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Midgardsormr

"Ho trovato un'idea originale!"

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...a voi è mai capitato? :sss:

Intendo dire: siete davanti alla famigerata pagina bianca/siete a passeggio nel parco/[inserire la vostra ricerca di ispirazione preferita], quando d'un tratto venite investiti dalla luce come san Paolo sulla via di Damasco...

Eccola! È l'idea che avete sempre cercato! Quella a cui davvero nessuno prima di voi aveva mai pensato. La base su cui svilupperete la trama del vostro prossimo romanzo, quello in cui davvero credete fino in fondo.

Ve lo chiedo perché io ormai sto pensando di non essere affatto tagliato per la scrittura: le idee originali frequentano la mia testa come Nicole Minetti frequenta la sala del Consiglio Regionale lombardo. [cit.] :sss:

Ogni volta che mi viene in mente qualcosa di appena appena originale scopro che è un'idea già sfruttata da altri.

L'ultima volta che ho sentito di avere un'idea originale è stato più o meno 12 anni fa. Per poi scoprire, ampliando le mie letture, che in realtà originale non lo era affatto. :-_-:

Come riuscite a trovare la spinta a scrivere in un mondo che ha già detto praticamente tutto? :sss:

Io l'unica via che ho provato a percorrere (e che sto tentando di percorrere tutt'ora) è quella del post-modernismo, ovvero "visto che questa cosa l'han già detta in tanti, la dico anch'io ma citando in maniera più o meno esplicita chi l'ha già detta". Ma è una via che richiede una cultura smisurata, cultura che attualmente mi fa difetto.

Purtroppo io faccio davvero fatica a scrivere in questa situazione. Se sento che qualcun altro ha già espresso bene o male il mio pensiero, mi blocco. Essere il "secondo a parlare" mi dà l'idea di "copiare", e ammazza in me qualsiasi barlume di velleità scrittevoli, anche se magari io direi certe cose in modo leggermente diverso.

Voi che ne pensate? Mi faccio troppe seghe mentali? :sss:

Voi avete mai sentito nascervi dentro una vera "idea originale" (o che almeno reputate tale)?

Modificato da Midnight Children

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Non a memoria, non davvero originale (le idee che da ragazzino sembravano originali non fanno test), tanto più che spesso mi capita di "analizzare" un'idea per vedere come la mia mente l'ha generata, con quali collegamenti, o cosa può ricordare anche solo in minima parte.

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Ospite Luna

Sinceramente io non mi pongo quasi mai questo problema. Scrivo prima per me stessa e poi per gli altri. Ne consegue che cerco di dar vita alle storie che mi piacerebbe leggere o vivere o raccontare, senza fissarmi troppo su quello che hanno fatto gli altri. E' come se i miei personaggi prendessero vita da sé e la 'vivessero' appunto. Poi, magari, a scrittura ultimata vado a limare lo scritto, a eliminare quelli che potrebbero apparire cliché, o le cose che mi farebbero storcere il naso da lettore. Insomma, meno male che c'è la fantasia, perché per me la stessa storia può essere raccontata in millemila modi diversi :)

Modificato da Luna
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Ecco, Luna ha espresso il mio stesso pensiero. Scrivo prima per me stesso e poi per gli altri, non mi interessa quello che gli altri vogliono, ma non è menefreghismo il mio, diciamo più una esigenza, ecco. L'esigenza di scrivere una storia, di vedere i personaggi (cito Luna) prendere vita, come voglio io. Il problema dell'originalità per me viene dopo, quando rileggo quello che ho scritto. Cerco di dare un mio stile alla storia, anche se non è un'idea tanto originale. Prendiamo per esempio Hunger Games, ecco, se leggiamo la storia in maniera superficiale penseremo "Mha, non è poi così originale in fondo". Invece se leggiamo come si è sviluppata la storia, come l'autrice ha avuto l'idea (cioè unire il reality show e la guerra, creando un mondo post-apocalittico dove i ragazzini sono dei sacrifici) ci rendiamo conto che è una storia originale. Nessuno ci aveva pensato prima. Ma oltre l'idea, ci vuole uno stile adatto alla storia. Il rapporto stile-originalità per me è importante, poco m'importa se la storia è trita e ritrita.

