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visionnaire

[MI 23] Purgatorio

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Prompt di Mezzanotte.

Commento:

6.966 caratteri

Fu quando vidi il mio migliore amico che capii di essere morto.

Lui non era cambiato per nulla, era lo stesso giovane trentenne che ricordavo. Il sorriso furbo di chi sa il fatto suo, la stessa postura nervosa di chi deve tenere a bada i propri fantasmi interiori.

«Livio, cazzo come sei vecchio!» mi disse, prorompendo in una fragorosa risata. Anche la voce non era cambiata per nulla. La stessa inflessione dialettale, l'identico timbro squillante.

«Matteo...» riuscii a dire.

Ero commosso, solo la sua capacità di farmi ridere riuscì a trattenere la mia commozione.

Trent'anni prima l'avevo trovato riverso per terra, nella sua casa.

Mi aveva chiamato sua madre. “Livio, vieni, Matteo sta male”, disse.

Quando arrivai l'ambulanza era già sul posto. Lui era riverso a terra, la maschera dell'ossigeno sul volto. Uno dei sanitari stava attuando un massaggio cardiaco. Come uno stupido chiesi: “ma respira ancora?”.

Uno dei soccorritori rispose brutale: “ma cosa dice? È in arresto cardiaco da almeno quattro ore, se anche dovesse riprendersi avrà danni celebrali permanenti!”.

Riguardai il corpo inerme ancora una volta. Era troppo, fuggii verso l'uscio di casa e iniziai a piangere.

«Non ho mai capito come sono morto.» mi dice.

«Non ti fu fatta l'autopsia, ma credo sia stato un aneurisma.»

«Che morte del cavolo... »

«Già... » risposi. Ero confuso, pieno di dolore, proprio come allora.

«Matteo, mi spiace di non aver risposto alla tua telefonata quella sera. Ero con la tipa del bar. Quando l'ho lasciata a casa era tardi. Ti avrei richiamato il giorno dopo... »

«Ma sì, non preoccuparti. Lo sapevo che eri impegnato!» Rise. Con due parole aveva liquidato i sensi di colpa di tutta una vita.

«Matteo, io sono mancato nel momento del bisogno. Forse se avessi parlato con me ti saresti calmato e non ti sarebbe venuto l'aneurisma. Ma io non mi sono fatto trovare.» insistetti.

«Sei un coglione Livio. Pensavi di fermare il mio aneurisma con qualche super potere forse?»

Lo guardo.

«Non sono morto per colpa tua, doveva succedere. Quando ti ho chiamato non stavo ancora male, ero solo nervoso e volevo parlare con qualcuno. Ma è tutto a posto ora.»

Mentre diceva quelle parole mise una mano sulla mia spalla. Trattenni le lacrime a stento.

Io e lui parlavamo di tutto, ma pianti e abbracci erano esclusi.

Amava atteggiarsi a duro, anche se non lo era.

Avevo sognato tutta la vita di rivederlo, ora era lì, davanti a me.

«Dove siamo Matteo?» chiesi

«Benvenuto nel Purgatorio amico mio!» disse lui sorridendo.

«Non sembra un posto così brutto» risposi.

«Avrai tempo per scoprire che è molto peggio di quanto credi.»

«Certo avrei fatto meglio a guardare la strada prima di attraversare.» dissi.

Matteo aveva ragione. Confrontarsi con tutti gli errori di una vita fu davvero dura. Sentire il dolore di Ada, la mia compagna delle elementari che maltrattavamo perché paraplegica. Provare la sofferenza dei miei genitori, tutte le volte in cui li avevo trattati male. Scoprire come le mie bugie, la mia sufficienza, aveva creato problemi alle vite altrui, fu difficile da sopportare.

Ma la sofferenza più insopportabile da gestire fu Lisa.

«Quando l'hai conosciuta?» chiese Matteo durante una delle nostre chiacchierate.

«Tre anni dopo la tua morte. Lei mi ha tirato fuori dal fango.»

«Ah ah, alla fine ti sei innamorato! Che cazzone!»

«Già.» esclamai scuotendo la testa e ridendo.

