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Ospite Ice*

Pirati ('600-'700)

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Ospite Ice

E' da qualche giorno che mi è presa sta fissa per i pirati, è iniziato tutto mentre pensavo a un universo alternativo che non fosse il solito pseudo-medioevo ma ci fossero anche armi da fuoco e cose simili (e no, non mi parlate di steampunk vi prego che mi va di traverso :/ ).

Insomma, periodo piratesco, più o meno 1600-1700, Mar dei Caraibi principalmente.

Mi piacerebbe trovare un po' di documentazione in merito, sia saggi che romanzi.

Avete letture o siti web da consigliare? *w*

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Ospite Ice

Salgari non era più in zona Malesia?

edit: come non detto XD pensavo solo al ciclo di Sandokan, ci guarderò con attenzione :D

Modificato da Ice

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Con il ciclo di Sandokan (Che comunque si svolge in parte anche in India), poi c'è il ciclo dei corsari dei Caraibi, Corsaro Verde, Rosso, Nero più La figlia del corsaro Nero e non so che altro.

È un ciclo molto ricco e complesso. Se non ricordo male i tre corsari sono piemontesi e tutto avviene nel contesto della guerra franco-spagnola.

E Salgari si informava con molta accuratezza sugli sfondi dei suoi romanzi.

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Al momento non ho sottomano molto materiale. Prima di tutto:

I pirati e i corsari sono due cose diverse: i primi sono dei criminali, i secondi hanno una lettera di corsa da parte di uno stato che li autorizza ad attaccare i nemici dello stato. (anche se si poteva passare da una parte all'altra molto velocemente).

Il termine con cui riferirsi ai pirati dei caraibi è in genere bucaniere. Sono famosi i Fratelli della Costa.

Passando ai testi che ti consiglio di recuperare c'è sicuramente

L'ultimo viaggio di jack Aubrey di Patrick o' brian (autore che ti consiglio di leggere perché molto dettagliato sulla vita dei marinai). Il libro in questione è in realtà incompiuto (sono solo una sessantina di pagine) è interessante però quello che segue, ossia un saggio di Gastone breccia sulla Royal Navy tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.

Il saggio è interessantissimo perché illustra la tipologia e l'armamento dei vascelli, l'organizzazione della Royal navy, le attrezzature e gli strumenti di navigazione, la vita di bordo, e molte altre curiosità (ad esempio anche la paga dei membri dell'equipaggio)

Consigliatissimo

Per quanto riguarda la pirateria in sé ecco alcuni documentari utili:

Questo è solo la prima parte vai nella pagina dell'utente che l'ha caricato per le altre 3.

C'è anche un altro documentario di Rebus, ma mi dicono che non è molto accurato. Non ho messo il link, ma è facilmente reperibile su youtube

Se hai dubbi chiedi pure ^_^

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Insomma, periodo piratesco, più o meno 1600-1700, Mar dei Caraibi principalmente.

Potrei fare l'obiezione che pensare "pirati" e poi dire "Caraibi" fa un po' troppo abusato cliché, persino se uno poi va a scrivere fantasy?

Io di mio andrei con la pirateria in Adriatico (i famigerati Uscocchi), nel Mediterraneo in generale o nel mar Rosso/golfo Persico/oceano indiano; ma al posto tuo parlerei della pirateria giapponese Wokou (ha due periodi di picco, XIII-XIV sec. e XVI sec.).

I pirati e i corsari sono due cose diverse: i primi sono dei criminali, i secondi hanno una lettera di corsa da parte di uno stato che li autorizza ad attaccare i nemici dello stato. (anche se si poteva passare da una parte all'altra molto velocemente).

Ni. Questa distinzione è troppo scolastica e non vale pressoché mai. La distinzione tra le varie sfumature di pirateria varia a seconda della vittima, del pirata e delle nazioni coinvolte. Innanzitutto, è bene precisare che la pirateria pura non esiste: persino i bucanieri erano organizzati in qualcosa che assomiglia a uno stato (siamo in un periodo in cui bisogna essere elastici nelle definizioni). Un pirata che si mette a fare il pirata da solo è come uno spacciatore free-lance: morto prima di mettere un piede sul ponte della nave.

