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Erica

West Egg

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Village, hanno detto che se non piace evitano di editarlo e se proprio la persona ci tiene, sborsa di più. Io ho capito così, poi forse son tonta io.

mah, no, non mi sembra che facciano pagare di più solo perchè un testo piace meno.

ps.. non village... ma villegas :asd:

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2. Non vendiamo i contatti con gli editori. Il costo del servizio Total è di poco superiore a quello del Double, praticamente la mediazione è gratuita, ma il lavoro di comunicazione e contatto ha quantomeno un costo vivo, cioè il costo orario. Il servizio Double non lo offriamo in vista di un'autopubblicazione: quando Leonardo Colombati si presentò a Sironi con "Perceber" (uno dei romanzi più belli e complessi degli ultimi anni), Giulio Mozzi rimase colpito dalla presentazione. Colombati gli aveva portato il volume già stampato e rilegato, completo di apparati, corretto fino all'ultima virgola. Sembrano sottigliezze, ma fanno la differenza tra un libro che viene letto con curiosità e un brogliaccio che viene immediatamente classificato come mondezza.

Quindi il contatto con delle case editrici si ha solo ed esclusivamente con l'accettazione dell'editing, giusto?

3. Nella prima settimana di lavoro abbiamo ricevuto una grandine di manoscritti. I primi tre autori coi quali abbiamo firmato un contratto di editing erano gli autori dei libri che ritenevamo migliori. Una coincidenza? Sarà. Concretezza per concretezza: chi è bravo vuole migliorare, chi non è bravo cerca di non esporsi (ma quanto blatera...).

Può anche darsi che ci sono persone che non firmano il contratto non perché non ritengono di dover migliorare, ma perché non possono permettersi un costo elevato. Purtroppo mille euro (nel migliore dei casi) per molti possono fare la differenza... (E con questo non voglio sminuirvi, è che sembra che solo chi accetta vuole migliorarsi, invece io personalmente non accetterei per ciò che ho appena detto, non per "non espormi".)

4. Valore dell'editing: Manzoni si editava da solo, spesso con ottimi risultati. Addirittura nel biennio 1840-42 si editava tra una stampa e l'altra dei fogli dei Promessi Sposi, utilizzando il tempo di asciugatura tra un giro di torchio e l'altro. Una cosa folle, che fa impazzire i filologi: le copie del biennio sono tutte dissimili fra loro. Autoediting serrato. Ma quanto sono pallosi i capitoli sulla guerra? Torquato Tasso riscrisse la Gerusalemme da cima a fondo, peggiorandola mostruosamente, tanto che "il testo secondo l'ultima volontà dell'autore" dai filologi non viene preso in considerazione, se non per un discorso sulla variantistica.

L'editor è sicuramente importante, credo che nessuno abbia detto il contrario. Qui ci si stupiva solo del costo, ahimè.

6. Editing, costi e finalità: è chiaro che alcuni si rivolgono a noi per pura vanità. Come si va dal parrucchiere o in palestra. Se un abbiente signore di mezza età viene a supplicarmi di editare il suo libro di memorie per farlo circolare in famiglia dopo averlo stampato dal tipografo e mi offre cinquemila euro per il lavoro, io il lavoro lo prendo, perché comunque ci metto la professionalità. La committenza è una realtà che esiste da sempre nell'arte, ed è slegata dal valore dell'arte stessa, altrimenti ammireremmo la Cappella Sistina soltanto per il motivo religioso che la ispira.

7. Autori bravi: sì, se trovo il gioiello lo porto subito dall'editore che fa per lui. E' un vantaggio per me, un vantaggio per l'autore, un vantaggio per tutti. Oppure lo indirizzo a una buona agenzia letteraria che se lo prenderà in cura come si deve, senza spese, naturalmente. Ma ragionate sulla differenza tra essere segnalati da un agente (che deve ottenere il suo tornaconto) ed essere segnalati a titolo gratuito da un editor.

Resta purtroppo il fatto che non tutti possono permetterselo. In ogni caso nessuno vuole dire che non facciate un buon lavoro o che non sarebbe utile per un esordiente, ci tengo a ribadirlo.

Credo che la problematica che ci poniamo a questo punto sia tutta sull'investimento che un autore ha la possibilità di dare oppure no.

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Ospite Luna

Pardon Vill :asd: Ok, allora avrò inteso male io. Chiedo venia. Grazie comunque alla redazione di West Egg per aver chiarito i miei dubbi.

Modificato da Luna

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Ospite Luna
Quindi il contatto con delle case editrici si ha solo ed esclusivamente con l'accettazione dell'editing, giusto?

