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Ospite mnp87

Vicolo Cannery

Post raccomandati

Ospite mnp87

[Agenzia non più attiva]

 

Sito webhttp://www.vicolocannery.it/

 

gennaio 2017, dal loro sito: Cari lettori, l’agenzia letteraria Vicolo Cannery chiude.

diversi i motivi che ci hanno portato a questa decisione, tante le contingenze che l’hanno causata. Così tante che queste poche righe non potranno mai essere sufficienti.

 

Segnalo questa agenzia letteraria, credo sia nata da poco ma ha fatto già tanta strada!

Modificato da ElleryQ

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Sembra interessante. La valutazione costa 100€ e il primo editing gratuito. Tra gli autori rappresentati, alcuni nomi noti.

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E' curioso che nella home abbiano pubblicato una Critica con la C maiuscola fatta ai loro servizi. Si presentano molto preparati nella pagina dei contatti, ma quella mail della home mi lascia un po' scettico...

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Ospite Lem Mac Lem

Più che una critica, a me sembra uno sfogo nevrastenico del solito autore incapace di accettare le critiche, che cerca quindi di togliere credibilità a chi gliele ha fatte. Definire Benni una nullità e concludere con un invito a darsi all'ippica mi sembra dirla più lunga su di lui, che non sull'agenzia :asd:

Parere personale, ovviamente. Non ho contatti con quest'agenzia e non so come lavorino.

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Buongiorno a tutti, anzi buonasera, anche qua: oggi mi sono presentato nella sezione apposita.

 

Comincerò col dirvi che, leggendo il testo della lettera privata spedita a Melluso in risposta alla sua... valutazione critica del mio testo; leggendola così, senza annessi e connessi, sarei stato meno tenero di Lem Mac Lem e avrei qualificato il suo estensore come un soggetto affetto da qualche forma di psicosi paraletteraria. Non fatico perciò a immaginare le vostre reazioni ironiche o sdegnate. E mi appiccico immediatamente, come un'affettuosa carezza e quasi con ardore, l'appellativo di Nevrastenico con il quale sono stato designato...

Però, però. Tutto sta nel però. A quel testo, pubblicato da Melluso per ragioni a me ignote e sulle quali potrei solo fare illazioni (non è nel mio stile fare illazioni nemmeno sulle motivazioni delle pulci) manca infatti qualcosa. Prima di tutto manca il poscritto, ed eccolo qua, per esigenze di completezza:

 

"Questo nostro scambio di cortesie sta già facendosi un giretto tra scrittori, poeti, editori, cattedratici, ma anche comuni lettori di un paio di continenti. Sfortunatamente per Lei, non conosco soltanto l'inglese".

 

Questo omissis da parte di Melluso, non vi rivela qualcosa? A parte la minaccia apparente del "giretto" (si tratta di azione già portata a effetto, privatamente, come decenza comanda) vi è un'allusione mica tanto velata a un certo "scambio di cortesie". Per la verità, anche nella mia lettera a Melluso si parla di essa come di una risposta a una sua lettera. La decenza, a cui persino le pulci sono aduse quando si tratta di scegliere quali parti morsicare, avrebbe dovuto consigliare a Melluso di trascrivere interamente, non solo la mia risposta, ma anche la lettera sua che l'ha generata.

 

Desidero ripetere quel che ho detto in sede di presentazione: non è mia intenzione intavolare polemiche con chicchessia. Ma chiedo cortesemente ai membri dello Staff il permesso di pubblicare qui la lettera di Melluso. Posto che ogni senso della decenza è stato infranto non da me, che in questo forum si è commentato ciò che ho scritto, e che credo di avere il diritto a vedere rappresentata la completa dinamica dei fatti.

 

Aggiungerò che quella lettera è a mio avviso un prezioso documento di conoscenza per chiunque desideri avvicinarsi a distanza di sicurezza a quella specie di fascia di asteroidi costituita dalle agenzie letterarie, autentico, mortale pericolo che si annida nello spazio profondo dell'universo letterario contemporaneo. Essa mostra tutto ciò che non si deve dire a uno scrittore, sia esso il grande Proust o il mediocre Sem Benelli, quando costoro presentano un loro scritto a un sedicente professionista della letteratura.

 

Se riceverò il permesso di pubblicare quella lettera, avrò cura di eliminare quei pochi riferimenti in essa contenuti che possano indurre a pensare a un'azione di "spam" da parte mia.

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Buongiorno a tutti, anzi buonasera, anche qua: oggi mi sono presentato nella sezione apposita.

