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Ospite Signor Ford

L'erudita

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Ospite
4 ore fa, Simon dice:

@Nuwanda Capisco il tuo punto di vista, ma mettiamo ipoteticamente caso che il tuo romanzo sia buono e abbia un discreto successo. Avere a che fare con una CE che è direttamente legata alla Giulio Perrone, mi sembra qualcosa di positivo.

 

Sì è positivo, ma la mia proposta non era rivolta all'Erudita.

 

@ElleryQ

Cita

L’Erudita è un marchio della Giulio Perrone Editore Srl.

 

Mi dici perchè tale informazione non compare anche sul sito della Giulio Perrone?

http://www.giulioperroneditore.com/chi-siamo/

Non c'è nessuna indicazione che rimanda alla CE l'Erudita, quindi i loro lettori non andranno ad esplorare l'altro catalogo. Inoltre, ti sembra un comportamento corretto vedersi dirottare su un altro marchio?

Nel modulo d'invio (http://www.giulioperroneditore.com/contatti/manoscritti/) non c'è nessun cenno a questa eventualità. Trovo questo modo di agire molto discutibile, senza che venga offerta nessuna spiegazione all'autore.

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29 minuti fa, Nuwanda dice:

Mi dici perchè tale informazione non compare anche sul sito della Giulio Perrone?

Purtroppo non posso essere io a dirtelo, @Nuwanda . :(

 

29 minuti fa, Nuwanda dice:

Nel modulo d'invio non c'è nessun cenno a questa eventualità. Trovo questo modo di agire molto discutibile, senza che venga offerta nessuna spiegazione all'autore.

 

È vero, non c'è trasparenza in questo, tuttavia sono scelte editoriali interne che non possono essere sindacate da noi, possono al limite essere palesate con il contributo di tutti, come in questo caso.

Come ho più volte avuto occasione di dire, e ti ringrazio per darmi l'opportunità di rammentarlo ancora, il forum è un luogo di confronto delle esperienze. Se noi ci mettessimo a verificare le informazioni esposte da tutte le CE sui rispettivi siti, non svolgeremmo mai il nostro lavoro vero e proprio, al quale dobbiamo necessariamente dare la priorità. D'altra parte, il confronto con e tra gli utenti esiste anche per questo: il forum "si crea" sopratutto grazie ai contenuti e ai contributi degli utenti volenterosi, che si affiancano all'attività altrettanto volontaria dello staff. Gli utenti sono legittimati a porre e porsi delle domande, benvengano! Tuttavia, lo staff del forum non ha sempre il tempo di verificare, per cui se un utente a nome proprio può e vuole raccogliere informazioni dagli editori siamo ben lieti di accoglierle e di aggiungerle alle notizie utili a favore della comunità. :)

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Mi hanno contattato siccome sono interessati alla mia opera. C'è da programmare un incontro nella loro sede a Roma per parlare del progetto, vi terrò aggiornati :)

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Scusate l'intromissione.  Da quanto leggo e da quanto mi hanno detto dei conoscenti, questa Casa Editrice 9 volte su 10 propone contratti a tutti quelli che glieli sottopongono. Perché questo fatto è con quale criterio selezionano? E perché pubblicano molto anche se hanno una distribuzione minima?

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Scusate gli errori, con il correttore è così... Intendevo ovviamente dire perché offrono contratti a quasi tutti coloro che inviano manoscritti... e perché lo fanno nonostante la poca distribuzione 

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@Psyd A onor del vero non credo non vi sia una selezione. Come la casa editrice guadagni nonostante la poca distribuzione me lo sono chiesta anche io. Credo che contino sulle vendite online e su quelle effettuate durante le presentazioni. In sostanza lavorano su numeri piccoli, ma che comunque gli garantiscono un margine, senza le spese e le grane che comporta la distribuzione (è l'idea che mi sono fatta) .

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@LauraSab ciao, grazie per aver risposto.  È ovvio che campino su piccoli numeri, ma ad esempio i libri più recenti su ibs sono disponibili in 3 settimane... mi sembra molto tempo, e gli sconti non sono del 15% come le altre case. Tenendo conto della selezione che a questo punto non c'è,  secondo lei è una casa editrice valida per un esordiente? Come sono visti i loro autori dalle altre case per un eventuale futuro altrove?

