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Shiki

[MI 23] Il braccialetto

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Ci ho provato, è il primo MI a cui partecipo, quindi siate clementi.

E' una storia semplice, senza trama o chissà che colpi di scena e originalità.

Spero solo di aver rispettato il tema del prompt. ^.^

prompt di mezzogiorno

commento: http://www.writersdr...598#entry242598

Correva, cercando di raggiungere il fratello, diretto chissà dove con i suoi amici.

Rachele aveva esaurito le forza. E correva.

Marco aveva dieci anni, quattro più di lei e le gambe molto lunghe.

In cuor suo la bambina sapeva che era impossibile raggiungerlo, ma voleva provarci lo stesso.

Era troppo importante, lui aveva bisogno del suo portafortuna; quello che Rachele le aveva fatto con tanta cura, per regalo di compleanno. Un braccialetto che lei trovava bellissimo.

Marco l’aveva dimenticato sul tavolo, poco prima di uscire; ed ora Rachele correva.

Il sole era alto nel cielo e i raggi picchiavano sulla sua testolina bionda. Le lacrime agli occhi e il cuore in gola. Era un portafortuna, Marco doveva averlo con sé.

Le scarpette gialle sporche di terra, il braccialetto ben stretto nella mano destra e le gambette nude piene di graffi. La piccola Rachele era caduta più volte, ma s’era rialzata subito, ignorando il dolore.

Correva, mentre osservava il fratello allontanarsi sempre di più.

Correva, tentando di urlare e farsi sentire, ma lui non si voltava mai.

Correva, alimentata da una forte determinazione.

Quel braccialetto era troppo importante.

Evitava gli ostacoli, rallentava per poi accelerare, scivolava o sbatteva contro i rami.

Lì era tutto incolto, abbandonato; i campi dove Marco andava a giocare non erano di nessuno, con l’erba altissima e i rami secchi che spuntavano dappertutto.

Rachele non ce la faceva più, le lacrime le offuscavano la vista e il cuore martellava nella cassa toracica. Suo fratello era ormai lontanissimo. Quando si rese conto di averlo perso rallentò. Le gambe cedettero e si accasciò a terra, sollevando una nuvola polverosa.

Un fiume in piena le inondò il viso, cominciò a piangere. Prima in silenzio poi senza più ritegno.

Erano ovunque. S’erano sparse dappertutto.

Il braccialetto s’era rotto e le pietre che lo componevano s’erano disseminate tutt’intorno, in mezzo all’erba, sotto i sassi. La catenella, inerme e nuda, pendeva dalla mano della bambina ormai disperata.

Non le importava dei graffi, delle gambe tremanti e il fiatone che senza sosta le scuoteva il petto. Il braccialetto s’era rotto, tanto lavoro per niente. Il suo orgoglio era pezzi.

Continuò a disperarsi per un bel po’, con il sole che le illuminava il viso arrossato e pieno di polvere, rigato dalle lacrime. Stringeva la catenina, arrendendosi all’idea che non avrebbe mai trovato tutte le pietre.

«Perché piangi?»

Una voce conosciuta sussurrò quelle parole.

Rachele si voltò e vide davanti a sé la lunga figura del fratello, che le gettava ombra addosso.

Marco le se accucciò accanto e lei smise di piangere.

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Ospite Woland

Personalmente avrei invertito l'incipit, mettendo come frase iniziale: "Rachele aveva esaurito le forza. E correva."

Non mi arriva del tutto la solennità di questa corsa; credo dipenda in parte da quello che la ragazza reca con sé: un braccialetto. Per quanto "porti fortuna" la foga che motiva il tutto appare eccessiva. (Forse omettendo di definire da subito l'oggetto potresti mirare a raccogliere un interesse più alto).

CiaO

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Ospite Luna
quello che Rachele le aveva fatto con tanta cura, per regalo di compleanno.

che gli aveva fatto...

A parte questo piccolo refuso, il testo mi è piaciuto. Forse la prima parte l'ho trovata un po' troppo ridondante di ripetizioni. Capisco che possano essere volute, ma danno al testo una certa poeticità e lentezza che 'rallentano' la scena della corsa.

Avrei apprezzato maggiormente una corsa sfrenata, rapida, veloce. Fatta di frasi più brevi e incisive.

Invece le frasi lunghe e le ripetizioni sono sicuramente belle da leggere in altri contesti, ma è come se frenassero le gambe della bambina (non so se sono riuscita a farmi capire, oggi incespico sulle parole pure mentre scrivo :facepalm:)

Il finale mi ha sorpreso, è carino. Sarebbe bello se finisse con Marco che si mette a raccogliere le perline con la sorellina. Chiuderebbe il cerchio, in un certo senso, dando al finale quel qualcosa in più. :)

In generale un buon lavoro, mi ha preso :)

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Ottima storia. Sei riuscita a descrivere benissimo i pensieri di Rachele e non credo che "la foga che la motiva sia esagerata" come diceva LoScrivano. Infatti certe cose che per noi adulti possono sembrare futili per i bambini hanno grande importanza e tu ti sei basata su ciò. L'unico errore che ho notato è stato quello trovato da Luna. Per il resto un bellissimo racconto anche se non hai rispettato al 100% il prompt.

