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Giselle

Cosa leggere se si vuole scrivere un romanzo per bambini?

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Alice nel paese delle meraviglie e attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò

difficile leggere da adulti Alice nel paese delle meraviglie con il cervello di un bambino, ma ha il suo fascino fantasioso.

Suggerirei se non te l'hanno già suggerito, Snickett, con praticamente tutte le sue opere.

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Grazie per tutti i consigli! :love:

Ho quasi finito di scrivere il mio romanzo. :super: Sabato faccio un salto in biblioteca a prendere un po' di titoli che mi avete consigliato: saranno utilissimi per la lunga revisione linguistica e stilistica di cui la mia creatura ha certamente bisogno. :perchè:

A quell'età ho divorato tutto il Salgari che ho trovato, ma non so se i ragazzi di oggi lo troverebbero ancora appetibile.

Sempre in quel periodo sono caduto dentro Le miniere di Re Salomone, ed è stato colpo di fulmine. Prima volta che tiravo l'alba leggendo. Di nascosto, che se mi beccava mia madre eran dolori.

Io amo Salgari. Le tigri di Mompracem è esaltante come poche altre cose al mondo! :la:

Adesso sto leggendo I pirati della Malesia ed è altrettanto bello. Mi ispira sempre. Dopo due capitoli, mi metto a scrivere per ore. :la:

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Nessuno ha citato "Pinocchio" di Collodi.

Oltre a essere una storia bellissima e surreale (non direi fantasy, ma i presupposti potrebbero esserci), adatta a bambini, adolescenti e anche adulti, ha il pregio della sintesi, in poche parole ti fa vedere un mondo ed inoltre, pregio indiscutibile, è scritto in un ottimo italiano.

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Pinocchio è di un moralismo spaventoso. Se avessi figli non credo vorrei che assorbissero quei messaggi.

Bhè, effettivamente, con il senno di poi hai ragione. Io parlavo anche di buona scrittura. Non è più moralista dell'Isola del tesoro a mio parere, o di Tartarino di Tarascona (un altro consiglio di lettura, scritto da Alphonse Daudet).

Tieni conto di quando è stato scritto comunque.

E per l'epoca Collodi era molto avanti se diceva metaforicamete che in galera ci devono stare gli innocenti e i delinquenti invece fuori.

Poi, ti do ragione. Diceva anche che bisogna andare a scuola e non marinarla, non andare al paese dei balocchi, fare dei sacrifici... assistere i genitori anziani e malati... roba veramente reazionaria, messaggi pessimi.

Molto meglio altri esempi, già ampiamente seguiti in Italia e nel mondo del resto, come quelli di Christiane F. ne "I ragazzi dello zoo di Berlino".

Decisamente più divertente quella vita, non so se per i figli o per i genitori, mettiamo per entrambi.

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Morale o non morale a parte Pinocchio è difficile come lessico, parecchio per i bambini di oggi. Ovvio che preferiscano Geronimo Stilton, la serie scuola di danza, queste cose qua (per un adulto sono un po' tremende, va detto, almeno a me non appassionano particolarmente), fra i più venduti c'è diario di una schiappa che alterna vignette a un linguaggio moderno, ironico, se si vuole far appassionare i bambini alla lettura vanno benissimo cose che comprendano e sentano vicine.

Pinocchio è una mazzata per un bambino medio.

Poi come temi ci si può mettere dentro di tutto, i bambini non sono stupidi, ma un buon italiano per un bambino di oggi è un italiano che comprendano. Pure io trovo diversi termini ostici nel leggere Pinocchio, figuriamoci loro.

E scusate l'ot ma Christiane F è una testimonianza puntuale, precisa e intelligente di una ragazza eroinomane. Non fa né un elogio della droga (anzi ha risvolti parecchio tragici), né butta fastidiosi moralismi. E' la storia di un'eroinomane in un determinato periodo storico, non vedo perché prenderlo come esempio negativo di libro. Di certo però non è un libro per bambini.

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Si condivido quello che dici Nerina.

