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Donkey18

Aiuto per un romanzo fantascientifico

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Ciao a tutti!

Voglio che questo romanzo, poiché è il mio primo di questo genere, sia il più veritiero possibile.

Primo quesito: i protagonisti entrano in un palazzo che è stato costruito per nascondere un passaggio che porta a dei livelli inferiori, a circa dieci metri di profondità. Questi si trovano al livello -2 e, in quel momento, l'edificio in superficie viene bombardato. Che tipo di danni può subire la struttura sotterranea? Il bombardamento non è nucleare.

Secondo quesito: in un futuro non molto lontano, con tutte le fabbriche chiuse perchè le persone devono combattere per la loro sopravvivenza, dove le trovano le armi e le munizioni? In alcuni film o serie televisive di questo genere, tutti hanno almeno un'arma in mano e le munizioni non finiscono mai. Dove cavolo le trovano? Se succedesse in Italia una cosa come Falling Skies o Walking Dead, la prima cosa che mi ritroverei in mano non è sicuramente un fucile (tranne per quello che utilizzo per il softair ma credo che servirebbe a poco). Forse perchè sono in America quindi lì le armi si trovano ovunque?

Terzo e ultimo quesito: più diretto, un programmatore che lavora da anni per una famosa ditta informatica, sarebbe in grado di penetrare all'interno di un computer di una ditta, baypassando i sistemi di sicurezza? Non ho la minima esperienza in questo campo, quindi se qualche programmatore (o chiunque sappia qualcosa) intervenisse per darmi alcune delucidazioni sul caso, sarebbe gradito.

Questo è tutto.

Vi ringrazio per avermi letto e se avete bisogno di qualche altra informazione,sono qua.

:la:

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Primo quesito: i protagonisti entrano in un palazzo che è stato costruito per nascondere un passaggio che porta a dei livelli inferiori, a circa dieci metri di profondità. Questi si trovano al livello -2 e, in quel momento, l'edificio in superficie viene bombardato. Che tipo di danni può subire la struttura sotterranea? Il bombardamento non è nucleare.

Secondo me con un bombardamento classico pochi. In fondo i bunker non esistevano proprio per questo? Forse c'è il rischio di rimanere intrappolati sotto le macerie.

Secondo quesito: in un futuro non molto lontano, con tutte le fabbriche chiuse perchè le persone devono combattere per la loro sopravvivenza, dove le trovano le armi e le munizioni? In alcuni film o serie televisive di questo genere, tutti hanno almeno un'arma in mano e le munizioni non finiscono mai. Dove cavolo le trovano? Se succedesse in Italia una cosa come Falling Skies o Walking Dead, la prima cosa che mi ritroverei in mano non è sicuramente un fucile (tranne per quello che utilizzo per il softair ma credo che servirebbe a poco). Forse perchè sono in America quindi lì le armi si trovano ovunque?

Ne "La Strada" di Cormack McCarty, la carenza di armi e munizioni ha una certa importanza nella storia. Secondo me è più credibile.

Terzo e ultimo quesito: più diretto, un programmatore che lavora da anni per una famosa ditta informatica, sarebbe in grado di penetrare all'interno di un computer di una ditta, baypassando i sistemi di sicurezza? Non ho la minima esperienza in questo campo, quindi se qualche programmatore (o chiunque sappia qualcosa) intervenisse per darmi alcune delucidazioni sul caso, sarebbe gradito.

Questo è tutto.

Non credo sia necessario essere troppo realista su quest'aspetto.

Comunque, in linea di massima, se l'azienda ha un computer collegato alla rete e accessibile dall'esterno tutto è possibile.

Anche qui non mi dilungherei troppo su aspetti tecnici, il lettore potrebbe annoiarsi.

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Primo quesito: i protagonisti entrano in un palazzo che è stato costruito per nascondere un passaggio che porta a dei livelli inferiori, a circa dieci metri di profondità. Questi si trovano al livello -2 e, in quel momento, l'edificio in superficie viene bombardato. Che tipo di danni può subire la struttura sotterranea? Il bombardamento non è nucleare.

