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IreneZolea

Siete Giardinieri O Architetti Della Scrittura?

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Penso di essere un giardiniere nelle fasi iniziali, nel senso che pianto qualche seme o idea che può essere un tema, un personaggio o un'ambientazione e aspetto che cresca con il tempo, che si evolva e maturi (magari allacciandosi con altre idee). Ho riposto nel cassetto degli appunti che hanno dovuto stagionare diversi anni per diventare un racconto fatto e finito.

Tuttavia una volta che mi metto a scrivere e mi decido a finire qualcosa sono molto più simile all'architetto, ho sempre sotto gli occhi degli schemi, tendo a dare molta importanza allo sviluppo della struttura narrativa come alle sue fondamenta, e non voglio che nulla mi sfugga di mano.

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Messa in questi termini direi che sono un giardiniere, visto che di solito so più o meno cosa deve succedere nella storia ma posso cambiare tutto mentre la scrivo (e anche quello che so spesso è vago).

Aggiungerei che spesso io invento prima i particolari che le parti importanti. Sono capace di scrivere un racconto solo per poterci inserire una battutina stupida, per dire.

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Nessuno dei due. Sono sempre stato Niggle, il pittore scemo di Albero e foglia, di Tolkien. Comincio a dipingere una foglia, che poi diventa un albero, che poi diventa una foresta. A quel punto mi prende l'angoscia perché il tempo scarseggia, dovrei consegnare il quadro finito, ma mi sono fatto prendere la mano. Quando il committente bussa alla porta lo scaccio in malo modo: "Lasciami lavorare alla MIA foresta".

E non incasso mai.

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Giardiniere, senza la minima predisposizione a diventare architetto. Ahimè drammaticamente in balia degli elementi, basta un soffio di vento o una goccia di pioggia per distruggere le mie piantine. Sono creativa e incostante perfino quando edito :)

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Ah, ecco qua. Preso dal topic "Libertà creativa o pianificazione programmata"

Pochi giorni fa discutevo esattamente della stessa cosa in altra sede. Un'amica riportava una citazione in cui George Martin parlava di due tipi di scrittori:

Citazione

Ci sono, semplificando, due generi di scrittori: gli architetti e i giardinieri. Gli architetti fanno i progetti prima di piantare il primo chiodo, disegnano l’intera casa, dove passano le tubature, e quante stanze ci saranno, quanto saranno alti i muri. Ma i giardinieri semplicemente scavano un buco, piantano il seme e vedono ciò che spunterà. Penso che tutti gli scrittori siano in parte architetti e in parte giardinieri, ma tendono verso un lato o verso un altro, e io sono sicuramente più un giardiniere

Ora, ricopiare anche la mia risposta mi sembra quasi scorretto. Comunque io credo più alle attitudini personali che ad uno schema universalmente valido. In altre parole, e già lo si può evincere da altre risposte nel topic, ognuno di noi ha il suo modo per lavorare al meglio, deve trovare un proprio equilibrio. Spesso, un ibrido.

Io ci ho messo un po' per trovare il mio: per anni ho creduto di dover pianificare tutto, doveva essere tutto pronto, tutto già spiegato. Ripensandoci mi viene in mente un discorso di un personaggio del film "Collateral": non da seguito ai suoi sogni per anni, perché "doveva essere tutto perfetto". Progettava, ma non iniziava mai.

Questo perché evidentemente non era l'equilibrio giusto per me.

L'anno scorso ho iniziato ad adottare un approccio diverso, ed è stata la mia manna: si al riflettere sugli sviluppi, si anche a sapere cosa succede anche molto avanti rispetto al punto in cui sei, ma niente scalette "ingabbianti", nessuna pianificazione rigida. Ho anche iniziato a scrivere quasi tassativamente (poche eccezioni) in ordine cronologico.

Quindi si, ho aperto alla libertà creativa, e ne sono stato soddisfatto. Preferisco ragionare soprattutto "durante", più che prima, per poi essere più rigoroso dopo le prime stesure.

Non so se ho ancora trovato l'equilibrio ideale per me, questo modo di procedere ha avuto qualche svantaggio (meno attenzione del dovuto alla documentazione).

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Un giardiniere che progetta dove mettere le piante, a che intervalli di tempo annaffiarle, da che angolazione far piovere la luce, come combinare i colori dei fiori e i loro odori. Poi mi metto a scrivere e mi perdo i sacchetti dei semi, preparo il terreno in maniera grossolana, mi crollano in testa i rami e le piante appassiscono subito.

Allora mi metto il caschetto giallo tanto per far vedere e mi do all'architettura. Ma disegno il progetto un po' a cazzo, seguendo l'ispirazione pseudo-artistica del momento; il risultato inevitabile è la realizzazione di un edificio pericolante (e perennemente incompleto) che aspetta solo il lupo con i suoi polmonazzi per volare via.

Né carne né pesce :asd:

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Ospite Nom De Plume

Assolutamente giardiniere, non potrei essere architetto nemmeno se lo volessi :patpat2:

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Ospite Nom De Plume

Scusate per l'emoticon, ho sbagliato, non ho visto che si baciavano XD

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Sono decisamente un giardiniere di quelli che concima con frasi inutili quando non trova ispirazione. Parto da un'idea di fondo che fa da guida allo sviluppo progressivo della storia, ma è difficile che la sua forma originaria corrisponda a quel che viene fuori dal finale.

