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Ospite giovanni

Mostro

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Ospite giovanni

Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/14501-sensenno/

Frammento alquanto macabro e scritto di getto!

Il freddo tormentava il corpo grossoccio del bambino che non capiva perché quel posto, si ricordava del cortile, dei giochi, del succo di frutta e adesso attorno c'era solo puzza e paura. Il silenzio, a volte, è più fastidioso e rumoroso del rumore stesso. Quel silenzio, l'assenza delle urla, dei passi, dei calci al pallone che la mamma gli aveva regalato per il compleanno facevano piangere e le lacrime rotolavano su quelle gote infantili. L'ignoranza lo rendeva debole e più facile al controllo; su questi punti giocava il mostro: buio, paura, silenzio e ignoranza.

Passi pesanti e secchi arrivarono alle orecchie del bambino che, preso dal terrore, gli mancò poco per una sincope. Poi una voce rauca e disumana cominciò a cantare e nel frattempo interrompeva il suo canto con risate forzate. Il bambino lo pregava di lasciarlo libero, ma il mostro godeva e la sua macabra fame aumentava. Occhi senza spirito fissavano l'innocente che serrava a sua volta gli occhi perché tutto sembrava un incubo. Il mostro accese una candela e alla mano destra impugnava un coltello. Iniziò la sua passione e trafisse la carne con vigore da dove del sangue ne sgorgò. Si leccò le dite e assaporò l'odore pungente che questo aveva.

La creatura scoppiò in un urlò gettato anche dalla rabbia e dall'impotenza di agire su ciò che gli stava succedendo. E morì nel pianto e nella speranza che l'indomani avesse ritrovato la sua mamma che lo avrebbe coccolato e baciato.

Il mostro si caricò il cadavere del bambino sopra la spalla e lo infilò dentro un sacco nero. Lo portò in macchina e lo gettò al fiume.

Il giorno dopo avrebbe fatto tutto alla stessa maniera e la città ancora non sospettava che lì in mezzo a tutti ci fosse un...mostro.

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L'idea di base non è male. Ma andrebbe rivista, soprattutto dal punto di vista narrativo.

E ha parecchie imprecisioni o errori che non ne facilitano la lettura. Comincio da questi.

Il freddo tormentava il corpo grossoccio del bambino che non capiva perché quel posto, si ricordava del cortile, dei giochi, del succo di frutta e adesso attorno c'era solo puzza e paura.
Frase dalla sintassi errata: "perché quel posto"... cosa? Oppure intendevi "perché [il mostro lo avesse portato in] quel posto"? Davvero non ci siamo, da rivedere.
gli mancò poco per una sincope
Non mi convince, forse perché il termine "sincope" suona tecnico e stona un po' col lessico del resto del brano.
Poi una voce rauca e disumana cominciò a cantare e nel frattempo interrompeva il suo canto con risate forzate
Meglio "di tanto in tanto interrompeva eccetera". "Nel frattempo" indica la concomitanza di due azioni prolungate nel tempo, ma il mostro non più ridere e cantare nello stesso identico istante.
Il mostro accese una candela e alla mano destra impugnava un coltello.
Due frase unite sintatticamente da una congiunzione ("e") ma non dai tempi verbali: passato puntuale nella prima ("accese"), passato continuato nella seconda ("impugnava"). Ed è corretto "nella mano destra impugnava", oppure "la mano destra impugnava", con cambio di soggetto.
La creatura scoppiò in un urlò gettato anche dalla rabbia e dall'impotenza di agire su ciò che gli stava succedendo. E morì nel pianto e nella speranza che l'indomani avesse ritrovato la sua mamma che lo avrebbe coccolato e baciato.
Nella prima frase ci sono imprecisioni lessicali ("un urlo gettato", "l'impotenza di agire su ciò che gli stava succedendo"). La seconda frase vuole "avrebbe", non "avesse".

A parte questi errori e imprecisioni, ho notato una certa difficoltà lessicale: sfrutti troppo i sinonimi, per esempio, senza cercare costruzioni sintattiche che ti permetterebbero di ometterli: "bambino", "innocente", "creatura".

Inoltre la scena è troppo "raccontata" invece di essere "mostrata", e perde quindi molto pathos.

Insomma, l'idea in sé non è male, ma andrebbe sviluppata meglio.

Ti consiglio di revisionare a fondo e riprovare: potrebbe venirne fuori un pezzo interessante. ;)

A rileggerti.

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Sarebbe potuto essere un'ottimo racconto visto l'idea che hai inserito nel testo ma ci sono alcuni errori che andrebbero corretti

Il freddo tormentava il corpo grossoccio del bambino che non capiva perché quel posto,

C'è un errore di battitura (grassoccio non grossoccio) e non capisco cosa intendi dire in questa frase. Forse hai dimenticato di scrivere qualcosa?

Il mostro accese una candela e alla mano destra impugnava un coltello.

Secondo me sarebbe stato meglio scrivere: "Il mostro accese una candela mentre nella mano destra impugnava un coltello.

E altri errori che ha trovato e corretto Mid prima di me. Secondo me dovresti rivedere il racconto, correggere gli errori presenti nel testo, ampliarlo un pò mettendoci più tensione e poi pubblicarlo (anche secondo me potrebbe venire un testo davvero interessante). Spero di esserti stato utile. Continua a migliorare.

