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Ospite Signor Ford

L'erudita

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Grazie per le vostre testimonianze. Questa CE non sembra una grande svolta, poi il compenso dell'autore pari al 7% sul prezzo di copertina, e per giunta al netto dell'iva, mi sembra un'elemosina. Se poi parte con 150 copie vuol dire chiaramente che spesso non riesce a vendere nemmeno quelle.

 

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Ciao a tutti,

volevo confermare quanto raccontato in modo così divertente e chiaro da Sestacorda (e confermato già da altri).

Anche io sono stata contattata 2 giorni dopo aver mandato il manoscritto perciò sono andata a Roma, ho avuto il disinvolto incontro con il giovanissimo ragazzo già citato e ho appurato di persona che nessuno aveva letto il mio libro. Ogni casa editrice sceglie di lavorare come preferisce e offre un certo tipo di servizio. Se sei uno scrittore che ama fare le presentazioni, che sa attirare pubblico, che non ha problemi a partecipare agli eventi, che sa fare marketing, allora questa ce potrebbe fare al caso tuo: loro ti stampano e te ti promuovi, questo è l'accordo. Niente editing, niente scambio di idee, nessun accenno ai contenuti. Ripeto che può andare bene per alcuni, non per me.

Grazie, un saluto.    

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@Isacco82 Scusa, ma stai parlando di una CE o di selfpublishing? ;):D:D (in quel caso i margini sono decisamente maggiori ed il pagamento è mensile!)

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@Isacco82 Lo avevo capito... ma dai commenti che ho letto mi sembra che sia uguale al self: ti stampano il libro comunque, senza fare alcuna selezione, te lo fanno promuovere a tue spese nei peggiori bar di Caracas (come la pubblicità del rum), che tra l'altro ti devi sbattere tu per trovare, quindi fai il piazzista e quando hai finito il giro di amici e parenti da invitare, fine della storia.  A questo la domanda era retorica: perché scegliere una casa editrice che paga molto meno e a scadenze lunghe, se le stesse identiche cose le puoi fare da solo guadagnandoci molto di più e subito? Oltretutto risparmi il viaggio a Roma.

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Sono d'accordo con Steve666. Io ho spedito un mese fa a Perrone e mi rispondono questi tizi, di cui ho trovato casualmente la risposta nella casella SPAM. Beh, forse non tanto casualmente, perché è lì che deve restare :-)

Certo che così Perrone perde molti punti.

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Ho ricevuto in questi giorni l'invio ad inviare la raccolta completa all'Erudita dopo aver spedito due racconti Giulio Perrone. Adesso dopo appena qualche giorno dall'invio completo mi scrivono che la raccolta continua ad interessarli e di recarsi a Roma. Ma da quello che ho letto nei post mi è passata la voglia. E un'amica di un'amica che ha pubblicato con loro dice  che non si trova bene e non hanno pagato i diritti. Quindi il massimo che posso fare è una chiaccherata via skype, se gli pare, se no arrivederci e grazie.

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La mia esperienza è molto simile a quella di tutti voi. A dir la verità mi hanno risposto dopo circa tre mesi dall'invio del manoscritto (a Perrone) col solito invito ad andare a Roma. Conosco personalmente una ragazza che ha pubblicato con loro a Febbraio 2016 e mi ha riferito che la sua esperienza è stata più che positiva. Lei dice che sono cristallini, accordi semplici e chiari e che l'hanno accolta come una di famiglia. Certo il succo è quello ben espresso da @Isacco82. La scrittrice di cui faccio cenno mi ha confidato con sincerità che alla fine a lei andava bene, era il suo primo romanzo e grazie a loro è entrata nel mondo dell'editoria. Poi le famose 150 o 300 copie che siano tocca più a lei che a loro piazzarle con le presentazioni. Onestamente non è quello che cerco, ma forse non sono da considerare poi così malvagi. Ti stampano un libro e cercano di piazzarlo nel loro piccolo circuito, il resto tocca all'autore. Non è un modo di lavorare che condivido, ma è il loro modo, alla fine non chiedono soldi né altro, acquistare le copie a prezzo scontato e rivenderle da sé organizzando presentazioni è facoltativo per l'autore, può anche non fare nulla e non spendere un centesimo, anche se forse questo significa non vendere nemmeno una copia.

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Aggiungo che nonostante dopo le parole di quella scrittrice li stavo prendendo in considerazione, anche a me dopo tutto quello che ho letto qui è passata la voglia, come a @Fabrizio8.

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Ma ragionate un po' per favore. È il loro modo di fare? D'accordo, ma non è un bel modo. Non fanno editing, non sono in libreria, negli store online non fanno sconti come le altre ce e i libri sono difficilmente reperibili. Secondo me solo un narcisista può accettare il loro contratto per spacciarsi "artista" "scrittore" e via dicendo. Quella tizia è entrata nel mondo dell'editoria? Wow. Ma se il libro è scritto male (e non lo può sapere visto che non fanno editing e leggono sommariamente il manoscritto) con quale coraggio può proporsi ad un'altra ce in futuro? 