Detto questo, c'erano stati in cui i corsari non esistevano, ma la guerra di corsa sì: è il caso di Venezia, di Genova e dell'impero ottomano, per fare degli esempi. I loro "corsari" erano a tutti gli effetti ufficiali di marina, la cui flotta era proprietà dello stato e non loro personale.

Poi c'erano situazioni come quella inglese: una piccola flotta di proprietà dello stato, e una serie di personaggi (non necessariamente inglesi) che ottenevano una "patente di corsa": ossia, facevano i pirati a tutto tondo, evitando solo le navi di un certo insieme di bandiere e pagando un'apposita tassa alla corona inglese. Questi personaggi erano chiamati privateer (per distinguerli dai soldati regolari). Questo era possibile perché l'autorità inglese (o olandese, portoghese, ecc.) si estendeva sull'intero pianeta: era quasi impossibile che un qualche sovrano di un qualche regno (poniamo dell'Africa sub-sahariana) riconoscesse le patenti di corsa inglesi. In queste zone le flotte agivano come "pirati puri", con l'unica differenza che pagavano le tasse alla corona inglese. In pratica, più che una forma di corsa, era una forma di pirateria legalizzata.

Infine, c'erano casi come quello degli Uscocchi: finanziati e armati da una potenza (in questo caso l'impero asburgico), ma non ufficialmente "corsari". E questo non tanto perché privi di una patente di corsa, ma quanto perché le due marine con cui avevano a che fare (veneziani e ottomani) non riconoscevano le loro attività come legittime: i trattati sull'Adriatico riguardavano molto più il tipo di azione che non la bandiera sotto cui veniva commessa, per cui per esempio rapire, derubare o trucidare pellegrini era un atto di pirateria indipendentemente da chi lo commetteva e si dà il caso di capitani di entrambe le parti condannati (in patria) perché avevano commesso nefandezze di questo tipo.

Un'altra cosa da tenere presente è che la legislazione in mare è diversa da quella a terra. Innanzi tutto, neanche la legislazione di guerra è uniforme: uno degli istituti su cui si fonda il nostro diritto di guerra, ossia il rispetto dei prigionieri (le varie convenzioni di Ginevra), non esisteva neanche come concetto astratto. Se una nave, in contesto di guerra aperta e dichiarata, ne catturava una nemica, non aveva alcun obbligo, ma poteva per esempio vendere come schiavi o anche uccidere chiunque fosse a bordo. Era solo quando la guerra non c'era che vigevano i trattati: arrivati alla guerra tutto decadeva. E la guerra di corsa non era altro che una forma di guerra, soprattutto quando a farla erano ufficiali e comandanti pagati dalla stato (e non corsari propriamente detti).

Inoltre da molti punti di vista, e la pirateria/corsa è uno di questi, il mare fa stato a sé, con le sue leggi, i suoi codici e il suo modo di essere rispettati. Nel Mediterraneo, per esempio, lasciato il porto vigeva il Libro del Consolato del Mar, un insieme di leggi, in diverse versioni, la cui origine si può rintracciare nella Roma imperiale e bizantina. Ne esistono varianti quasi per ogni porto (la più famosa è di Valencia, la più antica è di Trani, 1063), ma più o meno riportano le stesse cose.

Jan Glete, La guerra sul mare. 1500-1650

Niall Ferguson, Impero. Come la Gran Bretagna ha fatto il mondo moderno

X. de Planhol, L'Islam et la mer. La mosquée et le matelot, VIIe-XXe siècle

Anche Salvatore Bono ha scritto parecchio sulla pirateria.

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Anche se non mi è piaciuto come romanzo, per stile e personaggi, ho trovato piuttosto accurato come ambientazione L'isola dei pirati di Michael Crichton.

