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HolyFool

I Vostri Pareri Su Questa Trama

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Ho quest'idea già da un po' di tempo, ma ho iniziato a lavorarci seriamente da un paio di mesi. La trama è questa:

Lara è una giovane donna di 24 anni, prossima alla laurea. Proprio quando le sembrava di avere una vita perfetta, la chiusura di una convivenza di 3 anni con il fidanzato James fa vacillare tutte le sue certezze.

L’invito al matrimonio di una sua ex compagna di classe del liceo, Sabrina, da una nuova scossa alla sua vita: Lara incontra di nuovo tutti i vecchi amici con cui aveva perso i contatti e osservando la direzione che questi hanno dato alle loro vite, si accorge che niente di quello che voleva fare della sua vita quando era al liceo, ha poi realmente fatto. Quasi per gioco, decide di fare una lista di 100 cose che vuole fare prima di morire, impegnandosi a realizzarle tutte entro i 30 anni.

Un nuovo amore, le amicizie ritrovate e la sensazione di essere finalmente nel posto giusto al momento giusto, daranno a Lara l’illusione di essere finalmente libera dalle incertezze e dalle paranoie che hanno sempre accompagnato la sua vita; ma la verità si abbatterà su di lei e le farà capire di aver dato troppa importanza alla famosa “lista”, distraendola dalla vita che davvero vorrebbe e che è sempre stata sotto i suoi occhi.

La storia ovviamente è arricchita di tanti particolari, ma il plot generale è questo. Non vorrei sembrasse troppo banale e volevo un vostro parere, oltre che un consiglio sull'ambientazione che è quello che mi blocca ogni volta. Siate spietati, ma non troppo :lol:

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La trama è semplice, ma è di quelle che dipende tutto da cosa e come scrivi per poter essere interessante. Così com'è è una storia non troppo originale (ho già visto questa cosa della lista), però che contiene gli elementi per essere completa.

Quindi dipenderà da come caratterizzerai i personaggi, l'ambientazione, il taglio che vorrai dargli, più brillante, malinconico, drammatico eccetera eccetera. Secondo me, leggendo la trama la vedrei bene con uno stile ironico e leggermente divertente.

Una domanda dove è ambientato? Perché i nomi femminili possono essere italiani o inglesi, mentre quel James fa pensare all'estero. Scrivere di posti che non si conoscono rende molto più difficile rendere l'ambientazione (io ho ambientato una storia a Tokyo e anche se mi documento non è la stessa cosa di esserci stata, l'ambientazione è venuta fuori parecchio stereotipata o assente).

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La trama è semplice, ma è di quelle che dipende tutto da cosa e come scrivi per poter essere interessante. Così com'è è una storia non troppo originale (ho già visto questa cosa della lista), però che contiene gli elementi per essere completa.

Quindi dipenderà da come caratterizzerai i personaggi, l'ambientazione, il taglio che vorrai dargli, più brillante, malinconico, drammatico eccetera eccetera. Secondo me, leggendo la trama la vedrei bene con uno stile ironico e leggermente divertente.

Una domanda dove è ambientato? Perché i nomi femminili possono essere italiani o inglesi, mentre quel James fa pensare all'estero. Scrivere di posti che non si conoscono rende molto più difficile rendere l'ambientazione (io ho ambientato una storia a Tokyo e anche se mi documento non è la stessa cosa di esserci stata, l'ambientazione è venuta fuori parecchio stereotipata o assente).

I nomi sono per la maggior parte provvisori poichè, ovviamente, anche questi dipendono dall'ambientazione, che non ho ancora scelto. Se dovessi scrivere del posto che conosco meglio la ambienterei sicuramente nella città in cui vivo, ma non la vedo una storia del genere collocata in quel contesto. Potrei ambientarla a Londra, dove sono stata diverse volte, o in qualche altra città dell'Inghilterra (Manchester, York, Liverpool o Bristol, che ho visitato tutte). La questione è ancora aperta, comunque grazie per i consigli, credo seguirò soprattutto quello dello stile ironico, anche se cercherò di non far mancare momenti più seri e drammatici. :)

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Se sei indecisa nella scelta, potresti perfino usare una città fittizia, oppure non inserire riferimenti chiari al luogo in cui ci si trova.

Modificato da Ray

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Ma 24 anni non è un po' presto per questi bilanci? La vedrei meglio come una storia ambientata verso i 40.

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Ospite Woland

Vedo confusione fin nella trama, ragioniamo.

