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Lord Paranoia

Il bambino che finirà all'inferno

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Commento:

Premessa: alla fine per non rovinare la lettura. Solo, la protagonista è un'insegnante.

***

Oggi ho convocato la Signora Rita F., la mamma di Vincenzo, mio allievo.

I genitori non sono mai lieti di parlarmi, e sono consapevole di incutere un certo timore all’ignoranza di paese così infinita. Per questo motivo, padrona del immenso potere, cerco di rimanere in silenzio, affinché dal mio silenzio il genitore ricavi i pietosi ricordi della sua umiliante infanzia.

La Signora Rita F. si è presentata al colloquio con un vestito fiorato di stoffa economica, visibilmente rattoppato in corrispondenza della manica di sinistra. Nessuno sfarzoso accessorio, nessun profumo, i suoi capelli disegnavano un’incuranza, segno di estrema devozione per il nucleo familiare, ma di sdegno e noia carnale verso il proprio marito.

Dopo averla invitata a sedere con la mia formale gentilezza, le ho mostrato un libro.

- Professoressa ma questa è la Bibbia.

- Certo Signora. La Bibbia. Il testo di Nostro Signore. Vincenzo frequenta il catechismo regolarmente?

- Ci sta andando il sabato. Domenica va all’oratorio.

- E’ magnifico Signora, che lei si prodighi per far crescere il suo bambino nella grazia di Dio. Immagino che si stia chiedendo perché l’abbia convocata.

- Si ho paura Professoressa, che ha fatto? Ha picchiato un suo compagnetto?

- Ho sempre avuto un bambino violento nella mia classe. La violenza è manifestazione di un bisogno d’amore. Essere orfani non piace ai bambini specie se tornano a casa e vedono figure che si nascondono nel mutismo.

- Non la sto capendo, che ha fatto mio figlio? E’ un bambino tranquillo. Non ha fatto mai niente. Non ci ha mai dato preoccupazioni.

- Ho notato suo figlio in comportamenti abominevoli con un suo compagno di classe.

- Abominevoli?

- Cito le parole delle scritture. Levitico. Venti, tredici. Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.”

Suo figlio ha baciato sulle labbra un suo compagno.

- L’avrà fatto per gioco, non so che dire Professoressa. Sono bambini.

- Il seme del peccato viene seminato nell’infanzia. Da come parla sembra quasi che lei voglia promuovere questo genere di comportamenti.

- No, no, per carità di Dio. Ma è un bambino, stava scherzando, giocando.

- Le ho dato quella Bibbia affinché si renda conto che se suo figlio non cambierà rotta non si guadagnerà il Paradiso. Quindi le suggerisco di stare attenta, da ora in poi, a meno che a lei dell’anima del suo bambino non gliene importi niente.

Rita F. si è messa a piangere chiedendo perdono. Un “mi dispiace” continuo. E io la rassicuravo con amore.

- Dio lo ama comunque e perdona coloro che lo cercano. E io voglio che suo figlio cresca nell’ordine che ha dato Dio alle cose. Quindi lo porti alla Santa Messa tutti i sabati e tutte le domeniche. Lo obblighi a fare sport, a lavorare la terra, come fanno i maschi del nostro paese. Faccia in modo che a ogni Processione stia sotto al carro. Questo lo farà sentire più vicino alla Madonna, che lo salverà dalle fiamme dell’inferno. Tolga ogni genere di accessorio femmineo dalla sua portata. I suoi giocattoli dovrebbero essere macchine e lego. Se Lei e suo marito non andate d’accordo, considerando che è comune, è bene che non vi mostriate di fronte a vostro figlio mai più nelle situazioni di conflitto. E’ prudente per una donna sottomettersi al maschio. Suo figlio dovrà imitarlo, e se poi vorrà sottometterla con i suoi modi, sarà un segno di guarigione. Significherà che è come suo padre. Significherà che è divenuto uomo.