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Non è facile entrare nella testa di un bambino, anche se molto spesso noi adulti ci comportiamo come tali.

Tu ci sei riuscito, quindi bravo. In tutta franchezza, come già ti è stato evidenziato, il brano manca un po' di mordente, è un po' lento. Il che non è un male in sé ma mi pare un po' fuori tema, visto che il prompt richiedeva proprio velocità e movimento.

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Mi è piaciuta la sensazione di urgenza che traspare dal racconto, tanto da farmi temere per una sorpresa finale che avrebbe ribaltato tutto. Invece di sorprese finali non ce ne sono, e la cosa mi piace. L'urgenza è tutta nell'animo della protagonista, e questo rende il senso forsennato del suo inseguimento, solo per dare il braccialetto al suo fratellone.

Mi è sembrata una di quelle scene che a volte ci sono negli anime, non so se rendo l'idea. Quelle con il canto delle cicale e i doppiatori giapponesi, con la vocina acuta della bambina. Mi sa che sto mescolando varie immagini.

Lo stile è scorrevole, anche se alcune soluzioni, alcune frasi, non mi sono piaciute, o meglio mi sono sembrate un po' goffe. E c'è almeno un punto in cui qualche dettagli dell'ambientazione non mi è tornato (quando lei cade a terra solleva una nuvola di polvere; ma non stava correndo nell'erba alta? Forse sono schizzinoso io, ma la cosa mi ha infastidito).

Nel complesso è un racconto piacevole. Migliorabile, secondo me, ma davvero non male.

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Racconto dalla trama lineare e semplice, scritto bene e in modo fluido ma che mi ha coinvolto poco.

L'unico appunto che posso farti, che non è un vero appunto o una correzione, è che leggendolo quando sono arrivata a questo punto

Rachele non ce la faceva più, le lacrime le offuscavano la vista e il cuore martellava nella cassa toracica. Suo fratello era ormai lontanissimo

ho pensato: "Ma perché piange? So che per una bambina, ogni cosa può sembrare una questione di vita o di morte, ma dato che il fratello non stava partendo per sempre e che stava solo andando a giocare una partita, mi è sembrato eccessivo. Tu mi dirai: è una bambina, i bambini piangono per un non nulla e lei ci teneva a dare il braccialetto al fratello. Lo so.

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@ Hwang: L'importante, almeno per questo "racconto" è lo stile. Di trama so che non ha nulla di ché, infatti l'ho scritto quasi per forza, per partecipare al MI, visto che non riesco mai a partecipare xD.

E' venuto fin troppo bene, visto che i prompt erano molto interessanti ma di idee buone non me ne veniva manco una >.<

Comunque, per quanto riguarda il fatto che la bambina piangeva... più che altro mi sono immedesimata nella bambina io stessa e io, in quella situazione, mi sarei sentita offesa (magari il fratello non aveva preso il bracciale perché non gli piaceva) visto che ci tenevo tanto a quel regalo; per questo piange. Dopo dipende dal carattere. Sono bambini, ma non è la sola giustificazione alle sue lacrime, ha anche un carattere sensibile.

@ Nicolaj: Anime? Forse sì, siccome li guardo forse mi sono ispirata involontariamente, anche se la prima scena che mi è venuta in mente, mentre pensavo a cosa scrivere, è di "Io non ho paura".

Comunque, ho dato pochi accenni al paesaggio, ma ho immaginato un campo incolto, con erba alta ma secca, in una giornata d'estate molto calda (infatti faccio riferimento al sole che scotta) ma contentrandomi sulla bambina ho descritto poco. Di certo migliorerò questo aspetto, grazie per avermelo fatto notare.

@ kapello: Sì, lo so, sono andata un po' fuori tema... pazienza xD

Comunque grazie... sai, ho cercato di pensare a me da piccola quindi a come avrei reagito, ecc.

PS: Sono una femmina :)

@ Mad: Grazie :)

@ Luna: Grazie Luna, hai ragione... avrei dovuto essere più incisiva, lo sapevo, ma non mi veniva, diciamo... e sono andata fuori tema. Il punto è che tempo fa mi criticarono che facevo frasi troppo incisive e dall'ora cerco di farle più "lente", anche quando dovrei farle brevi e d'impatto (la mia psiche è strana xD). Per il finale avevo pensato anche io di fargli raccogliere le perline con la sorella ma poi ho pensato che fosse troppo banale e ho preferito lasciarlo aperto.

Comunque come prova, per essere la prima volta che partecipo al MI, non è male. Grazie ancora :)

@ BartlebyLoScrivano: Non è una ragazza, ma un bambina. Questo piega la necessità di portare il braccialetto al fratello. Per lei è importantissimo, per questo corre e la corsa è alimentata da questo bisogno. Comunque grazie mille per il consiglio :)

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ed ora Rachele correva.

e ora

scivolava o sbatteva contro i rami.

