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Aladino

Fratello lupo -capitolo I

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Commento:

Questa che vi racconterò è una storia vissuta nell'anno 1942 da una bambina di dodici anni ,di nome Ester, sopravvissuta alla crudele guerra e al massacro degli Ebrei.

“Mentre il mondo assisteva alla seconda guerra mondiale, in Germania, treni merci carichi di Ebrei venivano trasportati nei campi di concentramento polacchi a nord di Cracovia. Uno tra questi era il campo di sterminio di Birkenau , a circa 3 km dal campo di Auschwitz. Nelle vicinanze di quest'ultimo passava una linea ferroviaria ,dove gli Ebrei venivano fatti scendere e poi divisi nei vari campi.

Quello che avvenne al loro interno è noto a tutti.”

Era buio e faceva un gran freddo, non sapevo dove ci stavano portando ,ma vedevo le persone intorno a me , in quel vagone , preoccupati , qualcuno piangeva .Mia madre mi teneva la mano dicendomi che ci avrebbero portati dal papà ,che era partito qualche giorno prima.

Ero piccola ma non ero stupida , non le dissi nulla ,ma avevo capito che mentiva per non spaventarmi.

Ricordo un grande silenzio , nessuno parlava , soltanto il rumore del treno che correva sui binari e la luce della luna piena che entrava dalla fessure delle porte di legno ,dove ci rinchiusero prima di partire.

Cosi mi misi seduta e osservai la luna che sormontava grandi alberi di un posto a me sconosciuto.

Mentre osservavo quella meravigliosa luna ,avrei voluto essere libera , libera di correre in quella foresta , tra quei grandi alberi e forse qualcuno ascoltò il mio desiderio.

Il treno si fermò di colpo.

Io mi alzai in piedi di scatto e guardai mi madre per capire cosa stesse succedendo, ma nessuno di noi ne era al corrente.

Cosi cercai di capire meglio spostandomi lungo l'asse di legno e sbirciando nel mezzo ,verso il vagone guida.

Non vidi nulla , sentivo solo parlare alcuni soldati tedeschi che erano scesi dal treno,ma non ricordo cosa dissero.

Ad un tratto sobbalzai sentendo un ululato tanto forte e vicino, che per un attimo anche i soldati smisero di parlare.

Guardai davanti a me nell'ombra più scura , dove si intravedevano solo le forme degli alberi.

In quel momento un uomo alle mie spalle disse a me e mia madre di spostarci che avrebbe provato a rompere alcune assi di legno per poter fuggire.

Io ero spaventata a morte e anche tutte le altre donne lo erano.

Tutti gli uomini si misero a tirar calci contro le assi di quella porta e riuscirono a staccarne un paio.

Io fui la prima ad uscire da quel vagone e ,con me, mia madre e altre dieci persone.

Gli uomini ci dissero di rimanere in silenzio e ci fecero cenno di entrare nel bosco davanti a noi.

Mentre arrivammo vicino al bordo di un fosso ,che divideva i binari dal bosco ,sentii dei colpi fortissimi e assordanti di mitra.

Mi tappai le orecchie e mia madre mi lanciò violentemente all'interno di quel bosco.

Si sentivano grida strazianti e quando mi voltai vidi molte persone a terra coperte di sangue, persone che poco prima erano con me ,a dividere pensieri ,preoccupazioni e forse anche sogni,su quel maledetto vagone.

Ci fu un caos terribile ed iniziammo a correre più veloce che potevamo.

Mia madre mi tirava per mano per farmi andare più forte, ma non riuscivo,cosi un uomo alle mie spalle mi prese tra le braccia ed iniziò a correre più forte del vento, mi sembrava di volare.

Ricordo che mentre correva ,guardai alle sue spalle i soldati che ci inseguivano e sparavano dei colpi , ma fortunatamente non uccisero più nessuno....almeno quella notte.

Quando persi di vista i soldati iniziai a guardare la foresta, ma era buio e la sola cosa che mi soffermai a fissare ...era la luna , quella luna che aveva esaudito i miei desideri qualche attimo prima.

La notte era passata in fretta e quando mi svegliai, la mattina, ero felice perchè mi sentivo libera, ma ogni libertà ha un suo prezzo ed il nostro fu molto caro.

Eravamo riusciti a scappare in cinque , due donne ,due uomini ed io , che ero ancora una bambina.