 

Comincerò col dirvi che, leggendo il testo della lettera privata spedita a Melluso in risposta alla sua... valutazione critica del mio testo; leggendola così, senza annessi e connessi, sarei stato meno tenero di Lem Mac Lem e avrei qualificato il suo estensore come un soggetto affetto da qualche forma di psicosi paraletteraria. Non fatico perciò a immaginare le vostre reazioni ironiche o sdegnate. E mi appiccico immediatamente, come un'affettuosa carezza e quasi con ardore, l'appellativo di Nevrastenico con il quale sono stato designato...

Però, però. Tutto sta nel però. A quel testo, pubblicato da Melluso per ragioni a me ignote e sulle quali potrei solo fare illazioni (non è nel mio stile fare illazioni nemmeno sulle motivazioni delle pulci) manca infatti qualcosa. Prima di tutto manca il poscritto, ed eccolo qua, per esigenze di completezza:

 

"Questo nostro scambio di cortesie sta già facendosi un giretto tra scrittori, poeti, editori, cattedratici, ma anche comuni lettori di un paio di continenti. Sfortunatamente per Lei, non conosco soltanto l'inglese".

 

Questo omissis da parte di Melluso, non vi rivela qualcosa? A parte la minaccia apparente del "giretto" (si tratta di azione già portata a effetto, privatamente, come decenza comanda) vi è un'allusione mica tanto velata a un certo "scambio di cortesie". Per la verità, anche nella mia lettera a Melluso si parla di essa come di una risposta a una sua lettera. La decenza, a cui persino le pulci sono aduse quando si tratta di scegliere quali parti morsicare, avrebbe dovuto consigliare a Melluso di trascrivere interamente, non solo la mia risposta, ma anche la lettera sua che l'ha generata.

 

Desidero ripetere quel che ho detto in sede di presentazione: non è mia intenzione intavolare polemiche con chicchessia. Ma chiedo cortesemente ai membri dello Staff il permesso di pubblicare qui la lettera di Melluso. Posto che ogni senso della decenza è stato infranto non da me, che in questo forum si è commentato ciò che ho scritto, e che credo di avere il diritto a vedere rappresentata la completa dinamica dei fatti.

 

Aggiungerò che quella lettera è a mio avviso un prezioso documento di conoscenza per chiunque desideri avvicinarsi a distanza di sicurezza a quella specie di fascia di asteroidi costituita dalle agenzie letterarie, autentico, mortale pericolo che si annida nello spazio profondo dell'universo letterario contemporaneo. Essa mostra tutto ciò che non si deve dire a uno scrittore, sia esso il grande Proust o il mediocre Sem Benelli, quando costoro presentano un loro scritto a un sedicente professionista della letteratura.

 

Se riceverò il permesso di pubblicare quella lettera, avrò cura di eliminare quei pochi riferimenti in essa contenuti che possano indurre a pensare a un'azione di "spam" da parte mia.

 

 

Gentile "Nevrastenico",

mi congratulo innanzitutto per la ricercatezza lessicale. Tuttavia mi è poco chiaro questo Suo punto, che riporto testualmente:

 

"Questo nostro scambio di cortesie sta già facendosi un giretto tra scrittori, poeti, editori, cattedratici, ma anche comuni lettori di un paio di continenti. Sfortunatamente per Lei, non conosco soltanto l'inglese".

Questo omissis da parte di Melluso, non vi rivela qualcosa? A parte la minaccia apparente del "giretto" (si tratta di azione già portata a effetto, privatamente, come decenza comanda) vi è un'allusione mica tanto velata a un certo "scambio di cortesie".

 

Io capisco che queste sarebbero parole Sue. Dunque anche le minacce, a cui si riferisce? E per "scambio di cortesie" cosa s'intenderebbe.

Io non faccio parte dello staff - tutt'altro! Sono, anzi uno degli ultimi arrivati. Tuttavia non saprei se lo staff acconsentirebbe alla pubblicazione di qualsivoglia testo a fini diffamatori.

 

Cordialmente,

Michele

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Michele, il testo tra virgolette è il poscritto mio, omesso da Melluso.

 

La lettera di Melluso, che chiedo di pubblicare, non contiene affermazioni offensive o diffamatorie per nessuno, tranne che per me. Essa infatti "diffama", con argomentazioni indegne di un "professionista", la mia pluriennale attività di scrittore, traduttore, editore conosciuto in "un paio di continenti" (affermazione che sono in grado di provare privatamente, come ho scritto in sede di presentazione). La sua pubblicazione, qui, renderebbe giustizia al contesto in cui la mia risposta a lui è stata scritta. E, ripeto, la sua conoscenza sarebbe forse utile a coloro che, con lodevole ingenuità, mandano i loro scritti a personaggi che non hanno nessun titolo per giudicarli, buoni o cattivi che quegli scritti siano.