***

Nota: Ovviamente sia chiaro che questo testo non ha intenzioni omofobiche anzi, è l'opposto. Vuole fare notare come una fobia, perché in questo caso si tratta di un integralismo così morboso, sia deviante nei confronti di una realtà innocente. E' tratto dal romanzo che sto scrivendo e dunque, vorrei proprio capire cosa arriva di questo dialogo.

E vi assicuro che la protagonista di questo frammento, ovvero l'insegnante, non è così cattiva come sembra.

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Ospite -_-

Scusa, mi servirebbe per la valutazione: in quale periodo è ambientata la storia?

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Ospite Woland

Come inserto in un contesto più ampio è apprezzabile, motiva l'interesse per la lettura di futuri sviluppi.

Il paradosso che sta alla base del tutto è interessante.

Mi sfugge l'utilità della nota.

(Tre frasi di cui rivedrei personalmente la costruzione: "consapevole di incutere un certo timore all’ignoranza di paese così infinita" (importante ai fini della narrazione, ma la riformulerei); "cerco di rimanere in silenzio, affinché dal mio silenzio..."; "i suoi capelli disegnavano un’incuranza...").

CiaO

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Ah, non è così cattiva? :sss:

Non penso di aver mai detestato una maestra così tanto. Neppure ai tempi della signorina Rottermeier. :sss:

A parte queste considerazioni a pelle l'ho trovato un frammento ben scritto.

Forse un po' troppo garbata la reazione della madre... ma è così che l'hai voluta rendere, quindi va bene. :)

Un paio di appunti: le virgole nel dialogo. Ne sento la mancanza i questi punti:

- Professoressa, ma questa è la Bibbia.[...]

- Si ho paura, Professoressa, che ha fatto? Ha picchiato un suo compagnetto?

Se vuoi sapere le mie reazioni, sappi che è un brano che mi ha disturbato.

Io tendo ad essere un po' troppo sensibile a questo tipo di scene. E mi è salita una rabbia assurda, leggendo. :sss:

Se questo era il tuo obiettivo, be'... centrato in pieno. :la:

A rileggerti.

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Mi provoca rabbia, disgusto per le persone come questa maestra e disgusto per la chiesa.

Se non è così cattiva spero che possa fare qualcosa che davvero non mi aspetto, perché per ora la odio!

Ottimo frammento, comunque :)

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Scusa, mi servirebbe per la valutazione: in quale periodo è ambientata la storia?

Forse ti sarebbe più importante sapere il dove. Siamo in Sicilia, nell'entroterra.

Ed è ambientato negli anni '90 ma in quel paese, potrei dirti pure che c'é dell'anacronismo caratteristico dei paesi isolati.

Come inserto in un contesto più ampio è apprezzabile, motiva l'interesse per la lettura di futuri sviluppi.

Il paradosso che sta alla base del tutto è interessante.

Mi sfugge l'utilità della nota.

Grazie di tutto, sia per i suggerimenti sulle frasi che per le impressioni.

La nota l'ho inserita non tanto per un discorso di politically correct quanto perché generalmente quando posto un frammento chiedo sempre un'impressione su determinati messaggi in base a quelle che sono le mie intenzioni, per vedere se c'é una corrispondenza o se mi sono allontanato eccessivamente da chi legge. Tutto qui.

Ah, non è così cattiva? :sss:

Non penso di aver mai detestato una maestra così tanto. Neppure ai tempi della signorina Rottermeier. :sss:

A parte queste considerazioni a pelle l'ho trovato un frammento ben scritto.

Forse un po' troppo garbata la reazione della madre... ma è così che l'hai voluta rendere, quindi va bene. :)

Grazie anche a te per i suggerimenti.

La reazione garbata deriva dal fatto che è la Maestra a incutere timore nel popolo "ignorante" e dunque Lei ha la saggezza, il potere, mentre loro sono in una posizione di vergogna. Specie poiché anche la madre percepisce che il figlio ha commesso un peccato, dunque anche lei prova senso di colpa, anche se è pronta a giustificarlo per amore.

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Ospite -_-

Premetto che secondo me l'idea c'è e il romanzo sarebbe utile oltre che interessante.

