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ben3107

Martin Eden

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46 minuti fa, Mister Frank ha detto:

In partica hai disintegrato la piccola e media editoria indipendente.

No! Mi riferivo al lavoro di una agenzia.

Sono contro lo sfruttamento degli autori.

Poi se l'intento di un autore è cominciare dal basso... sta bene! 

47 minuti fa, Mister Frank ha detto:

In partica hai disintegrato la piccola e media editoria indipendente.

No! Mi riferivo al lavoro di una agenzia.

Sono contro lo sfruttamento degli autori.

Poi se l'intento di un autore è cominciare dal basso... sta bene! 

 

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@Pinturicchio per favore, evita di rispondere con tre o quattro messaggi in mezz'ora e cerca di racchiudere tutto in una unica risposta.

Inoltre in questo topic si parla di esperienze dirette con questa agenzia specifica, non delle prassi in genere. Per questo c'è la sezione "Consigli sulle agenzie" o "Varie ed eventuali".

Grazie della collaborazione :)

 

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Il 26/4/2016 alle 23:21, Beppecoraggio ha scritto:

Il rischio è, a mio parere, che chi chiede soldi per una lettura/valutazione, alla fine si limiti sempre e solo a quello, senza approdare mai al secondo step, cioè la rappresentanza, che è quello che invece interessa a noi.

Mi spiego meglio: se contatto un'agenzia è chiaro che il mio intento è farmi rappresentare, quindi perché devo pagare per far leggere il mio manoscritto? Non me ne frega nulla, non è quello che ho chiesto. Scovare talenti fa parte del LORO lavoro, che diamine, non ce ne dimentichiamo. I ruoli purtroppo si sono invertiti e gli scrittori oggi devono pregare gli editori per farsi pubblicare quando la realtà dovrebbe essere il contrario. Diversamente sarebbe pagare per una valutazione che poi mi frutta anche una rappresentanza sicura, a lavoro finito. Questo posso accettarlo. Ma non la solita nebbia fitta; così facendo, l'agenzia di fatto non promette nulla, solo di impoverirti. Intanto mi paghi per valutare il testo e SE rientra nelle nostre corde accettiamo di rappresentarlo (1% dei casi). 

Quindi, personalmente, non quoto questo tipo di politica, senza nulla togliere alla serietà di certe agenzie e delle persone che le rappresentano, sia ben chiaro. Anche quelle BIG adottano questo astuto stratagemma e sono tra le più serie. Non sto parlando di raggiri, tutt'altro. E' solo una mossa ben studiata che mira innanzitutto a riempire le loro tasche alla faccia di chi, come noi, rincorre ancora un sogno che forse non esiste più.

Ma tu pensi che leggere decine di romanzi al mese non sia un lavoro? In nome di cosa dovrebbero farlo gratis? L' Agenzia non può promettere nulla: non compera a scatola chiusa e sinceramente parlando, credo che tu abbia ragione: il 99% dei testi che arrivano vengono rifiutati, ma non perché così garba a loro, ma perché sono improponibili. Oggi tutti scrittori!

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30 minuti fa, La contessa di Castiglione ha scritto:

Ma tu pensi che leggere decine di romanzi al mese non sia un lavoro? In nome di cosa dovrebbero farlo gratis? L' Agenzia non può promettere nulla: non compera a scatola chiusa e sinceramente parlando, credo che tu abbia ragione: il 99% dei testi che arrivano vengono rifiutati, ma non perché così garba a loro, ma perché sono improponibili. Oggi tutti scrittori!