 

In ogni caso, mi pare un atto dovuto agli utenti tutti chiedere un permesso che a me è stato bellamente negato. Perché la mia lettera è stata pubblicata (con intenzione diffamatoria?), e poi commentata, a mia insaputa.

 

Comunque grazie del Suo... del tuo contributo. Qui ccredo ci si possa dare tranquillamente del tu  :icon_wink:

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ok, certo! Ben venga il tu :) vista la formalità del precedente post, ho preferito attenermi :)

Capisco perfettamente il plausibile stato d'animo. Tuttavia mi chiedo: la lettera è stata pubblicata come se fosse anonima. Dunque dov'è la diffamazione? Non che voglia a tutti i costi difendere l'agenzia, che, peraltro, non conosco a fondo, però da come si presentano non sembrano neanche loro gli ultimi arrivati... ... ...

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ok, certo! Ben venga il tu :) vista la formalità del precedente post, ho preferito attenermi :)

Capisco perfettamente il plausibile stato d'animo. Tuttavia mi chiedo: la lettera è stata pubblicata come se fosse anonima. Dunque dov'è la diffamazione? Non che voglia a tutti i costi difendere l'agenzia, che, peraltro, non conosco a fondo, però da come si presentano non sembrano neanche loro gli ultimi arrivati... ... ...

Non sono gli ultimi arrivati, e lo sanno bene  ;)

Sai Michele, l'argomento della "diffamazione" l'ho sollevato solo in risposta ai tuoi dubbi, che mi pare di aver dissipato. Ma la (possibile) diffamazione (vogliamo chiamarla soltanto "offesa"?) non è importante in sé, né a causa del fatto che, sia pur in forma obliqua, essa abbia per oggetto la mia persona, che rimane "anonima" come dici tu.

Vedi, lo strumento dell'anonimato protegge sempre chi se ne serve, e non chi rimane colpito dal suo uso. Anche in questo caso.  Pensa: non sarebbe stato onesto, ancorché sempre poco corretto (purtroppo la rete è pericolosissima quando si tratta di privatezza) pubblicare la mia lettera insieme con la sua? Avrei abbozzato e la cosa finiva lì. O finiva comunque su questo forum e avrei abbozzato lo stesso a fronte di commenti che fossero scaturiti da una completa visione del contesto. Magari, invece che la patente del nevrastenico (che mi lusinga) mi sarei beccato quella del cretino: Tiè, cretino,  :P così impari a fidarti di un nome evocativo come Vicolo Cannery!  :D

Ma insomma, non voglio mica farla lunga!  :) Nè mi passa per la mente di rinnegare una sola virgola di quello che ho scritto.

Poi, grazie a quello che ho scritto, sono capitato in questo forum che mi pare pieno di gente simpatica. E vediamo se la mia richiesta riceverà il permesso. Altrimenti, amen...

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Nevrastenico,

più che la pubblicazione di missive, che dovrebbero essere private e per tal motivo oggetto di un certo riserbo (art. 15 della Costituzione), anche se spesso ci si dimentica della cosa, da parte mia gradirei più una sintesi del contendere che ti ha portato a scrivere la lettera pubblicata sul sito di Vicolo Connery.

Mi pare di comprendere che la scelta del linguaggio del tuo interlocutore sia stata, almeno in base alla tua sensibilità, particolarmente inappropriata, ma capisco anche che quelle due missive sono solo una parte del vostro scambio epistolare (qui potrei aver frainteso), ragion di più per cui preferirei quella sintesi per cercare di comprendere qualcosa.

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Nevrastenico,

più che la pubblicazione di missive, che dovrebbero essere private e per tal motivo oggetto di un certo riserbo (art. 15 della Costituzione), anche se spesso ci si dimentica della cosa, da parte mia gradirei più una sintesi del contendere che ti ha portato a scrivere la lettera pubblicata sul sito di Vicolo Connery.

Mi pare di comprendere che la scelta del linguaggio del tuo interlocutore sia stata, almeno in base alla tua sensibilità, particolarmente inappropriata, ma capisco anche che quelle due missive sono solo una parte del vostro scambio epistolare (qui potrei aver frainteso), ragion di più per cui preferirei quella sintesi per cercare di comprendere qualcosa.

Ovviamente sottoscrivo quanto afferma la nostra Costituzione. Che nel caso in questione (di poca importanza in sé) è stata già violata non da me. Siccome non ho nulla da nascondere e nulla di cui debba vergognarmi (né, giova ripetere, il soggetto che mi ha scritto fa uso di espressioni lesive, anzi, affetta un tono di gentile accondiscendenza) preferirei mettere tutto in chiaro et acta est fabula. Se ciò interessa alla community. In alternativa, potrei anche fare una sintesi come tu suggerisci... Una sintesi meno stringata di quella già contenuta nel testo in lettura sul sito. Perché essa già tocca i tre punti fondamentali.