Personalmente, però, trovo che sia resa in modo molto forzato. Se leggessi un primo capitolo così, rinuncerei a continuare.

Il personaggio della maestra ne esce un po' stereotipato. Mi ricorda più qualche villain che non una persona reale. La madre sembra una figura pretestuosa, come fosse un mezzo per permettere il quasi-monologo dell'altro personaggio. La sua reazione, se così si vuol chiamarla, è piatta, afasica.

Va bene un po' di anacronismo, però frequento paesini del sud da quando ho memoria e, per quello che riguarda la mia esperienza, ho notato più un bigottismo ipocrita, buono a criticare gli altri, ma anche molto indulgente verso sé stessi piuttosto che uno "inquisitorio" come in questo caso. Naturalmente, se hai avuto esperienze diverse dalla mia, sei giustificata/o a riportarle e non sto dicendo che un caso del genere sia improbabile a priori. Se il limite è mio, lo accetto.

In ogni caso, se il fine è creare un personaggio negativo, le manca qualcosa. E forse è normale trattandosi di un frammento e magari è un aspetto che approfondirai più avanti.

Per il resto direi che è scritto bene, forse aggiungerei più brio ai dialoghi, che mi sembrano un po' statici.

Ripeto che il romanzo sembra comunque interessante a giudicare da questo frammento e scrivere di un tema che, nel nostro paese, sembra essere più drammatico che non altrove è sempre lodevole.

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Grazie Marco per il commento approfondito, mi ha fatto molto piacere e ne ho tratto degli spunti interessanti.

Ti rispondo altrettanto nel dettaglio.

Io sono nato e cresciuto in un paese siciliano dunque ho vissuto la mia Sicilia sotto vari aspetti, e il primo di tutti è quello della contraddizione, che sin da bambino mi ha colpito.

Tu questo l'hai raccolto dal frammento anche indirettamente quando parli di bigottismo indulgente verso sé stessi.

Ovviamente la protagonista, la maestra Grazia, ha una storia come ognuno di noi.

Dunque visto che sei stato così mirato, sappi che si, il personaggio non si limita a essere questo, ma è molto di più. Essendo un frammento forse non giunge tutta la sua personalità, quanto più il ruolo che ricopre e dunque lo stereotipo dell'insegnante educatrice che vuole imporsi. Diciamo che è molto più di questo, perciò non la definisco un personaggio "negativo".

E' negativo invece, il personaggio che forse si, è pretestuoso, della madre del bambino. Perché anche se giustifica il comportamento del figlio è intimidita dall'autorità di una donna che è convinta di avere la verità in mano, dunque risulta vittima, e per me in questa vicenda è negativo.

La madre di quel bambino non è solo una mamma, ma è quella certa cultura che si è addormentata sulle proprie posizioni e che accetta passivamente un ruolo dominante che trasmette pregiudizio, nell'incapacità di senso critico.

E' un personaggio, in definitiva, abulico e vulnerabile.

Questo però è il mio parere, la mia intenzione, non mi aspetto che scaturisca da un frammento questa interpretazione, sia chiaro :)

Nel romanzo il tema preponderante non è l'omosessualità, ma in ogni cosa che scrivo cerco di inserire i temi che ritengo importanti anche in maniera marginale o parallela. In questo caso è l'omosessualità, ma potrei anche parlare dei capelli rossi. Ci sono troppe cose di cui non si parla abbastanza nei libri.

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Questo frammento del tuo tuo libro mi ha fatto montare una rabbia verso gli omofobici. Sei riuscito anche a farci capire quando sia sciocca questa paura e in un certo senso l'insegnante che non doveva essere ignorante alla fine, per via del ragionamento basato solo sulla Bibbia, diventa agli occhi del lettore ignorante. Testo scritto davvero bene e senza errori di battitura. Davvero un ottimo lavoro.

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Ti faccio un po' di pulci:

Oggi ho convocato la Signora Rita F., la mamma di Vincenzo, mio allievo.

I genitori non sono mai lieti di parlarmi, e sono consapevole di incutere un certo timore all’ignoranza di paese così infinita.

