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carillon14

The Story Of Them - Chapter I "Someone Like You" (parte 1)

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Commento:

Chapter I: Someone Like You (parte 1)

Vivien si guarda intorno, osservando con occhio critico la sala da pranzo luminosa. Tutto sembra perfetto, ma la perfezione è impossibile da raggiungere, e questo l’ha imparato bene a proprie spese. Si sente tranquilla, per il momento. Prova a respirare a pieni polmoni, lentamente, come il Dottor Peterson le ha insegnato. Funziona, il più delle volte. In caso contrario, sa che può sempre assumere un paio di pillole, che la calmano e la rilassano, ma preferisce non esagerare. Solo in situazioni di emergenza, si ripete. Difficilmente riesce ad immaginare una situazione più “di emergenza” di quella che, di li a qualche minuto, sarà costretta ad affrontare, però. Essere circondata da una massa di gente fa anche parte del suo lavoro, ma essere circondata da una massa di gente, nella quale sono compresi lui e leiinsieme…beh, quella è tutta un’altra storia.

Non vuole ripete il disastro epocale del Natale precedente. Sa di aver perso il controllo. Sa di aver spaventato e deluso i suoi cari, in particolar modo perché il tutto è accaduto in un momento in cui sembrava averlo riacquistato, quel controllo. Fa sempre male ripensare a quel giorno: le urla, le lacrime, le recriminazioni e il dolore insostenibile le spezzano ancora il cuore in mille, fragili, pezzettini.

Ma non vuole pensarci, non adesso almeno. “Ho cose più importanti da fare” si tranquillizza.

Si guarda intorno. Jack è seduto sul divano del salotto e la osserva. Sa che è preoccupato per lei. Sa che probabilmente pensa che tutto ciò sia una pessima idea. Le ha proposto di fuggire da New York e di festeggiare il Ringraziamento da soli, nella casetta in cui lui è cresciuto nel North Carolina. Sarebbe stato carino: loro due soli soletti, la calma e la tranquillità di Wilmington, le passeggiate sul pontile mano nella mano al tramonto, le gite in barca e i pic-nic sul prato, anche a Novembre.

Sarebbe stato tranquillo. Ma sarebbe stata una fuga.

Il Dottor Peterson lo aveva messo in chiaro subito: “Per guarire, hai bisogno di affrontare i tuoi problemi, non di nasconderti. Quel male oscuro contro cui stai combattendo, mangerà tutto di te poco alla volta, fino a quando ti divorerà completamente. Devi reagire.” E così aveva fatto. Era rimasta.

Ed aveva organizzato il Pranzo del Ringraziamento per trentadue persone.

-Sai, siamo sempre in tempo per svignarcela.- Jack le si avvicina da dietro e la abbraccia, sussurrando contro il collo e facendole il solletico. Vivien pensa che, se le sue fan conoscessero anche il suo lato dolce, oltre che quello sexy e dannatamente attraente, lo amerebbero ancora di più. Sorride e sposta il viso di lato, chiudendo gli occhi. Piccole rughe le si formano attorno ai lati della bocca e Jack la bacia sulla guancia, strofinando il naso contro il suo zigomo ed inspirando forte il suo profumo. Camomilla e miele.

Dio, quanto la ama!

-Lo so. Ma poi dovremmo buttare tutto quel ben di Dio che ho preparato e sarebbe uno spreco. Sono stata chiusa in cucina per due giorni interi, lo sai vero?-

Jack lo sa. La conosce e sa che quando si mette in testa di preparare un pranzo o una cena, nulla la distoglie dal proprio obbiettivo.

-Possiamo sempre congelare tutto. O portare il pranzo del Ringraziamento in North Carolina e sfamare l’intera popolazione di Wilmington.-

-Per un anno intero.-

-Almeno. Immagina, tutte quelle persone che mangiano tacchino e patate dolci per dodici mesi…il sogno di ogni bravo cittadino americano!-

-Si, il sogno di ogni bravo cittadino americano che tenti il suicidio, vuoi dire!-

Jack si irrigidisce e Vivien lo percepisce subito.

