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crazycat

La vipera e le circostanze

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/13169-tutta-colpa-di-talia/page__gopid__203693#entry203693

Guardare il cielo era uno dei miei passatempi preferiti quando abitavo in campagna. Seduta sulla mia altalena rudimentale fantasticavo sulle nuvole somiglianti allo zucchero filato. Stavo lì per ore fin quando arrivava mia madre a dirmi che la cena era pronta, o Antonio mi trascinava via con il pretesto di giocare insieme. Lui era fatto così, faceva sempre quello che voleva e non ascoltava mai le mie deboli lamentele. Dopo tutto però, il suo carattere non mi dispiaceva affatto. Il sorriso caldo mi rasserenava e i suoi giochi artificiosi mi impedivano di essere pigra. Fu lui a insegnarmi a nuotare nel fiumiciattolo poco lontano dalle nostre case. Mi diceva che se volevo essere una principessa dovevo saper nuotare. Aveva la strana fissazione che le persone di alto rango dovessero essere capaci in tutto, nonostante nelle favole le giovani donzelle di buona famiglia non fossero altro che creature senza midollo in attesa di un uomo che gli rubasse il cuore. Mio fratello Marco era convinto che io e Antonio ci saremmo sposati un giorno. Sosteneva che nonostante fossimo solamente dei bambini, già si capiva che eravamo una coppia perfetta. Marco era un donnaiolo e in realtà di veri sentimenti ne capiva ben poco, eppure fu proprio con Antonio che diedi il mio primo bacio. Avevo quattordici anni e lui essendo un anno più grande di me si sentiva già un uomo. Era primavera e insieme eravamo andati a fare una passeggiata per gli stretti sentieri della campagna in cerca di asparagi. L’aria era frizzante e proprio non avevamo resistito a mettere il naso fuori di casa invece di fare i compiti che ci avevano assegnato a scuola. Antonio si divertiva a spaventarmi con fruscii sinistri, scrollando gli alberi di nascosto con il bastone che aveva tra le mani. Io facevo finta di arrabbiarmi ogni volta, squadrando con presunta rabbia i suoi occhi verdi pieni di vita e la sua pelle liscia come quella di un bambino. Mentre camminavamo l’uno accanto all'altra cercavamo di scorgere le nostre “prede”. Antonio non faceva altro che distrarsi, per questo ero io quella che ne raccoglieva di più. Accovacciata vicino a una muraglia di rovi stavo raccogliendo un altro asparago quando improvvisamente qualcosa si mosse vicino la mia mano. Rimasi immobile con il cuore che mi batteva a mille, mentre non staccavo gli occhi dal capo triangolare della piccola vipera che mi guardava a testa alta vicino ai miei piedi.

- Anita! Cosa ci fai ferma lì? – chiese Antonio allegramente.

- Stai zitto – sussurrai con voce flebile.

- Dai alzati, sono stufo di aspettarti.

Non risposi. Quando finalmente capì che qualcosa non andava si avvicinò velocemente e seguendo la direzione del mio sguardo vide il serpente. Con un colpo fulmineo mi afferrò per una spalla e mi tirò indietro. Si mise davanti a me e alzò il bastone che aveva portato con sé. Stava per sferrare un colpo, ma gli afferrai il polso.

- Non ucciderla, ti prego.

- Ma cosa dici? Quello è un serpente velenoso!

- Lo so, ma non ha colpe per questo – sussurrai.

Un fruscio ci disse che la piccola serpe se ne era andata. Antonio guardò attentamente fra i fili di erba e sorrise.

- È scappato impaurito dalla forza che sprigionano i miei muscoli!

- Quante sciocchezze che dici! – mormorai con il fiatone.

Nonostante avessi pregato di non uccidere quella vipera, ne ero ancora terribilmente spaventata e stringevo il polso di Antonio senza nemmeno accorgermene. Fu proprio in quel momento che lui sorrise di nuovo e senza esitare mi tirò con forza a sé. A tradimento, prima che io lo allontanassi, premette le labbra sulle mie trovando un varco nella mia ricerca spasmodica di aria. Non reagii, ero troppo stupita per farlo e quando si separò da me mi guardò con un ghigno sfottente. Senza degnarsi di dire qualcosa si voltò e a passo veloce si diresse verso la strada di ritorno. Rimasi per un po’ a fissarlo e poi lo seguii furente abbandonando l’orgoglio per non rimanere da sola.