Dipende dalla struttura e dal terreno. Secondo me, se già è sopravvissuto ad anni della situazione che descrivi, anche nulla, perché significa che è sufficientemente robusto. Una cosa che però può succedere è che si allaghi, soprattutto se ambienti la storia nella pianura Padana. A parte questo, hai ampia libertà su quello che succede.

Secondo quesito: in un futuro non molto lontano, con tutte le fabbriche chiuse perchè le persone devono combattere per la loro sopravvivenza, dove le trovano le armi e le munizioni? In alcuni film o serie televisive di questo genere, tutti hanno almeno un'arma in mano e le munizioni non finiscono mai. Dove cavolo le trovano?

A pagina 73 o 74 della sceneggiatura. :asd: Se le fabbriche sono chiuse a un certo punto finiranno.

In Italia il posto più comodo dove procurarsene, a parte le sparute armerie, sono le caserme dell'esercito. Negli anni 70-80 è successo qualche episodio di questo tipo, magari si trova qualche notizia in giornali dell'epoca per capire la dinamica di questo tipo di furti.

Per il resto, un altro buon posto potrebbero essere le fabbriche di armi (e in Italia dovrebbe ancora essercene qualcuna) e (ma qui confesso la mia totale ignoranza) chi rifornisce i cacciatori, soprattutto in regioni come la Toscana dove l'attività venatoria è diffusa.

Io, comunque, in un romanzo almeno assalterei una caserma. O più probabilmente ne cercherei una abbandonata. :asd:

Terzo e ultimo quesito: più diretto, un programmatore che lavora da anni per una famosa ditta informatica, sarebbe in grado di penetrare all'interno di un computer di una ditta, baypassando i sistemi di sicurezza? Non ho la minima esperienza in questo campo, quindi se qualche programmatore (o chiunque sappia qualcosa) intervenisse per darmi alcune delucidazioni sul caso, sarebbe gradito.

In Italia? Dipende da quanto tempo gli dai e da numerosi altri fattori, in particolare se ha un accesso fisico al "computer". Conta però che nessuna ditta ha "un computer", di solito sono diversi (dipende dalla dimensione della ditta). Se ha un accesso fisico, è sicuro al 100% che ci riesce (a meno che non sia uno di quei programmatori che potrebbero vivere senza computer - e purtroppo ne esistono).

Faccio però una domanda: da quanto è successo il disastro? Perché servono sia l'elettricità che un certo know-how per fare questa cosa.

Una nota, che vale per questo come per le armi: in un mondo perfetto, o anche solo nel mondo dei telefilm, non esisterebbero né caserme abbandonate a sé stesse dopo il disastro con armi dentro, né sistemi informatici violabili dal primo che passa. Ma il mondo è tutt'altro che perfetto e la sciatteria e la deresponsabilizzazione esistono. Quindi io mi aspetterei sia che le caserme vengano abbandonate, con nessuno che si preoccupa che ci siano armi dentro (sostanzialmente scappano tutti e al massimo danno una mandata al portone d'ingresso giusto per scrupolo), sia che esistano sistemi informatici a sicurezza zero, che non serve neanche violarli per ottenere le informazioni.

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Grazie Swetty per averla spostata nella sezione più adatta.

Per rispondere, invece, alla tua domanda: la storia si svolge nel 2020 e l'elettricità c'è solamente in poche zone. Ho fatto in modo da avere qualche pannello solare a disposizione, nonostante molti siano ormai danneggiati. Inoltre, alcuni gruppi di persone usano generatori a benzina che, ovviamente, più si va avanti con il tempo e più la benzina inizierà a scemare.

Sempre sul quesito informatico, non avevo la minima intenzione di dilungarmi sugli aspetti tecnici Visionnaire. Non avendone conoscenza, non saprei nemmeno da dove iniziare...

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Ospite Jack Shark

Per il primo e terzo quesito, ti ha risposto Visio in maniera più che soddisfacente.