Ma abitano in una foresta?

Se il fratello è uscito da casa lei perché sbatte su tutti questi rami?

Lì era tutto incolto, abbandonato; i campi dove Marco andava a giocare non erano di nessuno, con l’erba altissima e i rami secchi che spuntavano dappertutto.

Io un campo incolto lo immagino pieno di pietre, magari rovi e ortiche. Ma rami che spuntano da terra no.

«Perché piangi?»

Un fratello secondo me prima gli direbbe: che ci fai qui, che ti è successo? Magari poi: perché piangi?

Mi è piaciuto Shiki. Mi sono immedesimato in quella bambina che voleva dare a tutti i costi il braccialetto a suo fratello. Mi è dispiaciuto il finale, mi sarebbe piaciuto vedere qualche coccola in più da parte del fratello, magari dopo un rimprovero da fratello maggiore. Ma nel complesso direi: bene.

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Grazie visio.

Lo so, ho notato anche io le varie "incongruenze", soprattutto nel paesaggio. Dopo vedrò di dare un sistemata al testo, in base ai vostri consigli.

Comunque per il finale anche io pensavo di far fare al fratello qualcosa ma poi ho pensato di lasciarlo aperto... ma non mi chiedere perché, perché non lo so xD

Comunque grazie ancora :)

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ed ora Rachele correva.

Attenta alla “d eufonica”. E ora.

Rachele si voltò e vide davanti a sé la lunga figura del fratello, che le gettava ombra addosso.

Penso che hai messo gettare volutamente, ma l’idea di “gettare l’ombra” non mi persuade molto. Meglio proiettare o altri sinonimi.

Da lettrice ho molto apprezzato il tuo racconto.

Le emozioni della bambina sono ben chiare e forti. Il sentimento tra una sorella e fratello è espresso molto bene in queste poche righe. L’ho apprezzato molto anche perché hai saputo raffigurare perfettamente i pensieri e le emozioni della bambina. Avendo un fratello più grande anche io, mi sono immedesimata in lei e non sarei riuscita a provare altre sensazioni di quelle che non hai già descritto.

Inizialmente, però, non mi ha entusiasmato tanto. La scelta di lasciare alcune cose non dette, come il luogo in cui si stava dirigendo il fratello, lasciano il racconto un po’ sospeso. Così ho pensato che stesse andando in guerra o simile.

Però hai reso perfettamente l’idea di corsa. Insieme al racconto ho provato ansia per vedere come si concludesse. Significativa anche l’idea di aggiungere le cadute conseguite dalla bambina durante il tragitto, sicuramente in segno che quando si tiene veramente a una cosa si fa di tutto per non deludere le proprie aspettative, al di là delle cadute.

Ho letto quindi un messaggio molto importante, che va oltre il testo e il correre della bambina.

A rileggerti :)

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Mi è piaciuto.

L'immagine della bambina esce molto bene e questo mette in secondo piano qualche incongruenza nel testo.

Per quanto riguarda l'incisività e il ritmo, in realtà non ho nulla da dire, anzi: se quella che corre è una bambina di sei anni me la vedo trotterellare alla volta del fratello, magari un po' spaventata, ma al tempo stesso determinata. Una corsa ingenua e disperata come è ingenuo, ma tipico di una bambina così, dare tanto valore a quel braccialetto.

Il finale è come se non ci fosse, il tutto potrebbe essere un preludio di una storia più complessa, dove questa esperienza potrebbe essere un momento di passaggio importante nella vita futura di questo personaggio. Chissà?

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@ Valeria:

Così ho pensato che stesse andando in guerra o simile.
come hai fatto a pensare che andava in guerra? xD

Ha dieci anni e lo dico che va a giocare con gli amici, in mezzo ai campi (lo facevo anche io da piccola). xD

Comunque grazie mille :)

@ Poldo: Il finale è aperto, sì... ora non so se potrà essere l'inizio di qualcosa di più complesso. Forse, non si sa mai!

Comunque grazie mille!

Da come si vede (anche dal avatar) a me piacciono i bambini e mi piace parlare di loro :)

Modificato da Shiki Ryougi

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Mi è piaciuto nonostante la brevità o forse anche per questo.

Io sono cresciuto in campi come quello, immensi campi pieni d'erba che in estate diventava gialla e secca sotto un cielo azzurrissimo, accecante.

Amo la descrizione di quei mondi isolati, dove niente e nessuno possono venire a turbare la pace e l'armonia e in questa isola due bambini, una bambina che insegue il fratello che corre per regalargli un braccialetto, un suo sogno, il suo affetto.

Non esiste nient'altro che loro due. Ci avrei messo anche il frinire delle cicale e sarebbe stato un quadro perfetto, ma va bene anche cosi.

Brava. ;)

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Io sono cresciuto in campi come quello, immensi campi pieni d'erba che in estate diventava gialla e secca sotto un cielo azzurrissimo, accecante.

Anche io!

Comunque grazie mille, mi fa molto piacere :)

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