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Nel sito di Cannery trovo la tua missiva, non la valutazione che l'ha motivata. Giusto? Non credo ci siano problemi a riassumere i punti salienti, che hanno provocato la tua replica: risentita, quanto meno. Non conoscendo il pregresso, è difficile esprimere un giudizio.

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Mi chiedo perché sul loro sito non abbiano pubblicato anche la loro scheda di valutazione. Così rimane tutto poco chiaro. Concordo pienamente con Sefora

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Bloody, Sefora, bravi: siete andati dritti al punto... E vi ringrazio di averlo centrato. La sedicente (promessa, vantata) Scheda.

Non era facile vedere il punto perché so di essere stato reticente nel fornire a voi tutti le informazioni utili a comprendere perché vorrei che la lettera di Melluso fosse pubblicata qui integralmente e non in sintesi o per estratti; sono stato reticente nel timore che la community vedesse nella mia... nevrastenia :-) l'esposizione di un caso personale e non un argomento di interesse generale.

Vi dirò: sono membro fondatore di un forum anch'io e conosco regole e dinamiche di una community. E Writer's dream è un forum assai più "delicato" (non occorre certo che io lo spieghi a voi) di quello attraverso il quale do sfogo alla mia insana (non inorridite) passione per le motociclette...

Vicolo Cannery è una di quelle agenzie che offrono (dicono di offrire) un Servizio di valutazione. La lettera di Melluso coincide, ahimé, ahilui, ahitutti, con quella Scheda di lettura che dovrebbe rappresentare la sintesi del (vantato, promesso, ingannevole, menzognero) Servizio di valutazione.

Vedete, quando gli scrivo che lui "non ha i fondamentali" per occuparsi di letteratura, so quel che dico. E se insisto, garbatamente, per portare a conoscenza di tutti, qui, il contenuto integrale della sua lettera, so che cosa intendo suggerirvi. La sua lettera (Scheda!) l'ho qualificata come "sciatto e sgrammaticato sermoncino". Posso fornire la prova che questa mia definizione coincide con il suo contenuto.

Se lo Staff riterrà che la sua pubblicazione e la sua analisi non costituisca l'esposizione di un caso personale, ma un argomento di interesse generale, sarò a disposizione :-)

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Ospite Lem Mac Lem

Buongiorno a tutti, anzi buonasera, anche qua: oggi mi sono presentato nella sezione apposita.

 

Comincerò col dirvi che, leggendo il testo della lettera privata spedita a Melluso in risposta alla sua... valutazione critica del mio testo; leggendola così, senza annessi e connessi, sarei stato meno tenero di Lem Mac Lem e avrei qualificato il suo estensore come un soggetto affetto da qualche forma di psicosi paraletteraria. Non fatico perciò a immaginare le vostre reazioni ironiche o sdegnate. E mi appiccico immediatamente, come un'affettuosa carezza e quasi con ardore, l'appellativo di Nevrastenico con il quale sono stato designato...

Però, però. Tutto sta nel però. A quel testo, pubblicato da Melluso per ragioni a me ignote e sulle quali potrei solo fare illazioni (non è nel mio stile fare illazioni nemmeno sulle motivazioni delle pulci) manca infatti qualcosa. Prima di tutto manca il poscritto, ed eccolo qua, per esigenze di completezza:

 

"Questo nostro scambio di cortesie sta già facendosi un giretto tra scrittori, poeti, editori, cattedratici, ma anche comuni lettori di un paio di continenti. Sfortunatamente per Lei, non conosco soltanto l'inglese".

 

Questo omissis da parte di Melluso, non vi rivela qualcosa? A parte la minaccia apparente del "giretto" (si tratta di azione già portata a effetto, privatamente, come decenza comanda) vi è un'allusione mica tanto velata a un certo "scambio di cortesie". Per la verità, anche nella mia lettera a Melluso si parla di essa come di una risposta a una sua lettera. La decenza, a cui persino le pulci sono aduse quando si tratta di scegliere quali parti morsicare, avrebbe dovuto consigliare a Melluso di trascrivere interamente, non solo la mia risposta, ma anche la lettera sua che l'ha generata.

 

Desidero ripetere quel che ho detto in sede di presentazione: non è mia intenzione intavolare polemiche con chicchessia. Ma chiedo cortesemente ai membri dello Staff il permesso di pubblicare qui la lettera di Melluso. Posto che ogni senso della decenza è stato infranto non da me, che in questo forum si è commentato ciò che ho scritto, e che credo di avere il diritto a vedere rappresentata la completa dinamica dei fatti.