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Il freddo tormentava il corpo grossoccio del bambino che non capiva perché quel posto, si ricordava del cortile, dei giochi, del succo di frutta e adesso attorno c'era solo puzza e paura.

frase poco chiara:il bambino che non capiva perché quel posto e poi?

Il silenzio, a volte, è più fastidioso e rumoroso del rumore stesso. Quel silenzio, l'assenza delle urla, dei passi, dei calci al pallone che la mamma gli aveva regalato per il compleanno facevano piangere e le lacrime rotolavano su quelle gote infantili.

metterei una virgola dopo compleanno.

Passi pesanti e secchi arrivarono alle orecchie del bambino che, preso dal terrore, gli mancò poco per una sincope.

-gli mancò poco per una sincope- non mi piace,soprattutto è inadatto al personaggio che è un bambino.

Il mostro accese una candela e alla mano destra impugnava un coltello.

nella mano destra

Iniziò la sua passione e trafisse la carne con vigore da dove del sangue ne sgorgò.

da cui sgorgò sangue

La creatura scoppiò in un urlò gettato anche dalla rabbia

gettato?

E morì nel pianto e nella speranza che l'indomani avesse ritrovato la sua mamma che lo avrebbe coccolato e baciato.

avrebbe ritrovato

Il mostro si caricò il cadavere del bambino sopra la spalla e lo infilò dentro un sacco nero. Lo portò in macchina e lo gettò al fiume.

nel fiume

Non so se ti ho segnalato refusi e imperfezioni già indicate dai precedenti commentatori che non ho letto. A mio avviso devi rivedere un po' tutto. Può venirne fuori un gradevole piccolo racconto da brivido. ciao

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non mi soffermo sugli errori, perché ritengo di non essere per nulla indicato a dare consigli grammaticali (sono peggio di tè).

per me manca il pahtos,trasmette poca tensione, non mi fa immedesimare nel personaggio.

mettere "sincope" e sbagliato perché buona parte della gente che legge non sa cosa significa, è un vocabolo troppo tecnico.

a volte viene difficile capire, di chi stai parlando, se del bambino o del mostro.

un consiglio, un dialogo spesso aiuta a spiegare quello che vuoi dire,al bambino fagli esternare le emozioni,.

"La creatura scoppiò in un urlò gettato anche dalla rabbia e dall'impotenza di agire su ciò che gli stava succedendo. E morì nel pianto e nella speranza che l'indomani avesse ritrovato la sua mamma che lo avrebbe coccolato e baciato."

sembra che tu stia parlando del mostro e non del bambino.

"Il mostro si caricò il cadavere del bambino sopra la spalla e lo infilò dentro un sacco nero"

.mettere due azioni distinte in una frase sembra,secondo me, una forzatura.

Puoi far portare il bambino dal mostro sulle spalle fino alla macchina, non serve un sacco nero, poco gli importa di sporcarsi anzi secondo me si eccita di più nel sentire il sangue del ragazzino sul corpo.

sono solo consigli

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I termini ' sincope ' e 'grassoccio, come altri ti hanno già detto stonano un po' con tutto il resto.

Il finale non mi dispiace ma il contenuto del testo lo definirei forte un po' troppo semplice , dovresti migliorare il finale , perchè a mio parere è quello che rende meravigliosa una storia horror o per lo meno macabra.

In generale però non mi è dispiaciuto

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Ci sono alcuni errori di battitura che già ti sono stati fatti notare.

Mi aspetterei da un racconto del genere una descrizione più particolareggiata e introspettiva del bambino, per quanto sia piccolo.

Non è necessario dire che le sue lacrime scorrevano su “quelle gote infantili”, non siamo più nell’Ottocento e nel suo linguaggio e pensiero purtroppo. Le lacrime scorrono.

Fai entrare in scena il “mostro” chiamandolo “mostro”.

A mio parere così rovini un po’, anticipi, concludi tutto con questa definizione.

Sarebbe stato più efficace, a mio avviso, e allo stesso modo maggiormente scioccante se tu inizialmente lo presentassi semplicemente come un uomo che invade, entra nello spazio del bambino.

Illudere che forse potrebbe e vorrebbe aiutarlo; spesso alcuni mostri hanno slanci di crudele affetto verso le loro vittime.

Insomma descriverei un crescendo di sensazioni e azioni dell’uomo, suffragate da conseguenti minimali risposte del bambino, che forse può ancora illudersi di sperare in un aiuto, fino a mostrare l’omicidio in tutta la sua efferatezza. Ciò senza specificare da subito che quell’uomo è un mostro, non perché non lo sia, beninteso, ma perché le sue azioni seguenti lo classificheranno comunque e immediatamente come tale nella mente del lettore, che forse avrebbe sperato in un diverso epilogo e a maggior ragione ne rimarrà colpito.

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Ospite giovanni

Concordo con i vostri commenti e critiche.Ma con questo frammento ho voluto sperimentare un metodo di scrittura usato principalmente dagli scrittori della beat generation, la prosa spontanea. Scrivere di getto ciò che "passa per la testa".

E' dato di fatto che non sia Jack Kerouac! :asd:

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Ospite
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