"incutere timore all'ignoranza di paese così infinita" non va proprio

Per questo motivo, padrona del immenso potere, cerco di rimanere in silenzio, affinché dal mio silenzio il genitore ricavi i pietosi ricordi della sua umiliante infanzia.

padrona dall'immenso potere, forse. Non capisco perché dovrebbe scatenare tutto 'sto subbuglio nel genitore.

i suoi capelli disegnavano un’incuranza, segno di estrema devozione per il nucleo familiare, ma di sdegno e noia carnale verso il proprio marito.

scriverei "noncuranza". capisco la noia carnale verso il marito, ma perché lo sdegno?

- Si ho paura Professoressa, che ha fatto? Ha picchiato un suo compagnetto?

virgoletta dopo il sì

Essere orfani non piace ai bambini specie se tornano a casa e vedono figure che si nascondono nel mutismo.

frase che non capisco

Rita F. si è messa a piangere chiedendo perdono. Un “mi dispiace” continuo. E io la rassicuravo con amore.

strano questo cambiamento repentino: adesso la rassicura con amore, mentre prima l'ha cazziata di brutto?

Se Lei e suo marito non andate d’accordo, considerando che è comune, è bene che non vi mostriate di fronte a vostro figlio mai più nelle situazioni di conflitto.

Che cosa è comune? Immagino il figlio, ma si capisce poco dalla frase ed è comunque un'ovvietà che si può omettere. Scriverei: se lei e suo marito siete in disaccordo, è bene che non vi mostriate mai più in situazioni di conflitto davanti a lui.

A parte le pulci, hai reso bene una certa mentalità bigotta e omofoba più che mai viva e vegeta, purtroppo.

cià

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La rassicurazione e il rimprovero sono due facce della stessa medaglia. Ovvero, un rapporto impari.

E' comune che due genitori si trovino in disaccordo.

Per noncuranza: si, giuro che non mi era venuto in quel momento il termine, mi suonava male incuranza ma ce l'avevo sulla punta della lingua.

Per il resto grazie per le segnalazioni e i suggerimenti.

Alcune incomprensioni sul personaggio sono relative alla sua storia.

Scusami se ti rispondo in maniera frettolosa, ma sto per uscire.

;)

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Essendo parte di un romanzo più ampio magari contestualizzato all'interno di questo non farebbe questo effetto, ma a me da l'impressione che il tutto sia troppo veloce, mi sembra di essere catapultato all'interno della scena in un nanosecondo.

I personaggi sembrano essere a compartimento stagno, non sento nessuna relazione fra di loro, non riesco a sentire quel legame paradossale che può unire colui che viene "schiacciato", in questo caso la signora, e chi "schiaccia", la maestra, quella sincronia perversa che si crea fra questi soggetti.

I due personaggi sono troppo estremi, c'è un immediata accusa dell'insegnante, e c'è una immediata difesa disperata della madre, i due personaggi sembrerebbero più delle caricature.

Alcune frasi, come è stato fatto notare già da qualcun'altro, sono ostiche e non filano lisce in maniera musicale.

Mi piace però particolarmente il tema, l'utilizzo del fondamentalismo cattolico come arma di difesa contro l'abominio dell'omosessualità, che desta molto più stupore quando è presente in maniera praticamente istintuale in un bambino.

La sottomissione della madre è totale ed è un ottimo esempio di quello che può essere un soggetto psicologicamente debole di fronte ai suoi stessi principi.

Bello il soggetto come ho già, e magari molte delle mie osservazioni all'interno del romanzo perderebbero il loro significato.

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Grazie Claudio per l'attenta analisi.

Allora devo dire che il rapporto effettivamente non è forte tra genitore e insegnante.

Poi, essendo una prima persona è molto filtrato quello che arriva.

Per quanto riguarda il fatto che si viene subito catapultati, ovviamente ti dò ragione ma non potevo postare anche la parte precedente che era una lunga introduzione, a mò di climax, sull'insegnante, sui suoi metodi educativi e sul suo modo di pensare l'educazione. Anche se forse risulta fondamentale per capire meglio questo frammento.

grazie ancora,

V.