Entrambi non riuscivamo a immaginare una vita in cui eravamo separati anche solo per un giorno, ma proprio quel particolare dimostrava quanto fossimo infantili e poco esperti delle circostanze. Non passò molto tempo da quell’episodio quando cambiarono completamente le nostre prospettive e ci ritrovammo lontani, distanziati dalle nostre esperienze.

Accadde tutto nel mese di maggio. Il tempo era improvvisamente peggiorato e sembrava che fosse ritornato l’inverno tutto di un colpo. La pioggia non faceva che ticchettare componendo una piacevole ninna nanna. Nella cucina dai mobili di un bel marrone caldo mia madre preparava la cena mentre io ciondolavo con aria annoiata. Nell’aria c’era odore di cipolle e peperoni. Sapevo che i miei capelli si sarebbero impregnati di quella puzza, ma poco importava, tanto di lì a poco sarei dovuta andare solamente a casa di mio zio, Salvatore. Il fratello di mio padre era molto giovane e abitava poco lontano dalla mia famiglia. Aveva circa venticinque anni e mia nonna mi aveva costretto ad andare da lui ogni giovedì pomeriggio per aiutarlo nelle faccende di casa. Non mi era mai piaciuto stare con lui, non riuscivo nemmeno a spiegarmene il motivo, ma ne ero intimorita. Spesso attribuivo quella mia sensazione al fatto che lui fosse più grande di me, ma inconsciamente sapevo che non era quello il vero motivo. Guardai l’orologio appeso alla canna fumaria del camino.

- Devo andare mamma – borbottai di malavoglia.

- Stai attenta, mi raccomando e porta un ombrello, altrimenti ti ammalerai.

- Ma devo proprio andarci? Non ne ho voglia, fa anche brutto tempo!

- Sì. Sai come è fatta tua nonna, si arrabbierà molto se non vai. È convinta che aiutare tuo zio a gestire la casa ti farà diventare più adulta – disse mia madre con un mezzo sorriso incurvando le labbra morbide.

- E suo figlio quando cresce? Ha venticinque anni, dovrebbe saper fare queste cose da solo!

- Tua nonna è ancora convinta che badare alla casa sia compito delle donne, lo sai bene.

- Ma anche lei è una donna, non dovrebbe pensare queste cose!

- Su, non fare storie.

Feci una smorfia e uscì dall’ingresso afferrando un vecchio ombrello sgangherato. Il cielo plumbeo mi accolse con una scrosciata d’acqua ancora più forte. Ero davvero arrabbiata, non riuscivo a capire il motivo per cui mia madre assecondasse così tanto la suocera nelle sue idee antiquate. In fondo mio fratello era solamente due anni più piccolo di Salvatore e mia madre non era così clemente con lui.

I piedi scivolavano sul terriccio impregnato di pioggia e l’odore di erba bagnata mi invadeva i sensi. Andare a fare la donna delle pulizie non mi piaceva affatto, ma sapevo che Antonio sarebbe venuto a farmi compagnia. Se ne sarebbe stato appollaiato su una sedia a vedermi sgobbare dicendo cretinate, mentre Salvatore rimaneva chiuso in camera venendo saltuariamente a controllarci. Quello che davvero mi preoccupava era che il mio amico non era mai puntuale e mentre non arrivava dovevo rimanere con gli occhi di mio zio puntati addosso. Mi terrorizzava davvero. Salvatore era di bell’aspetto, alto e slanciato, con i capelli neri e gli occhi scuri era la copia ringiovanita di mio padre. C’era un’unica cosa che le differenziava: la freddezza. Era semplicemente raggelante nonostante fosse molto giovane.

Percorsi il sentiero pieno di pietre che mi avrebbe portato a casa sua. Dalle foglie degli alberi piombavano grosse gocce di pioggia tanto che avrebbero potuto bucare l’ombrello. Aprii il cancelletto e andai verso la casa con le mura invase dai rampicanti e presi la chiave da sotto il vaso di ortensie. Salvatore era seduto in cucina e mi sorrise distante.

- Il pavimento ci metterà un po’ ad asciugarsi dopo che ho passato lo straccio con tutta questa umidità – mormorai.

- Pazienza, a me non importa. Tu non hai fretta di ritornare a casa, no?

- No, no, figurati!