Ci fu un attimo di silenzio.

«Non sta bene Matteo, sta soffrendo e io non posso fare niente» dissi al mio amico.

«Lo so Livio, te l'avevo detto che sarebbe stata dura. Per me è stato lo stesso. Vedere mia madre...» si interruppe. Per la prima volta in vita sua lasciò trasparire l'emozione.

«A proposito, lei dov'è ora?» chiesi.

«Penso sia già dall'altra parte, almeno credo.»

«In Paradiso?»

«Sì, o qualunque altra cosa sia» affermò lui.

Lo vidi pensieroso. Poi mi sorrise: «Livio, io ho espiato. Sto per raggiungerla.»

«Ma è bellissimo! » urlai. «Cazzo, è una notizia fantastica!» lo abbracciai, certe barriere le avevamo finalmente superate. Ci vollero vent'anni di purgatorio.

«Livio, è stato bello rivederti!» mi disse con le lacrime agli occhi.

«Di sicuro è stata la cosa più bella che mi sia successa da quando sono morto!» risposi io ridendo. Non volevo fargli pesare il dispiacere che provavo nel sapere che sarebbe partito.

«Ah ah, sei il solito cazzone!» disse lui. «Ci rivedremo presto, vedrai!» aggiunse.

«Certo amico mio, ci rivedremo presto» ribadii, stringendogli forte il braccio.

Sono passati un po' di anni dalla partenza di Matteo. Senza di lui è ancora più dura. Guardo la mia Lisa. Ormai ha più di ottant'anni.

Per anni l'ho vista portare fiori alla mia tomba. I primi tempi mi parlava e ogni sua parola era un ago infilato nel cuore. Il suo dolore era insopportabile e si sommava al mio.

Dopo qualche anno le parole sono cessate, ma non le sue visite.

Mi manca tremendamente. Vederla invecchiare è terribile, la sua anima ferita si è piegata inesorabilmente al peso del tempo.

Ora è lì, su un letto d'ospedale. Sola e in attesa della morte.

Io sono in purgatorio, ma lei è all'inferno. Vorrei essere lì per dirle che non è sola, che non lo è mai stata, ma lei non può sentirmi.

“La vita è stata troppo lunga per te, amore,” penso.

Proprio in quel momento arriva la chiamata. Ho espiato anch'io.

Il giorno dopo mi ritrovo al cospetto del custode. Mi fa un po' di domande, alle quali non posso mentire, poi conferma la mia espiazione.

«Quando supererai il cancello ogni dolore sarà dimenticato» mi dice.

Io rifletto un attimo. Poi mi fermo. «Ogni dolore?» chiedo.

«Sì, ogni dolore.»

«Il ricordo di mia moglie per me è doloroso. » gli dico.

«Dimenticherai, non preoccuparti. »

«Ma di lei mi ricorderò, vero?» sottolineo.

Lui non risponde.

«Io non voglio dimenticarmi di Lisa!» affermo «con lei ho vissuto momenti bellissimi!»

Lui mi guarda: «I ricordi dolorosi non possono essere scollegati dalle gioie. Per raggiungere la grazia eterna è necessario dimenticare tutto.»

«No!» urlo «non se ne parla!»

«Senti. Tra un po' anche lei morirà e si dimenticherà di te!»

Tentenno un attimo. «No, non voglio dimenticare. Non capisce? Lei ora sta male, è sola, sta soffrendo. Ha bisogno di me!»

«Basta!» urla il custode spazientito. «Devi attraversare il cancello, ora! Hai espiato, non hai scelta!»

Provo a mentire, a dire che ho ancora sensi di colpa, cattivi pensieri. Ma non riesco a farlo. Poi arriva l'intuizione. Stringo forte il pugno e lo colpisco, con tutta la forza che ho.

Lui barcolla e farfuglia qualcosa in una lingua che non comprendo. Poi si avvicina minaccioso.

«Tu mi hai colpito!» dice con occhi increduli.

Sostengo il suo sguardo.

Lui sorride, ha capito.

«Suppongo che questo ti costerà qualche altro anno di purgatorio» mi dice.