Tu scrivi: "si accorge che niente di quello che voleva fare della sua vita quando era al liceo ha poi realmente fatto" quindi una classica vita sfuggita per binari diversi da quelli che avremmo voluto.

Facendo la lista pare stare meglio ma poi "la verità si abbatterà su di lei e le farà capire di aver dato troppa importanza alla famosa “lista”, distraendola dalla vita che davvero vorrebbe e che è sempre stata sotto i suoi occhi."

Ma come: se la vita che aveva vissuto fino ad allora non era stata che una deviazione dalla sua reale volontà come potrà rivelarsi alla fine come la vita che davvero vorrebbe?

Mi pare abbastanza contraddittorio, la stessa trama di per sé non è originalissima

CiaO

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Vedo confusione fin nella trama, ragioniamo.

Tu scrivi: "si accorge che niente di quello che voleva fare della sua vita quando era al liceo ha poi realmente fatto" quindi una classica vita sfuggita per binari diversi da quelli che avremmo voluto.

Facendo la lista pare stare meglio ma poi "la verità si abbatterà su di lei e le farà capire di aver dato troppa importanza alla famosa “lista”, distraendola dalla vita che davvero vorrebbe e che è sempre stata sotto i suoi occhi."

Ma come: se la vita che aveva vissuto fino ad allora non era stata che una deviazione dalla sua reale volontà come potrà rivelarsi alla fine come la vita che davvero vorrebbe?

Mi pare abbastanza contraddittorio, la stessa trama di per sé non è originalissima

CiaO

a me non sembra contraddittorio; o meglio, non sembra improbabile.

La vita è contraddittoria.

I sogni dei bambini sono spesso fuorvianti, quante volte ci capita di voler fare assolutamente una cosa per poi, una volta arrivati, scoprire che non è assolutamente come ce la aspettavamo? (e che magari ci schifa?)

In fondo la nostra esistenza non è "quello che vogliamo fare", ma dove arriviamo facendo quello che vogliamo e mirando a cose più o meno importanti / interessanti.

Non so, a me la trama piace perché mi ci ritrovo con tutta me stessa (anzi, io sono peggio). Non che sia arrivata alla 'lista', ma poco ci manca.

Vedo un che di Hegeliano nella trama: tesi, antitesi e sintesi.

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Quasi per gioco, decide di fare una lista di 100 cose che vuole fare prima di morire, impegnandosi a realizzarle tutte entro i 30 anni.

Molto dipende da ciò che rientra nel tempo della narrazione.

Non penso che la tua scelta sia quella di raccontare tutto quello che avviene da lì a 30 anni, per lo meno spero proprio di no, diventerebbe una pizza.

Se invece vuoi raccontare la fine di un'illusione, la presa di coscienza del fatto che la vita è sempre diversa da come ce la rappresentiamo, beh, questa potrebbe essere anche solo la storia di una serata.

Da quello che dici è difficile giudicare. Al di là del tema generale, forse sono proprio i particolari che hai omesso a costruire una storia del genere.

Due domande: come fa la tua protagonista a restare imbrigliata in una rappresentazione così ossessiva? Tutti noi potremmo riproporci di fare determinate cose nei prossimi 30 anni, ma sappiamo istintivamente che con ogni probabilità le cose andranno diversamente: come fa la tua protagonista ad accorgersi che la vita è diversa dalle sue rappresentazioni?

Tutto il problema sta in questo "come fa", da lì nasce la storia.

Per quanto riguarda il problema dell'ambientazione starei attento a un particolare importante: per una trama del genere il tipo di ambiente sociale e culturale conta moltissimo. Ambientare una storia in Italia, in Inghilterra o negli Stati Uniti, in modo che sia credibile e rispecchi veramente la diversa mentalità di chi vive in questi luoghi può determinare differenze abissali.

In proposito ti consiglierei di guardare e mettere a confronto due film che raccontano la stessa storia: "Profumo di donna" con Vittorio Gasman e "Scent of a woman" con Al Pacino.

Giusto per farsi un idea.

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Potrei ambientarla a Londra, dove sono stata diverse volte, o in qualche altra città dell'Inghilterra (Manchester, York, Liverpool o Bristol, che ho visitato tutte). La questione è ancora aperta, comunque grazie per i consigli, credo seguirò soprattutto quello dello stile ironico, anche se cercherò di non far mancare momenti più seri e drammatici. :)

Uh, io ti consiglierei di ambientarla in Italia (e quoto Poldo, anche sul suggerimento di guardare i due film citati).

