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Ran.ya Sumi

L'attimo fuggente

Post raccomandati

Essere investiti in pieno dalla paura,

dubitare e avere una rivelazione.

Credere che essa ci aiuti a capire.

Prestare ascolto, fulminarsi dal fascino,

desiderio di immolarla prima che passi.

Carta e penna, sangue che bolle, filtro in azione.

Ahimè, ma è già tutto finito.

Il tuo frutto non è che un riassunto,

un'orrenda fotografia del vento...

Un piccolo accorgimento nella monotonia.

Ormai è perso, andato, morto.

E già ti metti come prima speranzoso

In un altro treno travagliato

E con la penna in mano aspetti come un illuso.

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Al limite ermetico della rivelazione, bisogna, leggere più e più volte questo componimento per assaporarne l’essenza, credo che l’attimo fuggente sia l’ispirazione poetica stessa.

La figura che evochi con “ un’orrenda fotografia del vento..” è a dir poco fantastica, in quella parte la poesia emoziona, ed è proprio questo l’obbiettivo che le nostre creazioni devono avere muovere gli animi.

Se posso permettermi io non avrei concluso così. Mi spiego meglio, l’ultimo verso sminuisce la poesia, la parola deficiente riporta l’atmosfera in una situazione più giornaliera e toglie il velo poetico a tutto, non sarebbe stato meglio finire con un illuso?

Scusami se mi permetto di dare consigli sulle tue parole.

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Non è di mio gusto perché le immagini sono astratte, e la riflessione mi pare troppo comune, trattata con poca originalità (eccezion fatta per la "fotografia del vento", che è uno spunto poetico interessante). Posso chiederti se rileggi le tue poesie? Il labor limae è indispensabile in componimenti così brevi, e neanche troppo difficile. Ho invece rilevato un errore di battitura e un errore di ortografia che mi hanno un po' indisposto, lo ammetto ("immoralarlo" e "deficente").

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Rileggerle le rileggo, ma quando le riporto sulla tastiera faccio sempre questi casini =___= ti ringrazio di farmeli presente... Questo genere di errori sono sempre stati gli elementi che mi hann fatto prendere brutti voti a scuola.

Al limite ermetico della rivelazione, bisogna, leggere più e più volte questo componimento per assaporarne l’essenza, credo che l’attimo fuggente sia l’ispirazione poetica stessa.

La figura che evochi con “ un’orrenda fotografia del vento..” è a dir poco fantastica, in quella parte la poesia emoziona, ed è proprio questo l’obbiettivo che le nostre creazioni devono avere muovere gli animi.

Se posso permettermi io non avrei concluso così. Mi spiego meglio, l’ultimo verso sminuisce la poesia, la parola deficiente riporta l’atmosfera in una situazione più giornaliera e toglie il velo poetico a tutto, non sarebbe stato meglio finire con un illuso?

Scusami se mi permetto di dare consigli sulle tue parole.

Ti ringrazio per le tue parole, all'epoca quando scrissi la parola "deficiente" la utilizzai apposta per autodissacrare la poesia stessa, però a distanza di tempo devo ammettere che cercavo una parola simile ma meno brutta da sostituirla, grazie per il tuo consiglio!

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Essere investiti in pieno dalla paura,

dubitare e avere una rivelazione.

Credere che essa ci aiuti a capire.

Prestare ascolto, fulminarsi dal fascino,

desiderio di immolarla prima che passi.

Carta e penna, sangue che bolle, filtro in azione.

Ahimè, ma è già tutto finito.

Il tuo frutto non è che un riassunto,

un'orrenda fotografia del vento...

Un piccolo accorgimento nella monotonia.

Ormai è perso, andato, morto.

E già ti metti come prima speranzoso

In un altro treno travagliato

E con la penna in mano aspetti come un illuso.

cavolo, mi ha toccato.

é diretta e immediata, come piacciono a me.

Odio le poesie che devi analizzarle per capirle. o mi emozioni o no. non sei mica dante!

invece tu hai immediatezza,mi incolli gli occhi alle righe.

qualcosa la ritoccherei, sopratutto nella seconda metà, che tende a perdere di incisività.

Io te la riscrivo come fare se fosse mia, tu non avermene. prendi degli spunti utili se ne trovi, o più semplicemente ignorami.

Travolti dalla paura, (perchè dire "essere investiti in pieno", quando c'è un termine diretto)

un dubbio, una rivelazione.

Credere di capire. (più breve,più ritmato)

Prestare ascolto, fulminati dal fascino, (come mi piace sta storia del fulminati o fulminarsi, si sgancia dalla solita retorica)

desiderio d'abbatterla prima che passi. (abbatterla è più violento, più incisivo)

Carta, penna. Sangue che bolle. Fltro, azione. (Più ritmata)

E' tutto finito.

Breve come un riassunto,

Una fotografia vuotata dal vento...

(l'ultima frase l'ho tolta del tutto, non serviva amio ignobile avviso,il resto andava rivisto)

E' perso. Andato. Morto. (suona più sincopato)

ti aggrappi speranzoso

ad un altro treno

Una penna che illusa aspetta.

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