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Moritz Benedikt

[Curatore editoriale] Giulio Mozzi

Post raccomandati

Sinceramente preferisco i NO secchi di Mozzi, (opinabili, certo, in questo do ragione a Rez) piuttosto che certi NI che stanno per c'è bisogno di un editing, ovviamente a  pagamento. 

Se un editore o un agente trovano il testo interessante, vendibile( ebbene sì, sembrerà strano ma io il mio lavoro lo voglio vendere e non me ne vergogno) non se lo fanno scappare per qualcosa da sistemare. Altrimenti  dovrebbero cambiare mestiere. Poi ci  stanno gli sbagli, come in tutti i campi, il poco tempo, le poche risorse e quindi la scelta di scommettere su un lavoro piuttosto che un latro.

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Ospite

non ce l'ho col mercato, il fine della storia è essere letta e perchè ciò avvenga deve arrivare al pubblico, quindi vendersi. quando dicevo che la cosa che mi rattrista o stupisce mi riferivo ai tempi, che per me sono invertiti. di solito prima si impara a parlare, e poi a scrivere, prima a camminare e poi a correre, ecc...

mi sembrerebbe più logico cercare prima un riscontro da chi ha esperienza diretta nella scrittura, qualcuno che ti dice qui non stai raccontando, stai riassumendo, qui non stai mettendo in scena, stai spiegando, qui non c'è nessun amo che spinga il lettore a voltare pagina, ecc... e poi, una votla impretichitisi con queste basi, rivolgersi a editori e agenzie per avere un riscontro sul mercato o semplicemente un parere a posteriori. la fretta di arrivare subito al mercato, in libreria o alla carta stampata è quello che, a mio parere, ci frega.

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Ospite Valpur

(Comunque mi ha risposto. È stato carinissimo, e sappiate che ci legge :))

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Ospite Valpur

Io gli avevo scritto un tot di mesi fa, ma non avevo inviato un testo. Siccome so che il fantasy è un genere che fa storcere il naso ai più gli avevo chiesto informazioni, cosa ne pensasse eccetera.

Nel frattempo mi sono rassegnata alla mia impubblicabilità XD

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Questo quello che scriveva Mozzi 10 anni fa sulla narrativa fantasye che ha riconfermato di recente.

 

"Dodicesima tendenza, nonché ultima: il romanzo fantasy-newage-sapienziale. Credo che una letteratura in buona salute possa sopportare allegramente l’inoculazione di una certa dose di narrativa fantasy: perciò trovo che il proliferare di romanzi fantasy sia una novità né buona né cattiva. Quello che mi turba è l’incrocio tra il fantasy del contenuto narrato, il New Age dell’ideologia, e il sapienziale dello stile. Le narrazioni di questa specie sono in continuo aumento (sia come numero di titoli, sia come numero di pagine per ciascun titolo). Dal 1998 a oggi ho letto una, e una sola, buona narrazione ascrivibile a questo genere (ancora inedita, peraltro)."

 

Vi lascio il link sulle sue considerazioni in merito alle diverse tipologie di romanzi e relativi autori, può essere un utile riferimento per chi intenda inviare qualcosa a Mozzi e cosa può aspettarsi come reazione.

 

http://vibrisse.wordpress.com/2014/04/03/attuali-di-dieci-anni-fa-tendenze-della-narrativa-italiana-vista-dal-buco-della-serratura/

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Io gli ho inviato 20 gg fa un mio scritto che tra l'altro non è completo e contiene diversi errori -refusi-.
Insomma credo di essermela cercata, adesso se non risponde, come penso, sarò io a chiamarlo tra un mesetto. E' che ho una spropositata voglia di essere maltrattato. Da Mozzi eh, mica da chiunque, non iniziate.

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Kenzo Kabuto, ognuno, per carità, fa le sue scelte, ma francamente non capisco proprio dove ti possa portare inviare testi (non solo a Mozzi, a chiunque) incompleti e contenenti errori e refusi. Non è meglio portare il testo al massimo delle sue possibilità prima di inviarlo? Perché bruciarsi così ogni possibilità?

