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Donkey18

Autopubblicazione

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Ciao a tutti!

Voglio porre un paio di semplici domande...

1- Che cosa vi fa acquistare un libro che è stato autopubblicato?

2- Avete dieci euro, andate in librerie e ci sono solo due libri. Uno è stato autopubblicato, leggete la trama e vi piace. l'altro èdi una famosissima casa editrice ma la trama vi lascia perplessi. Preferite comprare il libro autopubblicato perchè vi piace di più, anche se sarà certamente pieno di errori ortografici e/o di battitura, oppure quello della famosissima casa editrice, che sarà sicuramente più corretto ma con una trama meno appassionante? ( So che la risposta giusta sarebbe mi tengo i dieci euro e vado a cercare una libreria più fornita, ma se vi puntassero una pistola alla testa? )

Chiedo questo per avere maggiori opinioni sicuramente più competenti della mia

Grazie!

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Ospite Nom De Plume

La risposta ad entrambe le domande è sempre la trama. Quando entro in libreria non guardo né l'editore, né l'autore (a meno che non stia cercando un titolo in particolare) posso venire attratta dal titolo, dalla copertina, poi leggo la trama e l'incipit, lo sfoglio, se mi piace lo compro indipendentemente se l'editore o autore è un big. Questo non significa però che comprerei un libro pieno di errori, se mi accorgo che c'è poca cura del testo lo poso. Autopubblicazione non significa che si possa trascurare la grammatica!

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Sono perfettamente d'accordo con Nome de Plum; sia che si tratti di cartaceo che di ebook ;)

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Ospite Ice

Ciao a tutti!

1- Che cosa vi fa acquistare un libro che è stato autopubblicato?

Qualcosa che mi garantisca che il libro non è una schifezza sgrammaticata, se non c'è il marchio di un editore, mi baso su due cose: la conoscenza dell'autore (se ho già avuto modo di frequentarlo o di leggere qualcosa di suo) e la lettura di un estratto (già dalle prime pagine posso capire se mi piacerà oppure no) e ovviamente la trama.

2- Avete dieci euro, andate in librerie e ci sono solo due libri.

Trovare in libreria un autore autopubblicato è pura utopia, a meno che l'autore non sia amico del libraio e che questo gli abbia fatto un favore.

In linea di massima se una trama non mi ispira non comprerei il libro famoso, ma d'altra parte il libro autopubblicato potrebbe essere una ciofeca cosmica (è risaputo che la roba buona è solo una piccola percentuale) quindi sarebbe un rischio, anche qui dovrei basarmi sulla lettura di un estratto, però se la trama mi piacesse proprio tanto tanto penso che lo comprerei.

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Ciao Donkey18.

Non compro autopubblicati, mai. I miei dieci Euro sono buoni, perché dovrei spenderli per qualcosa "pieno di errori ortografici e/o di battitura"? No, mi spiace, non posso passarci sopra. E questo riguarda solo la mancata correzione bozze, ma vogliamo parlare dell'editing, che va di pari passo, o addirittura è ancora più importante? Non esiste scritto che non abbia bisogno di editing.

Tagliare qua, allungare là, spiegare meglio quel concetto; posticipare quel passaggio, rendere più fluido quell'altro; rivedere qualche personaggio minore che è un po' piatto; differenziare le "voci" dei personaggi; rendere più incisivo l'incipit... sono solo alcuni dei controlli di routine che un bravo editor compie. Se questo lavoro non viene fatto, ti trovi tra le mani una bozza, una prima stesura, non un romanzo.

Seconda questione: se non c'è selezione a monte, chiunque può autopubblicare qualsiasi cosa. Come distinguere un titolo che potrebbe anche valere qualcosa nel mare magnum delle schifezze? Impossibile, quindi nemmeno ci tento.

Terzo punto: se proprio ho voglia di rischiare il mio tempo, la rete è piena zeppa di robe gratis. Al limite vado a pescare lì, ma non ci spendo nemmeno dieci centesimi.

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Ospite Jack Shark

Punto 1: compro libri autopubblicati SOLO se conosco l'autore e nel caso, lo compro solo per l'autore e non per il libro.

