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AnnaB

L'alchimista

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Ciao a tutti,

vorrei scrivere un racconto che ha come protagonista un alchimista e, pur essendo un racconto fantasy, vorrei dargli un'impronta quanto più realistica possibile. La storia si svolgerà in una corte medievale.

Sapete darmi qualche dritta su questa figura o sapete dirmi dove posso trovare utili informazioni in merito?

Mi servirebbe sapere soprattutto:

  1. Se il mesterie dell'alchimista era un mesterie aperto a tutte le classi sociali e se lo si poteva apprendere frequentando un'apposita scuola
  2. Se è plausibile che vi sia un solo alchimista con qualche allievo al seguito e che essi dimorino all'interno di un castello signorile
  3. Se è plausibile che un sovrano o comunque una persona di alto lignaggio abbia contatti diretti con un alchimista e se sì, se questo avveniva in presenza di servitori o cortigiani fidati

Ammetto la mia profondissima ignoranza in materia e pertanto ogni informazione sarà gradita.

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Ospite Bradipi

Alcune precisazioni: il medioevo è un periodo storico estremamente lungo di 1000 anni con enormi differenze tra un luogo e un altro.

L'unico esempio di "alchimista" che certamente aveva rapporti con un imperatore che mi venga in mente è rappresentato dai chimici che preparavano il fuoco greco, vedi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Fuoco_greco

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John Dee e Edward Kelly, a Praga, presero in giro per un sacco di tempo Rodolfo II d'Asburgo (fine XVI sec.). Tante promesse, ma ovviamente pochi risultati. Pietra filosofale, elisir di lunga vita, bezoar..., niente. Alla fine l'imperatore perse la pazienza, e furono dolori.

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Una storia molto più cupa - siamo nel quindicesimo secolo, però, quindi fuori dal medioevo - è quella di Gilles De Rais.

Nella parte finale della sua vita Gilles, sodale di Giovanna D'Arco e gran maresciallo di Francia, si appassionò all'alchimia e all'occultismo, chiamando alla sua corte un fiorentino - Francesco Pretali - che lo convise a evocare un demone come servitore.

Seguirono messe nere con sacrifici umani e molte persone furono uccise, sostanzialmente nell'indifferenza generale fintanto che il nobile non si mise in contrasto con la chiesa.

Fu quindi processato e l'incredibile serie dei delitti da lui commessi divenne pubblica. Nacque così la figura semileggendaria di Barbablù, l'assassino.

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@Lem: grazie per gli indirizzi. Un sacco di materiale utile!

Vorrei far partecipare questo racconto a un concorso, ma prima di sottoporlo a una giuria mi piacerebbe sottoporlo al severo giudizio dei "Writers" e raccogliere i loro consigli.

La mia idea sarebbe di ambientare la storia nel tardo medioevo 1300-1400, presso la corte di un aristocratico.

Dai vostri commenti e dalle prime informazioni che ho trovato mi sembra di capire che potrei tranquillamente ambientarla anche presso la corte di un sovrano.

Su questo punto sono un poco indecisa.

Secondo voi, se dovessi far entrare in contatto con l'alchimista non solo il nobile, ma anche la sua consorte (e le sue amanti), sarebbe più "veritiero" scegliere un aristicratico - tipo un duca o un principe - o un re?

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