Secondo quesito: in un futuro non molto lontano, con tutte le fabbriche chiuse perchè le persone devono combattere per la loro sopravvivenza, dove le trovano le armi e le munizioni? In alcuni film o serie televisive di questo genere, tutti hanno almeno un'arma in mano e le munizioni non finiscono mai. Dove cavolo le trovano? Se succedesse in Italia una cosa come Falling Skies o Walking Dead, la prima cosa che mi ritroverei in mano non è sicuramente un fucile (tranne per quello che utilizzo per il softair ma credo che servirebbe a poco). Forse perchè sono in America quindi lì le armi si trovano ovunque?

In America hanno la cultura delle armi, ci sono armi in ogni casa, possedere un'arma è garantito dalla costituzione stessa. E proprio per questo, in ogni città è pieno di armerie. E' ovvio che sarebbero i primi posti presi d'assalto, ma non sarebbe assurdo che in ogni casa si possano trovare armi e munizioni abbandonate, se gli inquilini sono morti.

In Italia è molto diverso. Per avere delle armi occorre la licenza, vanno denunciate il possesso sia delle armi che delle munizioni, va denunciato l'acquisto e lo scarico delle munizioni stesse. Una procedura complicata.

Proprio per questo, non è facile trovarne nelle case, ma solo nelle armerie, che non sono così diffuse. Inoltre se c'è un'arma più reperibile di altre, al contrario di ciò che affermi, sarebbero proprio i fucili, perché da noi, più che per la difesa personale, si usano per la caccia e il tiro al volo, quindi quelle più reperibili sono proprio le doppiette.

L'ipotesi più verosimile da noi sarebbe una diffusione delle doppiette e dei fucili in genere, mentre per le munizioni, a meno che non si riesca a entrare in possesso delle materie prime e dell'apparecchiatura necessaria (l'armeria vicino a me fabbrica da sola le cartucce in una stanza di meno di 10mq con un apparecchio grande non più di un metro per un metro per uno e mezzo di altezza) vedo molto più verosimile un fiorire di un fitto mercato nero.

Ovviamente se i soldi non valgono più nulla, devi trovare l'adeguato mezzo di scambio, come acqua potabile, cibo incontaminato, cose del genere insomma...

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Se il bombardamento è fatto con armi convenzionali, in un bunker che è fatto apposta per resistere ai bombardamenti, non dovrebbero esserci troppe conseguenze, a parte rimbombi provenienti dalla superficie, scosse, cadute di calcinacci.

Più si va in profondità e meno si sentono gli effetti e i suoni.

Per le armi la questione si fa complicata.

Se l'ambientazione è in Italia, saltano comunque fuori. In un Italia post bellica spunterebbero fuori varie fazioni e odi antichi, storici, mai sopiti. Parecchia gente ne approfitterebbe per regolare vari conti. Di questo occorrerebbe tenere conto per una certa ambientazione e sviluppo di una storia.

Le caserme potrebbero anche essere abbandonate, ma le armi non sono comunque a portata di mano di tutti, bensì ben chiuse e sorvegliate in apposite armerie, e le munizioni non sono mai abbondanti dentro una caserma, ma collocate in appositi depositi esterni alle caserme, spesso anche piuttosto lontani. Le munizioni vengono prelevate quando si devono effettuare esercitazioni e solo in quel momento dentro una caserma possono esserci entrambe le cose.

Quindi, potrebbero esserci armi abbandonate in una caserma, ma inservibili per mancanza o penuria di munizioni.

In caso di abbandono repentino di una struttura militare, nell'impossibilità di portare via tutte le armi, l'ordine è di renderle inutilizzabili. Se ci sono mille fucili mitragliatori, basta smontare mille otturatori e buttarli in un fiume, lo stesso per pistole, mitragliatrici pesanti, mortai e quant'altro. Basta smontare e distruggere un pezzo essenziale. Questo viene fatto per evitare saccheggi da parte della plebaglia formata da delinquenti, assassini e avvoltoi che spuntano come funghi in ogni situazione di caos.

Tieni presente che alcuni reparti, come si vede anche in certi film americani e inglesi, in mancanza di ordini "decidono" autonomamente di prendere in mano la situazione per salvaguardare la popolazione e assumono il controllo di una determinata zona. Rimangono armati e riforniti di tutto, sia in fatto di logistica che di sostentamento, perchè sono organizzati come militari. Allora per qualcuno possono essere gioie, per altri dolori.