Una volta che hai creato i personaggi posso solo annaffiarli e sperare che crescano nella direzione giusta. Non si butta via una pianta storta però; al massimo si cerca di raddrizzarla con una canna per evitare che se ne parta per la tangente.

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Mi sento più muratore che architetto, uno di quelli che mette mattone dopo mattone con del buon cemento. Mi sento più come chi va con calma e toglie le pietre dal campo, prima della semina, e non sa ancora come sarà la stagione. Mi sento sempre con molto da fare e mai certo della costruzione che ne verrà fuori, all'inizio. Poi per fortuna riesco a cavarmela, come il muratore o l'agricoltore, di solito.

Tolta la diversificazione che ho fatto, gran bella citazione. :)

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Sono un architetto che, quando è ora di cominciare a costruire il palazzo, si accorge di aver dimenticato i progetti i casa. Quindi, per non buttare la giornata, si mette a fare un giardino improvvisato.

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Ospite Luna

Se scrivo come un architetto vien fuori un racconto pulito e ben costruito... che non dà di niente. se scrivo come un giardiniere vine fuori una storia che mi emoziona terribilmente ma con mille cose da sistemare.

Ora sto provando a fare entrambe le cose, con risultati davvero scarsi devo dire :facepalm:

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Secondo me, per i racconti si può essere giardinieri, per i romanzi invece è meglio essere architetti, così da evitare che ci si perda per la strada o che si perda ciò che si voleva dire dal principio.

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E poi quando cerchi, in quel giardino, di costruire qualcosa, di stendere un progettino, non la villa patronale di sicuro, un capanno degli attrezzi, tò, una pagoda per il tè, ecco che viene su tutta storta, malferma e infine crolla, rendendo il giardino ancora più brutto di quel che era. :perchè: Devo riprendere con i lego, mi sa. O con le proiezioni ortogonali.

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E poi quando cerchi, in quel giardino, di costruire qualcosa, di stendere un progettino, non la villa patronale di sicuro, un capanno degli attrezzi, tò, una pagoda per il tè, ecco che viene su tutta storta, malferma e infine crolla, rendendo il giardino ancora più brutto di quel che era. :perchè: Devo riprendere con i lego, mi sa. O con le proiezioni ortogonali.

*rotola*

Io odiavo le proiezioni ortogonali :sss:

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Ospite Nom De Plume

Scusate per l'emoticon, ho sbagliato, non ho visto che si baciavano XD

Tranquilla, è successo a tutti prima o poi con quell'emoticon XD

OT

Grazie per la comprensione

Fine ot

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Io sono sicuramente più un giardiniere, ma un giardiniere "Memento", nel senso che, come il montaggio del film citato, scrivo in modo non lineare. Questo si riflette quando metto tutto insieme nella narrazione, perché vorrei che il lettore rimettesse insieme i pezzi nel giusto ordine, riconsiderando dettagli che prima potevano sembrargli superficiali.

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Giardiniere, completamente.

Ho un sacco di foglietti sparsi di immagini non annaffiate.

Ora mi sto cimentando in un romanzo (primo scritto lungo) fantasy e ho giusto l'abbozzo di due personaggi, presumo, principali... il tutto partito mentre ascoltavo "the show must go on".

Mah! :saltello:

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Sono il vecchietto che guarda costruire il palazzo progettato dall'architetto (e commenta con le mani incrociate dietro la schiena). E sono il coniglietto che smangiucchia i fiori piantati dal giardiniere (che scappa di corsa sogghignando mentre gli tira dietro la zappa)

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Wutchblue: il vecchietto che guarda i lavori, che scuote la testa con le mani dietro la schiena, in Emila si chiama umarell. Siamo pieni di detti sugli umarell, ci hanno anche scritto un libro.

"Ohi, capo, non per ficcare il naso, ma sei sicuro che vada bene fatto così? No, perché ai miei tempi si faceva diverso..." :spalare:

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Wutchblue: il vecchietto che guarda i lavori, che scuote la testa con le mani dietro la schiena, in Emila si chiama umarell. Siamo pieni di detti sugli umarell, ci hanno anche scritto un libro.

"Ohi, capo, non per ficcare il naso, ma sei sicuro che vada bene fatto così? No, perché ai miei tempi si faceva diverso..." :spalare:

L'altro giorno ho incontrato un vecchietto che, dal fondo dell'autobus, gridava all'autista le manovre che doveva fare, quando fermarsi, far uscire la gente e quant'altro.

Santo subito! :la:

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L'altro giorno ho incontrato un vecchietto che, dal fondo dell'autobus, gridava all'autista le manovre che doveva fare, quando fermarsi, far uscire la gente e quant'altro.

Santo subito! :la:

:facepic:

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Personalmente parto come un architetto con un bel progetto pulito e dettagliato che però non arriva mai alla conclusione, nel senso che tra un imprevisto creativo e l'altro, il tutto cambia irrimediabilmente: se prima avevo il progetto di una casa piano terra, improvvisamente mi ritrovo quello di una mega villa a quattro piani con non so nemmeno io quante stanze ed extra... Così, per ripiegare ed evitare ulteriori pasticci, mi improvviso giardiniera prima che la villa mi caschi addosso. Essendo però particolarmente inesperta anche in quel settore, mi ritrovo con un bel giardino a sorpresa dove neanche io so cosa nascerà (se nascerà) dove l'unica cosa che posso fare è aiutare ciò che spunta a crescere...

E sì, sono proprio una frana! :eheh:

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