa segretaria in Antartide, luogo in cui è stato registrato l’impulso energetico, nonostante un’assidua ricerca, seppur con le dovute precauzioni, nulla è stato rinvenuto>>. <<Precauzioni?>>, domandò Placido con lo stesso sguardo attonito di poco prima, <<La Terra potrebbe essere in pericolo, individuate un impulso di energia mai rilevato prima e pensate alle precauzioni da prendere? Non dovreste perdere tempo che per scervellarvi riguardo all’essenza di questa energia e a cosa potrebbe causare sul nostro pianeta!>>. <<Il tuo comportamento è inaccettabile Placido!>>, rispose innervosita Malachia, <<Sono passata sopra al tuo tono sfacciato perché comprendo quanto tu possa essere provato in questo momento, ma ogni cosa ha un limite! Sai perfettamente che è necessario, se non fondamentale, per noi, prendere precauzioni quando compiamo delle missioni sulla Terra, perché potremmo essere scoperti. Sarebbe la fine di Maekos!>>. Placido era mortificato, il suo sguardo era rivolto verso il bianco pavimento perlato dello studio. Io mi sentii in colpa, non avevo compreso fino in fondo il suo conflitto interiore, probabilmente perché non sapevo cosa avesse passato durante la mia assenza. Era come se fosse improvvisamente esploso, come se avesse sfogato tutti i suoi rancori e suoi sentimenti repressi che di solito celava dietro il suo sguardo calmo e comprensivo. Andai vicino a lui, ma non riuscii a proferire parola. Pensai poi a ciò di cui aveva parlato il Gran Saggio. <<Aspetta, Malachia!>>, intervenni allora nuovamente, <<Stiamo parlando di un unico impulso, non di un flusso continuo di energia, o sto forse errando?>>. <<È esatto!>>, rispose il Gran Saggio, <<Un potente impulso>>. Ero sul punto di riferire a Malachia il mio importante pensiero, quando venni distratto da un potente rumore, un frastuono, interrotto dalle voci delle guardie di palazzo. Farfugliavano qualcosa che nessuno di noi riusciva a comprendere. Un attimo dopo, le porte dello studio si spalancarono con violenza e dall’uscio, apparve una figura che tutti e tre riconoscemmo immediatamente.

Bene, spero che lo leggiate e che mi possiate dare dei consigli.

:)

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Paradossalmente, era una delle prime volte che il Gran Saggio ci permetteva di entrare nella sala centrale, probabilmente perché il sistema di sicurezza di questa sala, permetteva la segretezza delle informazioni che ci avrebbe riferito.

Toglierei la virgola prima di 'permetteva'.

In fondo alla sala vidi una figura venir fuori da una piccola porta che si trovava esattamente dal lato opposto rispetto al luogo da cui eravamo entrati noi.

Io sostituirei 'luogo' con 'punto'.

La sua figura esile ma imponente, simile a una ninfa la faceva apparire eterea agli occhi di chiunque la guardasse.

Virgola dopo 'ninfa'.

Le guardie ci dissero bisbigliando di inginocchiarci, ma Malachia fece un gesto con la mano destra e immediatamente le due sentinelle si incamminarono verso la porta.

Sostituisci 'dissero bisbigliando' con 'sussurrarono'.

Inoltre io metterei un punto dopo 'inginocchiarci' e toglierei il ma dopo.

Io e Placido la guardammo, conoscevamo perfettamente il potere e l’ influenza che il Gran Saggio avesse su Maekos: la sua forte personalità e le grandi imprese che compì per la salvaguardia del suo mondo, la resero amata e rispettata da tutti.

Perché suo mondo? Non è lo stesso dei protagonisti? Capisco che si trovi in un luogo isolati rispetto al resto del pianeta, ma secondo me quel 'suo' va tolto.

Inoltre metterei un punto dopo 'guardammo' e toglierei la virgola dopo 'mondo'.

Non passò molto tempo da questo, alla nomina di Gran Saggio, a scapito di colui che avrebbe dovuto succedergli.

Togli la virgola dopo 'questo'.

Fu allora che mosse la stessa mano agile ed esile con cui aveva ordinato alle guardie di lasciare la stanza, verso la porta dietro di noi.

