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Ospite Signor Ford

L'erudita

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Grazie a tutti per la condivisione della vostra esperienza, volevo sapere se c'era qualche voce fuori dal coro che, invece, ha avuto esperienza positiva con questa casa editrice (hanno contattato anche me per la visione completa di un manoscritto inviato alla G.P.E.)

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Esco esattamente in questo questo momento dal loro ufficio. Venti minuti parlando di "novità", "nuovo modello di editoria", "collaborazione", "crescere insieme". Neanche una parola sul romanzo che avrebbero selezionato. Confermo i numeri letti qui sopra, numero di copie e percentuali. L'autore si fa carico di organizzare presentazioni e vendere durante queste. Tutto è supervisionato, da Roma, senza muoversi, da un redattore e da un loro addetto al marketing. 

La mia impressione? Questi non cercano scrittori, cercano piazzisti porta a porta, bravi venditori a provvigione del 7%. Questo è il loro modello : autore che vende, non autore che scrive.

Se avessi voluto fare il venditore dei miei libri, me li sarei autopubblicsti, mi sarei organizzato tutto, li avrei venduti a 7/8 euro guadagnando fino al 30%. 

Se volete fare carriera come venditori di libri, è la casa editrice per voi. 

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Il 30/5/2018 alle 19:04, oliver baffioni ha detto:

Buonasera a tutti

Anche il mio era il romanzo di punta e costava caro così perchè meritava...come tutti gli altri...15 romanzi di punta al mese, e che punte! Ahahaha

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Il 1/2/2018 alle 10:16, stephanos ha detto:

E' però vero che non chiedono un soldo, quindi la CE è free, però mancano tutti i servizi accessori (che forse tanto accessori non sono) di una vera CE: lettura del testo, editing, promozione.

Non dimentichiamo il ruolo fondamentale di una CE: fare da filtro. Selezionare, tra la marea di inediti da cui vengono sommersi, quei pochi che ritengono validi e di cui sperano di vendere abbastanza copie almeno da ripagare l'investimento.

Nella capacità di selezionare le opere giuste, valorizzarle e poi di farle incontrare coi potenziali lettori sta a mio avviso la capacità chiave di una CE.

Quelle che saltano a pie' pari l'opera di selezione (pubblicando praticamente tutto, e coerentemente senza prendersi la briga dell'editing), e poi scaricano l'onere di cercarsi i lettori in massima parte sugli autori stessi, mi domando, come già altri commentatori, cosa offrono in più rispetto all'autopubblicazione?

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Buongiorno, oggi pomeriggio me ne vado a Roma per il fatidico colloquio che più volte avete citato in questo forum. Mi son già fatto un'idea, ma lancio una nuova domanda a tutti voi per raccogliere ancora altri pareri: chi ha già avuto esperienze con questa casa editrice... lo rifarebbe? 

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1 ora fa, Mattia Cerbiatti ha detto:

Buongiorno, oggi pomeriggio me ne vado a Roma per il fatidico colloquio che più volte avete citato in questo forum. Mi son già fatto un'idea, ma lancio una nuova domanda a tutti voi per raccogliere ancora altri pareri: chi ha già avuto esperienze con questa casa editrice... lo rifarebbe? 

 

non sprecare tempo e soldi!

vai a roma e fatti una gita. In questo periodo dalle parti dei laghi lì intorno si sta benissimo. :D

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Il 21/11/2012 alle 17:28, Rae ha detto:

Sono stata contattata via mail per fissare un incontro e parlare a voce. Qualcuno di voi ha avuto esperienze recentemente con loro?

Esperienza pessima, dicono di preferire di gran lunga le presentazioni per vendere, non il solito iter in libreria, pur avendo una distribuzione...Offrono il 7% ma non rimborsano nulla agli autori che vanno su e giù per l'italia a presenziare alle numerose presentazioni che vengono citate anche sul contratto vincolando di fatto gli autori ad accettarle in gran numero. A spese loro.Sia Erudita che Perrone hanno lo stesso ufficio un localetto su strada (due vetrine o vetrate come preferite) alcuni tavoli dove lavora lo stuff e un palchettone forse un archivo forse un altro ufficio...I colloqui vengono svolti lì in pubblico. Francamente ho preferito evitarmi l'esperienza di pubblicare con loro.