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@Psyd Quando ci ho pubblicato io la selezione c'era e anche un ottimo editing, come ho scritto in precedenza, oltre che la disponibilità a ristampare il volume secondo le esigenze dell'autore. Certo i problemi di distribuzione sono grandi. E' un'esperienza che rifarei? Alla luce dell'editing e delle presentazioni e della conoscenza di persone in gamba senz'altro sì. E' stato come affacciarsi e dare uno sguardo su un mondo per me nuovo. Uno sguardo, appunto. Entrarci è un'altra cosa.

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Ciao! Ho inviato i primi due capitoli e una sinossi alla Giulio Perrone  e naturalmente sono stata dirottata all'Erudita. Oggi mi hanno contattato per chiedermi l'opera completa. Ho spulciato nel loro sito e avendo chiuso e riaperto, si trovano pochissimi titoli nel loro catalogo. Io ho spedito loro il materiale ma se la distribuzione è quasi inesistente e la richiesta di un libro pubblicato da loro ci mette tre settimane per arrivare, non so quanto mi convenga... aspettiamo. Vi aggiornerò

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@amy90 su ibs ci vogliono settimane, sconti minimi (mentre le altre ce fanno il 15%), in libreria non si trovano, niente digitale... E poi ormai ho la conferma che pubblicano quasi tutti quelli che gli capitano sotto mano... ma se siamo tutti Proust Dostoevskij o Dickens perché se ne accorgono solo loro e le altre ce no? Mah.

Vedrai che domani ti chiedono di andare a Roma 

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@Psyd ho la tua stessa impressione, hanno pubblicato anche persone che non sanno scrivere. Parlo di un caso concreto, poi magari ce ne saranno tanti altri bravi, non posso esprimermi per gli altri.

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@Psyd In effetti non è molto allettante. Avendo letto alcune esperienze di altri autori, non credo che il mio percorso sarà così diverso. Probabilmente non accetterò, non so nemmeno se ne valga poi così la pena andare fino a Roma, dato che le proposte sono standard per chiunque qui in questo forum ha avuto contatti con questa ce. 

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@Lemmy Caution considerando che non fanno neanche un vero e proprio editing... Dispiace, perché non capisci se sai/puoi scrivere veramente oppure no.

 

@amy90 esatto, pubblicano un numero spropositato di gente... La vicinanza con giulio perrone potrebbe allettare, ma sinceramente non so quanti esordienti erudita passeranno poi di là. Magari poi m sbaglio e stiamo perdendo l'occasione della vita, ma al momento ne dubito fortemente. 

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Torno a dire che invece l'editing nel mio caso (fine 2013) è stato fatto da una giovane molto in gamba. Ora non so se le cose siano cambiate, ma allora fu certamente fatto.

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@Psyd Ricevuto la chiamata per l'appuntamento a Roma. Ho anche chiesto se era possibile fare un incontro via Skype ma loro preferiscono (giustamente) fare una chiacchierata conoscitiva a tu per tu. Non mi hanno dato un margine di tempo (posso andarci anche tra un mese per esempio); non so se accettare, al telefono il ragazzo non mi ha voluto dare ulteriori informazioni.

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@amy90 to', ma guarda te il caso, un altro manoscritto idoneo :asd: sono un veggente. 

Mi pare strano che non accettino di divulgare informazioni neanche per telefono, altri utenti del forum mi hanno detto che molte altre ce fanno tutto per email 

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Alcuni mesi dopo aver inviato alcuni racconti a Giulio Perrone editore, ricevo risposta via mail da L'erudita che manifesta vivo interesse per l'intera raccolta e mi chiede un incontro presso la loro sede a Roma. Rispondo che vivendo a Torino, che non è dietro l'angolo, preferirei che mi venisse accennata la loro proposta mia mail o per telefono, mostrandomi stupita del fatto che fosse un altro marchio editoriale a contattarmi. Mi spiegano che è la stessa cosa, cioè L'edurita è un marchio di Giulio Perrone, che pubblica un certo tipo di narrativa. Allora chiedo per sicurezza se pubblicano a pagamento e mi precisano che assolutamente non pubblicano a pagamento. Comunque io rispondo che visto che non intendono accennare alla loro proposta, andrò a Roma quando riesco a far combaciare un altro impegno. 

