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Moritz Benedikt

[Curatore editoriale] Giulio Mozzi

Post raccomandati

Nome: Giulio Mozzi

Professione: Curatore editoriale

Sito webhttp://vibrisse.wordpress.com/

 

Giulio Mozzi è uno scrittore italiano di racconti. Con i racconti non si creano best seller, specie in Italia, e Mozzi è soprattutto uno scrittore 'per scrittori', con una notevole reputazione negli ambienti letterari, malgrado sia dichiaratamente cattolico.

I suoi racconti vanno dagli orrori de 'Il male naturale' (non gli orrori divertenti delle storie di genere horror, ma cose autenticamente disturbanti e spiacevoli) all'umorismo di 'Sono l'ultimo a scendere', uno dei libri più divertenti degli ultimi anni.

Quel che conta qui però sono altre due cose. Mozzi è consulente editoriale per Marsilio: legge, del tutto gratuitamente, i manoscritti che gli vengono inviati e se necessario li segnala agli editori.

https://vibrisse.wordpress.com/istruzioni-per-spedire-dattiloscritti-a-giulio-mozzi/

Inoltre Mozzi tieni corsi, stage e seminari di scrittura creativa, generalmente considerati fra i migliori in Italia, benché meno famosi di quelli di Baricco.

Per darvi un'idea, ecco il primo di 17 video su come si scrive narrativa che Mozzi ha postato su Youtube (noterete che Mozzi è un notevole entertainer).

 

Mozzi pubblica sul suo sito sia il numero di telefono che l'indirizzo (ha molta fiducia nell'umanità).

Dopo aver finito il mio primo romanzo e averlo fatto leggere con gran spesa a Grandi e Associati (che mi fornirono una scheda di lettura molto dettagliata e interessante ma non erano interessanti a rappresentarmi, più che altro perchè il mio romanzo non si inseriva bene in alcun genere) gli telefonai.

Era, come al solito, in stazione a aspettare un treno. Chiacchierammo a lungo e gli feci una buona impressione, tanto che parlò della mia telefonata nel suo sito. Gli spedii il romanzo.

Niente, non funzionò. Data la buona impressione di cui ho detto potei telefonargli di nuovo (Mozzi legge tutto ma si fa vivo solo se il libro ne vale la pena; se no, silenzio) e lui me lo stroncò accuratamente e dolorasamente.

Non esattamente il risultato che desideravo ma io sono dell'idea che se chiedi un parere a una persona competente e che rispetti farai meglio a ascoltarlo, anche se è negativo (pare che siamo in pochissimi a farlo...). Mi segnai le critiche e scrissi un nuovo romanzo che mi pare meglio del primo.

Sto per mandarglielo. Speriamo bene.

Prima di mandargli un vostro romanzo vi consiglio di familiarizzarvi un po' con lui attraverso il suo blog. In certi casi capirete che non è il caso; in altri che è l'uomo per voi.

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Vedo che sei un iscritto nuovissimo! Frequento anch'io con interesse il blog di Mozzi, ho visto/letto le lezioni eccetera. Alcune considerazioni mi piacciono, altre meno. L'ho citato a proposito di uno stage gratuito a Salerno; c'è un topic in "case editrici", chiuso una volta chiarito che vibrisse non è tale.

Consigli di mandargli opere in lettura? Lo fa gratis, meritoriamente, ma i tempi sono troppo lunghi, credo, almeno per chi ha un contratto in corso o in vista.

Quanto a me, confesso che il cattolicesimo dichiarato un po' mi trattiene. Quel che scrivo ha un taglio decisamente...laico.

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Mozzi si da due mesi di tempo (pochissimo, per gli standard abituali). Se al termine dei due mesi non s'è fatto vivo la risposta è no. Nel link sull'invio dei romanzi spiega perchè non da risposte individuali negative tranne casi particolari.

Quanto al cattolicesimo non preoccuparti. A meno che tu non abbia scritto una satira triviale e disinformata sul cristianesimo, che potrebbe dargli fastidio, è un lettore perfettamente laico e per nulla settario.

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Molto interessante, Moritz! Lo prenderò in considerazione. Più o meno, quanto tempo ci ha messo per leggere il tuo lavoro? Auguri per quello nuovo, facci sapere!

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Visto che si parla di Mozzi, copio uno dei suoi "dieci per dieci" su letteratura e dintorni. Qualora sia OT, prego di spostarlo nella sezione adatta ( consigli?)

Se l'avessi letto prima, avrei evitato la fatica di scrivere l'ultimo romanzo... Gli altri sul suo blog Vibrisse

1.