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Anch'io, nel mio piccolo, sono d'accordo con Luna e Nshan: magari è davvero difficile avere un'idea originale, ma può sempre esserlo l'angolo da cui la guardi. I tuoi personaggi, il tuo stile e il tuo modo di condurre la storia. Mi vien da pensare alla scuola: le tracce dei temi erano uguali per tutti, eppure ognuno le svolgeva a modo suo.

La mia spinta la trovo così, pensando che quell'idea possono averla già avuta in tanti, ma nessuno la gestirà mai come farò io. : Kid :

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Concordo con gli altri, basti pensare al romanzo di formazione, l'idea alla base di per sé non è originale, ma alcune opere del genere lo sono.

Credo che ora mai qualunque cosa venga scritta possa essere ricundicibile in qualche modo a qualcosa di già fatto perché alla fine gli ingredienti di base sono quelli. L'unica cosa da fare e mischiarli in una nuova maniera.

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Beh, ormai è diventato il giochino tra i miei betareader. Prima leggono e si complimentano (e sgamano svarioni vari), poi scatta il "assomiglia a", e generalmente sono film, perchè credo di averne il cervello imbevuto. Solo che ho imparato a non deprimermi, se dicono che un mio scritto assomiglia a qualcosa, anzi mi rallegro del fatto che la mia idea ricordi qualcosa che è piaciuto anni prima.

Anche perchè si parla sempre di assomigliare, richiamare. Non copio, almeno spero. I temi di cui scrivere, diciamocelo, non sono più di una cinquantina. Gira e rigira ogni storia può essere "codificata" o fatta risalire a un tema, che di sicuro è già stato usato, non se ne esce. L'importante credo sia dirla diversamente da chi ci ha preceduto, o con uno stile proprio e accattivante o da un punto di vista un po' meno abusato del solito.

Trovare un tema nuovo, ma proprio nuovo, mai usato da nessuno? Se qualcuno ci riesce, complimenti ;)

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Hai sollevato proprio una discussione interessante. Per rispondere direttamente a quello che hai chiesto, ti dirò che no, quell'idea folgorante non mi è arrivata per il momento e non so quanto ancora tarderà ad arrivare. Ma non è un problema così grave poichè non penso che l'originalità pura sia in qualche modo il dettaglio fondamentale che contraddistingue un valido scrittore. Basti pensare a tutti i grandi del nostro paese che hanno trattato il tema della guerra partigiana in modi molto simili ma essenzialmente diversi.

Quando ho qualche idea interessante più che dell'originalità io mi preoccupo della VALIDITA' di quest'ultima. Posso essere state scritte cose originalissime che però non comunicano niente al lettore, che deludono e annoiano, o che magari fanno proprio c***re.

Invece se un'idea la ritieni veramente valida e ti senti capace di portarla avanti con la scrittura di un romanzo, allora è proprio su quella che devi puntare che sia molto originale o meno. Se questa tratta delle cose già dette, com'è naturale che accada per la maggiorparte, poco male perchè a parlarne sarai TU, con le tue parole e il tuo stile; magari la trattazione di questa idea/argomento risulterà più efficace e convincente con le TUE parole piuttosto che con quelle di un altro.

Come hanno già detto gli altri, ormai l'uomo ha trattato praticamente tutto con la scrittura, non ci resta che trovare la nostra originalità nel modo in cui vengono trattate queste cose e rielaborarle secondo gli schemi del nostro cervello.

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Mi è piaciuta molto la risposta di Dylan, che riassume un po' le posizioni precedenti, perché effettivamente risponde in parte anche a quello che è il mio pensiero.

Se uno trova valida un'idea, ci lavora e la fa sua per ottenerne un lavoro degno di rispetto in cui travasare la propria personalità. E qui rientra anche la questione citata da alcuni: "non importa cosa dici, purché la dica a modo tuo".

Fin qui posso essere pienamente d'accordo. :)

Sollevo però (benignamente) due obiezioni rispetto a quanti hanno scritto prima di me. Ovviamente si tratta di opinioni personali. ;)

1) Io non scrivo per me stesso, ma per gli altri. Sono una bestia rara? :sss:

Ciò che intendo dire è: ok, io scrivo trasmettendo quello che voglio trasmettere, e in questo la scrittura è comunque di un mezzo di espressione personale; ma poi mi metto sempre nei panni di un possibile lettore, e mi chiedo "Come può leggere il mio lavoro il fantomatico signor X?". E se vedo che la mia idea rientra "nel mucchio delle solite idee" non la porto neppure avanti.