Ma allora Pinocchio è da buttare? Il linguaggio è cambiato, sono daccordo, e anche lo stile di vita che non è più quello, ma è sempre scritto in italiano. Un buon italiano anche se datato, ma lo è anche Manzoni, per quanto non sia da bambini.

Buttiamo anche via "Cuore" di De Amicis? Ok strappalacrime e italiano ottocentesco, ma belle storie anche se oggi il piccolo tamburino diserterebbe per andare in disKo e avere la sua prima espe..

Buttiamone anche svariati altri della letteratura ialiana per bambini (non voglio fare un elenco, cito Calvino, Bo...)

cosa ci rimane? Il mondo attuale. Non amo questo mondo. Per piacere fermate un attimo il mondo e fatemi scendere.

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Restando solo sul linguaggio, sì, scarterei sia Pinocchio, sia Cuore, almeno fino a una certa età. O forse, più che di età sarebbe meglio parlare di strumenti lessicali. Il rischio è che muoiano di sbadigli. Si può fare una prova, ma se il primo impatto è negativo non insisterei. La lettura non deve in nessun modo richiamare il dovere, i compiti, la scuola. Deve passare come un piacere, un divertimento. Quindi ben venga Geronimo Stilton, in partenza. Poi, quando avranno un minimo di bagaglio tecnico, possono leggersi anche Eschilo nella traduzione di Pindemonte.

Per quel che riguarda i messaggi, no, Pinocchio non insegna a studiare e a occuparsi degli anziani; insegna che se non studi diventi un ciuco, che se fai il cattivo arrivano i carabinieri e ti portano via, che devi ubbidire o la fata Turchina piange o il pescecane ti mangia. Sempre tra minaccia e ricatto.

Certo, molto più comodo così che spiegare a un bambino il perché è meglio che studi.

Quando poi t'accorgi che non è vero niente, che puoi dire le bugie e il naso resta uguale, e che se marini la scuola non ti crescono le orecchie da ciuco, chi ti tiene più? Capisci che i "grandi" ti hanno mentito e che se sei furbo la sfanghi.

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Si il tuo discorso Keep Cal non fa una piega. Ma a forza di non fare pieghe siamo rimasti senza vestiti.

Nel senso che fin da piccoli è diventato obbligatorio non credere al lupo, altrimenti si è... non lo so cosa si è, io la parola ce l'ho, ma non farebbe piacere sentirla.

Ma a questo punto è certamente falso e deleterio anche Cappuccetto Rosso, per non parlare di Biancaneve e i sette nani trasformati in osceni attori porno... studi all'ultima moda hanno decretato che queste novelle contengono oscuri messaggi sessuali se non pedofili e via cantando, quindi da aborrire, per non parlare delle novelle di Oscar Wilde...

Ragazzi, mi sa che si esagera. Non è detto che solo perchè la moda, gli altri che ci circondano, i tempi che siamo nel ventunesimo secolo, la televisione e libri parlanti ci propongono determinati personaggi e che tutti li abbiano stampati sulle magliette, sui quaderni e tatuati sul sedere, non è detto che siano personaggi che vanno bene.

Se non va bene dire a un bambino che se si allontana da casa se lo mangia il lupo, concordo. In effetti è una cosa scema che ha funzionato fino agli anni che so Sessanta - Settanta?

Diciamogli subito la verità: che se si allontana di casa può essere rapito, drogato e violentato se gli va bene e se non finisce nel traffico degli organi. Per il trauma subito quando sarà grande probabilmente farà lo stesso e finirà in televisione con i processi farsa. Perchè a questo punto, se non ve ne siete accorti, siamo già arrivati.

Una volta le favole avevano uno scopo pedagogico.

Per quel che riguarda i messaggi, no, Pinocchio non insegna a studiare e a occuparsi degli anziani; insegna che se non studi diventi un ciuco, che se fai il cattivo arrivano i carabinieri e ti portano via, che devi ubbidire o la fata Turchina piange o il pescecane ti mangia. Sempre tra minaccia e ricatto.