Editor della narrativa italiana: “Il romanzo è fresco, frizzante, con una bella storia, fuori dal comune, scritto davvero bene, con una equilibrata relazione tra gli eventi privati e la storia dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, storia politica e storia del costume…”.

Direttore editoriale: “Insomma è da fare”.

Editor della narrativa italiana: “Sì”.

Direttore editoriale: “Ma quanti anni ha l’autrice?”.

Io: “Quarantuno”.

Direttore editoriale: “Eh, è un po’ vecchia”.

Io: “Ma ha un altro romanzo in corso d’opera, quasi finito, e mi ha appena mandato il soggetto del terzo”.

Direttore editoriale: “Ma come si presenta?”.

Editor della narrativa italiana (un po’ in affanno): “Non è male, ti assicuro, non è male”.

2.

Io (dalla porta, entrando): “Ragazzi, ho trovato un bestseller!”.

Redattrice: “Vuoi una camomilla?”.

Io: “Dico sul serio”.

Redattrice: “Con zucchero o senza?”.

3.

Direttore editoriale: “Insomma, mi sono domandato: ma questo romanzo qui, io, a chi potrei regalarlo? A quale dei miei amici o parenti potrebbe piacere? E mi sono risposto: a nessuno. Capisci?”.

Io: “Be’, io sono tuo amico”.

Direttore editoriale: “Sì, ma tu l’hai già letto”.

4.

Direttore editoriale: “Ma quand’è che ce l’hai proposto, questo romanzo?”.

Io: “Ve l’ho mandato esattamente un anno e due giorni fa. Ne abbiamo parlato – molto alla svelta – in una riunione di dieci mesi fa. Ve ne ho ricordata l’esistenza altre quattro volte. Un mese fa ci siamo dati una settimana di tempo per decidere”.

Direttore editoriale: “E quando scade l’ultimatum dell’agente?”.

Io: “Giovedì prossimo”.

Direttore editoriale: “Non facciamo in tempo”.

5.

Io: “E allora, l’hai letto?”.

Editore: “Sì”.

Io: “E dunque?”.

Editore: “Hai qualcosa di interessante da propormi?”.

6.

Direttore editoriale: “Ma secondo voi quanto può fare questo romanzo qui?”.

Editor della narrativa italiana: “Non più di diecimila, secondo me”.

Direttore editoriale: “E secondo te?”.

Io: “Non ne ho idea. Una risposta si può dare solo su base comparativa. Se mi date pieno accesso ai dati di vendita della casa editrice, studio un po’ e tra una settimana ti rispondo”.

Direttore editoriale (ridendo): “No, non possiamo darti pieno accesso ai dati di vendita”.

Io: “E allora non chiedermi previsioni. Al massimo posso dirti che secondo me, secondo me, con questo romanzo, lavorando bene, si può fare di quest’uomo un autore“.

Editor della narrativa italiana: “Ah, questo di sicuro”.

Direttore editoriale: “Dunque la decisione è presa”.

7.

Editor della narrativa italiana: “Senti, io questo romanzo l’ho letto e riletto; lo trovo affascinante; dico affascinante e non bello perché è un romanzo pieno di scorie, lutulento, a tratti lettoricida, poi con pagine e pagine meravigliose, e comunque una struttura perfettamente chiara e veramente originale”.

Io: “Se mi chiedi delle proposte di editing, ti dirò che non saprei da che parte cominciare. Mi pare un libro prendere o lasciare“.

Editor della narrativa italiana: “Sono d’accordo. L’autore è un genio”.

Io: “Dunque lo prendiamo?”.

Editor della narrativa italiana: “Non saprei da che parte cominciare per riuscire a venderlo”.

8.

Editore: “Questo è probabilmente il libro più importante che ci capiterà mai di fare”.

Redattrice: “Sì”.

Io: “Sul letto di morte potremo ricordare con fierezza di averlo pubblicato”.

Editore: “Minchia!”.

9.

Direttore editoriale: “Hai visto le prove di copertina?”.

Io: “Sì. Mi sembrano un po’ punitive”.

Direttore editoriale: “Non possiamo promettere al lettore un divertimento che l’opera non dà. Questo è un romanzo serio e severo, e anche impegnativo da leggere”.

Io: “Ma: io mi sono divertito un sacco”.

Redattrice: “Tu non sei mica normale”.

10.

Direttore editoriale: “No, non me la sento di far esordire quest’uomo con dei racconti. E’ troppo difficile. Rischiamo di bruciarlo”.

Editor della narrativa italiana: “Nei racconti c’è però un’unità di tempo e luogo, sono molto legati tra loro…”.

Io: “Non chiedetemi di dirgli che deve riciclare tutto e farne un romanzo”.