Io non scrivo per dare vita a una storia o a dei personaggi: per quello basta la mia testa. ;) Io ho in mente già 4 romanzi completi, più 2 abbozzati. E non solo idee vaghe, ma proprio lo svolgimento specifico, scena per scena (escluse quelle di passaggio). Basterebbe che mi mettessi tranquillamente al PC, scegliendo lo stile che più mi è congeniale e che meglio si adatta a quelle storie, per dar loro una stesura definitiva. Ma non lo faccio, perché anche se le ritengo "idee valide" purtroppo a mio modo di vedere non sono "idee originali". Solo una ha davvero un barlume di originalità, ed è l'unica che sto tentando di mettere per iscritto, ma che è anche la più difficile da realizzare (per vari motivi).

Non sto scherzando. :) Di due di questi romanzi ho già steso la sinossi. E tutti li potrei raccontare dall'inizio alla fine, come ho fatto una sera alla mia ragazza.

Però non riesco a metterli per iscritto: l'idea che siano poco "originali", e che io stia perdendo tempo a scrivere ciò che altri hanno scritto prima di me mi blocca.

2) E qui entriamo nel campo di "assomiglia a". :)

Che forse è la cosa che più temo, sentire il lettore che dice "questo libro assomiglia a [opera xyz]".

Non è tanto la similitudine in sé a spaventarmi. Spesso sono io stesso a cercare la somiglianza a certe opere, in fondo è una delle tecniche iper-moderne. Ma dev'essere una somiglianza consapevole. Se uno mi dicesse "il tuo libro sembra [opera che conosco]", e mi espone i punti di contatto tra i due lavori senza che io mi sia reso conto dell'effettiva somiglianza, significa che ho posto poca attenzione ai processi creativi che uso. D'altra parte se invece mi dicesse "il tuo libro sembra [opera che non conosco]", ravviserei in me una colpevole mancanza di cultura. In entrambi i casi mi sentirei terribilmente a disagio.

Forse vi sembrerò troppo perfezionista, ma volevo esporvi queste idee per poterne discutere insieme. :)

Per me è un discorso molto importante.

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Ospite Luna

Guarda Mid, credo che ognuno di noi abbia una personalità differente e che utilizzi la scrittura per scopi diversi. C'è chi scrive per sfogarsi, chi perché si annoia, chi perché vuole trasmettere una storia (come hai detto tu) e chi, semplicemente, lo fa perché sente di non poter fare altrimenti.

Purtroppo io rientro nell'ultima categoria. Scrivo perché mi ronzano in testa dei mondi particolari, scrivo perché sento dentro di me dei personaggi che vogliono parlare, prendere vita e muoversi all'interno dei loro mondi.

Quindi, purtroppo, non posso rispondere totalmente alle tue domande.

Ho scritto storie di vita quotidiana (quindi probabilmente in qualche modo già scritte e pensate), così come ho scritto storie del mondo fantastico che (secondo me) hanno parecchi elementi originali perché sono una persona che vede il mondo un po' a modo suo e certe volte mi vengono in mente proprio delle cose assurde.

Comunque sia io non mi pongo il problema di cosa somiglia a cos'altro. Scrivo perché ho bisogno di imprimere nella memoria (in questo caso su carta, o su pc) le storie di quei personaggi che vivono nella mia testa.

Poi, se un domani un editore sarà interessato al mio lavoro e vorrà pubblicarlo, tanto meglio, ne sarò felicissima. Mi piacerebbe poter vivere di questo, ma non ne faccio un problema se ciò non accade. Perché a me piace scrivere e basta, non sto svolgendo un tema di scuola che non deve andare fuori traccia, né lo sto facendo per lavoro. Essendo quindi un diletto, mi diverto e basta. Se devo farmi tante pippe pure per divertirmi non campo più :asd:

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Ospite Luna
;) Puoi sempre scrivere le tue storie e poi cercare di far pubblicare solo quella che ti sembra più originale :) In fondo è un peccato lasciarle lì a sedimentare nella tua testa quando sono già belle che pronte :) Un giorno potrai sempre farle leggere ai tuoi nipotini anche se non le vorrai mai pubblicare :) E' un consiglio. ^^
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Ogni volta che mi viene in mente qualcosa di appena appena originale scopro che è un'idea già sfruttata da altri.