Lei è ancora lì, in quel letto di ospedale. Immobile, minuta e sofferente.

Un giorno il suo inferno finirà. Il Paradiso l'aspetta.

Sono stato la sua gioia per un bel po', ma negli ultimi vent'anni sono stato soltanto dolore. Probabilmente mi dimenticherà. Ma io non potevo farlo.

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Ospite Luna

:buhu:

Com'è triste visio!

E anche molto dolce...

se non l'avessi capito, mi sono commossa. .li:

Tornando a un commento un po' più congruo: ho trovato molto ben caratterizzato il personaggio di Matteo. I dialoghi fra i due sono davvero belli. Anche il finale è ben strutturato e d'effetto.

L'unica parte che mi ha lasciata perplessa è quella in cui Livio ricorda la morte di Matteo. Per me lì andava usato il trapassato prossimo, altrimenti si confonde con il resto del testo che è scritto in passato remoto e che è 'più recente' dell'avvenimento della morte di Matteo. Non so se mi hai capita :facepalm:

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Bello, veramente bello, mi è piaciuto molto. Per il resto, ha detto tutto Luna, aggiungo solo che nel pezzo incriminato aveva iniziato col trapassato poi se l'è perso per strada... :-)

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Ospite Luna

Bello, veramente bello, mi è piaciuto molto. Per il resto, ha detto tutto Luna, aggiungo solo che nel pezzo incriminato aveva iniziato col trapassato poi se l'è perso per strada... :-)

Sì è vero :asd: l'avevo notato anche io :)

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Bello, veramente bello, mi è piaciuto molto. Per il resto, ha detto tutto Luna, aggiungo solo che nel pezzo incriminato aveva iniziato col trapassato poi se l'è perso per strada... :-)

Figlio delle correzioni per rientrare nei caratteri. :facepalm:

Ho sempre il problema di sforare e poi tagliare. Alla terza rivisione, quando ho visto che stavo dentro ho postato e mi sono sfuggiti i tempi verbali di quella parte centrale, che prima erano tutti al trapassato prossimo (e però richiede più caratteri, cavoli! :facepalm: )

Grazie dei commenti.

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Ho un unico dubbio: 4 ore di arresto cardiaco? :emh:

Questa è una supposizione dei soccorritori. Cercano comunque di rianimarlo, magari anche per la madre che è lì e assiste impotente, ma è chiaro che il ragazzo è morto. :(

Attendo preoccupato il resto dei commenti. :sss:

@Luna, eh sì. Pensavo di aver imparato a essere breve, invece sforo sempre. :facepalm:

Modificato da visionnaire

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Mi ha veramente catturato , complimenti

l' uso scorretto dei tempi verbali te lo

hanno già fatto notare .

Hai ripetuto la parola ' cazzone ' , a mio parere bastava dirlo una sola volta e usare poi un sinonimo .

Il finale è veramente ben fatto

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Ospite Luna

Credo che la ripetizione della parola sia voluta perché è un intercalare che usa il personaggio di Matteo. E' una cosa utile alla caratterizzazione del personaggio ;)

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Ho un buon avvocato :asd:

In effetti è così, l'ho usato per caratterizzare il personaggio.

Grazie per il commento Sophie, sono contento di sapere che il racconto ti è piaciuto. :)

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Ospite Luna

Ho un buon avvocato :asd:

: RedFace : Scusa visio se ho risposto al posto tuo. Ultimamente sono iperattiva e non riesco a stare ferma (e zitta :P)

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Siccome nei commenti precedenti il mio hanno già parlato di diverse cose, mi limito a dire che la cosa che ho preferito di questo racconto sono i dialoghi. Soprattutto quello con il custode, ha un qualcosa che non so definire bene, forse una specie di contrasto fra umano e ultraterreno. Un contrasto che si avverte anche nella permanenza del protagonista al Purgatorio. Sembra che non sia molto diverso dalla Terra, in fondo, eppure c'è qualcosa di sotteso che crea un'aura diversa. E' molto particolare. Non so se l'hai letto, ma mi ha ricordato le parti ambientate nella fine del mondo di "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di Murakami.

