Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

IreneZolea

Domande varie sulla documentazione: semisondaggio!

Post raccomandati

1) Vi è mai capitato che, dopo aver letto un libro dall'ambientazione particolare, quest'ultima vi ha così affascinato che vi ha spinto ad approfondire la materia in questione (anche lontana dai vostri soliti gusti)?

2) Se l'ambientazione è potenzialmente perfetta e curatissima, può costituire essa stessa, di per sè, buona parte della trama pur restando sempre in perfetto equilibrio con la storia, senza incorrere nel rischio che il libro divenga un manuale?

3) Tolkien disse che creò i popoli della terra di mezzo dopo averne ideato la lingua. Gli piaceva immaginare chi fossero le persone che parlavano quel tipo di linguaggio, come si è evoluto col tempo etc.

Quanto considerate importante l'inserimento delle lingue straniere in un testo? Mi viene in mente il personaggio di Salvatore ne "Il Nome della Rosa", che ha -a parer mio- arricchito moltissimo il testo, dando un'impronta sostanziale e un sapore anche nei capitoli dove non compariva.

4) Esistono romanzi con un'ambientazione storica superficiale, utilizzata solo come sfondo, ma che sono riusciti comunque ad avere una qualità letteraria elevata? Se sì, quali sono?

E, per inverso, conoscete romanzi con una documentazione accuratissima che vi sono piaciuti? Quali sono?

...Il coraggioso che risponderà a tutti e 4 i punti avrà in omaggio un cappellino chicchissimo :trollface:

k3319901.jpg

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Jack Shark

1- Sì, mi è capitato alcune volte, onestamente però mi capita più coi film che coi libri.

2- Teoricamente sì, ma dipende dall'abilità dello scrittore nel riuscire a mantenere il giusto equilibrio.

3- Personalmente non lo considero importante, ma ovviamente dipende dal testo. Io sono dell'idea che va bene tutto ciò che è funzionale alla trama, mentre è superfluo tutto ciò che non è di utilità ai fini della storia. Insomma, se messa solo come "abbellimento" a me non dice nulla.

4- Purtroppo non sono in grado di rispondere all'ultima domanda, pertanto niente cappellino. :buhu:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

1) a me è successo quando ero più piccola, non so se valga lo stesso ˆˆ", comunque sia la Storia delle Storie del mondo che La Primula rossa ed I Miserabili hanno una grande parte di responsabilità in quelle che sono diventate due delle costanti della mia vita.

2)Secondo me sì. Un ottimo esempio sono i romanzi che raccontano proprio la storia, magari attraverso la vita di personaggi realmente esistiti...ora come ora mi viene in mente City of darkness, city of light

3)Dipende dallo stile del libro, l'importante è che la terminologia usata sia corretta anche in traduzione e non è così scontato. Ammetto che a me piace molto quando la lingua caratterizza determinati personaggi (ma da filologa, forse ho un'ottica un po' particolare).

4) Documentazione molto accurata e romanzi stupendi: Le memorie di Adriano*, City of darkness, city of light, Le Benevole, Il resto di niente, I Miserabili*.

Documentazione così e così, ma bellissimi romanzi: Novantatré, The song of Achilles, Fire from Heaven-Il Ragazzo Persiano-Funeral Games.

Documentazione buona, romanzo pessimo: A place of greater Safety.

*Le memorie di Adriano è un po' un caso limite, perché mentre l'ambientazione è accuratissima, ci sarebbe molto da dire sulla rappresentazione della mentalità, è un libro molto particolare secondo me. Anche su I Miserabili ci sarebbe molto da dire, ma lì il problema della storicità è ancora più complesso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

1) Un sacco di volte!

2) Sì.

3) Penso che diano colore e facciano atmosfera, mi piace leggere qualcosa in un'altra lingua.

4) Il primo romanzo praticamente senza ambientazione e che ritengo un capolavoro è La strada di McCarthy. In effetti però non sono molti i romanzi con un'ambientazione tirata via che riescono a essere capolavori. Deve essere una precisa (e azzeccata) scelta stilistica, altrimenti è soltanto essere superficiali.

Romanzi con ambientazione stupenda e conseguente storia bellissima ce ne sono a paccate: Ayla figlia della terra (solo il primo del ciclo!), Le nebbie di Avalon, Memorie di una geisha, Le donne di Cesare, It, La ragazza con l'orecchino di perla, Il richiamo della foresta, ma ce ne sono infiniti altri.

Ora voglio il mio cappellino rotante! :la:

ps: DesertRose: Il ragazzo persiano :ohh:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ps: DesertRose: Il ragazzo persiano :ohh:

Me lo sono riletto tre- quattro volte *_*

Mi sono appena resa conto che ho dato per scontato si parlasse solo di romanzi storici, ops :testamuro:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

1) Vi è mai capitato che, dopo aver letto un libro dall'ambientazione particolare, quest'ultima vi ha così affascinato che vi ha spinto ad approfondire la materia in questione (anche lontana dai vostri soliti gusti)?

Sì, con "I Miserabili" soprattutto, che mi hanno spinto a indagare un po' sulla vita nelle città francesi del XVIII-XIX secolo. Ma ce ne sono anche altri, come "Niente di nuovo sul fronte occidentale", e "Dune" (che mi ha aperto un mondo sugli studi ecologici e sulla meteorologia).