Credo lo pensasse anche Omero. :asd:

Come riuscite a trovare la spinta a scrivere in un mondo che ha già detto praticamente tutto? :sss:

Ma questo non è mica vero. Tra "avere una trama" e "avere qualcosa da dire" c'è una bella differenza. Pensa ai remake, o alle trasposizioni: raccontano esattamente la stessa storia, ma dicono cose molto diverse. Jo March interpretata da June Allyson, Kathrine Hepburn o Winona Ryder non sono lo stesso personaggio, e i tre film non dicono le stesse cose, come non dicono le stesse cose del libro.

In più, ci sono temi su cui è necessario insistere: alla fin fine, se Piccole Donne continua a essere riproposto così tante volte, probabilmente è perché è una storia che ha ancora qualcosa da dire, o perché il messaggio non è ancora arrivato.

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Hai sicuramente ragione swetty, quando parli di differenza tra "avere una trama" e "avere qualcosa da dire". :) Forse ho espresso male quel concetto, non è una novità... :facepalm:

Io parlo proprio dell'idea di fondo di un romanzo o, per utilizzare il tuo stesso esempio, di un film: lo scheletro su cui si costruisce il proprio lavoro.

La Jo interpretata da Winona Ryder non è certo la stessa della Hepburn. Eppure la storia continua ad essere "Piccole donne". Non posso certo chiamarlo "Grandi uomini". :D

Il fatto che ci siano remake però non è la stessa cosa che scrivere un nuovo romanzo sulla falsariga di una storia già esistente, per vari motivi (cambio delle mode, nuovi ritrovati tecnologici, ascesa/declino degli attori al momento del casting, eccetera).

Io potrei anche prendere "Piccole donne" come modello, e scriverci sopra un nuovo romanzo ambientato al giorno d'oggi. Ed è alla fine la stessa cosa che fanno gli autori iper-moderni: "citano" opere diventate ormai classiche, proprio perché ritengono che ormai non si possa più scrivere nulla di "nuovo".

Pensiamo a Eco. Tutti i suoi romanzi sono infarciti di citazioni. Il suo ultimo romanzo, Il cimitero di Praga, è addirittura un'unica gigantesca citazione visto che è stato costruito a partire solo da documenti storici (sul valore letterario si potrà anche discutere, ma come lavoro è sicuramente la summa dello stile "iper-moderno").

Il mio problema è che io sento di avere qualcosa da dire, però vorrei scrivere un romanzo, e un romanzo ha bisogno di una trama. Se per dire ciò che ho da dire invento una trama simile a Harry Potter le mie opzioni si riducono a due: o lo cito direttamente/indirettamente, facendo capire al lettore che "so di giocare sulla falsariga di HP", oppure evito di scriverlo, perché sarebbe una scopiazzatura.

Il mio problema è che non ho abbastanza cultura di base per "giocare" sulle trame degli altri, e a scopiazzare consapevolmente (anche in parte) il lavoro altrui proprio non ci riesco.

Spero di essere stato chiaro. Ma forse no.

Comincio a pensare che sia una pippa mentale solo mia, a giudicare dai vostri post... :sss:

:asd:

Modificato da Midnight Children

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A me dell'originalità della trama non frega molto, anzi ci sono trame che mi piace vengano ripetute e cerco di non perdermene una, ad esempio mi piacciono le storie apocalittiche, post catastrofe che di base non sono una genialata. Però se la racconta Saramago diventa in un modo, se la racconta King un altro e ogni autore ha la sua impronta che mi rende la storia nuova. Anzi vorrei che tutti i miei scrittori preferiti si cimentassero con un post apocalisse, sarei felice per mesi :la:

Perché poi mi capita di leggere un libro come metro 2033, bella idea, un post apocalisse nella metropolitana di Mosca, fighissimo, c'è un elemento nuovo, ma non sono riuscita a finirlo per quanto era mal scritto, povero e scontato poi nello sviluppo, nonostante un'ambientazione davvero bella.

Quindi l'originalità non credo sia data tanto dalla trama o dall'idea, quanto dalla voce dell'autore. E non intendo che scriva in modo sperimentale, quanto personale. Diverso da tutti gli altri. Sia come stile che come pensiero.

E questo non è più facile che inventarsi una trama nuova e sorprendente, anzi è la cosa più difficile, quella che per me divide chi ci prova da chi scrive davvero. (E' chiaro in quale delle due categorie metta me stessa :asd: )

Perché anche parlando di idee e non trame effettivamente girano tutte intorno agli stessi sentimenti che sono quelli che proviamo se le si riduce all'osso. Ma come io vivo una cosa, e come la vivi tu, fa la differenza che rende interessante leggere.