:)

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Mi piacciono molto i pezzi che sono in grado di rendere con poche pennellate un contesto, un problema. Soprattutto se, come in questo caso, sono basati sull'interazione tra personaggi e non soltanto "detti".

Solo come ti è stato detto il personaggio della madre è un po' piatto, eccessivamente passivo. Potresti insistere di più sulle sue reazioni, anche esteriori. Potresti anche rendere il passaggio dalla difesa incondizionata del figlio, in cui arriva anche a contraddire la temuta insegnante, al crollo e alla sottomissione: ora come ora lo scoppio di pianto arriva ex abrupto.

La maestra invece mi è piaciuta: non l'ho trovata necessariamente cattiva, semplicemente severa e con una scala di valori diversa da quella odierna, che è un po' la chiave per fare un personaggio bigotto ma credibile.

Per questo motivo, padrona del immenso potere, cerco di rimanere in silenzio, affinché dal mio silenzio il genitore ricavi i pietosi ricordi della sua umiliante infanzia.

Tre aggettivi "pesanti", messi prima dei rispettivi sostantivi, rallentano molto la lettura. Tra l'altro non mi sembrano necessari, in quel contesto "potere" è più che sufficiente, e uno tra "pietosi" e "umiliante" dovrebbe bastare a rendere l'idea. Ah, c'è un refuso: "del immenso potere". Suppongo manchi "mio", no?

Nessuno sfarzoso accessorio, nessun profumo, i suoi capelli disegnavano un’incuranza, segno di estrema devozione per il nucleo familiare, ma di sdegno e noia carnale verso il proprio marito.

Questo passaggio mi è piaciuto molto; come ti hanno detto, "noncuranza" rende meglio.

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Bel frammento! Evocativo al punto giusto; va detto che ancor prima di leggere in un tuo commento che l'ambientazione fosse la Sicilia, già verso le prime sei righe la mia mente durante la lettura dava un'immagine al tutto catapultandomi in un film di Tornatore.

Giuro! Complimenti; nonostante qualche imperfezione che hanno sottolineato altri potrebbe diventare, come romanzo, qualcosa di azzeccato e attuale.

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Solo come ti è stato detto il personaggio della madre è un po' piatto, eccessivamente passivo. Potresti insistere di più sulle sue reazioni, anche esteriori. Potresti anche rendere il passaggio dalla difesa incondizionata del figlio, in cui arriva anche a contraddire la temuta insegnante, al crollo e alla sottomissione: ora come ora lo scoppio di pianto arriva ex abrupto.

La maestra invece mi è piaciuta: non l'ho trovata necessariamente cattiva, semplicemente severa e con una scala di valori diversa da quella odierna, che è un po' la chiave per fare un personaggio bigotto ma credibile.

Grazie Tobuto, si, mi è sfuggito il refuso ma non potevo più modificarlo dopo che l'ho postato.

Grazie anche per i suggerimenti, effettivamente sarebbe molto utile approfondire per lo meno l'espressività e la reazione della madre in questa situazione.

Bel frammento! Evocativo al punto giusto; va detto che ancor prima di leggere in un tuo commento che l'ambientazione fosse la Sicilia, già verso le prime sei righe la mia mente durante la lettura dava un'immagine al tutto catapultandomi in un film di Tornatore.

Giuro! Complimenti; nonostante qualche imperfezione che hanno sottolineato altri potrebbe diventare, come romanzo, qualcosa di azzeccato e attuale.

Sono sinceramente felice di quello che dici, perché Giuseppe Tornatore è tra i miei registi preferiti.

Effettivamente è la sicilianità, che poi è un'atmosfera particolare, inspiegabile, a essere forse una delle cose che mi piace di più raccontare.

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Sono sinceramente felice di quello che dici, perché Giuseppe Tornatore è tra i miei registi preferiti.

Effettivamente è la sicilianità, che poi è un'atmosfera particolare, inspiegabile, a essere forse una delle cose che mi piace di più raccontare.