Punto 2: ho seri dubbi che in libreria troverei mai un libro autopubblicato. Ma se dovessi imbattermi mai in una situazione come tu la descrivi, non comprerei nessuno dei due libri.

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Certamente: i libri autopubblicati non si trovano in libreria, non è una sciocchezza, bisogna pensarci bene prima di autopubblicare perchè poi a chi li vendi i 10 scatoloni di libri che ti arrivano e metti in cantina?

Poi dalla trama non si può capire tutto. Io prenderei il libro della rinomata CE, così che non abbia errori, magari poi la trama non era spettacolare, ma mi diverto a leggerlo per il modo in cui è scritto. Sicuramente voglio libri senza errori. Quando leggo dei libri di case editrici regionali trovo sempre uno o due errori, sono una "macchina trova errori" perciò disprezzo l'autopubblicazione.

Donkey18, hai idea di autopubblicarti per caso?

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Ospite Jack Shark

Ma l'associazione autopubblicazione = libro non editato da quale pianeta l'avete presa?

Ho letto autopubblicazioni prive di refusi e libri di editori nazionali infarciti di errori.

Grande editore non è sinonimo di qualità garantita.

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NealSmallpox: dal pianeta delle statistiche. È il 99,9% dei casi. Parlo di editing professionale, non "mio cugggino che s'è appena laureato e adesso fa lo stage in una casa editrice". E lo dico per un motivo semplicissimo: tra i millemila autopubblicati ben pochi possono permettersi un service serio. Lo 0,1% che autopubblica, si paga editing e correzione di bozze, ed è pure decente come contenuti esisterà anche, ma non fa media.

Jack Shark: come sopra. È questione di percentuali. Certo, a un editore nazionale può scappare di mandare in stampa un testo non revisionato con cura, ma qui le percentuali s'invertono: c'è uno 0,1% di probabilità di beccare una roba del genere.

Senza contare che, come dicevo sopra, non è solo questione di refusi, ma di lavorare, e a fondo, sul testo.

Un'altra cosa: dovesse mai capitare di beccare una ciofeca simile, puoi sempre lamentarti con l'editore.

Mio padre è persona pignola per certe cose. Gli capitò un libro di Rizzoli, nientemeno, proprio come dicevi tu, infarcito di castronerie. Giusto per dirtene una: era citato un "aereo quadri-ingegnere". Cosa diavolo sarà mai, si è chiesto mio padre.

Pensa che ti pensa, abbiamo capito: era la traduzione maccheronica dall'inglese "four-engined", ovvero un banalissimo quadrimotore. Mio padre s'è segnato tutti gli errori e ha scritto al servizio clienti di Rizzoli.

Da Rizzoli hanno risposto. Hanno ammesso che per errore era stata mandata in tipografia la penultima versione, quella non definitiva. Si sono scusati, hanno ringraziato, hanno assicurato che nella ristampa seguente avrebbero tenuto conto delle indicazioni, e hanno regalato a mio padre un buono per tre libri a scelta dal loro catalogo.

Con un autopubblicato cosa fai? Chiami l'autore a casa?

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Anche io diffiderei dell'autopubblicato e acquisterei quello della famosa casa editrice. Una trama interessante non mi basta per decidere. Come mi è già capitato di fare, acquisterei l'autopubblicato solo se l'autore lo conosco

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Rispondo alla domanda che mi ha fatto Daniele: faccio outing, mi sono già autopubblicato ma con libri fotografici, vendendo qualche decina di copie, tenendo conto la rarità delle parole. Credo sia molto diverso comprare un libro autopubblicato dove sono presenti più di cento foto ( faccio il mio esempio ), piuttosto che un libro "normale".

Ho posto quelle domande perchè scrivo libri d'avventura e fantasy e mi chiedevo quanto fosse conveniente autopubblicare pure quelli ( due sono al vaglio delle case editrici, incrociamo le dita )

Grazie per le risposte!

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Non conosco per niente il mercato dei fotolibri, quindi può darsi che sia un'ottima idea pubblicarseli da sé.

Per quel che riguarda i romanzi, te lo sconsiglio di cuore. Se i tuoi lavori sono al vaglio di editori seri, pazienta. Se non ricevi risposta, o se il parere è negativo, insisti con altre case editrici.