 

Aggiungerò che quella lettera è a mio avviso un prezioso documento di conoscenza per chiunque desideri avvicinarsi a distanza di sicurezza a quella specie di fascia di asteroidi costituita dalle agenzie letterarie, autentico, mortale pericolo che si annida nello spazio profondo dell'universo letterario contemporaneo. Essa mostra tutto ciò che non si deve dire a uno scrittore, sia esso il grande Proust o il mediocre Sem Benelli, quando costoro presentano un loro scritto a un sedicente professionista della letteratura.

 

Se riceverò il permesso di pubblicare quella lettera, avrò cura di eliminare quei pochi riferimenti in essa contenuti che possano indurre a pensare a un'azione di "spam" da parte mia.

 

Ho battezzato l'utente, benvenuto :asd:

In merito alla tua richiesta, penso tu sia già stato contattato da chi di dovere.

Per quanto riguarda il mio commento, come avevo precisato erano mie opinioni, basate su una visione parziale della questione (nè avrebbe potuto essere diversamente, non conosco nè te, nè l'agenzia, e meno ancora i diverbi personali tra voi). In effetti avrei potuto pensare che fosse solo la punta di un iceberg, visto che i termini che mi hanno portata al battesimo indicano appunto un'esasperazione di un pregresso di qualche tipo.

Rimango dell'idea che certe espressioni sono da evitare, sempre e comunque, per irritante che possa essere la controparte. E sono la prima a riconoscere che pagare per una valutazione che è o si ritiene di cattiva qualità sia molto irritante.

In quanto alla parte che hai riportato e che è stata omessa, probabilmente è solo un copia incolla errato, in fondo si tratta di un inciso di una riga che non modifica il senso generale.

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Ciao Lem, l'acqua gelata sulla cocuzza calva ha prodotto un benefico effetto corroborante. I neuroni, alla mia età, di tanto in tanto hanno bisogno di ricevere un aiutino. Anche i capelli, però quelli hai voglia a stimolarli, non ricrescono mica...

 

Avrai compreso che ho compreso il perché del tuo commento.

Ahi, mi spiace per Benni! Ma è lo stesso Melluso a fucilarlo senza pietà, allineandolo con Groddeck. Un po' come mettere la Tamaro sullo stesso piano di Proust, non credi?

(Ecco, l'ho combinata bella, adesso verrò trafitto dai dardi degli arcieri della Tamaro...)  :wacko:

 

Ho risposto or ora a un messaggio di Ayame. Mi atterrò con scrupolo alle vostre decisioni. E chi vivrà, vedrà...  :)

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Ciao a tutti, sono Corrado Melluso e, citato in causa, intervengo. Abbiamo deciso di pubblicare - in forma anonima e togliendo ogni riferimento al romanzo in questione - per mostrare quanto possano essere inconsulte certe reazioni. Avremmo senz'altro potuto postare anche la lettera di rifiuto, ma avremmo creato un malinteso (e avremmo finanche dovuto divulgare il romanzo in questione). Qui la questione non è di merito, ma di metodo: l'editoria è il regno delle scelte arbitrarie - e a fronte di un'agenzia che ti rifiuta, se il libro vale, ne arriveranno altre pronte a rappresentarti: gli errori si commettono in ogni campo, e non sempre sono errori; a volte è semplicemente una questione di sensibilità. La lettera di Nevrastenico (finché lui vorrà, gli garantirò l'anonimato), però, c'ha colpito per diverse cose: il fatto che si metta in dubbio la buona fede del giudizio - cosa m'avrebbe mai fatto, personalmente, per giustificare tanto astio? Se qualcosa è successo, io non lo ricordo - la cui contestazione dovrebbe, appunto, riguardare il piano «morale». Dal rifiuto di un libro si passa, poi, al pericolo che corrono le buone lettere, e poi ancora all'offesa e a una stranissima insinuazione: il manoscritto c'è arrivato proprio perché l'autore ha potuto constatare - tramite gli autori che girano sul blog e i vari libri a nostra cura che sono via via usciti - il fatto che abbiamo rapporti con le case editrici. Bene: perché, a fronte di un rifiuto, finiamo per essere «al basto di quei nefasti somari sapienti»? Non erano proprio quei somari a interessarlo? E, poi, cosa mai ha fatto ai 'poteri forti' per farsi odiare così tanto? Insomma, torno all'inizio, l'importante, qui, è il metodo, qui si tratta più di antropologia che di editoria, di un paese in cui è diventato normale ricusare e offendere i giudici, in questo caso modestissimi, di fronte a un verdetto contrario.