Poi nell'abbreviare il racconto qualcosina te lo sei perso, in particolare il passaggio al sorriso del custode mi è sembrato appena un po' brusco. Ma niente di che.

Complimenti :oOo:

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Non so se l'hai letto, ma mi ha ricordato le parti ambientate nella fine del mondo di "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di Murakami.

Murakami è uno dei miei autori preferiti. :)

Ma "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" è uno di quelli che non ho letto. Urge rimediare. :sss:

Grazie Nicolaj.

in particolare il passaggio al sorriso del custode

Sì, qui ho tagliato un bel po'. Mi spiace ragazzi di rovinare i miei racconti con i tagli. :( Qualche volta posterò un racconto senza dovermi limitare con i caratteri. Il problema è che sono pigro. Il MI e gli altri concorsi mi danno motivazioni per scrivere, mentre i miei romanzi e i miei racconti fuori contest dormono pigramente nel pc. :)

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Ospite Luna

Non so se l'hai letto, ma mi ha ricordato le parti ambientate nella fine del mondo di "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di Murakami.

Murakami è uno dei miei autori preferiti. :)

Ma "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" è uno di quelli che non ho letto. Urge rimediare. :sss:

Grazie Nicolaj.

in particolare il passaggio al sorriso del custode

Sì, qui ho tagliato un bel po'. Mi spiace ragazzi di rovinare i miei racconti con i tagli. :( Qualche volta posterò un racconto senza dovermi limitare con i caratteri. Il problema è che sono pigro. Il MI e gli altri concorsi mi danno motivazioni per scrivere, mentre i miei romanzi e i miei racconti fuori contest dormono pigramente nel pc. :)

Se non li tagli/cancelli tu in preda a uno dei tuoi raptus :(

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Se non li tagli/cancelli tu in preda a uno dei tuoi raptus :(

:asd: Vero. :sss:

Ora devo iniziare di nuovo a scrivere il primo capitolo del mio romanzo! Me lo devo far commentare dai supercritici! :la: * butta la gomma da cancellare *

... tanto mi basta il tasto del. :rotol:

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«Non sta bene Matteo, sta soffrendo e io non posso fare niente» dissi al mio amico.

«Lo so Livio, te l'avevo detto che sarebbe stata dura. Per me è stato lo stesso. Vedere mia madre...» si interruppe. Per la prima volta in vita sua lasciò trasparire l'emozione.

«A proposito, lei dov'è ora?» chiesi.

«Penso sia già dall'altra parte, almeno credo

«In Paradiso?»

Vedere sua madre sofferente dopo la sua morte? Intendevi questo? Lui è morto prima della madre, ma la madre quando è salita in cielo non l'ha vista? E' andata subito in Paradiso? Era una mezza santa solo per il suo ruolo di madre? :asd: Non aveva colpe da espiare anche lei?

Quindi le anime apprendono che dimenticheranno tutto della loro vita terrena solo quando passano dal Purgatorio al Paradiso? Che tristezza però. Non c'è neanche quel sollievo del "Ci incontreremo di nuovo tutti lassù!". Ma che Paradiso è, se ti azzerano ogni emozione?

Mi rendo conto che avevi il limite dei caratteri, quindi non potevi approfondire certe questioni. Le note sulla forma ti sono già state fatte. A parte la questione "tempi verbali", mi sembra scritto bene.

Mi è piaciuto. Non mi sono commossa però, perché il mio cuore è duro come una roccia :asd: .

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Bello davvero, un racconto toccante e delicato. Ben scritto e avvincente.

Solo una cosa, avrei dato più spazio a questa parte:

Sentire il dolore di Ada, la mia compagna delle elementari che maltrattavamo perché paraplegica. Provare la sofferenza dei miei genitori, tutte le volte in cui li avevo trattati male. Scoprire come le mie bugie, la mia sufficienza, aveva creato problemi alle vite altrui, fu difficile da sopportare.

Avrei calcato la mano sul tormento interiore del protagonista.

Invece, ho apprezzato l'idea del protagonista che non vuole andare in Paradiso perché dimenticherebbe Lisa.