-Andiamo! Lo sai che stavo scherzando. Giusto?- In verità, se proprio dovesse trovare un difetto a Jack, questo sarebbe proprio la sua mancanza di ironia. Se proprio dovesse, ecco.

Vivien è ironica, o per lo meno lo è quando non è impegnata ad avere crisi di nervi o a sprofondare nella lunga e vorticosa spirale della depressione. Ma il sarcasmo la aiuta, le da una marcia in più per sopravvivere alla pazzia della sua vita. E quando si riferisce alla “pazzia della sua vita”…beh, in questo caso il senso dell’umorismo c’entra ben poco.

Ma Jack, in questo, non la capisce. Non è facile, pensa, starle accanto. Sopportarla e supportarla giorno dopo giorno comprende una massiva dose di coraggio, condita con una generosa spolverata di pazienza e da tanto, tanto amore. Smisurato. Epocale. Mastodontico. Generoso. Nobile.

Questi sono gli aggettivi che le altre persone, quelle che vedono Vivien dall’esterno, gli associano. Lo ritengo un Santo, una specie di Cristo sceso in terra con il duro compito di badare a Vivien. Lo compatiscono, e compatiscono lei. O meglio, provano pena per lei, ma sollievo perché è Jack a fare il lavoro sporco. La maggior parte di esso, almeno. Certo, ci sono le ragazze che gli danno una mano, e ci sono Marcus e Isobel, fratello e sorella di Vivien. E tutto l’entourage di Viv, è praticamente pagato per svolgere quel compito. E Christopher…a volte, Jack pensa seriamente che senza quel bambino, Vivien sarebbe morta tanto tempo fa.

Ma in sostanza, bisogna ammettere che è Jack quello che passa la maggior parte del suo tempo con lei. Che la calma, la consola, la cura, le strappa un sorriso ogni tanto. O che si fa insultare, urlare in faccia, prendere a schiaffi nei giorni più bui.

E nonostante questo, Jack sa che Vivien non sarà mai sua. Sa che non lo guarderà mai nel modo in cui guarda lui, sa che lei non penserà mai a lui tutto il santo giorno, sa che non piangerà per lui e sa, soprattutto, che il suo viso non le apparirà mai davanti quando canterà una canzone.

Lo accetta e pensa, o meglio spera, che l’amore che Jack prova per Vivien basti per entrambi.

Jack si dissocia dai suoi cupi pensieri, si scrolla di dosso la tensione che lo avvolge e tira un sospiro. Si scusa con Vivien per non aver capito la battuta. -Hai ragione, è solo uno stupido scherzo.-

-Uno scherzo.- Sottolinea lei, si volta e lo bacia con tenerezza.

Che cosa farebbe, senza Jack? Probabilmente non molto, ammette a se stessa, e questo le fa male. Un tempo, la mancanza di libertà l’avrebbe uccisa. Ora, è una delle pochissime cose che la mantengono in vita.

Si ode lo squillo del citofono in lontananza, segno dell’imminente arrivo dei primi ospiti. Tutta la preoccupazione di Vivien ritorna in una calda ondata che le accarezza la pelle. Non è sicura di essere pronta, ma ciò di cui è sicura, è di doverci almeno provare. Si guarda nuovamente intorno, in cerca di qualche elemento fuori posto, di qualche piccola sbavatura che minacci la perfezione estetica dell’insieme.

Il suo attico al sessantottesimo piano della Trump Tower sulla Fifth Avenue non potrebbe essere più appropriato a festeggiare il Ringraziamento. L’ampia vetrata che offre una splendida e maestosa vista su Central Park, risplende per il riverbero del sole. Al centro dell’enorme salotto un tavolo circolare da dodici persone fa bella mostra di se, circondato da altri tavoli, di uguale forma, più piccoli. Ha scelto il colore bianco, luminoso ed immacolato, per le tovaglie dai ricami romantici ispirati al passato, mentre i piatti e i sottopiatti beige, nonché le posate d’argento ben lucidate, completano il semplice decoro dei tavoli. Al centro lunghe candele arancio chiaro, centrotavola a forma di zucca, rami e qualche fiore autunnale. Semplice ma di gusto, come Vivien.