Rimane aperto il discorso delle armerie per fucili da caccia, sparse in tutto il territorio e relativamente più facili da saccheggiare, ma anche i proprietari sono armati. Restano le varie caserme di carabinieri, polizia, finanza, forestali eccetera, più le armi detenute dai privati. Bisogna vedere l'entità del danno prodotto da questa ipotetica guerra, l'interruzione di vie di comunicazione, il blocco di porti, aereoporti, energia elettrica, acqua e gas, nonchè delle comunicazioni.

Se si formano fazioni numerose e pericolose in grado di assumere il controllo di quello che resta della nazione scoppierebbe sicuramente una guerra civile interna. Occorre valutare se questa guerra ha colpito anche le nazioni estere oppure no, un loro intervento, una presa di posizione esterna che influisca sulla storia.

Alcune autostrade possono funzionare come piste di atterraggio per ogni tipo di aereo, valutare anche quello.

Ponti e viadotti sono costruiti con delle celle di cemento armato sigillate da porte in ferro situate nei punti cruciali e portanti delle strutture, in caso di invasione il genio militare piazzerebbe cariche esplosive determinate e tutto crollerebbe in pochi minuti.

Bisogna vedere che situazione vuoi creare nel tuo mondo fantascientifico, occorrerebbe conoscere maggiori particolari, personaggi principali e comprimari, situazioni ambientali particolari.

Per quanto riguarda i sistemi informatici non me ne intendo moltissimo, ma penso che un esperto informatico che in condizioni normali riesce comunque a penetrare sistemi di banche e di strutture industriali e militari, non avrebbe difficoltà, comunicazioni permettendo a farlo anche in queste circostanze, con risultati imprevedibili e bisogna vedere quanto funzionali alla tua storia.

Bisognerebbe conoscere maggiori particolari, io qui sono andato per supposizioni.

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Solo un appunto sui bombardamenti: durante la guerra in Iraq gli americani hanno utilizzato le cosiddette bombe anti-bunker, capaci di penetrare in profondità e distruggere le strutture sotterranee. Quindi tutto dipende dal tipo di bombardamento, se è mirato a distruggere ciò che si trova nel sottosuolo o se è condotto con armi convenzionali.

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Per il resto, un altro buon posto potrebbero essere le fabbriche di armi (e in Italia dovrebbe ancora essercene qualcuna) e (ma qui confesso la mia totale ignoranza) chi rifornisce i cacciatori, soprattutto in regioni come la Toscana dove l'attività venatoria è diffusa.

Io, comunque, in un romanzo almeno assalterei una caserma. O più probabilmente ne cercherei una abbandonata. :asd:

A Colleferro ce n'è una. C'è stato anche un incidente negli ultimi anni.

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/esplosione-fabbrica/esplosione-fabbrica/esplosione-fabbrica.html

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Il bombardamento, poiché non l'ho ancora scritto, pensavo di farlo fare solo per il palazzo in superficie, poiché chi lo esegue non è a conoscienza dei livelli sotterranei, quindi non avrebbe l'idea di usare le bombe anti-bunker. I sotterranei non sono stati costruiti come bunker: li hanno progettati solo per tenerli nascosti, diciamo così. Credo, però, che la loro costruzione debba essere comunque solida abbastanza da reggere un attacco sulla superficie. O no?

Per la questione armi: tra i protagonisti c'è un carabiniere, quindi armato della sua pistola d'ordinanza. Per il resto sono tutti inesperti.

Inoltre, loro non sanno che ci sono altri gruppi di persone (compresi i cattivi di turno) e quindi non hanno l'idea di armarsi per difendersi, in poche parole. Ora stanno cercando un luogo dove restare e ricominciare a vivere. Il loro primo problema è la ricerca dei beni alimentari ma prima o poi entreranno in contatto con un altro gruppo e lo scontro a fuoco sarà inevitabile.

Va bene, detto così fa ribrezzo.

Volevo sapere come poter procedere e mi avete aiutato tutti, grazie!