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@Kenzo: cito da "Vibrisse:"

 

 

Per questo dico: cerco di tenere il passo con le letture, se non mi faccio vivo entro due mesi vuol dire che l’opera non mi interessa.

e poi:

 

 

Non sono disponibile a leggere opere letterarie dattiloscritte per “esprimere un’opinione” o “dare un consiglio”. L’unica cosa che posso fare è leggere opere letterarie dattiloscritte per decidere se mi interessano o non mi interessano, se ho voglia di battermi per la loro pubblicazione o se ho voglia di mettermi a disposizione di chi le ha scritte. Non sono disponibile a leggere racconti singoli. Non sono disponibile a prendere in considerazione primi capitoli, semplici riassunti, versioni parziali.

quindi, perché gli hai inviato quel testo? e perché richiamarlo quando c'è chiaramente scritto che se non si fa vivo lui non è interessato?

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Aspettate, non sono completamente idiota.
Per i refusi -non so a voi- con me funziona che per quante volte io possa rileggere qualcosa scritto da me non c'è che me ne accorga. Qualcuno me ne sfugge, ma credo che questo lui lo sappia e che non gli dia troppo peso, specie se sono limitati.
Io gli ho mandato una bella fetta, non un capitolo. Diciamo metà, diciamo molto abbondantemente sopra le fatidiche 30 pagine dopo le quale solitamente Mozzi brucia tutto.
E l'ho fatto specificandolo in testa a tutto, in maniera educata e per far modo che lui potesse ritenere di non iniziare e neanche perderci del tempo.
L'ho fatto perché credo in ciò che ho scritto e la coda non è mancante ma bensì in fase di riscrittura ed equilibratura.




 

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Bene, da come raccontavi sembrava che oltre ai refusi ci fossero anche errori veri e propri... Comunque mi pare che lui lo specifichi proprio che non vuole leggere testi che non siano completi... Insomma, io avrei aspettato, specialmente se è un testo in cui credi e che giudichi buono ed equilibrato

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E allora il meglio che puoi fare è scrivergli all'altro indirizzo, quello delle comunicazioni scusandoti con lui e avvertendolo di cestinare quanti gli hai mandato, riservandoti un giorno di inviargli l'opera completa finale.

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Ospite

Non so se Mozzi legga il fantasy, ma assicuro che legge la fantascienza: tra i suoi testi preferiti c'è Dune, e tra i racconti inediti che ho avuto modo di leggere ce n'era uno, "Dispersione", di genere fantascientifico e con un gran numero di citazioni ad altre opere del genere.

Tempo fa si era discusso qui su come, come scrittore, non fosse granché. Inutile dire che non è necessario che un bravo editor sia anche un grande scrittore, anzi è una cosa rara visto che sono mestieri che richiedono modelli di ragionamento diversi. Ma io questo lo vedo anche su di me: quelli che edito mi paiono contenti, ma io non so scrivere.

Che non mi piace ciò che scrive glielo ho detto direttamente argomentando anche con un post di circa 10.000 parole (non linko per non spammare, ma lo dovreste trovare facilmente cercando su google una delle frasi marcate: "pezzi di ghiaccio che ti fissano ebeti"), ma mi è sembrato reagire in modo esemplare.

Non sento qua i primi che dicono che Mozzi gli ha "distrutto il romanzo (e l'autostima)". Lo stesso Stefano Trucco anni fa, relativamente a un romanzo fantascientifico, lamentava lo stesso (non lamentava però la distruzione dell'autostima, almeno non pubblicamente). Non so che tono usi nelle mail (a volte la neutralità viene percepita come ostilità, via internet), ma io alcuni suoi editing li ho visti, e mi sono parsi più leggeri di quelli di altri editor che conosco, anche più leggeri dei miei.

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Concordo, editor e scrittore sono mestieri diversi.
Ho trovato la discussione a cui facevi riferimento e devo dire che tu hai argomentato bene ma decisamente troppo e che GM ha reagito in maniera fantastica.

Nel frattempo, Tagliacarte, ho "annullato" quanto gli avevo spedito, non l'aveva letto e l'ha cestinato.
Grazie per i consigli.

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Negativa, assolutamente negativa la mia opinione su Giulio Mozzi, si è dimostrato borioso, offensivo, ed inconcludente; per nulla disponibile, farcito di preconcetti senza in minimo interesse a capire "chi avesse di fronte". Una completa delusione a livello umano e professionale, non lo consiglierei mai a nessuno, tra l'altro potrete verificare voi stessi quello che dico, essendo tutto visibile a tutti sul suo blog.

La mia esperienza:

Quando ancora studiavo per realizzare il mio sogno di aprire una casa editrice, cercando di capire un concetto che malgrado diverse letture e riletture della legge non mi era chiaro, trovai un blog (il suo) un qualcosa del tipo "lezioni contrattuali" (o roba del genere), in cui sembrava disponibile a chiarire i dubbi sulle clausole contrattuali e così, con il mio solito entusiasmo, mi rivolsi a lui. Non immaginavo che la disponibilità fosse esclusivamente rivolta agli autori  ;) (fatevi una domanda e datevi una risposta avrebbe detto qualcuno).