Certo, molto più comodo così che spiegare a un bambino il perché è meglio che studi.

Lo rileggerei Pinocchio, a cominciare da me stesso. Certamente non è sbagliato dire a un bambino che se fa il cattivo arrivano i carabinieri. Sempre meglio che fargli credere che può fare impunemente quello che vuole. In quanto a occuparsi degli anziani per me è commovente come prima Pinocchio tratta il padre, un vero ragazzo moderno direi e poi come alla fine, dopo le sue disavventure si occupi del suo vecchio.

E' un messaggio sbagliato? Certo comporta dei sacrifici. I sacrifici non piacciono. E nemmeno i vecchi;

questi sono i messaggi che vanno oggi e queste sono le cose che quelle favole insegnano a non fare, mascherandole con allegorie. Certo. Non siamo più abituati alle allegorie.

Diciamo hamburger all'hamburger e manga ai manga.

Ubbidire alla Fata Turchina, ubbidire ai genitori, che non sono amici o fratelli maggiori con cui giocare ed essere complici, ma sono genitori, hanno un'autorità sui figli, certo non come il pater familias, ma il padre e la madre sono autorità superiori nei confronti del bambino, permettemi. Concordo che al giorno d'oggi la maggioranza dei genitori non siano capaci, non abbiano la minima cognizione di cosa voglia dire essere e fare i genitori e i risultati sono sotto gli occhi di tutti i tribunali e le tv spazzature che abbiamo.

Mi rendo conto che è come dire a un bambino di dodici anni che una volta i cellulari non esistevano.

La sua risposta, sollevando gli occhi assenti dal display sarà: "Seeeee" e tornerà a chattare.

(Il discorso è andato OT. Se volessimo proseguirlo meglio aprire una nuova discussione. Infinita.)

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Pinocchio non è un libro per l'infanzia.

Io l'ho letto a otto anni e cosa ho imparato? Ho imparato che se fai abbastanza lagna alla fine la sfanghi. Ho imparato che puoi fare il caz*o che ti pare, tanto poi ti penti e ti duoli e la fata turchina passa a rimediare ai casini.

Ah, io l'ho letto quando andavo a scuola dalle suore, e sì, duole dirlo, le suore non sono l'esempio migliore di buona pedagogia.

Io, un mio figlio, piuttosto che Pinocchio (o peggio, Cuore, che ti insegna che devi sacrificare tutto fino alla vita per ideali quali patria e "famiglia") preferirei mille volte che leggesse Geronimo Stilton.

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Ospite

Vorrei far notare un libro recentissimo che si spaccia per la giusta continuazione dell'Isola del Tesoro di Stevenson, sto parlando di "Ritorno all'isola del tesoro" di Andrew Motion che naturalmente ho comprato e aspetto di leggere. Non pensate che proseguire un libro di cosí grande successo sia un rischio enorme e chi lo ha letto come lo giudica?

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Ospite Lem Mac Lem

Le fiabe classiche sono a dir poco spaventose e non leggerei mai la versione originale ai miei figli. Molto meglio un Ende, che darà anche la lezioncina morale, ma una lezioncina rassicurante, di quelle che fanno dormire bene la notte, senza incubi.

Il lupo di cappuccetto rosso non è un lupo vero, è semplicemente un malintenzionato che alla fine della storia stupra la ragazzina ingenua. La sirenetta muore disperata mentre il suo amato sposa un'altra. La piccola fiammiferaia muore assiderata, delirando per la fame - Andersen in effetti aveva questa predilizione per prendere giovani pulzelle innocenti e farle morire in maniera crudele. Cenerentola è un orribile inno alle mutilazioni a scopo estetico (Cenerentola è una fiaba cinese, da cui la menata del piede più piccolo del reame... in Cina si usava frantumare l'arcata del piede, piegarla in due come un foglio di carta e chiudere la frattura in bellissime scarpine ricamate. Ecco perché Cenerentola, che ha il piede più piccolo di tutte, è la più bella del reame - senza contare le sorellastre che si mozzano pezzi di piede a colpi d'ascia, per riuscire a sposare il principe). Hansel e Gretel è un racconto di degrado sociale e di antropofagia, con il lieto fine che c'è solo dopo che Gretel commette un omicidio e che i due ragazzini diventano ricchi: se tornavano a casa poveri, i genitori li abbandonavano di nuovo.