Editor della narrativa italiana: “No, voglio dire che possiamo provare a venderlo come se fosse un romanzo”.

Io: “L’adolescenza di un sognatore nella Calabria degli anni Cinquanta tra gli inizi del boom economico, la modernizzazione della ‘ndrangheta e le prime pulsioni sessuali?”.

Direttore editoriale: “Voglio una lametta”.

Modificato da sefora
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Inoltre va aggiunto che è una cosa molto intelligente: Einaudi paga Mozzi solo e soltanto per leggere gli esordienti; lui non è un agente né nulla di questo genere, è un talent scout della casa editrice. In questo modo gli autori è come se spedissero alla casa editrice con la sola differenza che c'è un intermediario che legge direttamente e di persona. Mi pare ottimo.

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Oggi gli ho spedito il mio romanzo. Mi è subito arrivata una conferma di ricezione (molto simpatica e corredata da indirizzo e telefono), dove mi si avverte che G. Mozzi in questi giorni non è a casa, per cui la mia mail non verrà letta prima del 3.9.

Encomiabile, visto il panorama generale... :)

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Ciao Ali, il tuo contatto con Mozzi ha poi avuto qualche seguito? Te lo chiedo perchè a breve vorrei mandagli in visione un mio lavoro e mi chiedevo quali sono i tempi di risposta etc... Grazie mille!

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Nessuna risposta. Da qualche parte in "vibrisse" c'è scritto che in caso di interesse, lui risponde entro due mesi. Leggiti i suoi vari post sul suo blog con le indicazioni sugli invii. In bocca al lupo!

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purtroppo Mozzi non ha risposto neppure a me

Scusate, mi sono poi dimenticato di aggiornare... In realtà a me ha poi risposto dopo una decina di giorni, scatenando i miei istinti masochistici... :-) Nel senso che ha commentato due dei racconti che gli avevo inviato massacrandoli letteralmente ma con una critica estremamente puntuale e precisa (quasi frase per frase), con un sacco di indicazioni, osservazioni e suggerimenti. Insomma, la critica più spietata ma anche più costruttiva che io abbia mai ricevuto, e che quindi mi è piaciuta un sacco...

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Salve.

Qualcuno ha avuto esperienze recenti con Giulio Mozzi?

Io ho deciso di inviargli il mio testo, non appena avrò finito la revisione, seguendo le indicazioni di un'altra editor.

Sono curioso di vedere se può interessargli.

Saluti a tutti.

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Ciao, io ho inviato qualche mese fa.

 

Nessuna risposta.

 

Ricordati di inviare il file nel modo e nel formato che lui desidera.

 

Lo ha specificato chiaramente.

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Ciao, la mia esperienza con Giulio Mozzi è relativamente recente. Gli ho inviato alcuni racconti il 31 marzo (mi raccomando, leggiti molto bene il formato che vuole...) e mi ha risposto il 4 aprile. Nell'insieme è stata una critica molto puntuale, severissima ma anche estremamente costruttiva. Si è occupato solo dei primi due racconti, ma quasi frase per frase, e credo mi sia stato utilissimo per revisioni, modifiche e correzioni. Quindi io ti consiglierei caldamente di mandargli comunque il tuo lavoro quando ti sembrerà ultimato.

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Giusto per curiosità: qualcuno di voi ha mai letto i racconti di Giulio Mozzi, anche per capirne lo stile e, di conseguenza, qualcosa in più dei suoi criteri di valutazione?

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Mi sono appena accorta che Giulio Mozzi questo fine settimana terrà un seminario a Padova: http://www.lanternamagica.org/index.php?option=com_content&task=view&id=324&Itemid=44

 

Qualcuno di voi partecipa?

Io non ci andrò questo fine settimana, ma ho partecipato altre volte e lo trovo molto bravo. Magari un po' burbero come atteggiamento, almeno all'inizio, ma sicuramente un professionista con i fiocchi. 

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Giusto per curiosità: qualcuno di voi ha mai letto i racconti di Giulio Mozzi, anche per capirne lo stile e, di conseguenza, qualcosa in più dei suoi criteri di valutazione?

Io ho letto alcuni suoi racconti e l'ho sentito parlare dei suoi criteri di valutazione. Secondo me le due cose non coincidono, ma è normale che sia così. Io stessa, nel mio piccolo, scrivo secondo un mio stile ma poi apprezzo o ritengo pubblicabili anche altri stili. Tieni poi conto che lui, lavorando da tanti anni con Einaudi e conoscendola bene, non seleziona quel che piace a lui Giulio Mozzi secondo un criterio di gusto soggettivo, bensì quello che pensa possa essere adatta al suo committente. 