 

Aggiungo pochissime altre cose: 

1) La nostra agenzia lavora moltissimo con gli esordienti, quindi è da escludere ogni preclusione in questo senso. Evitando di fare l'elenco delle pubblicazioni pregresse da noi curate ho il piacere, a tal proposito, di segnalarvi l'imminente uscita di Vita, morte e miracoli di Roberto Mandracchia (per Baldini&Castoldi) e de La forma dei genitori, romanzo d'esordio di Stefano Sgambati, che uscirà a marzo per minimum fax. 

2) Per chiudere una volta per tutte la questione Benni/Groddeck vi riporto il passo - credo sia l'unico utile in questa sede: «Quando ho iniziato a leggerlo mi sono ritrovato a pensare a un romanzo filosofico e complessissimo come Lo scrutatore d'anime di Groddeck, poi a un romanzo insieme umoristico e allucinato come Comici spaventati guerrieri di Stefani Benni, e anche lì, dopo un po', mi sono reso conto di aver preso una cantonata [...]». Questo periodo mi sembra dimostri bene come non abbia paragonato Benni a Groddeck e come non abbia paragonato nessuno dei due a Nevrastenico.

3) Abbiamo deciso di non aggiungere il post scriptum perché della dimensione privata della circolazione del testo in questione e delle idee ivi espresse (ovvero il fatto che saremmo - sarei, a dire il vero, ma lavoriamo in una dimensione collettiva - degli incompetenti pericolosi per la salute delle buone lettere) non ci importa: l'abbiamo postata sul sito, è diventata pubblica, quindi le minacce del post scriptum sono state sorpassate dalla stessa realtà fattuale degli eventi. 

 

In ultimo, un piccolo, ma enorme, consiglio letterario: leggete tutti Cronaca della fine di Antonio Franchini, che oltre a essere uno dei maggiori scrittori italiani viventi è anche responsabile della narrativa Mondadori. È un libro fondamentale per capire i meccanismi - a volte inumani, sicuramente dolorosi - del funzionamento editoriale.

 

C.M.

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Attendo di sapere se lo Staff consentirà la pubblicazione integrale della lettera di Melluso, con l'esclusione di quei pochi passi, segnalati in via privata ad  Ayame, che potrebbero essere qualificati come spam.

 

Nel caso in cui il permesso venga accordato, mi sarà facile procedere all'analisi testuale di quella lettera e risulterà a tutti comprensibile, non solo l'argomentazione della mia risposta a Melluso da lui pubblicata senza alcun avviso nel sito dell'agenzia, ma anche il tono utilizzato per rispondergli. Per rispondergli privatamente.

 

Se il permesso non verrà accordato, tenterò ugualmente di procedere a una disamina obiettiva della tecnica di analisi testuale da lui utilizzata per valutare il testo sottopostogli.

 

Nell'un caso come nell'altro, eviterò riferimenti diretti al mio testo. Dimostrerò, in poche parole, quanto già comunicatogli sinteticamente in forma privata. Come cioè egli palesi di "non avere i fondamentali" in ordine alla possibilità di esprimere una qualunque valutazione critica intorno a un qualunque testo letterario subisca la sorte di essere "valutato" dal socio fondatore dell'agenzia Vicolo Cannery.

 

A Melluso, qui o altrove non rispondo. Mi sono già congedato da lui.

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Per parte mia ringrazio Corrado Melluso di essere passato e averci forntio la fotografia della situazione, per come l'ha vista lui.

Credo che se vuole, lui direttamente può accordare il permesso per pubblicare la missiva oggetto del contendere. Comprensibile e leggittimo, in ogni caso, se lui non vuole farlo.

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Ciao a tutti, sono Tommaso De Lorenzis dell'Agenzia letteraria Vicolo Cannery. 

Intervengo anch'io per aggiungere qualcosa in merito alla questione specifica e al problema complessivo della lettura/selezione dei manoscritti.

Qui non è in oggetto la legittimità o meno di un parere di lettura, bensì l'invettiva che procede da quel parere. E, più in generale, il tipo di reazioni che una valutazione innesca. Chi svolge un lavoro editoriale conosce il livello di arbitrarietà insito in ogni scelta. Lo conosciamo soprattutto noi che lavoriamo da agenti. A parti invertite, cioè quando siamo noi a proporre i testi che rappresentiamo, capita di scontrarci con giudizi che non condividiamo. E a volte non è possibile portare alla pubblicazione libri in cui crediamo moltissimo. Spesso capita pure di non condividere nessuna delle motivazioni con cui gli editori rifiutano i libri. E' brutto, certo.