Tantissimi Complimenti.

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Aggiungi alla lista delle tue nefandezze che mi hai fatto piangere. Non si fa :li:

Spero che tu abbia tenuto la versione più lunga, perchè ci sono alcune parti che credo meritino più spazio, ad esempio cosa ha combinato Livio ad Ada, che non è poco. Si sente che il racconto è soffocato dai tagli, e scommetto che senza diventa un vero gioiellino. Già così è molto toccante, molto 'umano', gli mancano giusto i contorni.

La parte che mi ha fatto storcere il naso è questa:

Trent'anni prima l'avevo trovato riverso per terra, nella sua casa.

Mi aveva chiamato sua madre. “Livio, vieni, Matteo sta male”, disse.

Quando arrivai l'ambulanza era già sul posto. Lui era riverso a terra, la maschera dell'ossigeno sul volto. Uno dei sanitari stava attuando un massaggio cardiaco. Come uno stupido chiesi: “ma respira ancora?”.

Uno dei soccorritori rispose brutale: “ma cosa dice? È in arresto cardiaco da almeno quattro ore, se anche dovesse riprendersi avrà danni celebrali permanenti!”.

Ripetizione di 'riverso', il massaggio cardiaco non si 'attua', la cosa delle 4 ore è una fesseria enorme, perchè se un paramedico riesce a stabilire che sei in arresto cardiaco da 4 ore ti infila in un sacco di plastica e buonanotte.

Credo tu abbia fatto confusione con il battito del cuore, che se finisce sei morto, e l'ossigeno al cervello, quello sì se manca per 4 ore ti manda in coma irreversibile (dico irreversibile perchè ti tengono in coma farmacologico finchè non te ne vai da solo o non ti staccano le macchine; se hai bisogno di informazioni a riguardo non sono un medico, ma l'ho visto succedere due settimane fa, preciso identico).

Insomma, toglierei la frase del soccorritore e cambierei il pezzo in modo che sia visto attraverso gli occhi di Livio, aggiungendoci magari il coma e il senso di colpa che inizia in quel momento, per poi riprenderlo con la scena in cui Matteo lo perdona in purgatorio.

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Cito Bee, perché questa cosa all'inizio te l'avevo accennata poi mi son dimenticata di concludere il discorso.

la cosa delle 4 ore è una fesseria enorme, perchè se un paramedico riesce a stabilire che sei in arresto cardiaco da 4 ore ti infila in un sacco di plastica e buonanotte.

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Non c'è neanche quel sollievo del "Ci incontreremo di nuovo tutti lassù!". Ma che Paradiso è, se ti azzerano ogni emozione?

Sì, è una visione pessimistica, ma penso sia figlia di alcuni credo religiosi.

Ad esempio: nelle religioni che credono nella reincarnazione il ricordo del passato non c'è, al massimo è un vago eco lontano nella memoria.

Mi è piaciuto. Non mi sono commossa però, perché il mio cuore è duro come una roccia :asd: .

Donna senza cuore. :asd: La prossima volta riscrivo il massacro di Jigsaw. :asd:

@Kitty, grazie. Avrei voluto approfondire anch'io i tormenti interiori del protagonista, ma li ho dovuti soltanto accennare per ragioni di spazio.

@Bee, piangere ogni tanto non fa male, quindi non te lo conto come favore da restituire :asd:

@Bee, @Hwang. Non sono esperto di pronto soccorso. Ma se i soccorritori arrivano trafelati in casa e trovano uno in arresto cardiaco penso che una rianimazione la tentino comunque. Anche perché i "tempi" nella realtà non li possono conoscere, suppongo. Poi c'è anche una madre che guarda, magari prima che arrivasse Livio li ha pregati di fare qualcosa per suo figlio.

Comunque rivedrò questa parte in un'eventuale revisione, grazie :)

Modificato da visionnaire

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Certo, una rianimazione la tentano sempre. Tranne quando è proprio inutile.

Infatti è il far dire al paramedico 'è in arresto cardiaco da quattro ore' l'errorone. Perchè, davvero, dopo quattro ore che non ti batte il cuore sei bianco e freddo, nessuno ti rianima nemmeno per far contenta una madre.