A lato, appoggiato alla parete, un lungo tavolo rettangolare ospita gran parte delle preparazioni gastronomiche: patate dolci, purè di patate, salsa gravy e salsa ai mirtilli per il tacchino, piselli, cipolle, funghi ripieni. Come dessert, Vivien ha pensato a tutto, dalla torta di zucca, a quella di noci, passando per quella di patate dolci e giungendo fino alla torta ai mirtilli. Al centro della tavolata un ingombrante posto vuoto, nel quale verrà introdotto un enorme tacchino tradizionale, seguito da tre tacchini più piccoli ripieni di salvia, sedano e cipolle tritate.

Tutto è stato studiato nei minimi particolari, nulla lasciato al caso. Se Vivien non può controllare se stessa, è sicura di poter controllare almeno ciò che cucina.

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Ci sono un dà e un sé senza accento, però non ho segnato dove, ti tocca cercarli.

Per quanto riguarda la grammatica a parte questi piccoli refusi mi sembra che tutto scorra bene. E' un testo che si legge con facilità, formalmente corretto, senza periodi contorti o su cui s'inceppai.

Ah, ricorda che il trattino del dialogo non va chiuso se non ci sono - disse, - chiese o simili. E in teoria si usa quello lungo, ma questi sono piccoli dettagli.

Venendo allo stile non è male, però non mi ha coinvolta più di tanto, forse a causa di qualche mancanza tecnica, il passaggio non troppo ben gestito nella parte centrale tra quello che sa lei e quello che sa lui e un po' di "spiegato" di troppo.

E' un incipit e già mi hai spiattellato pensieri e pensieri e pensieri, forse un po' troppi, magari scoprire un po' per volta, magari farlo attraverso le azioni dei personaggi sarebbe più coinvolgente.

La trama è impossibile pronunciarsi con la lettura di un solo pezzo di un primo capitolo, posso dire solo che mi è parso molto, troppo convenzionale. Sono impressioni personali, ma non ho visto quel quid che mi facesse dire, interessante chissà che succederà.

I personaggi anche qui c'è un po' di rischio di convenzionale, anche se è davvero troppo presto per esprimermi, sono impressioni superficiali che potrebbero essere smentite andando avanti. Però questo uomo così sexy e dolce, e premuroso fa un po' effetto plastica. Così come lei, hai detto parecchio, ma proprio il fatto di averlo detto, su un personaggio che ancora non conosco mi risulta abbastanza indifferente e poco incisivo.

Io consiglierei di tagliare un po' i pensieri e le considerazioni, che lei è depressa e tutto quanto e mostrare qualche scena più vivida.

L'ambientazione americana è rischiosa, come tutte le ambientazioni straniere, su questo in parte penso che uno ambienti la storia dove vuole, se si documenta, così come fa uno scrittore di romanzi storici, in parte penso anche che è difficile farlo bene. Tutto quello che c'è di americano qua è qualcosa che so anch'io che non mi sono mai particolarmente informata e contribuisce a dare quell'aria di asettico. Ma anche qua magari andando avanti cambierà qualcosa. (E' una critica che faccio anche a me stessa, io pure mi sono impelagata in un'ambientazione straniera).

Non è mal descritta, ci sono particolari dei piatti, della cena, però senza troppo sapore, cose molto standard.

Poi magari tu sei stata in USA fino a ieri, ma l'impressione resta quella, questi pregiudizi ci sono.

Proseguo nella lettura.

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Ospite Bradipi
Dio, quanto la ama!

Sinora si punto di vista (pdv) è stato centrato su Vivien, quello sopra riportato è un pensiero di Vivien o di Jack?

Jack pensa seriamente che senza quel bambino, Vivien sarebbe morta tanto tempo fa.

Questo è certamente un brusco passaggio di pdv,

Il suo attico al sessantottesimo piano della Trump Tower sulla Fifth Avenue non potrebbe essere più appropriato a festeggiare il Ringraziamento.