La bella addormentata è una metafora sessuale che più esplicita non si può, sempre che al mondo non esista ancora qualcuno che creda che sia stata risvegliata dal bacio.

Devo continuare?

Le fiabe avevano uno scopo pedagogico, come in Cappuccetto Rosso (non andare con estranei, se non vuoi finire violentata in qualche boschetto), oppure sono retaggio di una società molto più antica di quella ottocentesca, folclore tramandato oralmente. Un argomento affascinante, ma non sono mai state per bambini, prima di Disney.

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Pinocchio non è un libro per l'infanzia.

Io l'ho letto a otto anni e cosa ho imparato? Ho imparato che se fai abbastanza lagna alla fine la sfanghi. Ho imparato che puoi fare il caz*o che ti pare, tanto poi ti penti e ti duoli e la fata turchina passa a rimediare ai casini.

Ah, io l'ho letto quando andavo a scuola dalle suore, e sì, duole dirlo, le suore non sono l'esempio migliore di buona pedagogia.

Io, un mio figlio, piuttosto che Pinocchio (o peggio, Cuore, che ti insegna che devi sacrificare tutto fino alla vita per ideali quali patria e "famiglia") preferirei mille volte che leggesse Geronimo Stilton.

Auguri.

@ Lem

Concordo pienamente con te Lem, che quel tipo di fiabe non sono propriamente per bambini e quelle che lo sono hanno subito una certa edulcorazione per renderle più adattabili.

Sicuramente sono libri per adulti, nel senso che gli adulti la morale, il significato recondito dovrebbero vederlo, in un certo senso anche interpretarlo, nel bene e nel male.

La cosa avvilente è che determinati filoni di fiabe non sono stati mai capiti nè da bambini e tantomeno da adulti.

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Nel senso che fin da piccoli è diventato obbligatorio non credere al lupo,

Sì, a mio parere è OBBLIGATORIO che un bambino non creda al lupo. Almeno quando comincia a uscire di casa. Perché il vero pericolo mica sono i lupi.

Diciamogli subito la verità: che se si allontana di casa può essere rapito, drogato e violentato se gli va bene e se non finisce nel traffico degli organi.

È sufficiente una verità parziale: ci sono persone cattive che ti porterebbero via da casa, quindi non perdere d'occhio mamma e papà.

Certamente non è sbagliato dire a un bambino che se fa il cattivo arrivano i carabinieri.

È una roba mostruosa da dire a un bambino. Se non mangi la minestra il carabano ti porta via? Ussignur. Oppure: se meni il compagno di classe ti arrestano? Peggio mi sento. Non devi menare il compagno perché nessuno deve fare il prepotente. Punto. Lo spauracchio è un metodo stupido. Punterei sul far capire il perché certe cose non si fanno. Più complicato, certo, ma almeno c'è una vaga speranza che questo concetto rimanga anche crescendo: non si ruba, né si uccide, non per la paura di venir blindati, ma perché in una società civile non c'è posto per la sopraffazione.

Idem per il ricatto morale, il modo migliore per deturpare a vita la coscienza di un bambino: non devi obbedire perché sennò la Fata Turchina piange, devi ubbidire perché hai fiducia che i "grandi" scelgano per il meglio. Ma vaffanculo alla Fata Turchina.

il padre e la madre sono autorità superiori nei confronti del bambino, permettemi.

Ho sempre preferito l'autorevolezza all'autorità. Arriva sempre l'età in cui l'autorità fa scattare la sfida, manifesta o nascosta, e allora son cazzi; con l'autorevolezza il rischio si abbassa di molto. L'autorità si basa sulla paura, o comunque il timore, l'autorevolezza sul rispetto.