Quoto anche Swetty, anche se più che una quarantenne, io ci vedrei anche una trentenne.

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La trama è semplice e può essere sviluppata in modi diversi, soprattutto sotto l'aspetto psicologico della protagonista e delle persone che entreranno ed usciranno dalla sua vita.

Come ambientazione con consiglio un paese e un epoca che puoi ben descrivere. Il massimo sarebbe Italia ai giorni nostri, ma vedi tu.

Poi devi stare attenta perché una trama del genere rischia di diventare pensate e noiosa.

E' interessante ma bisogna pensarci bene. La vuoi scrivere in prima persona o come narratore esterno? Io opterei per il narratore esterno, per poter spaziare nei diversi punti di vista dei vari personaggi.

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Vedo confusione fin nella trama, ragioniamo.

Tu scrivi: "si accorge che niente di quello che voleva fare della sua vita quando era al liceo ha poi realmente fatto" quindi una classica vita sfuggita per binari diversi da quelli che avremmo voluto.

Facendo la lista pare stare meglio ma poi "la verità si abbatterà su di lei e le farà capire di aver dato troppa importanza alla famosa “lista”, distraendola dalla vita che davvero vorrebbe e che è sempre stata sotto i suoi occhi."

Ma come: se la vita che aveva vissuto fino ad allora non era stata che una deviazione dalla sua reale volontà come potrà rivelarsi alla fine come la vita che davvero vorrebbe?

Mi pare abbastanza contraddittorio, la stessa trama di per sé non è originalissima

CiaO

Capisco che nel modo in cui l'ho scritto poteva sembrare contraddittorio, ma non è affatto così: mi spiego meglio. Nel momento in cui decide di fare la "lista", la protagonista si trova in un momento in cui ha bisogno di fare qualche follia, di riportare un po' di brio nella sua vita e comincia ad essere schiava della lista stessa, pensando che in essa e nella realizzazione dei vari punti risieda la sua stessa felicità. In realtà il tipo di felicità che lei realmente cerca (ma che non sa ancora di cercare) si trova molto più vicino a lei e questa potrebbe essere una seconda evoluzione del personaggio. La vita, del resto, non ci da il tempo di giungere ad una conclusione che immediatamente ci contraddice in qualche modo, no? ;)

Ma 24 anni non è un po' presto per questi bilanci? La vedrei meglio come una storia ambientata verso i 40.

Effettivamente 24 anni è presto, magari la ambiento verso i 30-35 :)

Quasi per gioco, decide di fare una lista di 100 cose che vuole fare prima di morire, impegnandosi a realizzarle tutte entro i 30 anni.

Molto dipende da ciò che rientra nel tempo della narrazione.

Non penso che la tua scelta sia quella di raccontare tutto quello che avviene da lì a 30 anni, per lo meno spero proprio di no, diventerebbe una pizza.

Se invece vuoi raccontare la fine di un'illusione, la presa di coscienza del fatto che la vita è sempre diversa da come ce la rappresentiamo, beh, questa potrebbe essere anche solo la storia di una serata.

Da quello che dici è difficile giudicare. Al di là del tema generale, forse sono proprio i particolari che hai omesso a costruire una storia del genere.

Due domande: come fa la tua protagonista a restare imbrigliata in una rappresentazione così ossessiva? Tutti noi potremmo riproporci di fare determinate cose nei prossimi 30 anni, ma sappiamo istintivamente che con ogni probabilità le cose andranno diversamente: come fa la tua protagonista ad accorgersi che la vita è diversa dalle sue rappresentazioni?

Tutto il problema sta in questo "come fa", da lì nasce la storia.

Per quanto riguarda il problema dell'ambientazione starei attento a un particolare importante: per una trama del genere il tipo di ambiente sociale e culturale conta moltissimo. Ambientare una storia in Italia, in Inghilterra o negli Stati Uniti, in modo che sia credibile e rispecchi veramente la diversa mentalità di chi vive in questi luoghi può determinare differenze abissali.

In proposito ti consiglierei di guardare e mettere a confronto due film che raccontano la stessa storia: "Profumo di donna" con Vittorio Gasman e "Scent of a woman" con Al Pacino.

Giusto per farsi un idea.