No Erica, nel punto 7 hanno detto che se ritengono un manoscritto veramente valido dopo la valutazione, lo indirizzano comunque a un'Agenzia o a un editore.

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Quindi il contatto con delle case editrici si ha solo ed esclusivamente con l'accettazione dell'editing, giusto?

No Erica, nel punto 7 hanno detto che se ritengono un manoscritto veramente valido dopo la valutazione, lo indirizzano comunque a un'Agenzia o a un editore.

Ah, sì, è vero, mi era sfuggito. Scusatemi. :blush:

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Ospite Luna

E' stato tutta la parentesi sugli autori passati e a sviarti :asd: Anche io mi sono confusa, perché aspettavo risposte non una retorica sulla storia dell'editoria, come se stessimo mettendo in discussione il loro lavoro o fossimo talmente ignoranti da non essere a conoscenza delle continue revisioni di Manzoni o della seconda stesura di Tasso.

Ci mancava Dante che va a sciacquar i panni nell'Arno per editare la Divina Commedia.

Comunque sia le risposte son arrivate ugualmente. ^^

Modificato da Luna

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ultima cosa, poi non intervengo più in questo topic, perchè altrimenti viro troppo sull'ideologia. Ma davvero dovremmo pagare così tanto per farci "indirizzare" eventualmente a un'agenzia o a un editore? Scusate, sarà che io sono partito dal basso e chissà mai se arriverò più in alto, ma io ho inviato il manoscritto alle c.e. e quando ho firmato il contratto che ritenevo migliore (soprattutto considerata la fiducia e la serietà che mi ha ispirato quella casa editrice rispetto alle altre interessate) è iniziato con loro il lavoro di editing. Gli editor, le agenzie sono importanti, non lo metto assolutamente in dubbio, ma per un aspirante non è una strada obbligata per arrivare a pubblicare. Poi, sicuramente occorre fare i distinguo e ci sono sedicenti c.e. che ti pubblicano anche senza aver fatto un lavoro accurato di editing (che invece, come detto, è indispensabile per ogni testo) ma anche spulciando qui dentro ho riscontrato che molti esordienti non si sono rivolti dall'inizio del percorso ad agenti o editor esterni

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Ospite Luna

Villegas secondo me non è necessario. Ripeto, arrivare a pagare certe cifre è comprensibile (per me, che mi baso sulle mie tasche) solo se c'è un lavoro immane da fare, solo se il testo va riscritto dal principio. Parere mio. Ma da quello che ho potuto intendere dalla risposta della West Egg, questa la strada di chi non vuole esporsi e vale poco (ma blatera...).

Modificato da Luna

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Capito, quindi alla fine loro non offrono rappresentanza, solo editing etc. Comunque hai confuso la West Egg con la EditFloor in quest'ultima risposta, credo sia una svista.

Sì certo, è una svista... Avevo appena letto il topic su quest'altra agenzia! Vedo molti post su West Egg che penso ti risolvano tuti i dubbi.

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(Semmai lo sbaglio è di chi vende gli indirizzi, ma è un'altra questione)

Sarei davvero curiosa di saperlo!! :mazza: Anche perché nei siti dove sono presente come autrice o blogger ne uso un altro, con nome e cognome. Qualcuno ne è informato?

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(Semmai lo sbaglio è di chi vende gli indirizzi, ma è un'altra questione)

Sarei davvero curiosa di saperlo!! :mazza: Anche perché nei siti dove sono presente come autrice o blogger ne uso un altro, con nome e cognome. Qualcuno ne è informato?

Andiamo off topic. Ma, per farti un esempio, quando partecipi ad una raccolta punti e lasci il tuo indirizzo email puoi aver concesso l'uso del tuo indirizzo per fini commerciali. Anche quando ti iscrivi a qualcosa su internet potrebbe succedere lo stesso.

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1. Non crediamo nell'autopubblicazione. Il lavoro che svolgiamo, se decidiamo di prendere in carico l'editing di un libro (e non è detto che lo facciamo) è rivolto a ottenere il massimo dal testo in vista della sua circolazione. Lo ripeto: non crediamo che l'autopubblicazione sia una strada seria per chi ha in mente di scrivere.

Vorrei solo dire che in alcuni casi è l'unica strada percorribile. Ci sono dei generei che oggi non verrebbero mai (o quasi) pubblicati. Penso alla Space opera, ignorata a tal punto da non essere pubblicata neppure quella di autori stranieri.