Non sono padre, e probabilmente è meglio così, ma ricordo bene quando ero figlio, e con me l'autorità e il ricatto morale non hanno funzionato.

Ricordo un'intervista a Ilona Staller. Quando cominciò a uscire con i ragazzi, la madre la terrorizzava: se fai sesso me ne accorgerò alla prima occhiata e ti punirò. La prima volta che ha trombato, piuttosto tardi, è tornata a casa aspettandosi l'ira di Dio. Ovviamente la madre non si è accorta di niente. Illuminazione: gli adulti mentono. Che mestiere ha fatto la signorina Staller? No, prima di fare la parlamentare. E anche dopo. Mmmh... vabbè, anche durante.

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Ospite Lem Mac Lem

Segale: concordo su tutto.

E comunque Geronimo Stilton è molto simpatico da leggere e far leggere ai bambini. Certo, se cerchi il capolavoro della letteratura dell'infanzia, è da cestinare. Le storie sono lineari, banalissime, più che altro si basano sui disegni, sulle scritte divertenti (tipo: un tale precipita e la scritta scende verso il fondo della pagina). E le pagine da strofinare per sentire gli odori mi danno il voltastomaco.

Però, per far piacere ai bambini l'oggetto libro, direi che sono perfetti.

Ecco, un altro libro che secondo me è adatto ai ragazzini è La pietra del vecchio pescatore. L'autrice ha usato la mitologia irlandese, ed è molto bello vedere come l'ha adattata a una storia che possono leggere anche i bambini di sette/otto anni.

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Il lupo di cappuccetto rosso non è un lupo vero, è semplicemente un malintenzionato che alla fine della storia stupra la ragazzina ingenua.

Allora su cappuccetto rosso vi sono tantissime versioni orali, tanto che nelle prime al posto del lupo c'è un'orchessa (in rari casi un orco). In molte versioni italiane ci sono elementi di cannibalismo dove cappuccetto rosso affamata mangia la carne e beve il sangue della nonna (in alcune versioni della mamma). Tra le scene più raccapriccianti mi viene in mente quella in cui i denti della nonna rimangono attaccati alla carne e il lupo le giustifica con la scusa che sono chicchi di riso.

In alcune versioni cappuccetto rosso riesce a scappare, ma solo grazie alle sue forze e alla sua astuzia, senza aiuti esterni.

Non è ben chiaro quando c'è stato il passaggio dall'orchessa al lupo come antagonista, ma personalmente credo sia avvenuto col moltiplicarsi delle aggressioni alle giovani mandriane. Non era infatti raro in tempi passati che i ragazzi e le ragazze che guardavano gli animali venissero attaccati dai lupi.

Le aggressioni di cui si parlo non sono di questo tipo, ma quelle da parte degli uomini (e le ragazze per il solo fatto di essere tali avevano colpa).

Di queste aggressioni una è nota (nei confronti di una ragazza di 17 anni mandriana, stuprata e uccisa dal padre, che poi accuserà un lupo, ma le indagini porteranno alla luce un'altra verità, anche se non verrà mai condannato.

Cavolo sto andando OT... era un argomento che mi appassionava e feci qualche ricerca in merito.

Cenerentola è un orribile inno alle mutilazioni a scopo estetico (Cenerentola è una fiaba cinese, da cui la menata del piede più piccolo del reame... in Cina si usava frantumare l'arcata del piede, piegarla in due come un foglio di carta e chiudere la frattura in bellissime scarpine ricamate. Ecco perché Cenerentola, che ha il piede più piccolo di tutte, è la più bella del reame - senza contare le sorellastre che si mozzano pezzi di piede a colpi d'ascia, per riuscire a sposare il principe).

I piedini così ottenuti erano definiti loti d'oro per la particolare forma che assumeva. E non pensiate che è un'usanza scomparsa da centinaia di anni. A vietarla è stato il comunismo perché in quelle condizioni non era possibile per la donna lavorare per lo stato (forse una delle pochissime cose giuste, anche se non per motivi umanitari, fatta dal comunismo cinese).