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Ospite Jack Shark
Jack Shark: come sopra. È questione di percentuali. Certo, a un editore nazionale può scappare di mandare in stampa un testo non revisionato con cura, ma qui le percentuali s'invertono: c'è uno 0,1% di probabilità di beccare una roba del genere.

Senza contare che, come dicevo sopra, non è solo questione di refusi, ma di lavorare, e a fondo, sul testo.

Un'altra cosa: dovesse mai capitare di beccare una ciofeca simile, puoi sempre lamentarti con l'editore.

La penso esattamente come te. Infatti come ho detto sopra, compro solo autopubblicati di autori che conosco.

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Sono d'accordo con In_mezzo_alle_segale. In percentuale l'autopubblicazione è più rischio di quella editata per il semplice motivo che non c'è stata selezione. Riguardo alle possibilità di vendita non saprei: per alcune piccole CE la visibilità è molto modesta e finisce che l'autore deve farsi pubblicità praticamente da sé.

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Un conto è l'autopubblicazione, che mi lascia molto perplesso ma potrebbe avere un suo senso, e tutt'altro paio di maniche è la pubblicazione a pagamento.

Nel primo caso è evidente che devi fare tutto da te, sia in cartaceo che in digitale. Promozione, distribuzione, creazione di eventi. Il che significa un sacco di lavoro, se si vuole fare qualcosa che somigli a un iter standard. Contattare testate locali che accettino di parlarne, cercarsi i locali per le presentazioni, spedire inviti, sballottare scatoloni, creare manifesti o altro materiale pubblicitario...

Alla fine la scrittura viene relegata in un angolino.

La pubblicazione a pagamento, invece, è da evitare a qualsiasi costo. Si buttano dei soldi, lo sforzo richiesto all'autore è in pratico identico, e in più si finisce in un vicolo cieco, perché nessun editore serio prenderà mai in considerazione libri editi dietro compenso.

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La pubblicazione a pagamento è comunque esclusa dalla "filosofia" di WD, e in generale stigmatizzata nei forum letterari.

Peraltro molti piccoli editori free, a causa degli scarsi mezzi, non danno un gran supporto alla visibilità dei testi che pubblicano. Per cui l'autore è costretto a impegnarsi parecchio per vendere le sue copie, "come se" si posse pubblicato da solo, e incassa poi il suo misero 5-10%. Chi fa tutto da sè ovviamente non deve dividere con altri. Rimane la mancata valutazione, editing ecc. che il vaglio di un editore comunque garantisce.

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Restando dell'idea che se una piccola CE mi offrisse un anche misero contratto lo prenderei in seria considerazione...

Da alcune vostre risposte mi viene da dedurre che la differenza tra una piccola CE e l'autopubblicazione è che nel primo caso esiste un lavoro di editing e di correzione bozze, o sbaglio?

Vi faccio il mio esempio:

Un mio fotolibro costava 10 euro ( uso il passato perchè non sono più in vendita )

Il costo totale tra stampa e tutto era di 8.50, ergo io guadagnavo 1.5 euro a fotolibro

E stiamo parlando di un fotolibro, cioè non di un libro vero e proprio, perchè non bisogna essere lettori per leggere uno di questi.

Ho fatto questo discorso basato solo sui soldi perchè credo che un esordiente medio non arrivi a guadagnare quella cifra con con la vendita di un libro medio con una CE media.

Detto tutto questo, ribadisco il fatto che se una piccola CE mi proponesse un contratto dove guadagnerei anche solo 50 cent a libro, lo accetterei di corsa.

Volete sapere qual'è veramente il punto più importante per me?

Quanto vi sentireste soddisfatti nel vedere riconosciuto il proprio lavoro tramite un contratto con una CE e quanto dopo esservi autopubblicati?