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Anch'io ho inviato 2 capitoli del mio lavoro a Giulio Perrone e mi risponde questa c.e. dicendomi che sarebbero interessati a leggere il resto. Ma come si permettono?  Non mi importa che sul sito de L'erudita venga riportato che si tratta di un loro marchio, visto che le loro caratteristiche sono ben diverse. Se l ho inviato a G.P. Ci sarà un motivo. La distribuzione del loro "marchio" è miserrima. Inoltre, chiedono ai potenziali autori di impegnarsi nell'organizzazione di 5 presentazioni del romanzo. Con che coraggio?  Ricordiamo sempre, tutti/e: un autore può decidere di prestarsi per le presentazioni o meno. Ma una casa editrice "degna" di questa definizione ha l obbligo di provvedere alla promozione anche se un autore non intende partecipare né tantomeno organizzare questi eventi. Soprassediamo sul numero enorme di autori che L'erudita pubblica ogni mese. Chi non è proprio a digiuno di dinamiche editoriali sa bene cosa significa. Vade retro

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Pubblicano tutti. E questo penso basti a far capire che ce sia. 

Se poi qualcuno accetta la loro proposta solo per vantarsi e definirsi scrittore, liberissimo di farlo. Ma ai miei occhi non sarà di certo un artista.

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anche io ho proposto una chiacchiera via skype, ma mi è stato detto che l'incontro presso i loro uffici è imprescindibile.

sono però disponibili al telefono...

mi chiedo però perchè pretendano l'incontro face to face...

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Personalmente non sarei interessato a una proposta di pubblicazione a queste condizioni, ma una cosa non mi è chiara.

Se questo editore non chiede soldi in alcuna forma (nemmeno in acquisto di copie), non fa alcuna promozione e accetta di pubblicare chiunque indistintamente... come fa a stare a galla?

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@LuckyLuccs Vendono comunque le copie agli autori che si fanno in quattro con le presentazioni. Considera almeno 120 autori l'anno (10 al mese) che acquistano almeno 100 copie ciascuno. In tal modo vendono 12mila copie. Calcola almeno 5 euro di guadagno per copia e si mettono in tasca 60mila euro l'anno. Semplicemente inoltrando le email con i file degli autori alla stamperia. 60mila euro (e mi sono tenuto basso) per inoltrare 10 email al mese è sicuramente un buon business. Come imprenditori sono grandi. Come editori meno.

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@Max_K il tuo ragionamento fila, ma supponendo che gli autori acquistino sempre 100 copie o più. A me sembra un rischio mica da poco: anche perché poi da quei 60.000 € l'anno (ammesso che siano 60.000 €) devi sottrarre i costi fissi d'impresa e di personale impiegato.

E ribadisco, a scanso d'equivoci, che una proposta di pubblicazione a queste condizioni io non la accetterei.

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@LuckyLuccs

Ho calcolato 5 euro di guadagno netto per copia. Le spese le pagheranno col resto dell'incasso, considerando che molti libri del catalogo costano più di 20 euro.

Dei 120 autori l'anno, quelli che vendono di più li tengono sotto contratto per gli anni che seguono, quindi ai 60mila euro vanno aggiunte le entrate degli autori degli anni precedenti. Un codice isbn costa sui 30 euro e una volta soltanto (a chi ne compra molti insieme costano molto meno); costi di editing non ce ne sono, pubblicità non ne fanno e non credo che ci siano decine e decine di dipendenti. Forse sono gli stessi di Perrone, tanto con L'Erudita devono solo inoltrare 10 email al mese :-)

 

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@Max_K non lo so Max, non sono così sicuro di poter fare i conti in tasca agli altri. Non ho idea di quali siano i costi della gestione di una (piccola) casa editrice, che senz'altro in questo caso potrà puntare su qualche sinergia con Giulio Perrone. Dico solo che per fare affidamento sugli autori e basta deve sperare che ogni autore abbia tanti ma tanti ma tanti amici.

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Probabilmente la mia testimonianza non aggiunge niente a quanto è stato già detto nelle precedenti pagine... ma tant'è, ve lo racconto lo stesso. Anch'io avevo spedito il mio manoscritto alla Giulio Perrone, e dopo forse nemmeno un mese ricevo un'email da L'Erudita. Naturalmente conteneva l'invito a recarmi a Roma per definire i dettagli. A quel punto io decido di telefonare e mi risponde il gentile direttore, di cui non ricordo il nome. E non appena gli faccio notare che io vivo all'estero e quindi non posso così facilmente "andare a Roma", lui subito mi dice che "gli spiace tanto, ma non se ne farà nulla". Di conseguenza ho tratto le mie conclusioni, confermate poi da quanto ho letto in questa discussione: all'autore è addossata tutta la responsabilità della promozione e vendita del libro, e un autore che abita a duemila chilometri di distanza risulta da questo punto di vista assolutamente inutile.