Mi fa piacere =) E continua a catturarla quest'essenza, essendo anche tua radice, di una sicilianità che crea una dimensione la quale (almeno a me) fa sempre sempre piacere immergersi!

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I genitori non sono mai lieti di parlarmi, e sono consapevole di incutere un certo timore all’ignoranza di paese così infinita. Per questo motivo, padrona del immenso potere, cerco di rimanere in silenzio, affinché dal mio silenzio il genitore ricavi i pietosi ricordi della sua umiliante infanzia.

1. Io l'avrei scritta diversamente, perché quel "all'ignoranza di paese così infinita" non mi piace.

2. dell'immenso

3. Essendo un frammento, mi mancano delle informazioni sui personaggi. E' stata anche la maestra di questa signora? Conosce "l'umiliante infanzia" di questa signora? Io leggo la parte sottolineata e penso che a parte "suonar bene", non so a cosa tu ti stia riferendo.

Ho sempre avuto un bambino violento nella mia classe. La violenza è manifestazione di un bisogno d’amore. Essere orfani non piace ai bambini specie se tornano a casa e vedono figure che si nascondono nel mutismo.

1. Mah! In che scuola insegna? Ha insegnato sempre in scuole in periferia e con un bacino d'utenza appartenente a una classe sociale disagiata? Se tu mi dici: sì ha sempre insegnato in una scuola media malfamata, frequentata da studenti problematici, ci sta. Ma è possibile che in tutta la sua carriera, non le sia mai capitata una classe con studenti, non dico santi, ma normali?

2. Il figlio di questa signora è orfano di padre? Altrimenti, quel "essere orfani" salta fuori dal nulla.

Le ho dato quella Bibbia affinché si renda conto che se suo figlio non cambierà rotta non si guadagnerà il Paradiso

Inserirei una virgola.

Non è scritto male, anche se in generale, e parlo di gusti personali, le figure retoriche hanno l'effetto d'interrompere la lettura, sono un inciampo. Sei rimasto sull'essenziale, non ci sono gesti che creino immagini nella mente del lettore. I personaggi li ho trovati appena abbozzati. Tutti hanno menzionato la reazione troppo blanda della madre, ma a me anche la professoressa è sembrata esagerata. Volevi tratteggiarla come una bigotta? Ok. Non so quanto un comportamento del genere, anche se stiamo parlando della Sicilia degli anni 90, sia accettabile, consono o abbastanza frequente. Mi sembra che l'insegnante si prenda troppe libertà e parli a lingua sciolta, senza preoccuparsi di eventuali ripercussioni. Il bambino ha dato un bacio a un altro bambino? E con ciò? L'altro bambino era consenziente, gli ha estorto il bacio con la forza? No, almeno non lo sappiamo. Io da madre, se un'insegnante mi si rivolgesse così, con tanto di Bibbia in mano e predica, andrei di filato dal Dirigente Scolastico e le piazzerei un mega casino. Perché lei può mettersi di parlare così e soprattutto, perché l'altra glielo permette?

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Questo è il primo racconto che leggo all'interno di questo forum, mi ha attirato il titolo che mi ha davvero incuriosito.

Non sono la persona giusta per parlare di grammatica, quindi passo subito alle impressioni che mi ha dato questo frammento:

Il racconto si svolge nell'entroterra siciliana, quindi, provenendo da tale regione, ti posso assicurare che ciò che hai descritto è molto veritiero.

Sono sicura che la maestra non è così cattiva, anzi, ciò che la spinge a informare la madre del "peccato" del suo alunno è solamente una forma di rispetto per il proprio credo. Seppur la maestra rappresenti la conoscenza, in questo caso rappresenta "l'ignoranza religiosa" e non di cultura. Persone come queste ne ho viste tante e, spesso, mi hanno fatto rabbia, tuttavia so che non lo fanno per cattiveria, ma per ignoranza.

Sono curiosa di leggere tutta la storia, complimenti.

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1. Io l'avrei scritta diversamente, perché quel "all'ignoranza di paese così infinita" non mi piace.