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Concordo con la tua domanda sulla soddisfazione. Pubblicando con una CE si suppone che il tuo libro abbia superato un esame più o meno serio; se ci autopubblica questo esame non si sostiene. Per l'autore è pur sempre una soddisfazione. Per un lettore acquirente la casa editrice dovrebbe essere una garanzia di qualità, mentre l'acquito di un'autopubblicazione può essere una bufala. Faccio un esempio: io ho autopubblicato su ilmiolibro un piccolo saggio. Non ho provato nemmeno a proporlo, non perché non credo che sia buono, ma perché in quel momento me ne servivano rapidamente alcune copie. Nel frattempo ho dato un'occhiata alle prime pagine di molti romanzi: si trova di tutto, anche cose letteralmente illegibili perché scorrette lessicalmente.

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Ospite Jack Shark
Da alcune vostre risposte mi viene da dedurre che la differenza tra una piccola CE e l'autopubblicazione è che nel primo caso esiste un lavoro di editing e di correzione bozze, o sbaglio?

Non necessariamente in tutti i casi. Ci sono autopubblicazioni corrette e editate, così come ci sono pubblicazioni FREE senza editing e con correzione bozze approssimativa e dozzinale.

Si parla di percentuali. Cioè, un libro autopubblicato editato e corretto capita un percentuale piuttosto risibile e inoltre è spesso impossibile per l'acquirente saperlo prima.

Per questo se non si conosce il libro o l'autore è meglio evitare.

Un mio fotolibro costava 10 euro ( uso il passato perchè non sono più in vendita )

Il costo totale tra stampa e tutto era di 8.50, ergo io guadagnavo 1.5 euro a fotolibro

Detto tutto questo, ribadisco il fatto che se una piccola CE mi proponesse un contratto dove guadagnerei anche solo 50 cent a libro, lo accetterei di corsa.

Quanto vi sentireste soddisfatti nel vedere riconosciuto il proprio lavoro tramite un contratto con una CE e quanto dopo esservi autopubblicati?

Sulle autopubblicazioni si può guadagnare anche molto ma molto di più. Si può arrivare tranquillamente a somme a 4 cifre.

Il punto sta proprio nel fatto che non c'è alcuna soddisfazione.

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Secondo me l'autopubblicazione ha senso se si parla di ebook, dove il prezzo è contenutissimo. Magari si affianca il cartaceo per i tre amici che lo vogliono, ma un'edizione cartacea senza distribuzione mi pare piuttosto inutile.

Un ebook a meno di un euro, che se la trama intriga chiunque può permetterselo senza farsi troppi problemi è l'ideale. Così poi la scelta fra ebook della casa editrice consolidata e ebook dello sconosciuto autoprodotto può risolversi in: li prendo entrambi (o anche no se la casa editrice fa pagare uno sproposito).

Io ne ho letti doversi, o conoscevo l'autore (principalmente) o erano gratis e li ho letti per curiosità. Non ho trovato schifezze (ma su alcuni andavo sul sicuro) però neanche qualcosa di eccezionale. Non ho ancora comprato un ebook autoprodotto ma perché ho troppe cose da leggere in arretrato, e le volte che ho dato un'occhiata alle varie piattaforme, niente mi ha colpito davvero. Se trovassi qualcosa che rientra nelle mie tre o quattro fisse di trame, ambientazioni che amo leggere lo comprerei. A meno di un euro o circa.

Ma il discorso è simile con le piccole case editrici. Acquisto o se conosco l'autore, o se avendo letto altri lavori mi soddisfa come casa editrice e so di avere una certa sicurezza. Ma fra un autoprodotto e una piccola free che non conosco continuo a non vedere troppa differenza, magari non troverò errori grammaticali (magari non è detto) ma la sicurezza che la storia sia soddisfacente non ce l'ho e lo dico per la mia piccola statistica di lettrice.

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Ospite Ice

Sulle autopubblicazioni si può guadagnare anche molto ma molto di più. Si può arrivare tranquillamente a somme a 4 cifre.

Il punto sta proprio nel fatto che non c'è alcuna soddisfazione.

Se riuscissi a guadagnare somme a 4 cifre da un'autopubblicazione ti assicuro che sarei molto molto molto soddisfatta XD

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Non ho ancora comprato un ebook autoprodotto ma perché ho troppe cose da leggere in arretrato...