Qui, prima di tutto andrei a capo. Inoltre, non so, la frase non mi convince molto. Se dovessi modificarla, io la renderei così: 'A quel punto mosse la mano in direzione della porta alle nostre spalle, la stessa agile ed esile mano con la quale aveva ordinato alle guardie di lasciare la stanza.'

Il corpetto con una leggera scollatura, lasciava scorgere le forme della donna.

Ci vuole la virgola dopo 'corpetto', e onestamente cambierei 'con una leggere scollatura' in 'leggermente scollato'.

La parte superiore terminava con delle lunghe maniche che si concludevano formando una cuspide, coprendo anche parte della mano. Sembrò che la raffica

A capo prima di 'sembrò'.

Arrivò poi un tonfo, era il rumore della porta che si chiuse con forza dietro di noi.

Metterei un punto dopo 'tonfo' per dare l'idea del suono improssivo. Poi spiegherei di che si tratta, magari anche togliendo il 'era'.

<<Scusate l’invadenza>> esordì Malachia, con aria estremamente calma, nonostante l’evidente tensione del momento, <<Spero che la mia piccola raffica non vi abbia spaventato>>.

Sui dialoghi vale la stessa cosa che ti ho scritto nella prima parte.

Fece poi cenno di avvicinarsi, Placido aveva l’aria piuttosto tesa, molto più che in precedenza. Emise un suono, come per iniziare una conversazione, probabilmente bramoso di conoscere immediatamente ciò per cui eravamo lì, ma fu immediatamente interrotto dall’accogliente voce della donna:

Punto prima di 'Placido'. Inoltre nella frase dopo ci sono troppi avverbi, ben tre addirittura. Cercherei di tagliarli il più possibile, magari trasformando il primo 'immediatamente' in 'fin da subito' ed eliminerei del tutto il secondo.

<<Ogni cosa a suo tempo>> disse con aria decisa e risoluta, <<Questo luogo è troppo formale, vi prego di seguirmi>>, continuò, e noi facemmo ciò che ci ordinò.

A capo.

Punto dopo 'risoluta'.

La seguimmo fino alla piccola porta da cui uscì poco prima, da lì partiva la grande serie di stanze che insieme andavano a formare gli appartamenti privati del Gran Saggio, camere abitate unicamente da Malachia e dai suoi più fidati consiglieri.

Punto dopo 'prima'.

Non mi convince 'la grande serie'.

Toglierei 'insieme'.

Non ebbi neanche il tempo di capire cosa stesse accadendo, ma non appena entrato, distinsi un’ombra che uscì rapidamente da una porta alla mia sinistra.

Non mi convince molto.

Anche Malachia si voltò verso la medesima porta,

'Medesima porta' = 'stesso punto'.

ma non sembrò affatto preoccupata dell’oscura figura, poi fece cenno a noi di sedere.

Punto dopo 'figura'.

'Ci fece cenno di sederci'.

<<Probabilmente immaginate già quale sia il contenuto di ciò che sto per raccontarvi>>, disse Malachia con aria decisa,

Punto.

A capo.

Stessa cosa anche per i dialoghi futuri. Dividi le frasi intercalate dal narrato e separa le battute di un personaggio dall'altro.

Io non ebbi la stessa impressione, notai nel volto di Malachia un’espressione più che preoccupata, per una semplice nuova guerra, notai un’aria interrogativa pervadere il suo volto, come se non sapesse neanche lei esattamente le parole che voleva proferirci.

Punto dopo 'impressione'.

'Sul volto' non 'nel volto'.

Punto dopo 'guerra'.

Toglierei il 'notai', che hai già usato prima, e trasformerei la frase in 'Un'aria interrogativa aveva pervaso'.

Metterei il 'neanche lei' dopo 'come se'.

<<Io stessa ho mandato vari esperti e la mia stessa segretaria in Antartide, luogo in cui è stato registrato l’impulso energetico, nonostante un’assidua ricerca, seppur con le dovute precauzioni, nulla è stato rinvenuto>>.

Concluderei la frase prima di 'nonostante'.

In più, ci sono un po' di ripetizioni in questo scambio di battute.