Quello che avrebbe dovuto rispondermi e che ora so, sarebbe dovuto essere: "Il diritto d'autore sulle vendite successive alla sua morte dura 70 anni dopo la prima pubblicazione dopo la sua morte (ai suoi eredi per intenderci). 

Invece di rispondermi, lui fece un'esortazione pubblica del tipo: "vi esorto a stare alla larga dalla LCE", mi diede dell'esosa, proprio a me che di venale non ho nulla.

Nella mia (all'epoca) buona fede, cercai di chiarire il malinteso, magari non mi ero espressa bene pensai, ma lui anziché fare un passo indietro e scusarsi, chiuse la discussione. Questa detta veramente in breve, ma ci sarebbe tanto altro da commentare.

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Mi hanno detto che sono stata troppo buona e breve ed avrei dovuto elencare tutta la discussione dell'epoca, ma onestamente mi viene il vomito solo a ricordarla, ma non ho voluto esimermi dal dare la mia testimonianza su una persona immeritevole, a parer mio, di qualunque apprezzamento positivo.

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Ospite

Sconsiglio fortemente di dare peso alle parole di una delle parti coinvolte nella questione. Piuttosto, invito ognuno a leggere direttamente la discussione per farsi un'idea:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/07/02/lezioni-di-ginnastica-contrattuale-1-quattro-tipi-di-contratto/

Secondariamente, invito a notare che Laura Capone Editore sta sconsigliando di affidarsi a Giulio Mozzi in quanto consulente editoriale sulla base di una risposta che ha ritenuto sgarbata. In altre parole, sta usando una caratteristica caratteriale come elemento per sconsigliare una figura professionale; un po' come se si dicesse che Churchill era un pessimo politico perché era maleducato, e Carroll un pessimo scrittore perché pedofilo.

Tutto questo, lo sottolineo, lo sto dicendo senza intento polemico: non sto infatti consigliando di affidarsi a Giulio Mozzi, non avendo in merito esperienze lavorative. Semplicemente, credo che se uno vuole rivolgersi a Mozzi lo fa per la qualità dell'editing e per la possibilità di essere pubblicato, non per sentirsi dire belle parole (a cui magari segue un cattivo lavoro).

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Ho conosciuto Mozzi a Roma in occasione di uno dei suoi progetti (il ricordo d'infanzia) che non andò in porto. Non suscita grande empatia, in effetti.

Tuttavia, molto prima d'incontrarlo, si era mostrato gentilissimo :flower: chiarendomi  in tempo reale, con scambio di varie mail e per telefono, alcune perplessità sulla prelazione editoriale. Di un romanzo che gli avevo mandato in lettura non ho invece mai avuto notizia :nein:. Avrei apprezzato una troncatura motivata...

Di suo  conosco solo qualche pezzetto in vibrisse, nè mi è capitato di vedere un editing. Ho letto per caso  il romanzo (niente male)  di un'autrice che aveva seguito i suoi corsi e diceva di aver imparato molto.

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Sconsiglio fortemente di dare peso alle parole di una delle parti coinvolte nella questione. Piuttosto, invito ognuno a leggere direttamente la discussione per farsi un'idea:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/07/02/lezioni-di-ginnastica-contrattuale-1-quattro-tipi-di-contratto/

Secondariamente, invito a notare che Laura Capone Editore sta sconsigliando di affidarsi a Giulio Mozzi in quanto consulente editoriale sulla base di una risposta che ha ritenuto sgarbata. In altre parole, sta usando una caratteristica caratteriale come elemento per sconsigliare una figura professionale; un po' come se si dicesse che Churchill era un pessimo politico perché era maleducato, e Carroll un pessimo scrittore perché pedofilo.

Tutto questo, lo sottolineo, lo sto dicendo senza intento polemico: non sto infatti consigliando di affidarsi a Giulio Mozzi, non avendo in merito esperienze lavorative. Semplicemente, credo che se uno vuole rivolgersi a Mozzi lo fa per la qualità dell'editing e per la possibilità di essere pubblicato, non per sentirsi dire belle parole (a cui magari segue un cattivo lavoro).