Guardai nervosamente la porta mogano dell’ingresso implorando con lo sguardo che si aprisse e comparisse la figura dinoccolata e magra di Antonio. Avevo lasciato le chiavi nella toppa appositamente per lui. Andai verso il lavandino pieno di piatti sporchi. Afferrai la pezza e aprii il rubinetto quando all’improvviso qualcuno mi afferrò il polso.Terrorizzata voltai lo sguardo e vidi Salvatore al mio fianco con una strana luce negli occhi. Cercai di liberarmi ma non ci riuscii e finii con la schiena contro il piano cottura. Mi costrinse a scivolare a terra, il pavimento era freddo . Aveva la mano sinistra premuta sulla mia bocca. L’acqua continuava a gocciolare dal lavandino.

Quel pomeriggio Antonio non venne a farmi compagnia. Quello fu l’inizio della nostra separazione.

So che è al limite del regolamento, è un po' lunghetto...

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Ospite fiorediciliegio

Ho già letto questa storia su di un libro...Forse è uguale solo la trama,forse mi sto confondendo. Ho solo la sensazione di conoscerla,infatti sapevo già come sarebbe finita. Che strano. E' molto bella,davvero, in ogni caso. Complimenti!

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Ammetto che forse la trama non è molto originale, ma non ho mai letto niente del genere... potresti dirmi di che libro si tratta?

Comunque grazie per aver letto il mio racconto!

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Se non sbaglio questa ragazzina è la donna che un giorno, da adulta, raggiungerà quella cucina per imbrattarla di sangue. Se non lo è... beh, potrebbe esserlo, perchè non unire le due cose?

Comunque, al di là della storia, ho notato un altalena tra le tue descrizioni. A volte sono ben delineate, chiare, evocative, di solito quando fai il ritratto dei personaggi. Poi si spengono, sembrano banali, ed è quando descrivi il paesaggio. C'è qualcosa che non mi torna, in questi paesaggi, sembrano quasi finti, per quel poco che riesco a vedere, descritti così come potrebbero essere descritti decine di posti simili. Mi manca quel qualcosa che mi permetta di immergermi nella scena.

L'avevo notato anche con la donna adulta. Le emozioni di lei, i suoi respiri, la rabbia uscivano dalle righe, erano tangibili, quasi. Il sentiero di pietre non si capiva, le nuvole erano nuvole, il cielo cielo...

Potrebbe essere un effetto voluto, per far risaltare i personaggi su uno sfondo quasi sfocato. In questo caso ignorami.

Ho notato anche

fu proprio con Antonio che diedi il mio primo bacio

Credo sia un dialettismo, e il primo bacio si dia a.

io quella che ne raccoglieva di più. Accovacciata vicino a una muraglia di rovi stavo raccogliendo un altro asparago

Piccola ripetizione

piccola vipera che mi guardava a testa alta

In che senso? Me la vedo simile a un cobra, ma non credo fosse questo che intendevi ;)

premette le labbra sulle mie trovando un varco nella mia ricerca spasmodica di aria. Non reagii

Qui è un po' confuso. Lui la tira a sè, lei non è d'accordo. Anzi, cerca spasmodicamente aria, quindi mi immagino si stia divincolando, stia tentando di staccare le labbra da quelle di lui. Però poi dici che non reagisce.

un ghigno sfottente

Non so se esista. Strafottente esiste, e significa più o meno la stessa cosa.

mi aveva costretto ad andare da lui ogni giovedì pomeriggio per aiutarlo nelle faccende di casa. Non mi era mai piaciuto stare con lui, non riuscivo nemmeno a spiegarmene il motivo, ma ne ero intimorita. Spesso attribuivo quella mia sensazione al fatto che lui fosse più grande di me

Se le due donne sono la stessa persona, sono proprio curiosa di vedere cosa le succede!

A rileggerti presto :)

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Ospite Bradipi

era pronta, o Antonio

È consentito dalla Accademia della Crusca, ma mi chiedo se la virgola sia necessaria.

nonostante nelle favole le giovani donzelle di buona famiglia non fossero altro che creature senza midollo in attesa di un uomo che gli rubasse il cuore.

“gli” nel senso di “a loro donzelle”, sarà corretto ma non lo apprezzo.

eppure fu proprio con Antonio che diedi il mio primo bacio.

Dare un bacio con qualcuno? Direi dare un bacio a qualcuno.

esperti delle circostanze. Non passò molto tempo da quell’episodio quando cambiarono completamente le nostre prospettive e ci ritrovammo lontani, distanziati dalle nostre esperienze.

Ripetizione: esperti – esperienze.

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Ospite fiorediciliegio

Ammetto che forse la trama non è molto originale, ma non ho mai letto niente del genere... potresti dirmi di che libro si tratta?

Comunque grazie per aver letto il mio racconto!

