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Elet88

Tradurre un romanzo già edito: che ne dite? Provo o lascio perdere?

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Un saluto ai compagni scrittori del miglior forum sul web :) era da un po' che non postavo una domandina...

...ma da tempo pensavo di prendere un libro già edito in inglese e tradurlo in italiano.

L'autore è abbastanza famoso (Harry Turtledove :) ), e quindi non dovrebbero esserci problemi nella distribuzione. La domanda che mi sorge però spontanea è: perché nessuno finora lo ha tradotto in italiano? O francese? O spagnolo?

Altri suoi libri sono stati tradotti in molte lingue (fra cui appunto l'italiano). Ma questo, no.

A questo proposito, prima di cimentarmi nell'impresa che ritengo fattibile, ma che richiederebbe mesi di lavoro, vorrei un vostro parere: ne varrebbe la pena oppure no? Con l'inglese scritto me la cavo molto bene; ormai so cosa vuol dire scrivere (non c'è solo da tradurre, lo so, hihi) ; il romanzo sembra molto apprezzato in patria.

Però se anche lo traducessi, poi come farei a presentarlo alla casa editrice? I suoi romanzi sono editi da diverse CE: Fanucci, TEA, ecc..., e avendo tradotto un libro non vorrei trovarmi davanti a un'attesa stile "autore esordiente" che propone il SUO di libro.

Grazie :)

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Ma non è che per caso non è stato tradotto in italiano per questioni contrattuali? :sss:

Io personalmente non sapevo che i traduttori potessero proporre traduzioni di propria iniziativa alle CE. Almeno, non di autori che detenessero ancora i diritti delle loro opere (mi risulta che Turtledove sia vivo, se di recente ci ha lasciato non l'ho saputo). Credevo che gli autori dovessero venir contattati dalle CE nostrane e stipulare un contratto con loro, dopodiché la CE avrebbe pensato alla traduzione, affidadola ai propri traduttori o a società specializzate.

No? :sss:

Tradurre un'opera e proporla per la pubblicazione dovrebbe essere una violazione dei diritti d'autore.

Comunque attendo risposte di gente più esperta del sottoscritto, è una questione che mi incuriosisce.

Avrei tanti di quei romanzi da tradurre dal giapponese... :sss:

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Scusa, ma non è solo l'autore (o al limite la casa editrice se ha ceduto i diritti, o gli eredi se è morto) che può decidere se vuole essere tradotto e pubblicato in un altro paese? Non credo proprio che tu possa decidere di tradurlo e poi portare il libro tradotto a una casa editrice per la pubblicazione...

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Attualmente so rivedendo la traduzione di un saggio di un autore americano; c'è un curatore italiano cui l'autore ha demandato (ufficialmente) tutto quanto sia da decidere per la pubblicazione in Italia. Io come traduttore non ho diritti, ma sto cercando un modo di pubblicarlo come ebook per incarico del curatore stesso. Ho conoscuto l'autore durante una sua visita in Italia e ha affidato il lavoro a noi, ma legalmente parlando non avrei il diritto di proporre la traduzione senza l'assenso di curatore responsabile e autore.

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Ospite Ice

Se l'autore è ancora vivo qualcuno deve pagargli i diritti di traduzione (di solito ci pensa la casa editrice) ma se non trovi un editore interessato rischi di fare un lavoro inutile, se non sei autorizzato non puoi far circolare una traduzione di un testo che non ti appartiene.

Potresti farlo solo se il testo fosse di dominio pubblico ossia se l'autore fosse morto da più di 70 anni.

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A quello che so, se uno vuole tradurre un autore straniero, la prassi è proporre all'eventuale casa editrice un saggio di traduzione (qualche cartella) e la scheda del libro, per sapere se possono essere interessati ad acquistare i diritti e ad affidare la traduzione a chi si propone. È escluso che leggano la traduzione di tutto.

Ah, tradurre non è illegale, è pubblicare la traduzione che lo è.

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Allora, se vuoi tradurlo per diletto sei libero di farlo. Se vuoi farlo in modo ufficiale allora devi prima di tutto parlare con chi detiene i diritti (di solito la casa editrice), presentare una prova di traduzione e pagare un anticipo di royalties (che variano a secondo della tiratura prevista).