*Rimane comunque in attesa di altri possibili consigli*

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Ospite Jack Shark

*Rimane comunque in attesa di altri possibili consigli*

Per altri possibili consigli, ti suggerisco di porre quesiti più specifici, così possiamo aiutarti meglio ;)

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Provenienza

Mi piacerebbe dall'Islanda

:watta:

Questi si trovano al livello -2 e, in quel momento, l'edificio in superficie viene bombardato. Che tipo di danni può subire la struttura sotterranea? Il bombardamento non è nucleare.

Non è che esistano solo due tipi, il bombardamento nucleare e quello no.

Comunque generalmente il sottosuolo è sicuro in caso di un bombardamento "standard", piuttosto, potrebbe non essere semplice riuscire a tornare in superficie se il piano terra è danneggiato.

in un futuro non molto lontano, con tutte le fabbriche chiuse perché le persone devono combattere per la loro sopravvivenza, dove le trovano le armi e le munizioni? In alcuni film o serie televisive di questo genere, tutti hanno almeno un'arma in mano e le munizioni non finiscono mai.

Considera: armerie e caserme.

Le prime sono in centro città è verrebbero depredate per prime, sarebbero svuotate in poco tempo.

Le seconde potrebbero essere stracolme di munizioni come averne anche poche, dipende dal tipo di caserma.

Perlopiù ci sono munizioni in un deposito interno(singolo edificio... l'armeria) e altre piccole quantità sparse in giro, come nei corpi di guardia, al casello di ingresso, alla sala di pronto intervento o poligoni se presenti. Inoltre le più grandi(io ho Istrana come riferimento) hanno varie istallazioni "satellite", nel raggio di qualche decina di chilometri, che prevedono un corpo di guardia e relativa piccola armeria. Spesso queste istallazioni satellite sono antenne radio, deposito mezzi o, appunto, depositi munizioni.

Terzo e ultimo quesito: più diretto, un programmatore che lavora da anni per una famosa ditta informatica, sarebbe in grado di penetrare all'interno di un computer di una ditta, baypassando i sistemi di sicurezza?

Certo, ma non me ne intendo molto neanche io, ti risponderà in dettaglio qualcun altro o più probabilmente l'hanno già fatto :)

Si scrive Bypassando credo, nel caso dovessi usarlo nel racconto ti tornerà utile, ciao

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Ho scritto che non si tratta di bombardamento nucleare solo per escludere quello e non tutti gli altri :)

(la "a" di baypassare era in più accidentalmente :asd: ).

Quello che mi chiedo ancora è ciò che farebbe l'esercito italiano. Andrebbe in giro a cercare "sopravvissuti"? Creerebbe un campo base dove accogliere i rifugiati? Se qualcuno si rifiutasse di stare agli ordini dell'EI andrebbe incontro a qualcosa?

Per ora questo, se ci fosse altro non mi tirerò di certo indietro nel chiedere nuovamente, come consigliatomi dal saggio Jack.

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Quello che mi chiedo ancora è ciò che farebbe l'esercito italiano. Andrebbe in giro a cercare "sopravvissuti"? Creerebbe un campo base dove accogliere i rifugiati? Se qualcuno si rifiutasse di stare agli ordini dell'EI andrebbe incontro a qualcosa?

L'hai presente l'8 settembre? Credo non si andrebbe molto lontano da lì: fuggi fuggi dei vertici dello stato e una marea di gente senza ordini.

Se vuoi un bel film su questo è Le quattro giornate di Napoli. Credo ci siano più o meno tutti i casi di quello che potrebbe succedere.

In ogni caso se hai un carabiniere è facile che preveda che altri gruppi si formino e quindi si armi in via preventiva, conosca dove siano i depositi (quelli di cui parlava Unius) e conosca magari anche qualcuno "con le chiavi".

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Sui punti principali hanno già lasciato degli ottimi suggerimenti gli altri, comunque cercherò di dirti la mia: sulle armi e munizioni sono d'accordo su quanto scritto, al limite potresti aspettarti l'utilizzo di armi "bianche" (coltelli, attrezzi agricoli e chissà che altro) da parte di chi non può permettersi (o non ha ancora trovato) un'arma da fuoco. Inoltre queste ultime, dovrebbero essere abbastanza malridotte (viste le condizioni disperate in cui vengono utilizzate) a causa di una cattiva manutenzione, quindi facili all'inceppamento...