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Ospite Ice

Intanto che mi faccio le idee più chiare su ciò che mi serve, cerco informazioni non solo sulla navigazione ma anche e soprattutto sui commerci via mare e sulle armi utilizzate sempre in quel periodo :D e anche perché no sulla vita quotidiana e sui vestiti *w* e i corsetti *w*

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Ospite Ice

Più o meno avere un'idea generale su quali erano le armi più usate sia per difesa personale che per proteggere navi e equipaggio durante un viaggio commerciale (che poi l'idea che ho in testa io è per un fantasy quindi le info mi servono solo come base di partenza per farmi un'idea su cui costruire un'ambientazione che sia un minimo credibile) :)

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Più o meno avere un'idea generale su quali erano le armi più usate sia per difesa personale che per proteggere navi e equipaggio durante un viaggio commerciale (che poi l'idea che ho in testa io è per un fantasy quindi le info mi servono solo come base di partenza per farmi un'idea su cui costruire un'ambientazione che sia un minimo credibile) :)

Il link di sweetty è buono, basati pure su quello.

personalmente posso aggiungere:

Il civile (quindi il bottegaio, il portuale, i ltizio qualsiasi insomma) portava un coltello o al limite una daga, ma NON si sognava di andarsene in giro con sciabole, spade o scimitarre: è un falso mito, un po' come quello che nel far west tutti avessero la colt 45 al fianco in una fondina bassa.

Le armi da fuoco erano difficili da trovare e chi ne poteva sentire il bisogno spesso optava per costruzioni artigianali, in particolar modo per veri e proprio tromboni caricati con schegge, chiodi e sassi.

I marinai semplici, e per marinai intendo quelli che si occupavano espressamente di manovrare la nave, spesso erano proprio disarmati: le armi infatti erano gelosamente custodite dal comandante, e, all'occorrenza, l'equipaggio usava a guisa di clavi i cavicchi usati per fissare le corde delle vele o utilizzava altri oggetti diciamo contundenti ma non identificabili immediatamente come armi. Questo perchè spade e moschetti erano ingombranti e ti assicuro che i marinai avevano altri problemi che difendersi da assalti (molto più rari di quel che si crede).

Ben diverso era il soldato, che sicuramente portava un moschetto a palla (e non trombone) con annessa baionetta, gli ufficiali avevano delle spade corte note come briquet.

Attenzione però che la divisione in soldati e marinai (come si vede in Master&Commander, con tanto di fanti di marina) è una cosa molto tarda, posteriore alla seconda metà del 1700.

FIno agli anni '20 del 1700 non era raro trovare ancora uomini armati di picche invece che di moschetti.

Difficilmente si vedevano spade lunghe e sciabole da cavalleria: gli scontri erano feroci e ,letteralmente, corpo a corpo, ovvero avvinghiati al nemico in un abbraccio mortale giocato sulla singola pugnalata. I duelli stile Zorro erano piuttosto rari durante un abbordaggio, più facile era vedere un uomo tenere ferma la vittima mentre un altro la pugnalava.

Le pistole alla Jack Sparrow erano spesso fatte in casa, imprecise, soggette ai capricci del clima e potevano facilmente esplodere in faccia al proprietario, tuttavia andarono diffondendosi tra i soldati di bordo dopo la metà del 1700. Molti ne portavano più di una addosso.

http://www.stanleylondon.com/cutlass.jpg sciabola pirata

http://www.replicaarms.net/full-images/briquet-saber-sword-761628.jpg briquet

http://www.harveywithers.com/wp-content/gallery/english-silver-hilted-hanger/english-silver-hanger-sword-1.jpg qui hai un'ide delle dimensioni delle armi, come vedi piuttosto ridotte.

http://www.piratemerch.com/images/navalflintlockdagger.jpg queste cose erano piuttosto diffuse, spesso la pistola collegata alla spada era artigianale.

Molto comuni erano le carronade, i falconetti e i cannoni caricati a mitraglia: si trattava di cannoncini, di varie dimensioni, posti lungo i ponti della nave, ed usati per "spazzare" i ponti avversari con raffiche di chiodi e palle prima di scatenare l'arrembaggio.

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Ospite Ice

*prende nota*

grazie a tutti :ohh: questo argomento mi sta esaltando :ohh:

intanto mi sto leggendo "I pirati fantasma" di William Hope Hodgson, anche questo ricco di informazioni sulla vita marinara *-*

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