2. dell'immenso

3. Essendo un frammento, mi mancano delle informazioni sui personaggi. E' stata anche la maestra di questa signora? Conosce "l'umiliante infanzia" di questa signora? Io leggo la parte sottolineata e penso che a parte "suonar bene", non so a cosa tu ti stia riferendo.

1. Mah! In che scuola insegna? Ha insegnato sempre in scuole in periferia e con un bacino d'utenza appartenente a una classe sociale disagiata? Se tu mi dici: sì ha sempre insegnato in una scuola media malfamata, frequentata da studenti problematici, ci sta. Ma è possibile che in tutta la sua carriera, non le sia mai capitata una classe con studenti, non dico santi, ma normali?

2. Il figlio di questa signora è orfano di padre? Altrimenti, quel "essere orfani" salta fuori dal nulla.

Inserirei una virgola.

Non è scritto male, anche se in generale, e parlo di gusti personali, le figure retoriche hanno l'effetto d'interrompere la lettura, sono un inciampo. Sei rimasto sull'essenziale, non ci sono gesti che creino immagini nella mente del lettore. I personaggi li ho trovati appena abbozzati. Tutti hanno menzionato la reazione troppo blanda della madre, ma a me anche la professoressa è sembrata esagerata. Volevi tratteggiarla come una bigotta? Ok. Non so quanto un comportamento del genere, anche se stiamo parlando della Sicilia degli anni 90, sia accettabile, consono o abbastanza frequente. Mi sembra che l'insegnante si prenda troppe libertà e parli a lingua sciolta, senza preoccuparsi di eventuali ripercussioni. Il bambino ha dato un bacio a un altro bambino? E con ciò? L'altro bambino era consenziente, gli ha estorto il bacio con la forza? No, almeno non lo sappiamo. Io da madre, se un'insegnante mi si rivolgesse così, con tanto di Bibbia in mano e predica, andrei di filato dal Dirigente Scolastico e le piazzerei un mega casino. Perché lei può mettersi di parlare così e soprattutto, perché l'altra glielo permette?

Grazie per il commento attento.

Non posso inserire altro in un frammento, perché ci sono limiti di dimensioni. Per cui non posso mostrarti la caratterizzazione di questo personaggio che però ti assicuro di averci lavorato.

Dovresti conoscerla. Perché tu ragioni con la tua testa, e finché ragioni con la tua testa io non posso dirti che sbagli, perché hai detto tante cose abbastanza coerenti.

Io non ragiono mai con la mia testa quando scrivo. Non osservo con i miei occhi. Se no non riuscirei a scrivere storie distanti dal mio modo di vedere la realtà.

Questo è il primo racconto che leggo all'interno di questo forum, mi ha attirato il titolo che mi ha davvero incuriosito.

Non sono la persona giusta per parlare di grammatica, quindi passo subito alle impressioni che mi ha dato questo frammento:

Il racconto si svolge nell'entroterra siciliana, quindi, provenendo da tale regione, ti posso assicurare che ciò che hai descritto è molto veritiero.

Sono sicura che la maestra non è così cattiva, anzi, ciò che la spinge a informare la madre del "peccato" del suo alunno è solamente una forma di rispetto per il proprio credo. Seppur la maestra rappresenti la conoscenza, in questo caso rappresenta "l'ignoranza religiosa" e non di cultura. Persone come queste ne ho viste tante e, spesso, mi hanno fatto rabbia, tuttavia so che non lo fanno per cattiveria, ma per ignoranza.

Sono curiosa di leggere tutta la storia, complimenti.

Grazie, sei gentilissima.

La nostra è una terra magnifica, piena di teatralità, esagerazioni, contraddizioni, modi di pensare confusi e talvolta dubbiosi perché si vuole mettere tutto in continua discussione. Per questo, in un'atmosfera così particolare, si cresce tanto. Questo è il mio punto di vista, per lo meno. :)

Per me non è l'omosessualità o altro il punto centrale della storia, ma gli occhi delle persone che vivono in questo paese. Quello è fondamentale.