Se si chiamano "Agenzia di Rappresentanza" è perché il core business è (dovrebbe essere) la ricerca di autori da rappresentare e non è possibile acquisire clienti da rappresentare se non si leggono le loro opere. Quindi, la lettura dei testi è (dovrebbe essere) non il fine, ma il mezzo per realizzare questo primo obiettivo. Non si tratta di "farlo gratis": che ne diresti di un'azienda produttrice di servizi che chiedesse soldi ai clienti per averli cercati? Il secondo obiettivo è (dovrebbe essere) trovare una casa editrice di peso (a trovarne una piccola il cliente ci arriva da solo) disposta a pubblicare l'opera del cliente scelto dall'agenzia. La verità è che Martin Eden, come tante, tantissime altre agenzie, della ricerca delle predette case editrici se ne fotte: il primo obiettivo (raggiunto) è quello di incassare il corrispettivo della scheda di lettura e valutazione; il secondo è quello di incassare per l'editing che sicuramente proporrà al cliente valutato, salvo che non ce ne sia un terzo: incassare proponendo la partecipazione a corsi di cosiddetta scrittura creativa. La rappresentanza è un obiettivo che trova pochissimi agenti che abbiano in essa un effettivo interesse. Per avere conferma di tutto, basta dare una scorsa alle tante discussioni che, qui sul WD, hanno trattato l'argomento.

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@La contessa di Castiglione

Guarda che un agente letterario normale, in un Paese normale, non viene mica pagato per leggere. Viene pagato per vendere (e per fornire assistenza all'autore).

"Un agente letterario è il professionista che rappresenta gli interessi degli scrittori nei confronti di editori, produttori teatrali, televisivi, radiofonici e cinematografici, e li assiste nella vendita e negoziazione dei diritti d'autore delle loro opere. Gli agenti letterari rappresentano il più delle volte romanzieri, sceneggiatori e saggisti, ma possono gestire anche i diritti d'autore dei cataloghi di case editrici o agenzie di altri Paesi. Sono pagati con una percentuale fissa sui proventi delle vendite, che negoziano per conto dei loro clienti."

Persino Wikipedia lo sa!

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17 ore fa, L'antipatico ha scritto:

@La contessa di Castiglione

Guarda che un agente letterario normale, in un Paese normale, non viene mica pagato per leggere. Viene pagato per vendere (e per fornire assistenza all'autore).

"Un agente letterario è il professionista che rappresenta gli interessi degli scrittori nei confronti di editori, produttori teatrali, televisivi, radiofonici e cinematografici, e li assiste nella vendita e negoziazione dei diritti d'autore delle loro opere. Gli agenti letterari rappresentano il più delle volte romanzieri, sceneggiatori e saggisti, ma possono gestire anche i diritti d'autore dei cataloghi di case editrici o agenzie di altri Paesi. Sono pagati con una percentuale fissa sui proventi delle vendite, che negoziano per conto dei loro clienti."

Persino Wikipedia lo sa!

E infatti "lo sapevo persino io"! Ma qui stavamo parlando di tutt'altro: la valutazione di un testo è una prestazione a tutti gli effetti; è un "lavoro". Non si tratta solo di un'operazione di lettura e festa finita, ma anche di fornire un giudizio meditato sull'opera, evidenziarne i pregi e difetti, dare consigli e suggerimenti per migliorarla.  Questa, ripeto, è una prestazione bella e buona!  Se chi scrive è così sicuro della validità del suo testo... lo faccia partecipare motu proprio ad alcuni concorsi di prestigio. Sono pochi, ma ci sono. 

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1 ora fa, La contessa di Castiglione ha scritto:

E infatti "lo sapevo persino io"! Ma qui stavamo parlando di tutt'altro: la valutazione di un testo è una prestazione a tutti gli effetti; è un "lavoro". Non si tratta solo di un'operazione di lettura e festa finita, ma anche di fornire un giudizio meditato sull'opera, evidenziarne i pregi e difetti, dare consigli e suggerimenti per migliorarla.  Questa, ripeto, è una prestazione bella e buona!  Se chi scrive è così sicuro della validità del suo testo... lo faccia partecipare motu proprio ad alcuni concorsi di prestigio. Sono pochi, ma ci sono. 

Nulla da eccepire. Anzi, non ci sarebbe nulla da eccepire se, anziché "agenzia letteraria", o peggio, "agenzia di rappresentanza", chi offre tali servizi si chiamasse "agenzia valutazione testi".