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3. Nella prima settimana di lavoro abbiamo ricevuto una grandine di manoscritti. I primi tre autori coi quali abbiamo firmato un contratto di editing erano gli autori dei libri che ritenevamo migliori. Una coincidenza? Sarà. Concretezza per concretezza: chi è bravo vuole migliorare, chi non è bravo cerca di non esporsi (ma quanto blatera...).

questo è un po' offensivo, ne? Perché ci può essere chi è bravo e tenta altre strade, chi è bravo e interessato a un servizio del genere ma non ha 500 + 2000 + non ricordo quanto per la fase finale. Ci si pagano mesi di affitto con quei soldi (retorica per retorica)

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Andiamo off topic. Ma, per farti un esempio, quando partecipi ad una raccolta punti e lasci il tuo indirizzo email puoi aver concesso l'uso del tuo indirizzo per fini commerciali. Anche quando ti iscrivi a qualcosa su internet potrebbe succedere lo stesso.

Con le dovute scuse per l'OT , qualora dia la mail, tanto per dire, al supermercato, quand'anche nella scheda sia prevista la professione, non mi qualifico certo come scrittrice!

L'orgine dell'indirizzario dev'essere per forza letteraria... L'avremo (i contattati da westegg) sicuramente indicata qua e là in siti di tal genere.

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Perché siamo quelli bravi, chiedete in giro.

Anche noi.

Altrimenti non perderebbe tempo qui.

apuo

P.S. : Io temo quelli che si dicon bravi... l'ultimo che ho conosciuto doveva darci un milione di posti di lavoro.

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la mail da questa casa editrice è arrivata pure a me. Vorrei sapere come hanno fatto ad averla, ma sono quasi certo che qualcuno di Fazi l'ha passata loro, e se così è, ciò significa che in primo luogo il lavoro è stato bocciato da Fazi. Ipoteticamente parlando, se questa ricostruzione è corretta, non mi pare una prassi legale quella di passare una mail a terzi, dato che west egg da qualcuno la mail deve pure averla presa. Non proprio un'ottima presentazione, per tagliare corto.

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Chiedigli la liberatoria sulla privacy, quella firmata di tuo pugno o che dichiarino da quale sito l'hanno ricevuta. Altrimenti è violazione della privacy.

Stesso discorso per Fazi (anzi sarebbe interesse dell'editore trovare e cazziare la talpa).

Comunque grazie a una lettura incrociata di blog e forum, interverranno: Vedrete! :saltello:

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Scusate, ho scritto casa editrice quando in verità west egg è una agenzia di editing, e ho fatto riferimento a Fazi per due motivi legati, forse, tra loro:

1) mesi fa ho inviato un manoscritto a fazi

2) Tale Christian Soddu, editore di west egg, ha lavorato 10 anni proprio per Fazi.

Ovviamente, la mia è un'ipotesi, e può essere che le due cose non siano legate, vale a dire che qualcuno di Fazi non passi le mail a west egg e che questi vadano a prendersele da qualche altra parte. Mi piacerebbe solo sapere dove però.

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Purtroppo nel mondo di Internet trovare gli indirizzi email delle persone è facilissimo... basta che ad esempio l'agenzia si connetta a Facebook, trovi qualcuno che parla di sè come aspirante scrittore e vuoi che da lì non ritrova un'indirizzo email valido? Oltretutto Facebook lavora a braccetto con Msn, basta essere smaliziati e si ritrova qualsiasi informazione personale.

Ora, questo è un OT e mi scuso giuro che non ne farò altri, ma è solo per spiegare quanto possa essere semplice per le agenzie trovare gli indirizzi email delle persone (ormai si recuperano anche i numeri di telefono se non stiamo attenti, figuriamoci informazioni minori come questa).

Premesso ciò, secondo me è estremamente scorretto e non mi affiderei mai a qualcuno che non sono stata io a contattare ma lo ha fatto senza autorizzazione, mi dà la sensazione del mercante che espone la merce non so se riesco a farmi capire ;)

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ti posso assicurare che la mail a cui sono stato contattato è stata allegata da me solo ed esclusivamente ai manoscritti che ho spedito, e in alcuni curricula spediti anch'essi direttamente al datore di lavoro, alcuni di questi nemmeno italiani. Ovviamente, per quanto riguarda i curricula è impossibile sapere che la mail che hai sotto gli occhi è di un (a)spirante scrittore e mi pare ovvio che chi gliel'ha passata sapeva benissimo che l'utente, che sarei io, poteva essere interessato a una proposta del genere.