La mia protagonista non fa, come dire, un planning rigido dei suoi anni successivi da seguire nei particolari. La lista nasce quasi per gioco, per sfida, per vedere entro i 30 anni (o più tardi) quante di quelle cose della lista stessa riesce a spuntare. E sarà la lista stessa a portarla altrove, fisicamente e psicologicamente. Comunque non credo che il tempo della narrazione arriverà fino al limite da lei prefissato, ci penserò. Grazie dei consigli :)

Potrei ambientarla a Londra, dove sono stata diverse volte, o in qualche altra città dell'Inghilterra (Manchester, York, Liverpool o Bristol, che ho visitato tutte). La questione è ancora aperta, comunque grazie per i consigli, credo seguirò soprattutto quello dello stile ironico, anche se cercherò di non far mancare momenti più seri e drammatici. :)

Uh, io ti consiglierei di ambientarla in Italia (e quoto Poldo, anche sul suggerimento di guardare i due film citati).

Quoto anche Swetty, anche se più che una quarantenne, io ci vedrei anche una trentenne.

30enne Ok, per l'ambientazione in Italia anche ;)

Poi devi stare attenta perché una trama del genere rischia di diventare pensate e noiosa.

E' interessante ma bisogna pensarci bene. La vuoi scrivere in prima persona o come narratore esterno? Io opterei per il narratore esterno, per poter spaziare nei diversi punti di vista dei vari personaggi.

Ho programmato già una serie di colpi di scena, proprio per non cadere nel noioso. In realtà pensavo di scriverla in prima persona poichè solo così riuscirei a rendere al meglio l'evoluzione psicologica della protagonista, non credi?

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L'evoluzione psicologica la si può rendere bene anche in terza persona, dopo dipende dallo stile che uno preferisce. Sarà che a me la prima persona rimane un po' sullo stomaco quindi il mio è solo una visione personale :)

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La trama potrebbe essere buona, forse non troppo originale, ma tutto dipende da come sai scrivere tu... Ah, io ti consifglierei di utilizzare nomi italiani, potrebbe essere più originale!

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Ospite Prisca
Quasi per gioco, decide di fare una lista di 100 cose che vuole fare prima di morire.

Solo a me è venuto subito in mente il programma televisivo The Buried Life?

Sinceramente, non sarebbe una trama che m'interesserebbe approfondire. Non tanto per il tema delle cose da fare prima di morire (non molto originale, The Buried Life a parte), ma per l'impronta da romanzo rosa che già si intravede da come la esponi. La protagonista e la sua evoluzione non attirano e sanno di "già visto almeno un milione di volte e in tutte le salse", né è particolarmente interessante il punto di svolta iniziale (l'abbandono del fidanzato. Bah).

Ti consiglio di pensarci meglio e di puntare su qualcosa che possa essere davvero interessante da sviluppare (e da leggere, magari).

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Io l'idea della lista la eliminerei proprio, mi ricorda troppo un romanzo che ho letto poco tempo fa dal titolo "Voglio vivere prima di morire" di Downham Jenny che è basato proprio su questa famosa lista. Non la trovo una cosa originale, si è letta orma in in tutte le salse. La trama che proponi non è delle più innovative, ma potresti lavorarci trasformandola in un thriller psicologico. Per quanto riguarda l'ambientazione, io opterei per un luogo fantastico o magari una città del futuro.

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L'idea di fondo mi piace :) Come ti hanno già detto, anche se può sembrare una trama semplice e già vista, tutto dipenderà dal tono che vorrai utilizzare nel raccontare la storia.

Se fosse venuta a me un'idea simile, avrei raccontato tutto in modo ironico, anche dalla semplice "invidia" per gli ex compagni potrebbero nascere situazioni interessanti e perché no, anche comiche!

L'età, se vuoi mantenerla sul giovanile, la sposterei verso i 27/28 anni.. A mio modesto parere sembrerà più credibile.

L'unica cosa che non mi convince è il finale e la "motivazione" della lista:

ma la verità si abbatterà su di lei e le farà capire di aver dato troppa importanza alla famosa “lista”, distraendola dalla vita che davvero vorrebbe e che è sempre stata sotto i suoi occhi.

Le 100 cose da fare prima di morire si adattano di più ad un personaggio che davvero ha poco da vivere, a quel punto il lettore avrà la curiosità di capire fin dove il personaggio vorrà spingersi.

E poi il finale onestamente non mi piace. La ragazza era scontenta della sua vita, tutto intorno a lei aveva trovato una collocazione, così decide di scriverequello che davvero conta per lei (come trovare un nuovo amore, costruire una famiglia ecc) perché dopo aver raggiunto tutti questi obiettivi, dovrebbe rivolere la vita di prima?

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