Dopo due mesi li ricontatto dicendo che sarò a Roma (dicembre 2016) in occasione di un piccolo premio letterario e quindi chiedo di essere ricevuta in un giorno preciso.

All'incontro presso la sede appare tutto molto free, disinvolto, stile giovane. Chi mi riceve non è la persona che mi ha scritto ma un collega che mi porta in un bar. La loro sede è un piccolo negozio e le riunioni le gestiscono al bar. In maniera amicale mi chiede del mio lavoro, io gli spiego che è nell'ambito editoriale ma relativo alla scolastica, quindi sul fronte della narrativa sono interessata a trovare un buon editore che abbia una distribuzione in libreria. Lui sorvola, chiacchiera, la prende alla larga, mi spiega che loro lavorano in maniera alternativa. Mi precisa che Giulio Perrone è in difficoltà e pubblica massimo 5 libri all'anno. Il marchio L'erudita, invece, ne pubblica 7-8 al mese, ma per non scontrarsi con le logiche librarie cerca di organizzare presentazioni in luoghi alternativi (bar, sedi di associazioni, centri sportivi e altri luoghi suggeriti dall'autore). Continua a ribadirmi che non sono editori a pagamento, perché forse inizia a captare le mie perplessità, e afferma pure che loro scoraggiano il fatto che l'autore compri direttamente dei libri da regalare agli amici. Mi dice: - Noi regaliamo due copie all'autore. Gli altri libri si devono vendere. Nel contratto che potrà firmare oggi stesso lei si impegna solo a organizzare 5 presentazioni nella sua città.

Allora gli chiedo chi organizzerà le presentazioni a Roma e mi risponde che, non avendo un ufficio stampa, loro non possono organizzare niente ma lo devo fare sempre io, magari poi loro condividono l'evento su FB. Quello che mi ha colpito era la manifesta intenzione di voler evitare le librerie per le presentazioni. Naturalmente non ho firmato quel contratto e poi, riflettendo, ho capito perché vogliono le presentazioni in luoghi alternativi e perché non vogliono vendere libri all'autore. Perché a qualunque libraio o nella vendita all'autore si fa uno sconto minimo del 30%. Invece nei luoghi alternativi di cui mi ha parlato, mi ha precisato che l'autore presenta il libro e un incaricato (amico dell'autore) raccoglie i soldi delle vendite e l'indomani effettua il bonifico a L'erudita!

A me questo sistema sembra altamente poco professionale, in primis perché l'autore diventa una sorta di venditore di pentole, deve radunare amici e conoscenti implorandoli di acquistare il libro per non fare brutta figura con l'editore. Poi trincerandosi dietro il fatto "Non siamo a pagamento" in realtà hanno trovato un escamotage che li rende sleali. Inoltre i loro libri hanno un prezzo di copertina molto alto. Prezzano 16 euro un libro che altri editori metterebbero a 8 euro, e pretendono di venderli senza sconti. Anche con una bassa tiratura di 300 copie, loro ci guadagnano discretamente, mentre l'editore si deve umiliare per andare a organizzare vendite in stile Avon.

La mia domanda è "Basta dichiarare di non essere a pagamento per essere considerati tali?"

Se un editore ci dice in maniera implicita "Ti pubblico gratis ma devi impegnarti tu a vendere i tuoi libri, a prezzi più alti del mercato" viene considerato comunque un editore non a pagamento?

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Ciao @perseveranza , noto che è il tuo primo messaggio. Potresti, per cortesia, presentarti nella sezione "Ingresso"? Sarà utile a noi per conoscerti meglio e darti il benvenuto ufficiale, e a te per ricevere indicazioni su come orientarti al meglio nel forum. Grazie. :)

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Salve, 

vorrei mettervi a parte della mia recente esperienza con L'Erudita.

Una settimana dopo l'invio di un paio di capitoli del mio libro vengo contattato da L'Erudita  con la richiesta di inviare l'opera completa.

La settimana successiva mi scrivono dicendo di avere trovato interessante il mio testo e di fare loro visita nella sede di Roma per "parlare del progetto". Io sono di Catania.