Nerina, hai centrato uno dei problemi. Non è tanto una questione di soldi (anche, ma non solo), quanto piuttosto di tempo. Pescare a caso nell'immensità delle autopubblicazioni è quasi matematica certezza di buttare tempo. Quando leggo un libro non dico brutto, ma senza lode né infamia, mi prende la stizza. Ho una pila alta un metro di autori fidati che ancora non ho letto; perché mai dovrei sprecare ore, se non giorni, per una roba di sicuro inferiore?

Hai ragione, niente e nessuno ti mette al riparo dalle delusioni, ma si può abbassare di molto il rischio.

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Avere tanti parenti, amici disposti a comprare il libro, dal momento che non hai solo una piccola percentuale ma tutto l'incasso, puoi guadagnare molto.

Il problema è appunto avere un discetro numero di persone pronte a comprarlo, altrimenti la vedo dura.

Oggi leggevo sul giornale locale un articolo su una tipa che ha pubblicato un libro.

Ne parlava così bene... con entusiasmo. Sembrava parlasse del probabile best seller dell'anno. Poi ho letto bene: edito da Albatros.

:facepalm:

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Jack Shark hai centrato il punto.

Con l'autopubblicazione certo che puoi guadagnare molto di più di 1.5 a libro, il problema è chi te lo compra.

Se li avessi venduti a venti euro ( prezzo medio di molti libri ) ci avrei guadagnato 11.5 a libro, moltiplicando il mio guadagno ma non ne avrei venduto mezzo.

Detto questo ritengo sempre che la soddisfazione personale sia superiore a quella monetaria.

Cmq...

A.A.A. Cercasi pubblicazione con piccola/media/grossa CE

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Non ho ancora comprato un ebook autoprodotto ma perché ho troppe cose da leggere in arretrato...

Nerina, hai centrato uno dei problemi. Non è tanto una questione di soldi (anche, ma non solo), quanto piuttosto di tempo. Pescare a caso nell'immensità delle autopubblicazioni è quasi matematica certezza di buttare tempo. Quando leggo un libro non dico brutto, ma senza lode né infamia, mi prende la stizza. Ho una pila alta un metro di autori fidati che ancora non ho letto; perché mai dovrei sprecare ore, se non giorni, per una roba di sicuro inferiore?

Hai ragione, niente e nessuno ti mette al riparo dalle delusioni, ma si può abbassare di molto il rischio.

Quando do un'occhiata a queste pubblicazioni diciamo che lo faccio più con la scrittrice che è in me, curiosa di vedere che combinano gli altri, piuttosto che con la lettrice, che appunto già annaspa nella quantità di libri che si è prefissata di leggere e che più probabilmente le daranno soddisfazione.

Io sto scrivendo (ho scritto/scriverò difficile scegliere il tempo verbale) una specie di romance e ultimamente mi è presa la curiosità di vedere come lo scrivono altri aspiranti come me. Per confrontarmi, per vedere se attraverso le cose che ritengo tremende nelle loro opere mi accorgo che le ho usate anche io, ma non me ne rendevo conto, o al contrario cosa ritengo che funzioni.

E non ho voglia di leggere romance editi da case editrici. Per affinità sento il bisogno di opere trash (come lo è la mia), quindi le vie che portano una persona a leggere un romanzo autoprodotto sono infinite.

Fossi una lettrice pura probabilmente non avrei fatto nulla di tutto ciò. :asd:

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Se è per studio antropologico va bene. Se è per spiare la concorrenza va pure bene. Se è per tirarti su il morale perché gli altri sono tremendi va addirittura benissimo. Non certo per il piacere della lettura in sé.

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Ospite Jack Shark

Sulle autopubblicazioni si può guadagnare anche molto ma molto di più. Si può arrivare tranquillamente a somme a 4 cifre.

Il punto sta proprio nel fatto che non c'è alcuna soddisfazione.

Se riuscissi a guadagnare somme a 4 cifre da un'autopubblicazione ti assicuro che sarei molto molto molto soddisfatta XD

Io l'ho fatto :asdf:

Ma ti assicuro che rispetto a una pubblicazione VERA non c'è paragone :asd:

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A proposito di autopubblicazione, sono inciampato in un articolo in cui Loredana Lipperini riporta dati molto interessanti.

Chiedo il permesso di postare il link. Se qualche mod passa da queste parti mi dia un parere. Tenchiù.

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