Dopo sta trafila, firmi il tuo bel contratto di cessione diritti per la lingua italiana e speri che il libro venda :)

Ave,

Valerio

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A quello che so, se uno vuole tradurre un autore straniero, la prassi è proporre all'eventuale casa editrice un saggio di traduzione (qualche cartella) e la scheda del libro, per sapere se possono essere interessati ad acquistare i diritti e ad affidare la traduzione a chi si propone. È escluso che leggano la traduzione di tutto.

Ecco cosa mi ero perso: chiedere prima se alla casa editrice interessa hihi.

Ah, tradurre non è illegale, è pubblicare la traduzione che lo è.

Infatti, per questo ho postato la domanda tranquillamente :blush: mi pareva ovvio fin dall'inizio che non voglio appropiarmi di diritti (di Turtledove poi!... come potrei senza che se ne accorgano hihi xD)

Comq okay: saggio per constatare le abilità accompagnato dalla proposta del libro da tradurre.

Però quello che ha detto Valerio Villa non mi ispira: perché mai dovrei pagare io? E' la CE che si occupa di queste cose. Se poi non gli interessa cosa ho pagato a fare? O meglio, per cosa? ;)

Io pensavo di tradurlo, poi se alla CE interessa bene (magari contattare quella che ha pubblicato di più i suoi libri; se gli interessa sicuramente si darà da fare per chiedere i diritti). Però sì, appunto è meglio se prima sento, per non far lavoro inutile hihi.

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Però una volta avevo letto un articolo che appunto per fare i traduttori letterari, era più o meno la trafila che avevo esposto io. Se no come farebbero i traduttori a "prendersi" quel posto? O.O

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Ospite Ice

Fai conto che le CE grandi hanno già i loro traduttori è difficile che prendano in considerazione qualcuno che si presenta dal nulla e che lo fa come hobby (o comunque che non ha esperienza nel campo).

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Non fraintendermi, la trafila che ti ho descritto la fa la casa editrice. Però una cosa che puoi fare è chiedere se i diritti per il mercato italiano sono già stati concessi, di solito l'ufficio per i diritti ti risponde. Così eviti di imbarcarti in una cosa già in mano ad altri. Tieni conto che, come dice Ice, i grossi gruppi hanno già traduttori a cui si appoggiano. Quindi il proporti a qualche casa editrice minore, comporta spese che spesso i piccoli non possono sostenere, perché fatte nella speranza di vendere.

Devi comunque avere il tuo bel curriculum e un portfolio di opere da te tradotte e pubblicate, le cose fatte in modo amatoriale non sono prese in considerazione.

Ave,

Valerio

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Devi comunque avere il tuo bel curriculum e un portfolio di opere da te tradotte e pubblicate, le cose fatte in modo amatoriale non sono prese in considerazione.

Ma la domanda che mi sorge spontanea allora è: gli altri come hanno iniziato? Facendosi assumere come traduttori come se si trattasse di un lavoro comunque?

Grazie per le risposte :)

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Devi comunque avere il tuo bel curriculum e un portfolio di opere da te tradotte e pubblicate, le cose fatte in modo amatoriale non sono prese in considerazione.

Ma la domanda che mi sorge spontanea allora è: gli altri come hanno iniziato? Facendosi assumere come traduttori come se si trattasse di un lavoro comunque?

Grazie per le risposte :)

Domanda che interessa anche me, visto che sto pensando a un cambio di carriera proprio in quel senso. :S

Comunque direi che si tratta della stessa trafila da fare in ogni campo: studi, magari esperienze all'estero, e poi entri (dalla finestra, leggi i soliti stage/tirocinii a 6 mesi/contratti a progetto) in qualche agenzia del campo. Cominci a farti un curriculum e ti costruisci i contatti per fare il salto di qualità.

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Devi comunque avere il tuo bel curriculum e un portfolio di opere da te tradotte e pubblicate, le cose fatte in modo amatoriale non sono prese in considerazione.