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Allora Donkey, da quel poco che hai detto l'ambientazione è in Italia, 2020, fra i sopravvissuti a una guerra (guerra convenzionale, non atomica) c'è anche un carabiniere. Se ha solo la sua pistola non è molto, 15 colpi nell'arma, 16 con colpo in canna e un altro caricatore di scorta. Però cercherà, come ha detto giustamente Swetty, prima ancora di cercare munizioni, di dirigersi verso altri uomini in divisa, cercherà ordini, come li cercarono, inutilmente, quei poveracci dei nostri connazionali e parenti dell'8 settembre 1943.

Il rischio di defezione dei vertici italiani è sempre alto, purtroppo. Noi non siamo tedeschi, vorrei aggiungere di nuovo un purtroppo, nel bene e nel male. (Nel bene perchè quando c'è da lavorare e organizzarsi sono persone che lo fanno, non cercano di truffare o arrangiarsi, nel male perchè si assumono tutte le responsabilità e conseguenze delle loro azioni, lo hanno dimostrato in guerra e in pace, anche recentemente. Da noi si è mai dimesso un ministro che si scopre aver copiato parti della sua tesi di laurea?)

Ma facezie a parte, in caso di catastrofe l'Esercito avrebbe una parte rilevante.

Hai presente dopo un terremoto? C'è anche l'Esercito, per quanto si tenda a usarlo poco e male.

Uno dei compiti dell'Esercito, oltre a preparare tende e pasti caldi, allestire ospedali da campo, città tende fornite di tutto nel giro di 48 ore (ma non c'è la Protezione Civile, mi dirai. Si, c'è. Non capisco perchè abbiano creato un doppione. Ah si. L'Esercito vive di stipendi, in qualunque parte operi, altre organizzazioni hanno sovvenzioni dallo stato (cospicue).

Compito dell'Esercito è pattugliare le città distrutte e impedire che vengano saccheggiate dagli sciacalli umani.

L'ordine è (sarebbe) di sparare sugli sciacalli. Apriti cielo, sai quante cause per abuso di potere, ma in una guerra questa legge dovrebbe essere applicata alla lettera.

L'Esercito aiuterebbe la popolazione in questi casi e io mi spendo sempre a favore dell'Esercito (sono di parte...) per giustificare la sua presenza ed esistenza nei confronti di chi vorrebbe smantellare e smilitarizzare ogni cosa.

Ma in caso di catastrofe, una compagine di uomini militarmente organizzati è indispensabile. Chi ci va altrimenti?

Non si tratterebbe di imporre dittature o niente del genere, solo di organizzazione gerarchicamente costituita e preordinata, cosa che i civili non sarebbero pronti a fare.

E' chiaro che ci sarebbero delle imposizioni, come coprifuoco e divieto di andare in certe aree, ad esempio minate.

Imposizioni ai civili di convergere in zone controllate, di consegnare le armi, calmare gli esagitati che amerebbero sparare su ogni cosa in movimento.

Imposizoni necessarie. Verrebbe usata la forza contro chi cercasse di scavalcare i militari o infrangere certe barriere di sicurezza da parte di persone che, saltano fuori in tutte le guerre, con la scusa del caos, della disorganizzazione, della malafede dei governanti, si ritengono in diritto di governare loro, approfittando dell'occasione anche per compiere "piccole" vendette personali, già che ci sono.

Ok, sono immagini che abbiamo già visto e che si ripetono (quasi) dappertutto.

In Italia non vedrai mai, in mezzo alle rovine, una fila di cittadini fare la fila davani all'ufficio delle imposte per pagare le tasse.

In Germania, nel maggio 1945, a guerra finita, distruzione totale, Germania kaputt, i cittadini facevano la fila davanti agli uffici delle imposte.