Invece, sull'operato di moltissime cosiddette agenzie di rappresentanza e/o letterarie  c'è da eccepire, eccome: sfruttano la propria insegna per far balenare all'aspirante scrittore la possibilità di essere rappresentato presso i big dell'editoria (con i quali, nel 99% dei casi, non hanno la minima entratura), ma prima bisogna che il testo e l'autore siano messi in condizione di essere rappresentati, da cui l'offerta dei servizi a pagamento. Una volta raggiunto l'obiettivo dell'incasso, la ventilata rappresentanza sfuma in mesi o anni di vane ricerche (ammesso che vengano effettivamente espletate) di un editore big o semibig. D'altronde, è abbastanza comprensibile che i veri agenti siano pochissimi, basta fare quattro conti: posto che le royalties spettanti al neo-autore siano del 10% sul prezzo di copertina e che tale prezzo sia di 15 Euro, e che la commissione dell'agente ammonti al 20% di dette royalties, cioè al 2% del prezzo di copertina, ogni 1.000 copie vendute toccherebbe all'agente la stratosferica somma di € 300.00, ammesso che l'editore sia tra quelli che pagano effettivamente il dovuto. In un mercato in cui ogni titolo vende in media 200 copie, inclusi i best-seller da centinaia di migliaia o milioni di copie, un esordiente normale può considerare un successo il raggiungimento di 200, 300 o 500 copie vendute. Quindi, o l'agente è uno dei pochissimi in grado di procurare ad autori superselezionati il contratto con una big in grado di trasformare il libro in un best-seller, o è costretto a vivere di servizi accessori, a spese non degli acquirenti, ma degli autori medesimi. 

Il resto sono chiacchiere.

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1 ora fa, La contessa di Castiglione ha scritto:

Ma qui stavamo parlando di tutt'altro: la valutazione di un testo è una prestazione a tutti gli effetti; è un "lavoro". Non si tratta solo di un'operazione di lettura e festa finita, ma anche di fornire un giudizio meditato sull'opera, evidenziarne i pregi e difetti, dare consigli e suggerimenti per migliorarla.

 

Attività legittima, che però va chiamata col suo nome: scheda di lettura. Chi la desidera, è libero di chiederla. Quello che contesto è che troppi agenti, conoscendo fin troppo bene l'enorme divario che esiste in questo settore tra domanda e offerta, approfittano della situazione, dando agli sprovveduti esordienti l'impressione di pagare in vista di una possibile rappresentanza, quando invece pagano per il servizio "scheda di lettura" e nient'altro. Anzi, gli agenti ancora meno corretti hanno pure il coraggio di proporre in aggiunta un editing, rigorosamente a pagamento, senza il quale, così scrivono al malcapitato di turno, il manoscritto proposto non è rappresentabile. E lasciando subdolamente intendere che, forse, a editing ultimato, potrebbe esserlo. Non dicono mai esplicitamente che una volta sottoposto a editing hanno intenzione di fare finalmente il loro vero (?) mestiere, cioè rappresentare l'autore presso le CE, perché non ce l'hanno. Mi spiace, ma questi sono i sistemi che giustificano l'antipatico pregiudizio delle cose fatte "all'italiana".

Io non mi permetterei mai di pretendere che qualcuno lavori gratis per me. Mi sento in diritto, però, di pretendere la stessa correttezza che garantisco io, e anche che le cose vengano chiamate con il loro nome.

P.S. Temo che stiamo andando un po' OT con queste considerazioni di carattere generale, visto che qui si parla di Martin Eden. Mi scuso con i mod.

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20 minuti fa, L'antipatico ha scritto:

 

Attività legittima, che però va chiamata col suo nome: scheda di lettura. Chi la desidera, è libero di chiederla. Quello che contesto è che troppi agenti, conoscendo fin troppo bene l'enorme divario che esiste in questo settore tra domanda e offerta, approfittano della situazione, dando agli sprovveduti esordienti l'impressione di pagare in vista di una possibile rappresentanza, quando invece pagano per il servizio "scheda di lettura" e nient'altro. Anzi, gli agenti ancora meno corretti hanno pure il coraggio di proporre in aggiunta un editing, rigorosamente a pagamento, senza il quale, così scrivono al malcapitato di turno, il manoscritto proposto non è rappresentabile. E lasciando subdolamente intendere che, forse, a editing ultimato, potrebbe esserlo. Non dicono mai esplicitamente che una volta sottoposto a editing hanno intenzione di fare finalmente il loro vero (?) mestiere, cioè rappresentare l'autore presso le CE, perché non ce l'hanno. Mi spiace, ma questi sono i sistemi che giustificano l'antipatico pregiudizio delle cose fatte "all'italiana".

