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Biohazard

Le descrizioni

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Secondo voi come vanno descritti paesaggi e personaggi? Ma soprattutto, è così importante descrivere?

Per i personaggi direi di sì, semplicemente perché non credo che sarebbe bello leggere le vicende di personaggi senza avere la minima idea di come sono fatti.

Voi come descrivete i personaggi? Io in passato scrivevo, prima che uno di questi comparisse, tutta la descrizione fisica e caratteriale, poi però mi sono accorto che veniva fuori una cosa bruttissima.

Per quanto riguarda gli ambienti sono combattuto; in genere amo le descrizioni ma poi mi sono reso conto che per motivi di scorrevolezza è meglio inserire informazioni generiche durante la narrazione.

Voi come vi ponete con le descrizioni? Che tecniche usate?

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Sui personaggi sono d'accordo con te, mooolto meglio buttare là un accenno alla volta. Il minimo indispensabile in partenza, poi dosare un po' alla volta, possibilmente inserito in modo indiretto, tipo: "il ciondolo rosso sembrava una goccia di sangue sulla pelle color latte".

Per i paesaggi basta una pennellata: "la nebbia saliva dalla terra calda e nascondeva la brughiera". Eviterei robe tipo: "la brughiera era nascosta dalla nebbia. Nel primo caso descrivi un'azione in divenire, e solo attraverso quella sveli il paesaggio. Nella secondo spiattelli tutto senza pathos.

Per gli ambienti bisognerebbe rendere il tutto molto fluido, incorporato nelle azioni. No cose tipo: "aprì la porta e si guardò attorno. Nella piccola stanza c'erano un tappeto, un tavolo e un camino acceso". Molto meglio: "aprì la porta ed entrò nella piccola stanza. Aggirò il tavolo e si diresse verso il camino acceso. Il tappeto attutì il suono dei suoi passi".

Si può anche osare di più, ma sempre in questa direzione. "Girò la maniglia aspettandosi che la massiccia porta di quercia cigolasse, invece dai cardini non uscì il minimo rumore. Si trovò in una stanza talmente piccola da mettere angoscia. Tre ciocchi di legno bruciavano nel camino sul fondo, l'aria era calda e secca. Una pelle d'orso, stesa sul pavimento come un tappeto, inghiottì il rumore degli stivali. L'uomo, silenzioso come un gatto, si diresse verso un tavolo ingombro di carte".

BLEAGH! Sì, fa schifo, lo so, ma spero tu abbia capito dove volevo arrivare.

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Sui personaggi sono d'accordo con te, mooolto meglio buttare là un accenno alla volta. Il minimo indispensabile in partenza, poi dosare un po' alla volta, possibilmente inserito in modo indiretto, tipo: "il ciondolo rosso sembrava una goccia di sangue sulla pelle color latte".

Per i paesaggi basta una pennellata: "la nebbia saliva dalla terra calda e nascondeva la brughiera". Eviterei robe tipo: "la brughiera era nascosta dalla nebbia. Nel primo caso descrivi un'azione in divenire, e solo attraverso quella sveli il paesaggio. Nella secondo spiattelli tutto senza pathos.

Per gli ambienti bisognerebbe rendere il tutto molto fluido, incorporato nelle azioni. No cose tipo: "aprì la porta e si guardò attorno. Nella piccola stanza c'erano un tappeto, un tavolo e un camino acceso". Molto meglio: "aprì la porta ed entrò nella piccola stanza. Aggirò il tavolo e si diresse verso il camino acceso. Il tappeto attutì il suono dei suoi passi".

Si può anche osare di più, ma sempre in questa direzione. "Girò la maniglia aspettandosi che la massiccia porta di quercia cigolasse, invece dai cardini non uscì il minimo rumore. Si trovò in una stanza talmente piccola da mettere angoscia. Tre ciocchi di legno bruciavano nel camino sul fondo, l'aria era calda e secca. Una pelle d'orso, stesa sul pavimento come un tappeto, inghiottì il rumore degli stivali. L'uomo, silenzioso come un gatto, si diresse verso un tavolo ingombro di carte".

BLEAGH! Sì, fa schifo, lo so, ma spero tu abbia capito dove volevo arrivare.

Sì, certamente: allestire una scena per descrivere un luogo.

Ma a questo punto, visto il risultato, ne vale davvero la pena?

Per i personaggi io lascerei stare ogni descrizione caratteriale, lascerei che sia il prosieguo della trama a far venir fuori le loro caratteristiche.