2) Se l'ambientazione è potenzialmente perfetta e curatissima, può costituire essa stessa, di per sè, buona parte della trama pur restando sempre in perfetto equilibrio con la storia, senza incorrere nel rischio che il libro divenga un manuale?

Secondo me, no. Ma io sono un purista di trama-e-intreccio. :) Per me la trama è trama, ed è ciò che guida il mio interesse. Può essere un bene svolgere la trama in accordo col contesto storico, e se questo accordo è realizzato in maniera curata tanto meglio. Ma di sicuro non mi scandalizzo se Dumas scrive di moschettieri con mentalità e modi ottocenteschi nel Settecento, o se Scott accompagna al suo Ivanohe un francescano quando francescani nelle isole britanniche ancora non potevano esserci.

3) Tolkien disse che creò i popoli della terra di mezzo dopo averne ideato la lingua. Gli piaceva immaginare chi fossero le persone che parlavano quel tipo di linguaggio, come si è evoluto col tempo etc.

Quanto considerate importante l'inserimento delle lingue straniere in un testo? Mi viene in mente il personaggio di Salvatore ne "Il Nome della Rosa", che ha -a parer mio- arricchito moltissimo il testo, dando un'impronta sostanziale e un sapore anche nei capitoli dove non compariva.

Arricchiscono molto il testo perché danno un'impronta culturale ben definita a diversi gruppi di popolazione, e ciò è un bene. Ma trovo che sia solo uno dei tanti modi possibili di arricchimento. Quindi, inserire lingue straniere è importante ma non fondamentale, e dipende molto dal tipo di testo.

4) Esistono romanzi con un'ambientazione storica superficiale, utilizzata solo come sfondo, ma che sono riusciti comunque ad avere una qualità letteraria elevata? Se sì, quali sono?

E, per inverso, conoscete romanzi con una documentazione accuratissima che vi sono piaciuti? Quali sono?

Del primo gruppo nomino di nuovo il già citato "Ivanohe". Altri al momento non mi vengono in mente.

Del secondo gruppo è doveroso per me menzionare "Guerra e pace", che per l'epoca mostra un lavoro di documentazione mostruoso, a mio avviso.

Ti manderò per MP l'indirizzo a cui spedire il cappellino chicchissimo. :trollface:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Per la 4 posso risponderti con Michael Cunningham. Lui stesso ammette di forzare talvolta gli eventi, di non essere preciso con la documentazione. Ciò non toglie che i suoi romanzi abbiano davvero una qualità letteraria altissima.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

1. Sì, mi è capitato tutte le volte che leggo un bel romanzo storico

2. Per l'ambientazione che diventa parte integrante della trama mi viene in mente La Chimera di Vassalli

3.il linguaggio è importantissimo, è parte del personaggio, ma non ho esempi che possano stare alla pari con il tuo. Mi viene solo in mente la toscanità dei vecchietti di Malvoldi

4. Per la seconda che hai detto, uno fra tutti: I Promessi Sposi.

P.S. Per il cappellino chicchissimo temo di essere fuori tempo massimo, vero?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

1) Vi è mai capitato che, dopo aver letto un libro dall'ambientazione particolare, quest'ultima vi ha così affascinato che vi ha spinto ad approfondire la materia in questione (anche lontana dai vostri soliti gusti)?

Io ho letto "Piccolo Mondo Antico" di Fogazzaro e "Guerra e Pace"... ho scoperto che i romanzi storici non mi piacciono :la: lascio da parte l'ambientazione e mi concentro sulla storia (il primo ha una trama bellissima per esempio). Era questa la domanda? :D

Diverso è il discorso per i romanzi a sfondo medievale, come Il Nome della Rosa ;)

2) Se l'ambientazione è potenzialmente perfetta e curatissima, può costituire essa stessa, di per sè, buona parte della trama pur restando sempre in perfetto equilibrio con la storia, senza incorrere nel rischio che il libro divenga un manuale?

Secondo me sì, nel senso che in base all'ambientazione si possono creare sottotrame o trame parallele... però appunto non si deve rischiare che diventi un manuale, cosa difficilissima ;)

3) Quanto considerate importante l'inserimento delle lingue straniere in un testo? Mi viene in mente il personaggio di Salvatore ne "Il Nome della Rosa", che ha -a parer mio- arricchito moltissimo il testo, dando un'impronta sostanziale e un sapore anche nei capitoli dove non compariva.

Salvatore non parla lingue straniere, è pazzo e parla una cozzaglia di lingue :D e io lo adoro per questo :asd:

Comunque, secondo me le lingue e il testo devono essere ben miscelate, io personalmente non sono mai riuscita a finire il Signore degli Anelli perché troppo pesante... potrebbe essere anche collegato a questo? ;)

4) Esistono romanzi con un'ambientazione storica superficiale, utilizzata solo come sfondo, ma che sono riusciti comunque ad avere una qualità letteraria elevata? Se sì, quali sono?

E, per inverso, conoscete romanzi con una documentazione accuratissima che vi sono piaciuti? Quali sono?

I Promessi Sposi vincono sempre su tutto :flower: l'unico romanzo storico che per me sia degno di nota :flower: approfondito ma coinvolgente allo stesso tempo.

Per il resto, non leggo come ho già detto, molto il genere quindi alla prima domanda non so rispondere, sorry :perchè:

Modificato da Aewil

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×