Comunque neanche a me vengono mai idee originali :asd:

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Bella riflessione, bada bene ho scritto "riflessione" e non "pippe mentali" perchè c'è una netta differenza.

Credo che tu debba lasciarti andare all'idea che ti viene in mente e cominciare a scrivere di getto, senza chiederti nel frattempo se e dove hai già "sentito" quella battuta o quella storia, altrimenti ti tarpi le ali da solo.

Originalità non è scrivere qualcosa prima di un altro, ma come la si scrive.

Personalmente adoro King per la capacità che ha di narrare senza tediare il lettore, esempio che mi sovviene "It", quasi due intere pagine (se non ricordo male) sono servite per descrivere il contenuto dell'armadietto dei farmaci dell'ipocondriaco Eddie Kaspbrak, originale nel passare da una marca a l'altra dei vari flaconi, blister etc.

Altra originalità è quella di Lovecraft che ha saputo incutere inquietudine nel dire e non dire una volta arrivato al punto topico.

Lascia che le tue mani scorrano sulla tastiera o sul foglio di carta, lascia che le tue emozioni si manifestino e...buon lavoro :OO:

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Io credo che più si ha il coraggio di mettere sé stessi in ciò che si scrive (essere sinceri, per dirla alla King), più ciò che si scrive è originale, perché ognuno di noi è unico.

Lo so, detta così sembra un luogo comune, ma a me sembra vero.

Per esempio (*rivolgendosi a Midnight*) una trama bella che pronta ancora prima di iniziare a scrivere mi sembra il modo migliore per essere poco sinceri e, a meno che l'idea non sia davvero geniale, è molto facile cadere nel già visto.

Se i personaggi sono vivi potrebbero portarti in territori sconosciuti e inaspettati. (mi rifaccio sempre a King, ma non posso che essere d'accordo con lui.

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Occhio eh... non è che io miracolosamente da un giorno all'altro mi sveglio con una trama già bella pronta in testa. :sss: Magari fosse così! :asd:

I miei "romanzi mentali" li sto limando da anni... anche se solo a livello neuronico. :) Il più vecchio risale ai primi anni delle superiori, e ha quindi ormai 16 anni. E ancora adesso cambio scene, personaggi, aggiungo o rimuovo episodi, e quant'altro.

Solo che invece di scriverli su carta, con tutte le cancellazioni e i rimaneggiamenti del caso, ce li ho scritti nel cervello. :) Ad esclusione di qualche breve riassunto-diario che tengo per tenere a mente scene, personaggi e le correzioni più importanti avvenute nel tempo, nel caso me ne dimenticassi.

Ma è roba di pochi fogli di quaderno, non varrebbe nemmeno come "prima stesura" se la presentassi a qualcuno, perché uso abbreviazioni, schemi e codici che probabilmente capisco solo io. :)

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Ecco, quello che volevo dire è già stato espresso (domanda: e allora perché ho scritto un post chilometrico?). Penso che l'originalità stia nell'avere un proprio modo di trasmettere una visione (tanto attraverso elementi macroscopici come lo stile, quanto attraverso le sfumature più sottili che si possono scoprire poco a poco rileggendo un romanzo).

Tu, Midnight, ti dici preoccupato del fatto che le "idee di fondo" sono limitate (perdonami se ho frainteso). Ma ho l'impressione che si parli di qualcosa di un po' troppo relativo. Nel senso che magari tu per idea di fondo intendi, che so, che in un romanzo si parla della solitudine degli esseri umani, in un altro della guerra, in un altro dell'amore coniugale, in un altro della crescita degli adolescenti. Giustamente dici che queste idee di fondo sono limitate. Be', a questo punto, allargando il campo di osservazione, potrei dire che sono molto più limitate di così. Perché si possono ridurre tutte a, che so, un'unica grande idea di fondo che è quella degli esseri umani e del loro modo di essere. Insomma, più si generalizza cercando i denominatori comuni delle idee, secondo me, più è scontato che sembri non poterci essere originalità. Per questa ragione mi sembra inutile cercare l'originalità in questo senso.