Discorso diverso per le descrizioni fisiche...

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Dipende dall'importanza del luogo, credo. Se è un posto di passaggio, tipo un corridoio, non ci spenderei più di tre parole; se invece ci accadono fatti importanti, o il personaggio ci torna spesso (tipo casa sua), secondo sì, ne vale la pena eccome. Per prima cosa, da un ambiente si desume molto su chi lo frequenta; in seconda battuta è indispensabile dare almeno l'idea di dove si trovino i personaggi, altrimenti sembrano galleggiare nel vuoto, e questo non aiuta a mantenere il patto lettore-scrittore.

Sono d'accordo, lascerei che fossero le azioni a mostrare il carattere dei personaggi.

Sull'aspetto direi il minimo indispensabile al primo incontro; per capirci, quello che potresti notare da lontano. Basso e grasso? Oppure alto e magro? Aggiungerei, se ci fosse, una qualche caratteristica impossibile da non notare: al posto dell'orecchio destro ha un foro slabbrato; puzza come un caprone morto; un tic gli fa traballare la palpebra; ha una sesta di reggiseno. Una sola, per fissare l'immaginazione del lettore.

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Posso dirti ciò che faccio io, sbagliato o giusto che sia.

Personaggi: per evitare di scrivere tot righe di descrizione su un personaggio, diluisco ciò lungo i primi capitoli se è un protagonista/antagonista della storia, altrimenti se è un personaggio secondario, racconto il particolare più importante e che alla vista saltava subito agli occhi.

Paesaggi: dipende se sono luoghi all'aperto o al chiuso. Montagne, boschi, pianure, laghi e così via le descrivo dettagliatamente se sono importanti nel corso della storia. Se il protagonista è un capitano di una nave, descrivo il mare come se fosse anch'esso un protagonista. Per i luoghi al chiuso come stanze, cantine, magazzini e così via ritengo che la descrizione debba essere fatta in maniera più accurata. Sempre non cadendo nel lungo eleco di oggetti presenti, come detto già da In Mezzo alla Segale.

La descrizione è un passo importante perchè altrimenti utilizzi la fantasia del lettore che, invece, dovrebbe essere catapultato nel tuo racconto senza sforzarsi di capire com'è fatto o no una qualsiasi cosa :)

Io ti ho detto la mia, non prendere tutto ciò come oro colato :)

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Sì, certamente: allestire una scena per descrivere un luogo.

Ma a questo punto, visto il risultato, ne vale davvero la pena?

In che senso ne vale la pena?

È compito dello scrittore creare il mondo dove si ambienta la storia, se non lo fai non stai facendo bene il tuo compito.

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Ospite Luna

Io amo le descrizioni :ohh: Purché non siano davvero troppo lunghe, tanto da annoiare a morte il lettore e spezzare la narrazione. :li: Quoto Franco, vanno fatte bene :asd:

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è una domanda che mi sono posto pure io diverse volte: quanto spazio dedicare alle descrizioni dei luoghi e dei personaggi? La risposta giusta è quella più scontata, vale a dire dipende. Dipende dal tuo stile, dal tipo di scrittura che adotti, dalla storia che racconti, e da altre variabili che ora mi sfuggono. Uno stile scarno e asciutto mal si concilia con descrizioni alla zola, così come uno stile ricercato e denso esige che ci sia un approfondimento della conoscenza dei personaggi e dei luoghi in cui si svolge la vicenda. per quanto mi riguarda, ammiro molto di più i romanzieri alla zola appunto, piuttosto che, per fare un paio di nomi, hemingway e fante, ma è una questione di gusti e di sensibilità.

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Vanno fatte bene, è chiaro.

Imbastire una scena solo per descrivere un luogo(come l'esempio riportato da In_mezzo_alla_segale) secondo me non è fare una descrizione buona.

Secondo me, personaggi a parte, le descrizioni degli ambienti vanno fatte approfonditamente solo se necessario.

Personalmente, anche leggendomi, ho capito di preferire uno stile asciutto e povero di descrizioni; ho così notato che la storia ne guadagna di fluidità.

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Forse non mi sono spiegato. Non è che devi imbastire una scena solo per descrivere un luogo, per carità. Piuttosto sfrutta una scena che scriveresti comunque per inserirci la descrizione.

