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Marco -_-

Un nuovo giorno.

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Commento: indirizzo.

Apro gli occhi e non c' è nulla da vedere.

Sembra di esser stato in coma un anno intero.

I vestiti insudiciati coprono il pavimento, la foto di un quadro penzola triste da un chiodo mal messo.

La vicina che strilla al figlio di nove anni mi farà impazzire, sembra un jungla trapiantata a trenta metri da me, anzi, trapanata direttamente nel mio cervello, dritta fino a uno stupido mal di testa.

Ripenso a quando vivevo con la mia famiglia, da piccolo, quando a svegliarmi c' era prima

un raggio di sole che tagliava la tenda colorata della mia stanza. E' così lontano questo ricordo...

E' passato tanto tempo. Adesso invece, l' odore del caffè mi ricorda che mia moglie sapeva come farmi sentire amato, ma adesso è troppo tardi per pensare.

La nostalgia lascia il posto alla malinconia, e la malinconia, lascia il posto alla solitudine.

Le mie mani e le mie gambe fanno tutto da soli. Non capisco. Non riesco a pensare. Non riesco a comprendere.

Il mio appartamento mi disorienta, la mia vita mi disorienta, boigotta le mie emozioni, la mia anima.

Non voglio irrompere nel mondo con questa faccia, è solo che quella specie di lavoro mi tiene incatenato, nell' insoddisfazione e nella frustrazione di vivere morendo nell' anima, nel tempo. Gridando correrei e mi strapperei di dosso quel briciolo di parvenza che definiscono "dignità", e direi a tutti, si, in faccia a tutti direi: "Ridatemi la mia vita! Ridatemi indietro quel bambino che osservava stupito quel raggio di sole, e rideva... Non sono una bestia! Anch' io muoio come voi...".

Pian piano la voce nella mia testa si placa, e diventa silenzio. Sono stanco. Mi par di sentire una goccia cadere sulla mia guancia... Mi toccherà sistemare quelle tubature!

Un bagliore di luce mi acceca sull' uscio di casa.

Non è un semplice giorno, questo è un nuovo giorno, forse, una nuova speranza, un nuovo io.

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Ospite Woland

Dal punti di vista della forma andrebbe un po' rivisto e quindi riletto; leggendo saltano all'occhio alcuni refusi (spazi che non dovrebbero esserci soprattutto).

La tematica di per sé non è delle più originali, anzi; una vita insoddisfacente, il rimpianto per il passato, la volontà di cambiare le cose: è un qualcosa di già letto. Manca a mio avviso uno spunto realmente originale che possa connotarlo.

CiaO

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La struttura narrativa è semplice anche se fatta bene con nessun errore grammaticale.

Come ha detto BertlebyLoScrivano la storia non è originale ed è già stata scritta molte volte ma, nonostante ciò, sei riuscito a descrivere bene l'insoddisfazione che prova il protagonista, la sua solitudine e la tristezza per il suo passato felice che non tornerà. Una storia che ho trovato buona. Continua a migliorarti.

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Non voglio tornare sul problema della mancanza di originalità, se lo considero un frammento potrebbe essere un semplice stralcio di qualcosa di più complesso che non posso giudicare. Mi limito a dire che questo personaggio sembra in bilico tra una condizione depressiva e una personalità ancora immatura. Chissà, magari potrebbe evolvere in qualcosa di più interessante.

Vorrei invece concentrarmi sulla forma.

Apro gli occhi e non c' è nulla da vedere.

Sembra di esser stato in coma un anno intero.

I vestiti insudiciati coprono il pavimento, la foto di un quadro penzola triste da un chiodo mal messo.

Qui, anche in considerazione che siamo nell'incipit, eliminerei per intero quella frase e legherei "vedere" a ciò che in effetti può essere visto, ottenendo un effetto di maggiore coinvolgimento.

La frase che ho cancellato, oltre che spezzare il ritmo, suona come una descrizione di uno stato d'animo che invece dovrebbe essere evocato direttamente dalle immagini. I vestiti e la foto sono sufficienti a rendere un'atmosfera di degrado e di squallore.

La vicina che strilla al figlio di nove anni mi farà impazzire, sembra un jungla trapiantata a trenta metri da me, anzi, trapanata direttamente nel mio cervello, dritta fino a uno stupido mal di testa.

Anche qui eliminerei i riferimenti soggettivi "mi farà impazzire" e "sembra" e trasformerei questa descrizione in un'immagine più concreta di ciò che il protagonista davvero sente in quel momento.

A titolo di esempio scriverei:

"La vicina strilla al figlio di nove anni, sono i rumori di una jungla trapiantata al di là del muro della stanza, le grida entrano come un trapano nel mio cervello. Ho mal di testa."

Ripenso a quando vivevo con la mia famiglia, ...

Altro riferimento soggettivo.

In termini generali, queste forme allontanano il lettore dalla scena, è come se mettessero un freno alla possibilità di identificarsi con il personaggio. Invece di mostrarmi ciò che lui vede utilizzando il suo filtro emotivo, mi racconti ciò che pensa, ciò che gli sembra o ciò che interpreta.

Potrei andare avanti per il resto del racconto, ma preferisco fermarmi qui e lasciarti questo suggerimento: se sono riuscito a spiegarmi potresti provare a riscrivere l'intero frammento, solo per esercizio, trovando il modo di renderlo più diretto.

Spero di esserti stato utile.

A rileggerti.

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Ospite
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