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Itchek

Salute a tutti

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Ospite *Lili*

Benvenuto. Ti invito a leggere il regolamento e ad integrare la tua presentazione parlandoci di te.

Per dubbi e perplessità, siamo a disposizione.

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Scrivo da più di trentacinque anni. Fino ad adesso ho pubblicato tre libri, di narrativa. Sono alla ricerca di un editore piuttosto coraggioso che pubblichi il mio ultimo romanzo. La domanda che ho posto, comunque, per me è molto seria.

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Ospite Jack Shark

Benvenuto al wd, complimenti per le tue pubblicazioni e in bocca al lupo per la prossima ;)

Quanto alla tua domanda, premesso che la questione è per forza di cose soggettiva e non oggettiva, personalmente a me la scrittura rende più forte, non solo di fronte al dolore, ma di fronte alla vita in generale, in ogni suo aspetto.

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Benvenuto!

E anche secondo me la scrittura ci rende forti di fronte al dolore. :)

Forse per questo che sono debole: non ho più tempo per scrivere. :sss:

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Domandone: la scrittura ci rende più forti o più deboli di fronte al dolore?

Secondo me la domanda corretta è: Siamo dei tipi che di fronte al dolore lo scrivere ci rende più forti o tipi che lo scrivere ci rende più deboli?

E' tutta una questione di punto di fuga prospettico

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Ospite

Benvenuto anche da parte mia. Alla domandi che poni, molto dipende dalla sensibilità dello scrittore, ma in definitiva direi che la scrittura ci rende maggiormente consapevoli del nostro dolore e per quanto forti o deboli che sia, solo il tempo ci permetterà di poterlo superare e giudicarlo con razionalità.

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La reputo una bella domanda, che mi sono posta molte volte... dandomi una risposta secondo ciò che faccio.

Io scrivo principalmente nel tempo libero, quando finisco di studiare. Nonostante ciò, cerco sempre di ritagliarmi un pò di tempo libero che mi permetta di sognare un pò e di vivere il mondo a modo vio (l'ho ripetuto varie volte).

Scrivere mi fa rilassare e sentire libera e potente di fronte la crudeltà dell'uomo!

Penso che lo scrivere mi conferisca, alle volte, la forza di affrontare i dolori che si presentano quotidianamente.

Però, è sempre un fatto soggettivo.

Colgo l'occasione per darti il benvenuto.

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Intanto grazie per l'accoglienza.

Ho sempre pensato che la scrittura, quella vera, si accompagni a una profonda consapevolezza. Quello che sembra paradossale è che attraverso questa esplorazione spesso incontri anche il dolore, o meglio: quel dolore che sembra legato senza soluzione di continuità alla nostra vita. E tuttavia, proprio con la scrittura - insieme alla scrittura - sembra che sia possibile riceverne forza. Perché, secondo voi, è così? In fondo le parole sono tanti piccoli segni come zampine di mosca. Da dove viene tutta la loro forza?

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Se anche le parole non fossero altroché disegnini - come sono stati - o stupidi punti colorati non avrebbe importanta.

Non sono le parole a essere forti, ma ciò che le parole dicono. Con quei piccoli segni come 'zampine di mosca' noi possiamo disegnare il mondo senza colori, possiamo ritrarre una persona o una realtà o un concetto. Le parole danno l'opportunità di prendere le cose in mano e cambiarle, analizzarle, ridicolizzarle, se vogliamo. E scriverle ci da l'occasione di consegnare a qualcuno i nostri pensieri, non importa chi o come.

Le parole ci danno l'opportunità di stampare su carta un'idea, che rimarrà nel tempo. Magari persa, magari solo nella memoria distratta di qualche persona, ma presente. Perché a voce magari qualcuno potrà sovrastare ciò che dici, ma ciò che scrivi non potrà mai venir cancellato. Criticato, forse. Ma non cancellato. Le parole rimangono, lo dicevano anche i romani. E' per questo che sono forti.

Okay, dopo questa adorabile momento di serietà, benvenuto al WD!

Ps. Leggi il regolamento, prima che i moderatori siano costretti a prendere i fucili v.v

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Ti do il benvenuto al WD.

Immagino avrai già letto il Regolamento. In quanto alla tua domanda, chiaramente non esiste una risposta universale, ma soggettiva.

Posso dirti cosa significhi la scrittura per me: non vedere una realtà mai amata, dissociarmene in qualche modo. Crearmi un mondo a mia immagine e somiglianza, qualcosa dove mi posso muovere ed essere felice, anche se i miei personaggi, per riflesso condizionato, non sono mai pienamente felici.

La realtà mi causa insoddisfazione e dolore. Non posso fare nulla per cambiarla, con la scrittura posso riuscire a cambiare la mia disperazione e il mio dolore. Posso cominciare a salire senza rimpianti quella scala dimensionale, entrare in quel continuum temporale che mi concederà altre possibilità.

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Benvenuto Itchek! Scrivere per me rappresenta una valvola di sfogo. Come Valeria.28 anche io scrivo nel tempo libero, ma ogni volta cerco di impegnarmici il più possibile, cercando situazioni o sensazioni da attribuire ai personaggi. A volte scrivo per dimenticare le cose che più mi feriscono, e dunque mi danno dolore; altre, invece, per il semplice piacere di farlo

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Ospite Bradipi

Benvenuto.

La domanda così come è posta può servire per un sondaggio, certamente utile in alcune circostanze ("Quale è l'attrice più sexy?), ma inutile in altre.

Ti linko una pagina di wiki: http://it.wikipedia....rittori_suicidi .

Edit: se si facesse un sondaggio chiedendo "Siete disposti a far del male per obbedire all'autorità?" quasi tutti risponderebbero di no, i risultati dell'esperimento di Milgram sono ben diversi.

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