Va benissimo uno stile scarno con poche descrizioni, però c'è il rischio "galleggiamento": se l'ambientazione è troppo scarna, il lettore s'immagina il vuoto attorno ai personaggi.

Dipende moltissimo anche dalla collocazione. Se l'azione si svolge a Milano, in piazza Duomo, ai giorni nostri, non è che devi fornire chissà quali particolari. Se la storia racconta dell'atterraggio di un'astronave su un pianeta sconosciuto, lì magari due parole in più è meglio spenderle.

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Vanno fatte bene, è chiaro.

Imbastire una scena solo per descrivere un luogo(come l'esempio riportato da In_mezzo_alla_segale) secondo me non è fare una descrizione buona.

Secondo me, personaggi a parte, le descrizioni degli ambienti vanno fatte approfonditamente solo se necessario.

Personalmente, anche leggendomi, ho capito di preferire uno stile asciutto e povero di descrizioni; ho così notato che la storia ne guadagna di fluidità.

Non è che devi imbastire un scena solo per la descrizione, i tuoi personaggi dovranno comunque muoversi e agire nel mondo quindi sfrutta quei momenti per inserire delle descrizioni.

Se i tuoi personaggi stanno passando in un bosco si daranno uno sguardo intorno, no? Magari la loro attenzione richiamata da un rumore o da un'animale apparso all'improvviso.

Se due personaggi stanno parlando in una stanza, molto probabilmente interaggirano anche con gli oggetti in quella stanza, ad esempio uno si potrebbe spostare verso la finestra e guardare fuori. Un ragazzino che parla con la madre in cucina potrebbe aprire il frigo in cerca di qualche merendina mentre la madre è affaccendata a cucinare, ecc.

Personalmente ritengo che l'ambientazione debba essere considerata al pari di un personaggio e caratterizzata, sopratutto se parliamo di fantascienza o fantastico. Uno dei difetti che trovo maggiormente nei libri di questo genere è proprio una mancata descrizione del mondo, che porta quasi a poter scambiare le ambientazioni di vari libri e non succederebbe nulla.

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Personalmente ritengo che l'ambientazione debba essere considerata al pari di un personaggio e caratterizzata, sopratutto se parliamo di fantascienza o fantastico.

Sono d'accordo, l'ambientazione merita un trattamento di riguardo all'interno della narrazione (senza però dilungarsi troppo nel descriverla)..

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Io la vedo allo stesso modo sia per i personaggi che per i paesaggi;

se è vero che è bello far scoprire un pò per volta al lettore il carattere di un personaggio è bello anche aggiungere nuovi particolari all'ambientazione man mano che si procede nel racconto. Magari si tratta di una locazione utilizzata una sola volta e per breve tempo, allora è meglio far capire al volo di cosa stiamo parlando, ma per "scenografie" usate più volte all'interno del romanzo secondo me è più comodo per chi scrive e coinvolgente per chi legge non dare troppe informazioni tutte assieme.

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Io di solito scrivo o in prima persona, o in terza ma immersa in un personaggio, quindi le descrizioni siano di ambienti che personaggi le allungo o meno in base ai personaggi. Se il mio protagonista entra per la prima volta in una casa, o conosce una nuova persona, si soffermerà di più, se ripete il solito tragitto o chiacchiera con qualcuno che conosce da sempre eviterò descrizioni che non sarebbe spontaneo fare.

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Salve a tutti! Prima di tutto un grazie è d'obbligo sia a chi ha cominciato questa discussione, sia a tutti coloro che hanno risposto: molti dei vostri consigli mi sono stati gia' di grande aiuto!

Scrivo questo commento perchè le descrizioni sono il mio tallone d'Achille. Ogni volta che devo descrivere un luogo mi blocco, mi mancano le parole, ma soprattutto non riesco a mostrare al lettore quello che "io vedo" e ne viene fuori una descrizione sterile e vuota, un elenco di dettagli che sembrano tenuti insieme dal nastro adesivo..

In sintesi anche se so che la mia domanda è terribilmente banale ed impossibile da rispondere, la pongo lo stesso: come si fa a descrivere?

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Intervengo solo per dire che secondo me la descrizione fisica dei personaggi viene molto sopravvalutata.
In passato ho divorato bellissimi romanzi rendendomi conto, solo alla fine, di non conoscere neanche il colore dei capelli del protagonista. E sono sopravvissuto lo stesso. :D

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Io di solito descrivo pochissimo l'aspetto fisico dei personaggi, lascio solo qualche indizio se è funzionale alla storia, cercando di mascherarlo nelle azioni o nella narrazione.