Tuttavia, quando questo accade, non scegliamo la forma dell'invettiva per replicare, non consigliamo ai nostri interlocutori di darsi all'ippica e non gli diamo dei somari. (Aggiungo, per inciso, che non abbiamo neppure particolari feticismi nei riguardi delle "belle lettere". E non disprezziamo i comix che, al contrario, consideriamo una degna forma espressiva della cultura di massa). Non rispondiamo in questo modo perché l'industria editoriale si fonda su un grado strutturale di approssimazione e arbitrarietà. Fa parte delle regole del gioco. E ha poco senso sedersi a giocare per poi rovesciare il tavolo o mettere in discussione le regole se la partita non va come vorremmo.  

Ci sono stati casi in cui gli autori ci hanno rivolto obiezioni in merito alle nostre letture. Lo hanno fatto in modo civile e garbato, usandoci come specchio, come referenti a cui rivolgere domande ulteriori. Così ci è capitato di rispondere, e di avere confronti corretti partendo da impressioni discordanti. E' evidente che l'accusa di "impudenza" non rientra in questo tipo di modalità.

La decisione editoriale, di cui l'assunzione di rappresentanza vale da riflesso preliminare, per così dire, è la risultante di fattori molteplici. Il punto di mediazione tra questi elementi è una miscela altamente instabile. L'ordine delle motivazioni labile. I criteri impiegati sovente prossimi all'intuizione sfuggente. E il risultato rimane contestabile. Lo è nella lettura in casa editrice, basata su più filtri selettivi: prima scrematura, letture esterne, seconde o terze letture interne, risposta definitiva. E lo è in agenzia, dove l'analisi delle caratteristiche di un testo e delle sue possibilità di commercializzazione è ancora più orientativa e di massima. Il "servizio di lettura" non è un esame critico-testuale, bensì è un riscontro flessibile di compatibilità tra due parti che potrebbero interagire tra loro in vista di un risultato futuro.      

Ora, è legittimo davanti a questo tipo di funzionamento allineare una serie di simili accuse? E' legittimo accusarci di essere al soldo di qualcuno? Oppure pretendere di giudicarci in merito alla nostra competenza e professionalità? Posto che in questo lavoro di errori se ne fanno sempre tantissimi - siamo i primi a riconoscerlo -, credo che per noi parlino i libri che facciamo. E ci va bene così. 

 

TDL

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Naturalmente quoto quanto scritto da Tommaso, e aggiungo che a fronte di una richiesta specifica ho rifiutato che venisse pubblicata la mia lettera di rifiuto al romanzo di Nevrastenico. Questo perché mi sembra che si stia andando OT: qui si dovrebbe parlare del funzionamento dell'agenzia, di pratiche editoriali, non del modo in cui uno specifico autore (Nevrastenico) ha 'digerito' un rifiuto.

Siamo quindi qui, pronti a rispondere a qualsiasi domanda che sia di interesse generale. 

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Ciao a tutti,

sinceramente del caso specifico di Nevrastenico mi interessa ben poco, soprattutto perchè non avendo letto il suo romanzo non poso farmi un giudizio autonomo e obiettivo sul suo valore e di riflesso sulla competenza delle persone che lavorano a Vicolo Cannery.

Mi interessa molto invece che le suddette persone di Vicolo Cannery frequentino questo forum per portare il loro contributo da addetti ai lavori e che non si siano iscritte solo per ribattere a quanto scritto da Nevrastenico; quindi, CorradoMelluso e TDL, benvenuti nel forum, e spero non sparirete dopo che la polvere alzata da questa discussione si sarà posata. :)

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Le considerazioni di Melluso e De Lorenzis sul funzionamento della "macchina" editoriale sono realistiche e in gran parte note. Oltre alla fallibilità di chi valuta e  all'incidenza (20, 50%?) della sua ...chiamiamola equazione personale, le scelte di agenti ed editori si collegano, ciascuno in base al ruolo,  a fattori di mercato (vendita, ma anche traducibilità, cessione di diritti ecc.), di cui anche qui si è parlato.

Che ne derivi la pubblicazione di molta roba scadente è sotto gli occhi di tutti. Palese è pure l'impossibilità di valutare nel merito i capolavori respinti, tristemente chiusi nei cassetti di autori sfortunati, e di conoscerne il numero.

La tentazione di includervi ipso facto il nostro manoscritto, rifiutato per incompetenza, bieca soggezione al mercato, patti scellerati con poteri vari e via biasimando, è comprensibile, ma va tenuta sotto controllo.

In generale, sia chiaro. Del testo di Nevrastenico e  della sua valutazione " non siamo in grado di parlare", per cui "é conveniente tacere".