Ancora oggi se andate in cina le donne più anziane potrebbero mostrarvi questi piedi minuscoli

footbin.jpg
La bella addormentata è una metafora sessuale che più esplicita non si può, sempre che al mondo non esista ancora qualcuno che creda che sia stata risvegliata dal bacio.

:aka: Sono traumatizzato :buhu:

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Ma La Bella Addormentata! :aka:

(lasciamo perdere che il mio prof di animazione è riuscito a trovare le zozzerie anche nella Biancaneve della Disney...)

Comunque, Agave, hai già finito il libro? :wah: Io nello stesso tempo ho a malapena steso la trama del mio :perchè:

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Ospite Lem Mac Lem

Ma La Bella Addormentata! :aka:

*patta*

E non hai letto la versione della Bella Addormentata di Anne Rice :asd: diciamo che la scena del risveglio è la meno zozza XD

Memory, a te piacerebbe :-):

Vale, e pensa che lo facevano su bambine di 3-4 anni, non di più (se no il piede cresceva troppo). Ovviamente, senza anestesia. Ficcavano un fazzoletto in bocca, legavano le mani dietro la schiena e procedevano. Una barbarie assoluta, anche per l'epoca, tanto che alcune madri, alla fine, si impietosivano e toglievano le fasce, permettendo ai piedi di guarire.

Ma, così facendo, rovinavano il futuro delle figlie, perché i piedi mutilati erano l'unica possibilità per contrarre un matrimonio nobile, altrimenti c'era solo il lavoro nei campi (e non serve dire che tra distruggersi dieci ore al giorno nelle risaie, per tutta la vita, e avere i piedi fratturati, era meno dolorosa la prima opzione, considerando che comunque in entrambi i casi eri schiava della famiglia del marito. Almeno, se eri zoppa, i suoceri non potevano pretendere da te lavori massacranti dormeno due ore a notte). Insomma, non c'era scampo.

Ecco, Cenerentola è un inno a quella pratica lì.

Il romanzo per ragazzi è un'invezione del secolo scorso, ovvero da quando i bambini hanno smesso di essere considerati quelle cose piccole e scoccianti che non stavano mai in riga. Tutto quello che c'è prima, se non è straedulcorato, non è per bambini :sss:

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Cito anche Bianca Pitzorno, una scrittrice sarda, la mia preferita per quanto riguarda i romanzi per ragazzi. Puoi scegliere tra Ascolta il mio Cuore, Clorofilla dal Cielo Blu (libro con un messaggio ambientalista), L'incredibile Storia di Lavinia.

Ha anche scritto un saggio sulla letteratura per bambini, non ricordo il titolo, ma lo consiglio.

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Lem, ho letto un saggio affascinante sui significati psicoanaliti delle fiabe (Il mondo incantato, di Bruno Bettelheim) e in parte mi ha traumatizzato. :blush: Tutte le fiabe, in pratica, parlerebbero di sesso e sarebbero un modo "soft" per far superare al bambino la sua iniziale repulsione verso il sesso (Il principe ranocchio, secondo questo libro, sarebbe la fiaba più efficace dal punto di vista psicoanalitico).

Dico che mi ha traumatizzato, perchè io tutto quel sesso, nelle fiabe, non ce l'avevo mai visto (sarò stata una bambina molto ingenua?). Che, ad esempio, Cappuccetto Rosso avesse una mezza idea di andare a letto con il lupo... non l'avevo mica capito. :blush:

E dico, però, che l'ho trovato affascinante, perché ci sono certi meccanismi (come il rapporto edipico) che sono affrontati, in questo saggio, in maniera molto convincente (ed esposti anche in maniera intrigante), per cui ci si rende conto che, anche se le fiabe non sembrano affatto per bambini, in realtà andrebbero riscoperte e raccontate nella loro versione originale.

Cito anche Bianca Pitzorno, una scrittrice sarda, la mia preferita per quanto riguarda i romanzi per ragazzi. Puoi scegliere tra Ascolta il mio Cuore, Clorofilla dal Cielo Blu (libro con un messaggio ambientalista), L'incredibile Storia di Lavinia.

