Link--->http://www.writersdr..._20#entry242461 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Pericolo. Il pericolo chiama. /DRIN!.... DRIN!.... DRIN!....! HO DETTO DRIN!/ <pronto? Si? Qui è il pericolo; chi parla?>. Letteralmente. E per chi non lo sapesse, ha l'accento molto Inglish. E se il pericolo chiama, c'è sempre qualcuno che risponde. Sempre. <Si, qui è casa Mannaccia, desidera?>. E la risposta è sempre quella. Sempre. <Un chilo di gelati, tre tost e delle tartine, grazie>. No, non quella, intendevo l'altra. <Ah, si, scusa..... GUAIIIIIIIII>. Musica in ascensione con riff di chitarra! Panamanamanawwwwww.......! YeaH! TRUPPE D'ORDINARIA ORDINANZA <Peppepenewe pepepenenewe, aAA....Auuu, aAA.....Auuuu>. <Jennaro, la vuoi smettere con quella musica? Mi da al cervello!>. <Certo capo!!AAA....AUUUU>. Il rombo del camion furgoncino risuonava nelle desertiche strade della dormiente New Rom, il gioiello dei tempi moderni, l'anello delle stelle, la grande pera, la passera solitaria (con un sacco di amichetti, certo). Il grido dei due avventurieri si faceva sentire tronfio tra i sobborghi urbani, impavido difronte ai pericoli della notte. <aAA.....Auuuuu, aAA.....Auuuu>. <JENNAROOO, ho detto basta per l'amor del cielo!>. Con un calcio alla Stivie Wonder il giovane guidatore del camion furgoncino spense la radio, che tirò un sospiro di sollievo (<phew>). <Vabbè, scusa tanto Ted, ma non è colpa mia! Tu la musica non la capisci mica, eh!>. <Scusa un corno! Mi sta scoppiando il cervello! Facciamo silenzio per cinque, dico cinque secondi, ok?>. La vettura girò a sinistra, verso il vicolo più buio e più sporco di tutta la metropoli, l'unico buco dove neanche Chuck Norris avrebbe messo piede senza prima mettersi le bustine salva scarpe: Via Grande Puffo, la via più malfamata, mafiosa, pizza e mandolino di tutta New Rom. Il camion furgoncino si fermò all'imboccatura della strada, ed entrambi i nostri eroi erano lì fermi, ad osservare il buio addensatosi tra il vetro e l'ignoto. <Mi...mi ricordi perchè dobbiamo entrarci, Ted?>. <P...perchè lì c'è il temibile e terribile N-Nano Gigante, l'unico che in questo momento p-può aiutarci. Cavolo, Jen, abbiamo bisogno di soldi! Lo vuoi o no il nuovo impianto stereo SGN3000, l'unico che ti fa sentire i suoni così bene che te li fa anche vedere? Lo vuoi o non lo vuoi vedere riflesso in quelle orbite da maniaco che ti ritrovi Stairway to Haven? Allora?>. <S-si, amico....mi sà, che, allora...>. <Si>, disse Ted, con aria decisa. <andiamo>. Borbottando, il camion furgoncino entrò timidamente in via del Grande Puffo. <Ehi Ted>. <Ehi Jen>. <Cosa ci fa un astronauta in taxi in aperta campagna?>. <Come?>. <Ho detto: “Cosa ci fa un astronauta in taxi in aperta campagna?”>. <E io che ne sò, scusa? Ma come ti vengono certe domande me lo spieghi? In un momento come questo poi...> Ci fu un rumore di clacson ed un tonfo /crashhh/. (“guarda che i tonfi non fanno /crash/, al massimo fanno /ton/” “aaa, stà zitto e non rompere”). <Ehi! State attenti alla strada, imbranati!>, urlò un uomo in tuta spaziale dalla macchina gialla che Jen e Ted avevano appena investito. <Questa mo chi la ripara...> borbottò il tipo, tirando dritto per la sua strada. Ted e Jen rimasero un attimo interdetti, poi fecero spallucce e continuarono. <Ehi Ted>. <Ehi Jen>. <Quanto manca per la casa del boss?>. <Poco, Jen. La mappa indica approssimativamente....qui!