Esempio banale: "maledetto la mia passione per le ciambelle," pensò il detective mentre rincorreva il rapinatore fa capire che il detective è grasso senza scrivere che è grasso.

Per quanto riguarda ambienti e paesaggi, anche qui tendo a essere scarno e a evitare le classiche descrizioni che spuntano dal nulla in mezzo alla storia.

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Ospite Valpur

Sono giunta anche io alla conclusione che la descrizione dei personaggi non sia essenziale allo sviluppo della trama, anzi, che spesso risulti goffa e superflua. Il peggio (e non dico di non averlo mai usato ._.) è lo stratagemma dello specchio.
Poi vabbe', capita che sia necessario specificare un dettaglio o l'intero aspetto (il colore degli occhi che distingue due gemelli, un personaggio appartenente a una minoranza etnica) ma solo se è utile all'economia della trama.

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Cirici, la tua non è una domanda banale, è mostruosamente vasta. Come si fa a descrivere cosa? in che contesto? che effetto vuoi ottenere? cosa stai scrivendo?

A mio parere, se rileggi bene i vari interventi qui sopra ci trovi parecchie indicazioni valide per partire. Abbiamo accennato ai personaggi, ai panorami e ai luoghi chiusi.

Ce n'è abbastanza per mettersi al lavoro. Butta giù descrizioni diverse dello stesso ambiente e falle leggere a persone diverse. Ascolta i commenti e passa alla seconda stesura.

 

Se, nel fare questo, ti vengono in mente domande più specifiche, postale che ci riflettiamo su.

 


 

Rileggendo la discussione fin qui, m'è venuto in mente un altro paio di cose. Le butto là, magari a qualcuno servono.

 

1) Le descrizioni dipendono anche dallo spazio che abbiamo a disposizione. Se stiamo partecipando a un concorso per racconti di UNA cartella, va da sé che le descrizioni devono essere telegrafiche. Il che non significa che all'interno di un romanzo possiamo sbrodolare all'infinito.

 

2) A volte conta più il dove si piazza una descrizione più che il come. Secondo me bisogna privilegiare il ritmo: mai piazzare uno spiegone in mezzo un'azione veloce, o a un punto di tensione. Tipo:

 

"Pasquale entrò dal cancello e si tenne all'ombra della siepe. Era un vero labirinto, si domandò come avrebbe fatto ad arrivare alla villa. Valutò se posare il pacco lì, a terra, e avvisare che se lo venissero a prendere. Da dietro l'angolo sbucò un tizio con la faccia coperta da un fazzoletto e un'ascia in mano.
Il giardino si estendeva per quattro ettari, aveva la stessa età della villa e conteneva oltre trecento specie diverse di piante..."

Sì, lo so, sembra una banalità detta così, ma fateci caso che ogni tanto si trova.

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Quindi la descrizione è, come dire, "sopravvalutata"? Io sono combattuta perchè le odio/amo e tutto dipende da come sono state fatte: se ad es. leggere Tolkien mi ha "ucciso" proprio per via delle descrizioni, ho trovato invece "piacevoli" quelle di Martin. Mi rendo conto che è soggettivo, però penso che non descrivere possa togliere qualcosa alla storia, no?

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In mezzo alla segale, grazie per le dritte innanzitutto, tutte molto utili.

Dunque, cerco di essere più specifica, ma il problema è che si tratta di più descrizioni per la stessa storia. Parto da quella che mi ha più bloccato ma prima qualche dettaglio: la storia è ambientata sul pianeta Terra, ai giorni nostri, precisamente in Irlanda, ma vi sono anche personaggi di altri pianeti (descrivo brevemente gli alieni ma.. i loro pianeti? Inutile o necessario?) . La storia si svolge in poco tempo e la protagonista tende ad essere quasi sempre negli stessi due o tre posti: casa sua, il posto dove lavora ed il parco vicino ad esso, sono i principali. Ora per descrivere questi tre posti, volendo togliere il posto dove lavora (che è secondario ma ha un'importanza ai fini della storia) e la casa (che però direbbe molto della protagonista, no? Di nuovo, inutile o necessario?) resta il parchetto/piazzale dove la protagonista incontra il co-protagonista e penso sia importante descriverlo, oppure no? Il punto è che mi "blocco". Proverò a buttare giù qualcosa ma fino ad ora ogni volta che ci provo finisco con l'accartocciare un mucchio di fogli dopo aver scritto, cancellato, corretto and so on... Aggiungo che il piazzale è "reale" ossia è un posto in cui sono stata ed ho anche provato a tornarci "armata" di carta e penna per descriverlo ma non ci sono riuscita. :(