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1 ora fa, bebyone ha detto:

Sia Erudita che Perrone hanno lo stesso ufficio un localetto su strada (due vetrine o vetrate come preferite) alcuni tavoli dove lavora lo stuff e un palchettone forse un archivo forse un altro ufficio...

Posso capire il resto, per quanto riguarda invece la parte qui sopra non capisco dove sia il difetto. Le piccole e medie realtà hanno l'esigenza di contenere le spese non si possono permettere "grandi uffici" ai piani alti...

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19 ore fa, Riccardo-Spartaco ha detto:

Posso capire il resto, per quanto riguarda invece la parte qui sopra non capisco dove sia il difetto. Le piccole e medie realtà hanno l'esigenza di contenere le spese non si possono permettere "grandi uffici" ai piani alti...

 

è l'aspetto "disordinato" e questo modo di fare "siamo gggiovani con la barba lunga e siamo alternativi e non ci interessano le convenzioni perché noi siamo gggiovani" che lascia molto a desiderare. Entri e c'è un tavolo con gente che chiacchiera come se fosse al bar, ti mandano nella stanzetta a fianco che è di fatto un sottoscala. In terra, in giro, alle pareti trovi magliette e libri. 

Da una microimpresa non mi aspetto tavoli di marmo e ufficio al 30esimo piano con megadirettore galattico, la serietà, però, sì.

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Ho avuto l'incontro a Roma con i ragazzi de l'Erudita. Non condivido tutte le critiche che stanno piovendo su di loro. Il maggior pregio è che la relazione tra editore ed autore è molto chiara. Piaccia o meno, ma non sempre è così, anzi: quasi mai. Infastidisce che romanticamente non sia la casa editrice a fare tutto al posto vostro? Mi sembra una pretesa un po' eccessiva, nel 2018. Certo, anche a me stona il filtro molto basso in entrata sugli autori, con il rischio che la qualità ne risenta (anche se ho acquistato un libro loro "a casa" e devo dire che l'ho apprezzato) e il poco coinvolgimento sui contenuti e sulla promozione. Ma offrono comunque un'occasione non da poco, per un esordiente o quasi: essere pubblicato in modo trasparente e gratuito. Se fosse stata la mia prima pubblicazione avrei accettato subito, dandomi da fare nel promuovere la mia opera. Non essendo la prima e avendo altre case editrici potenzialmente interessate, ho preso tempo. Non è detto che non torni da loro, ma per fortuna, posso scegliere in mezzo ad altre CE

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1 ora fa, Mattia Cerbiatti ha detto:

 Infastidisce che romanticamente non sia la casa editrice a fare tutto al posto vostro? Mi sembra una pretesa un po' eccessiva, nel 2018. 

 

Credo che a infastidire sia piuttosto il fatto che se uno sceglie un editore e non fa selpublishing, è proprio perché ci si aspetta di non avere tutto a proprio carico. altrimenti, appunto, se deve fare tutto l'autore tanto vale farlo in self, che almeno si guadagna di più.

Proprio perché siamo nel 2018 abbiamo una maggior consapevolezza di onori e oneri di ciascuna scelta, e abbastanza informazione da saper valutare ogni alternativa...

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@LuckyLuccs

 

Parole sante. È proprio questo il punto. 

Nel 2018 non mi freghi più: perché dovrei fare il venditore porta a porta e prendere il 7%? Tanto vale fare il venditore porta a porta e prenderne il 70

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Buongiorno, ho letto la discussione con molto interesse. Ho inviato un estratto a GPE, mi ha contattato l'Erudita chiedendomi il resto (non avevo ancora letto questa discussione quindi mi ero un pò illuso che qualcuno fosse realmente interessato al mio lavoro), successivamente ricevo la mail in cui mi chiedevano di recarmi a Roma (come da copione, leggendo le vostre esprienze). Ho declinato l'invito. Vi ringrazio per avermi evitato una delusione:-)

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Buongiorno a tutti,

anch'io sono stato contattato dall'Erudita - dopo che avevo inviato via mail a GPE una copia del mio nuovo romanzo che intendo pubblicare -. dichiarandosi interessato alla pubblicazione. Nonostante mi abbia sorpreso la rapidità della risposta (una decina di giorni) ho fissato un incontro a Roma.

Pur riconoscendo loro cortesia ed educazione, mi sono subito reso conto che il mio manoscritto non era stato letto. Al di là di questo,  l'autore si fa carico di organizzare presentazioni e di vendere copie del libro che è tenuto ad acquistare, senza che la casa editrice abbia nemmeno un ufficio che si occupi della promozione. Pubblicano pare una quantità di libri folle per una casa editrice che dice di selezionare il materiale che riceve.