Per la descrizione di una nazione allo sfacelo ci sono innumerevoli libri che trattano della seconda guerra mondiale, delle condizioni della popolazione civile. Poi ci sono innumerevoli testi sulle gerre contemporanee, Iraq, Afghanistan, Palestina. La Siria.

Cambiano le nazioni, ma la distruzione, la morte, il dolore sono sempre uguali.

Occorre documentarsi parecchio.

Ritengo la fantascienza una trasposizione futuristica di scenari possibili e già conosciuti, certamente portati alle estreme conseguenze.

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Sappi che gli hacker non sempre usano chissà quali magie informatiche per bucare un sistema. Usano piuttosto un sistema chiamato "ingegneria sociale".

Leggiti "L'arte dell'inganno" di Kevin D. Mitncik, uno dei più famosi hacker della storia. Spiega tutto nel dettaglio e fa una marea di esempi veramente interessanti e sfruttabilissimi in una storia.

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Unius sei stato più che eloquente. Ciò che mi premeva sapere era proprio questo: credo che in una situazione del genere l'esercito sia indispensabile, poiché l'anarchia sarebbe un problema grave. Andare in giro e non sentirsi sicuri è una questione che affronto nel romanzo.

Inoltre, il "ognuno pensi a se stesso" creerebbe più disagi che risoluzioni.

Rispondo a tutti :asd: :

Esiste un gruppo che si oppone all'esercito, poiché vuole vivere senza doversi "piegare alle sue leggi e per farlo utilizza per lo più armi bianche, poiché come hai detto te Panzer, non è da tutti possederne una. La ricerca di armi da fuoco nelle caserme e armrie è stata vana, poiché come avete detto tutti, sono state le prime a essere svuotate, quindi per difendersi è necessario utilizzare ogni tipo di mezzo a disposizione, che può essere un'ascia o un semplice coltello da cucina.

Sicuramente andrò a cercare il filma che mi ha consilgiato Swetty. Mi sono e mi sto ancora documentando il più possibile e tutto ciò che può essere utile è apprezzato :la:

Fortunatamente, ho chiesto agli amici se avevano quel libro e uno di questi lo aveva preso in prestito da un altro suo amico. Dopo che lo avrà finito, me lo passerà. Galgano, se credi possa essermi utile non mi sforzerò di certo nel leggerlo.

Grazie a tutti!

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Mi sono accorto adesso che ho fatto stupidi errori di battitura dovuti alla fretta :facepalm:

Comunque le molotov sono già nella mia testa come arma da imboscata o durante un attacco in un paese con case costruite molto vicine tra loro, ovviamente usate dai "cattivi".

Andrò a cercarmi meglio questa cosa, però ho sentito in un programma televisivo che l'IRA (gruppo di ribelli irlandesi) crea una bomba mettendo dei chiodi in un barattolo di vetro. Qualcuno ne è a conoscienza?

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Fabbricare una bomba artigianale non è molto difficile. I chiodi naturalmente sono inseriti per fare male. Trovi informazioni su internet.

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Le bombe molotov possono essere di due tipi. Il più semplice è una bottiglia piena di benzina tappata da uno stoppaccio a cui si da fuoco. Il modello più complesso richiede un innesco.

Non voglio dare qui i dettagli, non è difficile da preparare, ma non si può farlo "al momento", va preparata prima ma ha il vantaggio che prende fuoco autonomamente appena la bottiglia si rompe.

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Per la bomba barattolo-con-chiodi non credo che il meccanismo sia molto diverso da quello di una comune molotov. Non ne so granché, ma aggiungendo chiodi e oggetti metallici acuminati nella benzina racchiusa in un contenitore di vetro, al momento dell'esplosione questi schizzano a velocità tali da essere letali quanto proiettili. Credo si chiamino bombe a frammentazione, ma - ripeto - non sono ferrato.

Quello che mi premeva aggiungere è: in una guerra non è detto che tutto il paese venga devastato. La distruzione si accentuerà nei punti nevralgici dello scontro, nelle aree strategiche, nelle zone dove è previsto il passaggio delle truppe, in modo da spianare loro la strada. Penso sia impossibile effettuare un bombardamento capillare su ogni chilometro quadrato. Le grandi città saranno tutte bersagliate, senza dubbio, ma centri minori potrebbero sopravvivere indenni, senza mai esser coinvolti. Lì potrebbero accumularsi risorse e diventare mete di flussi di profughi dalle zone di guerra. E' un aspetto da tenere in considerazione, secondo me.