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Dunque, le descrizioni di luoghi sono anche il mio tallone d'Achille, ma visto che negli anni credo (spero) di essere migliorata, qualche consiglio mi sento di darlo. :) Prima di tutto, la cosa più ovvia: leggere tanto, soprattutto libri dello stesso genere che vuoi scrivere e della nostra epoca. Per quanto sia idolatrato, per esempio, sono sicura che adesso poche persone leggerebbero un esordiente che descrive come Tolkien. Allo stesso tempo, è sempre bene leggere autori diversi, in modo da chiarire al meglio i propri gusti analizzando vari punti di vista. Restando nel fantasy, so che molti adesso sono in fissa con Martin, ma esistono molti altri autori bravi che scrivono (e descrivono) in maniera completamente diversa, e magari possono offrire spunti altrettanto interessanti.

Un'altra cosa: io personalmente aggiusto tantissimo l'effetto 'galleggiamento nel vuoto' in fase di revisione. Nella prima stesura, infatti, mi capita ancora di inserire dei dialoghi apparentemente nel vuoto, ma quando rileggo a mente fresca mi accorgo subito se manca qualcosa. Consiglio quindi di rileggere varie volte e di inserire eventualmente qualche piccolo particolare (a volte bastano davvero due accenni) che aiuti il lettore a immaginare la scena.

Sulle descrizioni dei personaggi, dipende molto dal loro ruolo e da quanto serve la descrizione. Se stai scrivendo di un serial killer che uccide le bionde, è ovvio che se hai una protagonista bionda devi dirlo, in modo tale che il lettore avverta la tensione e si preoccupi della sua sorte. In generale occhi e capelli io li descrivo quasi sempre (in due o tre parole al massimo), ma è più che altro una preferenza personale. Al contrario, difficilmente dico qualcosa sulla forma fisica, e la faccio intuire dalle azioni: la mia protagonista riesce a maneggiare un'ascia senza problemi, immagino si intuisca che non è uno stuzzicadenti. :)

Spero di essere stata abbastanza utile. :)

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Occhei, un piazzale. È già più circoscritto. Provo a espandere quello che dicevo poco più sopra.

 

Da NON fare:

 

"Lisa arrivò al piazzale Tempi Squadrati dove aveva appuntamento con Xuff. Si guardò attorno. C'erano delle panchine lungo il bordo, delle aiuole fiorite e al centro una fontana spruzzava acqua che ricadeva in una vasca tonda. Il suo amico alieno non si vedeva."

 

Pallosissimo, ti pare? Ma se tu fai muovere la tua protagonista nell'ambiente, e se descrivi cosa succede attorno a lei, la faccenda dovrebbe cambiare.

 

"Lisa arrivò al piazzale Tempi Squadrati in anticipo. L'unica panchina al sole era occupata da un anziano circondato da piccioni: sbriciolava pane e lo buttava a terra con un gesto ampio, come se seminasse. Lisa non aveva voglia di fare conversazione, e le altre panchine sarebbero state gelate, lo sapeva per certo. Decise di andare verso la fontana al centro: avrebbe visto arrivare Xuff, o lui avrebbe notato lei.

– Ehi, non peftare! – un bambino senza gli incisivi la guardò minaccioso. Aveva appena finito di tracciare col gesso i riquadri della Campana (o chissà come la chiamano adesso). Lisa si scusò, ma ebbe la tentazione di mettersi su un piede solo e di saltare sui numeri. Non lo fece, naturalmente, si sarebbe vergognata come una ladra.

Costeggiò le aiuole di ibiscus, si fermò per far passare una ragazza bionda che sfrecciava sui roller. Poggiò le mani sul bordo del vascone e guardò i pesci.

Ah, state bene voi, che non sapete niente di alieni, viaggi spaziali e congiure planetarie."

Vabbè, perdona, è proprio buttata giù col badile.