Appena mi viene in mente te lo dico! Magari anche per MP ma per il momento il vuoto totale.

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Se non sbaglio questa ragazzina è la donna che un giorno, da adulta, raggiungerà quella cucina per imbrattarla di sangue. Se non lo è... beh, potrebbe esserlo, perchè non unire le due cose?

Comunque, al di là della storia, ho notato un altalena tra le tue descrizioni. A volte sono ben delineate, chiare, evocative, di solito quando fai il ritratto dei personaggi. Poi si spengono, sembrano banali, ed è quando descrivi il paesaggio. C'è qualcosa che non mi torna, in questi paesaggi, sembrano quasi finti, per quel poco che riesco a vedere, descritti così come potrebbero essere descritti decine di posti simili. Mi manca quel qualcosa che mi permetta di immergermi nella scena.

L'avevo notato anche con la donna adulta. Le emozioni di lei, i suoi respiri, la rabbia uscivano dalle righe, erano tangibili, quasi. Il sentiero di pietre non si capiva, le nuvole erano nuvole, il cielo cielo...

Potrebbe essere un effetto voluto, per far risaltare i personaggi su uno sfondo quasi sfocato. In questo caso ignorami.

Effettivamente è la stessa persona :flower:

Sono consapevole del fatto che non do molto spazio ai paesaggi, a essere sincera lo faccio spontaneamente, ma penso anche che una descrizione dettagliata appesantirebbe troppo. Secondo te sbaglio?

piccola vipera che mi guardava a testa alta

In che senso? Me la vedo simile a un cobra, ma non credo fosse questo che intendevi ;)

premette le labbra sulle mie trovando un varco nella mia ricerca spasmodica di aria. Non reagii

Qui è un po' confuso. Lui la tira a sè, lei non è d'accordo. Anzi, cerca spasmodicamente aria, quindi mi immagino si stia divincolando, stia tentando di staccare le labbra da quelle di lui. Però poi dici che non reagisce.

Non vorrei dire stupidaggini ma le vipere alzano la testa quando si sentono in pericolo e dalle mie parti purtroppo ci sono... può darsi anche che mi stia sbagliando :umhh:

Nell'altro punto intendevo che lei era alla ricerca spasmodica di aria perché ancora impaurita dal serpente e il ragazzo approfitta della situazione.

Grazie per aver di nuovo letto e analizzato il mio racconto :ohh:

era pronta, o Antonio

È consentito dalla Accademia della Crusca, ma mi chiedo se la virgola sia necessaria.

nonostante nelle favole le giovani donzelle di buona famiglia non fossero altro che creature senza midollo in attesa di un uomo che gli rubasse il cuore.

“gli” nel senso di “a loro donzelle”, sarà corretto ma non lo apprezzo.

eppure fu proprio con Antonio che diedi il mio primo bacio.

Dare un bacio con qualcuno? Direi dare un bacio a qualcuno.

esperti delle circostanze. Non passò molto tempo da quell’episodio quando cambiarono completamente le nostre prospettive e ci ritrovammo lontani, distanziati dalle nostre esperienze.

Ripetizione: esperti – esperienze.

"Baciarsi con qualcuno" è proprio orribile :facepalm: ... eppure l'ho letto più volte

Ti ringrazio per i tuoi appunti :)

Ammetto che forse la trama non è molto originale, ma non ho mai letto niente del genere... potresti dirmi di che libro si tratta?

Comunque grazie per aver letto il mio racconto!

Appena mi viene in mente te lo dico! Magari anche per MP ma per il momento il vuoto totale.

Te ne sarei grata ;)

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Ospite fiorediciliegio

Sì anche dalle mie parti ci sono le vipere e sì quando si sentono in pericolo alzano la testa eccome! Ti fissano proprio come nella storia qui raccontata. Non sò,poi se dipende da che tipo di vipera è...Ci vorrebbe un esperto ù.ù

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Non sapevo e non so nulla di vipere, eh. E' solo che la frase "a testa alta" mi dà quasi una sensazione, come dire, di coraggio. Così me la immagino tipo cobra. Basta ritoccare la frase, in caso, non certo snaturare la reazione della vipera ;)

Per quanto riguarda i paesaggi nemmeno io sono per una descrizione troppo minuziosa, che magari rende ben chiaro il quadro ma può diventare una palla mortale. Bisognerebbe riuscire a trovare quel quid, quel dettaglio che, pur senza appesantire, rende unica una strada, o una nuvola osservata, o un campo. Non che sappia come si fa ;) Sono una gran lettrice, non una gran scrittrice