Ha anche scritto un saggio sulla letteratura per bambini, non ricordo il titolo, ma lo consiglio.

Ascolta il mio cuore. :ohh:

Era uno dei romanzi preferiti da piccola! Lo avevo dimenticato. :facepalm: Grazie!

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Ospite Lem Mac Lem

Lem, ho letto un saggio affascinante sui significati psicoanaliti delle fiabe (Il mondo incantato, di Bruno Bettelheim) e in parte mi ha traumatizzato. :blush: Tutte le fiabe, in pratica, parlerebbero di sesso e sarebbero un modo "soft" per far superare al bambino la sua iniziale repulsione verso il sesso (Il principe ranocchio, secondo questo libro, sarebbe la fiaba più efficace dal punto di vista psicoanalitico).

Dico che mi ha traumatizzato, perchè io tutto quel sesso, nelle fiabe, non ce l'avevo mai visto (sarò stata una bambina molto ingenua?). Che, ad esempio, Cappuccetto Rosso avesse una mezza idea di andare a letto con il lupo... non l'avevo mica capito. :blush:

E dico, però, che l'ho trovato affascinante, perché ci sono certi meccanismi (come il rapporto edipico) che sono affrontati, in questo saggio, in maniera molto convincente (ed esposti anche in maniera intrigante), per cui ci si rende conto che, anche se le fiabe non sembrano affatto per bambini, in realtà andrebbero riscoperte e raccontate nella loro versione originale.

Caso mai se l'OT continua separo le discussioni.

Mah, qualsiasi cosa, se la psicoanalizzi, diventa una metafora sessuale. Sinceramente non ho mai creduto molto a queste interpretazioni, anche perché basta modificare di poco la fiaba, e l'interpretazione crolla. E le fiabe cambiano moltissimo anche solo da regione a regione (ci sono versioni italiane di Cappuccetto Rosso dove il lupo è un'orchessa, tanti saluti alla metafosa sessuale, anche perché Cappuccetto Rosso tira fuori du' palle così e la fa a pezzetti).

Preferisco di gran lunga gli studi che scavano nelle radici delle fiabe, senza menarla con significati reconditi che dovrebbero psicoanalizzare gente sconosciuta morta da secoli. Ne "Le radici storiche dei racconti di fate" Propp fa proprio questo, e lo trovo molto più credibile di ogni interpretazione, che è sempre soggettiva a discrezione di chi la fa.

Mia opinione, ovvbiamente :)

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Pinocchio non è un libro per l'infanzia.

Io l'ho letto a otto anni e cosa ho imparato? Ho imparato che se fai abbastanza lagna alla fine la sfanghi. Ho imparato che puoi fare il caz*o che ti pare, tanto poi ti penti e ti duoli e la fata turchina passa a rimediare ai casini.

Ah, io l'ho letto quando andavo a scuola dalle suore, e sì, duole dirlo, le suore non sono l'esempio migliore di buona pedagogia.

Io, un mio figlio, piuttosto che Pinocchio (o peggio, Cuore, che ti insegna che devi sacrificare tutto fino alla vita per ideali quali patria e "famiglia") preferirei mille volte che leggesse Geronimo Stilton.

Se lo si considera come un libro "educativo", potrei anche essere d'accordo col tuo pensiero. Ma Pinocchio è molto di più che un libro per bambini.

E' un capolavoro di invenzioni, lessico e ritmo narrativo. Collodi era un genio, e la fiaba è solo un pretesto per metter giù una delle storie più riuscite di sempre. Si ci potrebbe scrivere un trattato sopra.

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Collodi era un genio, e la fiaba è solo un pretesto per metter giù una delle storie più riuscite di sempre. Si ci potrebbe scrivere un trattato sopra.

Non l'ho mai negato. Infatti lo apprezzo ora, a 35 anni, dopo che ho letto tonnellate di altra roba. :)

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Ospite Luna

Walter Moers è stato detto? Perché io lo adoro :ohh: Come stimola la fantasia lui non lo fa nessuno...