Infatti penso volessi intendere che non gli arriva sangue al cervello da ore (eliminiamo 'sto 4), e dal microerrore si passa senza volerlo alla scena che non sta in piedi.

Detta papale, una stupidatina che si corregge in trenta secondi ;)

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Bene, sull'arresto cardiaco è già stato detto tutto, per cui non aggiungo nulla. Si corregge facilmente.

Premesso che la storia mi è piaciuta molto e che pure io mi sono molto intenerita sulla coppia che fatica a dimenticare sè stessa dopo la morte, e quindi non mi dilungo su ulteriori complimenti, ti segnalo al contrario una mia perplessità

Il racconto parte con la storia di Livio, e poi vira su Lisa. Non è che sia sbagliato, è una scelta come un'altra. Solo che io la trovo un po' disorientante, come se contenesse due racconti insieme, tutti e due importanti allo stesso modo, a cui dare respiro, ma poi se ne sceglie uno. Per un mio gusto personale, o forse solo per una mia fisima personale :asd: avrei preferito che una delle due narrazioni (quella di Livio) fosse più accennata, lasciando più scena al focus del racconto, cioè alla storia fra marito e moglie.

Ciò detto ti ribadisco il mio apprezzamento, è una bella storia, delicata, ben scritta e commovente.

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Il racconto parte con la storia di Livio, e poi vira su Lisa. Non è che sia sbagliato, è una scelta come un'altra. Solo che io la trovo un po' disorientante, come se contenesse due racconti insieme, tutti e due importanti allo stesso modo, a cui dare respiro, ma poi se ne sceglie uno.

Eh Cicciuzza, forse il problema è che le idee che mi vengono non sono adatte a una narrazione così breve. Troppe cose da far stare in troppi pochi caratteri. :(

L'aspetto positivo è che c'è sempre tempo per ampliare questi racconti, dandogli più respiro. :asdf:

Lieto che il racconto ti sia piaciuto. :ohh:

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Il racconto l’ho apprezzato particolarmente.

Il dialogo tra i due amici, ormai vecchi, mi ha fatto riflettere molto.

In questi casi l’amicizia è veramente eterna.

Invece, il personaggio di Lisa mi ha fatto molta tenerezza.

Anche dopo la morte è rimasta fedele al suo compagno, andando sempre a fargli visita e a stargli accanto.

Hai presentato due sentimenti bellissimi, come l’amicizia e l’amore e li hai resi eterni.

Non posso commentare negativamente.

Però come ti hanno sottolineato gli altri, un arresto cardiaco di quattro ore è troppo esagerato, in quel momento sarebbe già nell’oltretomba.

Se non sbagliano può passare poco più di mezz’ora affinchè il cuore venga rianimato.

Una cosa, invece, mi ha fatto sorridere.

Il pugno che Livio molla al creatore :asd:

Il purgatorio mi sembra un po’ poco. Il creatore non si fa rispettare come si deve? :la:

Bello, bravo! Mi ha catturata.

A rileggerti :)

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Il pugno che Livio molla al creatore :asd:

Il purgatorio mi sembra un po’ poco. Il creatore non si fa rispettare come si deve? :la:

In realtà ho immaginato il custode come San Pietro. :asd:

Non che un pugno a S. Pietro sia da meno :aka::asd:

Grazie Valeria :)

Modificato da visionnaire

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E' molto bello. Mi ha catturato e mi ha un po' rattristata. E' una visione della morte che temo, il dimenticare...

Comunque risente del taglio, oltre che per l'errore dei tempo verbali, sembra un po' compresso, velocizzato. Magari con più caratteri a disposizione poteva venire fuori un lavoro niente male :)

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Non saprei cosa aggiungere. Non potrei che ripetere apprezzamenti e critiche.

Forse l'unica cosa che cambierei a parte la storia delle quattro ore, è lo sganassone che mi è sembrata una via d'uscita un po' sbrigativa.

Chissà se in purgatorio organizzano incontri di pugilato? :sboff:: Angle :

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