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Da quello che riesco a comprendere in questi post, senza altri dettagli alla mia portata,

mi sembra di capire che:

 

1) Nevrastenico "potrebbe" avere scritto un bel manoscritto.

 

2) Non è stato considerato idoneo dall'agenzia per motivi di: Strategia del mercato, sua commerciabilità in questo momento, ecc...

Tenendo conto dei primi due punti, probabilmente sanno che le CE in questo momento lo rifiuterebbero quindi non "possono" perderci tempo.

 

3) Credo che Sefora debba essere nominata " santa subito".

 

4)  Chi ci rimette alla fine della fiera, se il manoscritto è culturalmente valido, sarà sempre il solito " nevrastenico" di turno.

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Ciao Sefora,

Chandler chiamava gli agenti «gli uomini del 10%», e a questa stessa percentuale ci atteniamo anche noi. È una percentuale strana: bassissima nel caso si tratti di anticipi da esordiente, trascurabile se invece si parla di cifre molto alte.

Il numero dei titoli che decidiamo di rappresentare, poi, è infinitesimale di fronte a quello dei manoscritti che ci arrivano. Ti dirò di più: ragionando per equazioni, è di gran lunga maggiore l'incidenza dei testi (e degli autori) rappresentati dall'agenzia che provengono dallo scouting attivo (ovvero la lettura dei blog, dei romanzi di esordio presso piccole o minuscole case editrici, delle riviste letterarie) rispetto a quella dei testi che ci arrivano di spontanea volontà dagli autori (ovvero quello che noi chiamiamo 'scouting passivo'). 

Hai ben ragione tu quando dici che in Italia viene pubblicata molta roba scadente, ma proprio per questo motivo - e grazie alla frequentazione pratica del mondo editoriale - mi sono convinto del fatto che, a fronte di decine di migliaia di nuovi titoli pubblicati ogni anno, se un romanzo è buono potrà dover girare un po', ma alla fine troverà un editore. Trovano il loro spazio i romanzi di genere, e anche quelli più sperimentali e letterari. Noi, essendo un'agenzia e potendoci rivolgere - proprio in virtù del fatto che siamo uomini del 10%, e che su quello campiamo - soltanto a case editrici che diano anticipi e che abbiano un 'respiro' (ovvero una distribuzione) nazionale dobbiamo essere per forza severi nelle nostre valutazioni. Come scriveva Tommaso «Posto che in questo lavoro di errori se ne fanno sempre tantissimi - siamo i primi a riconoscerlo -, credo che per noi parlino i libri che facciamo. E ci va bene così.»

 

C.

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Troppo buono, Pippo! La radicale laicità mi impedirebbe di accettare...

Ciao Corrado, mi incoraggia (scrivo gialli) la  conferma professionale sulle possibilà dei romanzi di genere. Magari avrò la fortuna di essere notata nelle piccole sedi  che nomini e (finalmente) assistita da un'agenzia letteraria.

Infatti  l'autore esordiente ne avrebbe un gran bisogno, non solo e non tanto per trovare un editore - ce ne sono tanti, quasi sempre di scarso impatto, ai quali si arriva anche da soli- quanto per disporre, al bisogno, di un consulente capace.

Oltre a ricevere  sostegno morale, riuscirebbe  evitare, credo,  le ingenuità più comuni in fase di scrittura e poi di presentazione dei suoi lavori. Procedere "per tentativi ed errori" spesso è davvero scoraggiante.

Nel tuo post non colgo bene  il passaggio dalla molta roba scadente sul mercato al buon testo che prima o poi trova spazio. Forse sì, ma presso un piccolo editore. E poiché la maggior parte degli scaffali è già occupata dai soliti noti della grande distribuzione, rimarrà comunque ignorato, o quasi. A meno che non lo noti  l'agente volenteroso di cui sopra!

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Ciao Corrado, è bello sapere che c'è almeno un'agenzia, la vostra, che fa "scouting attivo," perché da più parti sembra valga l'esatto opposto: le agenzie sono così subissate di manoscritti che lo scouting passivo occupa tutto il loro tempo.

Se ti va, puoi fornire maggiori particolari su come viene fatto lo scouting attivo? Dove guardate, tra i concorsi letterari? nei siti di scrittura collaborativa? tra i libri autopubblicati?

grazie

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E poiché la maggior parte degli scaffali è già occupata dai soliti noti della grande distribuzione, rimarrà comunque ignorato, o quasi.

 

Riguardo la santificazione, non accetteresti nemmeno un part-time? : Angle :

 

Quest'ultimo post contiene "grandi verità. Non possiamo lasciarti sulla terra, in mezzo a sti scrittori da supermercato. Pensaci.

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