Passarono molti giorni , non ricordo quanti , ma la fame era impressionante e il freddo glaciale.

Gli uomini cercavano di cacciare qualche animale,ma il più delle volte tornavano senza niente.

Io , mia madre e una altra donna andavamo ad un fiume vicino, per cercare di prendere qualche pesce , ma senza fortuna.

La fame è una brutta cosa ,non riuscivo neanche a dormire per i forti crampi di stomaco e come me ,si lamentavano anche gli altri.

Anche se ero ancora una bambina ,ero molto forte e cercavo di resistere il più che potevo ,per evitare che mia madre si preoccupasse , visto che c'erano ben altri problemi che stavano arrivando.

Uno degli uomini , perlustrando la zona in cerca di cibo, aveva avvistato alcuni soldati che erano a pochi isolati da noi.

Allora decisero che sarebbe stato meglio spostarsi da quel luogo e cosi facemmo.

Ogni notte dormivamo in luoghi differenti ,ma l' inverno era freddo e ogni giorno era sempre peggio.

Cosi scavammo delle fosse nella terra e dormimmo tutti vicini per scaldarci ,con la terra sopra e sotto do noi.

Per coprirci i volti, usammo delle grandi foglie di alberi ,sparsi un po ovunque.

Mi sentivo al sicuro quando stavo li sotto.

Poi iniziarono i veri problemi .

Una mattina ,la donna che era con noi ,non si svegliò più , era morta ….morta di freddo.

Mi sentivo quasi in colpa ,perchè erano tutti gentili e premurosi con me a tal punto che la notte io ero quella più coperta di tutti , mentre loro, anche mia madre , rimanevano più vulnerabili al freddo dell'inverno.

Mangiavamo pochissimo ed eravamo molto deboli , ci nutrivamo solo di insetti , che trovavamo un po' ovunque.

Un paio di giorni dopo, invece, andando ad un fiume vicino, con mia madre, per lavarci e cercare dei pesci da mangiare, vidi qualcosa che cambiò radicalmente il corso degli eventi e la mia stessa vita.

Vidi un cucciolo di lupo in balia di una corrente molto forte. Era piccolo ...proprio come me.

Un altro lupo più grande ,dall'altra parte della sponda , cercava di scendere , ma non vi riuscì.

Era troppo ripida la collina che lo divideva dal suo cucciolo.

Cosi mi gettai nel fiume ,per cercare di salvarlo , con le grida di mia madre ,terrorizzata,che mi spaventarono ancora più del gesto che avevo appena fatto.

Presi quel meraviglioso cucciolo e lo portai al di qua della riva..al salvo.

Era tutto bagnato e tanto tenero ,che lo abbracciai e lo strinsi forte a me.

Temevo avesse freddo, il medesimo freddo che stava ,lentamente, uccidendo tutti noi.

Il grande lupo rimase immobile a guardarmi per alcuni secondi, era imponente e stupendo ,con occhi fieri e penetranti come la notte.

Sotto consiglio di mia madre lasciai il cucciolo sulla riva ,che sembrava ringraziarmi leccandomi dappertutto.

Era stato un giorno felice per me , dopo tutto quello stavamo e ,probabilmente, avremmo passato.

Avevo paura ,però ,che quel cucciolo rimanesse solo e quindi volevo assicurarmi che il suo “papà” lo venisse a prendere.

Cosi io e mia madre ci nascondemmo all'interno del bosco,dietro a grossi alberi, per non essere viste.

Dopo qualche minuto il grande lupo arrivò a prendere il suo piccolo.

Era una scena che non dimenticherò mai più, era bellissimo vedere con quanta cura tentava di rassicurare il suo piccolo.

Leccandolo e passando la testa contro la sua.

Mi venne in mente un aneddoto di quando avevo cinque anni e ,dopo una caduta su alcune pietre, mi sbucciai le ginocchia.

Il mio papà mi prese in braccio per rassicurarmi ,accarezzandomi la testa.

Mi sentivo protetta tra le sue braccia e vedendo quei lupi ...mi mancava tanto.

Prima di andarsene , il lupo grande si voltò improvvisamente,guardandomi dritta negli occhi , rimasi pietrificata dalla paura ,perchè temevo ci attaccasse.

Poi si voltò e riprese il suo cammino , con il tenero cucciolo ,che correva a slalom tra le sue gambe.

Cosi, chiesi a mia madre come avesse fatto a vederci.