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Giusto per curiosità: qualcuno di voi ha mai letto i racconti di Giulio Mozzi, anche per capirne lo stile e, di conseguenza, qualcosa in più dei suoi criteri di valutazione?

Io ho letto alcuni suoi racconti e l'ho sentito parlare dei suoi criteri di valutazione. Secondo me le due cose non coincidono, ma è normale che sia così. Io stessa, nel mio piccolo, scrivo secondo un mio stile ma poi apprezzo o ritengo pubblicabili anche altri stili. Tieni poi conto che lui, lavorando da tanti anni con Einaudi e conoscendola bene, non seleziona quel che piace a lui Giulio Mozzi secondo un criterio di gusto soggettivo, bensì quello che pensa possa essere adatta al suo committente. 

 

 

Vero quello che dici che il proprio stile non necessariamente riflette i criteri di valutazione, meno vero il discorso relativo a Einaudi, in quanto Mozzi lavora per la collana "stile libero" che ha caratteristiche molto particolari, e certamente più in linea con il suo stile. Anche certi esercizi di scrittura che si ritrovano in rete, da lui proposti, sono molto affini al suo stile. Questo senza togliere che apprezzo moltissimo la disponibilità di Giulio Mozzi, il suo esporsi e la professionalità che mi pare dimostri.

Proprio per questo mi dolgo un po', visto che per quel che mi riguarda sono molto distante sia dal suo modo di raccontare sia dalla collana Stile Libero.

Modificato da Tagliacarte

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mi sono fatto mandare un estratto sul kindle, e non mi è piaciuto. Così come non mi è piaciuto ciò che ho letto degli autori che ha "lanciato". Ne deduco che non ci sarebbe troppo feeling tra noi :asd:

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Giusto per curiosità: qualcuno di voi ha mai letto i racconti di Giulio Mozzi, anche per capirne lo stile e, di conseguenza, qualcosa in più dei suoi criteri di valutazione?

Io ho letto alcuni suoi racconti e l'ho sentito parlare dei suoi criteri di valutazione. Secondo me le due cose non coincidono, ma è normale che sia così. Io stessa, nel mio piccolo, scrivo secondo un mio stile ma poi apprezzo o ritengo pubblicabili anche altri stili. Tieni poi conto che lui, lavorando da tanti anni con Einaudi e conoscendola bene, non seleziona quel che piace a lui Giulio Mozzi secondo un criterio di gusto soggettivo, bensì quello che pensa possa essere adatta al suo committente. 

 

 

Vero quello che dici che il proprio stile non necessariamente riflette i criteri di valutazione, meno vero il discorso relativo a Einaudi, in quanto Mozzi lavora per la collana "stile libero" che ha caratteristiche molto particolari, e certamente più in linea con il suo stile. Anche certi esercizi di scrittura che si ritrovano in rete, da lui proposti, sono molto affini al suo stile. Questo senza togliere che apprezzo moltissimo la disponibilità di Giulio Mozzi, il suo esporsi e la professionalità che mi pare dimostri.

Proprio per questo mi dolgo un po', visto che per quel che mi riguarda sono molto distante sia dal suo modo di raccontare sia dalla collana Stile Libero.

 

Ti capisco. Io stessa, pur abitando a Padova e quindi avendo avuto occasione di qualche contatto, non gli proporrei un mio lavoro perché temo che sia molto distante dalle cose su cui lavora abitualmente.

Poi va be', io sono timidissima e questo è un altro problema ancora...

Il mio intervento voleva tuttavia essere di conforto a chi, magari un po' più sfacciato (in senso buono!) di me ci sta meditando. Secondo me un tentativo può valer la pena. C'è speranza per Einaudi... le cose più "mozziane" sono quelle che finiscono in Laurana :asd:  

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Porto la mia esperienza. Ho incrociato Mozzi nel 2012 alla Fiera PiùLibriPiùLiberi, mi è sembrato persona cortese e socievole. Peccato però che abbia risposto con assordante silenzio ai miei due romanzi che gli avevo mandato in visione (a un anno di distanza l'uno dall'altro). Non gli sono piaciuti, evidentemente. Sono stati poi pubblicati entrambi, da altri editori. Come dire, de gustibus...

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Be', Papavero, ma perché trepidi? La cosa peggiore (leggi: più probabile) che può capitare è che non legga il tuo materiale. Se lo critica, devi esserne contento: potrai modificare e migliorarlo.

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Penso che Giulio Mozzi, il materiale "provi" a leggerlo sempre, almeno le prime pagine. Trepido perché è la mia creatura... Voi non trepidate dopo un invio?

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