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Sono d'accordo con Bee per quanto riguarda le descrizioni. Però davvero il racconto è molto carino e sicuramente può anticipare l'altro tuo racconto :D Verrebbe davvero un insieme molto carino, e perchè no, magari un inizio di un libro o magari un idea da cui prendere spunto ;)

Complimenti crazycat, mi piace davvero come scrivi ^^

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Sì anche dalle mie parti ci sono le vipere e sì quando si sentono in pericolo alzano la testa eccome! Ti fissano proprio come nella storia qui raccontata. Non sò,poi se dipende da che tipo di vipera è...Ci vorrebbe un esperto ù.ù

Mi informerò :asd:

Non sapevo e non so nulla di vipere, eh. E' solo che la frase "a testa alta" mi dà quasi una sensazione, come dire, di coraggio. Così me la immagino tipo cobra. Basta ritoccare la frase, in caso, non certo snaturare la reazione della vipera ;)

Per quanto riguarda i paesaggi nemmeno io sono per una descrizione troppo minuziosa, che magari rende ben chiaro il quadro ma può diventare una palla mortale. Bisognerebbe riuscire a trovare quel quid, quel dettaglio che, pur senza appesantire, rende unica una strada, o una nuvola osservata, o un campo. Non che sappia come si fa ;) Sono una gran lettrice, non una gran scrittrice

D'accordo cercherò di migliorare :li:

Sono d'accordo con Bee per quanto riguarda le descrizioni. Però davvero il racconto è molto carino e sicuramente può anticipare l'altro tuo racconto :D Verrebbe davvero un insieme molto carino, e perchè no, magari un inizio di un libro o magari un idea da cui prendere spunto ;)

Complimenti crazycat, mi piace davvero come scrivi ^^

Stavo pensando di lavorarci su, ma non so, vedremo...

Sono contenta che ti sia piaciuto di nuovo e ti ringrazio! :)

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Marco era un donnaiolo e in realtà di veri sentimenti ne capiva ben poco, eppure fu proprio con Antonio che diedi il mio primo bacio.

Non va meglio "ad"? Perché avevo capito che tutti e due avevano baciato qualcuno a quell'età e non che si baciavano :grat:

- Devo andare mamma – borbottai di malavoglia.

La virgola tra andare e mamma xD

Mi sembra che gli altri refusi siano già stati segnalati da altri. Quindi passo al commento...

Il testo è scorrevole e cattura subito il lettore, almeno così è stato per me. I personaggi sono ben delineati sebbene l'ambientazione sembri uno di quelli usati e riusati, non so se mi sono spiegata. Quindi direi che la penso come quelli che hanno commentato prima di me.

Dai dialoghi ben formulati si intuiscono le idee della protagonista che a differenza della nonna è più femminista.

Mi piace come hai sparpagliato le sue caratteristiche che si aggiungono alle altre man mano che si procede nella lettura.

(Mi sorge un dubbio: Antonio è sia un suo amico che suo cugino? ) :grat:

Per quanto riguarda la trama, direi che è prevedibile a metà racconto. Direi che è tutto... :smillone:

Sono curiosa di leggere il seguito!

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(Mi sorge un dubbio: Antonio è sia un suo amico che suo cugino? ) :grat:

Per quanto riguarda la trama, direi che è prevedibile a metà racconto. Direi che è tutto... :smillone:

Sono curiosa di leggere il seguito!

Dove hai letto che Antonio è suo cugino? Perché io non l'ho scritto... :asd:

Comunque c'è da dire che avevo intenzione di far capire che il racconto non andasse a finire bene.

Ti ringrazio per gli appunti :lol:

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Complimenti!

Ti si legge con una leggerezza e un'allegria tale che pare di bere un bicchiere di acqua fresca dopo aver camminato sotto il sole per ore.

Prendi per mano il lettore e lo accompagni nel tuo mondo particolare.

Ti vedo bene anche alle prese con un romanzo breve, se riesci a tenere il lettore attento, come ci sei riuscita in questo piccolo racconto.

Per quanto riguarda i paesaggi, non preoccuparti, a volte è meglio una piccola descrizione (nuvole come zucchero filato) che una lunga parentesi noiosa di forzata spiegazione del paesaggio.

Molto meglio la descrizione del carattere dei personaggi.

Continua così!

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Grazie del commento MaurusAP! Sono contenta che ti sia piaciuto. Per quanto riguarda i paesaggi però, a quanto pare dovrò impegnarmi un po' di più :asd:

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