Con molto dolcezza, come sempre aveva avuto nei miei confronti, mi rispose che i lupi sono animali nobili e solitari , niente gli sfugge e nulla si dimenticano.

Fu quasi profetica quella frase di mia madre.

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Questa che vi racconterò è una storia vissuta nell'anno 1942 da una bambina di dodici anni ,

Attenzione! La punteggiatura va sempre attaccata al nome che la precede.

Era buio e faceva un gran freddo, non sapevo dove ci stavano portando ,ma vedevo le persone intorno a me , in quel vagone , preoccupati , qualcuno piangeva .

Attenzione alla concordanza. Le persona sono preoccupate

Mia madre mi teneva la mano dicendomi che ci avrebbero portati dal papà ,

Oltre alla virgola staccata dalla parola, sarebbe meglio “da papà”.

Io mi alzai in piedi

Se non sbaglio dovrebbe esserci una lezione in documentazione sull’alzarsi in piedi.

Ti consiglio di togliere in piedi.

guardai mi madre per capire cosa stesse succedendo

Mia.

In quel momento un uomo alle mie spalle disse a me e mia madre di spostarci che avrebbe provato a rompere alcune assi di legno per poter fuggire.

Non mi convince molto la struttura. Prova a semplificarlo così “ per provare a rompere alcuni assi…”

Io fui la prima ad uscire da quel vagone

A uscire.

Ricordo che mentre correva ,guardai alle sue spalle i soldati che ci inseguivano e sparavano dei colpi

Prima di “soldati” ci andrebbe una virgola o i due punti.

ma fortunatamente non uccisero più nessuno....almeno quella notte.

I punti di sospensione sono sempre e solo tre.

ma ogni libertà ha un suo prezzo ed il nostro fu molto caro.

E il nostro.

Ti consiglierei di togliere ogni prima di libertà.

ed io

E io.

Passarono molti giorni , non ricordo quanti , ma la fame era impressionante e il freddo glaciale.

Toglierei il ma e metterei un punto fermo o i due punti.

cercavo di resistere il più che potevo ,per evitare che mia madre si preoccupasse , visto che c'erano ben altri problemi che stavano arrivando.

Attento alla ripetizione dei “che”. Stancano molto la lettura.

Purtroppo sono anche il mio debole :/

Cosi scavammo delle fosse nella terra e dormimmo tutti vicini per scaldarci ,con la terra sopra e sotto do noi.

Parli di un’azione che si prolunga nel tempo e che non è terminata. Ti consiglio di usare “dormivamo”.

Per coprirci i volti, usammo delle grandi foglie di alberi ,sparsi un po ovunque.

Po’.

era morta ….morta di freddo.

Come poco fa, solo tre punti di sospensione.

mentre loro, anche mia madre , rimanevano più vulnerabili al freddo dell'inverno.

Sostituirei anche con compresa.

Era troppo ripida la collina che lo divideva dal suo cucciolo.

Invertirei l’ordine: la collina, che lo divideva dal suo cucciolo, era troppo ripida.

con occhi fieri e penetranti come la notte.

Non mi convince molto la comparazione. La notte è fiera e penetrante?

Era stato un giorno felice per me , dopo tutto quello stavamo e ,probabilmente, avremmo passato.

Refuso… “dopo tutto quello che stavamo”.

Cosi io e mia madre ci nascondemmo all'interno del bosco,dietro a grossi alberi, per non essere viste.

Toglierei “a”.

Dopo qualche minuto il grande lupo arrivò a prendere il suo piccolo.

Semplificherei così: “Dopo qualche minuto il grande lupo prese il suo piccolo”.

era bellissimo vedere con quanta cura tentava di rassicurare il suo piccolo.

Poco prima usi questa espressione evidenziata. Ti consiglio di cambiare per evitare la ripetizione.

Adesso ti esprimerò le sensazioni che ho provato da lettrice, nulla di più o di meno.

Ovviamente le storie sugli ebrei e su tutto ciò che concerne la seconda guerra mondiale fanno tremare pure le foglie.

Sono episodi strazianti, che riempiono il nostro cuore di “tenerezza” mischiata a rabbia.

Questo primo capitolo, nonostante gli errori che ti ho segnalato, risulta ben strutturato e sicuramente la trama è molto avvincente.

Ti consiglio di rivedere un po’ la forma e lo stile che rallentano la lettura, rendendola in certi passi anche stancate.