E torno a quello che dicevo prima: l'originalità è data dalla trasmissione di una visione, un'idea. E' come diceva Nerina. Mettiamo che i suoi autori preferiti decidessero di scrivere tutti un romanzo di ambientazione post-apocalittica. Ognuno nel suo modo. Magari uno usa uno stile più crudo, un altro uno stile più aulico (non si tratta solo di differenze formali, perché il romanzo, in base a questo, trasmetterà qualcosa di diverso); magari uno sceglie dei personaggi poco caratterizzati e si concentra sul rendere più avvincente una trama, mentre un altro decide di giocarsi tutto su pochi personaggi caratterizzati benissimo, evidenziando soprattutto le loro psicologie piuttosto che la trama. E ci sono potenzialmente infinite altre cose che possono variare e che possono dare al lettore qualcosa di diverso. E' in questo che cercherei l'originalità. E sia chiaro, non significa che basta variare i dettagli di un'opera per essere originali; piuttosto che come scrittori bisogna essere capaci di trovare e mostrare qualcosa di molto personale dentro di sé. Non è semplicemente "qualcosa da dire", io penso che sia qualcosa di più intimo e indefinibile. E trovo che il verbo più adatto non sia "dire", ma proprio "trasmettere" ("dire" mi fa venire in mente un: "Ehi, io la penso così". In questo topic stiamo dicendo. Invece in un romanzo credo che si tratti più di un montare insieme diversi elementi di modo che il lettore arrivi a sentire qualcosa, in maniera quasi subliminale, mi verrebbe da dire).

Ecco, le mie, di pippe mentali, si concentrano su questo tipo di originalità :asd:

Detto questo, il discorso sul citazionismo non lo capisco. A me sembra che inserire in un romanzo citazioni più o meno esplicite sia un modo come un altro per caratterizzare la propria opera. Ma non è che mi sembri una cosa indispensabile, così come non mi sembra una rovina il fatto che un lettore possa arrivare a dire "ma somiglia al romanzo di Tizio". Semmai la rovina comincia quando uno si rende conto che il romanzo di Tizio è stato proprio plagiato, oppure che il romanzo simile non è manco all'altezza del mignolo di Tizio :asd: ; soprattutto quest'ultimo è un problema che mi pongo in maniera ricorrente. Però su questo magari uno prima o poi si deve pure fare le sue ragioni, perché non è che tutti possono essere all'altezza di Tizio. Ci si deve pure rendere conto delle proprie altezze, purché si cerchi di dare il massimo; forse perché semplicemente scrivere ci fa bene, o perché magari per qualcuno la nostra altezza ha pur sempre un valore. O qualsiasi altra motivazione, è relativo.

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Piccolo OT (curiosità)

Occhio eh... non è che io miracolosamente da un giorno all'altro mi sveglio con una trama già bella pronta in testa. :sss: Magari fosse così! :asd:

È successo a Paul McCartney con la canzone Michelle. Si è svegliato una mattina e aveva il motivetto in testa. Infatti, prima di buttarla giù, ha chiesto ha tutti se la conoscessero perché aveva paura di fare un plagio.

Fine OT.

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Piccolo OT (curiosità)

Occhio eh... non è che io miracolosamente da un giorno all'altro mi sveglio con una trama già bella pronta in testa. :sss: Magari fosse così! :asd:

È successo a Paul McCartney con la canzone Michelle. Si è svegliato una mattina e aveva il motivetto in testa. Infatti, prima di buttarla giù, ha chiesto ha tutti se la conoscessero perché aveva paura di fare un plagio.

Fine OT.

OT di OT

Sono un grande appassionato dei Beatles e studioso della loro evoluzione musicale e del loro peso specifico nella storia del costume. Credo che la storia di Michelle sia un po' apocrifa, come quella che riporta come lo stesso Paul abbia scritto "Yesterday" seduto al cesso

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Vorrei aggiungere solo questa citazione, credo sia di Pablo Picasso:

"I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano".

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Piccolo OT (curiosità)

Occhio eh... non è che io miracolosamente da un giorno all'altro mi sveglio con una trama già bella pronta in testa. :sss: Magari fosse così! :asd:

È successo a Paul McCartney con la canzone Michelle. Si è svegliato una mattina e aveva il motivetto in testa. Infatti, prima di buttarla giù, ha chiesto ha tutti se la conoscessero perché aveva paura di fare un plagio.

Fine OT.

Detto sinceramente (che sia vera o no questa storia), anche a me è successo di prima mattina di avere idee che poi si sono dimostrate "vincenti".