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Ciao ragazzi, vorrei testimoniare anch'io la mia esperienza anche se parziale, nel senso che ancora non ho avuto un incontro diretto con la casa editrice. Sono stato contattato circa un mesetto fa con la canonica richiesta di mandargli l'opera completa, stamattina mi inviano una mail dicendomi se posso andare da loro in sede per parlare del testo e della pubblicazione, il che è già strano, una casa editrice seria dovrebbe contattarti telefonicamente se interessata davvero no? Attualmente, viste anche le vostre esperienze sono abbastanza scettico, nonostante abbia trovato in rete diversi libri loro con relative presentazioni anche video, che cosa mi consigliate di fare? Non vorrei fare un giro a vuoto fino a Roma per poi ritrovarmi come già vi siete ritrovati voi. Grazie.

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Ciao, anche io fresco di contatto dalla suddetta CE, hanno letto il manoscritto integrale e vorrebbero incontrarmi a Roma.

Preso atto di tutte le vostre esperienze valuterò se andare all'incontro, anche perché la distanza è notevole.

Una prima curiosità che se avrò modo chiederò, ma voi sicuramente sarete già "eruditi" in merito: questa CE pubblica in cartaceo e detiene i diritti dell'opera, inizialmente per un anno. Questo vuole dire che è impossibile pubblicare nel frattempo l'e-book, corretto?

Se è così la trovo una limitazione esagerata.

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On 6/3/2017 at 10:10, Sestacorda ha detto:

non si ricorda nemmeno il nome del mio libro

(...)

Non abbiamo parlato di null'altro.

 

Secondo me il nocciolo di questa CE sta tutto in queste due righe. Una proposta di pubblicazione, in cui non si parla mai del'oggetto che sarà pubblicato.

Quando a un editore non interessano i libri che pubblica, è perché il suo target non sono i lettori, bensì gli scrittori (aspiranti).

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Buongiorno

 

Ho letto le vostre testimonianze.

 

Quindi, se nnon ho capito male pubblicano tutti, magari non proprio *Editato dallo Staff* anche perchèche figura farebbero?

Ricapitolando chiedono 5 presentazioni. Ok ma te le devi organizzare te? Alle presentazioni hai il libro in conto vendita o sei *Editato dallo Staff*

Diritti li hanno sempre pagati?

Che distribuzione hanno? si trovano a catalogo i libri in tutte le librerie?

Testimonianze di autori che hanno pubblicato?

 

Non vorrei inviare per poi esser tentato nel caso mi chiamano.

 

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Ciao @Nik78, benvenuto, prima di arrivare al punto, volevo solo ricordarti che è consetudie nel forum di presentarsi nell'apposita sezione prima di postare, così facciamo conoscenza :-) Qui potrai trovare le regole, per poterti ambietare meglio, benvenuto :-)

Passando al punto, secondo la mia esperienza diretta, pubblicano anche persone che non hanno grandissime qualità di scrittura, mi spiace doverlo dire, ma questa è la mia impressione.

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@Nik78 , sei entrato a gamba tesa nella discussione senza neanche esserti presentato prima in Ingresso. Non solo, ma hai anche mosso accuse con espressioni un po' pesanti nei confronti di questa e un'altra casa editrice che qui non c'entrava affatto, senza addurre tue esperienze dirette a supporto di quanto da te espresso. Per ora ho solo editato il tuo post e non ti ho assegnato un richiamo, visto che sei nuovo, ma ti esorto a presentarti nell'apposita sezione e dare una lettura approfondita al Regolamento, come segnalato da  @Lemmy Caution , prima di postare ulteriormente, grazie!

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ho ripescato i post  successivi al 2013 e li sto leggendo. La Casa Editrice non mi pare ne esca bene, però ci sono dei "difetti" che a mio parere potrebbero tradursi in pregi: devi organizzare da te le presentazioni? bene, anzi meglio, scegli tra quelle che conosci senza essere scaraventato chissà dove (anche fuori dalla tua città, cerchi dove hai gli agganci, amici, ex colleghi di lavoro e via dicendo). So che hanno non hanno una grande distribuzione ma se tu hai (come è presumibile che sia) agganci con le librerie, i librai tuoi amici compreranno e loro non avranno problemi a rifornirli. Dove sta il problema? Meno rischi per loro, più probabilità. Una persona "interessata" a te  farà una buona pubblicità, no (sempre che il libro valga)? Secondo me è solo questo il nocciolo della questione, avere un libro che valga e che venga pubblicato con un buon editing, per evitare figuracce che ricadono più sull'autore (sebbene anche sulla CE) lasciando addosso un marchio indelebile. Per me il punto sarebbe solo questo.  @ElleryQ  tu cosa ne pensi? Scusa Marcella se ti ho citato, ho sbagliato  @Marcella

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