Ma la domanda che mi sorge spontanea allora è: gli altri come hanno iniziato? Facendosi assumere come traduttori come se si trattasse di un lavoro comunque?

Grazie per le risposte :)

Domanda che interessa anche me, visto che sto pensando a un cambio di carriera proprio in quel senso. :S

Comunque direi che si tratta della stessa trafila da fare in ogni campo: studi, magari esperienze all'estero, e poi entri (dalla finestra, leggi i soliti stage/tirocinii a 6 mesi/contratti a progetto) in qualche agenzia del campo. Cominci a farti un curriculum e ti costruisci i contatti per fare il salto di qualità.

E già, la solita vitaccia di chi cerca lavoro. Fai scuole, segui corsi, ti aggiorni sui corsi, prendi attestati, infili tutto sul curriculum, spedisci il tutto a chi possa interessare.

Non ho capito la frase "come se si trattasse di un lavoro comunque"; è un lavoro, cerchi di iniziare come tutti i lavori.

Ave,

Valerio

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è possibile proporsi a grandi CE come traduttori anche se non si aveva in precedenza nessun contatto. Come ti hanno già detto non fai la traduzione per intero, ne invii qualche cartella e ti proponi come traduttore, oppure proponi di revisionare un libro già edito in Italia ma magari mal tradotto. Ovviamente contatti quelle CE che potrebbero essere interessate a quel libro, e nel tuo caso non è detto che lo siano perché in precedenza avevano o hanno attualmente in catalogo altri titoli dello stesso autore. Io di Turtledove qualcosa ho letto e mi rendo conto che alcuni titoli non avrebbero molte chance di essere pubblicati oggi in Italia (la serie della legione perduta ad esempio... un po' troppo naif, ormai).

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Devi comunque avere il tuo bel curriculum e un portfolio di opere da te tradotte e pubblicate, le cose fatte in modo amatoriale non sono prese in considerazione.

Ma la domanda che mi sorge spontanea allora è: gli altri come hanno iniziato? Facendosi assumere come traduttori come se si trattasse di un lavoro comunque?

Grazie per le risposte :)

Beh è come quando vai a cercare un qualsiasi altro lavoro e ti poni la stessa domanda: "se tutti cercano persone con esperienza io l'esperienza come me la faccio?" sono le domande a cui non avremo mai risposta o meglio sarebbe non cercarla perchè estremamente deludente (scusa ma su questo discorso sono estremamente pessimista).

Perchè non provi a contattare una casa editrice di cui ti fidi (magari con cui hai già contatti passati) e chiedi come funziona da loro per diventare traduttore? Penso che le politiche siano più o meno quasi le stesse ovunque

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Purtroppo nelle case editrici si accede soprattutto per conoscenza. Spesso le collane sono coordinate da professori universitari che affidano le traduzioni ai loro pupilli o propongono testi tradotti per la tesi di laurea e poi corretti e preparati per la pubblicazione...

Comunque tentare non nuoce... Le grandi case editrici hanno i loro traduttori di cui si fidano. Una collega ha fatto una proposta per tradurre un libro a una grossa casa editrice milanese, la quale ha risposto: "Interessante, ma se lo tradurremo sicuramente affideremo il lavoro a un nostro collaboratore...". La cosa migliore è quella di partire con case piccole e fare traduzioni gratuite per farsi conoscere.

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Più che l'assalto diretto alle CE, proverei a sentire presso agenzie di servizi. Non ti faranno tradurre letteratura (magari robe tecniche e noiosissime), ma è più facile entrare.

Nel caso tu voglia presentarti direttamente alla CE, traducine solo un pezzo, per cominciare, e senti quant'è l'eventuale compenso. Di solito si parla di cifre scoraggianti, soprattutto se non hai un buon curriculum da esibire.

Se ti sei fissato su un autore in particolare, raccogli più informazioni su di lui. Alcuni scrittori si disinteressano completamente di chi li traduce in altri paesi, altri si fidano della CE locale, ma ce ne sono alcuni che hanno vere e proprie manie. Pennac, per esempio, pretende di essere tradotto sempre e solo dalla stessa persona; non accetterebbe MAI un cambio immotivato.

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