Io non mi permetterei mai di pretendere che qualcuno lavori gratis per me. Mi sento in diritto, però, di pretendere la stessa correttezza che garantisco io, e anche che le cose vengano chiamate con il loro nome.

P.S. Temo che stiamo andando un po' OT con queste considerazioni di carattere generale, visto che qui si parla di Martin Eden. Mi scuso con i mod.

Concordo: il tranello sta nella proposta di editing a pagamento e senza la minima garanzia. 

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Sì, @L'antipatico, la discussione sta andando OT.

Prego di ritornare in topic riferendosi alle esperienze dirette con Martin Eden. Per altre disquisizioni riguardo il mestiere dell’agente letterario e le agenzie di servizi editoriali, c’è la sezione apposita e le relative discussioni.

Grazie :) 

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25 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Nulla da eccepire. Anzi, non ci sarebbe nulla da eccepire se, anziché "agenzia letteraria", o peggio, "agenzia di rappresentanza", chi offre tali servizi si chiamasse "agenzia valutazione testi".

Invece, sull'operato di moltissime cosiddette agenzie di rappresentanza e/o letterarie  c'è da eccepire, eccome: sfruttano la propria insegna per far balenare all'aspirante scrittore la possibilità di essere rappresentato presso i big dell'editoria (con i quali, nel 99% dei casi, non hanno la minima entratura), ma prima bisogna che il testo e l'autore siano messi in condizione di essere rappresentati, da cui l'offerta dei servizi a pagamento. Una volta raggiunto l'obiettivo dell'incasso, la ventilata rappresentanza sfuma in mesi o anni di vane ricerche (ammesso che vengano effettivamente espletate) di un editore big o semibig. D'altronde, è abbastanza comprensibile che i veri agenti siano pochissimi, basta fare quattro conti: posto che le royalties spettanti al neo-autore siano del 10% sul prezzo di copertina e che tale prezzo sia di 15 Euro, e che la commissione dell'agente ammonti al 20% di dette royalties, cioè al 2% del prezzo di copertina, ogni 1.000 copie vendute toccherebbe all'agente la stratosferica somma di € 300.00, ammesso che l'editore sia tra quelli che pagano effettivamente il dovuto. In un mercato in cui ogni titolo vende in media 200 copie, inclusi i best-seller da centinaia di migliaia o milioni di copie, un esordiente normale può considerare un successo il raggiungimento di 200, 300 o 500 copie vendute. Quindi, o l'agente è uno dei pochissimi in grado di procurare ad autori superselezionati il contratto con una big in grado di trasformare il libro in un best-seller, o è costretto a vivere di servizi accessori, a spese non degli acquirenti, ma degli autori medesimi. 

Il resto sono chiacchiere.

Sono d'accordo, ma tutte le Agenzie indicano chiaramente i servizi che offrono, tra cui quello di lettura testi, senza il quale non è possibile possano rappresentarti. Si tratta di un circolo vizioso, lo so, ma se ci rivolgiamo a loro è questo che possiamo ottenere. L' alternativa sono i concorsi.  Io ho partecipato a tre (di genere), in due sono andata in finale, uno ne ho vinto e il romanzo è uscito nel luglio scorso. No, non con una Ce super blasonata. Ma è un editore serio e stimato. Spero in bene, ma ogni anno escono milioni di titoli! C'è l'inflazione.

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1 ora fa, La contessa di Castiglione ha scritto:

se ci rivolgiamo a loro è questo che possiamo ottenere

Bravissima. L'importante è essere coscienti di come stanno le cose e non nutrire false aspettative, sapendo che i servizi offerti, nella stragrande maggioranza dei casi, resteranno fini a se stessi.

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2 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Bravissima. L'importante è essere coscienti di come stanno le cose e non nutrire false aspettative, sapendo che i servizi offerti, nella stragrande maggioranza dei casi, resteranno fini a se stessi.

Mi scuso per aver allungato l'OT. Non avevo ancora letto l'intervento dello Staff.

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