Stiamo parlando di appartamento del costo di svariati milioni di dollari, ma nessun accenno a servitù, strano.

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Ah, ricorda che il trattino del dialogo non va chiuso se non ci sono - disse, - chiese o simili. E in teoria si usa quello lungo, ma questi sono piccoli dettagli.

Ma sai che questo non lo sapevo? Grazie per la segnalazione, anche per gli errorini grammaticali, a volte nonostante tutto sfuggono! ;)

E' un incipit e già mi hai spiattellato pensieri e pensieri e pensieri, forse un po' troppi, magari scoprire un po' per volta, magari farlo attraverso le azioni dei personaggi sarebbe più coinvolgente.

Questo fatto mi è stato già "rimproverato" più volte da chi ha letto l'incipit. Effettivamente ammetto che ci sia poca azione e che il tutto giri attorno soprattutto al pensiero dei protagonisti. Probabilmente andrebbe snellito un pochino, ma io che riconosco di essere una autrice logorroica cronica, penso che le informazioni date, che possono sembrare molte, in realtà non lo sono affatto. Quello che viene descritto del passato di Vivien e Josh rappresenta forse un 10% di quello che è accaduto. Ho scelto di presentare i personaggi in maniera così descrittiva nel primissimo capitolo appunto per farli conoscere al lettore, facendo intuire a grandi linee cosa sia accaduto in passato, ma senza andare troppo nello specifico.

Probabilmente ho esagerato, non dico il contrario, e probabilmente rivedendo il tutto alla fine sceglierò di snellire, ma quello che ho lasciato trasparire è stato tutto voluto. :)

L'ambientazione americana è rischiosa, come tutte le ambientazioni straniere, su questo in parte penso che uno ambienti la storia dove vuole, se si documenta, così come fa uno scrittore di romanzi storici, in parte penso anche che è difficile farlo bene. Tutto quello che c'è di americano qua è qualcosa che so anch'io che non mi sono mai particolarmente informata e contribuisce a dare quell'aria di asettico. Ma anche qua magari andando avanti cambierà qualcosa. (E' una critica che faccio anche a me stessa, io pure mi sono impelagata in un'ambientazione straniera).

Non è mal descritta, ci sono particolari dei piatti, della cena, però senza troppo sapore, cose molto standard.

Poi magari tu sei stata in USA fino a ieri, ma l'impressione resta quella, questi pregiudizi ci sono.

L'ambientazione straniera è rischiosa, concordo. La scelta, anche qui, è fortissimamente voluta. Magari approfondirò poi nell'ultima parte, ma quello che ho scritto, l'ho sempre ambientato all'estero, soprattutto negli USA. Ammetto che non sarei MAI in grado di scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, che fosse ambientata in Italia, non perchè non la conosca abbastanza, o perchè non la ami, o per chissà quale altra stramba ragione. Semplicemente perchè gli Stati Uniti sono ciò che più si avvicina a quello che voglio scrivere, a quello che ho in testa e che sento di dover mettere su carta (o computer, in questo caso! :P ).

Come dici tu, un autore ha il diritto di scegliere qualsiasi ambientazione purchè si documenti. Nei prossimi capitoli ci saranno scene ambientate in luoghi di NY che ho "sperimentato" di persona ("visitato" sarebbe un termine troppo riduttivo per quanto mi riguarda).

Intanto ti ringrazio moltissimo di aver letto e commentato, faccio tesoro di tutto quello che mi viene detto! :)

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Sinora si punto di vista (pdv) è stato centrato su Vivien, quello sopra riportato è un pensiero di Vivien o di Jack?

Di Jack.

Questo è certamente un brusco passaggio di pdv,

Noterai andando avanti nella lettura che ce ne saranno parecchi... :lol:

Stiamo parlando di appartamento del costo di svariati milioni di dollari, ma nessun accenno a servitù, strano.

Vivien è una maniaca del controllo. Ha chi la aiuta, ma le piace fare tutto da sola...