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E allora fanno il passaparola tra di loro, non c'è altra spiegazione... e non è una bella presentazione nè per loro nè per le agenzie con cui sei stato in contatto e possono aver passato i tuoi dati a terzi

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Hanno contattato anche me, ho risposto chiedendo informazioni e mi hanno detto che si paga 300 euro la prima lettura e poi il prezzo dell'editing è da definire dopo, in base al romanzo e agli interventi che necessita. Comunque sono davvero fra i migliori nel campo dell'editing, ho chiesto informazioni in giro. Se qualcuno ha un pacco di soldi da spendere e un romanzo che lo assilla, collaborare con loro garantisce un ottimo risultato.

Il mio problema è che non ho un pacco di soldi.

sad.png

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Comunque sono davvero fra i migliori nel campo dell'editing, ho chiesto informazioni in giro. Se qualcuno ha un pacco di soldi da spendere e un romanzo che lo assilla, collaborare con loro garantisce un ottimo risultato.

Vedo che sei nuova. C'è già un topic sull'editing, cercalo... In sintesi, commissionarlo alle agenzie è sempre sconsigliato per varie ragioni sulle quali troverai un ampio dibattito. La principale è che gli editori seri preferiscono leggere il "grezzo" e, se decidono di pubblicare un testo, hanno i loro editor, i quali, in accordo con l'autore, intervengono in base alle esigenze del committente. Perciò è inutile :nein: far "aggiustare" un testo nella speranza di venderlo meglio. Ci guadagna, appunto, solo l'agenzia.

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Sono un maschietto.

:)

Ad ogni modo, loro non credo siano una agenzia letteraria, sono un'agenzia di editing. Per quanto riguarda gli editori, sarà anche vero che preferiscono leggere il grezzo, ma certe volte il grezzo è troppo grezzo, in questi casi è meglio rendere il grezzo un tantino meno grezzo e più leggibile.

Un saluto.

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Ospite Lem Mac Lem

Da autrice posso, anzi devo, migliorare il mio testo in vista di una pubblicazione. Ma renderlo più leggibile significa soltanto aver scritto una schifezza. Se non sono capace neanche di produrre qualcosa di leggibile, tanto vale cambiare hobby.

Sarà un'idea che puzza di muffa (gentilissimi), ma sono ancora convinta che uno scrittore che non sa scrivere senza avere dietro il maestrino che gli corregge gli strafalcioni, non sia uno scrittore. Neanche se paga cifre a tre zeri.

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Pareri. Il mondo è bello perché vario. smile.png

Da lettore onnivoro e scrittore mediocre posso dirti che non ci sono solo i grandi romanzi(che se non sai scriverli è meglio che non ci provi). C'è una galassia di cose che non necessariamente arrivano al grande pubblico e non vedo perché non possano essere corrette. Tesi di laurea, idee per sceneggiature, idee per romanzi, cataloghi, ecc, ma anche scritti personali magari da far leggere agli amici, forse molte persone scrivono per "esigenza terapeutica" o per passatempo, magari perché lo ha consigliato lo psicologo. Se qualcuno ha voglia di capire dove sbaglia e ha un po' di soldi, non vedo dove sia il problema. Non è che deve dipingere solo Raffaello, tutti possono dipingere come tutti possono scrivere, se poi qualcuno ha voglia di pagare dei soldi per far valutare i propri quadri e capire dove sbaglia(e magari farsi correggere errori), non ci trovo nulla di male.

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Invece trovo del male quando persone incompetenti si pubblicizzano come grandi professionisti e rubano o truffano i malcapitati esordienti. Se uno è onesto e fa bene il suo lavoro, ben venga.

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Ospite Luna

Ma tu lo compreresti mai un quadro di uno che se l'è fatto 'rifare' da un altro? Vale la pensa che dipingi allora? Io la penso così, credo che la gente dovrebbe andare avanti per merito, non perché spende centinaia di euro per farsi 'la plastica'.

Parere mio, poi è un paese libero.

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Tu pensi che diventerà mai un grande maestro dell'arte uno che si fa correggere o ridipingere un quadro? Penso proprio di no.

Il discorso è che non tutti scrivono o dipingono per diventare grandi maestri, se uno vuole vedere la sua storia(e io NON sono fra questi) impacchettata, bella e pulita, magari per farla leggere in famiglia o per qualche misterioso desiderio personale, non ci trovo nulla di male. Tanto non diventerà mai un grande maestro.

Comunque l'editing lo fanno anche i grandi editori, e talvolta il loro editing è pesantissimo, ma la maggior parte degli autori non si lamentano e nessuno si pone problemi morali. Ma questo è un altro discorso.

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