>. Jen indicò un segnale lampeggiante ad intermittenza di luci rosse e blu con su scritto “LA CASA DEL BOSS”. <Fammi vedere la mappa>, disse Jen a Ted. Ted gli passò un tovagliolo usato, macchiato di pasta di fagioli e sudore di gnù (“e non chiedetemi come fa ad essere sporco di sudore di gnù!”. “Perchè no, scusa? E se qualcuno volesse saperlo?”. “Beh, amico mio, se qualcuno volesse scoprire perchè il tovagliolo di Jen e Ted, dove un ubriacone in un bar ha disegnato una mappa verso la casa di un mafioso nano” “si dice diversamente alto” “con un cucchiaio sporco di zuppa, è macchiato di sudore di gnù, beh, sinceramente, e dico sinceramente, può andarsene affanciullo, dico io! Ecco!” ...... “sei un insensibile”. “...perchè, che ho detto?”. “qualcuno potrebbe offendersi”. “addirittura?”. “...diversamente alto, si dice”). <Mmmm>, disse Jen. <Cosa c'è?>. <Secondo me, non è lì che dobbiamo andare>. <Come fai a saperlo?>. <Guarda quì>, Jen indicò un punto sul tovagliolo, tra uno sputo e qualcosa fra il limaccioso e l'appiccicoso. <Vedi, qui dice di girare a sinistra, noi invece abbiamo continuato dritto>. <mmm, certo.... Sei sicuro che non è solo una formica morta quella?>. <Cos'è, mi prendi per un idiota?>. <No, no di certo, Jen, scusa. Ok, torniamo indietro>. Il camion fece inversione a O e quindi di nuovo a U, poi girò a destra, verso un vicolo stretto e buio. La vettura avanzava lentamente. <Ted...dove siamo?>. <E che diamine ne sò, scusa?>. Si arrestarono di fronte ad una parete. <Che cos'è?>. Un coro angelico si sentì salire dalle viscere della terra. Trombe e canti idiliaci trionfanti suonar (<EHI CHI E' CHE NON HA SPENTO IL TELEFONO?>. <Scusate!>, una voce si dipartì dalla sala. Si sentirono dei rumorini di tasti. /bi-bop/ <Scusate! L'ho spento!>. <E GRAZIE! Idiota...>). Di fronte a loro una vecchia porta chiudeva il piccolo vicolo, trasformandolo in un vicolo ceco. Sopra la porta c'erano due iscrizioni, una grande ed una piccola. Quella piccola diceva: “Oddio, non ci vedo!”. Quella grande invece: PORTA ORDINARIA I due fissarono la scritta in silenzio. <Che facciamo, Ted?>. <Non lo so...>. <Ahhh, capisco. Beh....cos'è che sappiamo, allora?>. Ted fissò Jen. <Quella è una porta>, disse. <Non ci sono dubbi>. <E le porte si attraversano>. <Giustissimo>. <Ed attraversandole si arriva da un altra parte, dove in effetti fisicamente ancora non si è, ma molto probabilmente dove si vuole arrivare>. <Giustissimissimo!>. <E per attraversare la porta basta aprirla girando l'apposita maniglia di cui il probabile costruttore l'ha dotata per far sì che, appunto, sia possibile attraversarla, o meglio aprirla per poi, in un secondo momento attraversarla!>. <Si, matematico!>. <E quindi!...e quindi....di che stavamo parlando?>. Jen fissò Ted. <Un chilo di gelati, tre tost e delle tartine?>. Oddio ragazzi, e aprite quella porta! <Giusto, grazie capo!>. I due scesero dal camion furgoncino e si diressero verso la porta. <Pronto?>, disse Ted a Jen. <Chi è?>, rispose l'altro.... che tristezza. Ted afferrò il pomello della porta e lo girò <Amico, sappi che ti voglio bene>. <Si, anche io te ne voglio, Ted. L'unica cosa, spero che non ci sia uno gnù, dall'altra parte...>. <Si, anch'io....>. E dall'altra parte c'era...... Puntini sospensivi.... puntini che sospendono.... sospeeeeendonooo....... eeeeen...... DONO: pernacchia! Prrrrrrrrrrrrrr! Fine PRIMO EPISODIO!