A queste condizioni non mi interessa.

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Data la concordanza di giudizi chissà forse si potrebbe pensare di inserirli in una categoria a parte, quelli di questa casa editrice: gli stampatori free, insieme ad altri come loro. Scherzo eh!:asd:

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7 ore fa, Rototom ha detto:

Data la concordanza di giudizi chissà forse si potrebbe pensare di inserirli in una categoria a parte, quelli di questa casa editrice: gli stampatori free, insieme ad altri come loro. Scherzo eh!:asd:

Non è senza una logica quello che dici...:)

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44 minuti fa, Psyd ha detto:

Sono sempre in giro questi qui? 

Ciao, @Psyd

Ti prego di inserire messaggi pertinenti e utili; la tua domanda retorica è fondamentalmente inutile e, a prescindere da come la si pensi, scorretta.

Se hai esperienze dirette da condividere (anche negative) fallo pure; ma evita frasi del genere.

Grazie.

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5 ore fa, Psyd ha detto:

Sono sempre in giro questi qui? 

Se ti riferisci a L'Erudita, fanno il loro lavoro. A me personalmente non interessano le condizioni che propongono, posso anche pensare che la loro politica nulla ha a che fare con lo scoprire e promuovere nuovi talenti. Ma va detto che non spacciano aceto per salsa di gamberi: le condizioni che impongono sono immediatamente chiare e trasparenti.

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9 ore fa, Marcello Furiani ha detto:

Se ti riferisci a L'Erudita, fanno il loro lavoro. A me personalmente non interessano le condizioni che propongono, posso anche pensare che la loro politica nulla ha a che fare con lo scoprire e promuovere nuovi talenti. Ma va detto che non spacciano aceto per salsa di gamberi: le condizioni che impongono sono immediatamente chiare e trasparenti.

 

Però a quel punto perchè farsi mandare il resto del manoscritto e "giudicarlo" in tempi record rispondendoti di essere interessati se, come si evince dalle numerose testimonianze, neanche li leggono? Tanto vale dire sin da subito che non fanno selezione e che il punto cruciale per loro è la promozione da parte dell'autore. Quella si che sarebbe trasparenza, oltre tutto non tutti abitano a Roma, ad invitare per loro è una semplice eMail, ma per molti aspiranti scrittori significa prendersi un giorno di ferie e prendere un aereo con conseguente perdita di tempo e di denaro. 

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4 ore fa, frideos ha detto:

 

Però a quel punto perchè farsi mandare il resto del manoscritto e "giudicarlo" in tempi record rispondendoti di essere interessati se, come si evince dalle numerose testimonianze, neanche li leggono? Tanto vale dire sin da subito che non fanno selezione e che il punto cruciale per loro è la promozione da parte dell'autore. Quella si che sarebbe trasparenza, oltre tutto non tutti abitano a Roma, ad invitare per loro è una semplice eMail, ma per molti aspiranti scrittori significa prendersi un giorno di ferie e prendere un aereo con conseguente perdita di tempo e di denaro. 

Vero. Verissimo. Aggiungerei che uno propone il proprio manoscritto a Giulio Perrone e ti risponde un altro che ha un'altra politica editoriale..

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Il 14/9/2018 alle 21:07, Riccardo-Spartaco ha detto:

Posso capire il resto, per quanto riguarda invece la parte qui sopra non capisco dove sia il difetto. Le piccole e medie realtà hanno l'esigenza di contenere le spese non si possono permettere "grandi uffici" ai piani alti...

Non offre un'impressione di stabilità, nè invita a immaginare medi lanci e appetitosi investimenti per il proprio libro. 

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Il 17/9/2018 alle 19:05, cxrnvs ha detto:

@LuckyLuccs

 

Parole sante. È proprio questo il punto. 