Concordiamo una data.

Ci vado in motocicletta, tanto per unire l'utile al dilettevole. Sono 10 ore. Ma a me piace così. Soffrire per espiare la colpa (fate voi quale).

Mi accoglie un ragazzo che cerca il mio nome in una lista di appuntamenti del giorno. Alla fine lo trova, non si ricorda nemmeno il nome del mio libro ma non importa. Mi accomodo in un sedia con un pc davanti, in 4e4otto siamo uno di fronte all'altro e inizia a chiarirmi cosa fa e non fa L'Erudita.

Pubblica 150 copie, inizialmente, per un contratto di un anno. Poi liberi tutti.

Te ne regala 2.

Ti chiede di impegnarti a organizzare 5 eventi a tue spese (il primo non in una libreria) dove presentare e vendere il tuo libro con la collaborazione di qualche amico (che magari deve pure fare da relatore).

Se vuoi mandare una copia stampa per una recensione o altro devi pagarla (ma c'è uno sconto).

Pubblicizza gli eventi sui suoi social.

Non chiede danaro.

Distribuisce su Amazon e IBS e su un network di librerie indipendenti.

Punto.

Non abbiamo parlato di null'altro. In venti minuti ero fuori, di nuovo in sella alla moto e onestamente piuttosto dispiaciuto.

Non mi aspettavo le fanfare, no. Giusto un minimo di empatia, seppure non dovuta.

La mia soggettiva impressione è che sia una CE che punta alla pubblicazione di quanti più autori possibili per lucrare poco ma su un'ampia base. Il ragionamento sotteso alla loro proposta credo sia che qualsiasi autore può vendere 30 copie a presentazione (organizzata a sue proprie spese) presso amici e parenti. Loro ci guadagnano e all'autore rimane la soddisfazione di essere, per 5 ore, chiamato scrittore. Credo che contattino moltissimi autori, i tempi di lettura delle opere del resto mi sembrano da record.

Dispiace molto, invece che non si facciano scrupolo di comunicare queste poche condizioni via mail ed evitare agli_illusi_ autori trasferte quantomeno scomode.

Potrei aggiungere altro ma penso di essere stato chiaro.

Ovviamente ho cortesemente declinato la loro proposta (però mi sarebbe piaciuto molto leggere il contratto, peccato).

 

 

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@Sestacorda ho letto con attenzione ciò che hai descritto, ritrovandomi in ogni aspetto. Quasi quasi mi rivedevo lì di fronte allo stesso ragazzo, ad ascoltare le stesse cose. La tua esperienza è quasi identica alla mia, come pure le impressioni che ne ho tratto e che forse avrei letto in uno degli interventi precedenti. Stessa amarezza, ma neanche tanta, meglio aver compreso e aver saggiamente declinato la loro gentile proposta.

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1 ora fa, Sestacorda dice:

 

Mi accoglie un ragazzo che cerca il mio nome in una lista di appuntamenti del giorno. Alla fine lo trova, non si ricorda nemmeno il nome del mio libro ma non importa.

 

 

Fra 1000 titoli a settimana che prendono in considerazione come potevi pretendere che ricordassero il tuo? xD:P

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4 minuti fa, perseveranza dice:

@Sestacorda ho letto con attenzione ciò che hai descritto, ritrovandomi in ogni aspetto. Quasi quasi mi rivedevo lì di fronte allo stesso ragazzo, ad ascoltare le stesse cose. La tua esperienza è quasi identica alla mia, come pure le impressioni che ne ho tratto e che forse avrei letto in uno degli interventi precedenti. Stessa amarezza, ma neanche tanta, meglio aver compreso e aver saggiamente declinato la loro gentile proposta.

 

Sì, ho letto il tuo intervento precedente e mi ci sono ritrovato. Credo che in moltissimi possano ritrovarsi nel tuo e nel mio intervento.

Per carità, tutte le CE sono libere di adottare le strategie che reputano più opportune; allo stesso modo noi autori possiamo stigmatizzare i comportamenti che sembrano meno costruttivi e più insolenti.

Detto questo, passiamo oltre.

 

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Ma hanno dei segreti di stato per cui non possono/devono dare informazioni basilari per email o telefono? Che nervoso.

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