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Le fiabe classiche sono a dir poco spaventose e non leggerei mai la versione originale ai miei figli. Molto meglio un Ende, che darà anche la lezioncina morale, ma una lezioncina rassicurante, di quelle che fanno dormire bene la notte, senza incubi.

Il lupo di cappuccetto rosso non è un lupo vero, è semplicemente un malintenzionato che alla fine della storia stupra la ragazzina ingenua. La sirenetta muore disperata mentre il suo amato sposa un'altra. La piccola fiammiferaia muore assiderata, delirando per la fame - Andersen in effetti aveva questa predilizione per prendere giovani pulzelle innocenti e farle morire in maniera crudele. Cenerentola è un orribile inno alle mutilazioni a scopo estetico (Cenerentola è una fiaba cinese, da cui la menata del piede più piccolo del reame... in Cina si usava frantumare l'arcata del piede, piegarla in due come un foglio di carta e chiudere la frattura in bellissime scarpine ricamate. Ecco perché Cenerentola, che ha il piede più piccolo di tutte, è la più bella del reame - senza contare le sorellastre che si mozzano pezzi di piede a colpi d'ascia, per riuscire a sposare il principe). Hansel e Gretel è un racconto di degrado sociale e di antropofagia, con il lieto fine che c'è solo dopo che Gretel commette un omicidio e che i due ragazzini diventano ricchi: se tornavano a casa poveri, i genitori li abbandonavano di nuovo.

La bella addormentata è una metafora sessuale che più esplicita non si può, sempre che al mondo non esista ancora qualcuno che creda che sia stata risvegliata dal bacio.

Devo continuare?

Le fiabe avevano uno scopo pedagogico, come in Cappuccetto Rosso (non andare con estranei, se non vuoi finire violentata in qualche boschetto), oppure sono retaggio di una società molto più antica di quella ottocentesca, folclore tramandato oralmente. Un argomento affascinante, ma non sono mai state per bambini, prima di Disney.

Ahaha, sono d'accordissimo. Mia nonna mi leggeva le fiabe dei Grimm quando ero piccola e ricordo che c'erano momenti che si fermava, elaborava e creava un'alternativa alla sorellastra di Cenerentola che si mozza il tallone su consiglio della matrigna.

Volgiti, volgiti, guarda: quella non è la sua scarpetta.

Strettina è la scarpetta,

la vera sposa è ancor nella casetta

Perchè, te la ricordi la storia del Triste Antonio de La Principessa e il Ranocchio? Il cocchiere che s'era fatto mettere una catena attorno al cuore?

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Edit: Comunque, per quanto riguarda la discussione,

io sono cresciuta con Le favole al telefono, Il libro degli errori e il Professor Grammaticus di Gianni Rodari, con le fiabe moderne di Bianca Pitzorno e

con i capolavori di Rohald Dahl.

Quelli sono romanzi che, secondo me, se vuoi scrivere un libro per bambini, dovresti aver letto.

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Riprendo questa discussione perché magari qualcuno può trovarla interessante.

Oltre a leggere tanta letteratura per ragazzi e per bambini, ho letto anche tanta saggistica e teoria, lascio qui sotto qualche titolo di manuali, perché per quanto riguarda la letteratura, credo sia una questione di gusti.

Perché dovresti leggere libri per bambini anche se sei vecchio e saggio di Katherine Rundell

Scrivere per ragazzi di Alessandra Berello

Scrivere per ragazzi di Manuela Salvi di questa serie volendo c'è anche un libro di pratica per fare esercizi

Scrivere per bambini di Francesca Lazzarato

Il mondo incantato di Bruno Bettelheim

Dalla parte delle bambine di Elena Gianni Belotti

I bambini che si perdono nel bosco di Canevaro

Sicuramente ce ne sono altri, questi sono alcuni di quelli che ho sullo scaffale, alcuni sono molto datati, altri sono nuovi.

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