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Il racconto è carino, la personalità di Vivien a trovo abbastanza atipica, non esente da stereotipi, ma comunque interessante. Jack si è visto poco, ma dato che possiede delle fan, si può già immaginare che lavoro faccia. Ciò che mi spinge a continuare la lettura è soprattutto il voler scoprire quale sia il disturbo che rende così orribile l'esistenza di Vivien e soprattutto i risvolti che questo problema possa avere nella storia :)

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Il racconto è carino, la personalità di Vivien a trovo abbastanza atipica, non esente da stereotipi, ma comunque interessante. Jack si è visto poco, ma dato che possiede delle fan, si può già immaginare che lavoro faccia. Ciò che mi spinge a continuare la lettura è soprattutto il voler scoprire quale sia il disturbo che rende così orribile l'esistenza di Vivien e soprattutto i risvolti che questo problema possa avere nella storia :)

Ciao, grazie mille per aver letto e commentato.

Spero che la storia continui ad interessarti, i risvolti dovuti alla malattia di Vivien sono stati e saranno parecchi, li scoprirai poco a poco! ;)

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- Trama: difficile da giudicare al primo capitolo, attenderò la fine del racconto per farlo. Nonostante ciò ha l' aria di essere una bella storia.

- Contenuti: L' amore di Jack per Vivien appare evidente, quello che ancora non so è il perchè di questo amore (motivo in più per correre a leggere la seconda parte). Non mi è ben chiaro quale sia il disturbo della protagonista e non vedo l' ora di scoprirlo. L' ambientazione è ben descritta e anche il banchetto del ringraziamento.

- Grammatica e sintassi:: Ho trovato una piccola svista: nella sesta riga c'è scritto "Leiinsieme". tutto attaccato. Il testo appare scorrevole e scritto correttamente.

- Personaggi: Sia quello di Jack che quello di Vivien sembrano personaggi con molte sfaccettature che scopriremo in seguito (spero!). Mi sarebbe piaciuto farmi un' idea dell' aspetto fisico della protagonista

- Stile: scorrevole, a volte complesso, altre volte più chiaro. Vivien ha l' aria di essere una ragazza con mille pensieri per la testa.

- Continuerò a leggere :)

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Innanzitutto grazie mille per aver letto e commentato.

Poi non posso non dirti quanto adoro il tuo avatar! : Love : Tra l'altro, l'ho avuto anche io per parecchi mesi su twitter...

L' amore di Jack per Vivien appare evidente, quello che ancora non so è il perchè di questo amore (motivo in più per correre a leggere la seconda parte). Non mi è ben chiaro quale sia il disturbo della protagonista e non vedo l' ora di scoprirlo.

Si scoprirà tutto più avanti non temere! :) C'è molto di più di quanto sembra in questo primo capitolo... ;)

- Grammatica e sintassi:: Ho trovato una piccola svista: nella sesta riga c'è scritto "Leiinsieme". tutto attaccato.

Grazie, provvederò alla correzione...purtroppo non importa quante volte leggerò quello che scrivo, non riuscirò mai a trovare tutti gli errori...

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Innanzitutto grazie mille per aver letto e commentato.

Poi non posso non dirti quanto adoro il tuo avatar! : Love : Tra l'altro, l'ho avuto anche io per parecchi mesi su twitter...

L' amore di Jack per Vivien appare evidente, quello che ancora non so è il perchè di questo amore (motivo in più per correre a leggere la seconda parte). Non mi è ben chiaro quale sia il disturbo della protagonista e non vedo l' ora di scoprirlo.

Si scoprirà tutto più avanti non temere! :) C'è molto di più di quanto sembra in questo primo capitolo... ;)

- Grammatica e sintassi:: Ho trovato una piccola svista: nella sesta riga c'è scritto "Leiinsieme". tutto attaccato.

Grazie, provvederò alla correzione...purtroppo non importa quante volte leggerò quello che scrivo, non riuscirò mai a trovare tutti gli errori...

Grazie. super innamorata della coppia più bella del mondo! Ci sono anch' io su twitter!! :):love:

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Grazie. super innamorata della coppia più bella del mondo! Ci sono anch' io su twitter!! :):love:

Come si fa a non esserne innamorati??? Secondo me è impossibile! :love:

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