Nel 2018 non mi freghi più: perché dovrei fare il venditore porta a porta e prendere il 7%? Tanto vale fare il venditore porta a porta e prenderne il 70

Purtroppo tutte le case editrici danno al massimo il 10% (sù 10,00 euro di prezzo copertina prendi 1,00) ed ho voluto specificarlo per chi legge distrattamente...Idealmente si preferiscono ancora le case editrici al self, perchè si sogna di potenziali grandi lanci, di leggendari (di leggenda,) anticipi e di conseguente riconoscimento del proprio lavoro, come di "possibile" scalata alle classifiche che ufficializzerebbero la professione. Bisognerebbe invece tener presente che: case editrici  librerie e distribuzione in Italia 2018 sono una azienda unica diciamo così, interessa loro il mordi e fuggi ossia lucrare disgustosamente sugli autori sfruttando il loro talento e le loro illusioni, nella migliore delle ipotesi e ripeto nella migliore dell'ipotesi, consegnano il tuo libro nelle librerie e se vende vende se no ce ne sono mille altri da provare. Provare che cosa? Ma se vendono per magia come che cosa? Va bene qualche presentazione, un paio di trafiletti se sei esordiente, ma poi chi si occupa di spingere il libro veramente? La libreria? Lo dovrebbe fare la casa editrice ma di fatto non lo fa e allora dico io, ha senso proclamarsi ai quattro venti "noi siamo una casa editrice" ? Va bene fare delle buone azioni ma bisogna scegliersele, il proprio 90% mantiene i lavoratori di cui sopra per mantenere intatto il miraggio di raggiungere la grande diffusione. Stacco un attimo e vado a fare il gioco delle tre carte per distrarmi e poi scendo a comprare un gratta e vinci...Non si sa mai!

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Mi accorgo ora di essere uscita dal tema, ma purtroppo non c'è modo di cancellare o modificare un post, mi sono lanciata in una considerazione generica non intenzionalmente attinente alla casa editrice Erudita. 

 

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Rispondo per qualche perplessità riguardo le tempestiche e il fatto che non leggano i manoscritti. Sono stata una loro stagista e personalmente ho letto per intero tutti i libri che mi sono stati assegnati. Il mio compito poi consisteva nel fare la correzione di bozze, l'impaginazione e poi la quarta di copertina (che appunto, avendo letto il libro ero in grado di fare).
Per le tempestiche: sono effettivamente molto veloci a rispondere anche perché si smezzano il lavoro grazie all'aiuto degli stagisti.

Per quanto riguarda il contratto e la distribuzione non erano cose di mia competenza quindi non posso aggiungere altro a quello che avete già scritto.

Prendete comunque il mio commento per quello che è, ovvero che ero lì per imparare, non per pubblicare con loro.

 

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Carissimi, torno su questa chat dopo un po'. Credo che le mie parole siano state fraintese: non intendevo tessere le lodi de l'Erudita, affatto. Ho soltanto constatato che le condizioni poste all'aspirante scrittore sono molto chiare fin da subito, il che non è sempre scontato. Forse dovevo aggiungere con più chiarezza che sono condizioni abbastanza fragili (per non dire scarse). Il prodotto è ben confezionato, ma senza anima. E quella conta più di tutto. Meglio una CE piccola, senza grossi marchi dietro, ma ben motivata a sostenere un progetto editoriale, che diventare un numero in una collana infinita.  

Chiudo rassicurandovi che non mi sono mai sognato di accettare per l'Erudita e che, per fortuna, ho incontrato altre tre case editrici interessate al mio progetto. Con una di queste siamo un pezzo avanti. I presupposti sono ben altri: si sono presi il tempo per leggere il romanzo (chiedendomi un'opzione sul testo), si sono presentati con un'offerta chiara e con un lavoro da fare sul testo. Perché così si fa. 

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Anch'io ho sperimentato la stessa trafila: invio a Giulio Perrone e mail da L'Erudita.

Non ho fissato alcun appuntamento perché mi sono già impegnato con altro editore.

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Prassi uguale per tutti.

Si definiscono NON a pagamento ma sono peggio di tutti!

Alla fine un editore che ti chiede l'acquisto di 50 copie scontate al 30 o al 50 è più onesto.

Loro ti pubblicano "gratis" ma ti farebbero firmare il contratto prima di dirti il prezzo del libro.

Se vendi 100 copie, ad esempio, con le tue presentazioni, loro prendono il 93% del ricavo perchè "ovviamente"

non vogliono che tu passi tramite librerie! Mettendo il libro ad un prezzo quasi invendibile.

Il contratto dura un anno... e poi tanti saluti!

 

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Mi è capitato di dover scrivere una recensione per un libro pubblicato da L'Erudita lo scorso mese. Imbarazzante. Refusi a non finire, scrittura pesante e poco curata. Si notava con chiarezza che l'editore non aveva nemmeno letto il libro.

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