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Proprio su quel canale Swetty ho visto la bomba con i chiodi ma non mi ricordo in che programma :nonrido:

Grazie per la dritta.

Comunque è vero che non tutto il paese è stato bombardato Spora. Come dici te si puntano gli obiettivi strategici, quindi è pensabile che le persone fuggano sulle montagne, lontano dalle zone abitate ma che ci debbano tornare comunque per dei rifornimenti.

Credo che alcuni occuperebbero le fattorie montane o gli allevamenti di mucche e pecore. La mancanza di munizione spingerebbe la gente a tornare a cacciare come si faceva molti anni prima, a costruirsi ripari in legno e cercare di ripartire.

Un'altra cosa alla quale pensavo è che nel gruppo di protagonisti non tutti possono avere le stesse idee: c'è chi vuole cercare altri rifugiati e chi vuole trovare un posto dove stare e difenderlo come se fosse casa sua. Potrebbe essere possibile che il carabiniere, poiché è l'unico con un'arma da fuoco, s'imponga sugli altri, costringendoli a fare ciò che vuole?

Il senso del dovere sarà più forte dell'istinto di sopravvivenza?

Parlo del singolo caso, entrando nella mente del carabiniere che ha 35 anni.

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Ospite Jack Shark
Potrebbe essere possibile che il carabiniere, poiché è l'unico con un'arma da fuoco, s'imponga sugli altri, costringendoli a fare ciò che vuole?

Assolutamente no.

Il motivo è semplice e banale: prima o poi dovrà pur dormire, no? ;)

Un personaggio si impone sugli altri quasi esclusivamente col carisma.

Per imporsi con la violenza (e quindi con l'arma) dovrebbe immobilizzare i compagni ogni volta che non ha la possibilità di tenerli sotto controllo con le armi, ma a quel punto perderebbe la loro collaborazione, e in una situazione del genere non ne avrebbe alcun interesse.

Essendo inoltre l'unico armato, basterebbero 2/3 persone a renderlo inoffensivo in un momento in cui ha la guardia abbassata.

Il senso del dovere sarà più forte dell'istinto di sopravvivenza?

Questo ovviamente dipende da te, da come vorrai caratterizzare il tuo personaggio ;)

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Proprio su quel canale Swetty ho visto la bomba con i chiodi ma non mi ricordo in che programma :nonrido:

Tranquillo, che prima o poi lo replicano. :asd:

Mettere chiodi in una bomba non è insolito, comunque. O anche altra roba, come vetri o sassi.

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Ospite Jack Shark

Mettere chiodi in una bomba non è insolito, comunque. O anche altra roba, come vetri o sassi.

Emblematiche e molto usate, le pipebomb, (cariche di dinamite circondate da chiodi e racchiuse in un tubo) come quella tristemente famosa dell'attentato delle olimpiadi di Atlanta del '96

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Comunque è vero che non tutto il paese è stato bombardato Spora. Come dici te si puntano gli obiettivi strategici, quindi è pensabile che le persone fuggano sulle montagne, lontano dalle zone abitate ma che ci debbano tornare comunque per dei rifornimenti.

Credo che alcuni occuperebbero le fattorie montane o gli allevamenti di mucche e pecore. La mancanza di munizione spingerebbe la gente a tornare a cacciare come si faceva molti anni prima, a costruirsi ripari in legno e cercare di ripartire.

Proprio l'altra sera ho visto un film che forse farebbe al caso tuo. Si intitola 'Una tomba per le lucciole', è un anime del 1988 che narra la storia di due ragazzini scampati ai bombardamenti sul Giappone negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. E' un film crudo ed estremamente realistico, e ti suggerisco caldamente di guardarlo. Se vuoi sapere cosa succede alla popolazione durante un bombardamento, sarà la tua bibbia.

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