Attento alla punteggiatura! Non si stacca mai dalla parola che la precede, ma solo da quella che la segue. Queste cose sembrano banali, ma ti assicuro che per chi legge è un po’ noioso vederli.

Comunque, come ti ho già detto, trovo del potenziale in questa storia.

Il personaggio della bambina è ben articolato e anche quello della madre.

Ho visto che hai già pubblicato i seguenti capitoli, mi appresterò a dargli un’occhiata.

A rileggerti :)

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Grazie Valeria ho già corretto gli errori e ti sono grato. Sono una sciammia in grammatica , con tutto il rispetto per le scimmie :D

Nei prossimi capitoli troverai molti errori simili a questi tra cui le virgole staccate.

Una domanda ma non è possibile correggere lo scritto dopo averlo pubblicato , perchè non trovo il tasto modifica o forse non c'è proprio.

Grazie ancora

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Prima cosa: sistema la punteggiatura. Se usi word, dovrebbe proprio segnarti errore. Comunque in un qualsiasi libro o giornale puoi verificare che la punteggiature è attaccata alla parola precedente, non a quella successiva.

“Mentre

Non ho capito le virgolette? Chi parla? E’ una citazione? Di chi? Inoltre la frase è molto didascalica, dice cose che sappiamo tutti… non capisco bene come inserirla nel racconto.

le persone intorno a me , in quel vagone , preoccupati

Le persone saranno preoccupatE

delle porte di legno ,dove ci rinchiusero prima di partire.

Non li possono rinchiudere NELLE porte, li hanno rinchiusi nei vagoni oppure dietro alle porte.

osservai la luna che sormontava grandi alberi

E come fa? Hai detto che entra solo luce dalle fessure, da dove vede gli alberi?

spostandomi lungo l'asse di legno e sbirciando nel mezzo verso il vagone guida.

Non riesco assolutamente a immaginarmi la scena. Cos’è il vagone guida, la locomotiva? E come fa a vederla? Ammesso che si trovino nel secondo vagone, e tu non ce l’hai detto, hai detto che le fessure sono sulle porte, quindi lei guarda a fianco del treno, non davanti. Oppure è in fondo al treno, che è in curva e così lungo che lei riesce a vedere la locomotiva perché il treno è piegato su se stesso? Ipotizzo io, ma non ho proprio idea di come sia la cosa.

nell'ombra più scura , dove si intravedevano solo le forme degli alberi.

Ma non c’era la luna piena?

Gli uomini ci dissero di rimanere in silenzio

Nel senso che le guardie non hanno sentito il rumore delle assi che venivano distrutte a calci?

mi lanciò violentemente all'interno di quel bosco

Detta così, significa che la prende in braccio e la scaraventa con tutta forza tipo lancio del martello.

quando mi voltai vidi molte persone a terra coperte di sangue

In teoria è buio, e lei è già dentro il bosco… come fa a vedere il sangue?

La fame è una brutta cosa

Certamente, ma la sete ti fa morire in tre giorni. Dove bevono, al fiume?

A pochi isolati

Isolati? Dal dizionario: isolato = 1 appartato 2 edificio o gruppo di edifici circondati tutt'intorno da strade. Non è una misura per la distanza.

Passarono molti giorni

Ma perché non cercano di uscire dal bosco? Perché non cercano una città?

alberi ,sparsi un po’ ovunque

Gli alberi sono sparsi un po’ dovunque? Beh certo, è un bosco.

Io non vedo molti errori di grammatica. E’ proprio la sintassi che lascia a desiderare. Oltre al fatto che non c’è nessuna tensione narrativa. Ci stai elencando una serie di avvenimenti che ci coinvolgono molto poco: eppure stai raccontando un dramma. Ma non c’è descrizione, non c’è partecipazione: c’è questa bambina, di cui non sappiamo nulla, circondata da gente di cui non sappiamo nulla.

Prendiamo quando muore la donna. Un passaggio in sé drammatico. Però per noi non è nessuno, neppure un nome, un volto… la bambina non ne ha mai parlato, solo dopo che muore accenna al fatto che di notte questa donna l’aiutava a coprirsi, ma un accenno così e via. Quindi io non partecipo per nulla a questo evento, lo prendo per buono, senza emozione.

Infine: do per scontato che l’episodio del lupo venga spiegato dopo, perché per ora che sia qualcosa che cambia la vita mi lascia ben perplessa.

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