Non ho sconsigliato nessuno, ho dato la mia testimonianza di esperienza diretta ed ho invitato a verificare la discussione in questione. Fatto bene a mettere il link diretto. :)

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Sconsiglio fortemente di dare peso alle parole di una delle parti coinvolte nella questione. Piuttosto, invito ognuno a leggere direttamente la discussione per farsi un'idea:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/07/02/lezioni-di-ginnastica-contrattuale-1-quattro-tipi-di-contratto/

Secondariamente, invito a notare che Laura Capone Editore sta sconsigliando di affidarsi a Giulio Mozzi in quanto consulente editoriale sulla base di una risposta che ha ritenuto sgarbata. In altre parole, sta usando una caratteristica caratteriale come elemento per sconsigliare una figura professionale; un po' come se si dicesse che Churchill era un pessimo politico perché era maleducato, e Carroll un pessimo scrittore perché pedofilo.

Tutto questo, lo sottolineo, lo sto dicendo senza intento polemico: non sto infatti consigliando di affidarsi a Giulio Mozzi, non avendo in merito esperienze lavorative. Semplicemente, credo che se uno vuole rivolgersi a Mozzi lo fa per la qualità dell'editing e per la possibilità di essere pubblicato, non per sentirsi dire belle parole (a cui magari segue un cattivo lavoro).

Non ho sconsigliato nessuno, ho dato la mia testimonianza di esperienza diretta ed ho invitato a verificare la discussione in questione. Fatto bene a mettere il link diretto. :)

 

Inoltre, sempre a parer mio e senza alcuna intenzione di polemizzare, un'opera di qualità ha maggiori possibilità di essere pubblicata se inviata alla presente casa editrice che alla persona indicata.

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Ospite

Laura Capone Editore, ti consiglio di fare più attenzione a quanto scrivi perché, mi pare, ti capita spesso di esprimere cose che non pensi realmente. Nulla di male, capita anche a me, eh! Solo che ora scrivi:

"Non ho sconsigliato nessuno"

Mentre subito sopra:

"non lo consiglierei mai a nessuno"

Ma vabbe', sono quisquilie: ho solo colto l'occasione per dare un consiglio.

@Sefora:

Un suo editing lo trovi nella bottega di Narrazione. Ce ne dovrebbe essere anche uno "in tempo reale" su youtube (così mi dicono, io però devo ancora cercarlo). Sono comunque editing parziali: Mozzi tende a lavorare "a strati" facendo anche più di otto riscritture.

Quando torno a casa, comunque, metto il link dell'editing.

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Refuso nel mio post precedente: (s)troncatura

 

Inoltre, sempre a parer mio e senza alcuna intenzione di polemizzare, un'opera di qualità ha maggiori possibilità di essere pubblicata se inviata alla presente casa editrice che alla persona indicata.

Beh, mi sembra che si mettano insieme capre e cavoli, per così dire. Mozzi, consulente per anni di Einaudi, ora di Marsilio, editor, docente ecc. fa un "mestiere" diverso. Non pubblica in proprio, né promette contatti editoriali, che io sappia; talvolta -dice nel blog- segnala qualche testo che gli è piaciuto.

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Laura Capone Editore, ti consiglio di fare più attenzione a quanto scrivi perché, mi pare, ti capita spesso di esprimere cose che non pensi realmente. Nulla di male, capita anche a me, eh! Solo che ora scrivi:

"Non ho sconsigliato nessuno"

Mentre subito sopra:

"non lo consiglierei mai a nessuno"

Ma vabbe', sono quisquilie: ho solo colto l'occasione per dare un consiglio.

@Sefora:

Un suo editing lo trovi nella bottega di Narrazione. Ce ne dovrebbe essere anche uno "in tempo reale" su youtube (così mi dicono, io però devo ancora cercarlo). Sono comunque editing parziali: Mozzi tende a lavorare "a strati" facendo anche più di otto riscritture.

Quando torno a casa, comunque, metto il link dell'editing.

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Refuso nel mio post precedente: (s)troncatura

Inoltre, sempre a parer mio e senza alcuna intenzione di polemizzare, un'opera di qualità ha maggiori possibilità di essere pubblicata se inviata alla presente casa editrice che alla persona indicata.

Beh, mi sembra che si mettano insieme capre e cavoli, per così dire. Mozzi, consulente per anni di Einaudi, ora di Marsilio, editor, docente ecc. fa un "mestiere" diverso. Non pubblica in proprio, né promette contatti editoriali, che io sappia; talvolta -dice nel blog- segnala qualche testo che gli è piaciuto.

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