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Grazie, sei gentilissima.

La nostra è una terra magnifica, piena di teatralità, esagerazioni, contraddizioni, modi di pensare confusi e talvolta dubbiosi perché si vuole mettere tutto in continua discussione. Per questo, in un'atmosfera così particolare, si cresce tanto. Questo è il mio punto di vista, per lo meno. :)

Per me non è l'omosessualità o altro il punto centrale della storia, ma gli occhi delle persone che vivono in questo paese. Quello è fondamentale.

Concordo pienamente, hai già finito il romanzo? (in caso di off topic rispondimi pure in mp).

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Mi sembrava di essere davvero in una classe degli anni '50 (o '60, o prima, oppure anche dopo, non so esattamente in quale periodo storico tu abbia deciso di ambientare il tuo racconto, ma mi sembra scontato sia durante un'epoca passata), con una maestra severa (anche se tu dici non sia così "cattiva" come sembra), in un paesino del Sud Italia.

Purtroppo essere puritani e bigotti, soprattutto riguardo a certi argomenti come l'omosessualità, era una regola non scritta a cui tutti si attenevano, e mi pare che tu sia riuscito a trasmettere la giusta dose di veridicità al tutto.

Sarei curiosa di leggere il resto a questo punto, ottimo frammento!

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Grazie Carillon14

contento che ti sia piaciuto il frammento. :) Spero di proseguire con la scrittura di questo romanzo, perché mi sta piacendo davvero tanto scriverlo.

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Ospite Priscageddon

Gli altri utenti prima di me hanno lasciato scritto di aver sentito disgusto o rabbia.

Io ho provato una forte inquietudine, un'angoscia che mi ha stretto alla gola. Sarà per la mia situazione personale, ma questo frammento è riuscito a risvegliare una dimensione profonda di paura. Quella che appesantisce il petto, pizzica la nuca, fa sudare le mani e ti porta a pensare: "Non voglio...". Naturalmente, non parlo del terrore esplicito di cui l'horror fa man bassa, ma di un terrore più legato al drammatico.

Ecco, il dialogo tra l'insegnante e la madre è stato inquietante.

Direi che il frammento è perfetto così com'è, a sé stante. Come quei quadri di Giovanni Fattori: piccoli, ma intensi.

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ciao Prisca, grazie anche te. Lieto di essere risultato inquietante.

Effettivamente sono un forte amante degli horror relazionali, nelle loro varie forme, da quelle più sfumate a quelle con un'impronta oscura più evidente.

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Tra i vari frammenti il tuo mi ha colpito subito per il titolo. Incuriosito ho iniziato a leggere, e devo dire che non mi aspettavo uno sviluppo di questo tipo. Sono rimasto anche sorpreso dal discorso della maestra, dopo aver letto le prime righe mi ero già fatto un'idea diversa, di una signora colta, eternamente fuori luogo nella sua realtà provinciale, con una mente aperta contrapposta alla chiusura mentale stereotipata del tipico paesano. Poi attacca a parlare, e ciò che dice è del tutto inaspettato, è come se qualcosa si capovolga, non so...

Forse capisco cosa intendi quando dici che il personaggio della maestra non sarà così cattivo. Si vede già qualcosa oltre il marcio, le sue parole sono in un certo senso impostate, sembrano recitate.

Mi è piaciuto molto, non ho provato rabbia, ma quasi una genuina compassione per una visione del mondo limitata, e un po' di pena per il mondo in cui il bambino dovrà crescere. L'unica cosa che posso segnalare è la reazione della madre. Mi ha dato l'idea che fosse un po' innaturale, non tanto per i contenuti, quanto per la forma. Io l'avrei fatta parlare in dialetto, per esempio, ma è questione di stile personale probabilmente.

Complimenti, mi piacerebbe leggere il resto. :)

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Grazie mille.

La maestra è molto costruita nel senso di "personalità". Recita la sua parte come tutte le persone nel proprio teatro. E per questo non è cattiva: può cambiare la parte che può recitare, che le è stata assegnata o che si è scelta.

:)

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