 

 

Gli altri pianeti non vanno descritti, a mio parere, se non per dare una vaghissima idea della differenza con la Terra. Tipo:

 

"Quando Xuff arrivò, Lisa non lo riconobbe. Era infagottato in una felpa troppo grande, teneva il cappuccio alzato e le mani sprofondate nelle tasche, ma soprattutto portava un paio di occhiali da sole enormi, anni '60. Di sicuro si voleva camuffare, ma doveva anche proteggersi dai raggi solari. Sul suo pianeta era sempre nuvolo, la luce diretta non arrivava quasi mai."

 

Tu, autrice, devi avere ben chiaro come sono fatti questi pianeti, ma al lettore non serve saperlo.

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Feleset, grazie infinite dei consigli!

Per quanto riguarda Tolkien e Martin ho citato loro perchè essendo fra i più conosciuti chiarivano immediatamente cosa intendessi.

Sul rileggere mi trovo d'accordo ed anzi è ciò che faccio: prima scrivo la trama in maniera superstilizzata, poi lo "ricopio" dopo averlo riletto, corretto e dopo aver aggiunto dettagli a cui prima, presa dalla trama, non avevo pensato.

Il problema con le descrizioni è che sono come i condimenti quando cucino: non so mai se sono abbastanza o troppo pochi, se esaltano il gusto o lo coprono...

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In mezzo alla segale, ri-grazie.

Stavolta mi hai sul serio aiutato, sciogliendo parte del nodo. Adesso ho un punto fermo su cui basarmi, tentare di descrivere "in azione". Il punto è che non avevo pensato che potesse funzionare perchè la zona non è molto frequentata però potrei sfruttare il fatto che non è in Italia ad esempio, e ... Ok non mi perdo in chiacchiere, co devo lavorare su.

Grazie davvero a tutti dei consigli, lieta di accettarne anche altri ovviamente :D

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Il bello delle descrizioni "in movimento" è che allo stesso tempo si scoprono cose nuove sui personaggi. E quelle sono info che restano al lettore anche una volta abbandonato quell'ambiente.

 

Funziona benissimo anche con i luoghi deserti.

 

"Lisa arrivò al piazzale Tempi Squadrati che mancava poco a mezzogiorno. A quell'ora era deserto. I pensionati che davano da mangiare ai piccioni se n'erano già andati a pranzo, e i bambini con i rispettivi genitori sarebbero arrivati più tardi, nel pomeriggio. S'incamminò verso la fontana: Xuff non avrebbe potuto non notarla.

Il silenzio era quasi totale, le foglie crocchiavano sotto le scarpe. L'insegna "Area giochi" dondolava appesa alla catenella e mandava un cigolio sommesso, come un pulcino che pigolasse.

Le panchine di pietra sarebbero state fredde come pietre tombali, lo sapeva anche senza controllare, e non aveva nessuna voglia di congelarsi le chiappe. Si strinse la sciarpa attorno alla gola.

Arrivata vicino al vascone dei pesci, una folata di vento quasi le portò via il berretto e le buttò in faccia uno spruzzo d'acqua. Si pulì con una manica e si mise sottovento. Si augurò che l'alieno fosse puntuale: stare lì a battere i denti non era divertente."

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Gli altri pianeti non vanno descritti, a mio parere, se non per dare una vaghissima idea della differenza con la Terra. Tipo:


 

"Quando Xuff arrivò, Lisa non lo riconobbe. Era infagottato in una felpa troppo grande, teneva il cappuccio alzato e le mani sprofondate nelle tasche, ma soprattutto portava un paio di occhiali da sole enormi, anni '60. Di sicuro si voleva camuffare, ma doveva anche proteggersi dai raggi solari. Sul suo pianeta era sempre nuvolo, la luce diretta non arrivava quasi mai."

 

Tu, autrice, devi avere ben chiaro come sono fatti questi pianeti, ma al lettore non serve saperlo.

la vostra discussione sul pianeta, ma ho poca conoscenza sul pianeta. Voglio sapere questo chiaramente. come un nuovo arrivato ho solo voglia di te. Speriamo di fare meglio qui.

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Ospite Njagan

la vostra discussione sul pianeta, ma ho poca conoscenza sul pianeta. Voglio sapere questo chiaramente. come un nuovo arrivato ho solo voglia di te. Speriamo di fare meglio qui.

Voglio sperare che hai solo voglia di te... mpo :sss:

E mi piacerebbe sapere anche come mai in un solo messaggio ci sono due modi così differenti di scrivere. Questa seconda parte, ad esempio, sembrerebbe una traduzione in italiano da un'altra lingua.

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