<<La Terra potrebbe essere in pericolo, individuate un impulso di energia mai rilevato prima e pensate alle precauzioni da prendere? Non dovreste perdere tempo che per scervellarvi riguardo all’essenza di questa energia e a cosa potrebbe causare sul nostro pianeta!>>.

Punto o, meglio ancora, punto esclamativo dopo 'pericolo'.

Placido era mortificato, il suo sguardo era rivolto verso

'lo sguardo rivolto'.

Io mi sentii in colpa, non avevo compreso fino in fondo il suo conflitto interiore, probabilmente perché non sapevo cosa avesse passato durante la mia assenza. Era come se fosse improvvisamente esploso, come se avesse sfogato tutti i suoi rancori e suoi sentimenti repressi che di solito celava dietro il suo sguardo calmo e comprensivo.

Pezzo da limare per bene.

Andai vicino a lui, ma non riuscii a proferire parola.

'Gli andai vicino'.

<<Stiamo parlando di un unico impulso, non di un flusso continuo di energia, o sto forse errando?>>.

Cambia quel 'o sto forse errando' con qualcosa che qualcuno direbbe veramente.

Ero sul punto di riferire

A capo prima di 'ero'.

a Malachia il mio importante pensiero, quando venni distratto da un potente rumore, un frastuono, interrotto dalle voci delle guardie di palazzo. Farfugliavano qualcosa che nessuno di noi riusciva a comprendere.

Metterei un punto dopo 'frastuono' e cambierei leggermente la frase dopo. Qualcosa tipo 'fuori dalla sala, le guardie...'

Inoltre non vedo come le voci possano 'interrompere' il frastuono.

Un attimo dopo, le porte dello studio si spalancarono con violenza e dall’uscio, apparve una figura che tutti e tre riconoscemmo immediatamente.

'sull'uscio'.

Personalmente cambierei 'figura' in 'qualcuno' e 'tutti e tre' in 'noi tutti'.

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No, Maekos non è lo stesso mondo dei protagonisti, si dovrebbe capire dall'inizio del capitolo e si capirà anche in seguito... comunque grazie mille per i consigli sulla scrittura e sulla punteggiatura, credo che mi saranno molto utili sia adesso che in futuro (soprattutto per quanto riguarda i dialoghi). Che ne pensi della "trama" e dei "protagonisti", mi piacerebbe conoscere un tuo giudizio generale del racconto :)

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Mah, un'idea precisa non me la sono ancora fatta. Diciamo che ho dei dubbi e mi piacerebbe leggere qualche altro capitolo per soddisfarli. In particolar modo: Chi è la persona intervenuta alla fine? A cosa è dovuta l'energia? Che cosa hanno in più degli altri il protagonista e Placido per venire richiamati al palazzo? Fino a dove si spingono le abilità di Malachia?

Vorrei anche vedere fino a che punto riesci a coniugare magia e tecnologia, visto che Malachia ha dato prova della prima e dici che Placido è incline all'utilizzo della seconda.

In più, questo primo capitolo è davvero troppo poco per farsi un'idea generale di dove vuoi andare a parare. Se dovessi pensare agli sviluppi di questa storia, prendendo in considerazione il fatto che non mi sembra ci siano eccessivi innovazioni (tolta la presenza della tecnologia, in che misura poi si vedrà) rispetto ai normali fantasy, direi che ci sarà la solita lotta bene contro male. Il che è okay, viene impiegata nel 90% degli scritti fantasy e anche non, però, sinceramente ne sono un po' stufo. Ecco. Se le carte venissero mescolate per bene con, chessò, i protagonisti portati a uccidere qualcuno di innocente, e se si scoprisse che il cattivo non è cattivo perché sì, ma ha una ragione per esserlo, o magari non lo è neanche, sarei ancora più invogliato a leggerlo.

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ok non faccio spoiler, ma ti posso dire che le tue richieste potrebbero essere in parte soddisfatte. Ti dico solamente che mi sono presupposto l'obiettivo di spiegare scientificamente qualunque cosa vi sia nel mio libro, comprese le "abilità" o "poteri" dei protagonisti. Per quanto riguarda la tua valutazione, hai assolutamente ragione, il primo capitolo non è fatto per far capire molto della trama, bensì per instillare delle domande nella mente di chi legge. Credo di esserci parzialmente riuscito e questo mi fa piacere :)

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