Nessun ragionamento: apri gli occhi, e hai l'illuminazione servita su un piatto d'argento. Non puoi programmare queste intuizioni. Vengono come vogliono loro!

Esempio: avevo un esame di quelli tosti. Mi ero preparata poco perchè era una materia odiosa (non sto esagerando!). Avevo letto il libro di un luminare/genio della materia che ci aveva dato come dispensa la prof. Mi alzo quel mattino e ho un'intuizione su quello scritto: vado, mi siedo davanti alla commissione, e contesto punto per punto quel libro secondo quell'idea avuta in dormiveglia. Risultato: 30 e lode XD

Il cervello è affascinante :bestem:

Morale della favola: il detto "Dormiamoci su", ha un suo perchè :oOo: !

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Comunque, aneddoto a parte, credo che se un libro, fin dall'inizio, si dimostra ostico da scrivere e le idee scarseggiano, sia inutile insistere.

Ovviamente il mio pensiero è per chi scrive amatorialmente. E' una bella gatta da pelare per chi vorrebbe o è già scrittore per professione. Conosco davvero pochi autori che sono riusciti a mantenersi ad un livello alto per più libri consecutivamente. Solitamente fanno uno o due libri da favola, e poi c'è il picco verso il basso.

D'altronde, è lo stesso problema che hanno tutti coloro che si applicano a lavori creativi.

Ci sono giorni in cui preferirei correre otto volte la maratona che sedermi davanti al cavalletto a dipingere :noo:

Ma viviamo in un mondo in cui le bollette vanno pagate, ispirazione artistica o meno. Solitamente, dopo il primo scoglio e grazie ad una buona dose di musica epic metal, a poco a poco la voglia viene e lavoro con quanta fantasia dispongo in quel giorno.

Quindi il mio consiglio è..musica a palla :la: ! E soprattutto, Metal a palla :la:

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Il cervello è affascinante

Invece il mio orribile refuso che continuate a citare è osceno.... :wah:

Ahahaah perdono, ho letto dopo la rettifica!

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Ciao!

Guarda tutti quanti prima di me hanno risposto abbastanza bene. Però ci tengo lo stesso a dirti come la penso per incoraggiarti anche a costo di sembrare ripetitivo. Anche perché l'argomento capita a pennello: studiando Leopardi all'università per un esame imminente ho appena scoperto che ha scritto una poesia/canzone intitolata "il tramonto della luna" e io 5 anni fa avevo scritto un libro il cui titolo era " tramonto lunare" pensando fosse un titolo davvero "originale e unico" XD

Il colpo di genio? Io non ci credo affatto! Penso sia una superstizione sul mondo dell'arte che fa comodo a tutti gli artisti e a tutti quelli che amano definirsi "geniali" e credersi diversi dagli altri per "destino".

La verità è che dietro il "colpo di genio", "l'illuminazione" ci sono ore,giorni e anni di pensiero e lavoro! E anche moltissima cultura (specifica a un ambito oppure generica, dipende dall'autore). Se pensi alle opere più "importanti" degli autori ti rendi conto che appartengono quasi sempre al periodo della "maturità", dopo aver scritto e studiato tanto, dopo aver (punto fondamentale) vissuto tanto!

Pensa a Mozart, il famoso "genio del piano forte che a soli 8 anni bla bla bla". La verità è che a 8 anni era una brava scimietta e che suo padre lo aveva già predestinato/ammaestrato. La sua opera più bella? Una vera opera geniale? Piena di arte e di significato? Il flauto magico, una delle ultime.

Certo si può essere più o meno "facilitati" sia dall'ambiente che da tantissime variabili. Ma io credo che al contrario chi è "facilitato" si lascia andare troppo facilmente e si monta la testa.

Stimo molto di più chi lavora duro per fare quello che vuole nonostante le avversità, e tutto questo si vede poi in quello che fai/scrivi.

Non deve importarti di essere "originale" e di fare qualcosa di "originale" perché tu sei comunque unico in ogni caso! La trama non importa, importa come la scrivi, importa lo stile, importa la capacità di trasmettere emozioni.

Pensa a cosa risposero a Proust per la sua opera del tempo perduto:

«Dopo settecentododici pagine di questo manoscritto - dopo infinite desolazioni per gli sviluppi insondabili in cui ci si deve sprofondare ed esasperanti momenti d'impazienza per l'impossibilità di risalire alla superficie - non si ha nessuna idea di quello di cui si tratta. Che scopo ha tutto questo? Che cosa significa? Dove ci vuole condurre? - Impossibile saperne e dirne nulla». !!!

Insomma importa tutto e niente allo stesso tempo. Non scoraggiarti ma pretendi di più da te stesso. Concentrati sulla tua scrittura, vivi, pensa, studia e leggi, e il colpo di genio verrà senza alcun dubbio!

Non mollare per questo motivo, davvero non ne vale la pena :)

Certo ci sono delle idee che vengono in mente, ma che te ne fai se poi non sai dargli una forma?

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L' "idea originale" è come la pietra filosofale: tutti la cercano, nessuno la trova. Perché non esiste.

Anche il primo scrittore preistorico di tutti i tempi, avrà scritto una storia inventata "copiando" da un avvenimento reale a lui accaduto o per sentito dire. Un avvenimento che lo aveva colpito.

D'altra parte l'originalità non sta in una idea che sia originale, ma nel punto di vista da cui si osserva per poi raccontarla. Faccio esempio: ho l'idea di un racconto su di una... pèsca:

Era una pesca carnosa, succosa e zuccherina, con la sua buccia giallo/rossastra vellutata, molto profumata. Era cresciuta su un pesco in un campo abbandonato. Nessuno la colse e a un certo punto cominciò a essere invasa dalle formiche, attratte da una lacerazione sulla buccia da cui usciva del succo.

Ma potrei anche raccontare:

Mi trovavo appesa sull'albero da non so più quanto tempo. Ero sola in un campo dimenticato da qualsiasi contadino. Non capivo perché nessuno mi voleva, eppure ero bella e matura, avevo riempito di dolci succhi la mia polpa, e la mia buccia vellutata avrebbe fatto l'invidia di qualsiasi bella donna. Un giorno sentii un indolenzimento su una guancia. Poi si trasformò in una piccola lacerazione sulla buccia da cui fuoriusciva un po' del mio succo. Pregai che al più presto un contadino mi prendesse e mi portasse via da lì prima che fosse tardi. Ma poi arrivarono loro: le formiche!

Faccio altri esempi: George Romero era colpito dalla leggenda voodoo dei morti viventi. Volle fare un film dal suo punto di vista. Ecco là che Romero ha tirato fuori quella che si può definire "idea originale". Da allora gli zombi sono gli zombi creati da Romero, ma non inventati di sana pianta da Romero, perché la leggenda esisteva da tempo.

Mary Shelley era colpita dalle teorie del galvanismo e dal mito di Prometeo. Volle scrivere un racconto dal suo punto di vista horror. Nacque Frankestein (ho abbreviato di molto il tutto).

Insomma, come poter agevolare l'insorgere di una idea originale? Uno, cercando di farsi stimolare, colpire da qualcosa, un avvenimento, una notizia, una parola, un pensiero. In pratica leggere, vedere film, ascoltare, informarsi, fare ricerche ma anche immaginare finché qualcosa dell'immaginato ci colpisce.

Due, provare a cambiare e ricambiare il punto di vista di quello che vogliamo raccontare, finché un certo punto di vista ci "pizzica" in maniera particolare

Modificato da Franco Iannarelli
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Trovo tutte le vostre risposte molto convincenti. E comincio davvero a credere che il pallino dell'idea "originale" sia una paranoia tutta mia. :)

Meglio così. Mi avete fatto tornare un po' la voglia di scrivere. Ora sto stendendo anche un altro dei miei "romanzi mentali" che non avevo ancora osato mettere su carta. Tra poco magari vi farò leggere l'incipit. :)

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Bene così, vai alla grande, Midnight Children! :) Questo mito dell'idea originale è solo una "pipa con due p" mentale, che non fa altro che ostacolare e inibire la creatività.

Faccio un altro esempio, questa volta musicale: chi non conosce Whola Lotta Love dei Led Zeppelin con il celeberrimo riff del buon Page?

http://youtu.be/6i3YduVzT9U

Bene, forse non tutti sanno che questo brano non è originale dei Led Zeppelin, ma una rivisitazione di You Need Love di Muddy Waters

Quindi, i grandi artisti fanno grandi opere, ma non è detto che son grandi perché creano opere originali! L'importante è fare al meglio possibile e migliorarsi costantemente ;)

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